Posts Tagged ‘proposta’

Elezioni, un avvocato in Regione?

17 ottobre 2019

cunsolo 1

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Museo multimediale della cultura Etrusca – Perugia via Roma 15 – info 348 6015908

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Elezioni, un avvocato in consiglio regionale?

12 ottobre 2019
cunsolo

Fabrizio Cunsolo

Avvocato Patrocinante in Cassazione con esperienza ultraventennale.

Da sempre interessato alle tematiche sociali e ambientali, è anche un cantautore noto al pubblico umbro con un vasto seguito sui social.

 

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Claudio Ricci, il dimissionario sindaco di Assisi, propone su scala nazionale il modello di un forte centro moderato alleato con la destra sociale

10 giugno 2015
Claudio Ricci

Claudio Ricci

“Se dopo l’estate non si gettano le basi per creare qualcosa di serio e incisivo che nel giro di 6-12 mesi possa emergere come reale contrapposizione al Pd di Renzi, la strada per il centrodestra sarà molto più in salita anche se le elezioni politiche del 2018 sembrano lontane”. Parola di Claudio Ricci, l’uomo che in Umbria ha sfiorato l’impresa storica (“un risultato quasi miracoloso” dice) facendo traballare la roccaforte rossa del governo regionale. L’ormai ex sindaco di Assisi (lascerà l’incarico appena proclamato consigliere regionale) con il suo 39,27% è arrivato a un soffio (appena 3,51 punti percentuali di distanza, poco più di 13mila voti) da Catiuscia Marini, la governatrice  del Pd fresca di riconferma. Ricci è comunque riuscito a ridurre al minimo un distacco tra centrosinistra e centrodestra che in Umbria nel 2010 era di una ventina di punti, che salgono addirittura a 30 se si guarda al 2005. (more…)

Laffranco e Rocco Valentino (Forza Italia): Infermieri e operatori sociosanitari, due Proposte di legge per liberalizzare in Umbria le professioni infermieristiche

30 ottobre 2014

forza_italia_ logo“La forte carenza infermieristica, tecnica e di altri operatori delle professioni sanitarie del comparto sta raggiungendo livelli preoccupanti- tanto a livello nazionale quanto nella nostra Regione- al punto da mettere in discussione il diritto del cittadino alle migliori cure possibili, oltreché penalizzare queste importanti professionalità. Per questo – sostengono il deputato Pietro Laffranco ed il consigliere regionale Rocco Valentino, vice Presidente della III Commissione (more…)

Laffranco(Pdl): più consapevolezza della celiachia come malattia sociale

29 ottobre 2013

“La celiachia è un’autentica malattia sociale, di cui non c’è ancora piena consapevolezza, nonostante colpisca realmente oltre mezzo milioni (more…)

Presentata da Pietro Laffranco (PdL) la proposta di legge per l’elezione diretta del Capo dello Stato.

26 giugno 2013

L’iniziativa partita per promuovere il Presidenzialismo attraverso una petizione popolare partiva l’anno scorso nelle piazze e nei mercati perugini. Dopo lo stop (more…)

Marsciano: I meriti dell’Amministrazione comunale nel disegnare il futuro nonostante la crisi

8 dicembre 2012

Riceviamo e pubblichiamo

In data 23 agosto 2012 Proposta Marsciano ha diffuso un comunicato, ricco di proposte e spunti programmatici, attraverso il quale aveva fatto il punto sui 3 anni dell’amministrazione Todini; tre anni in cui non ci siamo fatti mancare niente: dalle difficoltà economiche ingenerate dalla crisi (more…)

Sandra Monacelli UDC, presenta una proposta di legge per eliminare slot e macchine video.poker

17 aprile 2012

Sandra Monacelli - UDC

“Il gioco d’azzardo, fortemente cresciuto in Italia negli ultimi anni con il diffondersi di slot machine e video-poker, sta creando seri problemi di dipendenza patologica dal gioco, del tutto simili agli abusi di alcoolici o sostanze stupefacenti, con effetti devastanti sulle fasce più deboli della popolazione e sulle loro famiglie.”

