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“Sacro Femminile in Umbria” presentato a Gubbio, intervento di Massimo Capacciola

11 giugno 2017

copertina sacroIl “sacro femminino” nella terra Umbria: terra di mezzo, terra mater eppure terra dai mille volti, dalle molte voci dissonanti. Cuore verde. Oasi di pace.Terra a misura d’uomo, umile e silenziosa terra dei contrari: lodata eppure trascurata, indifesa eppure temuta. Io dico: Terra femmina!

Questa terra è sacra e profana: è femmina come le sue femmine.

Regine, schiave, sante e peccatrici, sagge eppur leggere.

(Chiara, Agnese, Beatrice, Rita, Scolastica, Angela, Veronica, Angelina di Marsciano, Lucia di Narni Margherita e tantissime altre sconosciute, magari anche prima dell’era cristiana, e Vittoria Accoromboni, Colomba Antonietti, Maria Alinda Bonacci Brunamonti). (more…)

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IL VOLUME “SACRO FEMMINILE IN UMBRIA” FA TAPPA A GUBBIO

3 giugno 2017
copertina sacroDopo la presentazione  a Perugia il 20 aprile 2017 nella sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni della Regione, alla presenza del presidente dell’Assemblea Legislativa Umbra Donatella Porzi e di Teresa Severini assessore alla cultura del comune di Perugia e successivamente, a Città di Castello presso l’Istituto Alberghiero con la collaborazione della coordinatrice scolastica Anna Rita Benedetti, proseguirà il suo itinerario con un l’incontro con gli amici  il 9 giugno ore 17,30 a Gubbio presso la Chiesa di Santa Maria dei Laici p. 40 Martiri. 
Il Sacro Femminile in Umbria curato nella parte editoriale da Francesco La Rosa intende rendere omaggio all’universo femminile,  al suo forte legame con il territorio umbro e dal suo amore per la Valnerina considerata dall’autore autentica culla del mondo occidentale.
Il volume si divide in tre sezioni: la prima  è una raccolta che prende in esame la storia delle sante e delle mistiche umbre sotto vari aspetti, con grande versatilità nella narrazione.
La seconda sezione è dedicata alla sacralità della donna laica con l’obiettivo di riconoscerle tra il mistico e il profano una sacralità che le appartiene. L’autore con la  collaborazione di amici, ha voluto indicare una strada,  attenta alla difesa dei valori ed ideali intramontabili legati anche all’universo femminile di oggi, in particolare l’impegno sociale, familiare e del suo essere madre (a questo proposito non è casuale l’immagine in copertina che rappresenta la maternità in un dipinto su vetro di Mariella Cutrona), diventando essa stessa protagonista della vita moderna.
La terza sezione infine è dedicata alla Valnerina, ai suoi comuni, alla sofferenza delle sue donne in un momento storico e sociale tanto complicato, al valore umano e  delle sue tradizioni secolari.
La Valnerina rappresenta,  per il curatore del volume,  una terra mistica, forte, schietta, ruvida e raffinata nello stesso tempo, capace,  spesso in maniera silente, di esprimere profonda umanità e cultura.
Un omaggio il suo con l’augurio che questo territorio possa rivestirsi presto di festa e ritornare allo splendore di un tempo.
Non mancheranno accenni fantastici come quelli ispirati  da un racconto di Francesco La Rosa,   una fiaba, la fiaba della Fata Burlona, un omaggio a Castelluccio di Norcia affinché la città e i suoi abitanti possano presto ritrovare la perduta gioia e serenità.

 

 

 

 
 

Mariella Cutrona: Perugia ed Il Sacro Femminile, cuore dell’immenso

28 aprile 2017

Perugiapg

Un lembo di cielo senza colore,
il saltellare del nero lucente di un merlo
mi accolgono a Perugia.
La pietra inghiotte i miei passi, incerti.
Un’assoluta gioia
e il bisbigliare del cuore riempie le
ombre della sera.
La bellezza della città antica mi conduce a Dio.
Avverto i grani della polvere sacra d’amore,
il cigolare dei carri latini
nell’eterna fuggitività del tempo.
Perugia…
Il calore della sua gente scritto per le
vie, sulle aste delle bandiere,
nell’atmosfera fidata della saggezza
umana che sfugge all’imperversare del vento
primaverile.
Emozione di un canto mistico, sacro,
perpetuo.
Profumo di armonia,
di incontri che cambiano l’animo
di poesia che gira nell’aria come
polline.
Perugia…
Accoglienza
di gente che non misura il respiro,
di gente che non ha confine umano,
di gente che ti apre il cuore
in quell’immenso
sacro femminile di Umbria.

Mariella Cutrona

Con questi versi desidero rendere omaggio a Perugia e far giungere il mio grazie alla Presidente del Consiglio Regionale Donatella Porzi, all’assessore alla cultura del comune di Perugia Teresa Severini, e a tutte quelle persone intervenute alla presentazione del Sacro Femminile in Umbria che con il loro sorriso hanno espresso tutto il proprio interesse per il volume e per quanto da me firmato, dalle mie opere pittoriche alla applauditissima fiaba della Fata Burlona. Un sorriso il vostro care amiche e amici che difficilmente dimenticherò. Un grazie grande ..grandissimo a te caro direttore Francesco La Rosa per la fiducia accordatami!!

