Posts Tagged ‘paola’

REGIONALI, FIORONI (LEGA): “L’IMPROVVISAZIONE METTE A RISCHIO SERVIZIO 118 E SALUTE DEI CITTADINI”

17 ottobre 2019
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Paola Fioroni

“La mozione governativa di riforma del servizio 118, presentata in Senato lo scorso 7 ottobre dalla senatrice 5Stelle Maria Domenica Castellone, mette a rischio tutto il sistema che garantisce il servizio 118, anche sul nostro territorio regionale, configurando un detrimento al sistema di sussidiarietà orizzontale, principio insostituibile nel nostro contesto sociale, e generando un costo insostenibile per il Servizio sanitario nazionale che si tradurrebbe inevitabilmente in un ulteriore aumento della tassazione o in una riduzione dei servizi per il cittadino”. (more…)

REGIONALI UMBRIA: FIORONI (LEGA) LA CANDIDATURA DI BIANCONI APPARE SORDA ALLE POLITICHE SOCIALI

23 settembre 2019
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Paola Fioroni

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Nel leggere la prima dichiarazione di Vincenzo Bianconi, aspirante presidente della coalizione di centrosinistra, salvo l’ennesima sorpresa in uscita dal cilindro giallorosso, non posso non notare che nella lunga lista dei desideri di cambiamento per la nostra regione non siano state menzionate le politiche sociali”.

A sottolinearlo la candidata nelle liste della Lega alle prossime elezioni regionali dell’Umbria, Paola Fioroni.

“Nell’affermare che le politiche sociali non appartengono alla sinistra avrei preferito essere smentita dalle prime dichiarazioni programmatiche di Bianconi – prosegue Fioroni –. Temo invece che le famiglie in povertà, i disabili senza autonomia, i lavoratori precari e gli anziani soli di questa regione, in attesa di risposte da oltre 50 anni, rimarranno ancora una volta delusi dal centrosinistra, anche nel solco di questa annunciata svolta civica”. “Evidente appare la frattura socio-politica che si è delineata tra il centrosinistra e il proprio elettorato di riferimento – conclude la candidata della Lega – nel momento in cui la segreteria nazionale e regionale del Pd promuovono ed accolgono la candidatura civica di un valido imprenditore umbro intorno alla quale sta tuttavia prendendo forma l’attuale dinamica distorsiva di un’alleanza politica innaturale”.

Presentazione del libro “Morte dei Paschi” e dei candidati M5s al parlamento

15 febbraio 2018

Fracassi Giannetakis e TiziIl libro “Morte dei paschi” di Lannutti e Fracassi, ripercorre il filo che lega una serie di strani suicidi, come quello di David Rossi, e l’acquisizione di Banca Antonveneta, acquistata a più del doppio del suo valore e pagata con derivati di scarso valore che hanno portato al crollo del Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo.  (more…)

BRILLA IL TALENTO DEGLI STUDENTI UMBRI NEL CONCORSO “IL GIORNO DELLE STELLE”

29 novembre 2017
I componenti dell'associazione Ali della mariposa (1)

I componenti dell’associazione Ali della Mariposa

Tutto pronto per la presentazione de ‘Il giorno delle stelle’, concorso regionale organizzato dall’associazione Ali della Mariposa e rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado dell’Umbria. Alla cerimonia, sabato 2 dicembre alle 10.30 a Palazzo Giusti Orfini di Foligno, parteciperanno Donatella Porzi, presidente (more…)

MODI DI RESTAURARE A CONFRONTO. DUE AFFRESCHI DAI DEPOSITI DELLA GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA

5 dicembre 2014

galleriaGalleria Nazionale dell’Umbria – SALA CONFERENZE

 7 DICEMBRE 2014, ORE 17.00

In occasione delle giornate di presentazione dell’attività del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dedicate al restauro, all’archeologia e al patrimonio storico-artistico, domenica 7 dicembre 2014, alle ore 17,00 Paola Passalacqua presenterà due affreschi distaccati, provenienti dalla (more…)

Sala dei Notari, Musica e poesia contro la violenza sulle donne

26 novembre 2014
Ilaria Onair

Ilaria Onair

Grande serata ieri alla sala dei Notari in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulla Donna.L’associazione “il coraggio della paura”,capitanata da Anna Maria Petri,con Paola Medici,Chiara Tomassini e molte altre,hanno organizzato e messo in scena un evento degno della massima attenzione e apprezzamento,vista anche la massiccia partecipazione,non solo delle autorità locali,ma della gente stessa,nonchè degli ospiti,alcuni molto prestigiosi come Mauro Busineli violoncellista di fama internazionale, Alessandro Zucchetti virtuoso della chitarra che con Businelli ha dato vita ad un connubio di estatiche melodie,sulle note di “habanera” e “oblivion”, ma molti altri artisti si sono avvicendati sul palco,strepitosi i monologhi di ilaria1Mariella Chiarini presi da “ferite a morte” di Serena Dandini, la performance del mezzo soprano Chiara Giudice ed il basso Lamberto Losani, ed infine per chiudere in bellezza il coro polifonico di Santa Maria Assunta di Corciano e la Juniororchestra che si è esibita sulle note di Bach e Beethoven.Tutte le performance sono state intervallate da letture di poesie di Antonella Ubaldi dedicate alle donne,  e non sono mancati per i più giovani,momenti di musica leggera e contemporanea con le band Fuoriskema e i Gabuby Royal Live-Band. Insomma una kermesse di tutto rispetto, dedicata a quest’ importante progetto di tutelare e dare supporto e assistenza a tutte quelle donne che con il “coraggio della paura”, denunciano le violenze e i soprusi subiti,dando un grande esempio di forza e divenendo esse stesse un modello da seguire per tutte le altre..nell’attesa che il mondo cambi,che il cuore delle persone riscopra finalmente i valori del rispetto e della dignità umana,che la donna venga fuori,una volta per tutte,da questo tunnel di violenza che negli ultimi anni sembra non avere fine..nell’attesa di tutto questo,ognuno di noi deve dare il suo contributo, promuovere, e supportare qualunque iniziativa volta a dare vita e  corpo a progetti importanti, come quella di ieri; i fondi raccolti andranno a finanziare le loro attività pubbliche e nelle scuole. Ma non finisce qui, c’è molto altro da fare,e si farà, questo è solo l’inizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ilaria Onair

Paola Politi di Foligno eletta presidente Fiepet

13 aprile 2013

Presso la sede regionale della Confesercenti, a seguito di votazione, è stata eletta Paola Politi alla Presidenza regionale della FIEPET, la Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici.

Paola Politi ricopre già la carica di Vice Presidente della Confesercenti Territoriale di Foligno. Insieme al marito Christophe Locatelli gestisce da molti anni l’Antico Caffè della Piazza, nella nostra Piazza della Repubblica.

 

BRIDGE:UNO SPORT IN ASCESA, RINNOVATI I DIRETTIVI A PERUGIA E FOLIGNO

10 febbraio 2013

bridge3Due importanti realtà del Bridge della nostra Regione, si sono riunite nei giorni scorsi per eleggere i propri Organismi Direttivi. L’ Associazione Sportiva Tennis Club Perugia sez. Bridge, costituitasi di recente, ha tenuto la prima assemblea dei soci, che ha visto eletti :

alla carica di Presidente Umberto Gianfelici,Vicepresidente Paola Guerrieri,mentre del Consiglio Direttivo fanno parte Roberto Bacoccoli, (more…)

Croce Rossa Italiana, … “da Solferino 1959 noi ci siamo sempre”

29 ottobre 2012

Paola Fioroni

L’Associazione Italiana della Croce Rossa, ente di diritto pubblico non economico con prerogative di carattere internazionale, ha per scopo l’assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace che in tempo di conflitto. Ente di alto rilievo, è posta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Vogliamo sapere di più, e ne parliamo con Paola Fioroni imprenditrice perugina che dal 1 ottobre scorso è Commissario Provinciale di Perugia.

di Francesco La Rosa

 Come è capitata in Croce Rossa?

Sono capitata per caso, un po’ per un” vizio di famiglia”, e perché mia madre è volontaria del Comitato Femminile, poi sono stata infettata dal virus.

E che è successo? (more…)

Costanza Bondi incontra PAOLAMELA: il cashmere delle meLaviglie!

10 ottobre 2012

Paola Mela

di Costanza Bondi

Nel tepore di un assolato pomeriggio d’autunno, Paola Mela ci accoglie, nella sua elegante semplicità insieme a quello che ormai, per piacere e di diritto, è diventato il suo fidato braccio destro: il figlio Francesco, che dalla madre ha senza dubbio ripreso quella bellezza vivace che si coglie all’istante al primo sguardo. Accoppiata eccellente (si direbbe dai numeri), strategia vincente (appunto, i numeri confermano). Fiore all’occhiello dell’imprenditoria umbra, Paola Mela è attualmente presidente della Confartigianato di Bastia e Bettona e presidente della Confartigianato Moda Provinciale.

Allora, Paola, raccontaci come hai iniziato, quale è stata la molla che ti ha fatto scattare fino ad arrivare alle soddisfazioni professionali che oggi raccogli. (more…)

Case di Cura, Paola De Bonis interroga il presidente della Provincia

27 marzo 2012

Paola De Bonis - PDL

Un incontro in commissione, con imprenditori, famiglie e forze sociali, per fare il punto sulla situazione dei ricoveri nella case di cura anziani autosufficienti, semi e totalmente non autosufficienti. La richiesta porta la firma del consigliere provinciale del Pdl, Paola De Bonis, dopo i recenti articoli di cronaca e dati del Ministero della Salute che hanno fatto emergere in Provincia di Perugia, ma più in generale in tutta l’Umbria, delle irregolarità in fatto di autorizzazioni, di messa in sicurezza delle strutture e anche lo spettro di trattamenti verso anziani non conformi alle leggi regionali, nazionali e ai trattati sanitari. In seguito ad un’indagine dei NAS a livello nazionale, infatti, l’Umbria si distingue negativamente, in quanto su 28 controlli risultano 12 le situazioni non conformi. “Serve una attenta riflessione – ha spiegato Paola De Bonis – su questo settore in crescita in tutta l’Umbria per fissare norme certe e avviare una fase di controlli a tappeto in grado di sanare tutte le strutture stando alle norme di legge. Il ricovero di anziani deve avvenire nella piena legalità e soprattutto si deve garantire al singolo e alla sua famiglia un trattamento sanitario adeguato ai vari gradi di auto-sufficienza”. La De Bonis ha presentato un interrogazione urgente all’attenzione del consiglio provinciale e del Presidente Marco Vinicio Guasticchi, per conoscere la reale situazione delle residenze per anziani nella Provincia e promuovere una commissione sull’argomento, invitando tutti i soggetti interessati.

“CASE DI RIPOSO LAGER… ALLARME IN UMBRIA… I DATI METTONO PAURA”

21 marzo 2012

Strutture non conformi,26 sanzioni amministrative e ben 100 sanzioni penali , 2 arresti su 14 in tutta Italia , 34 provvedimenti di chiusura su 150 provvedimenti analoghi adottati su scala nazionale . Nell’assistenza agli anziani brilla per inefficienza la socialmente evoluta Umbria. E’ più di un allarme ed è squillato assordante alcuni giorni fa quando il comandante dei Nas, Cosimo Piccinino, ha riferito nel corso dell’audizione davanti la commissione di inchiesta del Senato sui risultati dei controlli effettuati nelle RSA (Residenze sanitarie assistenziali) e nelle strutture ricettive per la terza età . L’Umbria rispetto alle altre regioni Italiane si distingue in negativo, al punto che al termine dell’incontro in Senato il presidente della commissione Ignazio Marino, ha sottolineato come sia rimasto sorpreso delle irregolarità in regioni annoverate come virtuose in sanità, l’Umbria e le Marche . Residenze sanitarie assitenziali (quelle che ricevono i maggiori controlli dalle asl e con gli accreditamenti di massimo livello ) hanno ricevuto 4 provvedimenti di chusura su 8 a livello nazionale e 8 segnalazioni giudiziarie . Per quanto riguarda le Strutture ricettive per anziani su 288 verifiche sono state riscontrate ben 102 irregolarità ,con ben 100 sanzioni penali. In 2 casi sono scattate le manette e ben 54 segnalazioni all’autorità giudiziaria . In Umbria i provvedimenti di chiusura sono stati 34, record nazionale solo avvicinato da Lazio (26),Campania (25),Sicilia (23). I membri della commissione di inchiesta del Senato sono rimasti basiti davanti le parole del generale Piccinino il quale ha sottolineato che emerge una situazione drammaticamente allarmate .”…..

