Posts Tagged ‘riommi’

Vicenda Isrim: lo scandalo più grosso della consiliatura?

17 luglio 2014

forza_italia_ logoOggi era prevista in Consiglio Regionale l’informativa dell’Assessore Riommi sull’Isrim. L’Assessore non c’era ma non si è preoccupato di delegare qualche collega o di pregare la Presidente ad intervenire su una questione importante che passerà alla storia come lo scandalo più grosso della consiliatura. (more…)

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RIOMMI, MERLONI? TUTTO REGOLARE. AVV. FEDERICI: DAVVERO, ASSESSORE?

28 maggio 2013

Botta e risposta tra l’assessore regionale alle Attività produttive Vincenzo Riommi, e l’avvocato Rosa Federici. Riommi nel rispondere ad un’interrogazione del consigliere Maria Rosi sulle procedure di vendita dell’ex (more…)

LE PRIMARIE, LE ELEZIONI, I RIMPASTI DI GIUNTA, IL NUOVO CENTROSINISTRA, L’ASSE PD – PSI E I GUAI DEGLI ALLEATI. LE GRANE DELLA MAGGIORANZA DA QUI ALLE AMMINISTRATIVE

19 novembre 2012

di Darko Strelnikov

Che ci riserva il futuro? Nella nostra regione sembra tutto filare liscio in un mare di tranquillità. Ma si tratta solo di una semplice tregua, perché il quadro politico nazionale sta cambiando in (more…)

PDL: “NON BLOCCHEREMO L’ATTIVITA’ ISTITUZIONALE, MA DIMOSTREREMO CHE L’AUTOSUFFICIENZA DELLA MAGGIORANZA NON ESISTE”

23 febbraio 2012

IL Pdl ha spiegato in una conferenza stampa che la rinuncia ai ruoli di responsabilità fin qui ricoperti (oltre a quelli dell’Ufficio di presidenza anche a tutte le vicepresidenze delle Commissioni) non comporterà il blocco dell’attività politica e istituzionale, ma è finalizzato a dimostrare che non c’è un’autosufficienza della maggioranza di centrosinistra. “Non prendiamo lezioncine dalla maggioranza, non ci sono inciuci perché non vogliamo alcuna poltrona e non siamo interessati ad una larga coalizione”.

“Vogliamo fare chiarezza – ha spiegato il capogruppo del Pdl – e respingere accuse e lezioncine di etica e politica provenienti dalla maggioranza e riprese da alcuni organi di informazione. Non c’è nessun inciucio, non siamo diventati giustizialisti, non siamo stati incoerenti anzi, i nostri rappresentanti nell’Ufficio di presidenza hanno dato un segnale di alta politica offrendo le loro dimissioni, cosa che altri non contemplano nemmeno di fare, nonostante la situazione sia di una gravità inaudita, con un vicepresidente arrestato e decine di carabinieri dentro il palazzo a sequestrare e a sigillare uffici e documenti”. “Il Partito democratico – ha proseguito – continua a non voler fare nulla, se non sostituire il vicepresidente, ma è evidente che non sono autosufficienti. Cosa farà l’Italia dei Valori, che in Aula ha fatto mancare i propri voti distinguendosi nettamente sulla questione degli inquisiti seppure non parlando di Riommi, forse perché cadrebbe l’assessore Casciari? Per non parlare di Rifondazione comunista che, tramite il segretario nazionale annuncia l’indisponibilità a prendere il posto vacante della vicepresidenza e poi ci fa sedere il capogruppo Damiano Stufara. E vogliono dare lezioni a noi e ci accusano di non essere coerenti, addirittura dicono che puntavamo ad una poltrona presidenziale ed eravamo pronti all’inciucio. Lo ripeto, il Pdl è indisponibile a una larga coalizione”.

