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Assisi, il Fatto Quotiamo Persevera nelle Critiche

5 settembre 2013

canovariceviamo e pubblichiamo

Il Fatto Quotiamo (giornale noto per le inchieste “sempre al limite”) sembra sfidare il detto “sbagliare è umano ma perseverare è diabolico”.

Infatti qualche mese fa si era distinto per un articolo “molto critico” contro il Sindaco di Assisi Claudio Ricci (con termini e citazioni non ripetibili, che avevano portato sino alla tutela legale) per il caso delle quote rosa (mancata presenza delle donne in Giunta), risultato: il TAR Umbria ha dato ragione al Sindaco e al Comune di Assisi e torto ai consiglieri di opposizione in Consiglio Comunale (tranne Claudia Travicelli) e al Fatto Quotidiano che, con ampio impegno, aveva sostenuto il caso a livello nazionale.

Questa mattina di nuovo un attacco alla Mostra su Antonio Canova considerata “inutile”. Innanzi tutto ringraziamo in quanto tutta questa pubblicità nazionale sta portando molti visitatori in Assisi (Palazzo Monte Frumentario, sino al 6 Gennaio 2013, con oltre 60 opere, il maggior numero mai portato in Umbria contemporaneamente). Poi ricordiamo che l’incidente avvenuto al “calco in gesso” (copia) si è verificato in Perugia presso l’Accademia delle Belle Arti (illustre e benemerita istituzione culturale perugina e nazionale) e che l’opera sarà restaurata come doveroso.

Claudio Ricci – Sindaco di Assisi

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Io non mi sento informato …

30 novembre 2011

di Dino Amenduni –  Il fatto Quotidiano

Da quando c’è il governo Monti mi sento meno informato di prima. Forse è colpa mia, forse sono io che cerco meno le notizie. O forse si è creata una situazione anomala sui media italiani. Il governo delle larghe intese è stato benedetto da un’altrettanto larga (e inusuale) convergenza tra i principali gruppi editoriali italiani, che difficilmente potranno comunicare scetticismo verso il Governo dopo averlo promosso con tale forza. I media che attaccano Monti, soprattutto quelli vicini alla galassia berlusconiana soffrono a loro volta un grave deficit di credibilità maturato negli anni e potenziato dall’appoggio, perlomeno formale, del Pdl all’attuale maggioranza. Esiste poi un’altra galassia di opposizione, quella che sostiene la tesi dei ‘Poteri forti’ dell’economia e della finanza mondiale come veri registi della nomina di Monti: una ricostruzione sicuramente avvincente che è nata e cresciuta con facilità in un contesto di sicuro anomalo (la domanda: “Stiamo provando a uscire dalla crisi con gli stessi strumenti che l’hanno generata?” non ha ancora trovato una risposta compiuta) ma promossa ed elevata a realtà quasi incontestabile senza alcuna prova dei rapporti diretti tra le cause ed effetti di ciò che si teorizza.

Per tutte queste ragioni un’informazione libera, critica ma non pregiudizialmente ideologica, che analizza le singole questioni nel merito, è ridotta ai margini o comunque non fa ‘egemonia’. Eppure questo atteggiamento è nelle corde di una quota non irrilevante di italiani che probabilmente hanno fiducia in Monti, che sostengono la necessità di un governo tecnico ma non per questo aderiscono a questo progetto politico in modo plebiscitario.

