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Sarà il Comune di Assisi a pagare gli ingenti debiti del Centro Internazionale Studi sul Turismo?

27 ottobre 2014
Giorgio Bartolini

Giorgio Bartolini

Le recenti dimissioni di un componente del consiglio di amministrazione del Centro Internazionale di studi sul Turismo di Assisi (CST), che evidenzia debiti per € 1.300.000 e perdite create in questi ultimi cinque anni di ben € 950.000, tutte gestioni disastrose approvate dal sindaco di Assisi Ricci, presidente dell’assemblea del CST, costringerebbero alle dimissioni degli altri due componenti, come gli stessi, nero su bianco, hanno scritto.

E così il consiglio sarebbe azzerato!

Infatti la loro condizione, per rimanere, sarebbe un finanziamento che conduca il CST “in condizioni di equilibrio finanziario”. Come dire che occorrerebbero almeno € 600.000. È questo il tenore della lettera già inviata dal CST agli unici soci: il (more…)

Assisi, «Il flop della mostra di Giotto deve far riflettere»

8 febbraio 2011

di Giorgio Bartolini

Giorgio Bartolini

L’assessore “ombra” Leonardo Paoletti, vero e proprio alias di Ricci, recentemente, a mezzo stampa, ha avocato a sé il merito di aver promosso l’immagine turistica di Assisi, credendo di avere trovato innovazioni travolgenti.

La mostra su Giotto viene indicata come il fiore all’occhiello di questa strategia, ma appare del tutto evidente che, a fronte di un investimento davvero notevole di un milione di euro, l’iniziativa ha portato risultati del tutto deludenti sul piano della promozione turistica.

La mostra “I colori di Giotto” è stata aperta dall’11 aprile al 26 settembre 2010. I visitatori sono stati 22.500 con una misera media di circa 150 persone al giorno su circa 5.000.000 visitatori annui in Assisi. Numeri veramente deludenti, dunque, perché altre mostre consimili hanno realizzato successi di pubblico ben più rilevanti. Basta dare un’occhiata ai dati forniti dal ministero per i beni e le attività culturali per scoprire che l’iniziativa è ben lontana non solo dai 433.483 visitatori della mostra di Parma su Correggio, ma anche della mostra delle opere di Canaletto e Bellotto a Torino (quindicesima in classifica con 79.689 visitatori). Ricordo, per fare un esempio non lontano da noi, che la mostra su Pinturicchio di Perugia e Spello aveva richiamato ben 202.289 visitatori.

Il soggetto della mostra di Assisi e l’opportunità unica di vedere da vicino gli affreschi di Giotto in corso di restauro nella Basilica di San Francesco avrebbero dovuto riscuotere un grande successo e invece è chiaro che quanti hanno approfittato dell’iniziativa, attratti soprattutto dal poter ammirare da vicino gli affreschi della Basilica, si trovavano già nella nostra città e non erano stati richiamati dalla mostra allestita dal Comune. Insomma par di capire che non la mostra ha portato i turisti ad Assisi, ma Assisi ha portato i visitatori alla mostra, che, in questo senso, ha del tutto mancato il suo obiettivo. Purtroppo ancora una volta l’evento, non pubblicizzato adeguatamente, non ha rilanciato l’immagine di Assisi né ha creato alcun ritorno nonostante l’ingente investimento. Un altro flop dell’Amministrazione Ricci si preannuncia per questo 2011. Ad essere coinvolto è ancora una volta il povero Giotto, a cui andrebbe dedicata al Monte Frumentario un’altra mostra di 80 prestiti italiani e stranieri (vedi “Eco del Subasio”) per la quale occorre approntare un impianto di climatizzazione in grado di tutelare l’integrità delle opere d’arte che dovrebbero essere esposte. Il condizionale è d’obbligo, poiché questo impianto del costo di circa 200.000 euro è tutto a carico dell’Amministrazione comunale, che fino ad ora non ha nemmeno approvato il bilancio di previsione del 2011 e che difficilmente potrà farlo prima della metà di marzo, considerati i tempi tecnici.

A questo si deve aggiungere che un evento di tale portata, per raggiungere gli obiettivi di promozione turistica che si prefigge, dev’essere pubblicizzato con almeno un anno di anticipo, così da essere inserito nella programmazione dei tour operator. Fino ad ora nulla di tutto questo è stato fatto, per cui è facile pronosticare un altro flop, proprio perché la promozione dell’iniziativa è a questo punto tecnicamente destinata a fallire in maniera inesorabile, come qualsiasi studente al primo anno di marketing turistico può confermare.

