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QUANTE COSE DENTRO QUELLA PIAZZA

17 ottobre 2010

di Ciuenlai

La piazza della Fiom ha messo un nudo un sacco di questioni politiche fino a ieri sottaciute per mancanza di iniziativa dell’opposizione parlamentare:
1) Il popolo della sinistra esiste ancora attorno alle piattaforme della Fiom e della Cgil e chiede a gran voce di avere quello che non ha oggi : una rappresentanza politica
2)La scomposta reazione della destra dimostra quanto tema l’opposizione sociale e come tenda ad equipararla all’estremismo per evitare che trovi anche una rappresentanza politica
3)Le contraddizioni del Pd sono esplose in maniera clamorosa non sulle questioni etiche ma su un tema di fondamentale importanza come il lavoro. L’immagine di questa disfatta l’ha fornita la Tv, mostrando, in mezzo alla marea di vessilli rossi una sparuta bandiera bianca dei democratici. Voleva essere una bandiera bianca di partecipazione è stata invece il simbolo di una resa. Abbiamo assistito al penoso spettacolo di un segretario che si defila, e manda un certo Fassina (che, tanto per evitare equivici, non è il compagno di Fassino, ma un dirigente del partito) a partecipare (in incognito), mentre i suoi compagni di partito Boccia e Dantoni sparavano bordate peggiori di quelle della destra sulla manifestazione. Ecco caro Bersani ieri hai avuto la risposta alla domanda di quando sei diventato segretario : “Un senso questa storia non ce l’ha”. Sei un capo fittizio di un partito che non può e non vuole essere e che per questa incapacità di scegliere in un solo giorno ha incassato il distacco dalla sua vecchia base scesa in piazza, l’elezione virtuale di Ventola a suo leader e il niet dell’agognato Casini che ha fatto sapere che “con quelli là, non faremo mai un’alleanza di Governo”. La canzone continua a ripetere “Ancora una volta hai rimasto solo….”.
4)Il precipitare della situazione economica impone di partire da quel corteo per riorganizzare una opposizione sociale in grado di contrastare le scelte neoliberiste dei Governi Italiani.

TESTIMONIANZA DI STEFANIA PIACENTINI

Suggestioni di una veterana

C’ero sabato 18 alla manifestazione indetta dalla FIOM, non potevo non esserci, in uno dei tre pulman partiti da Collestrada, pieni, con la sensazione che saremmo stati veramente in tanti, variegati, per censo, età ed appartenenza. Così è stato, e non era scontato, arrivati da ogni dove e infilatisi nel corteo alla spicciolata, disordinati e non solenni, arrabbiati si , ma senza eccessi folcloristici . Altra cosa la marea di soli giovanissimi arrivati in coorte compattissima, delimitata da una sorta di catena, a mo’ di servizio d’ordine, fatta in prevalenza di ragazze collegate da leggere aste di bandiere, si rosse, ma arrotolate, tutti compunti e compresi e senza alcun simbolo di partito, solo piccoli cartelli con l’articolo uno della costituzione, come a voler dire : ricominciamo da lì, da quell’ uno. Chissà se sanno a chi si deve quella stesura dell’articolo 1, se hanno contezza di quell’Amintore Fanfani di quell’antico partito sotto il cui regime in molti ci si augurava di non dover morire. C’era pure una solitaria bandiera del PD, tutti lo guardavano quell’ eroico militante imbandierato, come l’ultimo dei giapponesi che credevano la guerra non ancora finita ; di certo ce n’erano molti altri di piddini, a titolo personale : ” Le bandiere le doveva portare il partito, non i singoli. Ma quelli come Marino o la sottoscritta non dispongono delle bandiere del partito… le tengono sotto chiave! “ ha commentato il giorno dopo una militante del Pd umbro su FB…
Già sulle affollatissime scale mobili all’uscita della metro di Termini, un turista straniero stupito dalla folla, ci ha chiesto sussiegoso ” football ?” Risposta in coro : ” noooo, manifestazione politica, contro berlusconi ! ” Speriamo che lo dica in giro al paese suo che non siamo tutte capre in italia. Si, Bonanni e sodali han capito bene, era una manifestazione politica, di gente che chiede rappresentanza diversa dalla loro.
Un altro compagno m’ha poi raccontato : “a me sulle scale all’uscita dalla metro, uno spagnolo mi ha chiesto se eravamo tutti comunisti, io ho detto che erano presenti solo i dirigenti…i compagni iscritti partecipano solo alle manifestazioni più importanti…”
Orgoglio di esserci in quella grigia giornata d’autunno , caldo, cielo carico di nubi e di pioggia che solo a fine giornata s’è espressa in temporale liberatorio… che anche dio sia con noi !? Non è la prima e non sarà l’ultima…