Lo afferma Sandra Monacelli, capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni, nella relazione che accompagna la sua proposta di legge, trasmessa al presidente del Consiglio regionale, allo scopo di inviarla all’esame del Parlamento nazionale come iniziativa della Assemblea regionale umbra, per sancire la illiceità dell’installazione di apparecchi che propongono giochi d’azzardo con vincite in denaro, tradizionalmente relegati nelle apposite case da gioco, i cosiddetti casinò.

Il testo di legge si popone di modificare la vecchia normativa del 1931 (decreto 773 che approvava il Testo unico delle leggi di sicurezza), per stabilire la illiceità dei sistemi di gioco d’azzardo nei luoghi pubblici, o aperti al pubblico, comprese le sedi di circoli e associazioni. Nella relazione si afferma anche che è da condannare la stessa ripetitività meccanica del gioco d’azzardo proposto dalle macchine elettroniche che crea, conseguentemente, comportamenti di natura compulsiva nei confronti delle continue e sempre maggiori some di denaro che il gioco richiede. Monacelli mette in guardia dai rischi di una evidente collateralità del gioco con gli ambienti della criminalità che spesso gestiscono le attività connesse al gioco d’azzardo. La proposta a firma del capogruppo Udc prevede anche sanzioni amministrative nei confronti dei futuri contravventori, con il pagamento di multe variabili da mille a seimila euro per ciascun apparecchio illegittimamente installato, e per coloro che corrispondano premi in denaro o comunque diversi da quelli legalmente riconosciuti. La legge prevede in ultimo la confisca degli apparecchi non previsti dalla legge e la loro distruzione.

Nota di redazione: Le lobbyes e gli interessi economici che ruotano intorno a questo mondo sono forti e difficilmente battibili, ma  ci sembra una proposta da apprezzare e sostenere, specialmente se comprendesse norme contro i video-poker su internet, che stanno  diventando davvero una autentica piaga sociale, e dove i giocatori e coloro che offrono “questi servizi” non possono essere assolutamente controllati.  Ci piacerebbe che sull’argomento si aprisse un dibattito fra i lettori di Goodmorningumbria e ci rendiamo disponibili fin da ora a pubblicarne i commenti.

Commento di Anila Marchetti:  slot machine, video poker, gratta e vinci….ne vedo tutti i giorni…le cose piu’ assurde…..ma come fara’ la signora Sandra Monacelli , con tutto il mio rispetto, non lo so’… anche perche’ c è un giro di soldi pazzesco con queste cose… é nobile e doveroso e coraggioso da parte della signora Sandra Monacelli affrontare questo problema.

Commento di Ottavio Nulli: Concordo pienamente con la proposta di legge del Consiglere Sandra Monacelli in merito all abolizione dei “giochi di azzardo tutti.” Possibile che in Italia si vieti  a quattro vecchietti una partitella briscola di nessun valore e si consenta invece l’impoverimento delle “famiglie con i giochi d’azzardo”. Quelli sui siti on-line dovrebbeo essere tutti oscurati. Quelli con regolare autorizzazione presso i bar ugualmente. Infine queli collocati in apposite sale, andrebbero quanto meno sottoposti a regole ferree e chi sgarra chiude definitivamente. Altro che ammende!! Ma possibile che insistiamo nel chiedere la lista dei clienti che acquistano capi di abbigliamento al disopra di una certa soglia e manteniamo in piedi il “furto” derivante da una dipendenza, o peggio dalla delinquenza. Coraggio Sandra saremo con te in questa battaglia dura ,ma sicuramente nobile. Per chi vuole e può giocare ci sono i casinò e già bastano ed avanzano.

