Posts Tagged ‘rivoluzione’

Libri: “Rivoluzione Socialista” sarà presentato a Perugia

24 gennaio 2017

chian

Innovazione digitale agri-food e turismo che cambiano

8 febbraio 2016

todiTodi, Sala del Consiglio

13 Febbraio 2016, ore 10:30

La rivoluzione digitale è solo all’inizio ancora moltissimo resta da scoprire. Nessun settore, neanche tra quelli ritenuti più tradizionali, resta escluso dalla rivoluzione tecnologica, è quindi necessario guardare al futuro, a partire dal mondo della scuola, per capire come cambierà il mondo dell’impresa e del lavoro . (more…)

PD:l’unico a dire qualcosa di sinistra è Papa Francesco

23 marzo 2015

Riceviamo e pubblichiamo

Guido Lanzo

Guido Lanzo

Si riuniscono sempre, perché sempre hanno da discutere, da confrontarsi, ma, per come finisce, solo per farsi vedere, per farsi notare, e nulla più.

Soni i vari Capetti delle varie correntucole di un PD sempre più proprietà privata di Renzi, sempre più insignificanti, impotenti, e, perciò, mortificati. Sabato, coi Bersani, Cuperlo, Fassina, Civati, Bindi, equivalenti, nullavalenti, si è rivisto D’ Alema che, quando c’è da menar le mani, le parole cattive nel caso, c’ è e si fa valere, il più capace in malevolenze, in odiosi rancori. (more…)

MINISTRO MADIA: “PENSO CHE IL BLOCCO DEI CONTRATTI SIA UN’INGIUSTIZIA MA CE NE SONO TANTE ALTRE”

12 luglio 2014
Guido Lanzo

Guido Lanzo

Quando credi che il countdown sia sempre più vicino al traguardo e pensi che il periodo “buio” stia volgendo al termine, quando, insomma, pensi che la lunga attesa per lo “sblocco” dei contratti sia finalmente finita, vieni a sapere, all’improvviso, che la strada si allunga ed il cronometro si blocca.
Eh si, perché il governo, evidentemente, ha intenzione di far ricominciare la faticosa corsa slittando nuovamente il traguardo del rinnovo.
Ovviamente nessuno aveva garantito lo sblocco dei (more…)

CORTE COSTITUZIONALE: PER LA TERZA VOLTA BOCCIA GLI STIPENDI DEGLI STATALI

27 gennaio 2014

mir logoCi risiamo.

In un mese tre sentenze della Corte Costituzionale hanno smorzato le speranze degli statali. Si perché sulla scia della sentenza 223/2012 con la quale si accoglieva il ricorso dei magistrati in merito al blocco degli stipendi, alcuni dipendenti statali (professori, personale ministero degli esteri ed Agcom) illudendosi di ricevere il medesimo trattamento, hanno depositato 20 ricorsi per il (more…)

Guido Lanzo (MIR): Stipendi Insegnanti. Saccomanni è un incompetente!

10 gennaio 2014

Già tolto il provvedimento di Saccomanni contro gli insegnanti. Un vero esempio di incompetenza, incoerenza ed irresponsabilità del governo.

Maldestramente eliminata la richiesta di restituzione di scatti di anzianità percepiti per il 2013 da insegnanti che, dal gennaio 2014, avrebbero visto (more…)

Ministro Cancellieri, dimettersi no eh?

21 dicembre 2013

riceviamo e pubblichiamo

mir logoIl ministro Cancellieri sperava di aver lasciato alle spalle le polemiche legate alla sua telefonata. Invece no, continua a collezionare figuracce senza mai ritenere opportuna l’ipotesi di dimissioni dal dicastero. La giustizia continua ad essere inefficiente e dal governo non arriva nessun segnale di forte cambiamento. Dai braccialetti al decreto svuota carceri, (more…)

I Moderati in Rivoluzione confermano l’adesione a Forza Italia

6 dicembre 2013

mir logoIl nostro tempo è adesso. Questo è il momento per riconoscere ai moderati il giusto peso sulla scena politica. Per questo condividiamo la scelta del nostro leader Gianpiero Samorì di aderire a Forza Italia, con l’intento di dar vita (more…)

