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Professioni: “Diva” vince a Montefalco

28 aprile 2017
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Sandra e Laura

Due istrioniche signore che nn hanno nulla da invidiare alla mondanità più disparata umbra.
E’ sicuramente un privilegio venire nel salone di “Diva” nella meravigliosa Montefalco laddove la suggestività ha dell’invidiabile.
Storiche  parrucchiere, Sandra e Laura, un unico corpo alla ricerca della perfezione in ogni singolo servizio che viene proposto.
Eleganza e cordialità il loro tratto distintivo che le accompagna in questa lunga attività commerciale intrapresa molti anni fa.
Onore al merito!

ADDIZIONALI IRPEF: LA GIUNTA REGIONALE STA FACENDO IL GIOCO DELLE TRE CARTE”

19 novembre 2013

udc logoMONACELLI (UDC) “DIMINUZIONE IRRISORIA PER REDDITI BASSI AUMENTO CONSIDEREVOLE PER I MEDI”

“È un gioco delle tre carte quello che la Giunta regionale sta facendo sul tema dell’addizionale regionale Irpef.
Anziché tagliare drasticamente la spesa improduttiva, i carrozzoni inutili e (more…)

“BENE LE RISORSE REGIONALI PER LE ACQUE MINERALI E TERMALI. ORA SERVONO INTERVENTI SPECIFICI PER GUALDO TADINO” –

10 gennaio 2013

Sandra Monacelli (Udc) chiede di utilizzare i fondi derivanti dai canoni di concessione per la tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio “idropotabile”.

“I contributi assegnati per complessivi 100 mila euro dalla Regione Umbria ai Comuni di Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Città di Castello, Acquasparta, Cerreto di Spoleto e Parrano, nei cui (more…)

La riforma sanitaria approvata compromette gli interessi dell’Umbria

29 ottobre 2012

L’approvazione a maggioranza in Prima Commissione del punto della riforma sanitaria che prevede l’istituzione di due aziende a Perugia e a Terni, entrambe sotto l’egida dell’Università, (more…)

Sandra Monacelli UDC, presenta una proposta di legge per eliminare slot e macchine video.poker

17 aprile 2012

Sandra Monacelli - UDC

“Il gioco d’azzardo, fortemente cresciuto in Italia negli ultimi anni con il diffondersi di slot machine e video-poker, sta creando seri problemi di dipendenza patologica dal gioco, del tutto simili agli abusi di alcoolici o sostanze stupefacenti, con effetti devastanti sulle fasce più deboli della popolazione e sulle loro famiglie.”

Lo afferma Sandra Monacelli, capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni, nella relazione che accompagna la sua proposta di legge, trasmessa al presidente del Consiglio regionale, allo scopo di inviarla all’esame del Parlamento nazionale come iniziativa della Assemblea regionale umbra, per sancire la illiceità dell’installazione di apparecchi che propongono giochi d’azzardo con vincite in denaro, tradizionalmente relegati nelle apposite case da gioco, i cosiddetti casinò.

Il testo di legge si popone di modificare la vecchia normativa del 1931 (decreto 773 che approvava il Testo unico delle leggi di sicurezza), per stabilire la illiceità dei sistemi di gioco d’azzardo nei luoghi pubblici, o aperti al pubblico, comprese le sedi di circoli e associazioni. Nella relazione si afferma anche che è da condannare la stessa ripetitività meccanica del gioco d’azzardo proposto dalle macchine elettroniche che crea, conseguentemente, comportamenti di natura compulsiva nei confronti delle continue e sempre maggiori some di denaro che il gioco richiede. Monacelli mette in guardia dai rischi di una evidente collateralità del gioco con gli ambienti della criminalità che spesso gestiscono le attività connesse al gioco d’azzardo. La proposta a firma del capogruppo Udc prevede anche sanzioni amministrative nei confronti dei futuri contravventori, con il pagamento di multe variabili da mille a seimila euro per ciascun apparecchio illegittimamente installato, e per coloro che corrispondano premi in denaro o comunque diversi da quelli legalmente riconosciuti. La legge prevede in ultimo la confisca degli apparecchi non previsti dalla legge e la loro distruzione.

Nota di redazione: Le lobbyes e gli interessi economici che ruotano intorno a questo mondo sono forti e difficilmente battibili, ma  ci sembra una proposta da apprezzare e sostenere, specialmente se comprendesse norme contro i video-poker su internet, che stanno  diventando davvero una autentica piaga sociale, e dove i giocatori e coloro che offrono “questi servizi” non possono essere assolutamente controllati.  Ci piacerebbe che sull’argomento si aprisse un dibattito fra i lettori di Goodmorningumbria e ci rendiamo disponibili fin da ora a pubblicarne i commenti.

Commento di Anila Marchetti:  slot machine, video poker, gratta e vinci….ne vedo tutti i giorni…le cose piu’ assurde…..ma come fara’ la signora Sandra Monacelli , con tutto il mio rispetto, non lo so’… anche perche’ c è un giro di soldi pazzesco con queste cose… é nobile e doveroso e coraggioso da parte della signora Sandra Monacelli affrontare questo problema.

Commento di Ottavio Nulli: Concordo pienamente con la proposta di legge del Consiglere Sandra Monacelli in merito all abolizione dei “giochi di azzardo tutti.” Possibile che in Italia si vieti  a quattro vecchietti una partitella briscola di nessun valore e si consenta invece l’impoverimento delle “famiglie con i giochi d’azzardo”. Quelli sui siti on-line dovrebbeo essere tutti oscurati. Quelli con regolare autorizzazione presso i bar ugualmente. Infine queli collocati in apposite sale, andrebbero quanto meno sottoposti a regole ferree e chi sgarra chiude definitivamente. Altro che ammende!! Ma possibile che insistiamo nel chiedere la lista dei clienti che acquistano capi di abbigliamento al disopra di una certa soglia e manteniamo in piedi il “furto” derivante da una dipendenza, o peggio dalla delinquenza. Coraggio Sandra saremo con te in questa battaglia dura ,ma sicuramente nobile. Per chi vuole e può giocare ci sono i casinò e già bastano ed avanzano.

VALTOPINA: PRESENTATA LA CANDIDATURA A SINDACO DI FRANCESCA LEBORONI (UDC)

5 aprile 2012

Da sinistra Marco Angelini, Francesca Leboroni, Sandra Monacelli, Gianni Biribao

“Valtopina necessita di una nuova aria e di nuovi volti e Francesca Leboroni è una donna giovane, che viene dal mondo della pubblica amministrazione e che ha deciso di mettersi in gioco e di metterci la faccia per portare avanti un progetto coraggioso”. Così il capogruppo Udc in consiglio regionale Sandra Monacelli ha presentato stamani la candidatura a sindaco di Valtopina di Francesca Leboroni, che si presenta alle prossime amministrative del 6 e 7 maggio con la lista civica “Vivere a Valtopina”, che ha ottenuto il consenso anche del Pdl. “Una scelta controcorrente la sua – ha detto ancora Monacelli -, per una società inchiodata a stereotipi”.