Proposta. Riforma della legge elettorale: collegi uninominali piccoli e primarie la miglior opportunità democratica

10 gennaio 2012

In questa fase di transizione, nella quale il Governo Monti dovrà condurre l’Italia fuori da una delle crisi economiche più gravi della Storia Repubblicana, la politica, i partiti politici che ora a livello governativo siedono un po’ in panchina, hanno il dovere di mettere mano ad una serie di riforme istituzionali, la prima delle quali, a mio parere, è la modifica della legge elettorale, per recuperare un rapporto serio con i cittadini e gli elettori. La realtà di ora è che se dovessimo andare alle elezioni politiche anticipate con il Porcellum, rimarrebbero in essere due problematiche insostenibili per una democrazia compiuta: l’impossibilità di avere un governo di maggioranza, e l’impossibilità per gli elettori di potersi esprimere sul singolo candidato. Il primo problema sarebbe diretta conseguenza della presenza di Tre poli nella campagna elettorale, in quanto il Porcellum era stato congegnato dalla maggioranza di centro-destra per un sistema bipolare. La distribuzione dei seggi con il meccanismo attuale al Senato, impedirebbe la formazione di una maggioranza reale, a meno che uno dei Tre poli non prenda più del 3-4% dei voti, cosa impossibile. La seconda questione è quella delle liste bloccate, strumento per il quale sono i partiti politici a decidere coloro che siederanno in Parlamento in una graduatoria stabilita da loro sull’ordine dei candidati da mettere in lista, impedendo all’elettore di potersi esprimere sul singolo candidato. Diverse sono le opzioni enunciate, fra le quali le più significative sono il ritorno al voto di preferenza in un sistema proporzionale puro con soglia di sbarramento, un maggioritario uninominale a turno unico con quota proporzionale, sulla falsariga del Mattarellum, o un maggioritario a doppio turno con collegi uninominali e quota proporzionale. Senza scandire di chi sono le proposte, vorrei sottolineare quanto il collegio uninominale potrebbe essere l’elemento veramente innovativo e di recupero di un rapporto forte e di responsabilità fra gli elettori e il parlamentare. In un sistema proporzionale, seppur con soglia di sbarramento, la dinamica di selezione della classe dirigente rimarrebbe segnata da una forte delega al ruolo dei partiti, per cui gli elettori, pur in presenza di un voto di preferenza, ratificherebbero scelte operate con ampia delega al partito politico. Se i meccanismi di selezione dentro i partiti fossero davvero aperti ad un ricambio reale e ad un confronto veramente democratico, tutto ciò non risulterebbe così negativo, ma la realtà di questi anni non è questa. La legge elettorale in questo senso diventa uno strumento democratico di straordinaria importanza quando può incidere concretamente sul comportamento stesso degli elettori, a compensare un deficit di democraticità del sistema partitico medesimo. Il collegio uninominale a mio parere, può corrispondere meglio all’esigenza di riavvicinare il cittadino alla politica, in che modo? Nel prevedere collegi più piccoli rispetto a come erano stati congegnati con il Mattarellum, si riuscirebbe a conferire maggior territorialità alle candidature, rafforzato da un processo di primarie per il quale in ogni collegio uninominale, ogni Polo o coalizione dovrebbe prevedere al proprio interno la selezione del candidato di riferimento che andrebbe a rappresentarlo nella competizione elettorale con gli altri 2 Poli. Nella scheda elettorale si ritroverebbero dunque a competere nei collegi uninominali quei candidati che già hanno avuto una prima investitura democratica di rappresentanza con le primarie. In quest’ambito le primarie andrebbero regolamentate in maniera rigorosa, favorendo la partecipazione di militanti e simpatizzanti da non mobilitare all’ultimo momento, ma iscrivendoli in apposite liste nei mesi precedenti l’ufficializzazione delle candidature, così da eliminare o rendere ininfluenti dinamiche corporative e di interesse particolaristico. Nel garantire tutto questo, i partiti politici sarebbero costretti ad essere più attivi nei territori e ciò li costringerebbe a misurarsi in maniera più trasparente con i cittadini e a fare proposte più chiare, costituendo la prima soglia vera di sbarramento all’ingresso del candidato in politica, non certamente dentro le cosiddette “stanze chiuse”, ma in un confronto pubblico trasparente. La quota proporzionale in turno unico, garantirebbe una maggior pluralità delle presenze in Parlamento, a riequilibrare democraticamente una potenziale disparità di mezzi della quale i partiti politici più organizzati, avendo una visibilità mediatica più forte, potrebbero beneficiare nei collegi uninominali. Con collegi uninominali piccoli comunque sarebbe ininfluente introdurre soglie di sbarramento, perché la soglia sarebbe già data dalla selezione nelle primarie, dalla dimensione ristretta del collegio, garantendo visibilità e conoscenza del candidato. Il doppio turno, potrebbe risultare ancor più rappresentativo di una realtà politica italiana molto frammentata e plurale, ma dentro un sistema uninominale che dovrebbe garantire di per sé la governabilità, non tralasciando la necessità, con la quota proporzionale, di far vivere in parlamento un’adeguata rappresentanza democratica delle voci più significative presenti nella realtà socio-politica italiana. In questo caso l’introduzione di una soglia di sbarramento potrebbe garantire accordi di programma meno strategici e più condivisi. Le primarie rimarrebbero sempre lo strumento primo di selezione. Il sistema politico italiano andrebbe poi rivisitato nella funzione della Camera e del Senato, nella riduzione del numero dei Parlamentari, ma la legge elettorale, configurata nel meccanismo del collegio uninominale credo possa essere considerato il punto di ripartenza per una rinnovata e proficua stagione politica dell’era repubblicana italiana, dove i cittadini potranno dire di aver contribuito a selezionare una classe dirigente nella quale si riconoscono.

