Posts Tagged ‘pensioni’

LAVORO: Interrogazione al ministro Giovannini su Contibuti Figurativi e legge 104

14 ottobre 2013

Il deputato del Pdl Pietro Laffranco in un’interrogazione al ministro del Lavoro Prof. Enrico Giovanninisottolinea l’allarme delle famiglie in cui vi sono persone disabili, per le penalizzazioni della riforma Fornero in materia (more…)

ELEZIONI 2013: L’ALTERNATIVA E’ L’ALTERNATIVA

5 febbraio 2013

di Ciuenlai

Tutti si meravigliano della lenta, ma costante rimonta di Berlusconi e della lenta, ma costante discesa del Centrosinistra. Ma nessuno si chiede come mai accade, come mai la “strampalata” campagna del caimano riesce a far breccia e quella “seria” del (diciamolo) noioso Bersani (more…)

ANNA RITA FIORONI (Pd): Alcune delucidazioni sulla questione delle “pensioni d’oro”.

14 Mag 2012

Riceviamo un chiarimento dalla Senatrice  Anna Rita Fioroni e volentieri pubblichiamo

Da giorni gira su internet una lista contenente i nomi di 94 senatori che in data 2 maggio avrebbero votato contro i tagli alle così dette “pensioni d’oro”. E’ una notizia FALSA e FUORVIANTE e per questo sento l’esigenza di fare chiarezza.

Anna Rita Fioroni

Le così dette “pensioni d’oro” sono state tagliate dal Governo Monti (anche con il nostro appoggio) diversi mesi fa. L’emendamento in discussione NON va a modificare tale decisione e, come spiegato dalla relazione tecnica redatta dal Ministero dell’Economia ad esso riferita, non produce effetti negativi per i saldi di finanza pubblica. Questo significa che quel comma non determina una maggiore spesa per le casse dello Stato, e ciò dimostra che quanto affermato da troppi oggi sulla rete è falso. Non abbiamo MAI votato contro la riduzione delle pensioni d’oro e il Partito Democratico non ha in nessun modo cambiato idea a tal proposito. (more…)

Ecco i nomi dei 94 senatori che hanno votato contro i tagli alle pensioni d’oro

6 Mag 2012

In 94 si sono battuti come leoni contro quell’emendamento e a favore del mantenimento delle pensioni d’oro. Tutto il Pd, ad eccezione di sette senatori che, in uno scatto di dignità, hanno votato contro. Ad esprimersi a favore dell superpensioni dei manager pubblici troviamo, per esempio, figure del calibro di Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri o Pietro Ichino, lo stesso che va in giro a predicare il superamento del divario tra le generazioni.

Nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai supermanager pubblici il governo (che voleva difenderle) è stato battuto grazie da un emendamento di Idv e Lega.Forse, finalmente, si sono resi conto che in un momento in cui tutti gli italiani vengono chiamati a grandi sacrifici togliere qualche euro ai boiardi di Stato, che oggi percepiscono,  stipendi fino a 1.200.000 euro all’anno (pagati da noi) sarebbe stato un atto minimo di equità.

