Posts Tagged ‘rifondazione’

Il gruppo regionale di Rifondazione comunista dell’Umbria mette on line fatture e ricevute

6 ottobre 2012

“La campagna promossa da tutti i media nazionali e locali rispetto ai costi della politica sta toccando in queste settimane il proprio culmine. La classe politica si fa trovare in larga parte (more…)

Della Vecchia/Prc: “Subito il comitato in Umbria per i referendum sul lavoro”

10 settembre 2012

Rifondazione comunista dell’Umbria esprime grande soddisfazione per la costituzione del comitato unitario nazionale sui quesiti referendari per ripristinare l’articolo 18 e per abolire (more…)

Della Vecchia (Prc Fds): “I servizi non si privatizzano. L’Umbria sia conseguente. Subito riunione di maggioranza”

23 luglio 2012

Rifondazione comunista dell’Umbria esprime grande soddisfazione per quanto deciso dalla Corte Costituzionale in materia di servizi pubblici. Con questa storica sentenza viene fatto finalmente (more…)

Vinti (Prc): Grave la decisione dei gruppi consiliari, dell’Udc, Lega, Idv e Pdl

23 febbraio 2012

La decisione dei gruppi consiliari, dell’Udc, Lega e Idv prima, di non partecipare al voto per il rinnovo dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale dell’Umbria, e del Pdl poi, è stata una decisione grave. L’obiettivo dichiarato è quello di portare alla paralisi l’attività della massima assise legislativa dell’Umbria, sovrapponendo in maniera irresponsabile l’aspro confronto politico con il corretto funzionamento delle istituzioni.Una decisione che assume i caratteri di una azione di rottura democratica, in un paese dove anche il Parlamento è subordinato ad un governo “tecnico” di professori della Bocconi.E’ lecito chiedersi qual è l’obiettivo non dichiarato, impossibile da esplicitare, così vitale da portare alla decisione di praticare la inagibilità del Consiglio Regionale? Rifondazione Comunista, per il ruolo che ha ricoperto e che ricopre, per la sua storia di oltre venti anni nelle istituzioni umbre, non accetta la deriva “sfascista” delle istituzione, anzi la contrasta con determinazione.Appare chiaro, ormai, che la scelta del Pdl fa svanire come neve al sole ogni ipotesi di larghe intese e che il “loden” è utile solo per coprirsi dal freddo.

PDL: “NON BLOCCHEREMO L’ATTIVITA’ ISTITUZIONALE, MA DIMOSTREREMO CHE L’AUTOSUFFICIENZA DELLA MAGGIORANZA NON ESISTE”

23 febbraio 2012

IL Pdl ha spiegato in una conferenza stampa che la rinuncia ai ruoli di responsabilità fin qui ricoperti (oltre a quelli dell’Ufficio di presidenza anche a tutte le vicepresidenze delle Commissioni) non comporterà il blocco dell’attività politica e istituzionale, ma è finalizzato a dimostrare che non c’è un’autosufficienza della maggioranza di centrosinistra. “Non prendiamo lezioncine dalla maggioranza, non ci sono inciuci perché non vogliamo alcuna poltrona e non siamo interessati ad una larga coalizione”.

“Vogliamo fare chiarezza – ha spiegato il capogruppo del Pdl – e respingere accuse e lezioncine di etica e politica provenienti dalla maggioranza e riprese da alcuni organi di informazione. Non c’è nessun inciucio, non siamo diventati giustizialisti, non siamo stati incoerenti anzi, i nostri rappresentanti nell’Ufficio di presidenza hanno dato un segnale di alta politica offrendo le loro dimissioni, cosa che altri non contemplano nemmeno di fare, nonostante la situazione sia di una gravità inaudita, con un vicepresidente arrestato e decine di carabinieri dentro il palazzo a sequestrare e a sigillare uffici e documenti”. “Il Partito democratico – ha proseguito – continua a non voler fare nulla, se non sostituire il vicepresidente, ma è evidente che non sono autosufficienti. Cosa farà l’Italia dei Valori, che in Aula ha fatto mancare i propri voti distinguendosi nettamente sulla questione degli inquisiti seppure non parlando di Riommi, forse perché cadrebbe l’assessore Casciari? Per non parlare di Rifondazione comunista che, tramite il segretario nazionale annuncia l’indisponibilità a prendere il posto vacante della vicepresidenza e poi ci fa sedere il capogruppo Damiano Stufara. E vogliono dare lezioni a noi e ci accusano di non essere coerenti, addirittura dicono che puntavamo ad una poltrona presidenziale ed eravamo pronti all’inciucio. Lo ripeto, il Pdl è indisponibile a una larga coalizione”.

Prc Perugia: “No al balzello su PC e Cellulari per la RAI”

20 febbraio 2012

Alice Fagotti

Rifondazione Comunista di Perugia apprende con stupore (notizia di queste ore) la richiesta avanzata dalla RAI che ha inviato un’ingiunzione di pagamento a 5 milioni di imprese, chiedendo il pagamento del canone su qualsiasi apparecchio in grado di ricevere il segnale televisivo: pc, videofonini, videoregistratori, iPad e sistemi di videosorveglianza. Riteniamo infatti che questi strumenti siano indispensabili oggi per lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, di conseguenza questa richiesta è per noi considerata una nuova tassa sul lavoro e quindi inaccettabile. Crediamo inoltre che le imprese utilizzino questi strumenti per lavorare e non per vedere Sanremo via cavo. Di tutto hanno bisogno oggi le aziende, tranne che di ulteriori oneri, che per altro andrebbero da un minimo di 200 euro fino a 6mila euro l’anno. Potremmo anche assumere la protesta di quanti ritengano che l’azienda RAI oramai si prodighi solamente per la ricerca dell’audience, promuovendo programmi scadenti e incapace di offrire una corretta informazione a causa del suo asservimento alla politica e allo schema bipolare, ma questo è sotto gli occhi di tutti i cittadini italiani.

Alice Fagotti – Segreteria provinciale Prc-FdS Perugia

 

Rifondazione Comunista, Comitato Politico Federale di Perugia del 16 febbraio 2012

18 febbraio 2012

Riceviamo da Rifondazione Comunista di Perugia e volentieri pubblichiamo

Il 16 febbraio 2012 si è riunito il Comitato Politico Federale di Perugia con all’ordine del giorno l’elezione del Presidente del Comitato Politico Federale e della nuova segreteria provinciale della Federazione di Perugia. Su proposta del segretario provinciale Flamini è stato eletto Presidente del Comitato Politico Federale il compagno Andrea Caprini. Sempre su proposta del segretario Flamini è stata eletta la nuova segreteria federale con relative deleghe e così composta: Fabrizio Cerella organizzazione, Oscar Monaco lavoro e stato sociale, Emiliano Pampanelli beni comuni e ambiente, Federico Santi conoscenza, Maura Coltorti laicità e nuovi diritti, Alice Fagotti comunicazione e Marta Melelli associazionismo, pace ed esteri. Membro effettivo della segreteria è anche Amedeo Babusci, tesoriere provinciale già eletto in sede congressuale.

Dopo la votazione dei nuovi organismi dirigenti il segretario Flamini ha esposto al Cpf la relazione sulla fase politica con particolare riferimento ai recenti provvedimenti di custodia cautelare che hanno riguardato esponenti politici eugubini.

Il segretario Flamini, nel sottolineare positivamente la presa di posizione del segretario nazionale Ferrero, ha ribadito totale fiducia nella magistratura restando in attesa di conoscere gli sviluppi di una vicenda rispetto alla quale Rifondazione comunista si sente parte lesa e ricordato che già lo scorso 5 novembre, subito dopo la semplice informazione di garanzia rivolta a Orfeo Goracci e Maria Cristina Ercoli, e dati i reati che allora venivano contestati, fu attivata la sospensione degli stessi dal partito e la richiesta di dimissioni dalle cariche istituzionali ricoperte. Flamini ha poi resi noti gli ulteriori provvedimenti che il partito ha attivato, attraverso gli organismi di garanzia provinciale, e cioè le procedure interne disciplinari per la sospensione degli ulteriori interessati votata all’unanimità nella riunione del Collegio Provinciale di Garanzia, e il commissariamento del circolo di Gubbio che è stato votato dal Cpf separatamente dalla relazione su proposta unanime del Collegio di Garanzia Provinciale. Rispetto alla relazione di Flamini assunta e votata dal CPF si è sottolineato intanto che Rifondazione comunista ha da sempre fatto della questione morale una delle sue principali bandiere ed elementi identitari. Per tale ragione il partito ha ribadito che i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni debbano sempre dimostrare una specchiata ed incontrovertibile etica pubblica. Lo ritenevamo ieri e lo riteniamo ancor più oggi di fronte all’evoluzione che la vicenda ha avuto. In questo senso rispetto ai provvedimenti attuali si è chiesto che tutti gli interessati dagli stessi e ad ogni livello si dimettano dalle loro cariche elettive. Non solo per il partito, ma anche e soprattutto per il rispetto delle istituzioni democratiche e repubblicane.