CIRIGNONI: “L’ELEZIONE FARSA DEI COMPONENTI DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA È STATO UN GRAVE STRAPPO ISTITUZIONALE”

23 febbraio 2012

Per protestare contro il grave strappo istituzionale che si è consumato ieri per mano della maggioranza, con l’ elezione farsa dei componenti dell’ Ufficio di presidenza del Consiglio regionale,  Gianluca Cirignoni rassegna le  dimissioni dalla carica di vice presidente della Commissione consiliare d’inchiesta su infiltrazioni mafiose in Umbria della quale è  stato il primo promotore e firmatario”. “La mia scelta, sofferta e ponderata – osserva Cirignoni -, che non
affosserà il lavoro della Commissione, della quale rimango comunque membro, vuol essere un segnale forte per coloro che continuano ad occupare cariche istituzionali importanti negli organi del Consiglio regionale e della Giunta pur essendo indagati per reati gravi quali concussione, peculato e abuso d’ufficio. Mi riferisco – spiega – al presidente del Consiglio regionale Brega, al consigliere Barberini e all’assessore Riommi i quali, dimostrando un totale disprezzo per le istituzioni, non si decidono a fare quel passo indietro necessario per ridare alla comunità regionale serenità e fiducia nelle istituzioni, per tutelare l’immagine del Consiglio e garantirne il
regolare funzionamento”