Adamo Marilena (Pd) – Adragna Benedetto (Pd) – Agostini Mauro (Pd) – Armato Teresa (Pd) – Astore Giuseppe (Gruppo Misto) – Baio Emanuela (Api) – Barbolini Giuliano (Pd) – Bassoli Fiorenza (Pd) – Bastico Mariangela (Pd) – Enzo Bianco (Pd) – Biondelli Franca (Pd) – Blazina Tamara (Pd) – Filippo Bubbico (Pd) – Antonello Cabras (Pd) – Anna Maria Carloni (Pd) – Maurizio Castro (Pdl) – Stefano Ceccanti (Pd) – Mario Ceruti (Pd) – Franca Chiaromonte (Pd) – Carlo Chiurazzi (Pd) – Lionello Cosentino (Pd) – Cesare Cursi (Pdl) – Mauro Cutrufo (Pdl) – Cristina De Luca (Terzo Polo) – Vincenzo De Luca (Pd) – Luigi De Sena (Pd) – Mauro Del Vecchio (Pd) – Silvia Della Monica (Pd) – Roberto Della Seta (Pd) – Ulisse Di Giacomo (Pdl) – Di Giovan Paolo Roberto (Pd) – Cecilia Donaggio (Pd) – Lucio D’Ubaldo (Pd) – Marco Filippi (Pd) – Anna Finocchiaro (Pd) – Anna Rita Fioroni (Pd) – Marco Follini (Pd) – Vittoria Franco (Pd) – Vincenzo Galioto (Pdl) – Guido Galperti (Pd) – Maria Pia Garavaglia (Pd) – Costantino Garraffa (Pd)– Maurizio Gasparri (Pdl) – Antonio Gentile (Pdl) – Rita Ghedini (Pd) – Giai Mirella (Gruppo Misto) – Basilio Giordano (Pdl) – Claudio Gustavino (Terzo Polo) – Pietro Ichino (Pd) – Cosimo Latronico (Pdl) – Giovanni Legnini (Pd) – Massimo Livi Bacci (Pd) – Andrea Marcucci (Pd) – Francesca Maria Marinaro (Pd) – Franco Marini (Pd) – Ignazio Marino (Pd) – Marino Mauro Maria (Pd) – Salvatore Mazzaracchio (Pdl) – Vidmer Mercatali (Pd) – Riccardo Milana (Terzo Polo) – Francesco Monaco (Pd) – Enrico Morando (Pd) – Fabrizio Morri (Pd) – Achille Passoni (Pd) – Carlo Pegorer (Pd) – Flavio Pertoldi (Pd) – Lorenzo Piccioni (Pdl) – Leana Pignedoli (Pd) – Roberta Pinotti (Pd) – Beppe Pisanu (Pdl) – Donatella Poretti (Pd) – Raffaele Ranucci (Pd) – Giorgio Roilo (Pd) – Nicola Rossi (Pd) – Antonio Rusconi (Pd) – Gian Carlo Sangalli (Pd) – Francesco Sanna (Pd) – Giacomo Santini (Pdl) – Giuseppe Saro (Pdl) – Anna Maria Serafini (Pd) – Achille Serra (Terzo Polo) – Emilio Silvio Sircana (Pd) – Albertina Soliani (Pd) – Marco Stradiotto (Pd) – Antonino Strano (Pdl) – Salvatore Tomaselli (Pd) – Giorgio Tonini (Pd) – Achille Totaro (Pdl) – Tiziano Treu (Pd) – Simona Vicari (Pdl) – Luigi Vimercati (Pd) – Vincenzo Vita (Pd) – Walter Vitali (Pd) – Luigi Zanda (Pd)

Elaborazioni Il Post Viola su resoconto stenografico Senato (pagine 121-128, codice votazione 016)

LA PROPRIETA’ INVARIANTIVA DELLA DESTRA

14 aprile 2012

Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. La famosa Proprietà invariantiva sembra scritta proprio per l’attuale situazione politica italiana. Vediamo :

1) Lo spread è tornato vicino a quota 400

2) La borsa va a picco

3) La produzione industriale sta crollando

4) I prezzi di tutto salgono alle stelle

5) Gli stipendi perdono potere d’acquisto a vista d’occhio

6) L’occupazione è ai minimi storici

7) Le tasse sono arrivate a mangiarsi quasi il 50% del reddito

Il tutto dopo aver perso le pensioni, le tutele sul lavoro e avere “incassato” una “paccata” di cose da pagare.

Domanda : Per molto meno abbiamo cacciato Berlusconi e Tremonti, perché per molto più ci dobbiamo tenere Monti e la Fornero?

