Posts Tagged ‘riflessione’

Pd: abbiamo subito “un distacco profondo tra il nostro governo, il nostro partito e parte degli elettori”

21 giugno 2014

logo-pdUna riflessione franca e severa è quella che il Pd di Perugia ha aperto ieri sera – e chiuderà il 30 giugno – in occasione della prima assemblea comunale dopo la “dolorosa” sconfitta elettorale. Francesco Maria Giacopetti, che ha rimesso il mandato all’assemblea, ha insistito nella sua relazione sui tanti problemi che hanno determinato “un distacco profondo tra il nostro governo, il nostro partito e (more…)

Annunci

Assisi, riflessione con momenti di preghiera per la pace e la solidarietà con Padre Alfredo Avallone

30 dicembre 2011

In occasione della 45° giornata mondiale della Pace, alcuni amici hanno voluto  organizzare un momento di preghiera da Assisi capitale mondiale della Pace, per sensibilizzare tanti amici e cittadini sui gravi problemi che la guerra ancora porta in tanti paesi del mondo, la sofferenza delle popolazioni e la fame. hanno  scelto per questo momento di preghiera l’Istituto Serafico di Assisi, che rappresenta uno dei più alti momenti del messaggio francescano di solidarietà, dove pace e solidarietà quotidianamente sono vissuti nel servizio per i ragazzi ciechi e pluriminorati.

Il momento di riflessione si svolgerà Martedì 3 gennaio alle ore 17.00 presso l’Oratorio dell’Istituto Serafico

“La comunione con Dio e tra gli uomini, alla quale la Chiesa vuole dare il suo contributo, può essere raggiunta solo attraverso l’eliminazione di tutte quelle forme di ingiustizia, che provocano divisioni tra i diversi ceti sociali e impediscono quell’equa distribuzione dei beni che porterebbe alla eliminazione delle situazioni di povertà e di sfruttamento”.

Claudia Maria Travicelli

Riflessione sul primo articolo della Costituzione

19 dicembre 2011

“L’ Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

Qualcuno sa spiegarmi cosa significhi questa frase in verità? Che affinché ci sia una Repubblica prima deve esistere il lavoro? Non ho capito bene il senso. Il lavoro (che poi cos’è il “lavoro”?) viene svolto dall’uomo, quindi l’uomo dovrebbe essere più importante e dovrebbe essere lui, e non il suo agire, a comparire sul primo articolo della costituzione. Da qui invece sembrerebbe che è dal lavoro che si emana il tutto. Come un qualcosa di trascendente, di divino oserei dire, rispetto al quale l’individuo si trova in una condizione di sottomissione. Posso anche comprendere il contesto politico, culturale e, soprattutto, storico che portò a stilare questa espressione. Si usciva da una dittatura ventennale e a questo bisogna aggiungere che si doveva trovare una sintesi tra posizioni ideologiche (quella cattolica e quella comunista) non solo differenti ma addirittura antitetiche. Ecco perché molti articoli della nostra carta sono composti da due parti distinte. Capisco tutto. Ma, per utilizzare l’espressione di un costituente statunitense, la mano dei morti non può continuare a tracciare la strada dei vivi. Era Thomas Jefferson, colui che sarebbe diventato il terzo presidente USA. Ed espresse tale concetto nonostante potesse ben dire d’aver redatto una costituzione veramente all’avanguardia (e tutt’ora attualissima). Insomma, quel che voglio sottolineare è che auspicare una modifica della carta, non riguardante esclusivamente la parte inerente l’architettura istituzionale, non deve esser visto come una bestemmia laica o, peggio ancora, come un attentato alle fondamenta del nostro vivere civile. Riportare al centro l’individuo, qui sta il punto. E mentre scrivo queste ultime parole ripenso alla conclusione di Antifona, un romanzo di Ayn Rand, madre dell’Oggettivismo: “E qui (…) scolpirò la parola che dovrà essere il mio faro e il mio stendardo. La parola che non morirà (…). La parola che non può morire su questa terra, poiché ne è il cuore e il significato e la gloria. La parola sacra: EGO”.

Luca Proietti Scorsoni  – Giovane Italia  – Terni.