I RACCONTI “FANTAPOLITICI” DI NATALE E LE VERITÀ DELLA PRIMAVERA

27 dicembre 2011

di Darko Strelnikov

La domanda è d’obbligo. I problemi del Governo regionale umbro appartengono al nuovo scenario politico determinato dal Governo Monti, o sono questioni squisitamente locali? Dare una risposta certa non è facile. C’è chi come Maurizio Ronconi, approfittando della nuova maggioranza di Governo, ricorda, al Partito Democratico che anche a Perugia bisognerebbe adeguarsi. Il che vuol dire fuori l’ Idv e la Fds dalla Giunta Regionale e dentro il terzo polo. Ha buon gioco nel chiederlo, perché i continui incidenti di percorso, che mandano sotto la maggioranza, sembrano aiutare le sue richieste. Ma non è così semplice come pare. Prima di tutto perché il centrosinistra è un sistema di Governo articolato. Un eventuale cambiamento coinvolgerebbe e sconvolgerebbe decine di altri enti locali, costringendone parecchi al commissariamento. Fino al 2014 niente divorzi, si va a letto con le attuali mogli. Ronconi lo sa, cerca solo di preparare il terreno per la prossima legislatura, magari aggiungendo l’Udc a qualche giunta o provando ad allargare la coalizione nelle elezioni amministrative parziali (Todi?). Gli basta una indicazione di tendenza che preluda alla scelta di fondo; quella del ribaltamento delle alleanze. Quindi “le imboscate” di Dottorini, Stufara and son in Consiglio Regionale, potrebbero anche essere il preludio e la preparazione di una nuova stagione politica, nella quale i concorrenti potrebbero essere non più due, ma tre : Una vecchia riedizione del centrosinistra, quello che aveva governato la nostra regione dal 1964 al 1970 (Pd più nuovo partito dei moderati o ex terzo polo), Una destra (quel che resta del Pdl, più lega ed ex o neofascisti) e una sinistra (Sel, Idv e Fds). Naturalmente, come a Roma, questo prevede una nuova legge elettorale, senza listino, con meccanismo proporzionale, probabilmente senza premio di maggioranza e solo con l’indicazione non vincolante del candidato Presidente (qualcuno in segrete stanze sembra che ne stia già parlando). Niente di nuovo, una semplice normalizzazione conservatrice, dopo gli scontri della seconda Repubblica. Se questo è uno dei possibili futuri scenari, l’unica contromossa che può essere adottata da quelli che preferiscono l’attuale schema politico è quella di non far giungere la legislatura alla sua scadenza naturale, costringendo tutti a misurarsi con gli obblighi della vecchia legge elettorale e quindi a riproporre le coalizioni alternative. La guerriglia delle estreme del centrosinistra potrebbe servire allo scopo. Qualche maligno del Pd dice addirittura che questo potrebbe saldarsi con il fronte amplio degli “antimarini”, interessato alla caduta della Presidente “prima del tempo”. In effetti alcune operazioni in corso nel territorio e a Perugia potrebbero significare che l’alleanza tra i popolari di Bocci e i dalemiani della Lorenzetti,  sancita da quel famoso pranzo, si è rinsaldata e potrebbe anche portare a conclusioni “devastanti”. Insomma anche nel Partito Democratico umbro andrebbe di moda la “Grosse koalition”. Non si ha notizia del famoso incontro riconciliatore tra le due donne, annunciato, a bassa voce e fuori onda, dalla segreteria regionale del Pd qualche mese fa. Ma anche se fosse avvenuto in gran segreto, a occhio, non pare abbia ottenuto risultati tangibili. A cosa può portare questo racconto che va ancora necessariamente annoverato ed archiviato nella categoria della fantapolitica? Proviamo a farci aiutare da un presunto cospiratore democratico che, per intrigare ancora di più il puzzle, si dichiara “pentito”. Visto che è Natale e le narrazioni appartengono al mondo del fantastico ci facciamo trascinare, senza chiedere alla nostra fonte se quello che ci sta raccontando sono elucubrazioni, desideri o veri disegni politici. Il complotto avrebbe come obbiettivi un nuovo Presidente della Regione, un nuovo segretario del Pd umbro, una nuova lista dei democratici per le elezioni politiche e alcune teste di sindaco da far rotolare nel 2014. Maria Rita Lorenzetti potrebbe prendere la strada di Roma e lasciare quella di Palazzo Donini a Giampiero Bocci. Piero Mignini diventerebbe il nuovo segretario regionale del Partito dopo che Bottini si sarà sistemato in una delle due aule del Parlamento. Sul  treno per Roma potrebbero trovare posto anche Marco Vinicio Guasticchi, Vincenzo Riommi e, udite udite, la stessa Catiuscia Marini (naturalmente nella camera inversa della zarina). Questo permetterebbe di traghettare in maniera morbida e senza sussulti il cambio di guardia anticipato a Palazzo Donini. In questa lista si fa anche il nome di Vladimiro Boccali, ma la voce sembra più dar retta ai desideri del Sindaco di Perugia, che alla realtà. Fatto questo, la fase due, quella del 2014, comporterebbe il “pan di squaglio” per i sindaci di Foligno Nando Mismetti, di Spoleto Daniele Benedetti e di Umbertide Giampiero Giulietti. Comporterebbe la fine di quel poco di ricambio che c’è stato e, soprattutto, della categoria che più di tutte si stava ingrassando ; quella dei battitori liberi contro la disciplina e le logiche di corrente. L’attuale guerriglia, dunque, servirebbe a scoraggiare la Presidente, a rendergli la vita impossibile e a convincerla ad accettare lo scambio, nel solco della tradizione comunista legata al “promoveatur ut amoveatur”. Bene dopo che vi siete fatti due belle risate davanti al torrone e al panettone, giudicando questa ipotesi come un prodotto satirico malriuscito, tornate però alla realtà. Vero o non vero, c’è un elemento, una scadenza che può rendere tutto più chiaro : le elezioni amministrative di Todi. Se Rossini non ce la farà ad espugnare la seconda rupe dell’Umbria, la fantapolitica sparisce, perché di sicuro ci sarà chi si berrà in fretta la “fanta” , lasciando sul terreno solo la politica; questa politica. Auguri a tutti!

 

strelnikov.d@libero.it

 

Monacelli UDC, la “presunta superiorità morale” del PD, vuole orientare le conclusioni delle indagini giudiziarie?