Ciuenlai

 

Niente Stato e poco Mercato, alla faccia nostra

15 marzo 2012

di Ciuenlai

La “controriforma” del mercato del lavoro, non sancisce solo la fine dell’art.18, ma certifica la chiusura del cerchio e del progetto degli impiegati Goldman Sachs, meglio noti come Governo tecnico. E la chiusura del cerchio è la fine dell’intervento dello stato per migliorare la condizione di chi lavora. Facciamo un piccolo riassunto :

1) Pensioni – Si passa al contributivo. Cioè si avrà un assegno sulla base di quello che si è versato, Non c’è bisogno dell’Inps, può farlo qualsiasi assicurazione privata;

2) Sanità – Aumentano a dismisura ticket e intramoenia, si allungano i tempi di risposta del servizio pubblico. Se si vogliono cure adeguate e tempestive bisogna rivolgersi al privato. Ogni riferimento alle assicurazione di stampo americano è puramente casuale;

3) Trasporti – Fondi per le frecce rosse, dismissioni e “carri merci” per i pendolari. Servizi di Tpl sempre più scarsi nelle città con costi parificati ai ricavi. Il passaggio a gestori privati è solo questione di tempo;

4) Lavoro – Sussidi brevi e bassi, in gran parte pagati da aziende e lavoratori. Il lavoro diventa solo merce;

5) Fisco – Spostamento del peso sulla tassazione indiretta , quella che pagano tutti nella stessa misura, quella che fa salire i prezzi il cui aumento è superiore agli incrementi delle buste paga. Questo del fisco è il primo passo per eliminare le “trattenute” dalla busta paga. Ciò vuol dire niente Inps, niente servizio sanitario nazionale ecc. Chi vuole può investire una parte del suo stipendio in assicurazioni private per pensione e protezione sociale, che, per chi ha retribuzioni basse (cioè la maggioranza) saranno adeguate “alle prestazioni minime”. Non sarà uno scandalo sentirsi dire, come a John Q, “questo trapianto non possiamo farglielo la sua assicurazione non lo prevede”. In cambio il “liberismo” dovrebbe promettere più mercato. Una volta, adesso del mercato reale non gliene frega più un tubo. Guardate il decreto sulle finte liberalizzazioni, che ha lasciato il mondo com’era.

I Goldmen Sachs si interessano solo di risanamenti finanziari. E su quello sono già a buon punto. Guardate come festeggiano le borse e i famosi Mercati. Festeggiano alla faccia nostra!!!

P.S. – SPIEGATEMI PERCHE’ BERSANI E LA CGIL UN GIORNO MINACCIANO SFRACELLI E QUELLO DOPO, PUR NON ESSENDO CAMBIATO NIENTE, SI METTONO A 90 GRADI SENZA FARE DOMANDE?

LE “SOBRIE” BUGIE DEL SIG MONTI

26 gennaio 2012

di Ciuenlai

Sembra essere tornati indietro di qualche mese. La propaganda come progetto e programma di Governo. Si dicono “innocenti bugie” o ci si appropria di provvedimenti che erano già in essere prima dell’avvento di Monti. Alcuni esempi eclatanti di imbonitura :

1) la rivalutazione delle pensioni è passata da 960 a 1440 euro. Ma non è esattamente così. Perchè i 960 erano netti e 1440 sono lordi. Quindi il Governo, a sindacati zitti, ha rivalutato, in realtà, gli assegni fino a 1.100 euro. Cioè poco più di prima.

2) Sulla lenzuolata (direi fazzolettata) delle liberalizzazioni spicca la trovata della scatola nera. Se la metti ti diminuiscono il costo della polizza. Grande novità! Una novità che io ho già da un anno perchè è da tempo che le compagnie fanno questa offerta ai loro clienti. L’accusa al Governo è quella di appropriazione (politica) indebita.

3) Ma non è la sola. Oggi leggo che, per effetto delle liberalizzazioni, finalmente avremo il pane fresco la domenica. Davvero? Beh qui a Perugia saranno 10 anni che diversi punti vendita attirano, nei giorni di festa, i clienti con il meraviglioso profumo del pane appena cotto. Dovremmo chiedere a Monti il copiright?

NUOVA MANOVRA, DOPO LE PENSIONI TOCCA AGLI STIPENDI?