Sacro Femminile in Umbria

28 aprile 2017

copertina sacro

Riceviamo e pubblichiamo

Congratulazioni a Francesco La Rosa per aver scelto un argomento per nulla semplice, stupendo e toccante ma allo stesso modo spinoso. Un libro che sicuramente passerà alla storia non solo nella Regione Umbria.

firmato: Parliamoci chiaramente

UMBRIA SACRA E SANTA, PRESENTATO A PERUGIA IL VOLUME ” SACRO FEMMINILE IN UMBRIA”

27 aprile 2017
da sinistra: Floriana La Rocca, Francesco La Rosa, Teresa Severini, Donatella Porzi, Mariella Cutrona, sullo sfondo il manifesto perla pace dedicato al Sacro Femminile in Umbria

da sinistra: Floriana La Rocca, Francesco La Rosa, Teresa Severini, Donatella Porzi, Mariella Cutrona, sullo sfondo il manifesto perla pace dedicato al Sacro Femminile in Umbria

Nella prestigiosa sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni in Regione, con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa Umbra, del Comune di Perugia e relatori Donatella Porzi, presidente, Teresa Severini, assessore alla cultura del Comune di Perugia, Mariella Cutrona, artista e preziosa nostra collaboratrice, giunta appositamente da Palermo, Umberto Trenta, portatore apprezzato del manifesto firmato dai premi Nobel per la pace, Floriana La Rocca, attrice che ha letto con sapiente maestria due poesie, è stato illustrato il volume “IL SACRO FEMMINILE IN UMBRIA”.

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Sarà presentato il Volume “Sacro Femminile in Umbria” alla sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni

21 marzo 2017

GIOVEDI 20 Aprile ore 17 nella Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni in Regione

copertina sacro

In copertina da un dipinto inedito su vetro di Mariella Cutrona

IL FEMMINILE SACRO IN UMBRIA, che ha ricevuto il Patrocinio della Presidenza dell’Assemblea legislativa delle Regione Umbria e dal Comune di Perugia, è il titolo di un volume dal formato elegante e dai contenuti unici,  verrà presentato con il prestigioso contributo del Presidente Donatella Porzi il prossimo mese nella Sala Brugnoli della Regione. Il volume proseguirà il suo itinerario con convegni e incontri in varie città umbre tra le quali Perugia, Città di Castello, Cerreto di Spoleto, e altri comuni della Valnerina. Infatti è proprio dalla Valnerina che Francesco La Rosa noto blogger di Perugia inizia a concepire l’idea di rendere omaggio all’universo femminile cosi indelebilmente legato al territorio umbro. Il volume prende vita da una domanda provocatoria: per essere sacre si deve essere anche sante? (more…)

INCONTRI: “Musicalmente Insieme” e “Sacro Femminile in Umbria” presentati a Foligno

9 luglio 2016

copertinaUn pubblico numeroso e molto interessato ha assistito alla presentazione di Musicalmente Insieme, incontri musicali estivi con sette giorni di concerti, dal  18 al 24 Luglio a Sellano, Masterclass, laboratori e corsi in suggestive località dell’Umbria e che darà origine ad un CD musicale che  fa riferimento alle Donne Sante del crinale appenninico umbro  che nell’occasione diventa non più luogo di divergenze ma luogo di unione.

I corsi saranno tenuti da prestigiosi musicisti di livello internazionale, fra cui Jolanta Stanelyte, canto lirico, Daniela Petracchi , musica d’insieme per archi, Claudio Casadei, violoncello, Antonio D’Antò, composizione, Patrizio Scarponi, violino, Guido Dalterio, pianoforte, Massimo Santostefano, Fisarmonica e contrabbasso. (more…)

CONFERENZA STAMPA, MUSICA E SACRO FEMMINILE IN UMBRIA

2 luglio 2016

copertinaCONFERENZA STAMPA – INCONTRO

COMUNE DI SELLANO

Presentazione di un master per giovani musicisti italiani, che darà origine ad un CD musicale che sarà a disposizione e fa riferimento alle Donne Sante del crinale appenninico umbro e che nell’occasione diventa non più luogo di divergenze ma luogo di unione.
Nell’occasione sarà annunciata la creazione di un volume pensato per onorare il Giubileo della Misericordia 2016, Il Sacro Femminile in Umbria, che racconta il percorso spirituale e sociale di Chiara di Assisi, Scolastica di Norcia, Rita da Cascia, Angela da Foligno, oltre che la sacralità femminile attraverso luoghi come Madonna dei Bagni di Deruta, Cerreto, Basilica di San Lorenzo di Perugia per il Sacro Anello della Madonna, e laica attraverso contributi editoriali di grande rilievo culturale fra i quali quello del noto giornalista Magdi Cristiano Allam.

INVITO per   Venerdì 8 luglio alle ore 11:30

FOLIGNO presso la sede dell’ex Azienda Turismo a Porta Romana
Con la collaborazione di
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Cultura: La Donna per essere sacra può essere nello stesso tempo anche laica?