6 agosto 2011

Nell’attesa che la magistratura faccia il suo corso, pur sospendendo il giudizio sui fatti che sono oggetto di indagine, ritengo, a seguito delle notizie apparse sulla stampa, ribadire la valutazione di evidente ed incomprensibile inopportunità della decisione assunta dalla Marini alla vigilia delle sue ferie estive, e che  già ho peraltro espresso nell’imminenza della riassegnazione delle deleghe all’ex assessore Riommi. Probabilmente la pressione esercitata da più parti nei confronti della Presidente Marini, di cui sembrava eccessiva l’ostinazione  a mantenere nelle sue mani, per oltre  8 mesi la delega alla sanità, ha indotto, unitamente ad una superficiale valutazione delle vicende giudiziarie e politiche umbre, ad un azzardato superamento della “anomalia”, di cui il clamoroso reintegro dell’assessore Riommi, trovava senso solo negli strani regolamenti di conti all’interno del PD, diviso tra equilibri territoriali e correntizi. Inquieta,  in tutte queste vicende, l’evidente  forzatura  con la quale, la maggioranza di sinistra dell’Umbria, in profonda crisi di identità ha pensato di sopravvivere alle difficoltà  puntando contestualmente sulle lezioni  di superiorità morale, e anticipando quasi a volerle orientare le conclusioni delle indagini giudiziarie. Il buon senso avrebbe richiesto una bella dose di prudenza in luogo dell’affidamento al più classico fattore “C” sul quale sembra aver puntato la Marini e  che invece sempre meno sembra assistere una politica che ha perso la sua etica. Spero chela Presidente  si renda conto della gravità di una situazione che getta discredito non solo  su una parte politica, ma genericamente sulle Istituzioni. Per una volta sarebbe apprezzabile sentire ammettere gli errori anziché difenderne ad oltranza l’insostenibile leggerezza delle giustificazioni.

Sandra Monacelli – UDC

L’UMBRIA CHE SMENTISCE BERSANI

27 luglio 2011

di Ciuenlai

Riforme da fare, costi della politica da diminuire, sistemi di potere da abbattere ecc. Ne parlano in tanti , ma poi quando si passa dalle parole ai fatti la conservazione la fa da padrona. E allora le dichiarazioni, piano piano, cambiano di tono : non è vero che le Asl sono troppe, gli Ati servono, le aziende pubbliche sono una risorsa per il territorio, le agenzie vanno bene così, le indennità sono tra le più basse d’Italia (ma le più alte del centro), i direttori sono necessari ecc.

C’è un ceto politico, che (a parole) si dichiara riformatore, prima, dopo e durante i pasti, ma, concretamente, non riesce o peggio non vuole cambiare niente, nemmeno la carta intestata del suo ufficio. Tutto (salvo qualche ritocco di facciata) rimane immutato, immobile, fermo. Sembra quasi che al di fuori di questo “sistema” , chi governa non riesca a sopravvivere. Le relazioni, il controllo degli apparati pubblici e di quello che gli gira intorno, paiono essere gli unici o i principali elementi che interessa salvaguardare. E così il nostro “palazzo” continua imperterrito a dare segnali sconfortanti e per di più, in controtendenza, rispetto al dibattito in corso.

Non c’è quindi da meravigliarsi se il riassetto di Giunta regionaloe avvenga ancora nella più classica delle spartizioni da manuale Cancelli tra le varie componenti del Pd. Come avevamo scritto qualche mese fa Tomassoni va alla sanità e Riommi “il ritorno” si piazza all’economia. E non c’è da meravigliarsi se nella vicina Foligno una dirigente della sanità indagata nell’ambito della cosiddetta “Sanitopoli”, attribuisca, come se niente fosse, un incarico pesante ad un’altra funzionaria indagata nella stessa inchiesta. E’ normale. Tanto normale che la Presidente della Regione, a caldo, ha derubricato il fatto come una questione interna alla Asl 3. Quasi fosse un’ estranea, quasi non la riguardasse, lei che, fino a ieri, era anche assessore alla sanità.

La bufera che infuria sul Pd, non li sfiora, non li coinvolge, non provoca alcuna riflessione. Qui non esiste “una questione morale” e qui non si fanno “passi indietro”. E’ così che l’autocritica di Bersani ha trovato in Umbria la sua più clamorosa smentita.

Catiuscia Marini è davvero Presidente del “cambio di passo” e della “discontinuità”?

