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ASSISI: DONNE IN MOVIMENTO Diritti – Lavoro – Rappresentanza

9 marzo 2012

L’8 marzo deve servire a ricordare le donne “reali”, quelle che tutti i giorni si impegnano nel lavoro, in famiglia, nello studio che vorremmo vedere riconosciute e valorizzate. Il nostro deve essere un Paese nel quale sentirsi finalmente autonome e pienamente in grado di poter scegliere il proprio percorso di vita. Troppi sono ancora gli ostacoli da superare: abbiamo il tasso di occupazione femminile più basso d’Europa; la precarietà, per le giovani generazioni e non solo, è ormai una condizione esistenziale; la maternità un lusso che poche possono permettersi; le carriere un percorso ad ostacoli.

E’ con questo spirito che, come Democratiche di Assisi, abbiamo promosso martedì 6 marzo (presso il centro Biagetti di Palazzo di Assisi) l’iniziativa “Non solo 8 marzo” per sottolineare il significato di questa storica data, alla quale hanno preso parte Cristina Farnesi, portavoce comunale delle Democratiche; Federico Masciolini, Segretario comunale PD Assisi; Simone Pettirossi, Capogruppo PD in Consiglio comunale; Carla Collesi del Centro Pari Opportunità della Regione Umbria; Dina Bugiantelli del Direttivo del PD di Assisi; Stefania Fiorucci,Portavoce Democratiche Provincia di Perugia e Maria Grazia Ricci, Presidente dell’Associazione Gylania.Nel corso della serata, sono stati affrontati anche tematiche fondamentali per il territorio. Particolare attenzione è stata posta agli emendamenti al Bilancio, presentati in consiglio comunale dal PD: sulla rimodulazione dell’aliquota IMU per andare incontro alle famiglie più in difficoltà e alle giovani coppie con una decurtazione sulla prima casa compensata da un incremento per quella sulle case oltre la prima; sulle risorse che per le politiche di sostegno ed assistenza agli anziani, alle persone con disabilità, ai giovani; sul ripristino di risorse a settori trainanti della città, come ad esempio il turismo.

Le iniziative delle Democratiche di Assisi si inseriscono all’interno della Festa regionale delle Democratiche “Donne in Movimento: diritti lavoro rappresentanza. L’impegno delle Democratiche umbre per l’Umbria di domani” che coinvolgerà, lungo il mese di Marzo, moltissimi territori della Regione, con lo scopo di mettere in rete idee, saperi, competenze e talenti locali esostenere l’impegno delle donne in politica a tutti i livelli.

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NUOVA SEDE PER LA SEZIONE COMUNALE SOCIALISTA DI MONTECASTRILLI

13 febbraio 2012

Nuova sede per la sezione comunale socialista di Montecastrilli, in provincia di Terni. L’inaugurazione  si terrà mercoledì 15 febbraio, alle ore 21, e sarà occasione di un incontro nella sala Convegni del Centro fiere comunale. All’appuntamento parteciperanno Luigi Guidarelli, assessore comunale, i segretari regionale e provinciale, Aldo Potenza e Andrea Difino, l’assessore regionale Silvano Rometti, Massimo Buconi, capogruppi Psi in consiglio regionale, Vittorio Piacenti D’Ubaldi, vicepresidente della Provincia di Terni, e i capogruppi Psi in consiglio provinciale e comunale, Zefferino Cerquaglia e Giuseppe BoccolinI.