11 maggio 2016

Ne parliamo con Franco Valentini, noto appassionato di tutti gli aspetti culturali e antropologici della dorsale appenninica umbra.

di Francesco La Rosa

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Franco Valentini

Franco so che c’è in corso un progetto culturale per esaltare la figura femminile in Umbria, e in particolare in Valnerina, visto che sappiamo che questo territorio ti sta a cuore, puoi raccontarci qualcosa?

Certo, partendo dall’aspetto che la figura della donna è laica e religiosa nello stesso tempo, in tutte e due le direzioni la donna caratterizza l’ambiente, la cultura e quindi processi storici, e la possibilità di rilanciare verso il futuro diventando figura centrale sul piano universale. Lo faremo attraverso un progetto che avrà come obiettivo il racconto del Sacro Femminile in Umbria.

Nello specifico cosa puoi dirci? (more…)

Eremo della Madonna della Stella a Borgo Cerreto, il trionfo del sacro femminile

8 marzo 2016

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Dopo Pupaggi, continua con questo articolo il racconto del sacro femminile in Umbria, destinato a diventare guida pubblicata  per un turismo spirituale nei luoghi più sconosciuti della nostra regione, in onore del Giubileo della Misericordia di Papa Francesco.

La scelta del luogo e le  foto sono di Francesco La Rosa

Il santuario della Madonna della Stella nel corso della sua lunga storia ha conosciuto diverse fasi di alterna fortuna ed ha visto avvicendarsi tra le sue mura numerosi personaggi, che hanno passato in questo luogo parte della loro vita.

Sorto nel VII secolo come cella eremitica benedettina col nome di San Benedetto in Faucibus o in Vallibus entrò ben presto a far parte della giurisdizione dell’Abbazia di San Pietro in Valle di Ferentillo, che allora dominava su gran parte di questo territorio.

Quando l’Abbazia entrò in crisi e i suoi beni furono ceduti al Capitolo Lateranense di Roma da papa Bonifacio VIII, due eremiti agostiniani, Andrea Casotti da Mucciafora e Giovanni da Norcia, nel 1308, lo ebbero in dono e lo riedificarono col nome di Santa Croce. (more…)

Cannara, non solo Infiorate, non solo Cipolla … sorpresa… c’è anche il Sacro Tugurio Francescano

27 giugno 2013
Giovanna Petrini

Giovanna Petrini

Intervista di Francesco La Rosa

Ad un anno delle prossime elezioni comunali, proviamo a parlare con Giovanna Petrini, già sindaco di Cannara al secondo mandato e quindi non rieleggibile, per capire come è lo stato dell’arte del suo comune dopo 10 anni di sindacatura.

Non mi ricandido a nulla, questa politica mi ha stancata, non mi piace, e trovo giusto che ci siano solo due mandati, dovrebbero esserci anche per altri incarichi elettivi e istituzionali, a me e alla gente non piacciono i postifici a vita anche se lo ammetto,  queste esperienze ti coinvolgono molto. (more…)

Cannara: “Sulle orme di Francesco piantiamo la speranza”

25 ottobre 2012

Venerdi 26 ottobre 2012 ore 9.30

L’evento organizzato per venerdi 26 ottobre nasce dal progetto finanziato dalla Coop Centro Italia Sezione Soci Francigena che ricomprende i territori di Assisi, Bastia, Cannara e Valfabbrica su (more…)

IN HOC SIGNO: La Croce nell’arte, nella cultura e nella fede

7 settembre 2012

La visio di Costantino del 312, aldilà dei risvolti storico-politici, costituisce un evento simbolico di straordinaria importanza per la storia della fede cristiana, per la cultura europea, per la storia dell’arte in generale e dell’arte sacra in particolare. Dopo quell’evento e quello dell’anno (more…)

I TEMPLARI E LA CAPPELLA DI ROSSLYN

10 luglio 2012

Chiesa di Rosslyn

di  Diego Antolini (www.thexplan.net)

Poche miglia a sud di Edimburgo, Scozia, si erge una delle cappelle medievali del XV sec. con piu’ decorazioni su pietra di tutta l’Europa. Gli enigmatici simboli delle incisioni di Rosslyn, in particolare il Green Man e la Colonna dell’Apprendista – continuano a suscitare un enorme interesse ancora oggi. La Cappella di Rosslyn e’ sata oggetto di numerose ricerche attraverso i secoli, e si pensa che possa contenere dei segreti a lungo perduti: l’Arca dell’Alleanza, la testa di Cristo mummificata, il Sacro Graal, una Madonna (more…)

A Cannara, per la Settimana della Cultura aperti musei e chiese

12 aprile 2012

Da  sabato 14 aprile: alle 17.30 presso il Museo della Città si terrà la presentazione del restauro della tela raffigurante la veduta di Cannara nel Settecento, opera precedentemente conservata nel Palazzo del Circolo cittadino, una struttura da recuperare situata nel centro. Saranno inoltre aperte al pubblico, a cura della Proloco, una serie di mostre di particolare suggestione e strettamente legate alla storia e alle tradizioni cannaresi: In Piazza Umberto I le mostre fotografiche “ Cannara com’era” e “ Cannara e il mondo agricolo” mentre Palazzo Preziotti ospiterà la mostra della civiltà contadina: una vera e propria full immersion nella storia locale per conservarne la memoria e le radici. Presso il Museo della Città sarà inoltre possibile visitare la mostra dei costumi della filodrammatica cannarese: tutte le mostre sono state realizzate grazie anche al prezioso contributo di tante famiglie in possesso di importanti testimonianze del passato. Il Museo città di Cannara rimarrà aperto nei giorni di domenica e lunedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 20.00 e sarà possibile visitare il Mosaico delle Terme oltre agli altri reperti provenienti dalla zona archeologica di Urvinum Hortense.