Il governo proroga il blocco agli statali e scongela gli stipendi di Bankitalia

24 ottobre 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Il governo con la Legge di Stabilità rinnova il blocco degli stipendi per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione. O forse non proprio tutti. Infatti, mentre gli statali figli di un Dio minore sono chiamati per il quinto anno consecutivo a stringere la cinghia, a Palazzo Koch si tira un sospiro di sollievo. Si (more…)

Torna Forza Italia e punta sul Mir (Moderati in Rivoluzione) di Gianpiero Samorì

21 luglio 2013
....

Andrea Coscia, Stefano Giommini, Guido Lanzo, Michele Ferri, 

Si è svolta ieri presso il Centro Eventi di Roma la prima Conferenza Programmatica dei Moderati in Rivoluzione.

Presente al completo il team umbro, con uomini striscioni, bandiere e tanta motivazione. “Siamo una struttura ormai organizzata saldamente ed ancorata nel tessuto sociale, stiamo già lavorando per affrontare gli importanti impegni (more…)

Samorì Vuole un Nuovo Centrodestra

17 luglio 2013
Gianpiero Samorì

Gianpiero Samorì

Imprenditore, editore, avvocato, prof. universitario, banchiere, finanziere di 56 anni. Non è il Silvio Berlusconi del ‘94, ma Gianpiero Samorì, l’unica speranza per una nuova Forza Italia. Le attese non sembrano vane, infatti,visto che il centrodestra al netto del cavaliere continua a non avere un leader in grado di guidare i moderati, Samorì è il candidato papabile alla premiership di Forza Italia.

L’avvocato modenese in attesa di un’investitura ormai da tempo annunciata, dopo essersi candidato alle (more…)

Guido Lanzo: In Umbria siamo pronti per la Rivoluzione dei Moderati

15 luglio 2013

mir logoRiceviamo e pubblichiamo

Abbiamo costruito in un anno un movimento solido, strutturato, grintoso, partecipando alle elezioni politiche in poco più di un mese con idee riformatrici e candidati “nuovi”.

Ora siamo pronti per la fase “2”.

Per ripartire e superare la crisi occorre un nuovo sistema di capitalismo avanzato fondato su un nuovo patto sociale. Dobbiamo risanare il debito (more…)

Decreto svuotacarceri, il Governo manda a casa 4000 detenuti

29 giugno 2013

Riceviamo e pubblichiamo

A sentire le ultime sparate del Governo ci dobbiamo aspettare l’ennesimo condono indulto-sconto e tagli nei processi, per risolvere il problema (more…)

Guido Lanzo: Forze Armate e Polizia, preoccupazioni del MIR – Moderati in rivoluzione

19 febbraio 2013

mir logoIl MIR è fortemente preoccupato per le condizioni economiche, di servizio e del morale del personale delle Forze Armate e di Polizia. I precedenti governi hanno, nei fatti, decretato la morte della peculiarità e della specificità della condizione militare, attuando una serie di provvedimenti negativi che hanno ulteriormente penalizzato la categoria di lavoratori deputato alla Difesa del Territorio Nazionale tralasciando le problematiche connesse alla Sicurezza Interna.

Gli eventi degli ultimi anni hanno impedito di redigere una piena riforma (more…)

Domenica 17 febbraio Antonio Ingroia sarà in Umbria

15 febbraio 2013

rivoluzione civile logo

Riceviamo e pubblichiamo

Nei giorni più caldi della campagna elettorale, Antonio Ingroia sarà in Umbria per presentare le ragioni e il programma di Rivoluzione Civile. Al centro della giornata ci saranno i problemi e le speranze dell’Umbria e dell’Italia. La prima manifestazione si svolgerà a Perugia, alle ore 10.30 presso la sala dei Notari di Palazzo dei Priori. All’incontro, intitolato (more…)