Giuseppe Silvestri – Corriere dell’Umbria

Commento di Silvana Di Modena: E non dimentichiamo i fatti allucinanti accaduti lo scorso anno ad Umbertide : Anziani e disabili usati come cavie in una struttura riabilitativa della ASL .
Per questa vicenda è  in corso un procedimento giudiziario presso  il tribunale di Perugia.

Commento di Romina NardielloChe vergogna !! Se controllassero  di più sarebbe una strage per tutte queste strutture non regolari , è necessaria più autorità e forza pubblica, ormai nessuno si  spaventa più di  niente ! Troppe cose brutte succedono,  e’ giusto che la gente lo sappia, grazie Goodmorningumbria! Le sbandierate  riforme forse servono a fare risparmiare,  ma cosi nascono strutture non adeguate ai servizi che dovrebbero  erogare. Ma la domanda arriva maligna nella mia mente, c’è  forse un calo inaccettabile del livello di civiltà? Avrei  solo bisogno di capire a cosa stiamo andando incontro in questa regione. Grazie

Ommento di Ombretta Versiglioni. Orrore, lo scorso anno percorrevo una strada tutte le mattine ed ogni volta mi prendeva  l’ansia….avevo paura di sentire gemiti e urla che provenivano da dentro un luogo simile, e un  giorno sentii la necessità di fermarmi ed ascoltare meglio. e grande fu la voglia di sfondare quella porta immensa, cominciai  a piangere per la rabbia e l’emozione, arrivai tardi al lavoro, e per non averlo fatto dopo mi sentii più stronza di prima….

Commento di Gianluca Cirignoni: La sinistra umbra si preoccupa tanto per il benessere degli stranieri e si dimentica dei nostri anziani …VERGOGNA. Domani presenterò un’interrogazione in Consiglio regionale per riportarli alla realtà e chiedere interventi specifici per sanare questa inaccettabile situazione.

Commento di Paola De Bonis: la scorsa settimana ho chiesto al presidente della terza commissione provinciale di organizzare un incontro ad hoc sulla situazione delle case di riposo nella provincia di Perugia. E’ necessario fare luce su queste vicende vergognose. Saranno invitati tutti i soggetti interessati e chiederò chiarimenti in merito

PERUGIA: TAVOLA ROTONDA “DONNA E DIRITTO AL LAVORO”

28 febbraio 2012

C.R.A.L. PERUGINA VIA MIGLIORATI – S. ANDREA DELLE FRATTE

giovedì 8 marzo ore 18.30

In occasione dell’8 marzo l’Associazione Ossigeno organizza alle ore 18:30 presso il C.R.A.L. della Perugina una tavola rotonda sul tema del rapporto tra donne e lavoro: in Italia rimane difficile essere donna in tema di ricerca e mantenimento di una occupazione. Dalla vergogna delle dimissioni in bianco, alla questione del precariato e del salario, fino alla tutela della maternità saranno trattati tutti gli argomenti che oggi più che mai preoccupano e rendono difficile l’esercizio del diritto al lavoro da parte delle donne, ci auguriamo la partecipazione di più persone possibile che possano contribuire ad una discussione propositiva e costruttiva.

Il 30% delle madri interrompe il lavoro per motivi familiari, le donne percepiscono salari decisamente più bassi rispetto agli uomini, il precariato e l’alto tasso di disoccupazione giovanile colpiscono in particolar modo le donne, la vergognosa pratica delle dimissioni in bianco viene utilizzata soprattutto contro le donne e il loro desiderio di maternità… se preferire un posto fisso significa essere monotone invitiamo tutte le donne che amano la monotonia a partecipare alla tavola rotonda.

INTERVERRANNO : CINZIA ABRAMO – FLC Cgil Università di Perugia,  GIUSEPPINA CONSOLI- lavoratrice precaria, VJOLA LUARASI- lavoratrice precaria, MARISA NICCHI – relatrice e prima firmataria della l. 188/2007, PAOLA PASINATO- Donnexledonne, LORENA PESARESI – Assessore alle pari opportunità Comune di Perugia

COORDINA: ELENA BISTOCCHI – Associazione Ossigeno

Tagli anche per la difesa: si riaccende il dibattito

5 gennaio 2012

di Matteo Bressan

Sin dal suo discorso in Parlamento il neo Ministro per la Difesa, l’Ammiraglio Di Paola, aveva annunciato che anche le Forze Armate avrebbero fatto la loro parte nel generale clima di austerità indicato dal Governo Monti. Lo scorso 29 dicembre il Ministro Di Paola, in un’intervista pubblicata sul Messaggero, aveva spiegato come l’elevato numero di militari over 50 costituisse una delle voci più pesanti nel bilancio della difesa, auspicando “con adeguati strumenti normativi ed il consenso del Parlamento” la possibilità di trasferire le loro capacità e i loro valori in altre Amministrazioni, rendendo così più snelle le Forze Armate”. Tale scelta sarebbe giustificata dal fatto che l’esodo naturale di questa fascia di personale avverrebbe tra 10–12 anni e renderebbe più lento e complesso il raggiungimento di un nuovo e più adeguato modello di difesa. Il primo problema cruciale da affrontare infatti è proprio il modello di difesa italiano che prevede 190.000 effettivi e che oggi ne conta circa 180.000. Tali numeri, a detta anche degli stessi esperti del mondo militare, sono difficilmente sostenibili e pesano in termini di stipendi circa il 62% dell’intero bilancio della Difesa. Viene però da domandarsi se il modello di Forze Armate a 190.000 o a 140.000 sia adeguato oppure no per garantire la interoperabilità del nostro strumento militare con quello degli altri paesi europei e Nato, ricordando che quando si optò per il modello 190.000 già si era al limite. Il paradosso che però circonda il dibattito sul modello di difesa ideale per l’Italia non può essere affrontato con la semplice logica della razionalizzazione della spesa perché si andrebbe ad invertire un principio razionale non scritto alla base del funzionamento delle nostre Forze Armate traducibile nella domanda: a cosa servono le nostre Forze Armate? Si badi bene questa non deve e non vuole essere una provocazione ma la risposta a questa domanda è fondamentale perché è questa e non altre esigenze che possono determinare il modello di difesa italiana. Partendo quindi da una brevissima analisi delle principali missioni alle quali hanno partecipato le nostre Forze Armate negli ultimi 15 – 20 anni (Balcani, Afghanistan, Iraq, Libano solo per citare le più impegnative e anche le più dolorose in termini di vite umane) si può dire, con la relativa approssimazione, che in tutti i casi il nostro strumento militare è stato proiettato fuori area a sostegno di operazioni di peacekeeping e peace enforcing in cui l’elemento costante è stato quello di spostare uomini e mezzi potendo disporre di una massa di manovra in grado di garantire il ricambio di questi nelle missioni. Tale sforzo è giunto anche ad avere impiegati sui teatri circa 13.000 uomini, essendo così ad essere l’Italia, dopo Stati Uniti e Gran Bretagna, il terzo paese impegnato in missioni internazionali. Da questi numeri e dallo scenario di guerra asimmetrica determinatosi con l’11 Settembre, al quale si aggiunge un livello di instabilità nel Mediterraneo e Medio Oriente mai visto negli ultimi venti anni, deve partire la riflessione politico strategica per definire il nostro modello di difesa e quindi, conseguentemente, i relativi costi. Questo non significa dare ragione a chi in queste ore sta protestando in maniera anche pretestuosa contro l’acquisto dei 131 caccia F – 35 (ogni F – 35 costa all’incirca 200 milioni di euro) o le 10 fregate della classe FREMM (costo complessivo del programma 6 miliardi). La partecipazione italiana ai programmi ad alto valore tecnologico non può essere tagliata mettendo a rischio i benefici e il know-how diffuso anche per le realtà industriali nazionali che operano nell’industria della difesa. Si dovranno invece rivedere i numeri di questi programmi posto che questo Governo o il prossimo stabiliscano quante e a quali tipi di missioni internazionali l’Italia vuole partecipare. Se infine il taglio nel settore della difesa andrà a riguardare, in misura preponderante, la voce “personale” ci si troverà nella paradossale situazione di bloccare il reclutamento dei Volontari in Servizio Permanente, andando così a vanificare le aspirazioni e la professionalità dei Volontari in Ferma Prefissata a 4 anni (VFP4), che nelle intenzioni originari avrebbero trovato il loro naturale sbocco di carriera come Volontari in Servizio Permanente.

FAUSTO CARDELLA: “ PER COMBATTERE LA MAFIA LA REPRESSIONE NON BASTA: LA SOCIETA’ CIVILE DEVE DARE LA SUA RISPOSTA”

23 dicembre 2011

IL PROCURATORE FAUSTO CARDELLA OSPITE D’ONORE ALLA SCUOLA G.RECHICHI DI PERUGIA

Un’aula magna gremita di studenti e non solo quella dell’ITIS “A. Volta” di Perugia, per il tanto atteso incontro con il Procuratore della Repubblica di Terni dott. Fausto Cardella. L’evento: “Indifferenti o corresponsabili? Mafie e illegalità in Umbria” è stato organizzato dal Presidio della Scuola “G. Rechichi” in collaborazione con l’associazione Libera Umbria. A introdurre la conversazione con il celebre magistrato sono state, in ordine di apparizione, la vice preside prof.ssa Paola Maurizi, la quale ha ringraziato l’associazione Libera per il suo impegno nel programmare nel territorio italiano percorsi didattici e corsi di formazione rivolti ai docenti sul grande tema della legalità, e in particolare, dell’antimafia sociale. A seguire l’intervento della Prof.ssa Antonella Guerrini del Presidio Scuola ‘G. Rechichi’ di Libera che, tra le altre cose, ha ricordato che nel corso dell’anno saranno dedicate tre giornate speciali precisamente nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, che vedranno protagonisti i ragazzi di molte scuole della provincia di Perugia, chiamati a esprimersi su tematiche specifiche quali: mafie e illegalità in Umbria, schiavitù sessuale e la Memoria. “Non esiste una mafia buona (intesa a proteggere donne e bambini ) e una cattiva.” Ha esordito chiaro l’autorevole magistrato. Questo immaginario è venuto fuori da opere letterarie come il famoso romanzo ‘Il padrino’. Nella realtà sono tutte sciocchezze. – Prosegue- “Il messaggio è un inganno: i mafiosi sono uomini vigliacchi. Il solo coraggio del mafioso si mostra nell’agguato. “Il procuratore Cardella ha ricordato poi la figura di suo nonno, ingegnere minerario e direttore di miniera e di com’era viva al tempo la paura della mafia che governava e controllava i lavoratori nell’interesse dei proprietari e dei possidenti terrieri. E di come gli ripetesse spesso che con la mafia “Non bisogna mangiarci nello stesso piatto” frase simbolica ma densa di significato e intesa a non chiedere agli uomini mafiosi né favori, né regali. “Una regola aurea- prosegue Cardella – che salvava la coscienza e la vita in determinati casi”. Proseguendo nel suo seguitissimo discorso (principalmente rivolto ai giovanissimi ascoltatori che in lo seguivano con estremo interesse dalla platea) ha poi ripercorso, a brevi e tratti, la sua importante e personale esperienza giudiziaria dagli inizi della carriera in magistratura nella città di Trapani, quando da giovane prestava servizio allo Stato nella sua terra di origine, la Sicilia. Terra di grandi eroi indimenticabili come i giudici Falcone e Borsellino. In particolare, ha tratto spunto da alcuni episodi accadutigli durante i suoi primi anni di formazione per rivelare al pubblico presente in sala quanto sia stato (ed è ancora) drammatico e complesso e diffuso il senso dell’omertà. Ha inoltre espresso quieto apprezzamento per la situazione ‘apparentemente tranquilla’ che vige in Umbria. Ma non bisogna abbassare per questo la guardia poiché la regione rappresenta, come da recenti notizie di cronaca, un luogo fertile e pericoloso per il proliferarsi di “sporchi affari come il riciclaggio o per nascondere i latitanti “. Esperienze e testimonianze preziose e dirette quelle del Procuratore Cardella, facenti parti della sua vita, e che hanno nel tempo, inciso nel profondo nell’animo di un’ancora, e soprattutto, sempre giovane magistrato forgiandolo e dandogli quel senso di rigore, sobrietà e marcato impegno necessario a distinguere la realtà dei fatti. Riflessioni e considerazioni hanno animato la seconda parte dell’incontro costruendo e rafforzando tra i presenti, idee, buoni propositi e convinzioni sul tema della legalità. Un lungo, unanime e sentito plauso da parte delle scolaresche accorse ha fatto da coda salutando, e confermando, l’amata popolarità di questo valente magistrato che si sta avvalorando, sempre di più, come un simbolo e punto di riferimento per le nuove generazioni.

