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Un santo patrono non si fa in quattro, a Perugia si fa in tre.

17 agosto 2011

La Croce il legno e il fuoco, trittico di racconti sui santi patroni perugini.

di Nino Marziano

Come nasce un libro ispirato alle vite di tre Martiri Cristiani che per appartenenza e per ventura divennero insieme i tre Patroni della città di Perugia, pur essendo quasi degli illustri sconosciuti per la maggior parte dei perugini? Forse proprio per questo. Forse perché nessuno che io abbia incontrato personalmente, perlomeno, si è mai chiesto chi fossero questi santi uomini e perché fossero in tre ad occupare un posto di patrono e (mi sia permessa una digressione satirica) già da epoche ed in ambiti non sospetti, lontani dunque dalla attuale moltiplicazione clientelare delle stesse cariche e mandati pubblici. Occorre considerare in fondo che Perugia ha sempre avuto una Storia cittadina piuttosto complessa nel migliore dei casi, quando non tragica, dunque tre Patroni sono da considerare comunque più efficaci di uno solo!

Una raccolta che inizia da S. Costanzo.

All’inizio del 2007, il mio amico Professor Orfeo Ambrosi, con il quale molte iniziative culturali ed artistiche avevo già realizzato, dagli anni ’70 ad oggi, mi chiedeva di trovare materiale sulla vita del Santo Patrono, per organizzare una lettura drammatizzata in occasione della sua ricorrenza. Visto che le notizie reperibili erano scarne e poco significative sotto il profilo letterario, dopo aver cercato senza successo testi sull’argomento, decisi di fare di testa mia e  mi risolsi a scrivere un racconto di fantasia, imperniato sulle poche notizie storiche. Ne uscì “La Croce di Radulo” che scrissi di getto. Lessi le poche pagine in pubblico, in occasione della festa e mi accorsi che funzionava: la gente ascoltava e apprezzava il raccontino.

Poi fu la volta di S. Ercolano Patrono.

Occorreva un testo che potesse raccontare con efficacia un quadro in tema, anche perché Don Elio Bromuri, cappellano dell’Università e direttore de La Voce, era il promotore dell’evento artistico, corredato da esecuzioni musicali di pregio, successivo alla S. Messa. Così, incoraggiato dalla prima esperienza positiva, scrissi “Il ramo della redenzione”. Volli ambientarlo nei luoghi della mia infanzia e cioè tra le mura etrusche di Via Bartolo, sino all’erta di Ponte Rio; Il successo di questo racconto fu superiore al primo e ciò avvenne nonostante io pensassi che l’efficacia del testo fosse minore. La lettura avvenne nella magnifica chiesa del Santo, da poco restaurata e restituita alle luci e alle cromie originali. Mi chiesero se gli scritti fossero pubblicati, non lo erano e dunque decidemmo di farne un piccolo libro. A completare il lavoro occorreva un racconto su San Lorenzo Patrono e titolare della Cattedrale. Dunque una trilogia, o meglio un trittico, come nelle raffigurazioni sacre, che ricordasse i tre Patroni cittadini. Il problema da risolvere era quello di coniugare San Lorenzo alla città di Perugia: Mentre Costanzo ed Ercolano ne erano stati i Vescovi e le loro gesta erano strettamente legate alla città, l’Arcidiacono Laurenzio martire era vissuto a Roma, al fianco di Sisto II e sotto Valeriano. San Lorenzo non aveva nulla a che fare con Perugia, se non il fatto d’esserne proclamato Patrono… Chiedendo consiglio a don Elio, mi sentii rispondere che avrei trovato la chiave nella Carità che contrassegnava l’apostolato di S. Lorenzo, il diacono dei poveri e dei derelitti. Immaginai così un rinnegato perugino rifugiato a Roma, che in fin di vita è salvato da Lorenzo. Dopo un elaborato più lungo degli altri due, composi “Sanctus Eris!” Il trittico era completo. Fermai il titolo dell’opera in “La croce il legno e il fuoco” in quanto sintesi simbolica dei racconti.

La redenzione costituisce il fondamento delle tre storie, costruite su altrettanti personaggi di diversa estrazione: Radulo, giovane soldato romano il cui essere pagano viene travolto dall’esperienza del martirio di Costanzo che lo segna nel corpo e nello spirito; Marco, un ricco ragazzo di nobile famiglia perugina, la cui superbia è piegata dall’incontro con un vecchio condannato e dalla testimonianza di un armigero, sull’eroismo ascetico di Ercolano ed infine, Perusio, un rinnegato dedito ai vizi e baro di professione, che viene raccolto in fin di vita e curato da Lorenzo, ne esperisce quindi la santità, sino al martirio.