La relazione ha soprattutto posto all’attenzione l’esistenza di un problema politico più generale che interessa l’Umbria e una parte consistente della storia della sinistra umbra. Le inchieste in corso determinano la necessità di compiere una lettura complessiva di fase in grado di produrre una risposta politica all’altezza della gravità della situazione. Nessuna lezione di moralità, tanto più quando altri partiti della maggioranza regionale si sono opposti alle dimissioni di Goracci che Rifondazione comunista ha chiesto. In questo senso per il lavoro prodotto dalla Federazione di Perugia Flamini ha proposto di dare un contributo politico sui livelli competenti di direzione politica del partito, a partire dal Comitato Politico Regionale anche in virtù della necessaria calendarizzazione del Congresso Regionale.  Le conclusioni dei lavori del CPF hanno visto l’intervento del Segretario Regionale del Prc Umbria Stefano Vinti.

Rifondazione comunista e i giovani comunisti di Perugia il 18 febbraio con la Fiom a Roma

11 febbraio 2012

Rifondazione comunista e i Giovani Comunisti di Perugia aderiscono e partecipano alla Manifestazione Nazionale indetta dalla Fiom per il prossimo 18 febbraio a Roma. Partiremo da Perugia alla volta della capitale perchè crediamo che quello che sta accadendo in Fiat sia di una gravità inaudita, con il rischio aggiuntivo che possa rappresentare per il capitalismo italiano un modello generalizzato da estendere a tutte le imprese metalmeccaniche e all’intero mondo del lavoro. Il “modello Marchionne” infatti sta determinando che le lavoratrici e i lavoratori non potranno più eleggere i loro rappresentanti sindacali. Così la Fiom, il più grande sindacato metalmeccanico, non potrà più rappresentare le lavoratrici e i lavoratori, indire assemblee, svolgere la sua democratica azione sindacale. E tutto questo perchè la Fiom si è opposta ai ricatti e ai diktat di Marchionne contro il contratto nazionale e il diritto di sciopero. Nello stesso tempo il governo Monti sta continuando, in perfetta continuità con le politiche di Berlusconi, a scaricare la crisi del liberismo e della speculazione finanziaria su lavoratori, giovani, precari, artigiani, pensionati: dalla controriforma sulle pensioni all’aumento dei carburanti, dalla reintroduzione dell’ICI alle nuove privatizzazioni dei servizi. Non solo. Il governo si accinge ad attaccare nuovamente l’articolo 18 e a proporre la drastica riduzione degli ammortizzatori sociali. In altri termini, mentre il 2012 sarà per il paese un anno di recessione con il rischio di una nuova ondata di licenziamenti, il governo sta continuando a mettere in campo le stesse politiche che hanno prodotto la crisi. Saremo dunque in piazza con la Fiom il 18 febbraio non solo contro Marchionne, ma anche contro Monti, con l’auspicio che da questo appuntamento di lotta si possa anche iniziare un percorso unitario della sinistra politica capace di proporre al paese una seria e credibile alternativa prima che i “tecnici” nostrani completino l’opera di distruzione dei diritti dei lavoratori.

Enrico Flamini  – Segretario Provinciale Prc-FdS Perugia

Andrea Ferroni –  Coordinatore Provinciale Giovani Comunisti Perugia

Flamini/Prc Perugia: Il 20 gennaio saremo a Roma contro Monti, Merkel e Sarkozy

13 gennaio 2012

Rifondazione comunista di Perugia parteciperà il 20 gennaio prossimo alla manifestazione di protesta di Roma in concomitanza con il vertice tra Merkel, Sarkozy e Monti. Ci saremo per dire chiaramente che le politiche europee perpetrate dai tre principali responsabili della speculazione, della privatizzazione dei servizi pubblici, della demolizione dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori, sono oggi a fondamento della crisi e della recessione che nel 2012 produrrà in Europa e nel nostro paese milioni di nuovi disoccupati. Ci rivolgiamo a tutte le forze della sinistra politica e sociale del nostro territorio, così duramente colpito dalle politiche liberiste europee, per partecipare unitariamente a questa manifestazione ed avviare così la costruzione di un fronte ampio di opposizione al governo Monti.

Enrico Flamini

Salviamo Liberazione

31 dicembre 2011

E’ aperta una grande sottoscrizione popolare per salvare Liberazione. Allo scopo è stato creato un conto corrente relativo ad un fondo speciale in cui fare confluire i contributi di quanti e quante vogliono impedire che la voce del nostro giornale si spenga. E’ una lotta strenua contro il governo che ci nega i finanziamenti dovuti. E’ anche una lotta contro il tempo, perché quello che ci resta è poco. I garanti del costituendo Fondo sono: Marco Bersani, Sergio Cofferati, Alessandro Dal Lago, Gianni Ferrara, Carla Ravaioli, Annamaria Rivera, Mario Tronti.

Questo il conto corrente per sottoscrivere in favore di Liberazione:

Banca Popolare Etica

IBAN IT11S0501803200000000333333

Flamini/Prc:“Siamo con i lavoratori della Grifo Cornici. Subito tavolo regionale”

29 dicembre 2011

Rifondazione comunista di Perugia esprime grande preoccupazione per la drammatica situazione che sta interessando i 46 lavoratori della Grifo Cornici di Magione. L’azienda ha infatti comunicato alle organizzazioni sindacali la messa in mobilità di tutti i lavoratori per cessazione di attività e la richiesta di concordato. Siamo di fronte ad un caso emblematico delle modalità con cui la crisi economica e sociale attraversa il nostro territorio: un’azienda leader a livello nazionale per la produzioni di cornici rischia di chiudere con pesanti ricadute sulle lavoratrici e sui lavoratori. Ecco alcuni dei risultati della manovra del governo anche nel nostro territorio: le risorse per garantire le passività delle banche private sono state trovate, ma niente è stato fatto per favorire l’accesso al credito, fondamentale per determinare nuove e moderne strategie aziendali capaci di mantenere la produzione e gli attuali livelli occupazionali.

Noi pensiamo che sul caso specifico abbia assolutamente ragione la Cgil a chiedere un interessamento fattivo di tutti i soggetti istituzionali per aprire un tavolo su questa crisi. Per parte nostra non solo siamo con lavoratori e sindacato, ma ci impegniamo a mettere in campo tutte le sollecitazioni per determinare l’avvio del confronto e possibili soluzioni. Nello stesso tempo pensiamo che occorrano sforzi aggiuntivi per far funzionare il Piano straordinario per il lavoro anche e soprattutto al fine di difendere e rilanciare il settore manifatturiero della nostra regione.

Enrico Flamini – Segretario Provinciale Prc-FdS Perugia

 

PRC : “Inaccettabile tagliare ancora sugli enti locali, vergognoso l’intervento sulle pensioni”.