Rosita Giulian  – giornalista freelance

http://www.rositagiulian.com

Lions e Rosa dell’Umbria: Assisi Teatro Lirick, sabato 3 dicembre ore 21.00

30 novembre 2011

La solidarietà è uno degli scopi del Lionismo che conta nel mondo oltre un milione e quattrocentomila soci, oltre 40.000 in Italia, oltre 4.000 nel Distretto 108 L, di cui fa parte l’Umbria insieme con Lazio e Sardegna. In Umbria i lions sono circa 1.200 suddivisi in una trentina di club che compongono la 8^ e 9^ Circoscrizione. La solidarietà dei Lions si sposa con la cultura e lo spettacolo ogni anno con la collaborazione offerta a Rhà Eventi di Foligno nell’organizzare la Rosa dell’Umbria, una manifestazione, giunta alla 7^ edizione, nata per premiare gli umbri “eccellenti” che si sono distinti nei vari settori in cui operano: cultura, cinema, giornalismo, teatro, medicina, televisione, sport, economia, musica, scienza. Nomi importanti sono saliti a ritirare il premio sul palcoscenico del Lyrick di Assisi. Nomi importanti dello spettacolo a dar vita allo spettacolo di contorno con cantanti, musicisti, ballerini, attori, comici coinvolti in un evento che riesce a richiamare un migliaio di persone, quante ne può contenere il Lyrick messo a disposizione dal Comune di Assisi.

I premiati: Romeo Conti di Terni per l’economia, Roberto Battiston per la Scienza; Barbara Alberti per la letteratura; Ilario Castagner, ex allenatore di calcio e opinionista televisivo, per lo Sport; Marco Bocci, emergente attore di Marsciano, per cinema e fiction; Marco Casciari delle Iene, perugino, per la Televisione. Tutti hanno un legame con l’Umbria: infatti requisito necessario è quello di essere nati o abitare in Umbria o di operare nella nostra regione.

La solidarietà è quella di raccogliere fondi (l’incasso dei biglietti della serata), da parte dei Lions, da destinare, tramite la propria Fondazione Internazionale LCIF, a progetti di solidarietà umanitaria e di pronto intervento nelle calamità naturali. Nel 2007 il Lions International è stato classificato come migliore organizzazione non governativa del mondo.

A consegnare i premi saranno chiamate sul palcoscenico del Lirick le cariche istituzionali della Regione e della Provincia di Perugia e il sindaco di Assisi Claudio Ricci che certamente coglierà l’occasione per annunciare al pubblico una notizia sportiva di rilievo: l’arrivo ad Assisi di una tappa del prossimo giro d’Italia.

Ciccone: Con i 3 milioni per i vitalizi si pagano 2 anni di trasporto scolastico

23 luglio 2011

Fonte: umbrialeft

“In Umbria la situazione è particolarmente pesante e non è certo facile digerire il fatto che all’anno dal bilancio regionale escano 3 milioni di euro per pagare i vitalizi di 93 ex consiglieri regionali. Se consideriamo che a Perugia, l’intero trasporto scolastico ci costa in un anno 1 milione e 800 mila euro, possiamo fare un confronto tra la sproporzione che separa il trattamento della “casta” rispetto ai cittadini normali”, lo ha affermato l’ssessore alla mobilità, vigilanza e personale del Comune di Perugia Roberto Ciccone.

L’auspicio dell’ass. Ciccone è che sia proprio la politica a dare un segnale ai cittadini e ai lavoratori che subiscono i contraccolpi della crisi e della manovra di Tremonti e per far questo “abolire i vitalizi per i consiglieri regionali” sembra la soluzione migliore.

“Paradossalmente – continua la nota – non mi trovo a dare ragione ad un sindacato di classe combattivo e comunista, ma alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che esprime una posizione di assoluto buonsenso quando dice che è inaccettabile che si richiedano sacrifici a tutti, tranne che alla politica”.

Dovremmo riflettere sul fatto che “quello che più colpisce è che questo stato di cose sussista nel momento in cui ai dipendenti pubblici viene chiesto un sacrificio forte, il blocco degli aumenti contrattuali nei salari fino al 2018, a tutti i lavoratori dipendenti e ai pensionati “normali” vengono diminuite le agevolazioni fiscali (ricordo che le detrazioni sono le uniche compensazioni per chi paga le tasse alla fonte rispetto al mondo dell’evasione ed elusione fiscale), i cittadini in generale si troveranno a pagare di più i servizi – vedi l’introduzione dei ticket sanitari – o subiranno le conseguenze dei tagli susseguenti alla stretta dei trasferimenti da parte dello Stato per i servizi pubblici. Per il trasporto pubblico locale a Perugia, ad esempio, si profilano ulteriori tagli del 15%, rispetto alla già grande sforbiciata subita lo scorso anno. Come si può facilmente intendere, il rischio è la fine delle politiche della mobilità nel capoluogo regionale”.

“Per questo motivo mi auguro che il presidente del Consiglio regionale Brega faccia sul serio quando dice di voler abolire i vitalizi per i consiglieri regionali e che non sia la solita mossa tattica di facciata che si approva quando i privilegi della “casta” sono sotto attacco da parte dei media. Questa volta i tanti pensionati dell’Umbria, che ha una grande percentuale di pensioni al minimo, non capirebbero i tentennamenti della politica”.

Lo stesso vale per i “precari, i lavoratori dipendenti, i dipendenti pubblici – conclude Ciccone – che si impoveriranno grazie al combinato disposto del blocco dei salari e dell’aumento della tassazione per il venir meno delle agevolazioni fiscali”.

Molto bene Ciccone

commento di Paola Bianchi –  Rifondazione Comunista

Correttamente, dal mio punto di vista , l’assessore provinciale Luciano Della Vecchia nel suo intervento all’attivo di ieri sosteneva che alcuni sapienti “burattinai”, per depistare l’attenzione dalla pessima e iniqua manovra finanziaria e dalla irregimentazione di tutti i sindacati (funzionale ad precarizzazione totale del lavoro e all’eliminazione della democrazia nei luoghi di lavoro) stanno indirizzando la rabbia dei cittadini contro tutte le assemblee elettive per eliminare ogni sede di espressione della partecipazione e della voglia di cambiamento e di giustizia sociale. L’assessore Della Vecchia ricordava , a tale proposito, che i sindaci dei piccoli Comuni percepiscono qualcosa come 600 euro – una cifra ridicola, considerando i rischi cui si espongono – e non dispongono di strutture amministrative adeguate. Ha ragione chi li definisce “eroi”. A mio avviso, eliminare i piccoli Comuni significa abolire la cura delle comunità, i servizi e disgregare un tessuto sociale di solidarietà. Effettivamente , ciò a cui mirano questo Governo ma anche un possibile futuro governo di ispirazione Camusso-Marcegaglia-Draghi + Napolitano , è la disintegrazione della rappresentanza politica, della partecipazione e del tessuto civile e sociale di questo Paese per piegarlo completamente alle politiche liberiste e di sfruttamento.

Non a caso, certi “giustizieri” – manovrati da potenti “interessati” – attaccano quasi esclusivamente i luoghi della rappresentanza politica.
Attenzione: non criticano – se non incidentalmente – la manovra economica; non reclamano una legge elettorale proporzionale che dìa rappresentanza a tutte le istanze politiche , anche quelle che sono oscurate dai media.
Costoro chiedono solo l’eliminazione o la riduzione della rappresentanza politica e la privazione della dignità dei consessi elettivi attraverso un attacco generalizzato alle remunerazioni di consiglieri e assessori (senza sapere nemmeno di quale cifra si tratti, se lorda o netta e a fronte di quale impegno), l’eliminazione degli assessorati esterni e via discorrendo). Tornando alla questione affrontata da Ciccone, io penso che l’ indennità non irrisoria corrisposta durante il mandato, possa ben garantire i cosiglieri regionali per il lavoro prestato, tenendoli contemporaneamente indenni dalle perdite in termini di opportunità/crescita professionale nei cinque anni di mandato, oltreché permettere loro di svolgere con coscienza il proprio incarico nell’interesse generale; DIVERSAMENTE, il VITALIZIO mi pare abbia solo la natura di privilegio, specie in concomitanza con una manovra economica iniqua e gravosa, posta ad esclusivo carico dei ceti medio-bassi della popolazione. I vitalizi invero costituiscono complessivamente un ingente onere per la collettività regionale , sono cumulabili con il trattamento pensionistico ma si inziano a percepire prima della pensione (a 60 anni). Fermi restando i diritti acquisiti per i consiglieri cessati (sui quali in qualche modo comunque occorrerebbe incidere prevendo un tetto al cumulo con la pensione e facendone slittare la esigibilità), essi vanno decisamente aboliti per i consiglieri regionali attualmente in carica al primo mandato e ne va bloccato l’incremento per quelli in carica già consiglieri in precedenti legislature regionali. Personalmente concordo con Ciccone e auspico una battaglia senza cedimenti su questo punto da tutti gli istituzionali del partito; personalmente mi occuperò di svolgerla nella commissione politica nazionale per il congresso, di cui faccio parte. Mi auguro che questa istanza sia raccolta e portata avanti senza cedimenti dal consigliere capogruppo in Regione del mio partito.

 

Costi della Politica – Per Maria Rosi (Pdl) ridurre le indennità è cosa pericolosa

19 luglio 2011

Maria Rosi

“In questi giorni si fa un gran parlare della riduzione dei costi della politica e delle indennità dei consiglieri regionali: la mia impressione è  che tutti questi enunciati siano delle trovate mediatiche buone solo a riempire i giornali”. Lo afferma il consigliere regionale del Pdl dell’Umbria Maria Rosi spiegando che “un consigliere regionale, per la durata del suo mandato, si deve occupare a tempo pieno di quello che fa e delle esigenze dei cittadini e del territorio”.

Secondo Rosi, “il problema non sta nel mantenere un doppio lavoro per la durata della legislatura, ma piuttosto nel prevedere un limite ai mandati, perche’ la politica non e’ un mestiere. La riduzione drastica degli stipendi dei politici potrebbe essere pericolosa e potrebbe portare al ritorno al vecchio sistema clientelare, in cui i politici attingevano a finanziamenti esterni per poter svolgere l’attivita’ politica. A mio avviso chi e’ eletto e prende lo stipendio ha il dovere morale di partecipare veramente alle attivita’ istituzionali (non firmando e andando via) e di fare attivita’ concreta sul territorio (investendo parte del suo stipendio). Insomma è chi non lavora e ‘scalda la sedia’ che si puo’ considerare un ladro, perche’ ruba lo stipendio. I tagli che vanno fatti riguardano piuttosto le missioni inutili, le strutture infinite di segreteria, i dirigenti e i minidirigenti, i gruppi monocratici”. “Quello che non mi stanchero’ mai di dire – conclude Maria Rosi – e’ che la politica e’ una esperienza che deve avere un inizio e una fine, ma che va fatta con la massima etica e dedizione per la cosa pubblica, nel rispetto morale dei cittadini. Non credo che tanti moralisti che pretendono di riconoscerci una retribuzione inferiore di quella di un operaio sarebbero capaci di fare altrettanto se fossero al nostro posto. Di regola il moralista e’ virtuoso solo se costretto mentre diventa avido se solo gli si offre l’occasione”.