 

IL PARTITO SPEZZATINO E I 100 PADRI DELLE “CITTÀ APERTE”

29 gennaio 2012

di Darko Strelnikov

Più passa il tempo e più i difetti di fabbrica del PD si evidenziano. I fatti di Città di Castello ci mostrano l’affermarsi a tutti i livelli, di quel partito “spezzatino”, che contiene in se il germe perenne della discordia, con una discreta tendenza all’autodistruzione. La formazione di tanti piccoli potentati, fa si che il Partito in quanto tale non sia più riconoscibile e, men che meno, un punto di riferimento per la società civile. Pensate che situazione si trova a gestire il Sindaco “tifernate” Bacchetta, quando deve parlare con il suo principale azionista, il Partito Democratico. Per capirci qualcosa e per non rischiare imboscate, sembra che sia costretto a consultare almeno 10 persone. Con la concreta possibilità di non riuscire, alla fine, a trovare “il padrone del sedere” e quindi soluzione condivisa. Dice, ma si potrebbe rivolgere al nuovo segretario, Gionatan Gatticchi, eletto dopo essersi smarcato da tutte le componenti e che quindi è il rappresentante autentico e certificato di tutto il partito. Ma il giovanotto di belle speranze non ha questi “superpoteri”. Ha immediatamente scoperto quella che per molti era semplice acqua calda e cioè che non può decidere nulla senza il consenso dei notabili. Fa un nome per un nuovo assessore e il giorno dopo quel nome sparisce. Pare che il foglietto, per evitare problemi, sia stato scritto con inchiostro simpatico. Quello che svanisce. Insomma, come Bottini, Rossi ed altri prima di lui, ha cominciato a fare la bocca con una carica puramente onorifica. Se vuol restare dovrà tenere conto di chi lo ha eletto e cioè in pratica di tutti. E “i tutti” sono tanti. Ci sono i fedelissimi di Guasticchi, via Secondi e Caprini che sono i più numerosi, poi, con gradazioni diverse di peso, ci sono gli amici e compagni della Cecchini, di Ciliberti, di Orsini, di Verini, la sinistra di Carloni, i gruppi dei cento di Pannacci e dei pochi fedeli di Agostini. E visto che gli interni non bastano, per non farsi mancare nulla, ci sono anche le infiltrazioni esterne dei Neri e dei Nocchi, con tanto di seguaci con tessera ed incarichi. Credete sia un caso limite? Manco per niente. Le situazioni di Castello e del Trasimeno non sono limite perché Perugia è anche peggio. Il Pd nel capoluogo (ma direi dappertutto) funziona come una s.p.a. A Perugia l’azionista di maggioranza è, naturalmente, il sindaco Boccali, ma possiedono pacchetti consistenti anche il Presidente della Provincia Guasticchi, l’assessore comunale alla cultura Cernicchi e il capogruppo in Regione, l’ex sindaco Locchi. Il resto è diviso tra l’assessore provinciale Mignini, il segretario regionale Bottini, il lettiano Cristofani, l’On. Bocci, l’assessore regionale Bracco, i “residuali” di Stramaccioni e qualcun altro che sicuramente mi scordo, perché anch’io ho una certa età e tenere una un elenco così lungo è faticoso. Si è, cioè, di fronte ad una specie di “città aperta” dove nessuno ha le truppe necessarie a dare le carte e comandare. Pare che sia passato un secolo da quando Stramaccioni e Bottini, Bocci e la Marini spaccavano in due il partito. Adesso è spezzatino allo stato puro. Un fenomeno che, con lo scorrere delle stagioni, diventa sempre più esteso, facendo diventare il controllo dei “grandi elettori” sul complesso della struttura, una cosa tendente all’utopia piuttosto che alla scienza. Ma non basta. L’avanzare di questo processo sta dando l’ultima spallata alla forma partito. Ognuno di questi personaggi tende infatti ad organizzarsi da solo, fuori dal Pd. Per il momento prevale la formazione di piccole o grandi correnti di sostegno alla persona, soprattutto in chiave primarie o per le campagne congressuali. Da qui l’effetto fisarmonica delle tessere. Poche in tempo normale, tante in odore di elezioni di qualsiasi tipo. Ecco perchè comincia a fare capolino anche la moda romana di creare associazioni di vario tipo, che dietro alle facciate di “culturale, sociale, economico, ricreativo ecc.”, non sono altro che dei veri e propri soggetti politici legati al loro leader o leaderino. Tanto soggetti politici da avere le loro alleanze e i loro precisi riferimenti dentro gli altri partiti di maggioranza e, perché no, di minoranza. Dagli esempi territoriali citati, emerge, quindi, che chiunque voglia governare questi territori deve fare i conti con gli altri pretendenti. Ma, più si va avanti e più si scopre che tentare di trovare intese soddisfacenti e soprattutto durature è impresa ardua. Perché gli accordi, come si è visto in più parti, sono storie di un minuto che saltano in corso d’opera, modificando le intese congressuali o elettorali.  Ed è questa la principale, se non l’unica ragione, per la quale il Partito Democratico è costretto a ricorrere, sempre di più, all’uso delle primarie. La trasformazione in comitato elettorale di pura garanzia è ormai una realtà che può non piacere a Bersani e agli ex comunisti, ma alla quale tutti, ormai, si devono inchinare. Perchè trovare una quadra interna è quasi impossibile ad ogni livello. Anche in un singolo circolo per designare il candidato al comitato di condominio, figuriamoci per le cariche amministrative. E allora si lascia che la trovino gli elettori. Con non poche sorprese come nella scorsa mandata amministrativa, quella della strage dei democratici. E adesso con la dichiarazione di Roma, sembra che bisogna fare anche le primarie per i candidati alle politiche. Non si è ancora capito se sono “erga omnes” o se la Direzione si riserva qualche posto per i dirigenti “importanti”. Ma se non ci sono deroghe qualcuno ha già perso il posto prima di cominciare. C’è tanto tempo ancora. Dire oggi chi concorrerà e soprattutto chi potrebbe farcela è fiato sprecato. Ma sicuramente i più penalizzati dalla stagione senza accordi interni sono quelli vissuti all’ombra degli apparati e dentro gli apparati. Quelli che senza di questi non hanno più efficaci radicamenti territoriali. Finite le alzate di mano occorre avere i voti. E alcuni degli attuali onorevoli, sulla carta, ne hanno pochini. Dite che ad Agostini, Verini e alla Sereni siano fischiate le orecchie? No perché?

