Posts Tagged ‘san giustino’

Mostra: “Donne svelate”: la figura femminile nella storia dei Bufalini attraverso ritratti inediti.

12 marzo 2015

SVELATE FINALE [1600x1200]CASTELLO BUFALINI – SAN GIUSTINO

14 MARZO – 31 MAGGIO 2015  2015 ALLE 0RE  17.00

Giuditta Rossi direttore di Castello Bufalini, Paolo Fratini Sindaco del Comune di San Giustino e Milena Crispoltoni assessore alla cultura del Comune di San Giustino, sabato 14 marzo alle ore 17,00 presenteranno la mostra “Donne svelate”  nella sala dei ritratti dì Castello Bufalini. Seguirà una visita guidata.

L’inizio della mostra in oggetto è stato posticipato al giorno sabato 14 marzo 2015 e l’evento espositivo durerà fino al 31 maggio 2015.

Gli orari di apertura:

sabato, domenica e festivi 10,00 – 13,00 e 15,00-18,00

Ingresso gratuito

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L’ESCLUSIONE dell’ING. SILVIA DINI dalla GIUNTA COMUNALE di SAN GIUSTINO e la NUOVA COMPOSIZIONE.

15 dicembre 2012

Riceviamo e pubblichiamo

Vorrei commentare quanto avvenuto negli ultimi tempi nel Comune di San Giustino. In primo luogo non credo possa essere taciuta la grande vittoria politica del Centro Destra per San (more…)

UN CASTELLO DI POESIA CASTELLO BUFALINI DI SAN GIUSTINO

14 settembre 2012

Nuovo appuntamento di “Percorsi d’Estate”, le iniziative culturali promosse da Poliedro cultura in collaborazione con i Comuni di San Giustino e Città di Castello. Sabato 15 settembre le (more…)

Volley, La RPA-LuigiBacchi.it San Giustino perde a Roma tre a uno

28 novembre 2010

di Paola Costantini

M. ROMA: Uriarte 3, Poey 11, Yosifov 16, Corsini 5, Cisolla 14, Zaytsev 15, Cesarini (L), a disp: Paolucci, Tomatis, Corsano, Lebl, Saraceni, Bencz 4. All. Giani

RPA-LUIGIBACCHI.IT SAN GIUSTINO: Steuerwald 2, Dias 19, Cester 3, Finazzi 3, Maric 6, Nikic 7, Giovi (L), a disp. Zhokouski 1, Van Den Dries 1, Bartoletti 1, Braga, Lo Bianco. All. Zanini

Parziali set: 15-25, 25-21, 25-15, 25-12.

Emanuele Zanini, allenatore RPA-LuigiBacchi.it San Giustino:”Dopo un primo set giocato con disinvoltura, dalla metà del secondo parziale ci siamo innervositi, non siamo stati più compatti. Roma è cresciuta, ma noi siamo scomparsi dal campo. Siamo una squadra che deve lottare su ogni pallone, in ogni set. Non è quella di stasera la mentalità  che voglio vedere in campo”.

Archeologia: La casa è dove si trova il cuore. (Gaio Plinio Secondo)

22 novembre 2010

Francesca Plebani

di Francesca Plebani

“Conosci ora perché io preferisca la mia villa in Tuscis a quelle di Tuscolo, Tivoli e Preneste.” (V, 6). Plinio il Giovane (61-112 d.C.), oratore della prima età imperiale e governatore della Bitinia sotto Traiano, nell’epistola ad Apollinare riferisce della proprietà da lui preferita: la villa in Tuscis, residenza ubicata nel territorio di Tifernum Tiberinum, l’attuale Città di Castello. “L’aspetto del paese è bellissimo: immagina un anfiteatro immenso e quale soltanto la natura può crearlo. Una vasta e aperta piana è cinta dai monti, e le cime dei monti hanno boschi imponenti ed antichi. […] Eppure, benché vi sia abbondanza di acque, non vi sono paludi, perché la terra in pendio scarica nel Tevere l’acqua che ha ricevuto e non assorbito.” A Giovanni Magherini Graziani (1892-1924), storico tifernate, spetta il merito di aver sciolto l’annosa disputa sull’esatta