Questi cittadini si stanno forse chiedendo perché il vertice MontiMerkelSarkozy, definito ‘un fallimento’ da quest’ultimo, è stato raccontato solo come il ritorno dell’Italia nell’Europa che conta.Vorranno anche comprendere le ragioni per cui i risultati della Borsa di Milano e di tutte le Borse europee hanno continuato a peggiorare e il differenziale tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi si mantiene oltre la soglia d’allarme dopo che per settimane ci è stato detto che la caduta di Berlusconi avrebbe comportato un immediato effetto psicologico che valeva un ridimensionamento dello spread tra i 100 e i 300 punti base. Si chiederanno per quale motivo la giusta fretta che ha portato all’accelerazione della crisi di governo Berlusconi e che ha animato la penna di direttori ed editorialisti in quei giorni convulsi (sono bastati otto giorni dal voto sul rendiconto dello Stato, che ha sancito la fine della maggioranza eletta nel 2008, per avere un nuovo Premier) ora si è trasformata in attesa e studio (ma non erano i migliori, i tecnici, con le riforme già pronte?). Gli italiani che hanno applaudito al cambio di passo a Palazzo Chigi oggi, forse, non si aspettavano che il Governo Monti non riuscisse a prendere alcuna decisione mentre il Parlamento ha, perlomeno, abolito i vitalizi dal 2018. E infine, i tanti italiani che sarebbero voluti andare a votare ma che hanno accettato l’idea di sospendere la loro valutazione sulla classe politica in nome di un governo di ‘salvezza nazionale’, inizieranno a domandarsi se tutto sommato non fosse stato meglio andare a votare, dato che sono passati 18 giorni dall’inizio della fine del governo Berlusconi (dall’otto novembre, giorno dei 308 della Camera) e che Maroni ha ripetuto più volte che le elezioni si potevano celebrare 40 giorni dopo quella data. Molte di queste domande, me lo auguro, potrebbero diventare vecchie o persino inopportune da un momento all’altro. Sta di fatto che nessuno le ha potute leggere o ascoltare, salvo rare eccezioni. Sia chiaro, non sono costruzioni retoriche e non ho la minima idea di cosa sia giusto per l’Italia. Se tutte queste domande fossero le mie, se avessi una posizione certa su ciò che sta accadendo, mi prenderei i miei rischi e lo direi. Ma lo scopo di questo post è un altro: vorrei che si tornasse a ragionare, a porre e porsi interrogativi; vorrei che fosse ripristinato il dubbio, la riflessione.

(p.s.  magari, alla fine, qualcuno si porrà un’ultima questione: ci avevano detto che l’informazione in Italia non era libera per esclusiva colpa di Berlusconi. Pur avendo inequivocabilmente inquinato il dibattito pubblico italiano grazie al conflitto di interessi, sarà vero che l’ex-Premier ha il 100% delle repsonsabilità?)

Nota di redazione:  L’informazione in Italia non era libera? beh chi lo diceva mentiva sapendo di mentire, non dimentichiamo che le dimissioni di Berlusconi sono state chieste con la scusa che le cose in un lampo si sarebbero messe a posto da sole. Niente di tutto questo, sinceramente mi auguro che non peggiori tutto, ma forse lo scopo principale era quello di far sistemare un po di cosine ai soliti noti, (sono spariti tutti visto?) e poi andare alle urne, infatti Monti ha chiesto almeno garanzie economiche, senatore a vita e altri provilegi, nel caso molto probabile si andasse alle urne a gennaio. E noi cittadini? Beh ci becchiamo lo spread che da 500 punti arriverà a mille, cosi impariamo a credere ai raccontatori di favole. ELEZIONI SUBITO

 

LETTERA AI GIORNALI DI RICCARDO NENCINI (SEGRETARIO NAZIONALE PSI)

30 luglio 2011

NENCINI (Segretario Nazionale Psi) SCRIVE AI DIRETTORI DI REPUBBLICA, CORRIERE DELLA SERA, SOLE 24 ORE, LA STAMPA, IL MESSAGGERO E QUOTIDIANO NAZIONALE

Caro direttore, una seconda (nuova?) tangentopoli sta spazzando l’Italia. Colpisce soprattutto i partiti più rappresentativi e pezzi dell’alta burocrazia statale a dimostrazione che i nodi mai sciolti negli anni ’90 si sono ripresentati con immutata forza, che la politica ha rinunciato alla sua funzione di strumento regolatore e braccio responsabile nel governo di una nazione, che nella penisola non vi sono decisive differenze tra le parti in gioco quando si tratta di ‘questione morale’.
Con un paio di sottolineature.