Strelnikov.d@libero.it

MARIO MONTI E’ IL “DOTTOR MORTE”? EUTANASIA DI UNA NAZIONE O TERZA REPUBBLICA?

29 dicembre 2011

Sono mesi che un malessere e un disorientamento generale, dovuti ad un improvviso “vuoto politico”, sono di stimolo a numerose iniziative tendenti alla nascita di un soggetto politico nuovo in grado di raggruppare tutta “la gente comune” o, meglio, “gli Indignados moderati”, stanchi e vittime di una politica incapace, che ha abdicato il proprio mandato elettorale ai tecnocrati e banchieri, permutando privilegi e interessi corporativi con la “pelle” del ceto medio-basso.

Analizzando gli eventi storici dell’era repubblicana, possiamo notare che, dopo i disastri della seconda guerra mondiale, l’Italia della PRIMA REPUBBLICA, grazie al boom economico degli anni ’60, riuscì ad imporsi tra le prime cinque potenze più industrializzate al mondo. Poi vi fu un periodo in cui la “politica”, che fino ad allora era stata la nobile arte fatta per il “Bene Comune” si trasformò in quella di “professione”, utile solo agli interessi della “Casta” e personali. Così, per raggiungere o conservare il potere, la politica ha consentito la nascita di privilegi, vizi e corruzione che hanno portato gli Italiani a vivere molto al di sopra delle loro possibilità, accumulando un grande debito causato dallo sperpero di denaro pubblico. Nel ’92 vi fu “Tangentopoli” o, meglio, la “rivoluzione senza (o quasi) spargimento di sangue”, iniziata dalle “toghe rosse”, vogliose di occupare anche lo spazio della politica, con la nascita della così detta “SECONDA REPUBBLICA”, caratterizzata da un diverso modo di far politica. Ed è così iniziata la spasmodica corsa di magistrati, attori, giornalisti, cantanti, imprenditori ad occupare uno scranno di parlamentare, per “consolidare o salvaguardare” un proprio interesse personale, familiare o aziendale. E’ inutile fare nomi ma, questo periodo, più che un’occasione di “moralizzazione” è sembrato un “tiro al piccione” dove, in questo caso, il piccione è stato “Berlusconi”, il Capro Espiatorio, colpevole di voler modificare il “sistema dei giochi ed intrighi di palazzo”. E così è stato accusato di ogni reato, indagato, deriso, ridicolizzato fin tanto da far apparire che, qualunque cosa di negativo accadesse, fosse tutta e solo colpa sua. Invece, la sua unica colpa è stata quella di fidarsi dei tanti “Bruto” che, nel momento di difficoltà non hanno esitato a pugnalarlo alle spalle o abbandonarlo non ritenendolo più utile ai loro scopi. Ho visto milioni di Italiani gioire, cantare e ballare dopo le sue, dovute, dimissioni. Il suo senso di responsabilità ed amore per lo Stato sono state scambiate per un “atto di resa”. I fatti hanno confermato che i mercati azionari ed il famoso “spread”, non hanno minimamente modificato il loro disastroso andamento. I giornali e gli avversari politici del governo non ne parlano quasi più e, mentre sono cambiati gli equilibri in molti governi europei, dove i “capitalisti” hanno piazzato i propri uomini nei posti strategici, attraverso i mezzi d’informazione vogliono farci credere che i sacrifici richiesti sono utili all’economia delle famiglie. Sono solo aumentate le tasse dirette e indirette e tutte le misure approvate servono esclusivamente a non far svalutare i grossi capitali e difendere le banche dall’attacco speculativo, aumentandone a dismisura i guadagni grazie