Cascia – Valnerina Life e Goodmorningumbria interrogano i candidati politici sul futuro del territorio

13 febbraio 2013
Aviano Rossi

Aviano Rossi

Lalli: “La sinergia per il ricircolo democratico di idee”

Insieme per garantire alla Valnerina l’apertura, il ricambio ideologico e la vera democrazia: è l’appello lanciato ieri pomeriggio in collaborazione con Goodmorningumbria, dalla presidente della Confesercenti Valnerina Maria Cristina Lalli durante il tavolo di confronto sul futuro del territorio che presso la sede della “Civitas Cassie” di Cascia, ha visto riuniti alcuni (more…)

Guido Lanzo (Mir): In Umbria l’allarme sicurezza non sembra avere fine.

11 febbraio 2013
Guido Lanzo

Guido Lanzo

In Umbria l’allarme sicurezza non sembra avere fine. Divampano le polemiche e le richieste di presenza delle forze dell’ordine, ma la collettività, adesso, per far capire a chi governa che non se può più, potrà armarsi non solo di fiaccole e animare cortei, ma finalmente potrà farsi valere con il voto Mandiamo a casa i demagoghi di turno, gli arruffapopoli dell’ultima ora che si impantanano come sempre in fantomatici discorsi sulla sicurezza come fosse un argomento che stagionalmente occorre tirar fuori dall’armadio, perché fa comodo, perché fa leva sull’elettorato. Perché a loro interessa solo questo, il voto. (more…)

Anche lo scalo aereo ci levano, siamo condannati all’isolamento?

2 febbraio 2013

mir logoRiceviamo e pubblichiamo

Ora tutti i politici umbri sono amareggiati, gridano allo scandalo, propongono soluzioni straordinarie, colpevolizzano lo schieramento opposto, e diventano addirittura vittime di una decisione della quale non hanno, a loro dire, colpa. Sono disgustato, e con me la gran parte dei cittadini umbri. Abbiamo assistito impotenti alla farsa degli attuali rappresentanti politici di tutti le formazioni che continua a sostenere di

Guido Lanzo

Guido Lanzo

avere a cuore gli interessi dei propri amministrati. Di fatto escludere lo scalo Perugino dai 31 scali di interesse nazionale è sintomo di una scarsa attenzione della classe politica nei confronti delle esigenze del territorio che condanna la nostra regione ad essere sempre più isolata sotto il profilo della mobilità ferroviaria, stradale ed ora anche aerea. Sono anni che il progetto aeroportuale perugino stenta a “decollare”, pochissime e stagionali le tratte nazionali che sono andate ad incidere ulteriormente su un evidente emorragia di iscritti all’Università. I futuri studenti non hanno alcun incentivo a trasferirsi nel capoluogo umbro, impauriti dall’allarme sicurezza e scoraggiati dalla totale assenza di collegamenti con il resto d’Italia. Questa Amministrazione Politica colpevole di un assordante silenzio quando contava, vuole recuperare ora, quando i buoi sono scappati, nella concitante corsa alla visibilità durante la campagna elettorale. Certo ora è troppo facile.

Guido Lanzo, candidato alla Camera dei Deputati – Moderati in Rivoluzione

Perugia, incontro con Flavio Lotti per la Rivoluzione Civile

1 febbraio 2013

rivoluzione civile logoMercoledì 6 febbraio 2013  – ore 17,00

Perugia, Palazzo della Provincia, Sala del Consiglio

Intervento introduttivo di Aviano Rossi, in qualità di portavoce regionale dell’Italia dei Valori

Conduce e Modera Maria Cristina Lalli – Segretaria IdV Cascia e Coord. Provinciale la Rete 2018

 

Gelmini: “Impressionanti i numeri della CNA su spesa pubblica e fiscalità in Umbria”

23 gennaio 2013

I dati della CNA su spesa pubblica e fiscalità in Umbria certificano i danni delle politiche dei governi Berlusconi prima e Monti dopo su lavoratori, famiglie e imprese del Paese e del territorio (more…)

Elezioni 2013: Rivoluzione Civile, ecco i candidati per l’Umbria di Camera e Senato

18 gennaio 2013

rivoluzione civile logoL’Idv, Rifondazione Comunista e Pdci guidati da  Antonio Ingroia presentano le liste per le prossime elezioni.

