Posts Tagged ‘polo’

Il Polo Biomedicale Umbria incontro l’Assessore Luca Barberini Modernizzazione del sistema sanitario: il contributo delle imprese umbre

14 novembre 2016

polobiomedicale_barberini-4Le aziende del cluster umbro del settore biomedicale e sanità, promosso da Confindustria Umbria, hanno incontrato ieri l’Assessore regionale Sanità e Welfare Luca Barberini presso la sede dell’Associazione industriali. (more…)

Della Vecchia/Prc: “Anche in Umbria parte il Quarto polo: una risposta politica all’antipolitica”

22 dicembre 2012

Dopo la riuscita e affollata assemblea di “Cambiare si può” che si è svolta sabato scorso  a Perugia, ritengo che si possa dire che anche in Umbria si è avviato il percorso di costruzione unitaria del Quarto polo. Un Quarto polo rosso e arancione che, grazie ai tanti e qualificati interventi che (more…)

La Cattedrale di Gubbio ospita gli Angels: concerto gospel e poi Museo Diocesano aperto al pubblico

13 dicembre 2012

L’appuntamento è per domenica 16 dicembre alle ore 21.00 presso la Cattedrale dei SS Giacomo e Mariano di Gubbio, dove si terrà un concerto di musica gospel, della compagnia musicale Angels, diretta da Giovanni Bartolini, attiva associazione culturale di Gubbio (more…)

IL PDL SCOMPARE, IL PD SI RESTRINGE E IL TERZO POLO FA IL “CARO ESTINTO”

8 Mag 2012

STORIA AUTORIZZATA DI QUEL 70% CHE HA VOLTATO LE SPALLE AI PARTITI E AL GOVERNO

di Ciuenlai

E’ un terremoto. Le similitudini con la Grecia si sprecano. Il partito di Governo, prima dell’avvento dei tecnici, (Il Pdl qui e il Pasok lì) scompare, il suo avversario (Pd e Nuova Democrazia) perde un terzo dei voti, le formazioni alternative al sistema sfondano (Sinistra greca e Grillo). Ma come al solito, davanti alle TV, a reti quasi unificate, Abc hanno tentato “Tutti insieme disperatamente” di nascondere una realtà tragica per loro. E naturalmente il più comico è stato il capo del Pd, Bersani, che le ha provate tutte, per trasformare in vittoria una solenne bocciatura. Purtroppo per lui i dati sono impietosi; e con i numeri non si scherza. il Pd, rispetto all’ultima consultazione quella delle regionali, perde il 7% a Genova, il 10% a Palermo, l’8% a Verona e l’11% a Parma. E che ormai sia un partito in difficoltà serie lo dice l’analisi analitica dei dati : Nei 23 capoluoghi di Provincia dove si è votato supera il 30 per cento una sola volta, il 20 % in 6 casi, il 15 % in altrettante città, il 10% in 7 posti e, addirittura, il 5% in tre. Cioè nel 69% dei capoluoghi è sotto il 15%, una piccola spanna sopra Grillo. E questa debacle avviene quando il principale avversario, la destra, si dissolve come neve al sole, senza che i democratici siano riusciti ad intercettare un solo consenso in uscita sia dai berluscones, che dal terzo polo, altro “caro estinto” di questa tornata elettorale. E meglio non è andata alla sinistra. Le formazioni alla “Gauche” del Pd superano il 5% solo in 7 casi (4 Sel, due l’Idv e una il Pdci). Perché vengono percepiti come ausiliari del Pd, come soggetti che seguono le stesse logiche e che quindi sono da scartare. La verità è che la gente non mette più la croce sui simboli dei partiti. Sempre in queste 23 realtà tra astensione, bianche nulle e liste civiche di tutti i tipi (Grillo compreso) ci si avvicina alla drammatica cifra del 70% degli aventi diritto al voto. Vuol dire che per le formazioni classiche ci votano solo gli apparati e quello che gira intorno agli apparati e al sistema delle clientele. Si spiegano così la rarità delle promozioni al primo turno e l’esiguità dei consensi di chi va al ballottaggio (basta un 15/20% e il gioco è fatto). Naturalmente i media stanno occultando la realtà di questi dati, perché dovrebbero ammettere che il voto di ieri è stato anche e soprattutto un plebiscito contro il Governo Monti, che invece devono tenere al riparo. Sempre in questi famosi 23 capoluoghi i partiti che sostengono questo esecutivo superano il 50% dei voti espressi solo in due casi e hanno meno consensi del complesso delle liste civiche (le vere dominatrici di questa consultazione) in 12 città, cioè nella metà di quelle in cui si è votato. Il punto è che le persone cercano, senza trovarlo, un progetto veramente alternativo allo strapotere della finanza, al capitalismo disumano di Draghi, della Merkel e di Monti. Ma oltre al progetto cercano anche una nuova classe dirigente che abbia la necessaria credibilità per realizzare il progetto. Non si fidano più delle parole. Una cosa che spetta alla sinistra, che potrebbe fare solo la sinistra, ma non questa sinistra.