all’obbligo di apertura di milioni di nuovi conti correnti a spese dello Stato (cioè nostro). Se si volesse credere nei “corsi e ricorsi storici”, tanto cari a Benedetto Croce, si potrebbe pensare che l’Italia stia nuovamente veleggiando verso il famoso “Fronte dell’Uomo Qualunque” di Guglielmo Giannini, il movimento che miseramente fallì. Eppure, gli ingredienti che nel 1944 ne stimolarono la nascita, sembrano oggi esserci nuovamente tutti: la sfiducia nelle istituzioni democratiche, la grande diffidenza e ostilità nei confronti della politica e del sistema dei partiti, una insensibilità verso gli interessi generali, che si traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui problemi dello stato e del governo. Infine, i provvedimenti “velenosi e penalizzanti” del governo Monti, sembrano destinati a provocare “l’Eutanasia” di un popolo che non riesce più, nonostante i tanti sacrifici, a reggere alla forte crisi economica scatenata a livello mondiale dai “forti poteri economici”. Una volta, per conquistare popoli e nazioni, si scatenavano guerre mondiali dove la supremazia si conquistava con la forza e la violenza. Oggi i tempi sono cambiati e si può dire che sia già in atto “LA TERZA GUERRA MONDIALE” dove, senza le armi ma con l’economia e la globalizzazione, si sta tentando di condizionare e governare il mondo. Senza prospettive di crescita economica siamo destinati alla RECESSIONE. Quotidianamente assistiamo a rivolte e sommosse, e non solo in paesi del terzo mondo, con il rischio che anche in Italia questo malessere possa innescare la “miccia del cambiamento”. Esistono centinaia di movimenti, partitini, liste, associazioni pronte a contribuire alla nascita di una moderna TERZA REPUBBLICA, tutti con programmi e idee quasi simili, miranti a coniugare i bisogni del mercato, dello sviluppo economico e personale, con la promozione della solidarietà, della libertà, della legalità, della laicità della politica e della dignità umana. Ma purtroppo, come al solito, emerge una irrefrenabile “mania di protagonismo” da parte di ciascuno, che fa sì che l’attuale classe politica sia tranquilla nel ritenere la gente incapace di organizzarsi autonomamente, senza un capo-popolo del tipo “Masaniello”. Agendo tutti separatamente sarà come fare la guerra con pistole ad acqua e cerbottane ma, se si riuscisse ad unire le forze, con un po’ di umiltà, mista al desiderio di salvaguardare il Bene Comune, si potrebbe avviare qualcosa di molto serio e significativo. Essendo impossibile far accettare un movimento o un partito che abbia già tutti i tasselli ed il programma politico pre-definito, penso che invece occorra, crearne uno nuovo, tutti insieme, con valori e programmi condivisi, un Movimento che possa un giorno anche diventare un Partito, che nasca attraverso un’Assemblea Costituente ove ciascuno possa offrire un contributo di idee su cui confrontarsi e in base alle quali sottoscrivere un programma ed un regolamento-statuto condiviso. Solo su queste premesse potrà nascere qualcosa di serio, un Soggetto su base Federalista e Autonomista, in cui ciascuno di noi potrà far convergere il proprio movimento o partito, conservandone però l’autonomia territoriale. I tempi sono ristretti essendo imminenti le elezioni amministrative del 2012, occasione irripetibile per dare il segnale di svolta e stimolare la nascita della “sana” TERZA REPUBBLICA.

