Posts Tagged ‘regioni’

Claudio Ricci: l’Italia non può perdere le Olimpiadi 2024

11 settembre 2016

bandieraSe Roma non firma si proponga la rete delle citta e delle regioni del centro Italia.

L’Italia non può perdere l’occasione delle Olimpiadi 2024 perché “siamo favoriti nella candidatura” e sarebbe, molto più dell’Expo 2015, una grande opportunità di riqualificazione urbana, ambientale e promozione, nel mondo, della cultura e del turismo (che deve diventare, sempre più, una nostra “industria” preminente).
Il Governo, su questo punto strategico, non può essere “solo spettatore”, di quello che deciderà il Sindaco di Roma, in quanto è evidente, a tutti, l’interesse nazionale che, cita Claudio Ricci (consigliere regionale dell’Umbria), può determinare specifici provvedimenti nazionali.

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FERRI: Vogliono far sparire la Regione Umbria!..io avevo annunciato il pericolo

11 ottobre 2015
Michele Ferri

Michele Ferri

Nella giornata del 9 Ottobre 2015, il Governo ha accettato l’ordine del giorno in Senato di Raffaele Ranucci (Partito Democratico) che “impegna il governo a prendere in considerazione prima dell’entrata in vigore del ddl di riforma, l’opportunità di proporre attraverso una speciale procedura di revisione costituzionale, la riduzione delle Regioni”.

In queste ore leggo post su fb di umbri allarmati dall’ultima idea del Pd:  «Renzi cancella l’Umbria!” ecc…L’ultima  “renzata»  ha fatto reagire anche gli amici della Lega Nord Umbria! Meglio tardi che mai!

In campagna elettorale alle ultime regionali svoltesi in Umbria, sono stato l’unico dei 120 candidati della coalizione di Ricci a porre attenzione sull’argomento  riordino territoriale e non solo, ho anche presentato una proposta alternativa in sala stampa a palazzo Cesaroni…

Si, esiste un’alternativa!

presentazione ddl Morassut

presentazione ddl Morassut

La proposta di ddl Morassut-Ranucci (Partito Democratico) presentata del Dicembre 2014 (quindi non recentemente!!!) propone un nuovo riordino territoriale dello stato tramite l’accorpamento delle regioni confinanti (o parti di esse) e la creazione delle fantomatiche Macroregioni, con le eccezioni di Lombardia Sicilia e Sardegna che rimarrebbero come sono!

L’articolo 131 della Costituzione Italiana verrebbe modificato come segue:

“Sono costituite le seguenti Regioni: (more…)

Le Regioni (fra cui l’Umbria) “Bocciate sui Conti di Bilancio” e sulle Partecipate Regionali con Troppe Perdite.

23 agosto 2015

tabTutti i giornali di oggi (a partire dal Corriere della Sera, in prima pagina) parlano di “regioni, bocciatura sui conti”, riferendosi al fatto che tutti gli enti regionali (tranne le Lombardia), fra cui l’Umbria, avrebbero utilizzato fondi del Governo destinati al ripiano per attivare, invece, nuova spesa corrente. È un fatto “politico contabile” molto preoccupante, cita Claudio Ricci (portavoce centro destra e liste civiche) che, se verificato è confermato, metterebbe a rischio la stabilità del bilanci dell’Umbria (con conseguente, facilmente immaginabili, per tutti). (more…)

REGALO UE: IL TURISMO ITALIANO NON MERITA PIÙ UN EURO

8 maggio 2013

di Angelo Giorgio

E’ una tegola pesantissima quella che da Bruxelles si è abbattuta sul “sistema turismo” del Paese.

La Commissione europea ha, infatti, imposto di non finanziare più eventi (more…)

PROVINCE – ARRIVA IL COMMISSARIO? LA REGIONE NON DECIDE IL GOVERNO SI

15 ottobre 2012

di Ciuenlai

Le Province sono in odore di Commissariamento. Un Commissariamento che potrebbe avvenire già l’anno prossimo. Lo ha annunciato il Ministro Filippo Patroni Griffi. In una intervista alla Stampa il titolare della delega sulla Pubblica Amministrazione ha testualmente detto “A fine mese ci sarà un decreto che stabilirà modalità e tempi. Quindi saranno nominati dei Commissari e si andrà al voto. Per il riordino, infatti, non è che si potesse attendere la naturale scadenza della consiliatura (more…)

PRIVILEGI – Ora la “Casta” va all’attacco del “popolino”.

