Posts Tagged ‘pietra’

Cimiteri di Perugia: è questo il rispetto dei morti?

29 ottobre 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Alcuni cittadini perugini ci hanno invitato a prendere visione dello stato dei cimiteri di Fontana e Collestrada e ci hanno segnalato un problema riguardante il cimitero di Ponte della Pietra. Sul cimitero di Fontana già nel 2011 il Movimento (more…)

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POLITICA: CHI PUÒ SCAGLIARE LA PRIMA PIETRA?

20 febbraio 2013

adulteradi Stefania Piazzo

La politica chi vuole lapidare?

Chi è senza peccato in questa campagna elettorale? Chi può scagliare la prima pietra? Nessuno è vergine ma tutti scagliano la pietra sull’avversario adultero.

Tanto, anche Gesù l’ha scritto sulla sabbia. E siamo certi che l’abbia davvero scritto o, secondo le diverse letture filologiche, abbia fatto solo l’elenco di chi rinviare a giudizio tra i (more…)

Spello: la pietra rosa del Subasio sposa l’arte

12 giugno 2012

Oggetti in argento e Pietra Rossa del Subasio

realizzati presso il Laboratorio Orafo Catialorefice – via Consolare 10 – Spello (pg)  – tel. 0742652713

Spello: la pietra rosa del Subasio sposa l’arte

18 aprile 2012

Passeggiare per le vie di Spello e rapiti dalla splendida architettura dei sui suoi tesori a volte può trasformarsi in n una piacevole sorpresa, se ti capita di posare gli occhi su una vetrina con oggetti veramente particolari, oggetti preziosi e semipreziosi che hanno acceso la mia curiosità. Entrare e chiedere informazioni è stato un attimo, ed ho avuto il piacere di conoscere Catia Giovannini, la titolare che si è prestata volentieri a rispondere alle mie domande.

 

Come le è venuto in mente di usare la pietra rosa del Subasio per creare monili?

Dal 2003 ho sentito l’ispirazione ed il desiderio di voler lavorare questa pietra, una pietra carica di significato e che può accostarsi all’oro all’argento ed altre pietre preziose.

Eseguite il lavori su disegni originali?

I soggetti realizzati hanno un’origine molto francescana e non poteva essere altrimenti vista l’origine della pietra stessa, tau, collane, corone, rosari, ma sono molto apprezzati anche soggetti della ritualità religiosa come calici croci o riproduzione di immagini sacre.

Ma realizzate solo oggetti con immagini sacre?

No, a noi interessa creare un prodotto qualificato per il turismo e non solo, ma non solo gioielli, ma anche oggettistica, infatti mi piace ricordare un oggetto che abbiamo realizzato in occasione della 50° edizione della festa dell’olio utilizzando la pietra rosa e legno di ulivo, due materiali nobili del territorio.

 Laboratorio Orafo Catialorefice via Consolare 10 06038 spello (pg) tel. 0742652713

Teatro: Il Berretto a Sonagli di Pirandello a Bevagna

1 febbraio 2011

BEVAGNA :   DOMENICA 6 FEBBRAIO 2011 ORE 17,00

BERGAMO:  MERCOLEDì 13 APRILE 2011 ORE 21,30

Compagnia Teatro Popolare d’Arte “ZUPPA DI PIETRA”, sezione Teatrale dell’Associazione MinervA-minervAArte con la regia di Mauro Pulcinella – Presidente Mariacristina Angeli

Personaggi e interpreti:

CIAMPA – Marcello Coronelli; BEATRICE Maria Teresa Jazzetti Keller; FIFI’Toriano Botti; IL DELEGATOFabio Moriconi; LA SARACENA Maria Cristina Cerri Ciummei; FANA Paola Di Pasquale; ASSUNTA Marica Riccio; NINAMarzia Keller

Regia, scene e costumi di MAURO PULCINELLA.  Segretaria di produzione:  Mariacristina Angeli

Collaborazione alla regia:  Franco Bussoletti Luci e fonica: Federico Santini – Enrico Cioni

Macchinista: Gianni Carnevali

“Affrontare i classici è sempre lavoro di non facile attuazione. C’è il rischio del confronto con allestimenti di storica rilevanza artistica e l’affannosa ricerca di una chiave di lettura originale o per lo meno non banale.