Lista per la Camera: Antonio Ingroia, Flavio Lotti, Carlo Cianetti, Luca Votoni, Alessandra Ruffini, Raffaella Simoncini, Franco Granocchia, Ciro Zeno, Tiziana Fausti.

Lista  Senato: Marco Gelmini, Giuseppe Mascio, Alfredo Andreani, Annina Pellegrino, Raffaele Goretti, Maura Coltorti, Patrizio Dragani.

COMINCIA COSI LA RIVOLUZIONE?

31 ottobre 2012

di Ciuenlai

Ieri il Parlamento ha approvato “la riduzione dei costi della politica per le Regioni”: Allora un Presidente prenderà 7000 euro puliti al mese e un Consigliere più di 6000. I Gruppi avranno un (more…)

SONDAGGIO – PD 9%, PDL 5%, CENTROSINISTRA 20%……

18 ottobre 2012

di Ciuenlai

Adesso taroccano anche i commenti su sondaggi, probabilmente “taroccati”. Ci spiegano ogni giorno l’ovvio e cioè che il Pd aumenta e il Pdl è in caduta libera. Ci spiegano i dettagli, ma non la sostanza delle cose. I dati dei partiti si riferiscono ad un misero 30% del corpo elettorale. Per fare un esempio delle dimensioni catastrofiche della crisi delle forze politiche, i democratici con un trend vicino al 30%, valgono in realtà appena il 9% del corpo elettorale. Cioè non esiste in Italia un partito a due cifre. Allo stato attuale, facendo conto sulla proposta base di legge elettorale, una eventuale vittoria del centrosinistra che, superando il fatidico 40%, otterrebbe la maggioranza assoluta per effetto dell’incameramento del (more…)

Dall’Unione Mediterranea alla politica delle “cannoniere”

11 marzo 2011

di Matteo Bressan

Le ultime cronache degli scontri tra le forze di Gheddafi e i rivoltosi ci riportano indietro nel tempo, esattamente alla guerra del deserto tra Rommel e Montgomery. Assistiamo ancora una volta ad un guerra paradossalmente classica dove si avanza sulla stessa strada litoranea dove più di sessanta anni fa si fronteggiarono le truppe dell’Asse contro gli Alleati.  Anche questa volta, secondo alcune fonti, sarà di vitale importanza non allungare le linee dei rifornimenti onde evitare di rimanere, a corto di carburante e munizioni.
Nell’era della guerra asimmetrica e della rivoluzione degli affari militari, in Libia si è tornati ad una guerra quasi tradizionale.  Il tema dell’odierno conflitto libico è però molto più complesso e articolato rispetto ad un parallelismo storico militare sul quale comunque è doveroso fare alcune riflessioni.  In primo luogo desta curiosità l’atteggiamento e il richiamo alla politica delle “cannoniere” lanciato ieri dal Presidente Sarkozi, al quale potrebbe accodarsi anche il Premier Cameron; si rimane infatti sconcertati dall’apprendere la volontà francese di intervenire militarmente anche in maniera unilaterale.
È evidente che sono ben lontani i vaghi e fumosi proclami francesi circa l’Unione Mediterranea, peraltro mai andati oltre una serie di incontri e dichiarazioni programmatiche e mai trasformatisi in una vera e propria politica estera per il Mediterraneo.
Ad aggravare l’imbarazzo della posizione francese vi è poi una generale inazione delle principali potenze, a cominciare dagli Stati Uniti, di fronte ad un quadro estremamente fluido e incerto che si sta profilando in Nord Africa e Medio Oriente.
La prudenza invocata anche ieri dal Ministro degli Esteri Franco Frattini, in merito alla necessità di concordare e condividere qualsiasi decisione in sede Onu, segna sicuramente un punto di grande importanza per la diplomazia italiana che piuttosto che lanciarsi in pericolose avventure unilaterali preferisce, in virtù di un generalizzata assenza di visione strategia sul Nord Africa, rilanciare la strada del sistema multipolare, unica carta in grado di reggere l’urto delle sfide dei nostri tempi.