Villa Plinio in una foto aerea

ubicazione della residenza pliniana – indicata  nell’epistola IV, 1 semplicemente come in Tuscis (in Etruria) – riconoscendola nei resti affioranti (colonne, marmi, mosaici) nel campo di Santa Fiora, nei pressi dell’attuale abitato di Colle Plinio, nel Comune di San Giustino Umbro (PG). Il rinvenimento, infatti, di bolli impressi su tegola recanti le lettere CPCS, corrispondenti alle iniziali del nome completo di Plino, Caius Plinius Caecilus Secundus,  e la conformazione del luogo coerente con la descrizione pliniana, ha sollevato ogni dubbio da questa identificazione.

La scoperta dell’eccezionale estensione dell’area archeologica alla fine degli anni settanta del Novecento fu frutto del tentativo di bonificare il campo di Santa Fiora dai ruderi affioranti ad ogni aratura. I

l conseguente intervento di tutela della Soprintendenza Archeologica condusse poi ai primi saggi di scavo, e  successivamente alla proficua collaborazione scientifica con le Università di Perugia e di Alicante. Dal 1986, infatti, il rapporto di cooperazione tra l’equipe perugina e l’università spagnola ha condotto a ben 18 campagne di scavo,  l’ultima nell’agosto 2003.

Lo scavo ha esplorato in forma estensiva tutta l’area archeologica individuata, che attualmente occupa un’estensione di circa 2 ettari. La villa, che deve nome e notorietà ovviamente al suo più insigne proprietario – il quale provvide ad ampliarla e a dotarla di  un porticato aperto verso l’esterno – presenta fasi precedenti: quella c.d. “etrusca”, databile tra III e II sec. a.C. (lacerti di strutture murarie, pavimentazioni, scarti di fornace e terrecotte architettoniche), ed una fase di fine I sec. a.C. – inizi I sec. d.C. attribuibile agli interventi di Marco Granio Marcello.

Ulteriori fasi edilizie, ristrutturazioni e materiali, testimoniano continuità di frequentazione del sito almeno fino al V sec. d.C. Inoltre i bolli IMP(eratoris), databili tra II e III sec. d.C. su base paleografica, registrano come la proprietà, morto Plinio, fosse divenuta parte integrante del demanio imperiale. Nel corpo della villa, a nord dell’atrio, doveva collocarsi la chiesa di Santa Fiora o Flora, che ha dato il nome al campo. Da questa limitata area provengono frammenti di ceramica medievale (ancora in corso di studio). Interessante l’ipotesi che il culto di santa Fiora o Flora possa costituire una sopravvivenza, o piuttosto un’eco, del culto di Cerere che all’epoca di Plinio si praticava in questo luogo (la villa infatti ospitava un tempio dedicato a Cerere, ricordato da Plinio stesso nella lettera a Mustio, e probabile luogo di culto etrusco preesistente all’insediamento romano). Questa “continuità” cultuale sarebbe inoltre connessa con la presenza della vicina Pieve di San Cipriano. Il dies natalis di questo santo (14settembre), forse non casualmente, cade infatti il giorno seguente a quello della festa di Cerere, ricordata da Plinio (idi di settembre).

Fiore all’occhiello tra le antichità romane che il territorio umbro può vantare, la villa di Plinio ed il progetto di valorizzazione a questa legato, costituiscono un’esemplare prova di collaborazione tra l’Università degli Studi di Perugia (di cui personalmente ringrazio il prof. P. Braconi per la cortese disponibilità) e le istituzioni. Al Comune di San Giustino si rende infatti merito per la recente realizzazione di una copertura protettiva dell’area archeologica e per le iniziative promosse (apertura al pubblico di Villa Graziani e visite guidate agli scavi, Agosto 2010), finalizzate non unicamente alla tutela di un bene di inestimabile pregio, ma alla restituzione dello stesso al vasto pubblico.

Per ulteriori approfondimenti si segnala inoltre il sito www.arkecultura.com e l’intervento di R. Masciarri.