Venerdi 20 Aprile è previsto alle ore 21.00 presso il Museo “La Fisarmonica” con Luciano Trinoli in concerto, mentre sabato 21 aprile sarà dedicato alla riapertura della Biblioteca Comunale nella nuova prestigiosa sede del Torrione del Molino proprio accanto all’Archivio Storico intitolato ad Antonio da Cannara evento previsto per le 16.30 a cui seguirà una lettura animata “Don Chisciotte raccontato ai bambini” tratta dal famoso romanzo di Cervantes con musiche originali di Luca Piccioni e con la voce recitante di Pino Minzolini.

Nei sabati e domeniche della Settimana della Cultura saranno aperte tutte le Chiese della città grazie alla Parrocchia di S. Matteo e il Sacro Tugurio in collaborazione con i Terziari Francescani.

“Le laudi pittoriche di San Francesco. La terra ed il volto del Sacro” Mostra – evento di Massimo Bigioni in onore del poverello di Assisi

27 marzo 2012

Le Laudi pittoriche di San Francesco. La terra ed il volto del Sacro”

questo il titolo della mostra evento di Massimo Bigioni in onore del Patrono d’Italia che sarà ufficialmente inaugurata sabato 31 marzo alle ore 18,00 presso Palazzo Bernabei in via San Francesco 21 ad Assisi. L’evento, è stato ideato ed organizzato dalla giornalista e critica d’arte Sonia Terzino in collaborazione con Jacopo Cairoli, e si avvale dei patrocini della Regione dell’Umbria, della Provincia di Perugia, dei Comuni di Assisi, Perugia, Greccio, Leonessa, Bastia Umbra, della Fondazione Assisi – Perugia 2019, del Centro Studi sul Turismo di Assisi, il Sentiero Francescano ed Assisi For Peace TV.

E’ la prima volta che la città natale di San Francesco si unisce in un progetto di valenza internazionale al comune di Greccio, dove il poverello di Assisi ha realizzato il primo presepe vivente. Questo grazie all’arte di Massimo Bigioni, infatti il creativo nativo di Leonessa in provincia di Rieti è uno dei venti pittori

Massimo Bigioni, Sonia Terzino e l'ambasciatore dell'Iraq presso la Santa Sede

di fama internazionale che ha preso parte al progetto finanziato dalla Regione Lazio “Il Sentiero degli artisti”, che ha dato vita ad una serie di affreschi dedicati al Santo di Assisi. La mostra sarà presentata con una conferenza stampa sabato 31 marzo alle ore 11,00 presso le prestigiose sale di palazzo Bernabei. All’incontro prenderanno parte tra gli altri l’Ambasciatore dell’Iraq presso la Santa Sede di Roma Sua Eccellenza Habeeb Mohammed Hadi Ali Al Sadr, il vice presidente del Consiglio Comunale di Assisi Daniele Martellini, Il Sindaco di Greccio Albertina Miccadei e quello di Leonessa Paolo Trancassini, il Presidente del Consiglio Comunale di Bastia Umbra Armando Lillocci, il Direttore del centro Studi sul Turismo di Assisi, Luigi Tardioli, Il Presidente del consiglio comunale di Rieti Gianni Turina, e Giammario Gubbiotti presidente onorario di Assisi for Peace Tv, saranno presenti i critici d’arte Sonia Terzino, Mara Ferloni, Claudia Bottini ed Emidio Di Carlo. L’allestimento dell’esposizione è curato dall’ interior designer Isabella Sensini che si avvale della collaborazione del negozio di complementi di arredo per la casa di Roberta Stigliano “Tutto per sognare” che si trova in via Gerardo Dottori 638 Perugia. Inoltre sarà presentata l’opera inedita il trittico polimaterico realizzato in ceramica raku di Marco Mariucci.

Un progetto ambizioso – spiega Sonia Terzino – che vuole far conoscere il vero volto di San Francesco. Questo può avvenire in molti modi ed io ho scelto l’arte, l’espressione più alta e nobile dell’animo umano, che parla un linguaggio universale. Da Assisi un posto unico al mondo si alza ancora una volta un grande ed immenso messaggio di pace, di amore e di fraternità tra tutti i popoli della terra. Non a caso è stato scelto Massimo Bigioni, un pittore animato da una grande e profonda religiosità, che realizza i suoi quadri con il cuore prima che con la mente e sente vivo dentro di se il messaggio francescano. Scopo del progetto è quello di toccare tutti i posti principali del Sentiero Francescano, quei luoghi cari al poverello di Assisi, dove lui ha vissuto, soggiornato e pregato l’Altissimo. Inoltre Bigioni è il direttore artistico del secondo festival internazionale della pace e del dialogo tra i popoli che si terrà, alla fine di maggio, all’ambasciata dell’Iraq presso la Santa Sede di Roma in via della Camilluccia 535”. Massimo Bigioni, è un artista che da pochi anni si è affacciato sul panorama dell’arte contemporanea, eppure, per le sue innate doti pittoriche e per una creatività sincera, fresca, pulita, si è accattivato immediatamente i consensi del pubblico e della critica, molti i premi ed i riconoscimenti conseguiti nel tempo dall’artista, sue opere fanno parte sia di collezioni private che pubbliche. Per l’occasione l’hotel Tevere di Ponte San Giovanni Perugia realizzerà il “menù del poverello” in onore del Santo di Assisi.