“UNA RIVOLUZIONE NONVIOLENTA”, Rassegna dedicata a Danilo Dolci

3 marzo 2011

L’Associazione David e Maria Russell – Right Profit dedica quest’anno l’ormai consueto

Danilo Dolci

appuntamento del Right Profit Guitar Festival alla straordinaria figura di Danilo Dolci, promuovendo una rassegna che comprende incontri, proiezioni, mostre, lezioni nelle scuole secondarie di secondo grado, concerti ispirati ai temi della “democrazia partecipata”, del “pensare legale” e dell’ “impegno educativo” a cui il sociologo triestino ha dedicato la vita.

Da settembre 2010 sino a maggio 2011 il pensiero teorico e le infaticabili azioni sociali di Danilo Dolci rivivono nelle scuole e nei teatri di Perugia, Cortona e Città della Pieve per fornire ai giovani esempio tangibile di un’intensa esperienza di vita votata alla nonviolenza, alla comunicazione partecipata, alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori, alla cura dell’infanzia, all’importanza della diffusione della musica come strumento di coesione e crescita.

Si parte da Perugia venerdì 11 marzo, ore 17.30 nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori con l’intervento dello scrittore e attore Giulio Cavalli (testimone di un’esperienza teatrale saldamente ancorata alla denuncia sociale e vittima di intimidazioni mafiose che lo costringono a vivere sotto scorta). Il giovane regista palermitano Alberto Castiglione introdurrà la proiezione del suo film Danilo Dolci, memoria e utopia: documentario, premio “Un film per la pace” nel 2006, che ricostruisce l’azione sociale di Dolci in Sicilia. Alla testimonianza del procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo Antonio Ingroia, seguirà il concerto della Guitarensemble “Danilo Dolci”, diretta da Tonino Battista, che eseguirà musiche di J. S. Bach e G. C. Mantovani.

Venerdì 15 aprile, ore 17.30, nella Sala S. Agostino di Cortona Giovanni Impastato racconta la storia di una vita spesa in nome della lotta politica e delle battaglie contro la criminalità organizzata: quella del fratello Peppino Impastato, le cui vicende sono state rese celebri dal film di Marco Tullio Giordana I cento passi (2000).

Da mercoledì 11 maggio a domenica 15 maggio 2011 la rassegna proseguirà a Città della Pieve con: il concerto a cura delle Scuole Right Profit; la presentazione dei lavori degli studenti che illustreranno il percorso di formazione effettuato (alla presenza del biografo di Danilo Dolci Giuseppe Barone); lo spettacolo di danza e poesia con Giorgio Rossi e Lucia Poli; il concerto del chitarrista David Russell; l’esecuzione del melologo “Gli Dèi della Terra” (diretto da Tonino Battista); Masterclasses di David Russell, Marco Socias, Marcello Rivelli, Tonino Battista. Negli stessi giorni sarà aperta al pubblico nel Palazzo della Corgna di Città della Pieve la mostra Il potere è l’acqua. Dall’opera di Danilo Dolci alla costruzione di nuovi scenari di impegno sociale (a cura dell’architetto Gianni Filindeu).

Giuseppe Moles: le idee, il turbo della rivoluzione liberale

9 febbraio 2011

Intervista di Matteo Bressan

In un momento in cui il rapporto tra i giovani e la politica è ridotto al lumicino è forse

On Giuseppe Moles, laurea in scienze politiche, indirizzo internazionale; Professore universitario, Esperto di relazioni internazionali e di comunicazione e mass media

significativo (e per molti versi esemplare) discutere con l’on. Giuseppe Moles, un leader politico giovane ma già forgiato da forti esperienze ad alti livelli istituzionali, i temi più spinosi dell’attualità in un locale tradizionalmente frequentato da giovani romani all’ora dell’aperitivo domenicale.