COMMENTO DI PAOLA BIANCHI – PRC

Concordo con Maria Rosi. Mi dispiace che sia stata lei – gentilissima signora ma consigliera del

Paola Bianchi

PDL – a scrivere questo comunicato. Avrei preferito che fosse stato qualche “sedicente” autentico democratico , qualche appassionato della Costituzione… L’ambizione di questo Governo (ambizione che veicola attraverso il qualunquismo imperante), anzi, di tutto l’arco parlamentare (maggioranza e opposizione attuali) è di ridurre la rappresentanza democratica , riducendo il numero degli eletti ma senza modificare la legge elettorale in senso proporzionale; magari eliminare i consigli provinciali (ma tanto il vero costo , ossia le strutture , rimarrebbe) , smantellare ogni tutela per chi rappresenta gli interessi dei ceti più deboli (e perciò è scomodo ai poteri forti)…C’è una legge elettorale che ammazza la rappresentanza, per cui possono addirittura essere varate leggi in barba alla volontà degli italiani espressa in sede referendaria; i gettoni di presenza per i consiglieri provinciali e comunali sono stati ridotti, così le indennità per i membri delle giunte provinciali e comunali. Un assessore al Comune di Perugia (comune capoluogo di regione) percepisce 1700 euro, se non sbaglio. Non mi sembra una gran somma per stare in ballo tutto il giorno e spesso senza rimborsi e con grandi responsabilità. Quella del precario/autonomo (ma anche del lavoratore privato con contratto a tempo indeterminato, visti i chiari di luna) che volesse fare l’assessore “onesto”, sarebbe una scelta di vita… dovrebbe rinunciare a 5 anni di crescita della propria professionalità lavorativa…(quello disonesto saprebbe come remunerarsi).
Temo proprio che tanti bagianotti non vedano molto chiaro sulle ragioni della crisi e né sui tagli di questa finanziaria e sfoghino i propri mal di pancia nella direzione sbagliata…. Se ci affidiamo a certi istinti bassi da ignorantoni, andremo a finire dritti dritti verso nuove forme di autoritarismo.
Evitiamo che la rappresentanza democratica divenga ancor più ” di classe” . La lotta agli sprechi è altro rispetto all’antipolitica.

COMUNE DI TERNI, SI E’ DIMESSO IL SINDACO DI GIROLAMO

3 Mag 2011

Finalmente il Sindaco ha preso atto che non ha una maggioranza in Consiglio comunale e del fatto che il suo partito sia imploso sotto i colpi della lottizzazione politica che fino ad oggi è stata il cemento di una coalizione che mette in pericolo il futuro sviluppo della città. Ora ci sono 20 giorni di agonia in cui ne vedremo delle belle e in cui si continuerà a spezzettare la torta della spesa pubblica nella speranza di rimette insieme ciò che non può stare insieme. Il nostro auspicio è che si stacchi la spina e si ponga fine a questo indecente spettacolo dando la parola ai cittadini attraverso le elezioni.

Coordinamento comunale PdL Terni

Coordinamento provinciale PdL Terni

Coordinamento regionale PdL Umbria

Gruppo consiliare PdL Comune di Terni

Gruppo consiliare PdL Provincia di Terni

Gruppo regionale PdL Umbria

commento di Paola Bianchi

Di che si parla al Comune di Terni? Di due milioni di euro che l’Amministrazione non dovrebbe più versare per l’assistenza alla Asl n°4 e gestirli in proprio. Rompere il rapporto assistenza/sanità e trovare un nuovo assessore della ex Margh…erita a gestire in proprio queste (notevoli) risorse con le cooperative sociali di riferimento. Parliamo sempre di “alta politica”, vero? Quinto Sertorio

“Giornata Internazionale della Donna” alla “Provincia di Perugia”

5 marzo 2011

Nell’ultima seduta del Consiglio Provinciale Laura Zampa, relatrice in Consiglio dei lavori svolti della III Commissione in materia di Pari Opportunità di Genere, ha letto una comunicazione in vista della prossima festa della donna. “In occasione delle celebrazioni della “Giornata Internazionale della Donna”, intendo rendere noto a questo Consiglio, quanto emerso durante l’audizione tenutasi il giorno 26 novembre 2010. L’incontro in commissione è stato promosso dall’Assessorato a seguito di un Ordine del Giorno, discusso ed  approvato il 3 giugno 2010, presentato dalle Consigliere dei Gruppi del PD Laura Zampa, Daniela Frullani, Sandra Allegrini e del PDL Paola De Bonis, avente ad oggetto “Violenza sulle donne”, argomento ancora tristemente e pesantemente attuale. Il documento letto dal consigliere Laura Zampa verrà presto trasformato in un documento ufficiale che chiederà l’impegno del  Presidente e della Giunta Provinciale ad organizzare audizioni con i soggetti interessati e che operano nell’accogliere le denunce delle donne vittime di violenza: dare attuazione  con un Protocollo operativo al Protocollo d’Intesa stipulato, costituendo una rete   che collabori a tutti i livelli istituzionali per innalzare la qualità degli interventi e delle azioni volte alla tutela ed al sostegno delle donne vittime di violenza;  diffondere la più capillare informazione in tutti i centri della Provincia, affinché ogni donna possa essere raggiunta dalle informazioni relative alle opportunità ed ai servizi offerti nei diversi territori.

Tutela dei lavoratori, Paola Bianchi (PRC) replica a Enzo Gaudiosi UGL

17 febbraio 2011

Paola Bianchi

Il segretario regionale dell’UGL Enzo Gaudiosi non “approva” le mie posizioni. Non nutrivo alcun dubbio in proposito. Gaudiosi avrebbe auspicato però un “confronto serio e costruttivo”. Auspicio a suo dire,  disatteso (con l’ulteriore aggravante di aver annoiato i lettori; ma di questi tempi , com’è noto, i lettori sono abituati a un “battage” di cronache politiche licenziose e di amene turpitudini varie, quindi Gaudiosi può star tranquillo: li avremmo annoiati comunque!)

In proposito, vorrei tuttavia ricordare al segretario regionale dell’UGL come , senza un novero di “regole” condivise, nessun “confronto” sia possibile. Né tantomeno si può essere “costruttivi”.
Per “regole condivise”, in un Paese che si ritiene democratico, si intendono innanzi tutto la Costituzione, le leggi generali, la legislazione del lavoro, gli accordi fra le grandi forze sociali, i contratti collettivi di lavoro, fino ad arrivare ad una capillare applicazione della democrazia, del rispetto della dignità e della libertà dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari, dei pensionati, della famiglie, dei giovani.
Mi pare invero inconfutabile che  la strada intrapresa dall’Ugl, insieme a Cisl, Uil e ad altri sindacati “gialli” a livello nazionale, categoriale e locale, non sia quella del rispetto delle regole condivise sopra citate, che sono alla base della convivenza civile di questo Paese.
La firma da parte dell’Ugl di accordi “separati” che, nelle più grandi aziende italiane, aboliscono il diritto di sciopero, il diritto alla rappresentanza democratica, il diritto di voto, il diritto di assemblea, il diritto alla malattia, il diritto alle pause di riposo, il diritto a turnazioni che rispettino la vita ,etc… ( violando palesemente Costituzione, Statuto dei Lavoratori, Codice Civile e infine ogni regola morale e di rispetto della persona), non mi permette di condividere alcunchè con Gaudiosi. Solo quando l’Ugl (e altri) rientreranno nell’alveo della democrazia e si conformeranno “sindacalmente” ad essa, piuttosto che avallare la dittatura dei Marchionne nazionali e locali, potremo riparlare di tutela comune dei lavoratori e di costruttività.
Ci sa dire Gaudiosi come si potranno difendere (“tutelare”, come dice lui) i lavoratori senza i contratti nazionali, sostituiti dall’infinità di contratti individuali delle New.Co. (New Co.  in cui  i sindacati dovranno fare “la guardia” affinchè i lavoratori non scioperino e non richiedano alcun diritto)? Invito vivamente Gaudiosi a leggere l’accordo firmato dai “suoi” a Mirafiori: forse capirebbe meglio dove si vuole portare l’Italia, ma anche il sindacato.
Anche l’ultima vicenda dell’accordo separato nel pubblico impiego la dice lunga su chi è che viola ogni regola condivisa ( di certo non la Cgil o i Sindacati di Base), prendendo le parti di un Governo in decomposizione politica e morale, anziché quelle di centinaia di migliaia di precari che perderanno il posto e di milioni di lavoratori senza contratto da anni.
E’ comodo, Gaudiosi,  fare  demagogia interessata su qualche piccola vertenza locale e alzare la voce quando ormai i danni sono fatti!!
E’ peraltro vecchio e stucchevole l’argomento di Gaudiosi sulla intelligenza dei lavoratori.
I lavoratori , per la stragrande maggioranza, devono essere “per forza” intelligenti:  non si capisce altrimenti come potrebbero fare a sbarcare il lunario delle proprie famiglie con 1.000 euro al mese.
Il problema è che il tesseramento ad un sindacato non è affatto legato al “Q.I.” ma a ben altri fattori, quali la ricattabilità, la debolezza, le pressioni e i “consigli” padronali, l’utilitarismo e a volte anche l’opportunismo.
Subentrano certe volte fattori ideologici, di “carriera”, la propaganda dei mass-media privati e di regime, la paura, la demagogia. Monicelli, parlando dei lavoratori diceva:  “E’ la speranza che li frega”. Spesso, però e per fortuna, anche quando hanno una pistola puntata alla tempia, come a Mirafiori, alcuni lavoratori non si piegano.
Nel regime del berlusconismo imperante, dove molti operai hanno votato per “Silvio”, può succedere che qualcuno si iscriva ( per i motivi sopra menzionati) anche ai sindacati gialli o di destra. Il mandato a questi sindacati di regime è un mandato che viene dall'”alto”, in primo luogo. E’ il frutto del “divide et impera”, attuato con ogni mezzo, dalla carota fino al…bastone!
Altro che Q.I. …e Gaudiosi lo sa bene! Fino ad ora ho parlato della cosiddetta “politica sindacale” ( che appare, a tutti gli effetti, niente altro che … politica ). Ora, il fatto che il “segretario” voglia smarcarsi dalla politica (quella che avrebbe la P maiuscola) di destra mi fa quasi piacere, ma anche questo è un argomento consunto e retorico. Che sindacato e politica debbano essere considerati come due “compartimenti stagni”, dove vigono codici, comportamenti, interessi e linguaggi diversi dalla politica, fa sorridere anche i bambini! Meglio non infierire! Ecco così ristabilite le regole normali per la convivenza e il confronto in un Paese normale…. Sulla base di queste, e solo di queste, si potrà forse discutere: Ma in “pubblico” e non certo in un  “tête-à-tête” ,  nel privato di qualche ufficio dell’Ugl.

Enzo Gaudiosi replica a Paola Bianchi su: Ugl, crisi e disoccupazione, il sindacato faccia autocritica

9 febbraio 2011

Legittimo esprimere il proprio pensiero. Legittimo esercitare il diritto di critica e dissentire. Il confronto è il sale della democrazia. Ringrazio per questo Paola Bianchi (Prc) per essere intervenuta commentando il comunicato intitolato “Ugl: Crisi e disoccupazione, il sindacato faccia autocritica e si ponga su un fronte unitario”.

Sarò franco e diretto. Non condivido le posizioni espresse da Bianchi. Ma il punto non è convergere sulla stessa linea quanto piuttosto aprire un confronto serio e costruttivo. Era questa la mia intenzione anche se l’obiettivo non credo sia stato raggiunto. Di questo mi rammarico sinceramente perché l’unico risultato raggiunto pare sia stato quello annoiare i lettori, alcuni dei quali hanno avuto il coraggio di scriverlo. Apprezzo molto la loro sincerità.

Sono numerose, interessanti e differenti le questioni sollevate da Paola Bianchi. Alcune politiche, altre sindacali. Ogni questione sollevata meriterebbe grande attenzione e una riflessione adeguata. Perciò non presenterò come risposta al suo intervento il mio personale elenco di opinioni e di interrogativi. Non entrerò nel merito di queste questioni in tal modo. Non mi perderò in esternazioni estemporanee che poco hanno a che spartire con il ruolo di tutela dei lavoratori che dovrebbe essere insito nell’azione sindacale. Sarebbe come speculare e perdersi in chiacchiere per lucrare un po’ di visibilità. Troppo spesso, purtroppo, gli argini del buon gusto e della dignità cedono.