Presenti stamani, alla presentazione che si è svolta a palazzo Cesaroni, anche il segretario provinciale dell’Udc di Perugia, Marco Angelini, e Gianni Biribao, candidato, sempre dell’Udc, a consigliere comunale. “L’idea di scendere in campo è venuta in mente a un gruppo di persone e tra queste Biribao – ha spiegato la candidata dell’Udc -, perché eravamo stanchi di sentire le lamentele dei cittadini e di lamentarci anche noi. Mancava il coraggio di agire con i fatti e di cercare di cambiare le cose e così ho deciso di farmi avanti per portare il buon esempio. Il nostro progetto non vuole promettere grandi cose che poi non si potranno mantenere (non dimentichiamoci che stiamo vivendo una crisi economica senza precedenti), ma vuole puntare sulla forza dell’essere umano per portare avanti i nostri principi”.

Monacelli: l’Umbria si colleghi al processo di svolta dell’Italia

10 marzo 2012

Si chiude una settimana che ha lasciato “decantare” le tensioni della precedente. Mi pare di vedere che si riaffacciano buon senso e buone intenzioni, che spero non rimangano tali. A fronte di un iniziale arroccamento da parte di una maggioranza sempre più bloccata in logiche di ostinata e anacronistica sopravvivenza, registro con soddisfazione che continuano a moltiplicarsi gli appelli alla classe dirigente di questa Regione, affinché si respiri anche qui l’aria “romana”. A livello nazionale, infatti, un’inedita maggioranza targata Pd-Pdl-Udc, pur tra le naturali e sofferte difficoltà politiche, sta confermando la capacità di sostenere il Governo Monti nella sua efficiente azione fatta di rapidi interventi e pronte riforme sul versante dei conti pubblici,del rilancio economico e produttivo, del mercato del lavoro, del fisco e delle liberalizzazioni, registrando crescenti consensi e apprezzamenti. L’Umbria non può andare in direzione contraria. L’appello a trovare formule nuove per gestire un’inedita congiuntura storica, superando vecchie logiche e steccati ideologici che non hanno più senso di esistere, giunge da un numero sempre più crescente di personaggi della società regionale, accompagnato da un’autocritica che va anche oltre la classe politica. In questo senso registro con soddisfazione, ultimi in ordine di tempo, gli interventi degli On. Giampiero Bocci e Walter Verini e del segretario regionale della Cisl Ulderico Sbarra. E’ un coro crescente che si aggiunge alle voci isolate levatisi all’inizio di questo periodo critico, che mi induce ad appellarmi nuovamente alla maggioranza affinché non rigetti quale ipotesi infausta la proposta di collaborazione istituzionale e politica per accelerare il difficile e confuso cammino delle riforme regionali.

Non arroccatevi al “dogma” per cui non si cambia la coalizione che ha vinto le elezioni: i cittadini umbri si aspettano molto di più, ovvero una politica che sappia recuperare la sua credibilità con coraggio e generosità, consapevole che è necessario collegare l’Umbria al processo di svolta dell’Italia, perseguendo condivisione e intese che vadano saggiamente oltre i recinti del gioco delle parti. Le opposizioni sappiano mettere una pietra su quanto accaduto, riaprendosi alla libertà delle larghe intese. Il Pd (che a Palazzo Cesaroni c’è, On. Verini, e potrebbe agevolmente riproporre in Umbria ciò che sta sostenendo a livello nazionale) abbandoni chiuse riunioni all’insegna dei buoni propositi sul superamento delle divisioni di partito e di coalizione, aprendosi a nuove soluzioni per i problemi economici, imprenditoriali, occupazionali e sociali dell’Umbria, che davvero non possono più attendere. Auspico quindi che si apra una settimana che segni, con atteggiamenti decisivi, il definitivo superamento dell’impasse venutasi a creare in Consiglio. Da parte nostra confermiamo lo stesso atteggiamento coerentemente assunto sia a livello nazionale che locale, ovvero la totale disponibilità a ragionare con libertà su qualsiasi soluzione che guardi al bene della comunità umbra, senza pregiudizi né interessi di parte.

Sandra Monacelli – Presidente Gruppo Consiliare “Casini – Unione di Centro”

 

Perugino di 38 anni ucciso durante una rapina

3 marzo 2012

Il Fatto: Luca Rosi, bancario di 38 anni è stato colpito a morte al tronco da diversi colpi di pistola durante una rapina nella sua casa.

Il commento di Maurizio Ronconi:E’ incredibile, inaccettabile la feroce violenza dei banditi che hanno ucciso a Perugia un giovane uomo. Ormai questi episodi si moltiplicano e solo per circostanze fortuite sino ad oggi non avevano provocato vittime. Il dramma di questa notte a Ramazzano ripropone la questione della sicurezza nella nostra regione, obbliga a delle risposte chiare e definitive nei confronti dei cittadini sempre più impauriti ed incerti. Non c’è tempo da perdere e immediatamente dopo il dolore il raccoglimento si apra una fase di profonda e definitiva riflessione che, senza sconti per nessuno, faccia individuare soluzioni che favoriscano una convivenza civile e sicura.

“PERUGIA ORMAI IN MANO ALLA CRIMINALITÀ. LA CITTÀ SI RIBELLI ALL’INERZIA DELL’AMMINISTRAZIONE”

Il consigliere regionale del Popolo della libertà Massimo Monni commenta con “allarme e sconcerto” la rapina e l’omicidio avvenuti nella notte di venerdì in una villa alla periferia di Perugia. Secondo l’esponente del Pdl “era ormai purtroppo prevedibile che i numerosi assalti alle ville che da troppo tempo interessano la periferia del Capoluogo regionale degenerassero arrivando all’omicidio”. I cittadini di Perugia hanno ormai perso ogni sicurezza mentre la politica lassista delle Giunte comunali di centrosinistra, come quelle guidate da Renato Locchi a Vladimiro Boccali, ha permesso il dilagare della criminalità della nostra città”. Massimo Monni, consigliere regionale Pdl

Flamini (Prc): “Straordinario problema di ordine pubblico” L’evento ci indica chiaramente che a Perugia c’è oramai un problema straordinario di ordine pubblico e di sicurezza. Le cittadine e i cittadini sono semplicemente terrorizzati.Ora, al di là di provvedimenti ad effetto di breve durata e contro la demagogia del razzismo fai da te, non solo riproponiamo le nostre proposte di sicurezza democratica per Perugia, ma ci rivolgiamo anche alle Istituzioni affinchè intervengano presso gli organi preposti per sollecitare azioni all’altezza della gravità della situazione, azioni capaci di garantire ai cittadini la qualità della vita che sempre ha contraddistinto Perugia.

Abbiamo paura !!! Il terribile, atroce, delitto compiuto a Ramazzano fotografa la situazione drammatica della assoluta insicurezza che affligge la nostra città. Non basta essere conosciuti nel mondo come “capitale europea della droga” e quartier generale dello spaccio. Ora anche la criminalità più efferata e pericolosa sta imponendo la propria “legge” nel nostro territorio. Quello di Ramazzano è solo l’ultimo e più tragico degli eventi criminosi che stanno devastando Perugia in una escalation che pare irrefrenabile. La violenza dilaga. I cittadini hanno paura. E’ vera emergenza e come tale deve essere affrontata. Se le Forze dell’Ordine – con l’impegno che profondono al di là di ogni limite e carenze di strutture ed organici – riusciranno ad assicurare alla Giustizia – i sanguinari autori del delitto, con ogni probabilità scopriremo che si tratta di pregiudicati con una interminabile fedina penale. Perché non sono in galera? Quali norme occorre rivedere affinchè, chi ha fatto della ferocia il proprio metodo di vita, una volta in prigione, si veda gettata via la chiave della cella, in modo che certo buonismo, fuori tempo e fuori luogo, non la riapra? A Perugia è emergenza sicurezza. Le Istituzioni se ne facciano carico, se vogliono assolvere al loro compito di tutela dei cittadini che hanno diritto a vivere le proprie città in libertà ed al riparo dal crimine. Chiedano interventi urgenti allo Stato, con dotazione di uomini e mezzi alle Forze dell’Ordine, per affrontare con determinazione ed efficacia questa situazione non più tollerabile! Chiediamo al Sindaco Boccali che ci risparmi di leggere sui giornali la notizia dell’ennesima letterina inviata al Ministro dell’Interno. Non ne possiamo più. Nella condizione in cui è precipitata Perugia, non può affidarsi a lettere o sms. Occorre una protesta dura, forte, incisiva, determinata. Magari si incateni davanti al Viminale e vi resti “prigioniero” fintanto che non avrà ricevuto risposte concrete. Prigioniero come ci sentiamo noi, oggi,  nella nostra città !