16 dicembre 2011

Luciano Della Vecchia

Il gruppo locale di Rifondazione non ha dubbi: No al Governo Monti. Il segretario Provinciale Enrico Flamini ha spiegato: “Le ricadute per la nostra Regione saranno pesantissime e a scontarlo saranno le classi sociali più deboli. Noi abbiamo 20 mila lavoratori in cassa integrazione ma la manovra non li va certo ad aiutare: abbiamo chiesto che l’Irpef si rivolga soprattutto a coloro che hanno guadagnato di più, in un ottica di solidarietà, ma per ora non siamo stati ascoltati. Nessuno tocca i privilegi della Casta, come dimostra il rinvio dell’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali”. “L’accanimento poi nei confronti delle Province è assurdo: perché disturbano tanto e non si pensa invece agli enti di secondo livello, spesso davvero inutili, i cui membri sono dei nominati e non degli eletti?” ha concluso Flamini. Dello stesso parere l’assessore provinciale ai Trasporti Luciano Della Vecchia: “Ulteriori tagli agli enti locali significano tagli ai servizi, diciamolo chiaramente. La manovra ha un carattere autoritario inaudito, non si è mai verificato che per decreto legge ai sciolga un assemblea eletta dal popolo. Si è visto solo ai tempi del Fascismo. Ora ci troviamo di fronte a un Governo nominato dalla Bce che ha commissariato il Parlamento. E la Provincia è un agnello sacrificale: se invece ritirassimo una piccola truppa dall’Afghanistan o comprassimo meno armamenti, allora sì che ci sarebbe un vero risparmio, altro che togliere un ente che fa servizio pubblico”. “Pensioni congelate, aumento dell’Iva, tassa ridicola sui capitali ‘scudati’: ecco i frutti di un Governo di emanazione padronale – ha ribadito il capogruppo in Provincia del Prc Luca Baldelli – non si tratta di un mero esecutivo tecnico, ma di un organo che nasce dagli ambienti internazionali della finanza speculativa, di una continuazione dell’operato di Berlusconi, che guarda caso infatti lo appoggia”. “Per quanto riguarda la chiusura delle Province – ha continuato Baldelli – parlano di privilegi coloro che da Roma prendono 70-80 volte di più di un consigliere provinciale. Noi abbiamo fatto un buon lavoro per la collettività: edifici scolastici a norma, controlli e tutela ambientale, Piani regolatori per i cittadini. La ricerca di un capro espiatorio ha portato e porterà ad una nuova barbarie”.

PRC, contro la manovra Monti-BCE, contro la disintegrazione del Welfare, al Fianco dei Lavoratori

8 dicembre 2011

Il circolo di Rifondazione Comunista di Panicale giudica la manovra economica che il Governo Monti si appresta a varare disastrosa, antisociale ed antidemocratica. Di nuovo si agevolano quei soggetti che nella crisi si sono arricchiti mettendo in atto atroci piani di speculazione, dandogli inoltre la possibilità di continuare ad accumulare capitale sulle spalle di chi lavora per pochi euro al mese e di chi è costretto a pagare tasse basate su aliquote vergognose, soprattutto se paragonate alla ridicola tassazione dell’1,5% sul rientro dei capitali illeciti. All’orizzonte nessuna patrimoniale che colpisca i parassiti che campano sulle grandi rendite, ne tantomeno la traccia di una tassazione sulle transazioni internazionali per chi specula sui mercati. In compenso ad aspettare al varco lavoratori, giovani e pensionati arrivano aumenti della benzina e reintroduzione dell’ici (maggiorata con la revisione degli estimi catastali). Secondo il Codacons per gli umbri la stangata sarà di 355 milioni e peserà per circa 1.580 euro su una famiglia media di 4 persone, il tutto mentre la Regione dell’Umbria (grazie alle precedenti manovre del governo Berlusconi) per il prossimo anno sarà in grado di garantire il 5% dei fondi rispetto all’anno scorso da investire nelle politiche sociali, determinando di fatto la disintegrazione del welfare, ciò contribuirà a mettere ancor di più in ginocchio le famiglie umbre che oltre a vedersi aumentate le tasse saranno costrette a fare i conti con una drastica diminuzione di servizi ed un’ imponente aumento della disuguaglianza sociale. Esprimiamo forte preoccupazione anche per l’area del Trasimeno, di cui il Comune di Panicale è capofila per quanto riguarda le politiche sociali e come forza di governo di quest’area ci chiediamo se dopo questa manovra criminale saremo ancora in grado di garantire servizi di qualità come è stato fatto fino ad oggi. Consapevoli inoltre del fatto che alcuni siti produttivi della zona sono in forte crisi, e che a pagare le conseguenze della mala gestione delle aziende saranno di nuovo i lavoratori, aderiremo allo sciopero proclamato dalla FIOM e dalla CGIL per il prossimo 12 dicembre, sempre più convinti che la difesa dei diritti e delle condizioni dei lavoratori sia l’unica strada concreta per uscire dalla crisi.

Sargentini Francesco – Segretario Rifondazione Comunista di Panicale

Congresso provinciale Prc di Perugia – Flamini rieletto segretario

1 dicembre 2011

Enrico Flamini

Si è svolto venerdì 25 e 26 novembre scorsi al Park Hotel di Ponte San Giovanni l’VIII congresso provinciale di Rifondazione comunista di Perugia. Il congresso ha visto la partecipazione di 114 delegati in rappresentanza dei 31 circoli della provincia di Perugia e ha definito, con 83 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti i compagni e le compagne che parteciperanno al congresso nazionale del Prc, che si terrà a Napoli il 2, 3 e 4 dicembre.

I delegati sono 12: Fabio Amato, responsabile esteri del Prc, Enrico Flamini, segretario provinciale, Amedeo Babusci, tesoriere provinciale, Marta Cardoni, del consiglio nazionale della Federazione della Sinistra, Marta Melelli, del coordinamento nazionale dei Giovani comunisti, Andrea Ferroni, coordinatore provinciale dei Giovani comunisti, Fabrizio Cerella, segretario del circolo di Perugia Centro, Oscar Monaco, segretario del circolo di Castiglione del Lago, Maura Coltorti, segretaria del circolo di Spoleto, Elisabetta Sgrignani, segretaria del circolo di San Giustino, Carlotta Fattorini, segretaria del circolo di Città della Pieve e Stefano Meacci, in rappresentanza del documento 2. Il congresso ha poi definito i 37 partecipanti al congresso regionale che il Prc dell’Umbria terrà entro i primi di marzo 2012 e gli 80 componenti il Comitato politico provinciale di Perugia. Al termine del congresso, si è riunito immediatamente il comitato politico che ha eletto segretario provinciale il compagno Enrico Flamini con 53 voti a favore e 4 astenuti e tesoriere provinciale Amedeo Babusci, con 57 voti a favore. La larghissima maggioranza ottenuta è frutto di un congresso provinciale caratterizzato da oltre 30 interventi e che ha visto approvare un unico documento conclusivo condiviso dalle due posizioni congressuali a confronto, con 87 voti favorevoli, 8 astenuti e nessun contrario.

Dal congresso del Prc è scaturita una proposta politica che mette al centro l’uscita a sinistra dalla crisi economica, finanziaria, produttiva e della democrazia, nella direzione di un’alternativa di società che si coniuga chiaramente con la riproposizione della “questione morale”. Per il Prc è ora il momento di passare da un generico antiberlusconismo che ha caratterizzato l’opposizione fino all’insediamento del governo Monti ad una chiara battaglia per l’eguaglianza e la giustizia sociale, e quindi una opposizione forte e cristallina contro tutti i provvedimenti che ripropongono le ricette neoliberiste che hanno causato la crisi. Dopo il fallimento delle politiche neoliberiste i governi sono intervenuti per salvare le banche e le finanziarie, contro tutti i dogmi del liberismo che ripugna l’intervento statale in economia. Adesso gli stesi tecnocrati neoliberisti chiedono un nuovo intervento dei governi per scaricare i costi del debito sui soliti noti: lavoratori dipendenti, pensionati, precari, ceti subalterni. Rifondazione comunista dice no a questo ricatto, e anche in provincia di Perugia si opporrà alle privatizzazioni dei servizi pubblici , al restringimento degli spazi democratici nelle assemblee elettive e alla cancellazione dei diritti del lavoro che l’UE ci vuole imporre. Per questo Rifondazione comunista avanza a tutte le formazioni politiche della sinistra e ai movimenti che, variamente organizzati, si pongono la necessità politica di costruire una sinistra ancora più forte ed incisiva nel nostro territorio, la proposta della costruzione di un polo della sinistra di alternativa. Per il Prc è necessario, infine, rafforzare a livello provinciale la Federazione della Sinistra pensandola come luogo di incontro e relazione, come leva di unità di azione tra tutti quei soggetti politici, sociali e di movimento che sono disposti a opporsi alle politiche neoliberiste imposte dalla BCE e dai tecnocrati dell’Unione europea, mettendo in campo un movimento di resistenza al tentativo in atto di svuotare la democrazia e le istituzioni locali, di creare un mercato liberalizzato dei servizi pubblici locali, di cancellare i diritti dei lavoratori.