3 agosto 2011

L’Opinione di Stelio Bonsegna

 

Un “popolino” che si lamenta da decenni, della troppa disinvoltura della classe politica nella gestione della cosa pubblica e l’indifferenza con cui la classe politica affronta questa crisi internazionale. Ma soprattutto, disturba il modo con cui i nostri rappresentanti politici tendono a salvaguardare i loro stretti interessi, privilegi, oltre a comparire spessissimo in scandali vergognosi.
I nostri politici hanno dimenticato che sono stati eletti dal “popolino”, per essere da loro rappresentati al parlamento italiano e per tenere sempre in primo piano gli interessi del popolo e non i loro. Un attacco generico alla: ANTIPOLITICA dilagante tra gli italiani e che qualche partitello cerca di cavalcare, per poi poterla imbrigliare a suo favore e smorzare con calma, quando diventa troppo pericolosa. Quindi il “popolino” è avvisato: Nessun cambiamento nei loro privilegi, ma solo ritocchi di facciata. Il “popolino” non conta più niente, sono solo dei servitori che debbono essere solo governati da, non uno, ma più padroni. Famose le parole di Indro Montanelli: “In Italia, a fare la dittatura, non e’ tanto il dittatore, quanto la paura degli italiani e una certa smania di avere un padrone da servire.  Lo diceva Mussolini: “Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?”
Quanto emerge dalle misure prese recentemente dai due rami del Parlamento, dalla Presidenza della repubblica, da qualche Ente locale e da qualche raro Burocrate di Stato, danno già un’idea dell’andazzo. Misure, che se controllate con la lente d’ingrandimento, daranno l’idea dell’inghippo o per meglio definire il tutto, “la fregatura” che ci stanno propinando. Sono stati presi solo alcuni privilegi, raramente utilizzati dai parlamentari, gli è stato dato un valore (esagerato) e quindi moltiplicato per il numero dei parlamentari della corrispondente camera, ed ecco il risultato dei milioni di risparmio che ci vogliono dare a bere.
Quindi non si sono colpiti veramente gli stipendi (esosi) ed i veri privilegi dei burocrati di stato.
Se veramente fossero politici responsabili, avrebbero colpito i loro benefit, compreso il loro stipendio, a colpi di scure.

Queste responsabilità dovevano venire anche dagli enti locali, Regioni, Province, Comuni, Municipalizzate, enti limitrofi, oltre che da altri poteri dello stato.
Avrebbero dovuto fare tagli veri, per non aggravare ulteriormente la già delicata situazione delle famiglie italiane.

Questo si sarebbero aspettati i cosiddetti “ANTIPOLITICI”, che hanno ragione a lamentarsi di questo losco modo di amministrare e gestire la cosa pubblica.
Il popolo italiano non è contro la Politica, quella “vera e seria”, ma contro le Sanguisughe che stanno depredando l’Italia, riducendola ad un popolo di mendicanti ed indigenti.

Quindi, signori “rappresentanti” del popolo italiano, smettetela di offendere chi vi ha votati in buona fede, altrimenti rischiate uno scontro pericoloso, un vero e proprio cortocircuito con il “popolino”, cioè il popolo degli elettori che hanno a maggior ragione di dire che: LO STATO SIAMO NOI.

Varie sono le iniziative che stanno prendendo piede tra il popolo dei cosiddetti “indignati” e spero che trovino presto la quadra ed il modo di sincronizzarsi e far venir fuori un’unica voce di pretesa di cambiamento nella politica italiana.

Anche a suon di drastiche modifiche, dell’attuale vetusta Costituzione Italiana.
Un avvertimento ai politicanti:
Non cercate di mettere i bastoni tra le ruote a queste iniziative popolari e non partitiche (che fanno onore ad una vera Italia Democratica e Liberale), altrimenti ne pagherete lo scotto alle prossime elezioni politiche.