Carla Spagnoli – Coordinatore Regionale di Futuro e Libertà

Guido Lanzo – Esponente Partito Popolare Sicurezza e Difesa

Profondamente colpita dall’efferato delitto compiuto da poche ore all’interno di una abitazione nella citta’ di Perugia, esprimo cordoglio alla famiglia di Luca Rosi vittima di una violenta follia che sembra non conoscere piu’ limiti o ostacoli.

Sandra Monacelli consigliere regionale Udc: Nell’esprimere un forte sostegno alle forze dell’ordine e alla Magistratura affinche’ possano assicurare al più presto alla giustizia gli artefici dell’atroce gesto, auspico che l’Umbria in tutte le sue componenti istituzionali, politiche e sociali sappia elevare talmente forte in queste ore la propria indignazione da sradicare definitivamente e totalmente il diffondersi della criminalita’ nella nostra regione.

Monacelli (Udc): La politica umbra preferisce restare sorda alle voci di cambiamento che vengono dalla società civile

21 febbraio 2012

Nei giorni scorsi, anche in seguito ai gravi avvenimenti giudiziari, avevamo chiesto a gran voce un cambio di passo della politica umbra. Credevamo infatti che per la politica questo poteva essere il momento buono per schierarsi apertamente a salvaguardia del ruolo insostituibile delle Istituzioni e della loro credibilità, siglando un “Patto di Larghe Intese” in cui la stagione delle riforme sarebbe stata meno annunciata e più praticata. A poche ore dalla convocazione del Consiglio Regionale che eleggerà l’Ufficio di Presidenza, in seguito alla sospensione del Vicepresidente Vicario Orfeo Goracci e alle susseguenti dimissioni del Vicepresidente Andrea Lignani Marchesani e del Segretario Alfredo De Sio, la situazione che invece ci troviamo dinanzi è l’esatto opposto rispetto a quanto da noi auspicato e sostenuto. La maggioranza, per paura di finire schiacciata tra il rischio di un’agenda dettata dalle inchieste giudiziarie e il ricatto di numeri fin troppo variabili dentro un quadro storico di coalizione, ha deciso di non farsi tentare da colpi d’ala, evitando quel coinvolgimento di tutte le forze politiche presenti in Consiglio, attuato con risultati convincenti su scala nazionale. Parte della minoranza, dal canto suo, ha pensato quindi di riproporre lo stesso refrain, in cui gli strapuntini di incarichi rappresentano l’orizzonte massimo a cui guardare. La salvaguardia dei precarissimi equilibri interni alle coalizioni ha avuto ancora una volta la meglio rispetto ad una assunzione di responsabilità necessaria nel guidare il cambiamento. Una volta di più vale la riflessione riguardo alla necessità di partiti omogenei, nuovi nei metodi e nelle persone, da sostituire alla logica delle coalizioni che, pur di vincere, hanno messo in campo tutto ma hanno portato alla rovina il Paese. Quindi, come purtroppo paventavamo nei giorni scorsi, “tanto rumore per nulla”. La politica umbra preferisce il profilo basso, il conservatorismo, restando costantemente sorda alle voci di cambiamento che sempre più numerose e forti si alzano dalla società civile. Il rischio è quello di arrivare a una frattura insanabile tra cittadini e Istituzioni. Ma alla politica umbra questo terribile scenario, sia a sinistra che a destra, non sembra importare nulla. Per questi motivi, proprio per dare un contributo di chiarezza e per manifestare la nostra contrarietà a questo modo di intendere la politica dove il fiato corto è tutto ciò che resta, e nell’attesa di vedere dai voti per quanto tempo ancora potrà reggere l’attuale sistema, come Gruppo UDC annunciamo, con trasparenza e a carte scoperte, di non prendere parte, stante l’attuale situazione, alla votazione dell’Ufficio di Presidenza.

Sandra Monacelli  – Presidente Gruppo Consiliare “Casini – Unione di Centro”

 

Monacelli sul caso Goracci: sostituire il vicepresidente non basta

15 febbraio 2012

I gravi avvenimenti delle ultime ore, che hanno visto coinvolti il Vicepresidente del Consiglio Regionale e una larga fetta di classe dirigente e politica del Comune di Gubbio, impongono inevitabilmente delle riflessioni. Ci troviamo in presenza di accuse molto gravi e di provvedimenti altrettanto pesanti di restringimento delle libertà personali. La magistratura, unico soggetto deputato a indagare, acquisire atti e quindi giudicare, deve fare il suo corso, ma la politica non può limitarsi a fare da spettatore. Tutto ciò al di là di stucchevoli e ipocrite prese di distanza, che tendono oggi ad abbandonare come un pesante fardello chi, fino a ieri, veniva portato ad esempio su scala nazionale, condividendone successi e vantaggi, costruiti magari sugli stessi sistemi di potere noti ma che ora vengono ripudiati, limitandosi a liquidare la vicenda come semplici responsabilità individuali. In qualità di Consigliere Regionale,  ritengo invece che in questo momento non vada sottovalutato il grave rischio per le istituzioni di un’ulteriore perdita di credibilità e fiducia da parte dei cittadini. La politica deve subito mettere in atto tutte quelle azioni a salvaguardia del ruolo delle istituzioni e che sappiano volare alto rispetto alle logiche di nascondere la polvere sotto il tappeto. Risposte che vanno trovate con uno sforzo supplementare di idee e progetti per aprire, con uomini e metodi nuovi, la complessa stagione delle riforme. Sarebbe ingiustificato e inutile, oltre che colpevole per il ruolo che come consiglieri regionali siamo chiamati a ricoprire, il ricercare semplicemente una soluzione tendente a nascondere o a minimizzare le difficoltà del momento con semplici prove di forza tra minoranze scontate e una maggioranza sospesa tra mille divisioni interne e clamorose inchieste giudiziarie. Voglio sperare che la risposta istituzionale non sia tanto quella delle dimissioni da chiedere al consigliere Goracci dal suo ruolo di Vicepresidente della massima assise regionale, al solo scopo di sostituirlo con un altro esponente della compagine di maggioranza, quanto quella di ricercare soluzioni che superino la contingenza del momento, capaci di dare risposte serie al bisogno di credibilità delle istituzioni e della politica, aprendo finalmente quel processo riformatore di cui l’Italia e in particolare l’Umbria hanno bisogno.