13 dicembre 2011

di Ciuenlai

Cominciano (purtroppo) a riecheggiare le note del “era già tutto previsto”. Come ai tempi di Berlusconi, non appena l’ennesima (la quarta o la quinta? Ho perso il conto) manovra “salva la ricca italia”, entra in dirittura d’arrivo, si comincia a parlare di quella che dovrà venire da qui a pochi mesi. Si sussurra di altri 15 miliardi a primavera. E siccome di patrimoniale non vuol sentire parlare nessuno, dopo le pensioni il prossimo attacco avverrà sugli stipendi. Un assaggio di quello che ci aspetta ce l’ha fornito la signora Fornero, che si sta specializzando in rapine dai 2000 euro in giù. La signora, non contenta di aver falcidiato con il contributivo e la non indicizzazione le pensioni dei lavoratori, si è lamentata del fatto che le stesse sono “ così alte” (sic) perché è sbagliato il sistema di incremento (quale, dove l’ha visto?) degli stipendi. Adesso è una linea che cresce verso l’alto fino a raggiungere il massimo quando si va in pensione. Lei vorrebbe trasformarla in una curva che prevede un massimo a metà carriera e un ritorno al minimo quando si viene collocati in riposo. Così si risparmia due volte : sullo stipendio e sulla pensione. Facciamo un esempio : Un operaio entra con 800 euro, passa a 1200 verso 40/45 anni e torna a 800 a fine carriera. Così percepirà una lauta pensione di circa 450 euro, che però, a differenza di quelle d’oro, verrà indicizzata (pensa che culo!). E non dovrà lamentarsi che è poco, perché, continueranno a ripetergli fino alla noia, che “se non si fa così” avrebbe avuto anche meno. E a forza di andare verso il basso, un giorno arriverà la norma lavoro “a reddito zero”, che, essendo ancora troppo costosa per lo stato, una manovra dopo, verrà sostituita da quella dello stipendio “equo e solidale”. Bisognerà, cioè, passare un salario al padrone per poter lavorare.

Manovra: L’ENNESIMA PRESA IN GIRO?

5 dicembre 2011

Come volevasi dimostrare.

Qualunque cittadino italiano avrebbe risolto i problemi, di un’Italia indebitata fino al collo, con i soldi dei cittadini ed in particolare dei lavoratori, che con i pensionati, sono in maggiori Contribuenti. Erano questi i grandi esperti che avrebbero dovuto risolvere i nostri problemi? I pianti di coccodrillo non hanno avuto l’effetto previsto. Quello che fa più senso è il modo in cui si è trascurato l’esoso costo dello Stato italiano, il finanziamento pubblico ai partiti (più volte abiurato nei referendum), l’eliminazione “vera” delle Province, La riduzione delle costose Regioni Italiane, la riduzione degli stipendi dei parlamentari (anche quelli degli enti locali), l’esagerato stipendio dei Magistrati e la loro ultra esosa liquidazione e pensione, un costo della Giustizia ingiusta, che anche la Comunità Europea ci rimprovera e ci multa, la drastica riduzione delle pensioni dei Burocrati di stato, il finanziamento delle testate giornalistiche di partito, etc. etc. etc. Eppure sarebbe stato così semplice, far pulizia partendo dall’alto e salvaguardare i miseri stipendi e pensioni dei lavoratori, i quali a sorpresa, non si vedranno aggiornare la loro pensione al costo dell’inflazione per ben due anni, gravati inoltre della nuova ICI maggiorata e da un’IVA pesante sui consumi giornalieri. Dove li troveranno i soldi? Questa è una bella occasione per togliere ossigeno a questo Governo del Presidente. Il partito o i partiti politici che riusciranno a farlo cadere, potranno poi passare da salvatori della Patria. Basta far saltare il Governicchio Monte dei Pegni. Tutto il popolo italiano sarà grato.