La mostra si potrà visitare tutti i giorni fino al 20 aprile con ingresso gratuito ed orario 11,00 – 18,00 per informazioni 0758044085.

Per altre  informazioni:

Sonia Terzino – tel/fax 0755997938 – mobile 3409852238 e-mail soternews@hotmail.com

 

STORIA E MISTERI DEI TEMPLARI: LA RICERCA DEL GRAAL

24 febbraio 2012

di Diego Antolini (www.thexplan.net) – Los Angeles

“I quattro cavalieri si passarono l’otre d’acqua per alleviare l’arsura che tormentava i loro corpi. Il terreno arido rifletteva i raggi del sole e rendeva l’aria un prisma incandescente. Le bianche tuniche crociate erano impastate di polvere e sudore; i cavalli, legati poco lontano, nitrivano irrequieti. L’attesa presso le rovine della città morta durava già da qualche giorno e la tensione era divenuta insopportabile. Il vecchio era l’unico del gruppo a rimanere calmo e lucido, le sue parole confortavano i compagni più giovani e il suo sguardo severo troncava sul nascere ogni protesta. D’un tratto il vecchio guerriero si fece più attento. Con gli occhi fissi verso l’orizzonte, sollevò lentamente una mano a schermarsi il volto. Erano apparse delle ombre al margine del deserto, e si stavano avvicinando. Parevano uscire dalla terra stessa, confuse con i vapori dell’aria. Un miraggio, sussurrò un Fratello. Il vecchio sorrise. Venivano da Ovest. Venivano dal mare. Giunti nei pressi della città morta, otto stranieri si fermarono. Ognuno di loro indossava una rozza tonaca di lino con un ampio cappuccio che ne occultava il volto. I Templari uscirono allo scoperto, le mani strette attorno all’elsa delle spade. Il vecchio parlò, chiedendo un segno. Uno degli incappucciati scesce dal cammello e pronunciò la frase Non Nobis, Domine, Non Nobis Sed Nomini Tuo da Gloriam. Il templare abbracciò il fratello cataro, mentre i compagni di questo si tolsero i cappucci rivelando il volto di sette donne. Senza altri indugi i due gruppi si mossero in direzione delle montagne. A poche miglia di distanza, all’interno di una lunga spaccatura rocciosa, si apriva l’ingresso di una grande caverna. Senza una parola, il cataro tolse da una sacca un involto di velluto rosso. Lo fissò a lungo, poi annuì, rivolto al vecchio templare. I due monaci smontarono dalle cavalcature e fecero per entrare nella grotta, quando una figura scura, ammantata di nere stoffe e armata di una lunga spada ricurva, apparve sulla soglia. Un istante dopo, i tre uomini erano scomparsi nelle viscere della montagna…”

L’Ordine Templare riuscì in pochi decenni ad accumulare ingenti ricchezze e ad espandere la propria influenza su tutto il continente Europeo. I suoi Gran Maestri erano rispettati quali uomini coraggiosi, saggi e illuminati. La loro conoscenza esoterica sui misteri della natura era pari alla loro abilità con la spada e alla loro fede nella Regola. Molti Templari erano semplici “Soldati di Cristo”, ma i vertici dell’Ordine possedevano una conoscenza segreta tramandata probabilmente dal misterioso Priorato di Sion, ordine misterico antichissimo che giocò un ruolo fondamentale per l’ingresso di Hugues de Payen nel Tempio di Gerusalemme. I rotoli riportati alla luce dopo oltre mille anni di oblio vennero presumibilmente trasferiti in Francia, dove Bernardo di Chiaravalle (appoggiato dal Priorato di Sion) stava già preparando il terreno per il consolidamento dell’Ordine Templare in patria. Lì, nei territori dei Catari, i preziosissimi documenti sarebbero stati conservati e custoditi assieme ad altre reliquie della Cristianità: su tutte, il mitico “Santo Graal”, la coppa che Cristo avrebbe utilizzato nell’ultima cena e nella quale Giuseppe di Arimatea avrebbe raccolto le ultime gocce di sangue del Figlio di Dio. Secondo alcuni ricercatori (Baigent, Leigh, Lincoln) il Santo Graal non sarebbe un oggetto materiale ma un concetto, quello del Sang Real o della discendenza diretta di Gesù. Questi, secondo tale teoria, non sarebbe infatti morto sulla croce ma sarebbe fuggito in Francia insieme a Maria Maddalena e con essa avrebbe avuto diversi figli, i primi della dinastia reale dei Merovingi. Depositario del Grande Segreto (materiale o concettuale) sarebbe stato il Priorato di Sion, mentre l’Ordine Templare venne creato per custodire nel Tempio la verità sulla “morte” di Gesù Cristo. In seguito, quando gli Arabi conquistarono Gerusalemme (23 Agosto 1244) i Templari superstiti dovettero fuggire verso Ovest, verso la costa. Secondo il Prof. Umberto Cardini, già alcuni anni prima (1226) il Concilio dei Catari di Pieusse aveva autorizzato il prelevamento della “Reliquia di Giuseppe”, che sarebbe dovuta partire per la Terra Santa e lasciata in custodia ai Templari. Così, nei pressi di Acri, avvenne l’incontro tra Catari e Templari i quali, aiutati dalla setta degli Hashashin (Assassini) nascosero l’oggetto prezioso in una caverna protetta e affidarono il segreto del meccanismo di apertura a sette donne, ciascuna delle quali ricevette un medaglione. La tesi che il Graal fosse già in possesso dei Catari à di Otto Rahn, mentre il ritrovamento di tre lettere (databili 1245, 1256, e 1270) ha portato il Prof. Cardini a teorizzare un collegamento tra Catari, Templari, e Assassini. La verità sul Santo Graal rappresenta tutt’ora una sfida affascinante per gli studiosi, e la sua interminabile ricerca simboleggia la ricerca ultima verso la conoscenza.