I racconti sono compendiati da cenni sulle vite dei santi patroni e da illustrazioni relative alle chiese a loro dedicate. Il Libro in questi due anni ha riscosso un notevole successo, pur essendo solo un prodotto di nicchia e, come sono solito dire: “E che nicchia! Con tre santi; Tanti ce ne volevano per proteggere questa città, da sempre protagonista di vicende storiche contrastanti!”. La diffusione se non capillare, è stata comunque buona e ci auguriamo possa ancora raccogliere il plauso di tutti coloro che amano la Storia, la spiritualità dei secoli primi e Perugia, nella sua variegata realtà di Città al centro del mondo da sempre, pur nella sua caratteristica di Provincia di Roma.

Il libro è disponibile attualmente presso la Libreria le Paoline, Libreria XXGiugno, presso la sede della Borgo Bello A.c.p.e.

Presso l’Autore (marzia-nino@hotmail.it)

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Perugia, San Valentino al Museo Capitolare di San Lorenzo

24 gennaio 2011
domenica 6 febbraio alle ore 9.00 – 20 febbraio alle ore 22.30
Sala del Dottorato – Museo Capitolare di San Lorenzo- Perugia

Il 14 Febbraio scandisce la metà del mese, la liturgia cristiana festeggia il culto di San Valentino, il santo che è diventato per la sua storia, il Santo degli innamorati. Una storia non solo sacra fatta da piccoli oggetti i Valentine che dal 1800 al 1900 diventarono dei veri e propri pegni d’amore.
Teatrini in carta tridimensionali (pop-up) simbolo di una storia antica che lega grandi e piccini alle radici, alle tradizioni di tempi ormai passati, ma ancora vivi grazie a chi, con cura, nel corso dei secoli, ne ha conservato alcune testimonianze oggi di immenso valore. Rari esemplari esposti per la prima volta in Umbria grazie al Museo di Arte Povera di Sogliano al Rubicone .
Per info e prenotazioni: specchiosullarte@libero.it
INGRESSO GRATUITO

Presentato a Città della Pieve il libro di Luciano Vagni “Il cielo degli Etruschi”

28 ottobre 2010

Ing. Luciano Vagni, Ing. Giovanni Orlandi, Arch. Franco Anesi

di Francesco La Rosa

Presentato a Città della Pieve nella sala dell’astronomia presso il Centro Congressi dell’Associazione Etica Vivente il libro sugli “Etruschi sotto la Cattedrale” “Il Cielo degli Etruschi”, scritto da Luciano Vagni a seguito degli scavi eseguiti a San Lorenzo per il consolidamento delle fondazioni della Cattedrale di Perugia.

Alla presentazione è seguito un convegno che ha affrontato il tema della corrispondenza, tipica del popolo etrusco, fra il macrocosmo cielo ed il microcosmo sulla terra, in particolare la città di Perugia e le altre città etrusche.

Perugia Cattedrale e p. IV Novembre

Il tema, a prima vista difficile e di chiari riferimenti esoterici è risultato alla luce dei fatti una puntuale corrispondenza geometrica e stellare delle città  del popolo etrusco che, come è noto, era un attento e valente osservatore astronomico e delle costellazioni.

Strada sotto la Cattedrale

Il tema, come era prevedibile,  ha destato la grande curiosità di un pubblico particolarmente attento e qualificato del mondo scientifico ed intellettuale, tanto è vero che sono state numerose le domande che hanno tenuto alto il livello del dibattito che ne è seguito e per certi versi inaspettato.

Si spera che l’eco di queste giornate di  riflessione dia l’opportunità di nuovi incontri magari prima dell’apertura ufficiale al pubblico degli scavi prevista all’inizio del 2011.

L’apertura e la levatura delle menti che hanno partecipato al dibattito ha dato per certa l’ipotesi di corrispondenza che ancora oggi il mondo accademico ufficiale, soprattutto nel settore storico archeologico ha difficoltà ad accettare.