On. Moles i giovani non hanno una grande opinione della politica italiana, ma al tempo stesso sono una componente decisiva per la vittoria elettorale. Secondo lei come è considerato il mondo giovanile dalla politica? E perché un giovane dovrebbe votare per il centro destra?

Innanzitutto sono felicissimo di questo incontro, perché “voi siete la politica” e perché avete il coraggio di fare politica ben sapendo che altrimenti la politica comunque si occupa di voi. Quindi, così come ho fatto io, fate politica per “legittima difesa” ma con il vantaggio di avere dalla vostra la forza delle idee vincenti: quelle idee che non solo hanno vinto prima ma che è necessario far vincere domani. Non è facile fare politica oggi venendo da una tradizione di Forza Italia in un momento storico così difficile. È molto più semplice invece essere stupidamente proni ai cattivi maestri della contestazione di sinistra. Inoltre sono felicissimo di essere qui perché voi siete la evidente dimostrazione che esiste ancora, e mi auguro anche abbia sempre più forza e rilevanza, quella componente giovanile che tanto ha fatto nei 16 anni della vita politica di Berlusconi, e cioè quella di Forza Italia, che è parsa a volte porsi in secondo piano rispetto al semplice movimentismo di destra sociale.

Ma allora può riuscire la fusione tra i due movimenti giovanili?

Assolutamente si, sono poche le cose che ci dividono dai nostri amici provenienti da AN ma molte quelle che ci uniscono. A condizione però che le nostre idee, i nostri valori, quello in cui crediamo, quello che Berlusconi ha sempre sostenuto non vengano offuscate dalle logiche di palazzo. Dobbiamo e dovete essere orgogliosi di quello che siamo, perché anche giovani ex FI sanno fare politica, magari non urlata, hanno idee che sono quelle giuste e sanno, quando vogliono e quando possono, portarle avanti con la forza e la coerenza che li contraddistingue.

Se ascoltiamo alcune voci sorge spontaneo un quesito: il PdL è all’inizio o alla fine del suo percorso politico?

Non possiamo cambiare il passato ma possiamo influire sul futuro. La rivoluzione di Berlusconi è nata per cambiare l’esistente. Non per gestirlo. In tutti questi anni a causa di una serie di fattori indipendenti dalla vera volontà di Berlusconi la rivoluzione liberale italiana è iniziata ma non si è compiuta, e ciò spesso proprio a causa delle logiche perverse della politica politicante. Tre esempi per tutti: il tradimento di Bossi del 94 con l’avallo del Presidente della Repubblica; le enormi difficoltà e i veti posti dall’UDC di Casini nel precedente Governo Berlusconi; la pazzia perversa di Fini oggi. Ben venga non solo una rivoluzione fiscale ma anche qualsiasi riforma che tenti di abbattere finalmente il potere vero, quello dell’establishment.

Ma proprio adesso On. Moles? Con tutte le difficoltà del momento storico?

Si, soprattutto adesso, perché è il momento storico che segnerà la frattura con il passato. O i poteri forti abbattono noi e Berlusconi o noi rilanciamo la grande riforma liberale con la forza delle idee. E quindi avanti con la riduzione delle aliquote, la separazione delle carriere dei magistrati, la cancellazione degli enti inutili, il presidenzialismo, la modifica del sistema elettorale.

Un sistema elettorale che non va bene perché di fatto siete dei nominati…

Chi lo dice ha ragione. La mia personale preferenza è per l’uninominale secco all’americana. Ma siccome ritengo che i sistemi elettorali sono degli strumenti, la fortuna o meno di un sistema elettorale la fa chi lo utilizza. Anche con un sistema elettorale uninominale si potrebbero verificare casi di “nominati” ma bisognerebbe vedere che tipo di assetto vogliamo e, sulla base di quello, adattare il sistema elettorale. Questa legge avrebbe potuto consentire anche a chi non ha enormi disponibilità finanziarie o di partito di entrare in Parlamento e portare la propria professionalità e contributo ed era questo l’intento di Berlusconi; purtroppo è anche vero che poi le perversioni hanno colpito questo sistema. Il ritorno al Mattarellum sarebbe un primo passo avanti. Secondo alcuni calcoli se al 2008 avessimo avuto il Mattarellum il Popolo della Libertà avrebbe avuto una maggioranza superiore perfino dell’attuale.