Sandra Monacelli

Presidente gruppo consiliare – “Casini – Unione di Centro”

Assegno di cura, è colpa di San Remo? dimmi …quando…quando…quando

14 febbraio 2012

Sono mesi ormai che gli ammalati di Sla aspettano l’assegno di cura più volte promesso e mai arrivato, credo che sia giunto il momento di dire basta e chi ha la responsabilità di questo scandaloso atteggiamento della Sanità Umbra  è giusto che ne tragga le conseguenze e si dimetta. Ospitiamo volentieri qui di seguito la nota del consigliere regionale Udc  Sandra Monacelli che con passione e forte senso civico tanto si è spesa in favore di queste persone.

*Di fronte all’indecenza che si sta verificando nella corresponsione degli assegni di cura per i malati di SLA che a tutt’oggi non risultano erogati, non è più il tempo di usare toni pacati. Non mi importa nulla di essere considerata politicamente scorretta nell’uso di questa terminologia, ma non voglio assolutamente rendermi complice con il silenzio di questo inconcepibile scandalo. Ho davanti agli occhi i tanti malati di SLA e i loro familiari illusi dalla nostra istituzione regionale di avere risposte immediate nel riconoscimento del diritto all’assistenza, e non riesco a trovare uno straccio di giustificazione plausibile. Ritengo che si stia rubando il tempo a persone che non possono permettersi il lusso di vederlo sprecato per negligenze o, peggio ancora, per misere “ questioni di cassa” che negano con i fatti quello che invece a parole è stato promesso . A questo punto ne va della credibilità dell’Assessore alla Sanità e della sua autorevolezza: è passato circa un mese da quando in Consiglio Regionale ha risposto, nel corso di una question time, sui ritardi nell’erogazione dell’assegno di cura, rassicurando sia sulla procedura in atto che sulla velocità di esecuzione. Se dopo dopo tutto questo tempo siamo ancora punto e a capo, esiste un problema di autorevolezza: ne prenda atto e per serietà si dimetta!

Sandra Monacelli
Presidente gruppo consiliare
“Casini – Unione di Centro”

UMBRIA DISABILI GRAVI: QUANDO LE ISTITUZIONI “UCCIDONO” LENTAMENTE …

9 gennaio 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Sono trascorsi esattamente 6 mesi dalla manifestazione dei malati di SLA organizzata dall’AISLA nel consiglio regionale dell’Umbria. Quella mattina il clima era davvero pessimo, l’aria irrespirabile, la temperatura vicina ai 40 gradi. Quelle condizioni climatiche minarono in modo irreversibile la salute di alcuni dei malati presenti, uno dei partecipanti GIULIO GALLI morì pochi giorni dopo . I malati e i loro familiari, furono costretti a compiere un gesto così clamoroso a causa della condotta omissiva, elusiva, delle istituzioni regionali, il disegno di legge che disciplinava l’assegno di cura giaceva in III commissione da mesi . L’assegno, come molti di noi sanno, ha il compito di alleviare e sostenere il carico di cura della famiglia, permettendo di assumere e remunerare dignitosamente un assistente familiare, in quanto è altresi noto, che l’impegno di cura a favore dei malati è piuttosto considerevole, spesso finanziariamente insostenibile, si parla di cifre prossime ai 6000 euro al mese. Tutte le reginioni italiane, tranne poche, rare eccezioni, erogano gli assegni, li erogano non solo ai malati di SLA, ma a tutti coloro che si trovano in condizioni di grave disabilità. Nel corso della seduta consiliare concomitante alla manifestazione, fu strappata l’approvazione di un ordine del giorno nel quale la maggioranza si impegnava a disciplinare la previsione dell’assegno, lo strumento prescelto non sarebbe stata una legge, ma bensì una traballante delibera, per di più, delibera che intruduceva una sorta di sperimentazione della durata di un anno, quindi nulla di definitivo e nulla di estensibile agli altri disabili gravi . Quindi, scelte discutibitili e palesemente discriminatorie, quasi con l’intento mal celato di alimentare una guerra tra disperati . Secondo voi a distanza di 6 mesi qual’è lo stato dell’arte ? Nulla, nessun segnale, niente assegno, famiglie e malati ancora nel guado ! Voi direte – beh c’è la crisi, la regione non trova i soldi – No ! I soldi erano già pronti a maggio 2011, la Regione poteva metterne dei suoi, ma non lo fece, aspettò il riparto del fondo sanitario nazionale per il 2011, i fondi, circa 300.000 euro, erano   già disponibili da allora. Sembra alquanto difficile credere, che una Regione con un bilancio prossimo ai 3 miliardi di euro, incontri tutte queste difficoltà a racimolarne poche decine di migliaia al fine di alleviare la sofferenza di queste famiglie.  Sembra difficile crederlo anche in ragione del fatto che, ogni anno, vengono indetti appalti per  centinaia di milioni di euro in favore delle varie coop, appalti per la gestione delle strutture residenziali e semiresidenziali, appalti, che prevedono contributi pubblici per ogni singolo disabile ospite in struttura per migliaia di euro al mese . Tutti conoscono i vantaggi, in termini di risparmio che gli assegni di cura portano alle casse regionali, ma tutti o quasi, in questa Regione, continuano ad ignorare, eclissare, tacere . Mi raccontava ,un sindacalista di fuori regione che lotta in favore dei diritti delle persone con handicap, delle straordinarie difficoltà che ha incontrano in Umbria nell’ organizzare le attività del suo sindacato, ai suoi occhi è apparso subito il meccanismo consociativo estremo che di fatto blocca e mina la naturale vita democratica ed istituzionale . In Umbria, a suo dire, non c’è ne maggioranza ne opposizione ma un miscuglio malsano,  aveva incontrato molte meno difficoltà in Sicilia e Campania. Posto in questi termini il quadro parrebbe disperato, ma in realtà non è così . L’assegno di cura, l’assistenza domiciliare indiretta ,sono figure previste da leggi e norme nazionali, il fatto che vi sia o meno una delibera regionale, comunale, provinciale che ne disciplini i dettagli, è quasi irrilivante . Le leggi in questione sono la 328 del 2000 e la 162 del 1998, leggi che in Umbria, vengono completamente disattese nelle parti in cui favoriscono concretamente la libera scelta dei disabili e delle famiglie su come disporre dei finanziamenti relativi all’assistenza. Finanziamenti non pochi per la verità, a loro destinati dal fondo sanitario nazionale, e comunque, anche i comuni possono disporre di risorse proprie per coprire adeguatamente certe situazioni . Ai cittadini umbri non rimane che un unico valido strumento per ottenere la tutela dei loro diritti, affidare ad un legale competente in materia, l’intera questione, avendo cura di scegliere oltre che in ragione della compenza anche con riferimento,    per quanto possibile, all’indipendenza . E’ necessario scegliere un legale che non anteponga interessi e collusioni poco trasparenti alla deontologia ,che non inganni e tergiversi sulle possibilità che la legge offre per la tutela di queste persone e delle loro famiglie, le cui rivendicazioni, per la legge e i tribunali italiani sono assolutamente concrete, rivendicazioni che per la grettezza, il cinismo, la corruzione di alcuni politici ed amministratori pubblici, debbono necessariamente trovare risposte e tutele nei palazzi di giustizia .