Si ringraziano il Prof. Paolo Braconi, docente di “Antichità Romane” presso l’Università di Perugia e direttore delle operazioni di scavo, responsabile scientifico degli scavi di Colle Plinio insieme al Prof. José Uroz Sàez dell’Università di Alicante, e tutti gli studenti dei corsi archeologici.

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Bibliografia

BRACONI 1998: P. BRACONI Paysage et amenagement: un domaine de Pline le Jeune, in Cité et Territoire II (Atti Bézier 1997), Paris 1998, pp. 155 ss.

BRACONI 2001: P. BRACONI, La Pieve ‘Vecchia’ di San Cipriano e la villa in Tuscis di Plinio il Giovane, in Umbria Cristiana. Dalla Diffusione del culto al culto dei santi (secc. IV-X) (Atti Spoleto 2000), Spoleto 2001, pp. 737 ss.

BRACONI 2003: P. BRACONI, Les premiers propriétaires de la villa de Pline le Jeune in Tuscis, in Histoire & Sociétés Rurales XIX 1, 2003, pp. 37 ss.

BRACONI-UROZ 1999: P. BRACONI – J. UROZ SÀEZ (a cura di), La Villa di Plino il Giovane a San Giustino. Primi risultati di una ricerca in corso, Perugia 1999.

BRACONI-UROZ 2001: P. BRACONI – J. UROZ SÀEZ, Il tempio nella tenuta di Plinio il Giovane in Tuscis, in Eutopia n.s. I 1-2, 2001, pp. 203 ss.

UROZ-ESTEVE 2002-03: J. UROZ SÁEZ – R. ESTEVE TÈBAR, Las Maufacturas etrusco-romans y el santuariode época republicana de Colle Plinio, in Lucentum XXIXXII, 2002-03, pp.103 ss.

Volley, RPA San Giustino batte Verona 3 – 0

14 novembre 2010

di Paola Costantini

Paola Costantini

RPA-LUIGIBACCHI.IT SAN GIUSTINO: Steuerwald 1, Dias, Cester 4, Finazzi 6, Maric 12, Nikic 13, Giovi (L), a disp. Zhokouski, Van Den Dries, Schwarz, Bartoletti, Braga, Lo Bianco. All. Zanini

MARMI LANZA VERONA: Meoni 1, Lasko 23, Pajenk 8, Brunner 5,  Cala Gerardo 7, Herpe 3, Smerilli (L) a disp. Latelli, Kosmina, Lotman 6, Zingel, Bolla. All. B. Bagnoli

Parziali set: 25-23, 25-23, 25-20

Vince con un netto tre a zero la RPA-LuigiBacchi.it San Giustino che, in un caldissimo Palakemon con oltre 1500 tifosi, batte la Marmi Lanza Verona per tre a zero. Le due squadre si presentano con indosso la maglia dell’Avis San Giustino che sta promuovendo, anche tramite la pallavolo, la cultura della donazione del sangue.

Claudio Sciurpa, presidente Umbria Volley:”Abbiamo trovato il posto ideale dove fare pallavolo. Abbiamo visto una bella partita, un gruppo che lotta su ogni palla, con umiltà ma senza piegare la testa. Abbiamo vinto meritando i tre punti contro un’ottima squadra con un sestetto formato da giocatori di esperienza. Ci toglieremo altre soddisfazioni.”

Maurizio Latelli, schiacciatore Marmi Lanza Verona:” La RPA-LuigiBacchi.it San Giustino ha trovato il posto giusto dove fare pallavolo. C’era una vera e propria bolgia, veramente emozionante. Noi, oggi non siamo mai entrati in partita. La nostra forza è fare i recuperi, questa sera non ci siamo riusciti. Abbiamo commesso troppi errori, abbiamo gestito male la palla. Loro hanno giocato meglio”