27 luglio 2011

Sandra Monacelli

di Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare – “Casini – Unione di Centro”

Catiuscia Marini da Presidente del “cambio di passo” e della “discontinuità”, espressioni puntualmente utilizzate negli interventi programmatici che hanno caratterizzato questo primo anno di legislatura, rischia di essere ricordata invece come la perfetta continuazione di usanze del passato che seguono vecchie logiche. Lo tsunami giudiziario che ha riguardato la Sanità umbra aveva riconsegnato la relativa delega nelle mani della Presidente, a seguito delle dimissioni dell’allora assessore Riommi, gesto più volte ricordato e lodato in Aula dal suo partito. Oggi, a seguito del suo reintegro in Giunta con relativa rotazione delle deleghe, viene da chiedersi: che senso ha avuto tenerlo fuori? A chi ha giovato questa sorta di gioco dei quattro cantoni, che oggi ci ripropone un Esecutivo in perfetta continuità col passato? Certamente i cittadini non possono comprendere questi giochini fatti all’ombra delle inchieste giudiziarie, che non fanno altro che alimentare un diffuso e generalizzato senso di disgusto per la classe politica, alimentando l’indignazione verso la “casta”! Dalla Presidente – Commissario – Assessore ci si attendeva una gestione straordinaria della sanità, dando la virata indispensabile per ridefinire la mission di un sistema che cogliesse finalmente l’occasione per ripensarsi in forza delle mutate esigenze, la quale magari poi con coraggio e discontinuità avesse consegnato la delega ad un’alta personalità, interroppendo così invecchiati riti. Nella scelta appena fatta, invece, non si rilevano nel modo più assoluto elementi di discontinuità. Non è un giudizio sulle persone, ma sui fatti che sono sotto gli occhi di tutti. Perché è pur vero però che le idee camminano sulle gambe delle persone… Capisco le difficoltà della Presidente a gestire una maggioranza divisa su troppe questioni, nelle quali il Partito Democratico in particolare patisce gli evidenti limiti dovuti ad un usurato rapporto di compenetrazione tra partito guida ed amministrazione della cosa pubblica. È del tutto evidente che le scelte operate in questo rimpasto hanno il sapore di sgambetti e dispetti interni al PD. L’assegnazione all’assessore Rossi di una delega che lo porterà a gestire in modo stringente i rapporti col Consiglio, presieduto dal suo avversario interno ternano, conferma questa sensazione, con il timore che questo non farà che acuire il conflitto senza fine tra i due Palazzi regionali. È ora però che il PD capisca che la cosa pubblica non è il luogo dove lavare i propri panni sporchi, ma la sede dove i cittadini chiamano gli amministratori a servire il bene comune.

Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare – “Casini – Unione di Centro”

LE TESSERE D’ANNATA, L’ASSESSORE SANITARIO E I VICHINGHI DEL TRASIMENO

15 giugno 2011

Le pagelle di Ciuenlai

Andrea Rossi – Dopo la segreteria rinvia (intanto a gennaio, poi si vedrà) anche le tessere. Visto che al Pd continuano a riscriversi in pochini, decide infatti di prorogare le adesioni del 2010, al 2011. L’innovazione nel Pd non ha confini. Da oggi, come nelle migliori enoteche, si potrà scegliere, oltre al circolo, anche l’annata di iscrizione : “Oggi ho fatto la tessera del 2009, tra due anni farò quella del 2010, per le altre aspetto il condono”.

Eros Brega – Il Presidente del Consiglio regionale esplode un “Subito le Riforme”. A chi gli grida “ma che fa si veste da assessore?” risponde “Giammai, non mi interessa”. Come disse quella volpe all’uva : «Nondum matura est, nolo acerbam sumere».

Brunello Cucinelli – L’uomo del cachemire afferma, con un sottile riferimento alle attuali polemiche sindacali “A mille euro al mese chi verrà a lavorare?”. I disoccupati e tutti quelli che ne prendono 500 (o poco più)! E mi creda sono (purtroppo) in continuo aumento. 8 perché, ricordando le sue origini, a differenza dei politici che dovrebbero farlo, continua a credere che il lavoro è un valore (perché dietro c’è una donna o un uomo) e non una merce.