 

STUFARA, VITALIZI CONSIGLIERI: “BASTA INDUGIARE, SULL’ABOLIZIONE È ORA DI PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI”

10 novembre 2011

“Oggi in Prima Commissione consiliare ho nuovamente richiesto l’immediata calendarizzazione e discussione della proposta di legge presentata dal nostro Gruppo sull’abolizione dei vitalizi
dei consiglieri regionali”. È quanto fa sapere, in una nota, il capogruppo di Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, Damiano Stufara evidenziando come “da tempo sollecitiamo il Consiglio regionale affinché si adoperi per risolvere virtuosamente una questione che da tempo chiama la politica umbra a misurarsi con la realtà vissuta dalla stragrande
maggioranza dei cittadini, per i quali i sacrifici e le rinunce vanno ormai ben oltre ogni ragionevole limite. Se dalle altre forze politiche – osserva Stufara – dovessero pervenire altre proposte, saremo ben disponibili a discuterne. È bene però ricordare che, mentre il tempo stringe, la nostra è l’unica proposta depositata, attraverso la quale sarebbe possibile abrogare già nel corso di questa legislatura l’istituto dei vitalizi”.  “Non vorremmo – spiega il capogruppo di Prc-Fds – che la montagna di propositi finora espressi da più parti finisca con il partorire il più
classico dei topolini. Siamo tutti chiamati – conclude – ad un’assunzione di responsabilità rispetto ad un vero e proprio privilegio, che nulla ha a che vedere con il funzionamento degli organismi democraticamente eletti”.

Flamini/Prc Perugia: L’Umbria ripubblicizzi l’acqua come a Napoli

31 ottobre 2011

Rifondazione Comunista di Perugia saluta con grande soddisfazione la ripubblicizzazione del ciclo integrato dell’acqua a Napoli. Il Consiglio Comunale partenopeo ha votato la trasformazione dell’azienda “Arin S.p.a.” in “Acqua Bene Comune Napoli”. In altri termini siamo di fronte alla costituzione di un soggetto pubblico che gestirà la risorsa idrica e la sua ripubblicizzazione. Nello statuto dell’azienda è anche presente il principio della democrazia partecipativa che prevede spazi di partecipazione diretta dei movimenti sia per l’indirizzo che per la gestione e il principio della gratuità del minimo vitale quotidiano, oltre ovviamente all’abolizione del 7% dei profitti. Riteniamo questo fatto di straordinario valore politico sia perchè attua di fatto il voto referendario di giugno, sia perchè inizia così un percorso generale per la ripubblicizzazione del servizio idrico nel nostro paese. È infatti la prima volta in Italia che viene dato seguito al referendum: proprio grazie all’abrogazione dell’articolo 23 bis del Decreto Ronchi diventa possibile la costituzione di un’azienda speciale come ente di diritto pubblico. Noi pensiamo che questa esperienza possa e debba essere ripresa. In questo senso rispetto all’attuale fase di discussione sulle riforme del sistema istituzionale regionale pensiamo che l’Umbria e le sue Istituzioni abbiano l’occasione concreta per ripubblicizzare il ciclo integrato dell’acqua. Ci rivolgiamo quindi alle altre forze politiche e sociali della sinistra e a tutti i comitati per fare in modo che anche la nostra regione segua l’esempio napoletano per andare nella direzione della gestione pubblica e partecipata del servizio idrico.

Enrico Flamini – Segretario Provinciale Prc Perugia

Foligno: INCONTRO PUBBLICO con il Segretario di Rifondazione Comunista PAOLO FERRERO

21 ottobre 2011

VIA GRAMSCI, TAVERNA RIONE AMMANNITI

venerdì 28 ottobre · 19.30 – 22.30
All’interno dei 4 giorni di Festa “AVANTIPOP!”,organizzata da Rifondazione Comunista, il Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista sarà intervistato da Cinzia Gubbini, giornalista de “IL MANIFESTO”.

A seguire I SEI OTTAVI IN CONCERTO!

Andrea Caprini candidato sindaco a Todi?

11 ottobre 2011

Andrea Caprini

La notizia era nell’aria, soprattutto dopo i comitati nati: Andrea Caprini rompe gli indugi e fa il passo in avanti. Sarà lui l’uomo che correrà alla primarie per la Federazione della Sinistra, ovvero per Rifondazione comunista e Comunisti italiani. Ecco il comunicato La Federazione della Sinistra di Todi, forte del sostegno manifestato da tanti cittadini, degli appelli promossi dal comitato Todi 2.0 e dal laboratorio Krisis, designerà candidato alle primarie del centrosinistra del 27 novembre 2011 il consigliere comunale Andrea Caprini. Abbiamo condiviso con convinzione la scelta delle primarie quale strumento per l’ individuazione del candidato sindaco che sfiderà il centrodestra nelle amministrative del prossimo anno. Analogamente riteniamo Andrea Caprini capace di competere lealmente con gli altri candidati per rendere l’appuntamento del 27 novembre una festa della democrazia e della partecipazione, oltre a rappresentare il primo passo per vincere le elezioni comunali. Avviamo così un percorso politico che vada oltre le primarie, in stretta collaborazione con le soggettività che si riconoscono nella candidatura di Andrea Caprini, aperto a tutti coloro che ritengono necessario, soprattutto a livello locale, mettere da parte barriere e steccati per la costruzione di una sinistra unita, più forte, autorevole, in grado di dare risposte concrete ai cittadini che stanno pagando il prezzo di una crisi di cui non hanno alcuna responsabilità. Saremo impegnati nei prossimi giorni, insieme a Todi 2.0, Krisis e a tutti i cittadini che vorranno contribuire, nell’elaborazione di una proposta politica all’insegna della difesa del lavoro e dei beni comuni, per il potenziamento dei servizi sociali e delle politiche giovanili e culturali, coerente con i principi programmatici sottoscritti dalla coalizione e che verrà resa nota con l’ufficializzazione di tutti i candidati alle primarie del 27 novembre.

Prc Perugia: Soddisfazione per l’operazione antimafia in Umbria

15 settembre 2011

Esprimiamo la nostra grande soddisfazione per l’operazione di Finanza e Carabinieri che ha portato alla luce le preoccupanti, e da noi già denunciate, infiltrazioni mafiose nella nostra regione. Ciò che è avvenuto a Ponte San Giovanni dimostra quanto lungimirante fu la richiesta di Rifondazione Comunista di istituire una Commissione regionale ad hoc. Quello che ne emerge è una realtà inquietante che non deve assolutamente far abbassare la guardia alle Istituzioni : l’Umbria, infatti, da dopo il terremoto, come dimostrano numerose inchieste svolte, è stata terreno di conquista per organizzazioni malavitose che hanno visto nello sviluppo edilizio della regione la possibilità per aumentare i propri business finanziari. La nostra preoccupazione ora va al quartiere di Ponte San Giovanni e alle opere di urbanizzazione che rischiano di subire un freno trasformando la zona in un perenne cantiere aperto. Ricordiamo che l’amministrazione comunale ha garantito non solo il termine lavori di tutta l’area “De Megni- Margaritelli” entro il 2016 ma l’accelerazione di quelle opere che oramai sono indispensabili per la viabilità e mobilità di tutto il quartiere. Ricordiamo il progetto del sottopasso tra via Adriatica e via Manzoni, le nuove rotonde, le corsie di alleggerimento del traffico che oggi è maggiore di quello che l’area potrebbe supportare e i 10mila mq di parcheggi. Su queste questioni chiediamo risposte certe perché non siano più i cittadini di Ponte San Giovanni a pagare le scelte scellerate di chi ha immaginato una città fatta di cemento, senza preoccuparsi del rischio che ciò avrebbe causato con le organizzazioni mafiose sempre alla ricerca di buoni investimenti per riciclare e aumentare i propri denari.

 Enrico Flamini, Segretario Provinciale Prc Perugia

Claudio Torcolo; Segretario Circolo Prc Ponte San Giovanni

Rifondazione comunista Perugia: Stamattina abbiamo contestato la Marcegaglia

14 settembre 2011

Ci siamo stati perchè cogliamo un elemento positivo nella mobilitazione della Cgil contro l’articolo 8 della manovra del governo che manomette di fatto lo Statuto dei diritti dei lavoratori. In Umbria e nella nostra provincia  le ricadute della crisi sui lavoratori, sul sistema d’istruzione, sull’Università e sull’apparato produttivo stanno determinando un allargamento pesante della povertà. Dopo lo sciopero generale e alla vigilia della grande mobilitazione del 15 ottobre, Rifondazione comunista e i Giovani Comunisti di Perugia insieme alla Cgil e ai lavoratori hanno “accolto” la Marcegaglia con un sit-in improvvisato contro la manovra e contro la manomissione dello Statuto dei diritti dei lavoratori.