SAN GIUSTINO: TAKE FIVE-JAZZ ALLE CINQUE DOMENICA 14 NOVEMBRE

11 novembre 2010

Ottima partenza per il festival jazz iniziato al Teatro Filarmonica di Selci domenica scorsa. Si chiama «Take Five – jazz alle cinque» organizzato dall’Associazione Filarmonica «Giabbanelli» di Selci ed altri appassionati altotiberini, con il patrocinio del Comune, della Comunità Montana Alta Umbria e il sostegno di imprese locali. Il primo concerto è stato salutato da un pubblico numeroso e partecipe che ha applaudito , nell’inconsueto allestimento del Teatro Filarmonica, l’esibizione dell’ originale formazione di sassofoni «Sax & the city ensemble» di Faenza, diretto da Silvio Zalambani, che ha dato vita ad un pomeriggio musicale caldo e brioso accompagnato poi da piacevoli degustazioni enogastronomiche e da esposizioni fotografiche che saranno riproposte anche in occasione degli altri appuntamenti. A partire da quello in programma per domenica prossima, alle ore 17, con «Organic Food Trio» formato dal leader Cristiano Arcelli al sax, Matteo Addabbo all’organo hammond ed Andrea Melani alla batteria. Il trio indaga sulle differenti caratteristiche ritmiche dello swing, del funk e in qualche misura dell’hip hop, con l’obiettivo di aprire lo ‘spazio musicale’ quanto più possibile a contaminazioni di genere. Le musiche e gli arrangiamenti, oltre ad un numero di standards, portano il nome del Leader

SAN GIUSTINO, OTTOBRE PIOVONO LIBRI, “STABAT MATER”

2 ottobre 2010

Per il ciclo di appuntamenti «Ottobre piovono libri» domenica, 3 ottobre, alle ore 17 al Museo del Tabacco c’è “Stabat Mater. Lauda umbra e musica sacra del 700 in Italia. Omaggio a Giovan Battista Pergolesi”, iniziativa promossa dal Comune assieme alle associazioni Amici dei Musei Porta dell’Umbria, Aib, Comunità Montana. Prendendo spunto dal terzo centenario della nascita di Pergolesi l’evento è un omaggio alla musica e all’arte italiana che nei secoli si sono proposte come modello universale di bellezza e umanità

SAN GIUSTINO VISITE GUIDATE AGLI SCAVI DI COLLE PLINIO E VILLA MAGHERINI GRAZIANI

12 agosto 2010

«Una grande opportunità sia per i turisti che per quanti, pur vivendo nel territorio dell’Altotevere, non hanno mai visitato a causa dei lavori che per anni l’hanno interessata, villa Magherini Graziani. Ma non solo. Un percorso culturale che dalla villa arriverà fino agli scavi di Colle Plinio seguendo un iter storico ed archeologico di ineguagliabile valore». Così l’assessore alla cultura del Comune di San Giustino Stefania Ceccarini  parla della duplice iniziativa che si svolgerà sabato 21 agosto a partire dalle ore 16 da Villa Graziani, fino agli Scavi di Colle Plinio ed anche al Museo del Tabacco in un percorso che segue l’arte, la storia e la tradizione di San Giustino. «E’ la prima volta – prosegue la Ceccarini – che apriamo ufficialmente villa Magherini Graziani al grande pubblico dopo i lunghi lavori di recupero che ci hanno riconsegnato l’edificio storico in tutto il suo splendore. La stessa struttura – sottolinea l’assessore – è al centro di una serie di incontri e progetti atti a definire al meglio al sua futura destinazione». E dopo aver visitato la villa, i visitatori saranno accompagnati negli scavi di Colle Plinio che custodiscono reperti risalenti all’epoca pliniana ed all’insediamento agreste che qui aveva Plinio il Giovane.

Stefania Ceccarini

«Anche in questo caso –  insiste l’assessore – si tratta di un’occasione unica per poter ammirare da vicino i risultati delle campagne archeologiche per anni condotte su questo territorio e che hanno consegnato risultati importanti. Entrambe le iniziative rientrano nelle politiche attivate dal Comune per intensificare le proposte turistiche nel nostro territorio».   Insomma un percorso culturale a 360 gradi che comprende l’apertura straordinaria al pubblico di Villa Graziani, con visite guidate alla scoperta della storia del luogo e delle caratteristiche culturali e tradizionali del territorio. Inoltre l’accesso all’area degli scavi di Colle Plinio, con spiegazioni e introduzioni legate all’archeologia e alla storia del sito e della scoperta. L’iniziativa, promossa da Comune di San Giustino e «Poliedro Cultura» è a partecipazione gratuita.