Assessore alla Sanità – C’è chi sponsorizza, nell’indifferenza più assoluta, Bruno Brachelente, chi teme le mattate Rosignoli o Americioni, chi si rassegna a Locchi “perché è il meno peggio”, chi si è iscritto al gruppo di facebook “aridatece Riommi” e chi ci prova con Giovanetti (Via Rossi), Bottini e Brega. Dalla recensione del film di Ermanno Olmi Il tempo si è fermato: ” Girato da attori professionisti che praticamente interpretano se stessi, la pellicola rivela le smisurate capacità della nostra classe dirigente di riuscire, senza fronzoli e con molte compiacenze, a sopravvivere a se stessa”. Per la serie “politici oltre la morte”. Facciamo 5, ma sarebbe 4, che dite? Meglio 3, forse, ma un bel due non guasterebbe……

Comune di Perugia – Arriva il misuratore del centro. Non è uno scherzo c’è un preciso bando di concorso. “Che dovrebbe misurà?” chiede un anziano ad un amico “istruito” in Corso Vannucci, “le attività antropiche”, “E che fettuccia ce vole?”

Statuti – L’Italia è terra di Santi, Poeti e Navigatori. L’Umbria , essendo una regione italiana, deve adeguare a questa regola, “in maniera cristiana”, i propri statuti. Per i Santi siamo a posto (San Francesco, San Benedetto, ma se serve ci sono anche Ercolano, Chiara, Rita, Ubaldo ecc.). Per i poeti siamo coperti dal beato Jacopone da Todi. Il problema è trovare frati o preti navigatori nella nostra regione. Una difficoltà, che in una scala da uno a 10, segna 1500. Eh si perché far passare gli Olivetani di Isola Polvese per i Vichinghi del Trasimeno, è dura per tutti, anche per Brega.

Consiglio regionale, insediata la commissione di inchiesta antidroga

15 giugno 2011

Maria Rosi

Il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, ha insediato oggi, nella Sala Carsulae di Palazzo Cesaroni la Commissione d’inchiesta che dovrà occuparsi di “Tossicodipendenze, mortalità per overdose e fenomeni correlati” in ambito umbro. L’organismo consiliare, istituito dall’Assemblea legislativa il 22 febbraio scorso, è composto dai consiglieri Paolo Brutti (Idv), Vincenzo
Riommi (PD), Maria Rosi (Pdl), Damiano Stufara (Prc-Fds) e Franco Zaffini (Fli). Dopo aver espletato le formalità di rito e augurato buon lavoro ai consiglieri, Eros Brega ha lasciato la presidenza provvisoria della Commissione al consigliere anziano Paolo Brutti che ha proposto, con il parere favorevole degli altri commissari, di aggiornare la seduta a lunedì 20 giugno, per procedere alla elezione del presidente e del vicepresidente, e per discutere delle prime indicazioni di lavoro.

Italia Federale chiede l’azzeramento della giunta regionale dell’Umbria

16 ottobre 2010

Gli sviluppi dell’inchiesta sulla sanità che hanno portato alle dimissioni dell’assessore regionale, Vincenzo, Riommi, non possono più procrastinare l’immediata necessità di un azzeramento della giunta regionale e di un pronto ritorno alle urne. E’ quanto afferma Aldo Tracchegiani, presidente nazionale di Italia Federale, a seguito degli sviluppi dell’inchiesta “Tuttopoli”. “Italia Federale finora non si era pronunciata a riguardo dell’inchiesta, fiduciosa del lavoro di indagine operato dalla magistratura inquirente, in ossequio al suo spirito garantista. Ora però, dopo le dimissioni dell’assessore Riommi, che hanno fatto seguito alle indagini su diversi esponenti di primo piano del mondo politico legato al Pd, all’area folignate e all’entourage dell’ex presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, dobbiamo necessariamente constatare il tradimento del patto elettorale nonché il fatto che sia stato palesemente scoperto quell’intreccio tra interessi personali e clientelismi politici che avevamo da tempo denunciato. Nel plaudire all’operato della magistratura inquirente dobbiamo allo stesso tempo prendere atto del fallimento dell’azione politica dell’opposizione, da cui invece ci saremmo aspettati la guida di questa operazione di smascheramento di un apparato che abbiamo visto come coinvolga tutti i settori della cosa pubblica. I cittadini umbri – continua Tracchegiani – hanno diritto e soprattutto voglia di conoscere la verità e di comprendere il funzionamento di un meccanismo perverso che interessa però la gestione dei soldi dei contribuenti nonché la fornitura di servizi e prestazioni. A questo punto ci attendiamo la convocazione di una seduta straordinaria del consiglio e che la Marini accolga senza esitazione le dimissioni di quell’assessore che negli anni passati gestì anche il bilancio della nostra regione e prenda atto della realtà di un sistema politico che ha supportato la sua stessa elezione per il quale invece, conoscendo la sua onestà intellettuale, non potrà certamente tollerare il proseguimento di un mandato basato sul sostegno di tale intreccio di connivenze e malaffare”.