Ermanno Cossiga

ermannocossiga@fastwebnet.it

Commento di Ciuenlai: L’analisi è vecchia e non risponde al vero su Berlusconi che è il prolungamento della crisi della prima repubblica avendo avuto il demerito (o il merito a seconda di chi legge) di portare a compimento il disegno craxiano e in parte di Gelli.

Disabili … ma allora il cattivone non era Berlusconi

17 dicembre 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

In questi anni di governo di centrodestra siamo stati “educati” ad odiare Berlusconi . Berlusconi ladro, Berlusconi corruttore di uomini e fanciulle “innocenti ed indifese” , Berlusconi che , insieme a Tremonti e Brunetta, odia i disabili, ecc…,  i nostri amici appartenenti alla galassia dei partiti della sinistra gridavano fino a pochi giorni fa : “Tremonti e Berlusconi vogliono togliere le indennita’ d’accompagnamento !!!” Tutti o quasi conoscete la storia della delega assistenziale, delle norme, previste, si, dal vecchio governo ,che tra gli altri obbiettivi prevedevano la possibilita’ di subordinare il “godimento” delle indennita’ d’accompagnamento (o di qualsiasi altra provvidenza economica assistenziale ) al mancato superamento di una determinata soglia di Isee. Quindi ora secondo voi questi propositi sono stati superati ? Vi presento la professoressa Maria Cecila Guerra sottosegretario al ministero del welfare , dovra’ occuparsi delle questioni disabilita’ e non autosufficienza e del riparto delle relative risorse. La Guerra, con nostro immediato sollievo, ha precisato che il complesso delle risorse non deve essere decurtato, non e’ accettabile, non e’ opportuno . Ma c’e un particolare : la Guerra (non e’ assolutamente contraria alla modifica dell’Isee) il che puo’ voler dire soltanto una ,due cose, non ci sono molte alternative; ricomprendere le indennita’ d’accompagnamento nell’Isee o subordinare l’erogazione di esse al mancato superamento di una determinata soglia. Verrebbe da chiederci : gia’ ci scandalizza la posizione della Guerra in merito, ma le risorse che verrano recuperate sottraendo le indennita’ a chi supera una certa soglia di Isee, visto che nel complesso non verrano decurtate, a chi andranno? Sembra, leggendo l’articolo di superando.it, che la Guerra sia in ottimi rapporti con gli amici del terzo settore (cooperative,onlus,fondazioni,associazioni) coloro cioe’ che erogano i famosi servizi, che gestiscono le varie forme di residenzialità e che annoverano, tra le loro fila, gruppi privati come il gruppo kos di Carlo De Benedetti proprietario in tutta italia di oltre 60 strutture di diversa tipologia … quindi, ancora, verrebbe da chiedersi, a chi andranno tutti i finanziamenti, che fino ad ora erano destinati alle famiglie con disabili gravi ed anziani non autosufficienti, che la Guerra presumibilmente sottrarra’ indicizzando le indennità d’accompagnamento all’Isee ? Dimenticavo …la Guerra e’ vicina, molto, agli amici del terzo settore, molto vicina, anche, agli amici del partito democratico . Sono convinto che … per conformismo … per convenienza, sciegliete voi !… Ma …. nessuno ci educhera’ ad odiare il partito democratico !