Enrico Flamini, Segretario Provinciale Prc-FdS Perugia

Andrea Ferroni, Coordinatore Provinciale Giovani Comunisti Perugia

Rifondazione Comunista attacca il Vescovo Mons. Paglia

1 settembre 2011

da Umbria Left – 31 agosto 2011

Ancora una volta il dibattito sul futuro del nostro territorio, giunto ad un punto cruciale per l’effetto congiunto della crisi economica e delle politiche classiste ed antidemocratiche del governo, si è trasformato per qualcuno in un’occasione propizia per esprimere sentenze utili solo alla difesa delle proprie prerogative, senza nessuno scrupolo nei confronti di verità troppo scomode per essere affrontate. Ci riferiamo alle esternazioni del Vescovo Paglia, che con il suo contributo nel Consiglio provinciale aperto di Lunedì scorso ha inteso descrivere ancora una volta una città e un territorio “piccoli e soli”, entrando in pieno nel dibattito sul riassetto istituzionale della nostra Regione; non ci è dato sapere se anche l’Umbria sia per il Vescovo troppo “piccola e sola”, ma ci sembra evidente come la Curia sia favorevole a rimescolamenti geografici che guardino più a Roma che a Perugia. Se però è su questo terreno che il Vescovo di Terni vuole proporre delle riflessioni, allora sarebbe corretto affrontare i problemi della nostra drammatica attualità nella loro interezza, magari dando delle risposte su temi che sono di diretto interesse della Curia.  Cosa pensa il Vescovo dell’esenzione dall’Ici di cui gode la Chiesa? Stando alla legge, la Chiesa deve pagare l’Ici solo su quegli immobili nei quali vengono svolte attività «esclusivamente commerciali»; tuttavia è lei stessa ad autocertificare la destinazione d’uso dei beni. Che giudizio dà il Vescovo di un sistema che difende la libertà d’impresa e condanna alla miseria i lavoratori? Basell è da biasimare o da espropriare?

Commento:

L’attacco alla Chiesa cattolica e al Vescovo Paglia da parte di Rifondazione Comunista attraverso il sito Umbria Left fanno vergognare. Se c’è una persona in Umbria che si spende con tutte le forze (e non sono poche) per aiutarci ad alleviare le sofferenze di chi è in difficoltà o di chi è senza lavoro questo è il Vescovo Vincenzo Paglia, che è anche Presidente della CEU (Conferenza episcopale Umbra) e quindi il capo della Chiesa Umbra. Se non fosse stato anche per il suo impegno forse molte vicende legate al futuro dell’Umbria non avrebbero avuto soluzione, a cominciare dalla crisi della TK – AST del 2004. Al contrario, se avessero prevalso le idee di Rifondazione Comunista e della parte più oltranzista della CGIL a cui Rifondazione fa riferimento ci sarebbero il doppio di disoccupati. Ci aspettiamo che la Marini e Brega si dissocino da questa linea che rischia di far rimanere l’Umbria ancora più sola in un momento delicatissimo come quello che stiamo attraversando.

Raffaele Nevi –  Presidente gruppo PdL Regione Umbria

Scuola Nazionale di formazione politica Gc Sinistra Comunista

19 luglio 2011

24-28 agosto 2011 – Poggibonsi (SI)

Le lezioni e  il dibattito conclusivo avranno  un profilo di altissima qualità  grazie al coinvolgimento di relatori importanti che hanno mostrato un forte interesse al  progetto politico di Rifondazione Comunista.

Introdotti da Arianna Mussi – responsabile nazionale per la formazione e moderati da Daniele Maffione –  coordinatore nazionale Giovani Coministi, saranno presenti fra gli altri:

Giorgio Cremaschi –  Fiom, Luciano Della Vecchia – assessore provinciale trasporti Perugia, Katia Bellillo – già ministro della Repubblica,

NEVI (PDL):Il piano triennale delle politiche industriali figlio della cultura ex comunista

19 Mag 2011

Raffaele Nevi –  Presidente gruppo PdL Regione Umbria

Il piano triennale delle politiche industriali discusso ieri in II commissione è un documento che rischia di essere un libro dei sogni se la Giunta Regionale non decide – come stanno facendo molte Regioni italiane – di cambiare impostazione e finalmente liberare risorse da mettere a disposizione dello sviluppo, smobilitando il “Moloch” della spesa pubblica improduttiva e puntando, come noi diciamo dall’inizio della legislatura, alla costruzione di un patto strategico per lo sviluppo che metta insieme il sistema istituzionale con camere di commercio e fondazioni bancarie. Questo documento invece tenta, per l’ennesima volta, di scaricare sul Governo tutte le colpe ed evitare di affrontare il tema vero che è proprio quello di ripensare totalmente il modo di spendere soldi pubblici puntando decisamente allo sviluppo e alla competitività.

In questo documento c’è poi la folle scelta di far diventare Sviluppumbria un ente che si occupa di tutto e di più con prevedibili ulteriori irrigidimenti e aumento di costi e burocrazia. Occorre, al contrario, snellire, sburocratizzare, avendo anche il coraggio di aprirsi al privato ed esternalizzare alcuni servizi – ad esempio quello del marketing territoriale – mettendo la materia in mano a professionisti specializzati con risultati verificabili sul modello di quanto stanno facendo altre Regioni, da ultima, la Regione Toscana. Se questa impostazione non cambierà ci opporremo con forza a questo documento che nasconde, neanche tanto bene, quella antica visione, tipica della cultura ex comunista, di un sistema pubblico che fa tutto, che è superata dalla storia, e che rischia di non far cogliere all’Umbria quei timidi segnali di ripresa che pure ci sono. Abbiamo invece apprezzato la scelta che è scritta nel documento di non accogliere la proposta di Rifondazione Comunista di una nuova legge sulle delocalizzazioni che sarebbe un atto di guerra e produrrebbe immediatamente la fuga delle imprese.

Vedremo però se il diktat di Rifondazione Comunista di ieri mattina di cambiare il documento farà cambiare idea all’Assessore Rossi che è tradizionalmente, vista la sua provenienza, molto sensibile alla parte sinistra della coalizione che si va rafforzando sempre di più, anche alla luce dei risultati delle elezioni amministrative.

Militare morto in Afghanistan: PdL atto vergognoso e irrispettoso di Rifondazione Comunista e parte del PD

28 febbraio 2011

Un militare italiano, il tenente Massimo Ranzani, è morto e altri quattro sono rimasti feriti

Massimo Ranzani il militare deceduto

nell’ovest dell’Afghanistan in un attentato rivendicato dai talebani. Il convoglio con a bordo i militari rientrava dopo una operazione di assistenza sanitaria

“Vergognoso e di cattivo gusto” è il commento del gruppo del PdL al Comune di Perugia sul comportamento dei Consiglieri del PRC e di uno del PD che rifiutano di alzarsi al richiamo del Presidente del Consiglio Comunale per un minuto di silenzio in commemorazione del militare ucciso questa mattina in missione di pace in Afghanistan. “Indipendentemente dal fatto che si possa essere favorevoli o meno alla presenza militare italiana in missioni militari – spiegano dal PdL – c’è stata la più totale mancanza di rispetto nei confronti di un militare italiano ucciso nell’espletamento del proprio dovere. Oltretutto il nostro militare è stato colpito in un vile attentato, dopo aver compiuto un’operazione di assistenza medica alla popolazione locale. Siamo vicini alla famiglia della vittima, agli altri 4 soldati rimasti feriti e a tutti i nostri uomini – concludono gli esponenti del PdL – impegnati, lontano da casa, nelle missioni per riportare pace e democrazia nel mondo”.

La Nota di Maurizio Ronconi – UDC

16 febbraio 2011

Valutazione positiva sulla riattribuzione delle deleghe da parte del Presidente della Provincia di Perugia dopo le dimissioni dell’assessore Granocchia.