Disabile Libero – Perugia

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Il consiglio regionale dell’Umbria in quel caldo giorno di luglio, si e’ assunto un impegno con i malati di Sla e le loro famiglie.  Lo ha preso con Giulio… con coloro che come lui non c’e l’hanno piu’ fatta… lo ha preso con Francesco e con  coloro che condividono la stessa crudele compagna di viaggio.  Simili esperienze non possono scivolare inutilmente sulla pelle senza lasciare traccia- Ci sono casi della vita in cui le parole sono pietre e questoè uno di quelli! Non c’ è ragione al mondo che possa giustificare il ritardo con il quale ancora oggi, dopo mesi, si stenta ad onorare un impegno unanimemente assunto dal Consiglio regionale dell’Umbria!

Sandra Monacelli – consigliere regionale Udc

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Davvero strano a volte che i politici sembrino non comprendere quale tipo di risonanza mediatica potrebbe avere un intervento palese a favore di categorie fortemente penalizzate dalla natura e dalla storia. Essendo queste parte dell’ambito sociale in cui si vive, l’attenzione fattiva dello stesso, rappresenterebbe uno specchio di rimando pubblicitario per loro di altissimo spessore. Dimostrerebbero di possedere quelle doti di umanità e di sociale attenzione che dovrebbero essere le prime da ricercare in un candidato politico da parte degli elettori. Si potrebbe così invitare i potenziali elettettori ad accertarsi delle idee possedute dall’ aspirante politico prima di entrare nell’urna, accertandosene osservando la sua capacità di relazionarsi con gli ambiti più sfortunati e provati della società. Si potrebbe ovviare ad eventuali cantonate semplicemente valutando i suoi modi di relazione con i più sofferenti: una cartina di tornasole capace di valutarne l’attitudine nel trattare in casi di varia umanità partendo da un anello basso.
La presenza di tanti condizionali nel testo non ne pregiudica di per se la possibilità reale!!!

Roberta Capodicasa

SANITÀ: “INSPIEGABILE ED INACCETTABILE RITARDO NELL’EROGAZIONE DELL’ASSEGNO DI SOLLIEVO PER I MALATI DI SLA” – INTERROGAZIONE-QUESTION TIME DI MONACELLI (UDC)

9 gennaio 2012

Il presidente della Giunta regionale spieghi i motivi di tale inspiegabile ed inaccettabile ritardo, procedendo l’urgente adempimento degli impegni assunti con la delibera del luglio 2011. Lo chiede, con una interrogazione -question time incentrata sull’erogazione dell’assegno di sollievo per i malati di Sla, il capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni Sandra Monacelli. A tutt’oggi, a fronte di ulteriori decessi di altri malati, alcuni dei quali presenti alla seduta consiliare dell’11 luglio 2011, non risulta ancora essere stato messo in atto quanto previsto dalla delibera di Giunta, pur essendo ampiamente decorso il termine previsto per l’avvio, ovvero il 1 ottobre scorso, con grave ritardo quindi su quanto deliberato prima in Consiglio e poi dalla Giunta stessa”. Sandra Monacelli denuncia che il ritardo nell’erogazione dell’assegno di sollievo “genera nuove incertezze, disagi e preoccupazioni nei malati e nei loro familiari, che non possono subire l’inutile perdurare di tatticismi burocratici e di inspiegabili rinvii”.

Monacelli, Udc, ‘Solo chi osa sa volare’”

5 gennaio 2012

“La ricetta del tirare a campare adottata dalla maggioranza della Regione Umbria, si ripropone in grande spolvero anche per il nuovo anno”. Lo afferma il capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni, Sandra Monacelli, facendo riferimento alle “notizie trapelate sulla stampa, a seguito del summit della presidente Catiuscia Marini con i capigruppo di centrosinistra, circa l’intenzione di procedere incuranti del mutato quadro politico nazionale che sostiene il Governo Monti, e cosa ancor più grave, delle profonde lacerazioni interne, che hanno sino ad oggi minato, ritardato e compromesso la strada delle riforme regionali. Scelte che sembrano foriere di rassegnazione e di incapacità nell’esaminare la situazione politica nel suo complesso”.

LORD SALVATO DAI VETERINARI ASL E DALLA LAV

14 dicembre 2011

Brigitta Favi

Bella e fruttuosa la collaborazione tra Medici Veterinari della ASL di Perugia e la Lega Antivivisezione, che ha portato al salvataggio di un cane maltrattato vicino a San Nicolò di Celle. Il Servizio Veterinario è stato attivato dalla segnalazione di Graziella  Gori della Lav (Lega Antivivisezione), che denunciava la presenza di questo povero cane, ridotto in condizione pietose. Quando sono arrivati sul posto, la d.ssa Brigitta Favi, l’Ispettore Sanitario Lino Rialti e i tecnici accalappiatori Sandra Uhleman e Riccardo Cofani hanno trovato un Setter Gordon molto anziano, detenuto in condizioni di segregazione, in un sottoscala piccolissimo chiuso da una porta, con odore nauseabondo, al buio, legato a catena corta, costretto a coricarsi sui suoi escrementi. C’erano due pentole, presumibilmente adibite a ciotole, completamente vuote. L’animale

Lord

era in uno stato simil-catatonico, magrissimo, le sporgenze ossee delle coste, della colonna e del bacino evidenti sotto il pelo sporco di notevoli quantità di feci rapprese. Quando Lord, così è stato soprannominato il cane per la sua eleganza e dignità, malgrado la miseria in cui era stato ridotto dal suo carnefice, è stato portato all’esterno ha mostrato fotosensibilità, ritraendosi dalla luce. Un tumore sulla palpebra inferiore dell’occhio destro aveva provocato una congiuntivite purulenta, un altro tumore enorme sulla zampa posteriore destra, delle dimensioni di oltre venti cm, procurava un’evidente zoppia e dolore. L’assenza di pelo sulla coda, le unghie lunghissime, il naso desquamato e la forfora sulla cute fanno sospettare che Lord abbia anche la Leishmaniosi. Il lieto fine: il cane posto sotto sequestro è stato portato al Canile Sanitario della ASL, dove ha ricevuto le prime cure, è stato toelettato, nutrito e dissetato. Commovente il comportamento di Lord, che, una volta al sicuro, ha iniziato a scodinzolare e fare le feste a tutti. Oggi il povero animale è stato sottoposto agli esami del sangue per completare gli accertamenti sul suo stato di salute, è stato anche operato e gli è stato asportato il grande tumore sull’arto. Il proprietario ora farà i conti con la giustizia, dovendo rispondere di una denuncia penale per il reato di maltrattamento nei confronti del suo cane. Denunciato alla Magistratura e nei guai con la legge anche il proprietario di un altro cane trovato mentre vagava in località Santa Sabina con un collare elettrico. Il dispositivo, assolutamente fuorilegge, viene usato da persone senza scrupoli per addestrare i cani, infliggendo loro enormi sofferenze ogni volta che disobbediscono.