Che assetto ipotizza per un partito moderno? Il partito delle tessere o il partito che si mobilita solo per i grandi appuntamenti?

È ormai chiaro che a Berlusconi il contenitore PDL così com’è non piace. Quando Berlusconi dice potessi tornare a FI non fa solo riferimento al contenitore, ma fa riferimento a quello che FI era. Un insieme eterogeneo ma tendenzialmente unito dai valori comuni e rivoluzionari all’interno del quale senza le storture e le beghe del partitismo stile vecchia repubblica, convivevano tutta una serie di componenti senza che mai si sia verificato nessun tipo di divisione perché il programma rivoluzionario univa su quei principi e su quei valori tutti. In secondo luogo c’era una sintesi effettuata diversamente da Berlusconi che ha sempre premiato le persone in base non all’appartenenza a correnti o componenti ma in base a quello che sapevano fare o alle idee che avevano. Questo a maggior ragione era importante in quello che era il giovanile di FI, che era un pour puri di gente entusiasta che si era avvicinata a quelle che erano le idee vincenti. Qualsiasi sia il contenitore, se non ci si mettono le idee, rischia di diventare uno dei tanti partiti modello Prima Repubblica. Perciò anche io ho sottoposto, nel mio piccolo, un contributo in tal senso a Berlusconi sul futuro del nostro movimento.

Movimento o partito?

Mi piacerebbe che si tornasse al movimento. Mi piacerebbe che fosse più il partito delle idee che quello delle tessere.

Che opinione si è fatto della miriade di associazioni, circoli e club che compongono la galassia del PdL?

Qualsiasi iniziativa presente passata e futura che possa essere utile a far si che il PdL in quanto movimento possa diventare il partito unico del centrodestra italiano mi vede favorevole. Ma se l’intento fosse quello di affermare componenti o correnti mi farebbe schifo. Ho partecipato e parteciperò a qualsiasi manifestazione di queste realtà, ma se mi accorgessi che la finalità è separare anziché unire ne trarrò conclusioni.

Secondo lei Berlusconi ristrutturerà il centrodestra procedendo con un cambio generazionale?

Il cosiddetto “cambio generazionale” è un concetto molto populistico e mi fa venire i brividi. Un cambio generazionale significa annullare in un colpo solo sia cose positive sia fattori negativi allo stesso tempo. La classe dirigente di oggi era giovane ieri. Ma senza quella che è oggi la classe dirigente, i giovani di domani da chi potrebbero ricevere il testimone delle idee e dei valori vincenti? Anni fa ci fu una tesi di laurea affidata dall’ On. Antonio Martino ad una studentessa. Questa verificò che il 95 % dei testi di economia politica nelle Università italiane erano keynesiani e solo il 5% erano monetaristi. Le nostre idee, quelle di Berlusconi sono il libero mercato, la libera impresa, l’avversione alla patrimoniale e la limitazione dell’ingerenza dello stato. Da chi possiamo apprendere queste cose se cancelliamo una generazione che deve insegnare? Diverso è invece individuare nuovi e migliori strumenti che consentano a chiunque, a prescindere dalla generazione, di dare il suo contributo al PDL.

In questi giorni stiamo registrando l’ennesimo scontro tra politica e magistratura. Un duello infinito?

È necessaria la separazione dei poteri e la separazione delle carriere. Se una componente, seppure minoritaria, della magistratura fa politica non siamo in un paese civile: automaticamente rende non più liberi ed indipendenti gli altri poteri, e ciò alla faccia di quella grande componente della magistratura che fa il suo lavoro ed il suo dovere in silenzio. Questa è l’unica magistratura che noi rispettiamo, quella magistratura che non guarda dal buco della serratura per un anno sputando su uno dei principi liberali più sacri: la libertà personale e la privacy.