Sanità, dimissioni di Riommi, IDV preoccupata

16 ottobre 2010

“Rimaniamo molto preoccupati per quanto sta avvenendo nella nostra regione e ci limitiamo a prendere atto della decisione dell’assessore Riommi. Si tratta senz’altro di un gesto di sensibilità istituzionale che quanto meno marca la differenza con quanto sta avvenendo a livello nazionale dove esponenti del governo condannati per reati gravissimi continuano a rimanere al proprio posto, accusando la magistratura e cercando di sottrarsi ai processi”.

E’ il primo commento di Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, alla decisione dell’assessore alla sanità Vincenzo Riommi di rimettere le deleghe alla presidente Marini.     “Non conosciamo i contorni della vicenda giudiziaria in cui è coinvolto Riommi – aggiunge Dottorini – ma dobbiamo riconoscere uno stile che evidenzia una difformità netta rispetto al desiderio di impunità che anima l’azione dello schieramento berlusconiano e leghista. Se fosse vero che non è interessato da alcuna contestazione da parte dell’autorità giudiziaria – osserva il consigliere regionale – la scelta di Riommi risulterebbe addirittura precipitosa. Ma, per quanto ci riguarda rimane apprezzabile e opportuna, in quanto tesa a salvaguardare l’azione del governo regionale che, ripetiamo, deve dichiararsi parte lesa in questa vicenda. Rimane intatto il nostro fastidio e il nostro disappunto per quanto sta emergendo dall’inchiesta del Pm Sottani – conclude Dottorini – e continuiamo a chiedere massimo rigore, trasparenza e fermezza nell’affrontare una situazione che si fa di giorno in giorno più inquietante”

INCHIESTA ASL3: “L’ASSESSORE RIOMMI DOVREBBE SOSPENDERSI, COME SEGNO DI SERIETÀ SU UNA VICENDA RELATIVA ALLA MATERIA DI CUI SI OCCUPA”

15 ottobre 2010

MARIA ROSI (PDL) PARLA DI “CROLLO DEL SISTEMA POLITICO UMBRO”

“Trema la sanità e la politica umbra.

Maria Rosi

L’assessore Vincenzo Riommi, che in base a notizie di stampa risulterebbe
indagato, dovrebbe comunque sospendersi, almeno fino a quando non verrà fatta chiarezza, perché l’indagine riguarda la materia di cui si occupa”. Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl, con riferimento alle rivelazioni giornalistiche sulle indagini nei confronti della Asl 3 dell’Umbria, sollecita, “un segno di serietà su una vicenda che le intercettazioni pubblicate descrivono come sistema clientelare che prevedeva scambio di voti e favori”. Rosi che parla di “crollo di un sistema politico umbro”, nel quale “i posti di lavoro verrebbero assegnati non per merito o per concorsi, ma perché si è in possesso di pacchetti di voti”, aggiunge: “Non si può giocare con una cosa seria come la sanità. Il mio auspicio è che la
magistratura faccia chiarezza al più presto sulla vicenda. È arrivato il momento di risanare il sistema politico umbro. I politici devono restituire dignità e valore etico alla propria attività e, come diceva Don Bosco, ‘fare bene la cosa giusta’, interrogandosi tutti giorni sul proprio operato. I cittadini – conclude Rosi – dovrebbero essere orgogliosi dei propri rappresentanti, invece ancora una volta si dà dimostrazione della cattiva politica quella dell’affaruccio: non è questo l’insegnamento che dobbiamo dare alle nostre amministrazioni”.