Ribadisco soltanto due concetti, che considero premessa indispensabile per discutere tutti i punti toccati dalla Bianchi. Come dire, se non c’è accordo sulle regole del confronto, entrare poi nel merito delle questioni non serve a nulla. Ognuno resterebbe sordo rispetto all’altro. Meglio allora evitare di annoiare ulteriormente i lettori.

Il primo concetto si riferisce al seguente virgolettato. Bianchi scrive testualmente: Gaudiosi auspica l’ “unità dei lavoratori” nelle aziende. Bella faccia tosta! La sua organizzazione sta introducendosi nei posti di lavoro, spesso subdolamente, altre volte con l’uso della retorica demagogica del “nuovismo” e facendo leva proprio sulla politica, generando nuove divisioni e spaccature fra i lavoratori, schierandosi sempre con chi propugna il corporativismo, cioè la falsa “comunanza di interessi” fra lavoratori e padroni. Tralasciando il riferimento dialettico operai-padroni, sottolineo che l’operato sindacale quotidiano dell’Ugl è conseguente al mandato ricevuto dai lavoratori tesserati. Sono convinto che i lavoratori sono liberi di tesserarsi, capaci di scegliere quali rappresentanti sindacali avere e non difettano di intelligenza né di ragionevolezza. Cosa pensa invece Bianchi? Non è chiaro. Delle due l’una: o i lavoratori sono stupidi, si lasciano abbindolare e scelgono per questo l’Ugl o i lavoratori sono intelligenti al pari degli altri esseri umani e scelgono liberamente l’Ugl. Quale delle due, Bianchi?

Il secondo concetto rinvia ai riferimenti politici. Sono segretario regionale confederale e perciò mi occupo di politica sindacale. Politica sindacale, si badi bene, non di politica. Sono convinto che se un sindacalista vuole scendere in politica e ricoprire cariche istituzionali a seguito di un voto elettorale sia libero di farlo. Esempi di questo tipo ve ne sono in entrambi  gli schieramenti politici.

Ribadisco soltanto un concetto a tal proposito che si riferisce al seguente virgolettato. Bianchi scrive testualmente: La sua segretaria nazionale, fino a pochi mesi fa, era la Polverini, oggi presidente della Regione Lazio col sostegno di tutta la destra politica, compresa quella più estrema. La stessa Polverini che è inseguita da denunce e inchieste varie per aver taroccato (di 10 volte!) il tesseramento dell’Ugl nazionale e per l’uso del saluto romano in alcune sue uscite pubbliche. Io non ho mai teso la mano. Non mi appartiene né il saluto romano né il pugno chiuso. Mi domando soltanto una cosa. Ma che cosa c’entra questo riferimento con il mio intervento che invito cortesemente rileggere sulla home page del sito Ugl dell’Umbria?

Quando saranno ristabilite le corrette regole del confronto, scevro da faziosità e pregiudizi, inviterò volentieri la Bianchi nella sede perugina della segreteria dell’Ugl dell’Umbria per discutere con estremo interesse dei punti sindacali sollevati. Ne sarei lieto, avrei così raggiunto lo scopo iniziale. Quello di un confronto aperto e responsabile sulla politica sindacale da costruire da ora in poi, imparando dagli errori da noi commessi in passato. Bianchi attenzione: politica sindacale però, non politica.

 

Crisi/ Paola Bianchi (Prc) risponde a Ugl: “Assurdo che Gaudiosi parli dall’esterno

7 febbraio 2011

di Paola Bianchi

Paola Bianchi

E’ veramente singolare il ragionamento sviluppato del segretario regionale dell’Ugl Enzo Gaudiosi nell’articolo “Ugl: Crisi e disoccupazione, il sindacato faccia autocritica e si ponga su un fronte unitario”.
Trovo bizzarro il fatto che egli parli del sindacato ponendosene all’esterno, quasi che le dinamiche sindacali lo riguardassero solo da “semplice spettatore”.
Si è forse dimesso dal suo incarico?
Fa inoltre riferimento a impostazioni ideologiche di non ben precisate entità sindacali regionali, come se fosse un novello, a cui è sconosciuta l’origine (CISNAL) e la sponda politica (destra, anche estrema) della UGL!
La sua segretaria nazionale, fino a pochi mesi fa, era la Polverini, oggi presidente della Regione Lazio col sostegno di tutta la destra politica, compresa quella più estrema. La stessa Polverini che è inseguita da denunce e inchieste varie per aver taroccato (di 10 volte!) il tesseramento dell’Ugl nazionale e per l’uso del saluto romano in alcune sue uscite pubbliche.
Gaudiosi auspica l’ “unità dei lavoratori” nelle aziende. Bella faccia tosta! La sua organizzazione sta introducendosi nei posti di lavoro, spesso subdolamente, altre volte con l’uso della retorica demagogica del “nuovismo” e facendo leva proprio sulla politica, generando nuove divisioni e spaccature fra i lavoratori, schierandosi sempre con chi propugna il corporativismo, cioè la falsa “comunanza di interessi” fra lavoratori e padroni.
Insomma, un’auspicata “unità” e “responsabilità di altri” per le divisioni. Perchè non fa nomi cognomi? Perché non nomina sigle e anche qualche esempio concreto, a sostegno di quello che dice ( invece di prendersela) come ormai di moda, con la vicenda Merloni?
Purtroppo per lui, nelle aziende, tra i precari, fra gli studenti e i pensionati, noi (PRC) ci siamo e ci battiamo per i loro interessi ogni giorno. Osserviamo anche gli effetti perniciosi della retorica sull’unità esibita da quanti non si fano scrupoli di strumentalizzare le difficoltà economiche e sociali dei lavoratori.
Che ne pensa Guadiosi di sottoporre al vaglio e al voto delle assemblee dei lavoratori sia le piattaforme che gli accordi sindacali? Si accorgerebbe che gli accordi sulla flessibilità che i suoi accettano dappertutto non sono affatto graditi da chi lavora e risolvono solo i problemi dei padroni. Che ne pensa Gaudiosi della necessità di una legge sulla rappresentanza sindacale?
Che ne pensa Gaudiosi della firma apposta dell’Ugl su accordi che, come quello di Mirafiori, e violano le leggi e la Costituzione di questo Paese? Pensa veramente Gaudiosi che piegare la Cgil o i Sindacati di Base al diktat dei padroni possa risolvere la crisi umbra, quella italiana e quella di tutto il sistema capitalista?
La disoccupazione, soprattutto quella giovanile, oggi, è un grande problema.
Da un dirigente come Gaudiosi ci si aspetterebbe che un sindacalista con responsabilità a livello regionale, ad esempio, proponesse una riflessione su temi quali la riduzione della giornata lavorativa e la redistribuzione del lavoro all’interno della forza lavoro per raggiungere la piena occupazione.
O ancora e molto opportunamente sull’istituzione di un reddito di cittadinanza/esistenza (un unico, semplice, ammortizzatore sociale) per chi perde momentaneamente il lavoro o ancora non riesce ad accedervi. O che provasse a mettere in discussione l'”assioma” dell’inevitabilità dell’innalzamento dell’età pensionabile.
E, infine (ma l’elenco è semplicemente indicativo e non esaustivo), che proponesse una serie di dispositivi per indurre/incentivare le aziende ad investire sulla tecnologia in favore della sostenibilità ambientale e sulla qualità di queste, previligiando ogni progetto a favore dei giovani, contrastando, per legge, le delocalizzazioni.
Tutto questo, come ben sa Gaudiosi, sarebbe facilmente finanziabile con una seria politica fiscale (47% di aumento dell’evasione solo quest’anno!!) o con l’annullamento delle spese militari per i teatri di guerra in cui l’Italia è coinvolta.
Aperture di altri tavoli (da picnic…), appelli e dichiarazioni di ipocrita indignazione sulle “immotivate contrapposizioni ideologiche” e sulla “politicizzazione del problema del lavoro” sono solo ciarle sindacalesi, e, si sa, le chiacchiere non producono nulla! Certamente nessun posto di lavoro in lavoro in più…

La matita di Boccali, i “trinodirettori” della Marini e i Marroni del Pd

2 febbraio 2011

Le pagelle di Ciuenlai

Wladimiro Boccali

Wladimiro Boccali – Nelle migliori tradizioni della politica, rilascia una intervista nella quale, secondo la testimonianza di noti personaggi che lo frequentano assiduamente, su (alcune) cose e persone “dice in pubblico l’inverso di quello che pensa in privato”. Giudica fastidioso essere giudicato e si lamenta dei professori “che sanno dare solo voti con la matita rossa”. Se si riferisce a questa rubrica, ha sbagliato indirizzo. Noi la matita la usiamo blu 4

Katiuscia Marini – Riceve applausi a scena aperta per aver ridotto da 7 a tre i Direttori Generali. Continua la linea delle riforme a metà. Da che mondo e mondo sia negli enti che nelle aziende private il direttore generale è uno e uno solo. Se è uno e trino con il resto di 5 (i coordinatori) è un colonnello con la paga da generale. Dice che si tratta del postulato di una nuova teoria di finanza creativa : “triplicando la spesa si ottiene un risparmio”. E questo spiegherebbe perché tutti i nostri amministratori si siano messi a fare economia. 6 meno meno, film consigliato “Il coraggio”

Catiuscia Marini

Opposizioni – Mentre chi è al governo degli enti decide cose fondamentali (Dap, direttori, sanità, tariffe, servizi ecc.) loro continuano ad avere il disco incantato sulle radici cristiane. 5 perché “Non sanno più a che santo votarsi”

Maria Novelli – Il Consigliere di Norcia smentisce di aver aderito all’Udc, con la quale avrebbe avuto solo “una collaborazione”. Se è così bisogna stabilirne la natura. Se è a progetto è perdonata, ma se è coordinata e continuativa dovrà pagarci l’Iva. Precaria del Pdl 4

Flavio Lotti – Si ritira dalla primarie di Assisi perché (indovina) c’è anche un altro candidato. Per la serie “uno è poco e due en troppi”. 3

Paola Binetti – Antonio Lunghi dell’Udc va con Ricci, il terzo polo (quindi anche l’Udc) va con Bartolini, a metà dei Finiani piace l’attuale sindaco ecc. Così la Commissaria “Casiniana” si trova ad avere un vicesindaco col Pdl, un pezzo del partito con Ronconi, un pezzettino con la Monacelli e come la terra, due (terzi) poli, uno al nord e uno al sud. Se ne era andata dal Pd perché non voleva rappresentare solo se stessa. Passera solitaria 5

Unità d’Italia – Il Pd umbro festeggia i 150 anni dell’Unità d’Italia. “Il Pd è giovane – è stato detto – ma affonda le radici nella storia”. Da Palermo al Brennero, da Fighille a Ficulle un grido risuona nelle riunioni : “Qui si fa il Pd o si muore”. E giù tutti a toccarsi i marroni….

SPELLO: sarà riconsegnato domani il prezioso incunabolo “la Pisanella” conservato nella biblioteca comunale Fondo antico

7 gennaio 2011

Domani 8 gennaio alle ore 16.30 sarà ufficialmente riconsegnato alla città il prezioso incunabolo detto “la Pisanella” stampato a Venezia nel 1474 da Franz Renner e Nicolaus da Francoforte. Il volume è stato sottoposto ad una minuziosa opera di restauro e sarà di nuovo ricollocato nella biblioteca comunale Fondo antico con una cerimonia al quale interverranno il sindaco Sandro Vitali, il professor emerito della Pontificia università Lateranense di Roma monsignor Mario Sensi, la restauratrice del Coo.Be.C. Maria Rosaria Castelletti e il dirigente dei Beni culturali della Regione Umbria Paola Gonnellini. Si tratta di un’opera del francescano Nicolò da Osimo, in particolare un supplemento alla Summa casuum conscientiae, detta anche Pisanella dal nome dell’autore, il domenicano Bartolomeo da Pisa (o da San Concordio, 1347), un manuale molto diffuso nelle scuole teologiche dell’epoca. Al Supplementum di Nicolò da Osimo seguono i Canones penitentiales estratti dalla Summa di un altro teologo, il francescano Astesano da Asti (1330). Il volume è abbellito da una pregevole iniziale miniata e da capilettera e capoversi in rosso e blu.