Stelio Bonsegna

Nota di Redazione: I giornali spesso hanno istigato ( a volte a torto, a volte a ragione) la popolazione contro la casta sprecona, ma dimenticano ( ma tu guarda caso!!!) i bei soldini che lucrano con il contributo dello Stato alla stampa. Ma quella la chiamano democrazia…

Il Piatto del giorno: PENSIONI AL “FORNERO”

28 novembre 2011

di Ciuenlai

La nuova Ministra del Pd, in quota Fassino – Chiamparino, la signora Fornero sembra affamata di pensioni. Se le vuole mangiare tutte. Ogni giorno scopriamo che ci prepara nuovi piatti e nuove tavolate apparecchiate, con gli assegni dei poveri lavoratori. Facciamo un riassunto delle puntate precedenti e di quelle di stamattina:

1) abolizione delle pensioni di anzianità;

2) passaggio al contributivo per tutti;

3) disincentivi per chi va in pensione prima dei 65 anni;

4) Fine delle finestre a quota 100 per tutti dal 2015;

5) taglio degli incrementi annui di adeguamento;

6) taglio delle reversibilità e di altri tipi di assegno;

7) contributo di solidarietà per le pensioni più alte (pare a partire da 1800 euro al mese che, notoriamente, rappresentano la soglia della ricchezza )

E fortuna che la signora, alla sua prima uscita, aveva detto, rassicurando tutti, le pensioni? La riforma c’è già stata, basta qualche piccolo ritocco. E se il ritocco non è piccolo che succede? Ah si le levate del tutto, che mi sembra la soluzione più idonea, almeno non ci si pensa più e la prossima manovra smettere di parlare di riforma delle pensioni.

P.S. – Ho scritto la ministra del Pd perché lei è un falso tecnico. Se fate una ricerca su di lei su internet scoprirete che il primo sito a darvele è, indovinate un po’, il portale del Partito Democratico, con tanto di simbolo in testa.

BERSANI: “TAGLIARE LE PENSIONI? SI PUO’ FARE (MA LE NOSTRE, NON LE SUE)”

22 novembre 2011

Pier Luigi Bersani

di Ciuenlai

 

Iniziano le prove di macelleria sociale che dovrà portare il “nuovo ordine” in tutta Europa. Un ordine fatto di precarietà, niente diritti, poco welfare e pensioni da fame e godute per pochissimi anni. E proprio sulle pensioni stamattina è intervenuto il segretario del Pd Bersani che ha in pratica sposato la tesi della nuova Ministra, amica di Fassino (quello che Ici e patrimoniale sono la stessa cosa e che Marchionne è la modernità) e di Chiamparino (quello che sostiene le posizioni liberiste di Ichino sull’abolizione dei diritti sul lavoro e che ama Marchionne come il nuovo sindaco di Torino). Insomma, niente pensione prima dei 62 anni. Da 62 a 65 il 3% in meno ogni anno e il 2% fino a 70 anni.

Simulazione – Una persona che ha iniziato a lavorare nel 1980 a 20 anni, farà 40 anni di contributi nel 2020. Ma nel 2020 avrà solo 60 anni. Quindi se vorrà andare in pensione perderà il 15%. Essendo il suo calcolo per 2/3 con il contributivo, avrebbe portato a casa il 65% dell’ultima paga. Se il suo ultimo stipendio fosse stato di 1500 euro, prenderebbe 850 euro di pensione. Dopo 40 anni di contributi!!!!!!! Per avere 1150 euro di vitalizio dovrebbe staccare a 70 anni e cioè dopo 50 anni di servizio. La liquidazione gliela darebbero a 72 anni.

Le aspettative di vita saranno anche aumentate, ma ancora i centenari si contano sulla punta delle dita e la gente che muore tra 70 e 80 anni è pari ad un botto.

Certo il sig. Bersani ha due vitalizi assicurati (uno da parlamentare e uno da presidente della regione Emilia e Romagna) , ha la pensione da funzionario o inerente alla sua professione, ha l’incarico a vita e quindi questi problemi non li capisce, semplicemente perché non c’è l’ha. Intanto, per difendere i suoi, li crea agli altri.

CHE BELLA POLITICA DI SINISTRA!!!!!!!