Luca Panichi

Nota di redazione: in effetti il testo è molto lungo ma ho voluto pubblicarlo per intero per dare ai lettori una opportunità di riflessione e perchè no, di nuove proposte alternative.

Ronconi: l’UDC ha pronta una proposta per migliorare l’offerta dei servizi sanitari

16 novembre 2011

Se l’assessore regionale alla sanità ha immaginato di scegliere la visita all’ospedale di Foligno per rilanciare la riforma con due ASL e due aziende ospedaliere ha chiaramente sbagliato indirizzo. Una proposta di riforma sciatta che denota una giunta regionale di sinistra che non riesce a coltivare alcuna fantasia. Il sindaco di Foligno esca dal guscio, si consulti con quello di Spoleto e con tutti gli altri sindaci della valle Umbra , chiami a raccolta tutti quelli che hanno idee, ed elabori una soluzione diversa e migliore. L’UDC è pronta, ha una sua proposta, coraggiosa ed innovativa, che non emargina nessuno, che valorizza le vocazioni  territoriali, che migliorerà l’offerta dei servizi sanitari. Bisognerà però accelerare per evitare la fine per inerzia.

Maurizio Ronconi

PERUGIA: “ABBATTERE I CANI NEI CANILI”, CASAPOUND SI SCAGLIA CONTRO LA PROPOSTA DEL CONSIGLIERE CAROCCI.

9 novembre 2011

La foresta che avanza – afferma Marco Menghini, responsabile umbro del gruppo – condanna senza mezzi termini e mezze misure le aberranti dichiarazioni di questo individuo che in un intervista a una televisione locale propone, per risparmiare, di abbattere tutti i cani ospitati nei canili. Il ‘signor’ Carocci dimostrando e dichiarando alla stessa intervistatrice la sua ignoranza delle leggi e quindi la sua inadeguatezza come consigliere provinciale, non è in effetti a conoscenza delle normative vigenti in materia; ricordiamo che la legge 189/04 punisce con la reclusione fino a due anni chiunque cagiona senza alcuna necessità la morte di un animale. A lui va tutto il
nostro disprezzo sia come uomo che come politico”.

ABERRANTE E ILLEGALE LA PROPOSTA CAROCCI IN COMMISSIONE : LEGALIZZARE L’UCCISIONE DI CANI E GATTI

8 novembre 2011

che dite? si amano?