L’evento è stato organizzato dal Comune di Spello con il patrocinio della Regione Umbria.

Provincia – Violenza alle Donne – III Commissione incontra “Telefono Donna”

7 dicembre 2010

Durante una riunione delle III  commissione consiliare della Provincia di Perugia, presieduta da Luca Baldelli, si è discusso di violenza sulle donne grazie all’odg presentato da: Laura Zampa (Pd), Daniela Frullani (Pd), Paola De Bonis (Pdl). Il documento, già approvato  all’unanimità in Consiglio Provinciale, conteneva la richiesta di un’audizione del Servizio Telefono Donna per capire bene il fenomeno ed avere dati concreti sul suo andamento. Laura Zampa (Pd),

Laura Zampa PD

relatrice pari opportunità in III commissione, ha affermato “con questo documento abbiamo voluto portare all’attenzione di tutto il Consiglio un argomento come quello della violenza sulle donne che troppo spesso è alla ribalta delle cronache. Questo è un problema che nasce da pregiudizi, mancanza di civiltà e difficoltà di relazione legata all’uso ormai quotidiano di mezzi come sms, web e televisione che non permettono relazioni dirette.

Daniela Frullani PD

“Quello della violenza sulle donne – ha affermato Daniela Albanesi Presidente del centro pari opportunità – è un fatto di cui va parlato in tutta la sua crudezza. Se esiste violenza sulle donne vuol dire che esistono uomini violenti. Quando parliamo di questo fenomeno all’80% parliamo di violenza domestica. La violenza non proviene solo da uomini drogati o ubriachi è un atto che interessa trasversalmente età e livello culturale delle persone. Il numero di donne che si rivolgono a Telefono Donna è in netto aumento. Chi chiama, evidenzia una perdita del “senso di sé” e in genere sono già anni (circa 7) che subisce violenze ripetute. Il centro pari opportunità, presente a Terni e Perugia, lavora insieme alle ASL e altri servizi specializzati. Ad aprire il dibattito è stata Paola De Bonis (Pdl)

Paola de Bonis PDL

che ha raccontato un episodio a lei accaduto di tentata violenza, da parte di due ragazzi, in un vicolo di Foligno in pieno giorno.. Luigi Andreani (Pdl) ha voluto sottolinenare che serve una legge che tuteli il ruolo della donna nella famiglia, mentre Valerio Bazzoffia (Fli) ha affermato “si pensa sempre che questi siamo problemi distanti da noi, invece non è così”. Ornella Bellini Assessore alla Peri Opportunità della Provincia di Perugia ha detto: “Occorre avere fiducia nelle istituzioni. Voglio fare un appello ha tutte le donne in condizioni di difficoltà: lasciatevi aiutare da Telefono Donna troverete persone capaci di indirizzarvi verso un percorso di uscita da questa condizione di sottomissione”. A chiudere il dibattito è stato il Presidente della terza commissione Luca Baldelli (prc) che ha proposto un consiglio provinciale aperto sul tema della violenza sulle donne.

 

Volley, La RPA-LuigiBacchi.it San Giustino perde a Roma tre a uno

28 novembre 2010

di Paola Costantini

M. ROMA: Uriarte 3, Poey 11, Yosifov 16, Corsini 5, Cisolla 14, Zaytsev 15, Cesarini (L), a disp: Paolucci, Tomatis, Corsano, Lebl, Saraceni, Bencz 4. All. Giani

RPA-LUIGIBACCHI.IT SAN GIUSTINO: Steuerwald 2, Dias 19, Cester 3, Finazzi 3, Maric 6, Nikic 7, Giovi (L), a disp. Zhokouski 1, Van Den Dries 1, Bartoletti 1, Braga, Lo Bianco. All. Zanini

Parziali set: 15-25, 25-21, 25-15, 25-12.

Emanuele Zanini, allenatore RPA-LuigiBacchi.it San Giustino:”Dopo un primo set giocato con disinvoltura, dalla metà del secondo parziale ci siamo innervositi, non siamo stati più compatti. Roma è cresciuta, ma noi siamo scomparsi dal campo. Siamo una squadra che deve lottare su ogni pallone, in ogni set. Non è quella di stasera la mentalità  che voglio vedere in campo”.

Volley, RPA San Giustino batte Verona 3 – 0

14 novembre 2010

di Paola Costantini

Paola Costantini

RPA-LUIGIBACCHI.IT SAN GIUSTINO: Steuerwald 1, Dias, Cester 4, Finazzi 6, Maric 12, Nikic 13, Giovi (L), a disp. Zhokouski, Van Den Dries, Schwarz, Bartoletti, Braga, Lo Bianco. All. Zanini

MARMI LANZA VERONA: Meoni 1, Lasko 23, Pajenk 8, Brunner 5,  Cala Gerardo 7, Herpe 3, Smerilli (L) a disp. Latelli, Kosmina, Lotman 6, Zingel, Bolla. All. B. Bagnoli

Parziali set: 25-23, 25-23, 25-20

Vince con un netto tre a zero la RPA-LuigiBacchi.it San Giustino che, in un caldissimo Palakemon con oltre 1500 tifosi, batte la Marmi Lanza Verona per tre a zero. Le due squadre si presentano con indosso la maglia dell’Avis San Giustino che sta promuovendo, anche tramite la pallavolo, la cultura della donazione del sangue.

Claudio Sciurpa, presidente Umbria Volley:”Abbiamo trovato il posto ideale dove fare pallavolo. Abbiamo visto una bella partita, un gruppo che lotta su ogni palla, con umiltà ma senza piegare la testa. Abbiamo vinto meritando i tre punti contro un’ottima squadra con un sestetto formato da giocatori di esperienza. Ci toglieremo altre soddisfazioni.”

Maurizio Latelli, schiacciatore Marmi Lanza Verona:” La RPA-LuigiBacchi.it San Giustino ha trovato il posto giusto dove fare pallavolo. C’era una vera e propria bolgia, veramente emozionante. Noi, oggi non siamo mai entrati in partita. La nostra forza è fare i recuperi, questa sera non ci siamo riusciti. Abbiamo commesso troppi errori, abbiamo gestito male la palla. Loro hanno giocato meglio”

Volley, l’Under 18 della RPA-LuigiBacchi.it domenica incontra la Yoga Forlì

4 novembre 2010

di Paola Costantini

Dopo 2 giorni di riposo i ragazzi di coach Giannini si rimettono a lavoro per preparare la prossima sfida nel campionato under 18 di lega, domenica 7 novembre presso la palestra dell’Istituto E. Fermi a Perugia contro la Yoga Forlì, sfida difficile e ostica contro i ragazzi allenati dall’ex Rpa Sandro  Fammelume. Dopo la vittoria di domenica scorsa per 3-0 a Citta’ di Castello l’ambiente e’ più sereno, ma sicuramente ci vorrà la miglior RPA-LuigiBacchi.it per battere i temibili avversari emiliani. Urbani & co. sanno quanto sia  importante questa gara per il campionato e quindi la concentrazione dovrà essere altissima nel corso di tutta la settimana di preparazione al match. Per  allungare ancora di più sugli emiliani ( Umbria volley 5 p. Yoga 3 p.) ci sarà  bisogno di una grande prestazione e quindi appuntamento a domenica prossima, 7
novembre, alle ore 15.30.

Sanità e uso privato del pubblico.Uno stimolo al dibattito per impostare un nuovo modello di gestione

3 novembre 2010

di Paola Bianchi

Paola Bianchi

L’uso privato del pubblico da parte della politica , emerso con le dimissioni dell’assessore alla sanità Riommi ha aperto un dibattito sul “pubblico”, sulle modalità per renderlo partecipato o, secondo alcuni, sulla necessità di superarlo in direzione del “comune”. Propongo qui di seguito due contributi che vanno in questa direzione, auspicando che servano da stimolo per ulteriori interventi e approfondimenti.

 

 

 

Costruzione del comune in Sanità e crisi della rappresentanza: il caso dell’Umbria

di Carlo Romagnoli, responsabile Sanità ACU Umbria

Con l’accettazione da parte della Giunta regionale delle dimissioni dell’assessore alla sanità, Vincenzo Riommi, il problema della funzionalità dell’attuale sistema della rappresentanza politica anche ai fini della promozione e tutela della salute assume assoluta rilevanza.

Tutti noi dobbiamo riflettere senza infingimenti sulla crisi terminale che coinvolge i due modi di gestione che hanno avuto l’egemonia nel corso del secolo passato: il sistema di gestione privato e quello pubblico. Restando alla sanità, del modello di gestione privato basterà dire che non vi è in letteratura un solo studio scientifico che ne attesti almeno la non inferiorità rispetto al pubblico nel garantire salute da un punto di vista di popolazione. E vi sono evidenze della relazione tra diminuzione degli anni di vita vissuti senza salute e la percentuale crescente di spesa sanitaria privata rispetto a quella totale (CDSH, “Closing the gap”. 2008). Per non parlare del privato come determinante della crisi ambientale o di quella finanziaria, economica e sociale che producono precarietà e nuova povertà in tutto il mondo. Il problema però è che già dal 2008 l’OMS ci dice che il pubblico, invece di produrre equità nella salute, comunità sane e servizi centrati sui bisogni della gente, sostituisce i fini e produce centralità dell’ospedale, commercializzazione (la pandemia!) e frammentazione dei programmi sanitari (OMS, World health report 2008).Oggi noi dobbiamo aggiungere che, oltre a quanto l’OMS autorevolmente denuncia, il SSR in Umbria ha dimostrato di produrre anche l‘uso privato del pubblico. Associando poi i fatti di casa nostra con quanto già si è verificato in Abruzzo o in Calabria, solo per restare ai casi più clamorosi, vi è sufficiente evidenza del fatto che il problema investe in pieno non solo il cosiddetto “centro sinistra”, ma la stessa capacità del pubblico di garantire il rispetto delle finalità sociali per cui è stato creato.

Se i partiti selezionano i gruppi dirigenti contando più sui vincoli di appartenenza territoriale e amicale (i clan!) che sulla capacità di dare concretezza ai programmi e se questi partiti riescono a mettere le mani su aziende sanitarie che, prive di qualsiasi elemento di partecipazione reale e di controllo dal basso, sono un eccellente leva per ottenere voti, fare favori, spostare le risorse di tutti su definiti territori e orientare appalti, ebbene noi, di tutto questo, non sappiamo che farne. Nuova sanità pubblica? Cosa può significare se meccanismi politici e sistemi di gestione aziendale restano gli stessi? Non bastano nemmeno le giaculatorie sulla sanità come bene comune perché vecchi e nuovi partiti dicono già da ora che ci penseranno loro a difendere i beni comuni. Ma il punto è un altro: come ci liberiamo di questi due modi di gestione evidentemente superati e come lavoriamo per costruire il comune in sanità. Il bello del concetto di comune (Hardt e Negri, 2010) è che esso consiste nel “ Divenire principe della moltitudine”, ossia in un processo aperto in cui noi in quanto molti, grazie anche alla materializzazione del cervello sociale nella rete ed ai dispositivi di inclusione e condivisione grazie ai quali la abbiamo resa forte ed efficiente, ci “autoattiviamo” (M. Castells, 2009).

Costruire il comune in sanità può voler dire allora che i cittadini, anche grazie al web 2.0, condividono la scelta delle priorità, verificano in regime di terzietà la qualità delle cure, valutano l’impatto pratico delle politiche sanitarie sulla loro salute. Ecco, facciamo una cosa nuova piuttosto che cercare di applicare nel presente le ipotesi del passato: concentriamo l’attenzione di tutte le persone di buona volontà sulle buone pratiche di costruzione del comune in sanità: ce ne sono già molte in giro e chissà quante ne possiamo condividere se ci mettiamo a ragionare insieme.