Riforma endoregionale, la Regione cerca di risparmiare e la Provincia e Umbra Acque che fanno? ASSUMONO NUOVO PERSONALE

24 novembre 2011

Mentre fervono i lavori nelle Commissioni consiliari regionali dell’Umbria per uscire in fretta dal rompicapo di una riforma endoregionale, sul cui risparmio affiora ben più di qualche ragionevole dubbio, per i condizionamenti posti dalla notevole quantità di personale dipendente da ricollocare da una sigla ad un’altra, ho appreso con una certa sorpresa di una nuova selezione da parte di Umbra Acque, per 4 autisti nella movimentazione mezzi pesanti e macchine da scavo e carico, nell’ambito del “potenziamento dell’organico dell’area operativa” come si legge sul sito dell’azienda. Già nei mesi scorsi anche la Provincia di Perugia si era prodigata frettolosamente in nuovi concorsi… Ora, se in Regione si cerca di agire nella direzione di rendere maggiormente efficace ed efficiente il funzionamento delle istituzioni, sulla base di una forzata ottimizzazione delle risorse disponibili che obbliga a qualificare al massimo il personale già presente, non si capisce proprio perchè in altri enti, organici allo stesso sistema regionale, si vada nella direzione opposta. La particolare contingenza che viviamo evidenzia un sistema che ha fagocitato consensi in cambio di prebende e posti di lavoro, ed ora, pur pagando il conto di tale sproporzione, sembra non perdere antichi vizi ed abitudini distorte. Eppure l’incedere della più preoccupante crisi dal dopoguerra ad oggi e l’insostenibilità del sistema richiederebbe una rapida inversione di rotta. La Regione ha il dovere non solo di perseguire con decisione questa strada , ma anche di fare in modo che le azioni di Province, Comuni, partecipate ed enti intermedi tendano senza contraddizioni verso tali obiettivi. Non sarebbe affatto credibile una riforma del sistema che scioglie sigle da una parte inventandone di nuove, giustificate con il blocco delle assunzioni, quando in concomitanza si continua ad arruolare nuovo personale pubblico. Sembrerebbe più ragionevole immaginare che oltre le riforme cartacee, le istituzioni regionali e i loro derivati, possano trovare l’occasione di sedersi attorno ad un tavolo per valutare, attraverso un’approfondita ricognizione, come soddisfare le varie esigenze di personale,con la ridistribuzione ad esempio delle risorse umane disponibili. Non può essere più questo il tempo che legittima egoistiche visioni, legate alla gestione del proprio orticello. La sfida di ammodernamento riguarda tutti e non può essere pagata solo dalle nuove generazioni alle quali con questa confusione …non resterebbe altro che arrangiarsi.

 Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare “Casini – Unione di Centro”

SANITÀ: “E’ URGENTE E NON RINVIABILE L’ATTUAZIONE DELLA DELIBERA DI GIUNTA SUL SOSTEGNO ALL’ASSISTENZA DOMICILIARE DEI MALATI DI SLA”

12 ottobre 2011

INTERROGAZIONE DI SANDRA MONACELLI (UDC)

Sandra Monacelli

“La delibera   prevedeva di promuovere azioni sperimentali da parte delle Asl, a partire dal 1 ottobre 2011 fino al 30 settembre 2012, finalizzate all’erogazione di un assegno di sollievo mensile articolato in tre fasce di 400, 800 o 1.200 euro, destinata alle persone residenti in Umbria in situazione di non autosufficienza affette da malattie dei motoneuroni ed in particolare da SLA che si trovino nella fase avanzata della malattia e che siano assistite presso il proprio domicilio, senza limiti né di reddito né di età dell’assistito. Prevedeva altresì l’istituzione di un Osservatorio permanente composto dai rappresentanti delle Associazioni dei malati, dal Centro di riferimento regionale per le persone affette da SLA e dalla Direzione regionale Salute, Coesione Sociale e Società della Conoscenza con compiti di verifica dell’attuazione della delibera stessa”.

Sanitopoli, mozione del consiglio regionale presentata alla presidente Marini

20 settembre 2011

Le difficoltà decisionali sul direttore ASL3, sono emerse anche per la particolarità di un contratto blindato di natura privatistica, con il quale alla dott.ssa Rosignoli venne assegnato un ruolo con una scadenza talmente anomala da oltrepassare il naturale termine della passata legislatura, ovvero superava il mandato stesso della Presidente che lo siglava e tutto il successivo dell’attuale Presidenza Marini; l’odierna importante decisione non può essere considerata esaustiva di ogni altro provvedimento, oltre che di una più profonda riflessione; le notizie relative all’inchiesta accrescono la consapevolezza di un ruolo politico non estraneo alle responsabilità del livello tecnico, anzi si evidenzia il coinvolgimento nell’inchiesta di componenti dell’apparato politico, che ancora oggi ricoprono incarichi di primo piano nella Giunta regionale e dunque risultano permanere ombre di credibilità sulla Istituzione regionale che andrebbe invece preservata e tutelata. Con questa mozione, il Consiglio regionale chiede alla Giunta, Presidente Marini in primis, di non tentennare in nome di un opportunismo di parte o per eventuali sensi di gratitudine a chicchessia, ma anzi di procedere con determinazione nelle scelte ritenute opportune, in nome della propria autonomia decisionale e della garanzia di trasparenza dovuta al cittadino, a servizio del quale l’intero sistema è stato pensato.

 Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare – “Casini – Unione di Centro”

“Declassamento e sottoutilizzo della centrale a carbone di Bastardo”. Interrogazione di Sandra Monacelli al presidente della regione

15 settembre 2011

Sandra Monacelli

La centrale di Bastardo, oggi Pietro Vannucci, nasce nel 1958 come impianto a lignite (grazie alla presenza nel territorio circostante di importanti giacimenti) ed entra in funzione nel 1967 alimentata però ad olio combustibile sin dall’inizio; nel 1989-90 viene realizzata la riconversione a carbone che tutt’oggi alimenta l’impianto e che proviene dall’estero, trasportato via mare fino al porto di Ancona; fino al 31 dicembre 2009, la centrale ha avuto un elevatissimo fattore di utilizzo, essendo l’impianto considerato strategico dal GSE (gestore del servizio elettrico) sia per la collocazione geografica, sia per l’equilibrio energetico nelle reti di trasmissione; avendo ormai smaltito  i costi di ammortamento, esso risultava essere economicamente vantaggioso ed infatti la sua produzione era richiesta all’ENEL praticamente per l’intero anno; l’interrogante chiede: i motivi per cui il citato impianto è stato declassato e portato ad un bassissimo fattore di utilizzo, con un budget preventivo di circa un mese di funzionamento; in particolare il motivo che ha portato in data 26 febbraio 2011 a dichiarare l’impianto «riserva fredda» (termine tecnico usato per indicare che l’impianto è ritenuto escluso da qualsiasi possibilità di essere chiamato in servizio) e ciò proprio nel momento in cui, a causa della crisi libica che ha sospeso le forniture di combustibile verso il nostro Paese, si dovrebbe a maggior ragione puntare sulla diversificazione delle fonti energetiche; e quali siano le conseguenze in termini occupazionali e di indotto di una tale decisione.

Sandra Monacelli – consigliere regionale UDC

Sanitopoli umbra: dalle pressioni per assunzioni ed appalti, alle esenzioni Ici, una voragine senza fine.

9 settembre 2011

NOTA DEL PARTITO RADICALE

Il clamoroso scoop pubblicato oggi da alcuni quotidiani umbri conferma nero su bianco quello che tutti sanno ma che nessuno ha avuto il coraggio di denunciare. Un sistema di potere fatto di raccomandazioni, favori a parenti, amici e ad amici di amici descritto in files che gli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri sequestrarono a casa di Sandra Santoni, capo di gabinetto dell’ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti, nel settembre dello scorso anno.