Disabile Libero – Perugia

PRC, contro la manovra Monti-BCE, contro la disintegrazione del Welfare, al Fianco dei Lavoratori

8 dicembre 2011

Il circolo di Rifondazione Comunista di Panicale giudica la manovra economica che il Governo Monti si appresta a varare disastrosa, antisociale ed antidemocratica. Di nuovo si agevolano quei soggetti che nella crisi si sono arricchiti mettendo in atto atroci piani di speculazione, dandogli inoltre la possibilità di continuare ad accumulare capitale sulle spalle di chi lavora per pochi euro al mese e di chi è costretto a pagare tasse basate su aliquote vergognose, soprattutto se paragonate alla ridicola tassazione dell’1,5% sul rientro dei capitali illeciti. All’orizzonte nessuna patrimoniale che colpisca i parassiti che campano sulle grandi rendite, ne tantomeno la traccia di una tassazione sulle transazioni internazionali per chi specula sui mercati. In compenso ad aspettare al varco lavoratori, giovani e pensionati arrivano aumenti della benzina e reintroduzione dell’ici (maggiorata con la revisione degli estimi catastali). Secondo il Codacons per gli umbri la stangata sarà di 355 milioni e peserà per circa 1.580 euro su una famiglia media di 4 persone, il tutto mentre la Regione dell’Umbria (grazie alle precedenti manovre del governo Berlusconi) per il prossimo anno sarà in grado di garantire il 5% dei fondi rispetto all’anno scorso da investire nelle politiche sociali, determinando di fatto la disintegrazione del welfare, ciò contribuirà a mettere ancor di più in ginocchio le famiglie umbre che oltre a vedersi aumentate le tasse saranno costrette a fare i conti con una drastica diminuzione di servizi ed un’ imponente aumento della disuguaglianza sociale. Esprimiamo forte preoccupazione anche per l’area del Trasimeno, di cui il Comune di Panicale è capofila per quanto riguarda le politiche sociali e come forza di governo di quest’area ci chiediamo se dopo questa manovra criminale saremo ancora in grado di garantire servizi di qualità come è stato fatto fino ad oggi. Consapevoli inoltre del fatto che alcuni siti produttivi della zona sono in forte crisi, e che a pagare le conseguenze della mala gestione delle aziende saranno di nuovo i lavoratori, aderiremo allo sciopero proclamato dalla FIOM e dalla CGIL per il prossimo 12 dicembre, sempre più convinti che la difesa dei diritti e delle condizioni dei lavoratori sia l’unica strada concreta per uscire dalla crisi.

Sargentini Francesco – Segretario Rifondazione Comunista di Panicale

IL PD SAN GIUSTINO SI MOBILITA PER CAMBIARE L’ITALIA

14 ottobre 2011

Il Partito Democratico di San Giustino organizza per il mese di ottobre una serie di eventi per portare all’attenzione dei cittadini le proposte del PD per cambiare l’Italia e per costruire la reale alternativa a questo governo inetto, disastroso ed incapace. Domenica prossima 16 ottobre il primo appuntamento in piazza del Municipio dalle 9 alle 13, dove verrà distribuito materiale informativo sulle proposte del PD su: lavoro, fisco, economia, energia, costi della politica, scuola, etc.. Il PD di San Giustino, cogliendo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno preso parte al “Pd Day” del 2 ottobre scorso rendendolo un evento intenso ed emozionante, informa tutti i cittadini che sono in cantiere anche altre iniziative per il mese di ottobre tese a rendere visibile da una parte l’incapacità e la dannosità del governo Pdl-Lega e dall’altra la proposta complessiva ed organica elaborata dal Partito Democratico come alternativa per l’Italia di domani; informa inoltre che il 5 novembre in piazza San Giovanni a Roma si terrà la grande manifestazione nazionale “Un grande Paese merita un futuro migliore”: per l’occasione stiamo organizzando un Bus direttamente da San Giustino e stiamo raccogliendo le adesioni di tutti quei cittadini intenzionati a parteciparvi perchè vogliono le dimissioni del governo Berlusconi nell’interesse del nostro Paese e perché credono che un’altra Italia sia possibile. (Info e Prenotazioni: Daniele 3337085851; Assunta 3331341123; Maria 3394546606).