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L’Umbria può fare la sua parte nella riqualificazione e nel rilancio del sistema pubblico quale “Bene comune”

di Stefano Vinti

Nella nostra regione la gestione pubblica dei servizi sta conoscendo un momento di difficoltà, in parte a causa della congiuntura economica, in parte a causa del quadro preoccupante che scaturisce dalle indagini dell’autorità giudiziaria sul sistema di gestione degli appalti e dei posti di lavoro nella Asl n. 3 dell’Umbria. La crisi economica e finanziaria, che in Umbria ha colpito pesantemente l’apparato produttivo e l’occupazione, ha obbligato le istituzioni a convogliare le risorse per il sostegno alle imprese per tamponare con gli ammortizzatori sociali i pesanti effetti sul mercato del lavoro, evitando così un tracollo nei già magri bilanci delle famiglie umbre, penalizzati da un decennio da una media delle retribuzioni del 10% inferiore rispetto a quella del Centro – Nord. Alla crisi si è aggiunta, poi, l’incapacità del governo Berlusconi di predisporre politiche in grado di rilanciare lo sviluppo e i consumi e una manovra finanziaria – quella del luglio scorso – che praticamente smantella il modello di gestione pubblica dei servizi delle regioni e degli enti locali, azzerando per il triennio 2011 – 2013 i trasferimenti statali ex Bassanini in settori fondamentali come le opere pubbliche, la viabilità e i trasporti, la sanità e le politiche sociali, l’edilizia residenziale, le politiche a sostegno dell’industria, dell’artigianato e del lavoro. Questi elementi di criticità ci spingono ad interrogarci sul ruolo del pubblico nella gestione di servizi e funzioni fondamentali per la comunità, anche alla luce delle distorsioni palesate dalle indagini giudiziarie su importanti pezzi del sistema sanitario regionale. Al di là delle responsabilità penali, quello che rileva è uno scivolamento della gestione dell’interesse pubblico verso pratiche clientelari e favoritismi di consorterie politiche a fini elettorali che non fanno certo bene all’immagine della pubblica amministrazione regionale. La sfida che abbiamo di fronte, allora, è quella di riqualificare il sistema pubblico, evitando di strumentalizzare le difficoltà attuali nella direzione dello smantellamento del sistema pubblico a favore di elementi di privatizzazione dei servizi. Quello che non ha funzionato, infatti, oltre alla privatizzazione, è il tentativo attuato di aziendalizzare il sistema pubblico e di conformarlo ai modelli privatistici. Un percorso tutt’ora in divenire, grazie ai provvedimenti del Ministro Brunetta. Occorre invece costruire un sistema pubblico che adotti il coinvolgimento dei cittadini e la partecipazione e il controllo dal basso come elementi centrali del funzionamento del sistema. Il pubblico e i servizi gestiti dal pubblico devono diventare beni comuni e devono essere sempre più oggetto di “buone pratiche”, fondate non solo sulla “customer satisfaction” e sul risarcimento in caso di disservizi, ma proprio su meccanismi reali di partecipazione e di controllo da parte degli utenti.L’acqua, la salute, l’ambiente e il sapere (formazione e scuola) devono essere vissuti dalla politica e dall’amministrazione come “beni comuni” da difendere e tutelare. Ma anche il lavoro, elemento cardine della nostra Costituzione, deve essere visto come bene comune dalle istituzioni, a partire da quelle locali, visto che il governo nazionale va in tutt’altra direzione, come dimostra la recente approvazione dell’arbitrato nel “collegato lavoro”. L’Umbria può fare allora la sua parte nella riqualificazione e nel rilancio dell’idea di “pubblico” con una serie di provvedimenti importanti per rilanciare l’economia e l’occupazione: un Piano regionale per il lavoro, l’istituzione del reddito sociale, un provvedimento che disincentivi le delocalizzazioni di impianti industriali fuori dall’Umbria. Ripartiamo dai nostri territori per rilanciare la tematica dei “beni comuni” e allarghiamo poi all’intera Italia mediana una politica di valorizzazione del pubblico come difesa di un modello sociale equo ed efficiente rispetto agli attacchi del federalismo egoista di stampo leghista.

“Precari attenti, cercano di fregarvi”

25 ottobre 2010

di Piergiovanni Alleva

Riceviamo da Paola Bianchi e volentieri pubblichiamo

Paola Bianchi

Tra le molte novità negative che si leggono nel “collegato lavoro” – ossia nella pessima legge antisociale sulla quale il centrodestra ha ritrovato, non per nulla, una transitoria unità – ne va subito segnalata, “a sirene spiegate”, una assai grave e quanto mai pericolosa per il destino di decine e centinaia di migliaia di lavoratori precari, e per la quale occorre subito organizzare un rimedio.
E’ infatti una questione da cui può derivare ai precari un grande male, ma che può anche – e questo è l’aspetto singolare – rovesciarsi nel suo contrario, in un grande fatto positivo, ossia nel sospirato ottenimento di un posto di lavoro stabile, se sindacati, partiti progressisti, associazioni democratiche e, ovviamente, gli stessi lavoratori sapranno esser capaci di un adeguato sforzo sia informativo che organizzativo.
Ecco di cosa si tratta. Fino ad ora, ossia fino all’entrata in vigore del “collegato lavoro”, era possibile impugnare in giudizio i contratti di lavoro precario di qualsiasi tipo (a termine, di lavoro somministrato o interinale, di lavoro “a progetto” ecc.), che presentassero illegittimità formali e sostanziali e chiederne la trasformazione in contratti di lavoro a tempo indeterminato, in qualsiasi tempo successivo alla data di scadenza del contratto stesso, senza pericolo di incorrere nella “tagliola” del termine di decadenza di 60 giorni previsto, fin dalla legge n. 604/1966, per la impugnazione di un normale licenziamento da un normale contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
In altre parole, il lavoratore licenziato da un contratto di questo tipo doveva e deve “farsi vivo” con una lettera raccomandata di impugnazione entro 60 giorni dal licenziamento: se spediva questa lettera poi aveva cinque anni per iniziare la controversia giudiziaria, ma se non la spediva il suo licenziamento, anche se illegittimo, diventava inoppugnabile e irrimediabile. Invece, il lavoratore precario che fosse stato estromesso dal posto di lavoro per scadenza del termine previsto nel contratto di lavoro precario poteva far valere la eventuale illegittimità e ottenere la trasformazione in contratto di lavoro a tempo indeterminato anche dopo molti mesi e persino anni dalla sua estromissione dal posto di lavoro.
Era giusta questa differenza e come si spiegava dal punto di vista tecnico-giuridico? Certamente era giusta, perché rifletteva la diversità di atteggiamento psicologico tra i due lavoratori: quello titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che viene licenziato prende subito atto della circostanza che, seppur ingiustamente, la ditta non vuole avere più nulla a che fare con lui, che lo scaccia per sempre e quindi 60 giorni sono sufficienti per decidere se entrare o meno in controversia. Il lavoratore precario il quale invece viene “lasciato a casa” per il fatto “obiettivo” della scadenza del contratto, senza che gli venga fatto addebito alcuno, spera sempre che la ditta lo richiami con ulteriori contratti precari, e che prima o poi lo stabilizzi: per questo è molto restio ad impugnare il contratto precario appena scaduto, anche se sospetta che sia illegittimo, perché non ha, ovviamente, la certezza del risultato giudiziale e teme, intanto, di guastarsi con quel datore di lavoro, perdendo ogni speranza di richiamo. Solo dopo molto tempo, a mesi o anni di distanza, quando ogni speranza sarà svanita, si deciderà liberamente alla controversia.
Dal punto di vista tecnico-giuridico la differenza si spiega perché il licenziamento è un atto di volontà del datore di lavoro, che scioglie un rapporto contrattuale esistente, e quindi va impugnato nei 60 giorni, mentre la comunicazione che “lascia a casa” il lavoratore precario per scadenza del termine non è un atto di volontà ma solo un atto “di scienza”, una sorta di fotografia della situazione. Però, se la situazione era in realtà diversa perché il contratto precario era per qualche motivo illegittimo e quindi automaticamente trasformato dalla legge in rapporto a tempo indeterminato, questa è la situazione che viene poi accertata dalla sentenza, senza bisogno di previa impugnazione nei 60 giorni della nullità del termine di scadenza.
Contraddicendo a questa giurisprudenza consolidata, il “collegato lavoro” ha introdotto la necessità di impugnare con raccomandata il contratto precario nel termine di 60 giorni dalla sua (apparente) scadenza e una volta fatto questo di procedere poi in giudizio nei 270 giorni successivi. Dal punto di vista della teoria giuridica si tratta di obbrobrio (in linea generale le nullità possono essere fatte valere in qualsiasi tempo), ma quel che importa è la portata giuridico-politica dell’operazione: si tratta niente di meno che di una sorta di “sanatoria permanente” delle diffusissime illegittimità dei contratti di lavoro precari, perché il lavoratore dovrebbe impugnare entro 60 giorni dalla scadenza, e, come detto, quasi mai lo farà, nella speranza di esser richiamato. E poi non potrà più farlo.
E’ un calcolo cinico e vile, del tutto degno di quel gruppetto di transfughi ex sindacalisti che sono divenuti gli esperti e protagonisti della politica antisociale del berlusconismo ed è un calcolo che occorrerà contrastare in sede di Corte costituzionale oltre che di programma per un futuro diverso governo.
Ma vi è di peggio, molto di peggio e veniamo finalmente al punto che massimamente interessa: cosa accade, allora, per i contratti precari illegittimi già scaduti da più di 60 giorni al momento di entrata in vigore del “collegato lavoro”? Sono decine e centinaia di migliaia i lavoratori ex titolari dei medesimi che avrebbero potuto liberamente ancora per mesi e anni in futuro richiedere la loro trasformazione in contratti di lavoro a tempo indeterminato domandando al giudice sia la reintegra in servizio sia le competenze arretrate. Ovviamente, neanche il “collegato lavoro” ha potuto, per evidenti ragioni di costituzionalità, stabilire una semplice cancellazione retroattiva del diritto di azione per l’impugnazione di rapporti precari già scaduti da più di 60 giorni ed allora ha previsto, invece, che possano essere impugnati entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore. Ciò si legge nell’articolo 32 comma IV, lettere b e d.
E’, comunque, un gigantesco colpo di spugna, una enorme sanatoria, perché trascorsi da adesso 60 giorni tutte le illegittimità passate saranno cancellate in quanto quelle centinaia di migliaia di lavoratori perderanno il diritto di far trasformare il vecchio contratto precario illegittimo in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato valido per il passato e per il futuro. Ma poiché del “collegato lavoro” nessuno parla, ed a quei pochi che ne parlano è semplicemente sfuggita questa maxi sanatoria annidata tra le sue previsioni, il piano del centrodestra e del padronato avrebbe, nell’insieme, ottime possibilità di riuscita.
Per fortuna c’è un rovescio della medaglia: quella previsione per cui bisogna, in sintesi, impugnare ora o mai più nei 60 giorni, è anche una gigantesca “chiamata alle armi”, una fortissima sirena di allarme, purché qualcuno voglia suonarla, che chiamerà a raccolta tutti coloro che sono stati titolari di rapporti precari, allo scopo di spedire subito, senza guardare per il sottile, una raccomandata di impugnazione dell’illegittimità del contratto precario e di richiesta di trasformazione a tempo indeterminato.
Poi, nei 270 giorni successivi, si faranno analizzare i contratti stessi da esperti che individueranno esattamente le illegittimità: non bisogna però temere di avere – con l’impugnazione immediata nei 60 giorni – “sparato a vuoto”, perché tutti gli avvocati lavoristi sanno che almeno il 90% dei contratti precari è illegittimo, alla stregua della stessa “legge Biagi” e perfettamente trasformabile in rapporti a tempo indeterminato.
La “cattiva novella” del “collegato lavoro” può allora divenire invece una buona, buonissima novella, perché darà la sveglia alle decine e centinaia di migliaia di persone, ex lavoratori precari, che oggi sono a casa nella depressione e nell’angoscia della disoccupazione. Essi non lo sanno, ma in realtà hanno in tasca il biglietto vincente della lotteria, ovvero il passaporto per un contratto di lavoro stabile, oltre che per un risarcimento.
Basta che adesso corrano senza perder tempo, con il vecchio contratto precario scaduto in mano a far scrivere e spedire la lettera di impugnazione che deve partire nei 60 giorni. Ma dove devono andare in concreto? Da un esperto, da un legale lavorista, certamente, ma soprattutto da quelle organizzazioni, e cioè sindacati, partiti progressisti, associazioni democratiche alle quali spetta il compito complesso, ma tutt’altro che impossibile, di pubblicizzare al massimo con ogni mezzo di informazione quanto abbiamo qui spiegato, e poi di organizzare, con “banchetti”, “sportelli”, “punti di incontro” la raccolta delle firme e la spedizione delle raccomandate.
Sessanta giorni sono pochi – è vero – ma se vi è la volontà politica sono più che sufficienti, agendo tutti senza gelosie di organizzazione, in uno sforzo comune, al quale ci sembra si addica molto il detto secondo il quale «poco importa che il gatto sia nero o bianco; importa che prenda i topi».

