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Partire ragazzi, tornare “ guerrieri “

9 ottobre 2009
loriana mari

di Loriana Mari

“… la foresta è un organismo speciale, fatto di generosità e benevolenza illimitate, che non pretende nulla per il suo sostentamento e che offre con magnanimità i prodotti dell’attività della sua vita; assicura protezione a tutti gli esseri viventi, offrendo una difesa persino al taglialegna che la distrugge.” (563 c. – 483 c. a.C.) Gautama Budda

Raccontare cos’è un CEA o un Aula Verde non è facile, anche se il loro nome fa già  intuirne l’orientamento. Infatti letteralmente CEA significa Centro di Esperienza o di Educazione Ambientale, cioè un luogo dove i ragazzi di tutte le età vivono esperienze nell’ambiente, nella natura, imparano a leggere il territorio, la sua storia, le sue tradizioni e la sua cultura.

Spesso questi centri sono ubicati in luoghi montani e marginali, ma hanno tutti una loro peculiarità che li contraddistingue e li diversifica gli uni dagli altri: un fiume, un lago, un monte, una vecchia ferrovia dismessa o una sorgente.

Il Cea e l’Aula Verde di Cerreto di Spoleto, di cui vi parlo sono gestiti da Legambiente Umbria, uno in convenzione con il Comune di Poggiodomo e l’altro con la Provincia di Perugia. Il Cea “il Sentiero” di Poggiodomo nasce nell’ex scuola del più piccolo comune umbro: tre frazioni e circa sessanta anime, a 975 m slm immerso nella splendida cornice della dorsale del Coscerno-Aspra.

Qui arrivano ragazzi da tutta Italia e di tutte le età, ma soprattutto scuole elementari e medie, per vivere un’esperienza unica e indimenticabile: tre giorni pieni di avventura, di esplorazioni, di giochi, di libertà, di teatro e di fantasia.

L’avventura quasi sempre inizia dal bosco; quando chiediamo ai un ragazzi cos’è un bosco, la risposta, a seconda del luogo in cui vivono, è quasi sempre la stessa: “ … un bosco è un insieme di alberi che attraverso la fotosintesi clorofilliana ci danno ossigeno”. Ma è solo e soltanto questo il bosco? Vedremo!

Lasciamo la strada larga, liscia e asfaltata per prendere quel sentiero ripido, stretto e accidentato che si inerpica sul fianco della montagna e ci porta nel bosco e… come per magia i sogni, gli incubi e le paure più nascoste tornano alla mente, diventano realtà: è nel bosco che Cappuccetto Rosso ha incontrato il lupo! Ed è nel bosco più cupo e profondo che Hansel e Gretel hanno incontrato la strega cattiva! Ed è nel bosco che Pollicino si è perso perchè gli uccellini hanno beccato tutte le briciole! Allora ci si stringe un po’ agli amici, si comincia a mormorare piano, sottovoce, quasi a non farsi sentire; i nostri sensi sono tutti all’erta: i rumori e i suoni sono sconosciuti e paurosi, la luce filtra poco e rende tutto così misterioso, i nostri piedi inciampano, scivolano sulle foglie, sui sassi ricoperti di muschio e sui vecchi tronchi d’albero e accidenti… le nostre mani si aggrappano proprio a quella pianta piena di spine!!!

Guardate gli alberi, sono così alti e tutti così diversi, hanno foglie diverse e corteccia diversa e frutti e bacche diverse: ci sono cespugli, arbusti e alberi, in un disordine spontaneo ma non casuale, ognuno occupa una nicchia ben precisa dalla più piccola foglia all’albero più maestoso e ognuno ricopre un ruolo importante per la vita e la sopravvivenza degli animali e del bosco stesso.

Ascoltate il vento dispettoso insinuarsi tra le foglie e guardate i rami che si curvano sulle nostre teste, sembra quasi che ci vogliono raccontare della magia del bosco e dei suoi abitanti.

Il buio cambia le forme e le dimensioni e tutto diventa pauroso e nuovo, siamo stanchi per la tensione, per la salita e per gli zaini, ma quando sembra che non ce la facciamo più ecco la radura, la nostra meta. La raggiungiamo di corsa e ci sdraiamo sull’erba morbida, con il naso all’insù e la bocca aperta per la meraviglia di vedere così tante stelle. Ma non si può riposare (le stelle le guarderemo più tardi), dobbiamo montare il campo, accendere il fuoco come faceva l’uomo del paleolitico e preparare la cena.

Accendere il fuoco senza fiammiferi non è così facile, riusciremo a cuocere qualcosa? Però è divertente e chi l’avrebbe mai  detto che le patate cotte sotto la cenere sono così buone? E  impastare e cuocere il pane azzimo insieme ai nostri amici e mangiarlo caldo e profumato ci fa sentire, ci fa sentire un gruppo.

E finalmente ci riposiamo a guardare le stelle e ci divertiamo a trovare il Grande Carro, la Stella Polare, Cassiopea e Orione e impariamo a conoscere i miti che si nascondono nei loro nomi e… che stanchezza e che sonno!!

Ma una volta in tenda, rannicchiati nel sacco a pelo, si ha solo voglia di parlare, di raccontarsi tutte le emozioni della giornata passata e quando si cade dal sonno scopriamo con stupore che il silenzio del bosco è pieno di rumori e di suoni: l’allocco per tutta la notte ha lanciato il suo richiamo amoroso, le rane non hanno mai smesso di gracidare e i grilli hanno cantato fino all’alba.

E’ mattino e ci aspetta una nuova grande avventura: scendere lungo il letto asciutto di un fiume e la sua cascata; è una bella prova ma ormai siamo pronti ad affrontarla!!! Abbiamo scoperto che insieme ed aiutandoci riusciamo a superare le nostre paure e le difficoltà che si possono incontrare lungo il nostro cammino.

E alla fine dei tre giorni quando chiediamo cos’è un bosco tutti alzano la mano e gridando rispondono che il bosco: è avventura, paura, divertimento, stare insieme, giocare, è scoprire cose nuove, è un luogo magico, che sarebbe bello viverci e che deve essere compreso per essere protetto.