Ci si chiede con quale progetto di ripiego e quando potrà aprire la mostra tanto sbandierata da Ricci come importante anche sull’”Eco del Subasio”, un periodico a spese dei contribuenti che dovrebbe informare sull’attività dell’Amministrazione che è stato trasformato in un inutile strumento di pubblicità elettorale, in cui solo nell’ultimo numero ben 24 volte è riportata l’immagine del sindaco Ricci! In verità c’è da credere che ancora una volta l’incapacità e il pressapochismo di questi amministratori con la testa altrove penalizzeranno Assisi.

Assisi, Bartolini replica all’assessore Paoletti

15 dicembre 2010

Giorgio Bartolini

Appaiono paradossali le lamentele dell’assessore al turismo Paoletti secondo il quale, se il suo settore non ha dato prove soddisfacenti per ipotetiche carenze di fondi in questi anni, la colpa sarebbe da attribuire a me che avevo invece la delega ai lavori pubblici, accusandomi, udite udite, di aver fatto troppo per il mio settore.

Dovrebbe sapere che i fondi sono stanziati nel bilancio di previsione deliberato dai consiglieri comunali. Gli assessori ne prendono atto e, di conseguenza, operano. E si smentisce ancora una volta, se è vero come è vero, che solo nell’estate di un anno fa, durante un’assemblea da lui indetta senza che Ricci ne sapesse alcunché e fosse stato invitato, attribuì la colpa della carenza del suo settore al sindaco. Non ho mai osteggiato, anche se per lo più non condividevo l’operato di Paoletti e certe spese sul turismo, perché non di mia responsabilità, ma del sindaco, che è a capo dell’amministrazione.

Ora, come la maggior parte degli operatori lamenta, posso dire con chiarezza che, malgrado i non pochi finanziamenti del settore, inefficace è stata tale politica, lasciata per lo più all’iniziativa dei soli imprenditori. Ciò, però, non per insufficienza di mezzi, ma per la mancanza di idee e soprattutto di un progetto strategico che non è stato elaborato in questi ultimi anni perché, purtroppo, nell’amministrazione c’è chi pensa di capire di tutto e quindi anche di turismo. Ricordo questo fatto paradossale: nello scorso novembre, su indicazione degli assessori Paoletti e Brunozzi, con la compiacenza del sindaco, ed io in realtà contrariato, la giunta decise di non autorizzare il progetto dei mercatini di Natale con la scusa del ritardo della presentazione della domanda. Gli imprenditori volevano solo una risposta rapida che invece è stata data in ritardo, strumentalmente, per giustificarne il diniego.

Quello che invece è trapelato da parte dei due assessori è stata la preoccupazione, in presenza dei mercatini, che i negozianti di Assisi non avrebbero venduto le loro merci. Tesi assurda, frutto di incompetenza, ridicola, perché questi mercatini, ormai è esperienza consolidata, attirano tanta gente che incrementa il commercio delle altre attività esistenti in loco. Ripeto, l’investimento dei 150 mila euro era tutto a carico dei richiedenti, se il comune non voleva dare quei pochi supporti di mezzi comunali che, generalmente, concede anche per iniziative di poco conto poteva farlo presente; non sarebbe stato comunque d’impedimento alla realizzazione del progetto, che aveva avuto, seppur in modo informale, il gradimento e lo spazio di una famiglia francescana anche al fine di esaltare i valori della Natività. La verità è che il rifiuto è stato di una cecità culturale terribile, specialmente nel giorni che precedono il Natale in cui si registra il consueto “periodo morto”.

Come si fa ad amministrare il settore del turismo se non si colgono al volo i progetti finanziati senza spese per il Comune?

Se il turismo ad Assisi non ha migliorato in questi ultimi anni, come in altre località, è dovuto anche al fatto che questa amministrazione non ha compreso a fondo l’importanza di affiancare gli imprenditori che hanno interesse ad operare con il turismo, soprattutto ora che i bilanci comunali hanno maggiori difficoltà e perché, lo ripeto, manca ad Assisi un valido piano strategico che, terminata la ricostruzione e ristrutturati gli immobili di maggior pregio, doveva essere già promosso da chi ne aveva le competenze. Questa politica finora adottata va completamente capovolta con un piano speciale elaborato da un professionista del settore di prestigio internazionale e l’affiancamento dell’amministrazione comunale agli imprenditori locali.