Posts Tagged ‘rischio’

TERREMOTI E RISCHIO SISMICO IN UMBRIA

9 febbraio 2017

Il Museo della Canapa, Antenna dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra, presenta melettel’iniziativa TERREMOTO E RISCHIO SISMICO IN UMBRIA, in collaborazione con il CEA – Centro Educazione Ambientale San Mauro di Narco, l’Abbazia dei Santi Felice e Mauro e Int. Geo Mod. srl. L’iniziativa, tra le attività promosse dal museo per il territorio, è un’occasione per comprendere come i terremoti sono eventi naturali che modellano il nostro territorio e per conoscere il territorio dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra e il Parco Geologico, progetto realizzato con il contributo del BIM Cascia. (more…)

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Rifiuti, Umbria regione a rischio

13 novembre 2015
Raffaele Nevi

Raffaele Nevi

La Marini riferisca subito in Aula sulle conseguenze che avrà il NO della sovrintendenza all’ampliamento della discarica le Crete di Orvieto, sul piano regionale dei rifiuti, che rischia di portare la nostra Regione in emergenza rifiuti entro pochissimo tempo e spieghi cosa farà la Giunta Regionale a seguito di questo fatto. A forza di confidare sempre nella buona sorte e rinviare la chiusura del ciclo, il meccanismo ora rischia veramente di incepparsi a causa del classico granellino di sabbia. Occorre, come diciamo oramai da anni, costruire un sistema che non si basi esclusivamente sull’utilizzo delle discariche (come avviene oggi), anche per i costi che si riversano poi sulle tasche dei nostri cittadini, ma che sperimenti in Umbria, anche con il contributo dei privati, un sistema più virtuoso, sia dal punto di vista economico che ambientale, che possa far uscire l’Umbria dalle regioni più a rischio e con un sistema di gestione assolutamente antiquato, costoso e ambientalmente dannoso.

Raffaele Nevi
Presidente Gruppo Forza Italia Regione Umbria

QUALI RISCHI STIAMO CORRENDO CON LE FRONTIERE SENZA CONTROLLO

10 gennaio 2015

parigi-attentato-foto-immagini-1E’ il momento di reagire e manifestare tutta la nostra indignazione per le drammatiche notizie che coinvolgono la Francia e varie zone del continente africano, sulle stragi sanguinarie causate da fanatici integralisti, che nel  nome del Profeta dell’Islam, gratuitamente colpiscono popolazioni inermi e uomini che la pensano diversamente da loro,  in nome della Libertà e della Laicità di pensiero.

Questa situazione rischia di infrangere i fragili equilibri, che fin qui hanno permesso di far convivere popolazioni diverse, all’interno delle nazioni occidentali, che in questi ultimi anni si sentono invase da immigrati provenienti dal mondo Islamico. (more…)

Anche l’Umbria a forte rischio sismico ! Oltre il 50% delle scuole prive del collaudo statico

31 maggio 2012

Le notizie di stampa che riferiscono il contenuto di un documento “riservato” redatto dal Servizio Geologico e sismico della Regione sono scioccanti. 123 edifici scolastici vengono considerati ad alta vulnerabilità, oltre 300 a vulnerabilità media, per non parlare delle oltre 60 strutture (more…)

Economia: Eon di Terni 60 posti di lavoro a rischio?

22 maggio 2012

Le incertezze e le ricadute del crollo dei consumi e dei ricavi del colosso dell’energia tedesco Eon stanno generando un clima di profonda incertezza tra i dipendenti del sito ternano. Se venissero confermate le indiscrezioni uscite sulla stampa relative alla possibile riduzione del 30 – 35 % dei posti di lavoro su un totale di 170 dipendenti si avrebbe un ulteriore duro colpo per l’economia del territorio. Per questo abbiamo chiesto al Presidente della II Commissione consiliare un incontro della Commissione stessa con i vertici aziendali di Eon per chiarire quanto prima quali saranno le scelte industriali del gruppo e gli impegni che si manterranno nel nostro territorio.

Raffaele Nevi  e Alfredo De Sio – Membri II Commissione

 

La censura in Italia: 50.000 blog a rischio chiusura?

1 giugno 2011

Fonte: www.rischocalcolato.it

All’inizio di maggio una sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Catania ha equiparato un blog ai giornali di carta. Dunque commette il reato di stampa clandestina chiunque abbia un diario in Internet e non lo registra come testata giornalistica presso il tribunale competente, come prevede la legge sulla stampa n 47 del 1948. La vicenda è paradossale e accade in Italia. Lo storico e giornalista siciliano Carlo Ruta aveva un blog: si chiamava Accadeinsicilia e si occupava del delicato tema della corruzione politica e mafiosa. In seguito a una denuncia del procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, quel blog è stato sequestrato e chiuso nel 2004 e Ruta ha subito una condanna in primo grado nel 2008. Ora la Corte di Appello di Catania, nel 2011, ritiene che quel blog andava considerato come un giornale qualsiasi – ad esempio La Repubblica, Il Corriere della Sera o Il Giornale – è dunque doveva essere registrato presso il “registro della stampa” indicando il nome del direttore responsabile e l’editore. La notizia farà discutere a lungo la blogosfera italiana: cosa succederà ora?
Massimo Mantellini se la prende con Giuseppe Giulietti e Vannino Chiti per aver presentato in Parlamento la Legge 62 sull’editoria, che è stata poi approvata, con la quale si definisce la natura di prodotto editoriale nell’epoca di Internet. Ma il vero problema, a mio avviso, è la completa o scarsa conoscenza di cosa sia la Rete da parte di grandi pezzi dello Stato, incluso la magistratura. Migliaia di burocrati gestiscono quintali di carta e non sanno quasi nulla di cosa accade in Internet e nei social network. Questa sentenza, quindi, è un regalo alla politica cialtrona che tenterà ora di far chiudere i blog scomodi. Proveranno a imbavagliarci.
In Italia ci sono oltre 50 mila blog. Soltanto BlogBabel ne monitorizza 31 mila. Nel mondo esistono almeno 30 milioni di blog e forse sono anche di più. I blog nascono come diari liberi on line, può aprirne uno chiunque. Una casalinga. Uno studente. Un professore universitario. Un operaio. Un filosofo. Chiunque. Ma adesso in Italia non è più possibile e possiamo dire che inizia il Medioevo Digitale. Nel mondo arabo i blog e i social network hanno acceso il vento della democrazia, il presidente americano Barack Obama plaude il valore di Internet e la libertà d’informazione, Wikileaks apre gli archivi segreti delle diplomazie, e noi, in Italia, in un polveroso palazzo di giustizia, celebriamo la morte dei blog.
(…) Vogliamo innalzare una grande scritta davanti alla Corte Costituzionale con lo slogan “Io bloggo libero, non sono clandestino!”. Eggià: perché gli avvocati di Ruta faranno appello in Cassazione e a quei giudici bisognerà far sapere che in Italia ci sono 50 mila persone libere che hanno un blog e confidano nell’articolo 21 della Costituzione, che permette la libertà di espressione con qualunque mezzo.