Sanità: Damiano Stufara polemica sulla pillola ru 486

25 settembre 2010

“In nessun altro Paese dove la RU486 è legale è previsto il ricovero delle donne in ospedale. La somministrazione avviene normalmente in regime di day hospital”. Così il capogruppo di Rifondazione comunista, Damiano Stufara per il quale, in Italia  “le disposizioni ministeriali, ispirate da una logica punitiva e  reazionaria, pretendono di costringere le donne ad un ricovero coatto. È il caso di ricordare agli esponenti nostrani dell’Udc e del PdL – aggiunge –  che l’ospedale non è un carcere, e sarà, come sempre, il rapporto  medico-paziente a regolare i singoli casi; alcune volte sarà opportuno il  ricovero, altre volte sarà sufficiente assicurare alla donna la possibilità  di essere assistita tempestivamente, in caso di complicazioni. Solo chi è preso da furore ideologico e non conosce la materia – afferma Stufara – può pensare che la donna resterà in ospedale, come fosse in galera, senza alcuna esigenza clinica”. Il capogruppo regionale di Rifondazione, sottolinea quindi che “le linee guida ministeriali non possono sostituirsi alla legge dello Stat  ‘194/’78’ che, all’articolo 8, prevede il ricovero solo ‘se necessario’. Inoltre – sottolinea -, in materia di organizzazione e gestione dei servizi sanitari, la Costituzione tutela l’autonomia regionale”. Per Stufara i consiglieri Rosi e Zaffini (PdL) e Monacelli (Udc) “portano avanti ormai da mesi una polemica, per certi versi scontata, che rappresenta l’ennesimo tentativo del centro-destra di aprire anche nella nostra regione una stagione reazionaria, restringendo i diritti delle donne, colpendo la  loro autodeterminazione per poi sferrare l’attacco a tutte le differenze. Hanno brandito come spade – aggiunge – la presunta solitudine o il rischio per la salute delle donne e, ad oggi non hanno fatto altro che privarle di una corretta informazione, lasciandole fuori da qualsiasi dibattito pubblico e politico. Introdurre la RU486 – sostiene Stufara – significa rispettare  la 194, le donne ed il lavoro di chi si fa carico della sua applicazione”.  Secondo l’esponente di Rifondazione è stata “tempestiva e opportuna la presa di posizione del consigliere Locchi (PD) il quale ha ribadito come il  percorso avviato dalla Giunta, che ha previsto il contributo di autorità scientifiche ed il coinvolgimento dei diversi attori interessati, non potrà che portare ad una decisione in linea con la legge e rispettosa del principio della responsabile libera scelta delle donne. Al contempo – conclude Stufara – esprimiamo preoccupazione per le esternazioni di altri consiglieri come Barberini, Smacchi e Brega che, per logiche di scontro interne al PD,  rischiano di minare il profilo laico e progressista della coalizione che  governa la Regione, già messo a dura prova, la scorsa legislatura, con  l’approvazione della legge sulla famiglia  che ha visto convergere i voti dell’opposizione e della maggioranza, con i soli voti contrari di Rifondazione Comunista”.

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Commento di Stefania Piacentini

Nulla da eccepire, tutto da condividere, ma proprio per questo, cosa osta all’applicazione delle decisioni prese in sede tecnica… e perchè non esplicitare anche quel non detto che attiene alla capacità ricettiva di un reparto, che come tutti, sottoposto al drastico ridimensionamento dei posti letto, non reggerebbe di certo l’impatto di ricoveri costosi, inutili e quindi dannosi….