La riattribuzione delle deleghe permette un sia pur modesto “dimagramento” del numero dei componenti della Giunta provinciale e, come dato politico, evita la presenza di un assessore di Rifondazione Comunista.

Se tale scelta dovesse essere confermata nel tempo, pur mantenendo ciascuno il proprio ruolo, sarebbe giudicata positivamente  e potrebbe determinare un diverso atteggiamento dell’UDC.

Maurizio Ronconi

Crisi/ Paola Bianchi (Prc) risponde a Ugl: “Assurdo che Gaudiosi parli dall’esterno

7 febbraio 2011

di Paola Bianchi

Paola Bianchi

E’ veramente singolare il ragionamento sviluppato del segretario regionale dell’Ugl Enzo Gaudiosi nell’articolo “Ugl: Crisi e disoccupazione, il sindacato faccia autocritica e si ponga su un fronte unitario”.
Trovo bizzarro il fatto che egli parli del sindacato ponendosene all’esterno, quasi che le dinamiche sindacali lo riguardassero solo da “semplice spettatore”.
Si è forse dimesso dal suo incarico?
Fa inoltre riferimento a impostazioni ideologiche di non ben precisate entità sindacali regionali, come se fosse un novello, a cui è sconosciuta l’origine (CISNAL) e la sponda politica (destra, anche estrema) della UGL!
La sua segretaria nazionale, fino a pochi mesi fa, era la Polverini, oggi presidente della Regione Lazio col sostegno di tutta la destra politica, compresa quella più estrema. La stessa Polverini che è inseguita da denunce e inchieste varie per aver taroccato (di 10 volte!) il tesseramento dell’Ugl nazionale e per l’uso del saluto romano in alcune sue uscite pubbliche.
Gaudiosi auspica l’ “unità dei lavoratori” nelle aziende. Bella faccia tosta! La sua organizzazione sta introducendosi nei posti di lavoro, spesso subdolamente, altre volte con l’uso della retorica demagogica del “nuovismo” e facendo leva proprio sulla politica, generando nuove divisioni e spaccature fra i lavoratori, schierandosi sempre con chi propugna il corporativismo, cioè la falsa “comunanza di interessi” fra lavoratori e padroni.
Insomma, un’auspicata “unità” e “responsabilità di altri” per le divisioni. Perchè non fa nomi cognomi? Perché non nomina sigle e anche qualche esempio concreto, a sostegno di quello che dice ( invece di prendersela) come ormai di moda, con la vicenda Merloni?
Purtroppo per lui, nelle aziende, tra i precari, fra gli studenti e i pensionati, noi (PRC) ci siamo e ci battiamo per i loro interessi ogni giorno. Osserviamo anche gli effetti perniciosi della retorica sull’unità esibita da quanti non si fano scrupoli di strumentalizzare le difficoltà economiche e sociali dei lavoratori.
Che ne pensa Guadiosi di sottoporre al vaglio e al voto delle assemblee dei lavoratori sia le piattaforme che gli accordi sindacali? Si accorgerebbe che gli accordi sulla flessibilità che i suoi accettano dappertutto non sono affatto graditi da chi lavora e risolvono solo i problemi dei padroni. Che ne pensa Gaudiosi della necessità di una legge sulla rappresentanza sindacale?
Che ne pensa Gaudiosi della firma apposta dell’Ugl su accordi che, come quello di Mirafiori, e violano le leggi e la Costituzione di questo Paese? Pensa veramente Gaudiosi che piegare la Cgil o i Sindacati di Base al diktat dei padroni possa risolvere la crisi umbra, quella italiana e quella di tutto il sistema capitalista?
La disoccupazione, soprattutto quella giovanile, oggi, è un grande problema.
Da un dirigente come Gaudiosi ci si aspetterebbe che un sindacalista con responsabilità a livello regionale, ad esempio, proponesse una riflessione su temi quali la riduzione della giornata lavorativa e la redistribuzione del lavoro all’interno della forza lavoro per raggiungere la piena occupazione.
O ancora e molto opportunamente sull’istituzione di un reddito di cittadinanza/esistenza (un unico, semplice, ammortizzatore sociale) per chi perde momentaneamente il lavoro o ancora non riesce ad accedervi. O che provasse a mettere in discussione l'”assioma” dell’inevitabilità dell’innalzamento dell’età pensionabile.
E, infine (ma l’elenco è semplicemente indicativo e non esaustivo), che proponesse una serie di dispositivi per indurre/incentivare le aziende ad investire sulla tecnologia in favore della sostenibilità ambientale e sulla qualità di queste, previligiando ogni progetto a favore dei giovani, contrastando, per legge, le delocalizzazioni.
Tutto questo, come ben sa Gaudiosi, sarebbe facilmente finanziabile con una seria politica fiscale (47% di aumento dell’evasione solo quest’anno!!) o con l’annullamento delle spese militari per i teatri di guerra in cui l’Italia è coinvolta.
Aperture di altri tavoli (da picnic…), appelli e dichiarazioni di ipocrita indignazione sulle “immotivate contrapposizioni ideologiche” e sulla “politicizzazione del problema del lavoro” sono solo ciarle sindacalesi, e, si sa, le chiacchiere non producono nulla! Certamente nessun posto di lavoro in lavoro in più…

Maltempo, l’appello di Goracci incredibilmente, completamente ignorato dall’informazione umbra

30 novembre 2010

Il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Orfeo Goracci, a seguito del maltempo che sta interessando l’Umbria da diversi giorni, torna a chiedere alla Giunta regionale “il livello attuale di esposizione ai rischi idrogeologici in Umbria, anche con riferimento alle politiche attuate nel tempo ed agli investimenti prodotti dalla Regione, dalle Province, dalle Comunità Montane, dalle Autorità di bacino e dai Comuni interessati”. In sostanza, Goracci ribadisce quanto chiesto all’Esecutivo regionale a metà novembre attraverso una specifica interrogazione “completamente ignorata dall’informazione umbra e questo stride con quello che in questi ultimi due giorni ed in queste ore abbiamo visto e letto”.

Vinti:”Il rilancio del settore delle costruzioni passa attraverso grandi investimenti statali”

23 novembre 2010

Stefano Vinti –  assessore regionale alle politiche abitative e ai lavori pubblici

Stefano Vinti

Il settore delle costruzioni e quello dei lavori pubblici sono profondamente colpiti dalla crisi economica e finanziaria che ha investito le economie mondiali e non ha risparmiato quella del nostro paese e tantomeno quella umbra.
I dati che ha diffuso l’Ance in questi giorni sono estremamente preoccupanti: gli investimenti nel settore delle costruzioni diminuiranno nel 2010 del 6,4%, mentre per il 2011 non si prevede nulla di buono, ma una ulteriore flessione del 2,4%, nonostante le tante voci governative che vedono la ripresa dietro l’angolo. Complessivamente nel quadriennio 2008-2011 la caduta degli investimenti sarà del 17,8%, per una perdita totale di circa 29 miliardi di euro.
La crisi travolge il comparto delle nuove costruzioni, che nei quattro anni considerati dalla rilevazione, subiscono una flessione del 34%, mentre il solo dato positivo interessa gli investimenti nel recupero abitativo, cioè fondamentalmente le ristrutturazioni incentivate con l’ecobonus che il governo voleva cancellare nella legge di stabilità e che invece sono state riproposte anche per il prossimo anno, sebbene il recupero dei soldi sia ora previsto in 10 anni anziché in 5.
Per quanto riguarda i lavori pubblici, l’Ance rileva che negli ultimi sette anni (dal 2005) vi è stato un crollo del 32%, un dato confermato anche dall’analisi della legge di stabilità, che segnala una diminuzione degli stanziamenti nel triennio 2009-2011 del 30%.
Se le imprese vivono forti sofferenze, il 49%, cioè la metà delle imprese associate a Ance dichiara di operare in una fase di recessione, per i lavoratori il bilancio è pesantissimo: dall’inizio della crisi il settore delle costruzioni, considerato anche l’indotto, ha perso circa 250 mila occupati, e per la fine del 2011 le stime sono ancora più preoccupanti, visto che si prevede di arrivare ad una perdita complessiva di 290 mila posti di lavoro.
Di fronte a questi numeri, che fotografano impietosamente gli effetti di una crisi che c’è, è forte e si vede, e coinvolge un settore che tradizionalmente in tutti i periodi di crisi svolge un ruolo anticiclico, non possiamo che dichiarare fallito il cosiddetto Piano casa del governo Berlusconi e la conseguente attuazione e territorializzazione degli interventi che doveva avvenire con i Piani Casa regionali. Due dati sono sufficienti a suffragare questo fallimento: le domande di ampliamento nel Lazio sono state sette, mentre in Lombardia una ventina (fonte L’Unità).
Questa situazione rende evidente un fatto: la crisi non si affronta soltanto con slogan e refrain ripetuti all’infinito – del tipo l’impresa in un giorno, premialità, incentivi, semplificazione, snellimento delle procedure, sburocratizzazione – ma con interventi realmente efficaci, individuando con programmi seri obiettivi e settori di intervento, e soprattutto mettendo a disposizione risorse e stanziamenti per gli investimenti.
Il governo farebbe bene a investire sull’edilizia residenziale pubblica, invece di ridurre a zero il trasferimento delle risorse, con un vero Piano per l’edilizia pubblica, e dovrebbe mettere a disposizione risorse per la riconversione ecologica più ampia possibile delle abitazioni e delle costruzioni nel nostro paese, incentivando il ricorso alle innovazioni tecnologiche nel campo del risparmio energetico, delle bioarchitettura, della casa ecologica.
Senza investimenti statali nel campo dell’edilizia e dei lavori pubblici non si esce dalla crisi, ma anche le imprese devono fare la loro parte, privilegiando il più possibile i processi di aggregazione e puntando con forza sullo sviluppo tecnologico.