Sta alla magistratura accertare l’eventuale responsabilità penale del contenuto dei files. Ci limitiamo a sottolineare, ancora una volta, come il sistema di potere ecclesiastico non abbia limiti di decenza: le raccomandazioni per i propri protetti si aggiungono a quel sistema che i Radicali, in solitudine, stanno denunciando da molti anni e ultimamente anche nelle iniziative sulla manovra economica in Parlamento

La Chiesa non si limita solo alla gestione di un miliardo di euro l’anno grazie all’ 8 per mille, spesi soprattutto per pagare gli stipendi ai sacerdoti, costruire nuove chiese, finanziare i Tribunali della Sacra Rota, nonché le varie iniziative politico-culturali della Conferenza episcopale e la galassia di associazioni protagoniste della guerra al referendum sulla Legge 40 e contro Welby ed Englaro. No, il sistema è anche quello dell’esenzione dell’Ici per le attività commerciali del Vaticano o, come nel caso umbro, del finanziamento pubblico degli oratori parrocchiali.

Una voragine senza fine, di cui le “segnalazioni” sono solo apice di un sistema consolidato.

Liliana Chiaramello – Andrea Maori (Partito Radicale)

Nota di redazione:

I RADICALI PUNTANO IL DITO SULLA CHIESA

Francamente sembra poco credibile che la voragine finanziaria che stiamo toccando con mano sia responsabilità della Chiesa, forse è più giusto pensare invece ai  decenni di mala amministrazione locale e nazionale che ha consentito un autentico assalto alla diligenza con la compiacenza di chi aveva la responsabilità dei controlli.

Commento di Maria Rosi – consigliere regionale PDL

La Chiesa ha tutto il diritto di chiedere aiuti e finanziamenti per proseguire con successo la sua missione di aiutare i più deboli, ma ovviamente è responsabilità della politica capire se si può dare con la massima trasparenza e legalità. Si ha netta la sensazione che l’attacco alla Chiesa sia solo un misero tentativo di disinformazione per tentare di deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dal malaffare ormai diventato consuetudine, consolidato in 70 anni e di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità politica.

 

MONACELLI UDC – “PREOCCUPAZIONE PER L’ATTACCO AL VESCOVO PAGLIA INFARCITO DI VIOLENTO ANTICLERICALISMO E INTOLLERANZA”

1 settembre 2011

“Destano molta preoccupazione gli atteggiamenti di Rifondazione comunista che, infarciti di violento anticlericalismo e di intolleranza verso ogni critica, prendono di mira su Umbrialeft la Chiesa Cattolica e il presidente   della Conferenza episcopale umbra Mons. Vincenzo Paglia”. Così Sandra Monacelli, capogruppo regionale dell’Udc, che sottolinea come tali comportamenti
“hanno il sapore di vere e proprie aggressioni intimidatorie, che trovano ragion d’essere solo nelle pieghe di quel fanatismo ideologico che oltre ad avere prodotto negli anni troppe tragedie umane, dimostra di non avere ancora compreso che la Chiesa Cattolica, parla all’uomo e alla sua
coscienza, non è dunque né un partito politico, né un avversario da abbattere”.
Monacelli, nel dirsi convinta che la Chiesa non debba essere “a seconda delle convenienze di parte, osannata od offesa per ciò che afferma”, si chiede come la presidente della Regione Umbria “che guida una coalizione di sinistra, formata anche da Rifondazione Comunista, possa sopportare il peso di parole scagliate come pietre, nel nome di una intolleranza che mortifica ed offende i cattolici e coloro che li rappresentano”.

Catiuscia Marini è davvero Presidente del “cambio di passo” e della “discontinuità”?

27 luglio 2011

Sandra Monacelli

di Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare – “Casini – Unione di Centro”

Catiuscia Marini da Presidente del “cambio di passo” e della “discontinuità”, espressioni puntualmente utilizzate negli interventi programmatici che hanno caratterizzato questo primo anno di legislatura, rischia di essere ricordata invece come la perfetta continuazione di usanze del passato che seguono vecchie logiche. Lo tsunami giudiziario che ha riguardato la Sanità umbra aveva riconsegnato la relativa delega nelle mani della Presidente, a seguito delle dimissioni dell’allora assessore Riommi, gesto più volte ricordato e lodato in Aula dal suo partito. Oggi, a seguito del suo reintegro in Giunta con relativa rotazione delle deleghe, viene da chiedersi: che senso ha avuto tenerlo fuori? A chi ha giovato questa sorta di gioco dei quattro cantoni, che oggi ci ripropone un Esecutivo in perfetta continuità col passato? Certamente i cittadini non possono comprendere questi giochini fatti all’ombra delle inchieste giudiziarie, che non fanno altro che alimentare un diffuso e generalizzato senso di disgusto per la classe politica, alimentando l’indignazione verso la “casta”! Dalla Presidente – Commissario – Assessore ci si attendeva una gestione straordinaria della sanità, dando la virata indispensabile per ridefinire la mission di un sistema che cogliesse finalmente l’occasione per ripensarsi in forza delle mutate esigenze, la quale magari poi con coraggio e discontinuità avesse consegnato la delega ad un’alta personalità, interroppendo così invecchiati riti. Nella scelta appena fatta, invece, non si rilevano nel modo più assoluto elementi di discontinuità. Non è un giudizio sulle persone, ma sui fatti che sono sotto gli occhi di tutti. Perché è pur vero però che le idee camminano sulle gambe delle persone… Capisco le difficoltà della Presidente a gestire una maggioranza divisa su troppe questioni, nelle quali il Partito Democratico in particolare patisce gli evidenti limiti dovuti ad un usurato rapporto di compenetrazione tra partito guida ed amministrazione della cosa pubblica. È del tutto evidente che le scelte operate in questo rimpasto hanno il sapore di sgambetti e dispetti interni al PD. L’assegnazione all’assessore Rossi di una delega che lo porterà a gestire in modo stringente i rapporti col Consiglio, presieduto dal suo avversario interno ternano, conferma questa sensazione, con il timore che questo non farà che acuire il conflitto senza fine tra i due Palazzi regionali. È ora però che il PD capisca che la cosa pubblica non è il luogo dove lavare i propri panni sporchi, ma la sede dove i cittadini chiamano gli amministratori a servire il bene comune.

Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare – “Casini – Unione di Centro”

Dibattito in Giunta ma la nomina di Walter Orlandi era già decisa, imbarazzo in Consiglio Regionale

14 luglio 2011

Sandra Monacelli

di Sandra Monacelli, capogruppo Udc – Casini

La questione dei criteri per le nomine dei direttori generali e dei primari, dopo aver patito un iter travagliato, subisce oggi un’improvvisa forzatura da parte della Presidente-Assessore, che sbiadisce i contorni dell’acceso e lungo dibattito in Consiglio, ridotto così a teatrino politico. La nomina di Walter Orlandi era già in tasca, una settimana prima che l’atto venisse licenziato dal Consiglio regionale, indipendentemente dal suo esito.

Probabilmente il fatto che il disegno di legge, rispetto al testo presentato dalla Giunta, abbia subito modifiche inaspettate per la stessa proponente, deve aver indotto la Presidente a tenere pronto un piano B. Ma allora che senso aveva portarlo all’attenzione del Consiglio, il quale dopo un ampio dibattito aveva indicato degli input ben precisi persino da parte delle forze di maggioranza, per poi disattenderli il giorno dopo? Perché si è voluta consumare questa farsa, con molti attori interni alla coalizione stessa che governa? L’atto di nomina di Orlandi, a questo punto, si configura come un vero e proprio tentativo di calpestare l’azione del Consiglio, ponendo enormi difficoltà in futuro nei rapporti con la Giunta.