Da registrare la gradita presenza fra il pubblico di Maria Rosi, neo eletta in consiglio regionale che già da tempo segue con particolare interesse ed attenzione i risultati degli scavi e che ha rilevato che la comprensione di certe opere presuppone uno studio interdisciplinare e che non può essere limitato, come interdisciplinare è stata la partecipazione del pubblico costituito da scienziati del mondo umanistico e tecnologico

Perugia, sotto la Cattedrale la Città Etrusca. sala 8

9 giugno 2010

Gli scavi di piazza Cavallotti sono stati annessi al percorso mussale. In essi si vede la prosecuzione della strada etrusca, che continua a salire per poi ruotare verso piazza Morlacchi.
Nella stessa sala si può notare la presenza di una fognatura costruita in blocchi di travertino, comodamente percorribile per eventuali ispezioni, e con pendenza notevole volta a garantire l’agevole smaltimento di liquami; i conci di travertino sono murati tra loro con malta, e non a secco, per evitare possibili dispersioni di liquami nel terreno, e salvaguardare dall’inquinamento i pozzi-cisterna della città.

Perugia, i Tesori Etruschi sotto la Cattedrale di San Lorenzo

2 giugno 2010

Piazza IV Novembre

Raccolta testi e foto a cura di Francesco La Rosa

I lavori di consolidamento effettuati nella Cattedrale di San Lorenzo a Perugia, e nei locali vicini, iniziati nel 1986 hanno riportato alla luce uno scenario sorprendente che il protagonista e direttore dei lavori ing. Luciano Vagni ha voluto descrivere nel libro “Sotto la Cattedrale”.
L’autore riporta le fasi progettuali ed esecutive degli interventi, i ritrovamenti della Perugia Etrusca, di quella Romana e di quella Bizantino-romanica; le ipotesi sollevate e le considerazioni lasciano intendere che quanto emerso consentirà di colmare molti vuoti presenti nella storia della città di Perugia, ma anche relativamente alla civiltà degli Etruschi e alla difesa della civiltà romana dopo la caduta dell’Impero Romano.
Laddove si trova il chiostro superiore della Cattedrale di San Lorenzo si trovava un grandioso santuario etrusco, che si estendeva fin sotto l’abside dell’attuale con il suo tempio. A valle del santuario, completamente svincolata urbanisticamente dall’imponente sua mole, una strada etrusca della larghezza di 3,90 metri, ritrovata perfettamente integra poiché rinterrata nella fase di risistemazione urbanistica effettuata dal dominio di Roma repubblicana, costituisce l’elemento di maggiore rilievo di tutto il complesso. Sulla base del modello celeste seguito dagli etruschi per la costruzione della città l’autore determina la posizione delle porte, dei templi, delle postierle dei morti, riscontrando peraltro strane coincidenze geometriche che indicano una straordinaria conoscenza, da parte dei fondatori della città, sia della geometria che della sua applicazione agrimensoria, la gromatica.
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“Credo che sia doveroso chiarire perché un ingegnere si trova coinvolto in un imponente scavo archeologico, e poi perché ha deciso di scriverne le memorie. Il coinvolgimento nell’impresa, il desiderio di dedicarsi ad essa ha inizio da due importanti incontri della mia vita, quello con l’Ing. Sisto Mastrodicasa e quello con l’Ing. Cesare Alimenti: si tratta di due personaggi ormai scomparsi da tempo, che hanno avuto prima di me un rapporto professionale significativo con la Cattedrale di San Lorenzo e con il Capitolo della Cattedrale. Questi due tecnici competenti e prestigiosi hanno dedicato molte energie al complesso monumentale della cattedrale, il primo nelle vesti di ingegnere esperto strutturale, che negli anni ’50 fece un efficace intervento di consolidamento sulla porzione del complesso che si affaccia su via delle cantine, il secondo, che aiutò per anni il Capitolo a districarsi in numerosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e che, di fronte a problematiche strutturali richiese l’intervento del sottoscritto, cosi come accadeva in quei tempi nei quali nessun ingegnere osava avventurarsi nei settori dell’ingegneria che non praticava usualmente.
Il desiderio di scrivere non credo derivi da ambizione, o meglio l’ambizione non è tale da superare la pigrizia che ha sempre spinto il sottoscritto alla ricerca dell’essenziale e mai qualcosa in più che magari ti può portare al successo o alla notorietà; pigrizia che però non riesce a superare la gioia intima e intensa di collegare una scoperta, fosse anche di un semplice ritrovamento di una pietra, ad un evento storico, di riportare alla luce luoghi dove per migliaia di anni gli uomini hanno lavorato, combattuto, pregato, e sono morti, conoscendoli attraverso le loro opere, i loro pensieri, le loro intuizioni e le testimonianze che ci hanno lasciato. (…)
Ing. Luciano Vagni

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Nota di redazione: Nei prossimi giorni pubblicheremo tutto il percorso archeologico sotto la Cattedrale, costituito da otto sale e completo di foto, testi e curiosità..