 

UNIVERSITÀ: “SERVE UN’INIZIATIVA ISTITUZIONALE NEI CONFRONTI DELL’ATENEO PERUGINO PER RIEQUILIBRARE L’OFFERTA FRA CAPOLUOGO E TERNI

16 novembre 2010

“Nel momento di maggior difficoltà per il mondo accademico, messo a dura prova dai tagli
governativi al fondo ordinario delle università, è necessaria un’iniziativa istituzionale nei confronti dell’Università di Perugia per riequilibrare l’offerta didattica fra le sedi di Perugia, Terni e Narni, ma necessario anche a farsi carico di ripartire in modo equo i sacrifici, salvaguardando il lavoro fin qui fatto”.  La proposta è rivolta alla Giunta regionale dal capogruppo di Prc Damiano Stufara, in un’interrogazione question-time che fa riferimento, al corso di laurea di Scienze per l’investigazione e la Sicurezza di Narni, e più in generale all’esigenza “di assicurare piena agibilità alle strutture  in essere nel polo scientifico didattico di Terni e Narni”. Stufara che inquadra la sua richiesta di riequilibrio per “perseguire un nuovo modello di sviluppo in Umbria”, chiama in causa il comportamento dell’Ateneo perugino sulle scelte fatte,  “senza valide motivazioni”, dopo aver raggiunto nell’estate scorsa “un difficoltoso riassetto dell’offerta universitaria nella Conca ternana, incentrato sul mantenimento dei corsi di medicina, ingegneria, economia e scienze dell’investigazione, e sul ridimensionamento di scienze politiche e del Dams”. In particolare Stufara critica la “istituzione presso la sede di Perugia del Corso di laurea magistrale in ricerca sociale per la sicurezza interna ed esterna, che costituisce il naturale completamento del corso triennale già in essere a Narni, considerato uno dei corsi di maggior pregio presenti nel ternano”. Il capogruppo di Prc sostiene anche che a Terni, “permane lo stato di chiusura della nuova sede di medicina, di cui si è avuta dopo mesi di ritardi un’inaugurazione fittizia” in quanto solo a novembre è stata dotata della fornitura termica da parte della Azienda ospedaliera, ma che al momento non è dato sapere quando sarà effettivamente utilizzabile”. Nel merito dei tagli e dei conseguenti sacrifici da affrontare. Stufara ricorda che nel prossimo triennio il governo ha deciso di ridurre progressivamente i trasferimenti del Fondo funzionamento ordinario delle università italiane da un meno 4,3 per cento di quest’anno, al meno 18,1 nel 2011 fino al 19,1 del 2012.

PRC e la schizofrenia del PDL

31 ottobre 2010

Coordinamento Comunale PdL Perugia 

In relazione all’accusa di schizofrenia del PdL , rilanciata ai media dal capogruppo Prc in regione, il coordinamento comunale Pdl di Perugia precisa che gli appartenenti al Pdl, a suo dire oltretutto poco informati, sono ancora mentalmente sani e ben consapevoli delle iniziative che si intraprendono a livello nazionale o locale.
Piuttosto sembra invece pretestuoso paragonare l’afflusso turistico di una città, per quanto bellissima, come Perugia, con il turismo della capitale o di una intera regione quale il Veneto il cui capoluogo si chiama Venezia.
Il paragonarsi a queste località nell’applicazione di una tassa, seppur quasi simbolica, non sembra invece tener conto della realtà turistica umbra e perugina in particolare; la stessa Confesercenti, nel suo dire no al pagamento dell’obolo, sottolinea una occupazione media delle camere estremamente bassa, per cui una richiesta in tal senso produrrebbe un disincentivo estremamente dannoso per un turismo già in difficoltà.
Invece di promuovere Perugia e la sua immagine, la si vuole ancora relegare a città di secondo piano e proponendola ai tour operator come città “esosa”, vuoi per tutta la discussione sui biglietti APM, vuoi, appunto, per la tassa sul soggiorno, perché di questo si tratta.

TICKET PER I TURISTI?: Prima fermare quello al Silvestrini.

27 ottobre 2010

Prisco (PdL): “La Sinistra ogni giorno inventa un nuovo balzello”.

“Un euro a Turista? Prima fermiamo il pagamento del parcheggio dell’Ospedale. Ogni giorno la sinistra in questa città inventa una nuova tassa.” Così interviene Emanuele Prisco, consigliere comunale del PDL, sulla proposta di Rifondazione Comunista di far pagare un ticket ai turisti che arrivano a Perugia.

Emanuele Prisco

“E’ certamente impensabile far cadere dall’alto scelte di questo tipo senza un confronto a 360 gradi con gli operatori economici,  – continua Prisco – dopo che, con l’aumento dei parcheggi, quello degli autobus, la chiusura del centro storico, l’economia legata al centro storico vive una forte crisi”. “Quando la sinistra dice che questa misura non ricadrebbe sui perugini, dimentica che gli operatori turistici ed economici della città, in questa città ci vivono e già pagano gli altri rincari voluti da questa sinistra.”

C’è da fare poi un’attenta valutazione sul tipo di turismo legato alla nostra città che, se si escludono i grandi eventi, è di solito cosiddetto “mordi e fuggi” e spesso legato ad altre mete vicine. “Esiste quindi il rischio  – commenta Prisco – che diventi solo “fuggi”, con un ulteriore colpo al sistema turistico locale, il cui rilancio è tempo che diventi una priorità nell’agenda della Giunta comunale, perché l’economia cittadina non può più attendere.”

Risposta a Mary Mancinelli sulla inutilità della “piazza” per “difendere i diritti”