MUSE AL MUSEO, ALLA SCOPERTA DEL MUSEO DEL TABACCO E LA SUA STORIA

11 agosto 2010

di Gianna Nasi

Martedi 10 agosto al Museo Storico Scientifico del Tabacco di San Giustino si è tenuta la manifestazione “Muse al Museo”. Si trattava di un percorso teatralizzato che coinvolgeva e accompagnava il pubblico alla scoperta del museo e della sua storia.

Grazie ad Anna Martinelli e Clara Rebiscini, alle coreografie di Elena Bracalenti ed alle allieve della scuola “Studio danza” di Rita e Roberta Giubilei, gli spettatori hanno rivissuto le fasi della raccolta e della lavorazione del tabacco. Sono stati coinvolti personalmente, hanno annaffiato una pianta vera di tabacco, hanno visto i due diversi tipi di foglie, Kentucky e Virginia Bright.  Sono stati inseriti nel contesto storico, precedente all’invenzione della catena di montaggio, ed hanno vissuto il clima umano di enorme fatica fisica e rigidità da parte delle sorveglianti.

Infine Clara Rebiscini ha dato delucidazioni sulla nascita della coltura nella zona. Un vescovo di Sansepolcro alla fine del 1500 aveva avuto in dono dei semi di tabacco da Parigi e da questo dono è nata la storia. Il museo ha un percorso di stanze dove si svolgevano le varie fasi della lavorazione e una sala convegni. E’ dotato di una serie di cartelloni, foto e strumenti dell’epoca.

Il luogo, che vide per la prima volta la coltivazione de “l’erba torna buona”, rappresenta un luogo di incontro, divulgazione e ricerca per quanti vogliano entrare in contatto con l’immenso patrimonio che la cultura tabacchicola ha accumulato nel territorio.

Il percorso di lavorazione del tabacco oggi sembra cosi estraneo alla mentalità veloce e tecnologizzata. Ma oltre ad essere stato un esempio di organizzazione del lavoro anche per altri settori produttivi, ha caratterizzato una stagione di cambiamenti, di lotte di emancipazione e conquiste delle lavoratrici (le lavoranti erano soprattutto donne perché, come è stato sottolineato nelle varie fasi del percorso, le donne erano in grado di riconoscere più velocemente le foglie buone e dei due diversi tipi con il solo colpo d’occhio).

Il museo è un importante punto di riferimento per l’organizzazione di attività, iniziative, dibattiti corsi di formazione, e mostre attinenti alla filiera del tabacco. Un centro di esposizioni, documentazione e luogo di visita per conoscere la nostra storia ma anche strumento per connettere le diverse realtà che ruotano attorno a questo complesso mondo produttivo.

La Fondazione Museo Storico Scientifico del Tabacco è stata realizzata grazie all’azione sinergica di più istituzioni a partire dal Comune di San Giustino che ha acquistato i locali e al contributo fondamentale della Comunità Montana Alto Tevere Umbro messo a disposizione attraverso il “Patto Territoriale Dell’Appennino Centrale”

Muse al Museo è un progetto della “Poliedro Cultura” messo già in essere presso la Pinacoteca Comunale di Città di Castello.

Per info e visite Tel. 075 8618449 Fax 0758618444 Cell 338 9904349- 338 3156210

E-mail info@museotabacco.org Sito web: http://www.museotabacco.org

«MUSEI PER I CITTADINI», INSIEME IL CENTRO DI TRADIZIONI POPOLARI DI GARAVELLE ED IL MUSEO DEL TABACCO

9 giugno 2010


La Fondazione per il Museo Storico e Scientifico del Tabacco di San Giustino (capofila del progetto) assieme al Centro di Documentazioni Popolari di Garavelle di Città di Castello hanno elaborato un progetto che è stato ammesso ad un finanziamento regionale per un importo di 15 mila euro. Stamani proprio al Museo del Tabacco si è svolta la conferenza stampa di presentazione di questo piano di valorizzazione delle due realtà alla quale hanno preso parte il presidente della Fondazione Museo del Tabacco Daniela Frullani, il direttore del Centro Garavelle professor Tommaso Bigi, il sindaco di San Giustino Fabio Buschi, l’assessore alle politiche turistiche del Comune di Città di Castello Riccardo Celestini ed il coordinatore del progetto Franco Sediari oltre a numerosi rappresentanti di associazioni culturali dei due territori, dirigenti ed insegnanti delle scuole coinvolte.