 

“Il polo della sinistra di alternativa, l’unità e la Federazione della Sinistra”

5 marzo 2012

“Anche nella provincia di Perugia, a partire dal comune capoluogo di regione e dando seguito al congresso, occorre intraprendere un percorso politico comune che porti alla definizione della Federazione della Sinistra in tutto il territorio. Non è una mera questione organizzativa, bensì una precisa responsabilità politica di fase per aggregare un polo della sinistra di alternativa. In questo senso proprio da Perugia proponiamo l’avvio di questo percorso unitario. Avanziamo questa proposta a tutte le formazioni politiche della sinistra, così come alle compagne e ai compagni dei movimenti che, variamente organizzati, si pongono la necessità politica di costruire una sinistra ancora più forte ed incisiva nel nostro territorio Per questo ci poniamo anche l’obiettivo di allargare la Federazione stessa, qualificandone il lavoro politico sui contenuti. Pensiamo alle esperienze de “La Sinistra per Gualdo”, capace di rappresentare una forte ed efficace opposizione al governo delle destre locali, de “La Sinistra per Castello”, progetto che ha inteso unire la sinistra locale raccogliendo un ottimo risultato alle ultime elezioni comunali, de“La Sinistra per Todi”, un percorso di unità tra la Federazione della Sinistra, associazioni locali, sindacato che all’interno del centro-sinistra ha accettato la sfida delle primarie con un ottimo risultato del proprio candidato, de “La Sinistra per Castiglione” che sta iniziando a mettere insieme associazioni culturali, forze sociali, esponenti del mondo del lavoro. Anche e soprattutto nell’ambito della necessaria discussione su come la nostra regione possa affrontare la crisi e le misure antipopolari di Monti, partendo dal fatto che in Umbria la priorità resta il lavoro, ci rivolgiamo a tutte quelle forze della sinistra che saranno in piazza a Roma il 9 marzo e che si battono con la Fiom contro le scelte di Marchionne e del governo, che si sono confrontate a Napoli sui beni comuni, che difendono il sistema d’istruzione pubblico e di stato, che lottano per sottrarre i servizi pubblici locali alla mercificazione, non solo per far crescere nel paese l’opposizione a Monti, ma anche per definire una piattaforma unitaria di proposte per essere maggiormente incisivi nell’azione riformatrice del governo regionale”

Fabrizio Cerella

PALERMO E L’OPERAZIONE “SALVACASTA”

5 marzo 2012

“Ferrandelli è un moderato che ha stupito chi da lontano ha fatto scelte calate dall’alto. Chi a livello nazionale non ha più un rapporto fecondo con il territorio”. Giuseppe Lumia, senatore del Pd e politico di primo piano in Sicilia, commenta la vittoria del suo candidato alle primarie del Centrosinistra a Palermo e per attaccare Bersani, Vendola e Di Pietro: “Quella di Palermo è stata una grossa scoppola per loro e per la foto di Vasto. E’ uno schiaffo a chi pensa di governare il Mezzogiorno con una idea estrema della politica. Una alleanza che non deve avere pregiudizi e deve coinvolgere le forze sane sia del Centrosinistra che del mondo moderato”