Ciccone: Con i 3 milioni per i vitalizi si pagano 2 anni di trasporto scolastico

23 luglio 2011

Fonte: umbrialeft

“In Umbria la situazione è particolarmente pesante e non è certo facile digerire il fatto che all’anno dal bilancio regionale escano 3 milioni di euro per pagare i vitalizi di 93 ex consiglieri regionali. Se consideriamo che a Perugia, l’intero trasporto scolastico ci costa in un anno 1 milione e 800 mila euro, possiamo fare un confronto tra la sproporzione che separa il trattamento della “casta” rispetto ai cittadini normali”, lo ha affermato l’ssessore alla mobilità, vigilanza e personale del Comune di Perugia Roberto Ciccone.

L’auspicio dell’ass. Ciccone è che sia proprio la politica a dare un segnale ai cittadini e ai lavoratori che subiscono i contraccolpi della crisi e della manovra di Tremonti e per far questo “abolire i vitalizi per i consiglieri regionali” sembra la soluzione migliore.

“Paradossalmente – continua la nota – non mi trovo a dare ragione ad un sindacato di classe combattivo e comunista, ma alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che esprime una posizione di assoluto buonsenso quando dice che è inaccettabile che si richiedano sacrifici a tutti, tranne che alla politica”.

Dovremmo riflettere sul fatto che “quello che più colpisce è che questo stato di cose sussista nel momento in cui ai dipendenti pubblici viene chiesto un sacrificio forte, il blocco degli aumenti contrattuali nei salari fino al 2018, a tutti i lavoratori dipendenti e ai pensionati “normali” vengono diminuite le agevolazioni fiscali (ricordo che le detrazioni sono le uniche compensazioni per chi paga le tasse alla fonte rispetto al mondo dell’evasione ed elusione fiscale), i cittadini in generale si troveranno a pagare di più i servizi – vedi l’introduzione dei ticket sanitari – o subiranno le conseguenze dei tagli susseguenti alla stretta dei trasferimenti da parte dello Stato per i servizi pubblici. Per il trasporto pubblico locale a Perugia, ad esempio, si profilano ulteriori tagli del 15%, rispetto alla già grande sforbiciata subita lo scorso anno. Come si può facilmente intendere, il rischio è la fine delle politiche della mobilità nel capoluogo regionale”.

“Per questo motivo mi auguro che il presidente del Consiglio regionale Brega faccia sul serio quando dice di voler abolire i vitalizi per i consiglieri regionali e che non sia la solita mossa tattica di facciata che si approva quando i privilegi della “casta” sono sotto attacco da parte dei media. Questa volta i tanti pensionati dell’Umbria, che ha una grande percentuale di pensioni al minimo, non capirebbero i tentennamenti della politica”.

Lo stesso vale per i “precari, i lavoratori dipendenti, i dipendenti pubblici – conclude Ciccone – che si impoveriranno grazie al combinato disposto del blocco dei salari e dell’aumento della tassazione per il venir meno delle agevolazioni fiscali”.

Molto bene Ciccone

commento di Paola Bianchi –  Rifondazione Comunista

Correttamente, dal mio punto di vista , l’assessore provinciale Luciano Della Vecchia nel suo intervento all’attivo di ieri sosteneva che alcuni sapienti “burattinai”, per depistare l’attenzione dalla pessima e iniqua manovra finanziaria e dalla irregimentazione di tutti i sindacati (funzionale ad precarizzazione totale del lavoro e all’eliminazione della democrazia nei luoghi di lavoro) stanno indirizzando la rabbia dei cittadini contro tutte le assemblee elettive per eliminare ogni sede di espressione della partecipazione e della voglia di cambiamento e di giustizia sociale. L’assessore Della Vecchia ricordava , a tale proposito, che i sindaci dei piccoli Comuni percepiscono qualcosa come 600 euro – una cifra ridicola, considerando i rischi cui si espongono – e non dispongono di strutture amministrative adeguate. Ha ragione chi li definisce “eroi”. A mio avviso, eliminare i piccoli Comuni significa abolire la cura delle comunità, i servizi e disgregare un tessuto sociale di solidarietà. Effettivamente , ciò a cui mirano questo Governo ma anche un possibile futuro governo di ispirazione Camusso-Marcegaglia-Draghi + Napolitano , è la disintegrazione della rappresentanza politica, della partecipazione e del tessuto civile e sociale di questo Paese per piegarlo completamente alle politiche liberiste e di sfruttamento.