I Templari a Perugia

30 gennaio 2010

l'esterno della Cappella del Sancta Sanctorum in Laterano ( notare le finestre ad oculo )

di Gianfranco Pirodda

Nel 1240 appare un primo documento che menziona un certo Frerus Bonvicinus, di probabile origine assisana, circa due anni dopo la concessione di San Giustino di Perugia alla milizia del Tempio. Il Frerus Bonvicinus di Perugia, fu nominato poi dal Papa suo cubiculario, ovvero capo della sua guardia del corpo nel Laterano a Roma. Il Precettore Bonvicinus gestì a lungo i beni del Tempio dell’Umbria e di altre zone come la Sardegna. Le proprietà templari della Precettoria perugina di San Giustino e San Girolamo comprendevano estesi domini che continuavano ad essere chiamate con l’antico nome di Massae. La Massa Arni era appunto uno di questi domini, che annoverava castelli, ville e chiese, oltre una trentina. L’insieme dei beni prima che Gregorio IX lo devolvesse ai Templari era di proprietà del Benedettini fin dal sec. XII. Benchè costituisse un solo enete ecclesiastico, la Precettoria di San Giustino e San Girolamo si articolava in due domus templari, distanti circa 12 km l’una dall’altra. San Giustino di Pilonico Paterno si trova in una pianura, situata fra il Tevere ed il Chiascio, non lontano dalla rotabile per Gubbio. San Girolamo sorgeva dove oggi esiste il San Bevignate, a due km circa ad est di Porta Sole di Perugia.

Gli insediamenti dei Templari a Perugia – dice Francesco Tommasi – non differivano granchè dalla degli stabilimenti templari  nelle città dell’Alta Italia, che erano di norma posti a levante o a amezzogiorno, fuori dalla cinta muraria. Tutto ciò rispondeva ad un preciso simbolismo, dove orientamento delle case verso Gerusalemme e missione dell’Ordine appaiono intimamente connessi.

Sveliamo ora il primo mistero. La costruzione delle sedi templari ad est ed a sud delle città era la conseguenza della imitazione di Gerusalemme, in modo che venisse rappresentata la città santa e poste le sedi del Tempio come erano collegate a Gerusalemme, dove appunto il Tempio di salomone era posto ad est ed a sud dell’antica città santa.

Il Tommasi non si spiega il perché nelle precettorie di San Girolamo e San Giustino talvolta erano presenti due Precettori e in altri tempi un solo precettore le governava entrambe. Le due precettorie umbre erano gemellate, perché questo era il sistema templare che funzionava come metodo organizzativo e quando la situazione economica lo imponeva il sistema funzionava con un solo centro. Ma quando l’abbondanza era presente il sistema si duplicava. Nella chiesa di San Bevignate a Perugia, molto conosciuta come chiesa dei Templari, appaiono appunto delle rosette a diverso simbolismo, che confermano questo segno come caratteristico dell’Ordine del Tempio. Queste forme sono legate all’inizio del cristianesimo e spesso si tratta di due rosoni con sei o otto raggi. Renè Guenon parla della rosetta a sei e a otto raggi nel suo testo più significativo (I Simboli della scienza sacra). La scintilla che ci ha fatto collegare i due oculi con le due rosette è scoccata quando abbiamo visto la forma di alcuni sarcofagi ebraici antichi, in cui appunto si vedevano due cerchi o rosette con fioriture di vario genere. Gli oculi che nelle chiese permettevano il passaggio della luce all’interno della chiesa in penombra probabilmente volevano rappresentare lo stesso simbolismo dei due cerchi scolpiti o disegnati nei sarcofagi protocristiani o ebraici. Il loro simbolismo esprime il concetto di due mondi con cui chi lascia questa vita si trova a contatto: il mondo materiale da cui sta uscendo e quello spirituale in cui sta entrando. L’aggiunta della Croce, come a San Bevignate, perfeziona il trittico dei simboli.