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Lettera aperta di un uomo ombra a Papa Francesco

16 maggio 2013
Papa Francesco

Papa Francesco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caro Papa  Francesco, scusa il tu ma mi trovo meglio.

Io sono ateo, ma la tua elezione, non so perché, mi ha entusiasmato e mi sei piaciuto subito. In questi giorni nei giornali ho letto tante cose su di te. E, Francesco, il marito della figlia adottiva del mio cuore, mi ha scritto:

– Il nuovo Papa in più occasioni s’è schierato dalla (more…)

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Arte, Lauretta Barcaroli espone ad Arte Padova

15 ottobre 2011

Lauretta Barcaroli

Da giovedì 10  novembre 2011 a   lunedì 14 novembre 2011 ore 13
Work in progress, il nuovo percorso seriale di Lauretta Barcaroli, definisce una condizione che per l’artista rappresenta l’agire quotidiano della propria ricerca. Un termine aziendale che si muove all’interno di una dicotomia tra antico e moderno e che restituisce l’origine mitica che è alla base di questi lavori collocandola in un contesto contemporaneo.

Così il valore del fare, parafrasando ancora un linguaggio impropriamente artistico, diviene working process,  dove l’eccellenza del gesto sorgente e del suo divenire segno rappresentano entrambi il mezzo e l’obiettivo dell’esperienza.

Così come nel 113 d.C. un cittadino romano poteva stimolare la sua fantasia e mettere alla prova il proprio entusiasmo di fronte ai fregi spiraliformi della colonna Traiana, così il cittadino di oggi può scegliere di verificare se stesso e la propria sensibilità rallentando lo sguardo sugli emorilievi che Lauretta sceglie di comunicare.

Il flow time, ed il suo istantaneo inestimabile intimo valore, divengono una esperienza pari alla conquista della Dacia, ma tra le dita dell’artista resta il contenuto etico di un evento privato che coraggiosamente diviene narrazione pubblica. Così anche l’epica di un’ anima, che sia narrata su papiro o con graffiti, che sia declamata accompagnandone gli esametri con la cetra o venga rappresentata con incisioni e graffi nella materia nuda, si solidifica acquisendo un valore universale, alla portata di qualsiasi genere di occhio.

Ci viene consegnato un codice segreto, un codice cifrato, un lineare fraseggio Morse che tramanda forme che possono solo essere sussurrate, senza dettaglio né tempo. Non importa dunque se siano le gesta dell’imperatore, l’epopea di Gilgamesh, l’Odissea d’un greco o le vicende mistiche del Rāmāyana ad istoriare il verticale farsi e disfarsi di questo luminescente DNA sentimentale che Lauretta decide di mettere a nudo, ciò che conta è l’anima di chi osserva e la necessità di mettere  tutto il resto a tacere a beneficio d’un patrimonio unico che ogni osservatore ha il privilegio di decodificare.(Lorenzo Pietrosanti)

Il Museo del Vetro di Piegaro a Montegrotto (PD)

7 settembre 2011

Il prossimo venerdì  9 settembre 2011 si svolgerà presso il Museo Internazionale del Vetro d’Arte di Montegrotto Terme (PD) l’incontro VITRUM 2011, patrocinato da Regione Veneto, Provincia di Padova e Comuni di Abano Terme e Montegrotto Terme.

Sarà una giornata dedicata ai musei del vetro italiani, in cui verranno presentate storie e realtà diverse, accomunate dal legame con questo versatile e multiforme materiale. Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione della scrittrice e critica d’arte Maria Beatrice Autizi Rigobello, interverranno Chiara Squarcina, direttrice del Museo del Vetro di Murano, Chiara Berichillo, responsabile del Museo del Vetro di Piegaro, Linda Siri, direttrice del Museo del Vetro di Altare (SV) e Giampiero Cudin, direttore del Museo del Vetro di Montegrotto Terme.

La presenza a VITRUM 2011 rappresenta un punto d’orgoglio per il giovane Museo del Vetro di Piegaro, che grazie alla lungimiranza dell’Amministrazione Comunale, all’appoggio delle Istituzioni e all’intensa attività svolta dalla sua apertura nel 2009, può oggi confrontarsi, dopo soli due anni, con realtà rilevanti a livello italiano e internazionale, come i musei di Murano e Altare, ed instaurare con esse proficui rapporti di scambio.

Chi ha paura di questo Simbolo?

3 novembre 2009
Gesù crocifisso di Velasquez

Gesù crocifisso di Velasquez

 

 

La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce “una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”. E’ quanto ha stabilito oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo nella sentenza su un ricorso presentato da una cittadina italiana.

Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule. A nulla, in precedenza, erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione.

La sentenza ha previsto che il governo italiano dovrà pagare alla donna un risarcimento di cinquemila euro per danni morali.