Daniele Guerrieri

IL PSI UMBRO FESTA REGIONALE DEL PARTITO dal 14 al 16 ottobre

12 ottobre 2011

“Avanti, una nuova Italia!”. Sarà questo il filo conduttore che

Aldo Potenza

contraddistinguerà la Festa regionale del Partito Socialista dell’Umbriache si terrà nel centro fieristico Umbriafiere a Bastia, da venerdì 14 a domenica 16 ottobre. Una tre giorni di confronti e dibattiti con uno spazio dedicato anche a mostre, concerti e alla presentazione del nuovo sito della segreteria provinciale del Psi Perugia. La dirigenza umbra del Partito socialista italiano, dunque, si prepara alla festa regionale socialista che aprirà i

Massimo Buconi

battenti alle ore 16 di venerdì con i due segretari provinciali di Perugia e Terni, Cesare Carini e Andrea Difino, e Fabrizio Burini, responsabile regionale all’organizzazione del partito, che presenteranno il programma. Via ai dibattiti, poi alle 16.30, con l’incontro su “Il Comune per governare l’Italia”, coordinato dal direttore del Corriere dell’Umbria Anna Mossuto, durante il quale prenderanno la parola, tra gli altri, Nilo Arcudi, vicesindaco di Perugia, e i sindaci di Città di Castello, Assisi e Perugia, rispettivamente Luciano Bacchetta, Claudio Ricci e Wladimiro Boccali. Si parlerà, invece, di diritto allo studio e al lavoro per le nuove generazioni, alle 18.30, durante il dibattito, moderato dalla giornalista Rosaria Parrilla, con Claudia Bastianelli, responsabile pari opportunità della segreteria nazionale della Federazione giovani socialisti (Fsg), Federica Angelantoni, vicepresidente dei giovani imprenditori di Confindustria Perugia, Maurizio Oliviero, presidente Adisu, Gionata Gatticchi della segreteria regionale Giovani democratici, e Daniele Cavaleirodella Federazione giovani socialisti dell’Umbria (Fgs).

Silvano Rometti

“Turismo e sport: una risorsa per l’Umbria” sarà il tema dell’appuntamento, coordinato dal giornalista Francesco Mancini, sabato alle 10, durante il quale prenderanno la parola, tra gli altri, l’assessore provinciale allo sport e turismo, Roberto Bertini, Domenico Ignozza, presidente provinciale del Coni, e Francesco Emanuele, presidente regionale italiano paralimpico. Si prosegue poi il pomeriggio, alle 16.30, con l’incontro su “Più riforme meno manovre”, moderato dal direttore de Il Giornale dell’Umbria Giuseppe Castellini, durante il quale interverranno, tra gli altri, l’assessore regionale all’ambiente Silvano Rometti, il segretario regionale del Psi, Aldo

Roberto Bertini

Potenza, Ulderico Sbarra, segretario regionale della Cisl, e il consigliere regionale Massimo Buconi. A concludere la festa regionale del Psi Umbria, domenica alle 11.30, sarà il segretario nazionale del partito Riccardo Nencini per un confronto su “Una nuova Italia”, al quale parteciperà Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, oltre all’assessore Rometti e al segretario del Psi umbro Potenza. L’appuntamento, inoltre, con la musica è venerdì alle 21.30 con i Liga+ e, sabato alle 20.30, con il piano bar di Eraldo e Diego. Spazio all’interno dei locali del centrofieristico, infine, alle esposizioni su “100 anni di tessere socialiste”, “Giuseppe Garibaldi ed il suo mito” e “La nascita del riformismo”.