Che idea si è fatto di quanto sta avvenendo in Medio Oriente ed in particolare in Tunisia ed Egitto?

Se mai ce ne fosse bisogno è la dimostrazione del fallimento della politica del Presidente Obama. Fin dall’inizio ha abbassato la guardia nei confronti degli estremismi aprendo all’Iran e ad altri non solo ricevendone schiaffi in faccia ma anche legittimandoli e ponendo le premesse che potrebbero consentire loro di impossessarsi dell’intero Medio Oriente. L’appoggio di Obama alla piazza in Egitto non favorisce una transizione democratica gestita con l’attenzione dovuta. Tutti noi riteniamo che la libertà sia un valore assoluto ma, nonostante tutte le critiche, proprio Berlusconi ha bene esposto quella che deve essere una linea in politica estera giusta, indicando la necessità di una attenta e non frettolosa fase di transizione dell’Egitto. Hamas ha in mano Gaza, Hezbollah ha il potere in Libano, l’Iran è degli ayatollah, ci manca solo che l’estremismo islamico metta le mani sull’Egitto.

La scorsa settimana una sua collega, l’On. Calipari, ha contestato l’eccessiva spesa per le operazione militari in Afghanistan che, a suo dire, avrebbero tolto risorse dalla spese di ricostruzione e cooperazione. Qual è il suo punto di vista su questa vicenda e sulla situazione in Afghanistan?

L’On. Calipari è un’amica ma, come al solito, fa propaganda pur sapendo perfettamente che ogni operazione o intervento all’estero costa di tre fasi: militare, militare e civile, civile. È evidente che in Afghanistan siamo ancora nella prima fase, che è quelle di assicurare il controllo e la sicurezza sul tutto il territorio. Sarebbe molto bello poter solo stanziare soldi per fare asili senza che i bambini rischino di saltare su una bomba mentre vanno a scuola. Invece dovremmo aumentare uomini e risorse per portare a termine la missione e per consegnare il paese alle sue istituzioni. Altrimenti non si onorerebbe il sacrificio dei nostri morti. Non ti difendi da un RPG solo dicendo che hai stanziato soldini per opere di bene.

Ma perché non si parla abbastanza del peacekeeping italiano che rappresenta un modello vincente delle nostre Forze Armate?

I nostri militari si contraddistinguono per un approccio estremamente professionale e nello stesso tempo elastico negli impegni delle missioni all’estero, e questo è uno dei punti di forza delle nostre partecipazioni. È indubbio che ci siano state molte difficoltà per superare la propaganda cattocomunista che per anni ha identificato il militare con l’uomo di destra, il fascista. Oggi, per fortuna, il clima è in parte cambiato, e la gente pian piano è tornata e guardare con affetto le donne e gli uomini in divisa.

A proposito delle nostre missioni militari. Alla luce della caduta del Governo Hariri, ha ancora senso la nostra presenza in Libano?

Sono stato sempre contrario alla missione in Libano perché in realtà l’hanno voluta Prodi e D’Alema solo per far dimenticare che erano scappati dall’Iraq; in più hanno limitato e mortificato l’azione dei nostri militari con assurde regole di ingaggio. Se il compito affidato dall’ Onu era di disarmare Hezbollah le regole imposte dal nostro Governo hanno rischiato di mettere in pericolo i nostri militari, tanto da rischiare di farli trovare tra due fuochi senza possibilità di agire. Un esempio su tutti: se i nostri militari fermano un camion di armi di Hezbollah non possono sequestrarli ma devono chiamare i militari libanesi e consegnare loro uomini e armi; il problema è che, però, la gran parte dei componenti dell’esercito libanese proviene proprio da Hezbollah. Io sposterei i nostri militari dal Libano all’Afghanistan proprio per perseguire quanto detto prima: più truppe, più controllo del territorio, più sicurezza.