Commento di Ciuenlai

La Borsellino ha perso. Sarebbe sbagliato nascondersi dietro i brogli, gli inquinamenti, i raggiri ecc. Palermo è una città dove destra e mafia hanno costantemente dettato legge. Il vecchio Pci, soprattutto alle comunali, ha avuto sempre un ruolo di rappresentanza, scendendo immancabilmente, ogni volta, sotto il 10%. Per me sarebbe stata quindi una grande sorpresa se una candidata fortemente caratterizzata a sinistra avesse avuto una incoronazione plebiscitaria o consistentemente maggioritaria. Ma non è questo il punto, perché le primarie di Palermo travalicano il fatto locale. Sono state il punto culminante di una offensiva delle forze moderate dentro il Pd e dentro il centrosinistra, tesa a scardinare lo schema di Vasto, ad emarginare la sinistra, per cementare l’ultimo anello di una gigantesca operazione conservatrice. Non è un caso che nello stesso momento viene annunciato un accordo sulle riforme costituzionali e soprattutto su una legge elettorale liberticida che dà cittadinanza solo ai partiti che superano l’11% e diritto di tribuna solo a chi supera il 5%. Una legge dove i parlamentari sono ancora nominati dai partiti sia nella parte dei collegi che in quella delle liste, che, udite udite, restano bloccate, come in passato. Il porcellum non viene quindi superato, ma adattato e in peggio. Sembrava impossibile, ma Violante e soci sono sulla buona strada. Lo scopo è semplice. Decidere le alleanze dopo le elezioni, potenziare il cosiddetto voto utile, salvare quella che chiamiamo casta e visto che nessuno dei principali concorrenti (destra, terzo polo e Pd) otterrà i voti necessari a governare da solo, sancire la “dittatura” del potere finanziario attraverso la prosecuzione della grande coalizione sotto il cappello e l’egida di Monti o della Passera di turno. Non è un caso che proprio questa mattina il vicesegretario del Pd Enrico Letta suoni le campane a morto per l’art.18. E non è un caso che sia il Pd a fare proposte di legge che somigliano tanto a salvacondotti per i processi di Berlusconi. Tutti elementi che evidenziano il mutamento degli equilibri nel Partito Democratico a favore dei centristi cattolici e dei moderati, che hanno deciso di imboccare decisamente la strada del consociativismo, cominciando con il confermare ed allargare il sodalizio con Lombardo. L’attuale classe dirigente ha capito che solo facendo fronte comune può salvarsi. Così si diletta nella cosa che gli viene più naturale; ridisegnare le regole a suo uso e consumo. Una domanda urgente : Di fronte a questo la sinistra e le forze alternative a questo schifo, che faranno? Perché questa, se non l’avete capito, è l’ultima chiamata!

nota di redazione: Palermo da sempre è il laboratorio politico dove si fanno le prove generali per Roma, niente di nuovo sotto il sole di Sicilia e sotto il cielo italiano.

IL FIGLIO “SCEMO” DELLA MAGGIORANZA

3 febbraio 2012

di Ciuenlai

La destra (Pdl + Lega), con la compiacenza del terzo polo e diversi franchi tiratori del Pd, ha praticamente delegittimato e reso ancora più difficile (se non impossibile) il lavoro dei giudici. I processi di Berlusconi sono salvi. Così Bersani, detto “aquila”, oggi scopre di essere (politicamente parlando) “il figlio scemo” della maggioranza, quello che dice sempre si e se lo fa mettere regolarmente in quel posto. Intanto le pensioni sono state abolite, l’art. 18 è sulla buona strada, le liberalizzazioni sono un bluff propagandistico senza Banche Assicurazioni e la patrimoniale resta un sogno del quale si sono prese le tracce, anche nel sonno profondo in cui è immerso il Pd. Ma non è una sorpresa. Questo è il ruolo che i “moderati” assegnano ai democratici nella “gross – coalition”. Con un unico compito : Tenere buoni sindacati e lavoratori. E, dobbiamo dire, lo sta svolgendo bene con grande soddisfazione dello stratega della “coesione sociale”, l’uomo del colle.

COME TI DE – VASTO IL PD

2 febbraio 2012

di Ciuenlai

L’affare Lusi (il deputato Pd che è accusato di aver intascato 13 milioni di rimborsi della ex margherita) non smette di stupire. Sentita questa presa dai giornali di stamattina “Una parte dei dipendenti dell’API Rutelliana erano e sono ancora (una dozzina) a tutti gli effetti stipendiati dalla tesoreria del Pd, Il che tradotto significa questo : il partito morto (la Margherita) intascava il reddito dal partito vivo (il Pd) che a sua volta sosteneva le spese di un apparato inesistente (l’API). La conseguenza è stata che alle ultime amministrative funzionari dell’API dipendenti della pianta organica del Pd lavoravano per conquistare voti a un partito diverso da quello che gli pagava gli stipendi”. Non lasciamoci prendere dal moralismo e buttiamola in politica. Ora sappiamo che l’alleanza con il terzo polo poggiava su solide basi!

Polo Aerospaziale dell’Umbria: Renato Cesca nuovo presidente

22 dicembre 2011

L’astronauta Roberto Vittori, diventa testimonial del Polo

Renato Cesca

Cresce il Polo Aerospaziale dell’Umbria. Ad oggi le imprese del settore che aderiscono al Polo sono 26, con 2500 dipendenti e 350 milioni di euro di fatturato complessivo. Le imprese che ne fanno parte sono coinvolte in tutti i settori tecnologicamente avanzati della filiera e competono a livello internazionale, investendo in ricerca e sviluppo quasi il 6% del proprio fatturato.