Un Sindaco che devolve in beneficienza parte delle sue spettanze, non si era mai visto

30 aprile 2011

E’ tornata la “Grande Madre”, ma poco o nulla è cambiato nel Pd bastiolo ancora tramortito dalla sconfitta elettorale di due anni fa. In Consiglio Comunale, fatto salvo il sano pragmatismo del Dott. Criscuolo non riluttante alla concreta collaborazione su temi condivisi, solo qualche innocua punzecchiatura di Mirco Casagrande e lo stucchevole politichese di Erigo Pecci. Anche le gentilissime Signore, in verità sensibilissime ai problemi sociali, sono state tradite nell’ultimo Consiglio Comunale dalla voglia di dire no a tutti i costi e si sono impelagate in una poco nobile contrapposizione ad una proposta della Giunta che prevedeva l’accoglimento nell’asilo nido comunale di un bambino con disabilità non residente nel nostro Comune.

L’ultima trovata del partito orchestrato dall’amico Vannio Brozzi dimostra che alla faccia tosta non c’è limite, che nelle Botteghe Oscure bastiole si è persa completamente la memoria. Il Partito Democratico o come si chiamava in precedenza la prima forza della sinistra, che per anni ha speso cifre ingentissime per propagandare la propria attività attraverso il periodico Bastia Notizie, che in risposta ai manifesti dell’opposizione era solito inondare la città con manifesti di formato doppio e tiratura tripla tutti a firma dell’Amministrazione e quindi regolarmente a carico delle casse comunali, all’apparire dopo due anni  dall’insediamento della Giunta Ansideri del primo numero dello stesso periodico, per altro edito in forma ridotta per contenerne le spese, sale sul pulpito e si straccia le vesti.

Evidentemente il Pd non ha grossi argomenti per attaccare se è costretto ad alzare i toni su quello che è il vanto dell’attuale Sindaco, il rigore nella tenuta dei conti e la guerra agli sprechi. Un Sindaco come Stefano Ansideri che usa sistematicamente il suo telefono personale anche per le comunicazioni di Ufficio e la sua auto personale per gli spostamenti anche di carattere istituzionale, che devolve in beneficienza parte delle sue spettanze, a Bastia Umbra, ci si può giurare, non si era mai visto.

Circolo democratico di Collazzone, Scorteccia è il nuovo segretario

17 ottobre 2010

Michele Scorteccia

Si  è svolta  presso la sede di via del Parco a Collepepe l’assemblea del Circolo del Partito Democratico di Collazzone per l’elezione del Segretario Provinciale e del Segretario Comunale. All’unanimità con 27 voti su 27 votanti , alla presenza di un garante per il regolare svolgimento delle votazioni, di un rappresentate portavoce per la lista al candidato provinciale e degli iscritti  e’ stato eletto nuovo segretario del Circolo Scorteccia Michele,  34 anni, laureato in Economia e Istituzioni con una specializzazione  in selezione, formazione e organizzazione del personale il nuovo segretario ha dichiarato : “Una dimostrazione di compattezza e di fiducia che non può essere altro che positiva e beneaugurante per il futuro. E’ una grande responsabilità ma anche una sfida affascinante portare avanti un lavoro già iniziato come opposizione all’attuale amministrazione e che ci vede gettare le basi per il futuro.

Insieme al coordinatore abbiamo eletto un rinnovato gruppo di coordinamento, una squadra di persone, competenti e appassionati, che investono sul loro futuro e sul futuro del comune di Collazzone. Dimostreremo  ai cittadini che il PD nel nostro territorio sa produrre pensiero riformista e classe dirigente capace di tradurlo in buone proposte per il futuro del nostro territorio comunale. L’attuale andamento politico-amministrativo ci dimostra di quanto ce ne sia veramente bisogno.”