Dall”intervista rilasciata agli amici di Umbria TV, Francesca Ricci e Mirko Loche, risulta che il consigliere provinciale Giancarlo Carocci ha inoltrato in commissione una proposta di legge per rendere LEGALE l’uccisione di quei cani e di quei gatti che non si desideri più tenere nelle proprie case, e di tutti i cani presenti nei canili per consentire ai comuni il risparmio del loro mantenimento. Una proposta ignorante e assurda contro una legge blindata ma che rende il Carocci disumano. La Provincia di Perugia, tramite una nota del presidente Marco Vinicio Guasticchi, si dissocia dalle dichiarazioni rilasciate dal Carocci. La LAV plaude a tale presa diposizione della Provincia di Perugia ma chiede al Presidente Guasticchi di sapere in quale commissione il Carocci ha avuto l’ardire di presentare tale aberrante proposta, di conoscerne il testo integrale e di sapere a che punto è il voto in commissione. La LAV chiede l’immediato RITIRO della proposta in oggetto essendo questa in forte contrasto con ben 14 riferimenti normativi nazionali e le varie leggi regionali sul randagismo quale disciplina sui cani, i gatti e le strutture di ricovero per animali. Normative che riguardano la responsabilità e le competenze degli enti pubblici deputati al controllo e alla TUTELA degli animali. Fra queste ci preme ricordarne almeno 2 al Carocci:

– La Legge 20 luglio 2004, n. 189 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonchè di impiego degli stessi in combattimenti o competizioni non autorizzate;

– Gli Art. 544-bis, 544-ter,544-quater,544-quinquies,544-sexies, 638,672 del Codice Penale.

La LAV chiede, altresì, l’immediato ritiro di questa squallida, opprimente, fortemente ingiusta proposta che offende l’opinione pubblica nazionale ed è altamente diseducativa in un campo così delicato come quello della tutela degli animali – dove solo pochissimi fortunati vedono rispettato il loro diritto alla vita e alla non sofferenza – si impegna ogni giorno per il rispetto delle leggi vigenti e per l’ottenimento di nuove leggi in grado di rendere il rapporto umani e altri animali più bello, giusto, equo, pacifico, rispettoso dei diritti di tutti i viventi.

Graziella Gori – Responsabile LAV Perugia

PROPOSTA LA DESTRA SULLA CASA: PRIMA AGLI ITALIANI

2 dicembre 2010

Stefania VerrusoSegretario Regionale La Destra 

E’ quanto chiede La Destra in nota al progetto di modifica dell’art. 31 della legge regionale 23/2003 relativamente alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari, presentato in Consiglio Regionale dal Consigliere della Lega Nord Gianluca Cirignoni.

La proposta avanzata dalla Lega Nord appare poco chiara e fuorviante e dimostra l’inesistente volontà di schierarsi a favore della popolazione umbra di origine italiana, in quanto si riferisce, genericamente, ai cittadini umbri che lavorano stabilmente nel nostro territorio. La proposta avanzata di assegnare un punto di merito in più

Stefania Verruso

per ogni anno di residenza in Umbria agli stranieri, sempreché stabilmente assunti, determinerebbe, a conti fatti, un ulteriore vantaggio per questi ultimi ed aprirebbe loro un’ ulteriore corsia preferenziale rispetto a chi, in Umbria, c’è nato e ci risiede da sempre.

La Destra, a questo proposito, intende richiamare l’attenzione sul valore della PREFERENZA NAZIONALE proponendo, nell’assegnazione degli alloggi, che le graduatorie vengano effettuate tenendo conto numericamente della popolazione di italiani e di stranieri presenti nel territorio umbro e, sulla base di questa percentuale, riproporre due graduatorie di accesso.

Solo in questo modo i cittadini italiani non dovranno competere, in termini di punteggio, con gli stranieri che, in base ai parametri ISEE, risulteranno costantemente di gran lunga avvantaggiati. Noi non vogliamo che un anziano italiano, un disoccupato o un giovane precario, si vedano strappare il diritto a ricevere un aiuto, da un residente straniero, con moglie e figli a carico, anche se stabilmente occupato in Umbria. Il tessuto sociale umbro, rispondendo al Consigliere della Lega Gianluca Cirignoni, non si protegge ponendo in contrapposizione i bisogni degli italiani con i bisogni degli stranieri, ma garantendo loro pari dignità e pari attenzioni in termini di servizi e garanzie.