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IL SACRO ANELLO DELLA MADONNA OFFERTO ALLA DEVOZIONE DEI FEDELI NELLA CATTEDRALE DI SAN LORENZO

29 luglio 2011

Il Sacro Anello della Vergine Maria può essere ammirato in San Lorenzo fino a domenica 1 agosto

Il Sacro Anello

Molti perugini desiderano conoscere la storia del sacro anello, ed il culto che ebbe ed ha la reliquia. Nell’anno 989,  l’anello con cui vennero sposati la Madonna e San Giuseppe fu portato a chiusi grazie al desiderio di   Giuditta, moglie di Ugo, marchese di Toscana, di possedere gioielli, e che mandò a roma un orafo di nome Raniero per aquistare pietre preziose e gemme da un ebreo che per ultimo gli propose l’acquisto di un anello fatto con una materia sconosciuta.  Nel tempo però accaddero vari prodigi che i fedeli hanno accredidato all’anello e quindi decisero di metterlo sotto custodia nella Basilica di Santa  Mustiola e poco tempo dopo nel convento dei frati minori onventuali a Chiusi. Nell’anno 1473 un frate, Vinterio di Magonza … con l’aiuto del diavolo … aprì la cassa chiusa con molte chiavi, rubò il sacro Anello e fuggì da Chiusi con l’intento di andare in Germania, ma come racconta Vinterio successivamente, a causa delle nebbia della Valdichiana, smarrì la strada e grazie al prodigio del sacro Anello arrivò  alle porte di Perugia. e li , grazie all’aiuto di un certo Luca delle Mine, offrì in dono la sacra reliquia a Matteo di Francesco Montesperelli che lo considerò un favore della divina provvidenza. Successivamente, il vescovo  di Siena avendo saputo che l’anello era in mano ai perugini, venne a perugia per

Maria Rosi onora il Sacro Anello

protestare   ma il priore Matteo di Francesco di Montesperelli rispose picche e che mai avrebbero reso la preziosa reliquia nemmeno davanti alle pesanti minacce dei senesi perchè la considerava a Perugia per volere della Provvidenza e quidi li doveva rimanere anche a costo di una guerra.

…il giorno della festa, nella cattedrale di San Lorenzo, all’altare dello sposalizio … in gran pompa e con tutta la numerosa famiglia con le cappe nere e la guardia intervengono i signori dieci, allorchè si espone la sacrosanta reliquia del santissimo anello, nella mattina e verso sera quando decorosante si ripone…

Oggi il sacro anello è conservato in una cassa munita di grata di ferro costruita dai fabbri ferrai Pietro di  Giovanni Gili ed il suo socio, Pietro fu l’artefice delle undici chiavi per richiudere la cassa, le quali vennero consegnate ai vari collegi di Perugia. … certo che nel palazzo del comune la preziosa reliquia non poteva essere meglio onorata, ne più sicuramente

Cassa con grate in ferro custodia del Sacro Anello

custodita, ma 13 anni dopo il Beato Bernardino da Feltre, eccellentissimo predicatore dei frati minori di San Francesco consigliò di costruire una cappella in onore della Madonna e di San Giuseppe all’interno di San Lorenzo, una cappella di marmi di diverso colore di sculture in pietra e argento e perchè nulla mancasse un quadro dipinto da Pietro Vannucci, detto il Perugino, che raffigura lo Sposalizio della Vergine.

LA CAPPELLA DEL SANTO ANELLO

E chiusa per due lati da un’artistica cancellata di ferro, sull’altare, tutto di marmo posano 4 colonne di marmo broccatello ed è opera di Francesco Caselli perugino, in alto c’è il grande cornicione dietro al quale si trova la camera che custodisce il santo Anello racchiuso in un ricco tabernacolo ed in avanti pende dal cornicione la macchina d’argento in forma di nube che viene calata al piano dell’altare, l’anello è tenuto da una catenella d’oro nel vano del tabernacolo ed è attaccato ad una corona d’argento dorata con

Pergamena

incastonati rubini e diamanti donata da Ippolito della Corgna nel 1716. Il tabernacolo è costruito con argento e con  bronzi dorati disegnato e lavorato dai perugini  Giulio Donati e Cesarino Roscetto.

