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PERUGIA: TAVOLA ROTONDA “DONNA E DIRITTO AL LAVORO”

28 febbraio 2012

C.R.A.L. PERUGINA VIA MIGLIORATI – S. ANDREA DELLE FRATTE

giovedì 8 marzo ore 18.30

In occasione dell’8 marzo l’Associazione Ossigeno organizza alle ore 18:30 presso il C.R.A.L. della Perugina una tavola rotonda sul tema del rapporto tra donne e lavoro: in Italia rimane difficile essere donna in tema di ricerca e mantenimento di una occupazione. Dalla vergogna delle dimissioni in bianco, alla questione del precariato e del salario, fino alla tutela della maternità saranno trattati tutti gli argomenti che oggi più che mai preoccupano e rendono difficile l’esercizio del diritto al lavoro da parte delle donne, ci auguriamo la partecipazione di più persone possibile che possano contribuire ad una discussione propositiva e costruttiva.

Il 30% delle madri interrompe il lavoro per motivi familiari, le donne percepiscono salari decisamente più bassi rispetto agli uomini, il precariato e l’alto tasso di disoccupazione giovanile colpiscono in particolar modo le donne, la vergognosa pratica delle dimissioni in bianco viene utilizzata soprattutto contro le donne e il loro desiderio di maternità… se preferire un posto fisso significa essere monotone invitiamo tutte le donne che amano la monotonia a partecipare alla tavola rotonda.

INTERVERRANNO : CINZIA ABRAMO – FLC Cgil Università di Perugia,  GIUSEPPINA CONSOLI- lavoratrice precaria, VJOLA LUARASI- lavoratrice precaria, MARISA NICCHI – relatrice e prima firmataria della l. 188/2007, PAOLA PASINATO- Donnexledonne, LORENA PESARESI – Assessore alle pari opportunità Comune di Perugia

COORDINA: ELENA BISTOCCHI – Associazione Ossigeno

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Inquinamento di Bettona, la giustizia a volte è lenta, ma alla fine arriva sempre

15 gennaio 2011

La richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Procuratore Giacomo Fumu e dal Pubblico Ministero Manuela Comodi nei confronti di 26 persone implicate nei fatti di continuo e massiccio inquinamento perpetrato per ben 30 anni a Bettona,  dimostra come  i nostri numerosi esposti e denunce presentati nel corso degli anni fossero del tutto fondati.

Che la situazione ambientale nel territorio di Bettona fosse pesantemente compromessa appariva del resto di tutta evidenza e riconoscibile a tutti.  La puzza asfissiante durante il giorno e la notte, l’inquinamento riconoscibile a vista dei fossi, dei torrenti e del fiume Chiascio in modo particolare nei fine settimana e in occasione delle pioggie, la fertirrigazione fasulla su terreni disponibili solo nella misura del 10% rispetto a quella necessaria, la certificazione di agibilità acquisita solo da 3.000mq di stalle rispetto ai 60.000mq presenti nel comune, l’inquinamento dell’acqua di numerosi pozzi: queste solo alcune delle gravi conseguenze della sconsiderata ed illecita gestione del depuratore zootecnico consortile e degli allevamenti suinicoli. Solo un sistema fondato sulla complicità e connivenza a tutti i livelli ha consentito il verificarsi ed il perdurare di questo “disastro  ecologico”. Almeno 12 milioni di tonnellate di reflui sono finiti sui terreni e nel fiume. Chi doveva effettuare i controlli, oltretutto pagato da noi cittadini-contribuenti, reggeva il sacco ai lestofanti. L’Amministrazione comunale attualmente in carica, se non fosse stata bloccata dall’intervento della Magistratura,  avrebbe creato le condizioni (con la realizzazione di una seconda laguna per i liquami da 90.000 tonnellate) per condannare la popolazione a vivere ancor peggio che nel passato. Per tutta la Giunta, Sindaco e Vicesindaco in testa, è stato richiesto il rinvio a giudizio. Gli atti adottati, nonché le intercettazioni telefoniche, hanno evidenziato lo stretto legame con gli autori materiali di questo disastro. Per noi cittadini quanto è emerso è più che sufficiente per chiedere le dimissioni immediate di questi amministratori. Non è né possibile né accettabile che questi personaggi, visti i precedenti, continuino a gestire le questioni ambientali del nostro comune e il destino dei suoi abitanti. Siamo molto preoccupati per le varie ipotesi di riutilizzo dell’impianto di depurazione destinato a diventare una centrale a biomasse o, peggio ancora, un inceneritore. A queste ipotesi ci opporremo con tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge. Sin da ora annunciamo che il Comitato, ricorrendo presso  le competenti sedi giudiziarie, si costituirà parte civile nei confronti di tutti i responsabili, richiedendo loro il risarcimento dei gravi danni arrecati alla salute dei residenti, al deprezzamento patrimoniale dei loro immobili, al notevole danno arrecato all’immagine del comune e del suo territorio.

per Il Comitato Popolare per l’Ambiente di Bettona

Remo GranocchiaGiorgio ForestiLuigi Pasinato

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Nota di redazione: Gli scriventi non specificano quali amministrazioni sono coinvolte in 30 anni e quali sindaci, però chiedono le dimissioni di quella attuale, c’è qualcosa che non torna. Non ci rimane che aspettare con serenità  l’esito dell’inchiesta in corso per capire la verità.