Non a caso, certi “giustizieri” – manovrati da potenti “interessati” – attaccano quasi esclusivamente i luoghi della rappresentanza politica.
Attenzione: non criticano – se non incidentalmente – la manovra economica; non reclamano una legge elettorale proporzionale che dìa rappresentanza a tutte le istanze politiche , anche quelle che sono oscurate dai media.
Costoro chiedono solo l’eliminazione o la riduzione della rappresentanza politica e la privazione della dignità dei consessi elettivi attraverso un attacco generalizzato alle remunerazioni di consiglieri e assessori (senza sapere nemmeno di quale cifra si tratti, se lorda o netta e a fronte di quale impegno), l’eliminazione degli assessorati esterni e via discorrendo). Tornando alla questione affrontata da Ciccone, io penso che l’ indennità non irrisoria corrisposta durante il mandato, possa ben garantire i cosiglieri regionali per il lavoro prestato, tenendoli contemporaneamente indenni dalle perdite in termini di opportunità/crescita professionale nei cinque anni di mandato, oltreché permettere loro di svolgere con coscienza il proprio incarico nell’interesse generale; DIVERSAMENTE, il VITALIZIO mi pare abbia solo la natura di privilegio, specie in concomitanza con una manovra economica iniqua e gravosa, posta ad esclusivo carico dei ceti medio-bassi della popolazione. I vitalizi invero costituiscono complessivamente un ingente onere per la collettività regionale , sono cumulabili con il trattamento pensionistico ma si inziano a percepire prima della pensione (a 60 anni). Fermi restando i diritti acquisiti per i consiglieri cessati (sui quali in qualche modo comunque occorrerebbe incidere prevendo un tetto al cumulo con la pensione e facendone slittare la esigibilità), essi vanno decisamente aboliti per i consiglieri regionali attualmente in carica al primo mandato e ne va bloccato l’incremento per quelli in carica già consiglieri in precedenti legislature regionali. Personalmente concordo con Ciccone e auspico una battaglia senza cedimenti su questo punto da tutti gli istituzionali del partito; personalmente mi occuperò di svolgerla nella commissione politica nazionale per il congresso, di cui faccio parte. Mi auguro che questa istanza sia raccolta e portata avanti senza cedimenti dal consigliere capogruppo in Regione del mio partito.

 

Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione.

10 novembre 2010

La notizia è arrivata e conferma la peggiore delle ipotesi. Rimarrà sotto traccia per ovvi motivi, anche se in Rete possiamo farla circolare. Se siete precari sappiate che non riceverete la pensione. I contributi che state versando servono soltanto a pagare chi la pensione ce l’ha garantita. Perché l’Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell’istituto di previdenza, Antonio Mastropasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l’INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

Intrage scrive che l’annuncio è stato dato nel corso di un convegno: la notizia principale sarebbe dovuta essere quella che l’Inps invierà, la prossima settimana, circa 4 milioni di lettere ai parasubordinati, dopo quelle spedite a luglio ai lavoratori dipendenti, per spiegare come consultare on line la posizione previdenziale personale. Per verificare, cioè, i contributi che risultano versati. La seconda notizia è che non sarà possibile, per il lavoratore parasubordinato, simulare sullo stesso sito quella che dovrebbe essere la sua pensione, come invece possono già fare i lavoratori dipendenti. Il motivo di questa differenza pare sia stato spiegato da Mastrapasqua proprio con quella battuta. Per dire, in altre parole, che se i vari collaboratori, consulenti, lavoratori a progetto, co.co.co., iscritti alla gestione separata Inps, cioè i parasubordinati, venissero a conoscenza della verità, potrebbero arrabbiarsi sul serio. E la verità è che col sistema contributivo, i trattamenti maturati da collaboratori e consulenti spesso non arrivano alla pensione minima. precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l’INPS gli “imprenditori di loro stessi” creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l’INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione. L’unico sistema che l’INPS ha trovato per affrontare l’amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile. Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.

Nota di redazione: per favore  diteci che non è vero