IL CUORE D’ORO

Insieme all’anello si custodisce ancora un cuore d’oro finissimo del 1716 ed all’interno del cuore è custodita una pergamena in cui si legge:

altare con base a forma di nuvola e contenente il tabernacolo d'argento con il sacro anello, fatto scendere dall'alto

“Noi decemviri e magistrato di Perugia a nome della nobiltà e popolo e del Clero si regolare che secolare di essa, ci

Vigile in onore dell'altare

obblighiamo con voto solenne a Voi, Vergine Santissima, di fare di obbligo la vigilia della festa del Vostro S.S. Anello, e di osservare come di precetto la festa del medesimo, acciò vi degniate d’intercedere dal vostro divino Figluolo che voglia per sua infinita misericordia rimuovere da noi il fragello della mortalità che tanto ci travaglia. E per dimostrarvi la devozione e amore sincero che ci gloriamo di portarvi, vi offeriamo, in questo Cuore tutti noi stessi, pregandovi che vogliate impetrarci dal Signore abbondante Grazia per adempire quanto vi promettiamo, siccome de l’avete ottenuta per desiderarvelo ed offritvelo.”

 

Cannara, il Sito di Piandarca Patrimonio dell’Umanità?

13 luglio 2011

E’ il luogo dove S. Francesco predicò agli Uccelli

Riceviamo da Giovanna Petrini, sindaco di Cannara e volentieri pubblichiamo

Sono ormai passati diversi mesi da quando il sito francescano di Piandarca dove secondo la tradizione S. Francesco predicò agli Uccelli; sito che si trova nel territorio del nostro Comune balzò agli onori della cronaca nazionale per un progetto relativo all’installazione di un parco fotovoltaico nei pressi dell’area oggetto di interesse. L’Amministrazione Comunale di Cannara si adoperò per individuare una soluzione alternativa per l’impianto fotovoltaico anche alla luce del grandissimo e positivo interesse suscitato dalla valenza spirituale e culturale del luogo. Adesso che  il parco fotovoltaico è ormai realizzato e funzionante in altra zona del territorio comunale ed è stato quindi risolto il problema dei privati, credo opportuno riprendere il discorso relativo alla valorizzazione del sito di Piandarca.

Nello scorso mese di settembre l’Amministrazione Comunale si fece promotrice di un primo incontro istituzionale invitando il Ministero per i Beni Culturali, la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, il Vescovo di Assisi, il Custode del Sacro Convento di Assisi, il Parroco di Cannara,rappresentanti dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia: obiettivo dell’incontro l’ipotesi di valorizzazione del sito e l’elaborazione in seguito di un protocollo d’intesa per formalizzare e fissare gli impegni di ciascun soggetto.

L’Amministrazione Comunale anche in quella sede fece presente l’esistenza di un progetto di valorizzazione di Piandarca, presentato in occasione del Grande Giubileo del 2000 da poter considerare come punto di partenza per l’elaborazione di un progetto condiviso e sostenibile, inoltre nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una proposta progettuale dal locale comitato cittadino per la salvaguardia di Piandarca.

Nel frattempo abbiamo portato a termine il progetto per l’installazione di un’adeguata segnaletica stradale verticale per permettere di raggiungere il luogo della Predica agli Uccelli, certo però che risulta fondamentale che la segnaletica che indichi Cannara e Piandarca venga posizionata anche nel territorio del Comune di Assisi, e il Sindaco Ricci si è già impegnato in questo senso , cosi come alle uscite della superstrada per Cannara. Inoltre abbiamo avanzato formale richiesta al Presidente Nazionale dei siti Unesco di un incontro per avviare il percorso,  per l’inserimento del sito di Piandarca nell’elenco dei beni immateriali patrimonio dell’umanità.

Altro passaggio da fare la richiesta alla Regione Umbria dell’inserimento di Piandarca e del Sacro Tugurio, luogo di fondazione del Terz’Ordine nei percorsi francescani ufficialmente riconosciuti. Giovedì 28 luglio 2011 alle ore 18.00 presso la sala Consiliare Comunale in Via Valerio Ranieri  si terrà un incontro per discutere l’argomento e pianificare insieme un piano dei lavori.