La prima. Senza volersi infilare il saio del Savonarola, radicali e socialisti, in questo decennio, sono rimasti lontani dal fuoco.  Non ricordo un amministratore socialista condannato per aver approfittato della pubblica amministrazione.  Eppure sono diverse centinaia gli amministratori iscritti al PSI nei comuni, nelle province e nelle regioni italiane.  E non si tratta nemmeno di fortuna.  Il passato, per noi, è stato maestro di vita, abbiamo cambiato i nostri rappresentanti locali, aperto a esperienze più giovani e cancellato le correnti quando non vi erano posizioni politiche antagonistiche.  Il potere gestito è decisamente minore ma il cambiamento c’è stato comunque.
La seconda. Leggo, anche di recente, di partiti che adottano codici di comportamento per moralizzare la loro vita interna.  Bene.  Il mio PSI – con inizio nell’estate 2008 – pose due questioni alle forze presenti in parlamento. Ridurre al medesimo livello le indennità, oggi ingiustamente diversificate, di Consiglieri e Assessori Regionali  (quota Umbria-Toscana, la più bassa: risparmio di 110/120 milioni di euro).  Conferire il finanziamento pubblico solo ai partiti in regola con l’art. 49 della nostra Costituzione.  Un sacco di applausi poi un catacombale silenzio sugli atti che si dovevano assumere.  Noi, che lanciammo quelle proposte, ci siamo affidati alle campagne pubbliche per sostenerle.  Da soli.  Non sarà questa, direttore, una evoluzione della diversità della sinistra?

Riccardo Nencini – (Segretario nazionale del Psi)

nota di redazione: a Libero? a Il Giornale? Il Tempo? Il Mattino? era finita la carta segretario?

IL PARADISO DELLE BUGIE

24 settembre 2010

di Ciuenlai

Siamo avanti, ma non è consolante. Oggi gran parte dei giornali segnalano, quello che abbiamo discusso alcuni giorni fa nella nota “Giochi di Potere”, dedicata ai perché della rottura Veltroniana e alla famosa commissione per le candidature alle elezioni. Vi faccio una breve rassegna stampa che conferma quelle tesi e quelle notizie che del resto, venivano da attendibilissime fonti romane:

Corriere della Sera
– “Ecco che si arriva al sodo, ossia le liste, che si stanno già preparando. Ed è su questa materia che il Pd si avviterà e si dividerà”.

Il Fatto Quotidiano
– L’oggetto del contendere sembra quello della protezione delle proprie posizioni, leggi cariche e di quelle dei rispettivi sostenitori, mentre la legislatura precipita verso elezioni ravvicinate e posizionamenti in vista delle ricandidature”.

Il Foglio – “Veltroni, così come Fioroni potrà partecipare al tavolo delle candidature, dicono vari dirigenti del Pd, che è l’unica vera posta in gioco”. Il lingotto, la vocazione maggioritaria, il partito che non sfonda. Balle!
Alla riunione tutti canticchiavano in coro : “la vita è un paradiso di bugie quelle mie , quelle tue…..”Intanto La Repubblica parla di Bonanni come traghettatore dei cattolici e dell’area nel terzo polo e il Manifesto riporta, in una intervista a Tal D’Ubaldo uomo di Fioroni, il senso della vicinanza di questa parte alla Cisl, contro la Cgil : “non si può tornare a definire il confronto tra le parti sociali con il vecchio vocabolario della lotta di classe”. Politichese che però uno degli …”oni” (Gentiloni) spiega su Repubblica “Non dobbiamo essere il partito della Cgil contro Confindustria” e per questo propone su suggerimento di quel collaboratore politico della Marcegaglia che va sotto il nome Ichino “la contrattazione libera per le aziende”. Mi spiegate che ci azzeccano questi con la sinistra? Se ne vogliono andare? Aria!