Volley, domani la RPA-LuigiBacchi.it a Cuneo

23 ottobre 2010

di Paola Costantini

L’attesa è stata lunga ma ora è arrivato  finalmente il momento. Domenica 24 ottobre 2010 la RPA-LuigiBacchi.it giocherà la prima partita ufficiale della stagione regolare a Cuneo. Inizio decisamente difficile per la squadra guidata da Emanuele Zanini che conosce perfettamente le insidie della trasferta piemontese:” La partita contro la Bre Banca  Lannutti sarà molto particolare: esordiamo in campionato contro Campioni  d’Italia e l’incontro sarà difficile sotto tanti punti di vista. Dobbiamo  riuscire a giocare con grande spregiudicatezza, senza sentire la pressione  dell’evento. Siamo appena nati, stiamo costruendo il nostro gioco ed abbiamo bisogno di tempo. Ma domenica daremo il 100%”. In settimana il tecnico  biancorosso ha potuto fare le prove generali con l’amichevole giocata a San  Giustino contro la Yoga Forlì, partita vinta dai padroni di casa al quinto set.  E’ probabile così che vedremo schierati in campo dall’inizio il palleggiatore  Steuerwald in diagonale con Dias, al centro capitan Finazzi e Cester, alle  bande Nikic e Maric; libero Andrea Giovi. L’incontro sarà arbitrato da Luca  Sorbero e Marco Braico e la partita, che avrà inizio alle ore 18, sarà  trasmessa in diretta su Rai Sport 1. Come ogni anno i tifosi della RPA- LuigiBacchi.it potranno anche seguire la radiocronaca dalle frequenze di Umbria  Radio, radio ufficiale dell’Umbria volley, che trasmette anche via streaming.

FIOM. Mary Mancinelli replica a Paola Bianchi

16 ottobre 2010

Gentilissima sig.ra Paola Bianchi,
innazitutto non le ho detto che la piazza sia inutile, ma che è assurdo da parte sua strumentalizzare i fatti FIOM  facendo facili quanto insostenibili associazioni ai tagli di
assistenza sanitaria e o agli  aumenti assurdidei servizi dei TPL. Devo però evidenziare che quel che  sospettato da tempo ed è a questo che mi riferivo quale piazza” inutile”  o meglio un alibi disgustoso  per  l’attuale amministrazione comunale che stà facendo tagli a servizi cui
andavano beneficiarne ed usufruire soprattutto anziani, studenti, lavoratori commercianti..ecc ecc insomma proprio quelli più toccati dalla crisi, e in genere quindi quella fascia
medio bassa di reddito. Strano modo davvero per definirsi comunisti nel difendere tali strategie
Forse le sfugge che sono fra le prime aver denunciato il taglio “a mannaia” del  Governo inequivocabilmente  ad altre considerazioni sull’azione intrappresa unite ad argomentazioni di
tali azioni nefaste ricadenti solo verso  le fasce medie e basse della popolazione, idem dicasi per il settore imprenditoriale ( PMI/artigianato/ faconisti ecc) oltre ai noti dipendenti delle grandi imprese come da lei giustamente citati ai quali và tutta la mia solidarietà e non solo… e che nessuno strumentalizzi la LORO PIAZZA che pur di tutti ma che non faccia da discarica a tutti i poteri e vergogne locali.  L’indignazione scaturisce dalle modalità e l’arbitrarietà di cui una certa
politica e una ancor più “incerta” pubblica amministrazione adotta tesa a colpire  certuni nel tentativo di salvare altri e se stessi.
No cara, se si lotta contro inadeguatezza corrutela di un sistema marcio  non posso permettere si faccia strumentalizzazione di tale grave crisi sociale ed economica coprendo l’inadeguatezza o il sistema cientelare allo stesso modo gestito a livello centrale e locale convogliando oltretutto una situazione assurda sulle spalle dei cittadini perugini, da anni innescate cui oggi culminano con adozioni, in linea alle precedenti, ma se pur di minor grandezza di maggior disgusto
vista proprio la situazione e il pulpito da cui partono, non riescono passare….forse siamo proprio noi indignati più vicini alla FIOM…non chi li usa come spot.  La sig.ra Fucelli ha espresso un sentore diffuso da cittadino, io le dico che supporto quanto sopra accennatole avendone ruolo e conoscenza e potrei fare considerazioni nomi e fatti che al momento perseguo per vie concilianti perchè non credo che mettere  tutti contro tutti sia la più logica delle azioni e soprattutto per il bene pubblico, ma consto che nonostante tutto qualcuno ci stà marciando
nonostante come da lei stessa sottolineato la gravità della situazione. Forse  contando sulla disinformazione? Sulla devozione a prescindere? su protezioni? forse…e su gente ricattabile o annessi al sistema stesso oppure potrei pensare ad una strumentale  propaganda per le future
lontane/vicine elezioni? Mettere a disagio un anziano, un operaio, uno studente….nè colpisci uno ne ricadono 100… magari in piazza? e tutta la colpa anche quelle vecchie malefatte ricadono su un malgovernocentrale. Ma così gli fate una garanzia a vita!!! NO, non me ne voglia ma certi giochini stritolano la cittadinanza e nulla hanno che fare con il bene pubblico o la buona amministrazione… Sono sicura lei sia in buona fede, sicuramente motivata da sane ideologie, ma ignora diverse cose. Per quel che riguarda la mobilità e tutte le tematiche annesse ed appartenenti alla sicurezza stradale cui circostanziarle con fatti e norme che simili atteggiamenti amministrativi sono una grave dimostrazione di non volontà all’attuare nè norme nè destinazione dei fondi ad essi destinati e di tagli potremmo parlar per ore…  ma quelli ( i tagli) che il comune deve effettuare sono soprattutto legati al sistema clientelare e debiti di vincoli di voti e ad alcuni poteri forti locali le cui antiche ed attuali costi/ spese e deficienze non possono certo proprio in lei trovare una voce complice a che ricadino sulle spalle della cittadinanza tantomeno in periodo di crisi colpendo come i tagli denunciati all’unisono, sempre sugli stessi.
Carissima oggi il peggior nemico della Democrazia dei Diritti e della ripresa economica e civile è la strumentalizzazione cui è aduso un sistema inadeguato a rispondere alle esigenze attuali e alla dura realtà poichè troppo spesso solidificatosi grazie a quelle ormai a tutti note modalità.
Osservi i fatti in relazione a compiti norme mandati e fondi e non giudichi nè dagli abiti nè da facili e banali retoriche, si informi e non si renda complice e facile strumento.
Mi spiace, rispetto fortemente i sui ideali, ma certe azioni sono indifendibili. Così non fà del bene nè agli operai della FIOM nè alla cittadinanza perugina.
Viva la FIOM !

Mary Mancinelli
resp Fondazione Italiana per la Sicurezza della Circolazione Onlus

Risposta a Mary Mancinelli sulla inutilità della “piazza” per “difendere i diritti”

15 ottobre 2010

Gentile Sig.ra Mancinelli,

non mi pare che la signora Fuccelli abbia fornito indicazioni in merito all’individuazione di capitoli di spesa da tagliare.Mi pare al contrario che abbia espresso una lagnanza, tout court. Al ché mi è apparso doveroso indicare il vero responsabile dei tagli ai trasporti pubblici, ossia il Governo centrale, che sta mettendo in ginocchio molti Comuni. Dopodiché,  la Sua sollecitazione a ridurre gli sprechi mi invita “a nozze” dal momento che il mio partito (Rifondazione comunista) è in prima linea nella lotta ai privilegi e agli sprechi, senza gli accenti demagogici e velleitari oltreché rozzi che caratterizzano le esternazioni di altre formazioni politiche o di comitati.Sono certa che un’osservatrice attenta e impegnata come Lei ne sarà al corrente.La prego quindi di collaborare e – già fin da ora – indicare qui, in risposta al mio commento, quali tagli Lei sarebbe disposta ad effettuare. Ciò premesso, mi consta sottoporre alla Sua attenzione il fatto che comunque i tagli imposti dal Govenro (che però finanzia spese altissime per il nucleare e per la Guerra) vanno ad aggredire e a ridurre ogni servizio pubblico ed ogni forma di tutela (asili, servizi di assistenza alla persona, edilizia residenziale pubblica, sanità, istruzione, etc). La manifestazione di domani, pertanto,  si pone come un primo atto di resistenza contro questa pratica dell’attacco ai diritti costituzionalmente garantiti. Non Le sfuggirà che a braccetto di una ipocrita retorica sulla famiglia vengono imposti riduzioni dei tempi di vita, della libertà e dei diritti minimi dei lavoratori, in particolare di quelli più sfruttati nel corpo, come gli operai.E che proprio sui ceti più deboli si sta giocando cinicamente una partita a Risiko per renderli schiavi.Non le sfuggirà il fatto che questo Governo sta privatizzando tutto ciò che appartiene alle nostre comunità a beneficio di pochi.Ebbene contro tutto questo e molto altro, domani  manifesterà a Roma la FIOM e manifesteremo tutti noi cittadini consapevoli e lucidi. Per sollecitare una coscienza critica annacquata se non annichilita e per riappropriarci del senso vero della libertà che è “partecipazione” alle scelte che ci riguardano come cittadini e come persone, fuori da un’ottica ideologica meramente consumeristica che vorrebbe vederci solo come – appunto – consumatori e non come persone con diritti e dignità elaborate in una propsettiva che non è solo di consumo. Convinta che la Sua risposta sarà circostanziata e puntuale, sono a porgerLe distinti saluti.

Paola Bianchi

Un Comitato unitario per la manifestazione del 16 ottobre con la Fiom.

24 settembre 2010

Riceviamo da Paola Bianchi e volentieri pubblichiamo

Lettera di Luciano Della Vecchia, Segreteria Regionale Prc Umbria – Responsabile Lavoro

Luciano Della Vecchia, responsabile regionale lavoro del Prc scrive alle forze politiche del centrosinistra, a quelle democratiche e progressiste, e alle associazioni, per costituire in Umbria un comitato unitario a sostegno della manifestazione della Fiom del prossimo 16 ottobre. Pubblichiamo le due lettere.

Luciano Della Vecchia

Cari compagni ed amici, come sapete la Fiom Cgil ha indetto per sabato 16 ottobre una manifestazione nazionale a Roma “per il lavoro, i diritti, la democrazia e la riconquista di un vero Contratto nazionale, aperta alla partecipazione sociale e dell’opinione pubblica”. Una manifestazione che pensiamo rappresenti un avvenimento rilevante sul piano sociale. Occorre, infatti, una risposta forte contro l’idea di impresa di Fiat e Marchionne: basti pensare alla recente disdetta del contratto nazionale dei meccanici avvenuta per mano di Federmeccanica, all’accordo di Pomigliano, al destino di Termini Imerese.

Non solo. Il disegno eversivo e sfrontato di Governo e Confindustria si sostanziano nel voler cancellare il contratto nazionale di lavoro, lo Statuto dei lavoratori e il diritto di sciopero. Un attacco generale e senza precedenti alla Costituzione e ai diritti.

Paola Bianchi

Anche dalla nostra regione così duramente colpita dalla crisi economica, può e deve partire il tentativo di unificare le lotte in un movimento largo contro governo e Confindustria per costruire un’opposizione capace di far voltare definitivamente pagina al paese.

Per questo siamo a proporvi, sulla base dei contenuti della manifestazione della Fiom, di costruire insieme un “comitato unitario per il 16 ottobre”. Un’iniziativa, questa, che si può porre come obiettivo di favorire il massimo della partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori umbri ad una mobilitazione fondamentale per la difesa dell’intero mondo del lavoro, della democrazia, dei diritti, della Costituzione.