 

Da Carsulae a Torre Maggiore_”Il Sacro Sentiero dell’Eremita”

15 febbraio 2011
domenica 20 febbraio · 16.00 – 17.30

A.D.1213. Francesco d’Assisi, dopo una «memorabile» permanenza a Sangemini, desideroso, come sua consuetudine, di raggiungere la solitudine di qualche limitrofo anfratto, venne a sapere dell’esistenza di un fatiscente romitaggio benedettino (edificato intorno ai secc. VII-IX, in memoria dei Santi Procolo e Volusiano, vescovi di Terni e di Carsulae, che in una grotta di questa altura ebbero dimora), posto – precisa il settecentesco Antonio da Orvieto – su «la cima di un aspro e rigido Monte, a cui sovrastano alla levata del Sole altri contigui ed asprissimi Monti». Francesco Moriconi di Assisi, percorrendo il magico sentiero delle Tagliate lunghe, che, da Carsulae, adduce sino al monte Torre Maggiore, pervenne presso l’anzidetto romitaggio e, rimasto incantato dalla beltà del luogo, volle lì edificare uno dei suoi primi loca minoritici.
Il Poverello di Assisi tornerà a temprare il suo spirito nella solitudine dell’Eremita (documentate almeno quattro sue permanenze: 1213, 1218, 1220-21, 1226), che diverrà uno dei capisaldi del francescanesimo, luogo, sottolinea il trecentesco Bartolomeo da Pisa, «in cui sempre rinverdì l’albero delle religione minoritica», dove oltretutto, Francesco compose l’Exhortatio ad Laudem Dei, autentico abbozzo, in versi sciolti latini, del più famoso Cantico di frate Sole, di cui risulta, chiaramente, il precursore.

Incontro a cura del Dott. Paolo Rossi dell’Associazione Sanfrancesco.com.

A seguire tozzetti e vin santo per tutti. – L’evento è gratuito.

La Croce, supremo gesto d’amore offerto all’umanità

25 maggio 2010

di Bruno Di Pilla

Ferma restando la laica “sacralità” del diritto civile alla scelta religiosa di ogni essere umano (con la relativa libertà di proselitismo, artt. 19 e 20 della Costituzione Italiana), chi potrebbe ritenersi offeso dalla presenza di un Crocifisso nelle scuole? Quel supremo gesto d’amore verso tutti gli uomini, senza distinzione di stirpi, nazionalità e categorie sociali, fece crollare barriere millenarie tra razze, popoli e classi, muovendo a pietà le più indurite coscienze già nella Roma imperiale e diffondendo l’idea dell’assoluta uguaglianza – e fratellanza – tra creature dello stesso Dio. Sia pur lentamente, ne derivarono radicali metamorfosi nel pensiero di filosofi e governanti. Schiavi, oppressi ed infermi vennero addirittura prediletti dal Cristianesimo, grazie anche all’esempio di Gesù operaio, che si rese promotore del riscatto del mondo del lavoro. Le antiche società avevano sempre considerato la cultura un privilegio riservato agli uomini liberi, mentre i seguaci della nuova religione, partendo dal presupposto che ogni persona dovesse essere educata e “sorretta”, per lungo tempo si accollarono i compiti di pubblica istruzione ed assistenza che gli Stati avrebbero poi rilevato, nel migrare dei secoli, ritenendoli fondamentali per la loro stessa sopravvivenza. Nel Medioevo fu il Cristianesimo a promuovere la ricerca scientifica, favorendo il sorgere delle prime cittadelle del sapere avanzato, definite Università. Dall’editto dell’imperatore Costantino in poi (313 d. C.), mutò anche la concezione del potere politico, finalmente inteso come servizio alla collettività. “Non sono venuto per essere servito – aveva detto il Cristo – ma per servire”. Così, in epoca rinascimentale, nel vecchio e nel nuovo mondo, unica fonte del diritto non fu più ritenuto lo Stato, di volta in volta personificato da sovrani capricciosi e tirannici, ma le leggi civili cominciarono a conformarsi ai Dieci Comandamenti, che, sia pure a fatica, trasformarono l’agire umano e dischiusero le porte allo “jus naturale”, diritto delle genti, in base al quale la comunità internazionale sarebbe stata considerata, per la prima volta, un’unica grande famiglia ed ogni individuo, “tempio del Signore”, avrebbe ricevuto maggiore dignità. D’altronde, il messaggio salvifico e fortemente sociale della fede cristiana mai ha rinnegato i lumi della ragione. Anzi, diffondendo l’idea ebraica del Dio unico – geloso Creatore delle sue opere – e confutando le primordiali concezioni di un universo frutto del caos e dell’uomo disperato e solo, in preda all’ineluttabile fato, i cristiani predicarono che il cosmo è sapientemente ordinato ed accessibile all’intelletto umano. Magia e superstizioni furono ridimensionate ed in molti casi sconfitte, mentre emersero nobili sentimenti dai meandri della coscienza, quali speranza, condivisione dei beni, pentimento, amore, umiltà generosa, rispetto per ogni vivente. Certo, nell’arco di due millenni, non sono mancati gravissimi errori, ombre e miserie. La Buona Novella è stata spesso confusa con credenze fallaci, lo spirito ha ceduto alle lusinghe terrene, il misticismo è stato inquinato dal potere temporale di uomini abusivamente saliti sulla barca del pescatore Pietro, avidi di piaceri e gloria personale. Tuttavia, incessanti sono state le spinte riformatrici e catartiche (agostiniane, francescane, luterane, calviniste, cattoliche conciliari), che hanno permesso alla più grande confessione planetaria di rafforzare ed estendere le proprie radici, al punto che i suoi prosèliti, oggi, sono oltre un miliardo e mezzo su sei. Chi, in ufficio e nelle aule scolastiche europee, può temere una Croce?