15 ottobre 2010

Gentile Sig.ra Mancinelli,

non mi pare che la signora Fuccelli abbia fornito indicazioni in merito all’individuazione di capitoli di spesa da tagliare.Mi pare al contrario che abbia espresso una lagnanza, tout court. Al ché mi è apparso doveroso indicare il vero responsabile dei tagli ai trasporti pubblici, ossia il Governo centrale, che sta mettendo in ginocchio molti Comuni. Dopodiché,  la Sua sollecitazione a ridurre gli sprechi mi invita “a nozze” dal momento che il mio partito (Rifondazione comunista) è in prima linea nella lotta ai privilegi e agli sprechi, senza gli accenti demagogici e velleitari oltreché rozzi che caratterizzano le esternazioni di altre formazioni politiche o di comitati.Sono certa che un’osservatrice attenta e impegnata come Lei ne sarà al corrente.La prego quindi di collaborare e – già fin da ora – indicare qui, in risposta al mio commento, quali tagli Lei sarebbe disposta ad effettuare. Ciò premesso, mi consta sottoporre alla Sua attenzione il fatto che comunque i tagli imposti dal Govenro (che però finanzia spese altissime per il nucleare e per la Guerra) vanno ad aggredire e a ridurre ogni servizio pubblico ed ogni forma di tutela (asili, servizi di assistenza alla persona, edilizia residenziale pubblica, sanità, istruzione, etc). La manifestazione di domani, pertanto,  si pone come un primo atto di resistenza contro questa pratica dell’attacco ai diritti costituzionalmente garantiti. Non Le sfuggirà che a braccetto di una ipocrita retorica sulla famiglia vengono imposti riduzioni dei tempi di vita, della libertà e dei diritti minimi dei lavoratori, in particolare di quelli più sfruttati nel corpo, come gli operai.E che proprio sui ceti più deboli si sta giocando cinicamente una partita a Risiko per renderli schiavi.Non le sfuggirà il fatto che questo Governo sta privatizzando tutto ciò che appartiene alle nostre comunità a beneficio di pochi.Ebbene contro tutto questo e molto altro, domani  manifesterà a Roma la FIOM e manifesteremo tutti noi cittadini consapevoli e lucidi. Per sollecitare una coscienza critica annacquata se non annichilita e per riappropriarci del senso vero della libertà che è “partecipazione” alle scelte che ci riguardano come cittadini e come persone, fuori da un’ottica ideologica meramente consumeristica che vorrebbe vederci solo come – appunto – consumatori e non come persone con diritti e dignità elaborate in una propsettiva che non è solo di consumo. Convinta che la Sua risposta sarà circostanziata e puntuale, sono a porgerLe distinti saluti.

Paola Bianchi

SCIOPERO FIOM: ADESIONE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DELL’UMBRIA ALLA MANIFESTAZIONE DI DOMANI A ROMA

15 ottobre 2010

“Ieri i lavoratori della Merloni hanno riproposto la questione che riguarda la vertenza  sulla loro azienda, mentre a Roma gli studenti manifestavano contro la riforma universitaria. E domani un milione di persone sono attese all’appuntamento principale della

Luciano Della Vecchia

protesta, a testimonianza che, al di là del dibattito politico ufficiale, il lavoro è la prima priorità per gli italiani e la Fiom è isolata dalle istituzioni ma non nella società. Noi siamo con l’Italia che non si piega”. Così il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Damiano Stufara, ha annunciato l’adesione allo sciopero di domani, sabato 16 ottobre, indetto dalla Fiom, nella conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo Cesaroni ed alla quale erano presenti il vicepresidente del Consiglio, Orfeo Goracci, i segretari provinciali del Prc di Perugia e Terni, Enrico Flamini e Angelo Morbidoni ed il responsabile regionale Lavoro, Luciano Della Vecchia.
“L’adesione allo sciopero di domani da parte del nostro gruppo consiliare è totale – ha detto Stufara – perché c’è la necessità di costruire una opposizione sociale alle politiche del Governo. Per contrastare la logica di Marchionne e di chi lo emula nello smantellare il contratto collettivo
nazionale di lavoro con la contrattazione individualizzata, dove l’unico soggetto che detta le condizioni è l’impresa e gli altri soccombono”. “Noi – ha spiegato Stufara – vogliamo fare come in Germania, dove una grande azienda  come la Siemens, con centinaia di migliaia di occupati,
rispetta il patto con il quale si impegna a licenziare solo in accordo con le organizzazioni sindacali. Oggi, in Italia, la questione sociale, quindi le problematiche legate al lavoro, e la questione democratica, vale a dire il rispetto della Costituzione, sono due facce della stessa medaglia”.

Guinza, Convocazione Ministro Matteoli: “Adesso, subito un percorso per il finanziamento dell’opera”

29 settembre 2010

BALDELLI: “Si deve procedere così anche per la Perugia Ancona, l’Umbria deve uscire in blocco dall’isolamento”

E’ la ratifica di un successo non scontato della manifestazione di protesta – è il commento del Vice capogruppo Pd alla Provincia di Perugia Luca Secondi, appresa la notizia della convocazione del Ministro dopo l’occupazione della Guinza –   che ha visto protagonisti le Province di Perugia, Pesaro e Urbino e  Arezzo. Il mio auspicio è che la convocazione da parte del Ministro Matteoli non si esaurisca con un’estemporanea risposta mediatica senza un seguito operativo”. Piena soddisfazione per aver raggiunto questo obiettivo è stata espressa dal capogruppo Prc alla Provincia Luca Baldelli che sarà presente a Roma con il Presidente Guasticchi. “E’ il risultato della nostra mobilitazione – ha detto Baldelli – accanto alla iniziativa per la Guinza dobbiamo metterne in campo un’altra analoga per la Perugia Ancona. Per questo ho già presso contatto con l’Amministrazione di Valfabbrica: l’Umbria deve uscire tutta in blocco dall’isolamento”.  “E’ il risultato di un importante lavoro – ha commentato l’Assessore al turismo e ambiente Roberto Bertini – anche il Ministro si rende conto dell’importanza i questa infrastruttura  trasversale della penisola. Speriamo in un primo finanziamento che permetta di completare il collegamento con la E 45: una svolta per l’economia e il turismo del nostro territorio”. “Matteoli – ha aggiunto l’Assessore provinciale ai trasporti Stefano Feligioni – ha valutato la necessità di sentire le Regioni e le Province che sono state gli Enti capofila per la rimessa in discussione della ‘Due Mari’: il primo obiettivo è raggiunto. Adesso si spera che il prossimo 13 ottobre si riesca ad ottenere dal Ministro un percorso per il finanziamento dell’opera che ci consenta di rimettere a gara i tratti mancanti e di mettere in  funzione la Galleria della Guinza. Per noi si tratta di un’infrastruttura strategica che ci consente di collegare tutta l’Italia centrale con le zone portuali di  Grosseto e Fano”. Per Franco Granocchia, capogruppo IdV alla Provincia di Perugia, “la protesta messa in atto alla galleria della Guinza dimostra ancora una volta come l’unità in difesa dei diritti dei cittadini e dei loro interessi sia l’unica mossa vincente che le amministrazioni possono mettere in atto”. “Uscire dai campanilismi e ragionare in una visione di Italia Mediana – sottolinea Granocchia – è la vera scommessa delle nostre azioni politiche. Non arrendersi e pretendere dal Governo Centrale il completamento della E78, è questo quello che adesso ci aspettiamo dall’incontro con il Ministro Matteoli.”

Un Comitato unitario per la manifestazione del 16 ottobre con la Fiom.

24 settembre 2010

Riceviamo da Paola Bianchi e volentieri pubblichiamo

Lettera di Luciano Della Vecchia, Segreteria Regionale Prc Umbria – Responsabile Lavoro

Luciano Della Vecchia, responsabile regionale lavoro del Prc scrive alle forze politiche del centrosinistra, a quelle democratiche e progressiste, e alle associazioni, per costituire in Umbria un comitato unitario a sostegno della manifestazione della Fiom del prossimo 16 ottobre. Pubblichiamo le due lettere.

Luciano Della Vecchia

Cari compagni ed amici, come sapete la Fiom Cgil ha indetto per sabato 16 ottobre una manifestazione nazionale a Roma “per il lavoro, i diritti, la democrazia e la riconquista di un vero Contratto nazionale, aperta alla partecipazione sociale e dell’opinione pubblica”. Una manifestazione che pensiamo rappresenti un avvenimento rilevante sul piano sociale. Occorre, infatti, una risposta forte contro l’idea di impresa di Fiat e Marchionne: basti pensare alla recente disdetta del contratto nazionale dei meccanici avvenuta per mano di Federmeccanica, all’accordo di Pomigliano, al destino di Termini Imerese.

Non solo. Il disegno eversivo e sfrontato di Governo e Confindustria si sostanziano nel voler cancellare il contratto nazionale di lavoro, lo Statuto dei lavoratori e il diritto di sciopero. Un attacco generale e senza precedenti alla Costituzione e ai diritti.

Paola Bianchi

Anche dalla nostra regione così duramente colpita dalla crisi economica, può e deve partire il tentativo di unificare le lotte in un movimento largo contro governo e Confindustria per costruire un’opposizione capace di far voltare definitivamente pagina al paese.

Per questo siamo a proporvi, sulla base dei contenuti della manifestazione della Fiom, di costruire insieme un “comitato unitario per il 16 ottobre”. Un’iniziativa, questa, che si può porre come obiettivo di favorire il massimo della partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori umbri ad una mobilitazione fondamentale per la difesa dell’intero mondo del lavoro, della democrazia, dei diritti, della Costituzione.