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A Panicale i fiori tassati ” si infiammano”

30 aprile 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Ringrazio anzitutto Massimo (concittadino che mi ha visto nascere e che conosco e stimo da anni) per l’opportunità – che colgo al volo – di approfondire questa spinosa questione dicendo la mia. Tengo prima di tutto a precisare che il fatto che i cittadini arrivino a presentare esposti è chiaro indice del forte malcontento e dello spiccato senso di ingiustizia che si respira nel comune di Panicale, comune in cui agli occhi dell’Amministrazione sembrerebbero esserci cittadini di serie A e di serie B (a Panicale, per dirne una, si tollera lo scempio della Danese, ma non vasi di fiori che stanno li da 13 anni a beneficio del paese e dei turisti che vi sostano a fare le foto). Per me è un vero e proprio invito a nozze poter dire come stanno le cose su quello che sta succedendo. Ecco la mia esperienza personale: mia madre (titolare del ristorante Lillotatini a Panicale) è stata tra i primi destinatari (forse la prima) dell’invito alla rimozione dei fiori che circondavano lo spazio pubblico da lei pagato salatamente per 12 mesi all’anno. Il sindaco che ci concesse l’autorizzazione a suo tempo ci “impose” di circondare lo spazio con fiori, congratulandosi poi della bellezza dell’investimento e per la passione con cui mia madre teneva lo spazio a lei concesso e pertanto, la missiva della Municipale ci ha lasciato basiti.

Inizialmente abbiamo creduto che si trattasse di un errore: abbiamo dunque cercato di far valere le nostre ragioni cercando in tutti i modi di “mediare” ponendo l’amministrazione di fronte a quelle che sarebbero state le conseguenze della Tosap sui fiori, tentando di farla desistere da questo scellerato proposito, ma ogni tentativo è stato vano. Abbiamo allora rimosso (anche con notevole dispendio economico) tutti i fiori e tutte le piante cresciute in 13 anni ed amorevolmente curate in tutto questo tempo ed abbiamo cercato di pubblicizzare la cosa avvisando quante più persone siamo riusciti a raggiungere nella zona del Campanone che presto gli sarebbe toccato lo stesso trattamento. Ci siamo poi rivolti all’unica voce che a Panicale recepisce le istanze dei cittadini e che si prodiga per tutelare il patrimonio artistico e naturalistico del paese: Pan Kalon, nella persona del suo Presidente. Da settimane Pan Kalon ha infatti ricevuto una mia mail sulla situazione e mi ha concesso, per il numero della Voce del Campanone di Giugno, uno spazio per spiegare ai miei concittadini come stanno le cose. Sarebbe stato semplice evitare questa situazione incresciosa e lesiva della reputazione del nostro comune: sarebbe infatti bastato che nel momento in cui la Polizia Municipale invitava “alcuni” cittadini e non altri a rimuovere i fiori si fosse presa la responsabilità dei propri atti e soprattutto avesse avuto ben presenti le conseguenze che essi avrebbero recato con sè. Non si può infatti pensare di applicare la legge (che per sua natura è atto GENERALE ed astratto) ad personam e non nei confronti di tutti e di celarsi poi dietro la frase “è stato un atto dovuto”. Atto dovuto è applicare la legge in maniera uniforme, così come dice la Costituzione Italiana (art. 3 comma 1 e 2 sancisce il principio di uguaglianza formale e sostanziale secondo cui casi uguali devono ricevere uguale trattamento). In questo caso però la Municipale nonostante le molte avvisaglie ed i tentativi di farla desistere da questo aberrante proposito ipotizzando le conseguenze della Tosap sui fiori (tutti nero su bianco) ha deciso di andare avanti per la sua strada ed ora è giusto che non si nasconda addossando le conseguenze delle proprie azioni dietro agli esposti di poveri cittadini esasperati. Non è mai troppo tardi per riconoscere i propri errori e per tornare sui propri passi. Peccato solo per quei fiori e per quelle piante faticosamente cresciuti in 13 lunghi anni! Oggi più che mai rimpiango i tempi in cui il Sindaco Orlandi, uno al quale il paese stava davvero a cuore, si premurava affinché tutti contribuissero a renderlo gradevole con fioriere o altri abbellimenti. Oh tempora, oh mores!! Resto a disposizione di quanti vorranno visionare il materiale in mio possesso (carteggio con l’Ufficio di Polizia Municipale) dopo di che ognuno avrà gli strumenti oggettivi per farsi una propria idea sulla questione.

Bianca Boldrini – Panicale

Commento di Stelio Bonsegna: Le chiacchere non servono a nulla. In concreto, la ragione è che il comune ha bisogno di tenere sotto stress la popolazione, affinché non sfugga al suo controllo. Purtroppo è una disarmante verità, in questi tempi di antipolitica.

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