In occasione dell’Assemblea annuale, che si è svolta ieri nella sede di Confindustria Perugia, il presidente uscente Antonio Alunni ha ripercorso le attività del triennio dal 2008 al 2011 e tratteggiato una situazione positiva delle aziende che ne fanno parte.

“Nel 2010 – ha sottolineato Alunni – le imprese del Polo hanno avuto un lieve calo di fatturato ma sono riuscite a mantenere i livelli occupazionali. Nel 2011 la situazione è migliorata: il fatturato è cresciuto del 10 per cento circa ed è stato confermato un percorso di nuove assunzioni”.

L’assemblea ha visto anche il rinnovo dei vertici del Polo che, dalla sua Fondazione avvenuta nel 2008, era stato guidato da Alunni. Il nuovo presidente è Renato Cesca della Ncm di Foligno, azienda fondata nel 1988 e specializzata nella costruzione di parti e componenti per il settore aeronautico anche per mezzo di saldatura di superleghe. Il vice presidente sarà Umberto Tonti delle Officine Meccaniche Aeronautiche (Oma), che, fondate a Foligno nel 1950, rappresentano una realtà che svolge molteplici attività concernenti la progettazione, lo sviluppo e la costruzione di componenti meccanici per aerei ed elicotteri civili e militari, equipaggiamenti ed assemblaggi.

Alla parte pubblica dell’assemblea hanno partecipato anche illustri ospiti tra cui il colonnello Roberto Vittori che è stato protagonista dell’ultima missione spaziale del Programma Shuttle e che, anche per il suoi legami affettivi con Perugia, ha accettato di essere il testimonial del Polo. “Sono convinto – ha detto nel suo intervento – che il Polo rappresenti un mezzo attraverso cui avvicinare la cultura e l’alta tecnologia dell’aerospazio al territorio e alle persone e soprattutto ai giovani che vorrei considerassero lo spazio come un’opportunità. Chi lavora in questo settore esprime grande capacità manifatturiera. Ciò che va bene per lo spazio, infatti, porta in sé necessariamente un’altissima qualità tecnologica”.

PD: BERSANI SEGRETARIO DI MINORANZA?

24 novembre 2011

di Ciuenlai

Le richieste di dimissioni del responsabile economico del Pd, il “bolscevico” Fassina e di patto elettorale tra Pdl, Pd e terzo polo per un sostegno unitario, anche dopo le elezioni, ad un governo di larga coalizione, sono due facce di una stessa medaglia. Gli autori cominciano a rendere esplicito il vero obiettivo politico del Governo Monti : la scomposizione delle attuali coalizioni attraverso la disaggregazione delle aree cattolico – moderate del centrodestra e del centrosinistra, per formare un grande raggruppamento di centro. Un polo capace di calamitare un consenso bulgaro (oltre il 60%), che prenda il posto di berlusconi. Un polo formato da un grande partito stile Dc anni 2000 con coperture di vera destra (Fini) e di moderatismo mascherato da sinistra (Veltroni), in grado, per la sua ampiezza, di rendere minotari ed ininfluenti i raggruppamenti di destra (lega più qualche nostalgico del berlusconismo) e di sinistra (laburisti, ecologisti, movimentisti ecc.). Caro Bersani il tempo degli equilibrismi, “degli andare oltre” e dei “ma anche” è finito. Berlusconi non c’è più e bisogna scegliere se fare la minoranza (o meglio il testimonial) di sinistra, nel Pd e nel Governo, a questo progetto moderato o costruire e guidare un polo di sinistra insieme a Vendola, Di Pietro, De Magistris e compagnia. Scelta difficile e di campo che si può fare solo con un congresso. Un congresso che, probabilmente, sancirebbe una verità scomoda per lui. Gli ex democristiani, aiutati da tanti ex comunisti convertiti al liberismo, sono ormai maggioranza nel Pd “Un partito di centro che guarda (poco) a sinistra”

Polo Aerospaziale dell’Umbria in missione alla Oto Melara alla ricerca di collaborazioni e commesse