La realizzazione proposta dalla Compagnia Teatro Popolare d’Arte “Zuppa di Pietra” con la regia di Mauro Pulcinella, privilegia una lettura fedele delle tematiche pirandelliane: la gelosia e le apparenze, le maschere e i pupi, la pazzia.

L’azione de “ Il Berretto a Sonagli” inizia quando s’insinua nella mente della signora Beatrice Fiorìca il sospetto che suo marito (un personaggio senza nome né faccia), stringa una relazione sentimentale con Nina, la moglie di Ciampa, scrivano alle loro dipendenze.

Maria Cristina Angeli

Da questo comincia la trama ordita dalla donna per sorprendere suo marito e svergognarlo.

Contro il consiglio di tutta la sua famiglia, lei non rimane zitta. Vuole la giustizia, un concetto anacronistico in un’età cui le donne sono proprietà, oggetti invece che soggetti.

In un atto simbolico della sua ribellione verso la tradizione, sfida  sua madre Assunta, che supplica sua figlia di non creare lo scandalo.

Beatrice è stufa dei pregiudizi della gente da cui si sente intrappolata come in una ragnatela, stufa di recitare la parte della moglie sottomessa. In quella casa, ormai maledetta, le riesce ormai insopportabile vivere. “ Una casa dove è entrata la gelosia ormai distrutta è, finita, terremoto perpetuo!”

Ma la sua voglia di vendetta incrinerà irreparabilmente l’equilibrio sociale della cittadina siciliana.

La società impone parvenze onorevoli, obbliga a comportamenti irreprensibili, costringe l’individuo a fabbricarsi il proprio “pupo”, la maschera della dignità da sfoggiare in pubblico, non importa se poi, in privato, ogni precauzione s’infrange, ogni rispettabilità decade, l’importante è “salvare le apparenze”. Questo è ciò che conta per lo stesso Ciampa, perno primario dell’intero intrigo.

Mauro Pulcinella

Nel primo atto si assiste ad  una sorta di minacciosa incombenza fisica dello scrivano, improvvisamente privato dell’ossequio untuoso e servile, nei confronti della donna: quasi un avvertimento di quanto la confusa e ostinata volontà di vendetta possa scavare una ferita irreparabile nel tessuto sociale della cittadina. Nel secondo atto è quasi con malvagia soddisfazione che Ciampa, ricamando con l’ implacabile logica del ragionatore intorno all’ immagine del «Pupo» che vive in ciascuno di noi, spinge Beatrice a sanare quella ferita  ricorrendo all’unica soluzione possibile.

È un crescendo di tragicità grottesca intorno a Beatrice che sarà la sola a pagare un tributo notevole per aver voluto far trionfare, seppur con inutile affanno, la verità.

La scena introduce lo spettatore nell’ambiente sociale siciliano della prima metà del secolo, in quella terra degli agrumi e del sole dove il “che dirà la gente” è una verità e la verità è un’altra verità. Fondamentale perciò creare una barriera percettiva che diventa una ragnatela di cui né i personaggi né il pubblico riusciranno a liberarsi, a meno che…” Naturalmente anche questa volta le scenografie di Mauro Pulcinella saranno insolite e avranno quella nota artistica che sempre le differenzia e che indurranno lo spettatore a entrare in simbiosi con i protagonisti e con i loro stati d’animo. Una chiave di lettura scenografica originale, così come gli oggetti e i materiali utilizzati per la sua realizzazione, ideati, creati,  modificati e trasformati  dallo stesso Pulcinella.