20 settembre 2011

All’incontro – avvenuto nei giorni scorsi nella sede dell’azienda a La Spezia – erano presenti i rappresentanti di 11 imprese del Polo che sono stati ricevuti da alcuni dirigenti della Oto Melara: Stefano Lucchinelli, Direttore Unità di Business, Roberto Sgherri, Direttore Tecnico, Lorenzo Galluzzi, Direttore Acquisti, Andrea Isola, Responsabile Unità di Business Brescia e Franco Antonini, ex Direttore Operativo, attualmente consulente strategico dell’azienda nonché Direttore Generale di Confindustria La Spezia. Si è trattato di un’occasione per far conoscere e promuovere le competenze delle imprese umbre che operano in settori attinenti a quello della difesa, nell’ottica di sviluppare collaborazioni soprattutto nell’ambito della ricerca e sviluppo. La delegazione era guidata da Antonio  Alunni – presidente del Polo Aerospaziale che fa capo a Confindustria Umbria – il quale ha ricordato come, tra le imprese che fanno parte del Polo stesso, il settore della difesa rappresenti un target di riferimento molto importante. “Tanto che – ha sottolineato Alunni – alcune realtà imprenditoriali della nostra regione già collaborano in maniera stabile con le maggiori aziende fornitrici delle Forze Armate”. Nel corso dell’incontro le 11 imprese hanno avuto la possibilità di presentare singolarmente i propri ambiti operativi e le proprie specificità.

A conclusione della giornata l’ Ingegner Lucchinelli ha ringraziato Confindustria La Spezia e Confindustria Umbria, promotrici di questo primo incontro, “per la possibilità – ha detto – che ci ha dato di conoscere una realtà, quella del Polo Aerospaziale dell’Umbria, particolarmente significativa nel settore dell’alta tecnologia e bell’esempio di collaborazione sinergica. Diverse realtà aziendali presenti nel Polo, erano già ben conosciute e da anni già collaborano proficuamente con noi. È stato però utile e importante, in un quadro internazionale sempre più competitivo, conoscere meglio ciò che aziende anche medio piccole possono offrire in termini di capacità e prodotti. Sono rimasto molto colpito non solo dalle tecnologie e dai prodotti di qualità presentati ma anche dall’entusiasmo e dalla voglia di fare bene mostrati”.

It Hotel, la prima catena turistico ricettiva a marchio Italia

21 dicembre 2010

Il Marchio Unico Nazionale IT farà compagnia dal 21 dicembre in poi alle più tradizionali stelle che sanciscono le caratteristiche alberghiere a livello internazionale. Martedì prossimo alle ore 18,00, infatti, si inaugura ufficialmente la catena degli “It Hotel” con la prima struttura italiana: l’albergo “Arte Hotel” di Perugia. Saranno presenti le istituzioni e le associazioni di categoria locali e nazionali. Polo Centralizzato Promozione Italia, nella splendida cornice di questo hotel, illustrerà l’avvio delle attività, che vedono coinvolte società italiane ed internazionali di prestigio, per rafforzare le politiche d’aggregazione e l’offerta turistica nazionale.

It Hotel è anche uno degli aspetti funzionali necessari per ottenere la massima valorizzazione delle produzioni italiane grazie all’introduzione del Marchio Unico Nazionale quale emblema dell’offerta nazionale. Le attività della catena ricettiva partono da Perugia per riaffermare la specifica vocazione turistica della regione Umbria e in funzione delle specifiche sinergie operative e funzionali poste in essere con CST di Assisi e Università dei Sapori. Realtà con le quali si intende sviluppare specifici protocolli volti al rafforzamento dell’offerta turistica regionale e nazionale. La catena It Hotel ha ricevuto 49 richieste di adesione da parte di altrettante strutture ricettive sparse in tutta la nazione con l’obiettivo di raggiungere il numero di 140 entro la fine del 2011 suffragato dall’elevato gradimento riconoscibile nel cospicuo numero di convenzioni già stipulate con alcuni dei maggiori tour operator internazionali nonché con alcuni altri primari player del settore che intendono aprire nuove rotte per l’Italia. «E’ un importante segnale – dice Roberto Laurenzi, responsabile marketing di Polo Centralizzato Promozione Italia e della catena – per l’intero settore turistico ricettivo e per le pubbliche amministrazioni. Con queste ultime abbiamo già dato corso allo sviluppo di

Lorena Grosso

specifiche sinergie per la costruzione di programmi di valorizzazione territoriale e pacchetti turistici. Segnale formidabile, anche la regione Umbria che abbiamo inteso considerare punto di partenza del rilancio turistico nazionale. La struttura di Perugia e l’intera catena ricettiva è diretta da Lorena Grosso che, dopo 24 anni di esperienze di direzione in diverse primarie strutture alberghiere nazionali e locali, ha inteso condividere questa nuova importante sfida per l’intero sistema turistico ricettivo italiano».