Sin dall’inizio del dibattito avevo già avuto modo di affermare come la politica deve esercitare appieno il suo ruolo nel gestire le sorti della sanità umbra, riconoscendo e premiando i principi di qualità e merito, assumendo in pieno tale responsabilità all’interno però del margine di arbitrio che la classe politica deve avere nella selezione dei manager. La possibilità di mantenere un dirigente, se meritevole, o di sostituirlo in caso di valutazione negativa va dunque preservata. Non è in discussione la sostanza di questo principio, quanto la forma usata nella circostanza specifica. Ed in politica, si sa, la forma è sostanza!

Sono perfettamente cosciente dell’opportunità di affidare l’incarico di Commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera di Perugia “Santa Maria della Misericordia” al dott. Walter Orlandi, attuale Direttore generale dell’Azienda stessa, per “garantire nel modo più adeguato le esigenze di continuità gestionale al fine di definire nel merito l’assetto normativo e istituzionale del sistema sanitario regionale” come recita la delibera di Giunta n.744 del 05/07/2011, con “durata fino al 31/12/2012 per consentire allo stesso di realizzare gli specifici obiettivi in relazione ai programmi della Giunta regionale”. Il 16 luglio prossimo, infatti, scade il suo incarico, mentre sono in atto le procedure per la stipula di un nuovo Protocollo d’intesa fra la Regione Umbria e l’Università degli Studi di Perugia, processo che avrà necessarie ripercussioni sugli organi dell’Azienda, in virtù di una rivisitazione dei rapporti tra Servizio Sanitario Regionale e Università per rafforzarne la collaborazione, obiettivo che la Giunta intende raggiungere entro la fine del 2012. Le ragioni della nomina, dunque, ci starebbero tutte.

Quel che non convince è, ancora una volta, questa vecchia e logora dinamica delle nomine, che non evidenzia discontinuità rispetto alle gestioni passate e sforna stessi metodi.

La domanda da un milione di dollari è oggi: quale cambiamento è possibile realizzare, se gli apicali hanno sempre le stesse facce? Questo modo di operare sta travolgendo tutta la galassia che ruota attorno alla Regione, dalla sanità alle varie aziende (Arusia in testa…) e non fa purtroppo ben sperare circa la volontà di cambiamento di questa Giunta, guidata da una Presidente giovane e fresca di primo anno di mandato, dalla quale ci si aspetterebbe tutto tranne che la realtà umbra rimanga pressoché immutata.

Le inchieste giudiziarie, al netto di giudizi assolutori o di condanna, avrebbero dovuto indurre ad un energico cambiamento di passo e ad una vera discontinuità gestionale, di cui fino ad oggi non esistono che impercettibili tracce.

Auspico allora, guardando avanti, in riferimento alla situazione degli incarichi dei direttori generali, caratterizzata per la disomogeneità delle scadenze, come evidenziato dalla Giunta stessa, la quale ha espresso anche l’intento di riallinearle, progressivamente e compatibilmente con gli incarichi in atto, un profondo e sostanziale cambiamento: doveroso non solo per il rispetto verso il Consiglio, ma nei confronti degli umbri che lo aspettano con ansia!

Sandra Monacelli

Presidente gruppo consiliare

“Casini – Unione di Centro”

SLA, finalmente la politica si muove, in arrivo l’assegno di cura?

11 luglio 2011

Maria Rosi e Sandra Monacelli

Importante incontro a Palazzo Cesaroni, fra un gruppo di malati SLA Francesco Brunelli insieme ad altri quattro , Giulio Galli,  Agatino Russo, Paula Eders, Vincenzo Soverino ed alcuni consiglieri regionali, Sandra Monacelli UDC, che ha chiesto che venga discussa  la sua proposta di legge sull’assegno di cura ai malati di SLA e Maria Rosi PDL.

L’incontro apparentemente informale e molto civile è stato importantissimo perché gli ammalati hanno potuto esprimere alla presidente Marini ed ai consiglieri regionali gli estremi del proprio disagio di vivere. Infatti molti di loro e le loro famiglie sono totalmente abbandonati a se stessi e non riescono con risorse proprie a provvedere alle costosissime cure di cui hanno bisogno ed arrivare alla fine del mese.

Agatino Russo

Maria Rosi: “Questa mattina ho partecipato alla protesta che si è svolta a Palazzo Cesaroni dei malati Sla . E’ giusto sostenere chi soffre di questo tipo di patologia,perchè c’è una forte ripercussione sul malato e la sua famiglia. In virtù di ciò le istituzioni devono gli devono garantire una vita dignitosa mettendoli in condizione di avere un assistenza adeguata e continuativa. E’ giusto riconoscere a chi soffre di queste patologie un assegno di cura, che supporti le famiglie dei malati nel difficile percorso dell’assistenza. Inoltre va accolta la loro proposta di istituire un osservatorio perenne, strumento che permetterebbe di tenere sempre aggiornati i percorsi assistenziali e riabilitativi per i malati. E’ urgente che la giunta si attivi a emanare i decreti attuativi per l’istituzione del registro delle malattie rare che renderebbe attuabile l’istituzione di un assegno di cura. La nostra amministrazione non deve

Francesco Brunelli

avere paura di creare precedenti positivi”.

CasaPound Umbria affianca questi ultimi nel presidio da loro indetto sotto il palazzo della Regione, con il quale si chiede una revisione della regolamentazione dell’assistenza domiciliare.

Giulio Galli

“Si tratta di una proposta rivoluzionaria in uno dei settori più
lucrativi e più monopolizzati – conclude CasaPound – anche e
soprattutto a scapito degli utenti finali che sono i disabili e le
loro famiglie. Ovviamente il meccanismo non cambia in caso di servizi
diversi dall’assistenza domiciliare (SAISH). Se parliamo infatti di
recupero fisico, avremo la famiglia in possesso di un ‘bonus’ che potrà spendere tra un ventaglio di strutture in possesso dei requisiti per offrire quel servizio e, ovviamente, sarà scelta dal disabile quella che fornisce il miglior servizio per lui. Oggi funziona al
contrario: è il comune ad indicare alla famiglia a quale centro rivolgersi”.

”Entro il 31 luglio la Giunta regionale definira’ tutta la procedura amministrativa per l’istituzione dell’assegno sanitario di cura per gli ammalati umbri di Sla”. E’ quanto ha assicurato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ad una rappresentanza di ammalati e familiari, ricevuto a Palazzo Cesaroni.

Marini: entro luglio definiremo assegno di cura malati sla

Catiuscia Marini

”La Giunta regionale – ha ricordato la presidente – solo pochi giorni fa aveva assunto importanti provvedimenti per garantire una adeguata risposta agli ammalati di Sla ed alle loro famiglie, in considerazione della rarita’, specificita’ e particolarita’ di questa malattia”.

GUALDO TADINO, MONACELLI: NIENTE SCONTI SULL’OSPEDALE CALAI

6 luglio 2011

Sen. Sandra Monacelli

di Sandra Monacelli

Per dire ciò che penso sulla vicenda Calai, non chiamerò a raccolta alcun ‘gotha’ politico per farmi da testimone, ma cercherò lo stesso di essere comprensibile e chiara per chiunque, anche per chi, assumendo sembianze discutibilmente immacolate, finge di non capire. Premetto che ciascuna forza politica è libera di fare tutte le iniziative che ritiene opportune, ma con preciso riferimento all’incontro recentemente organizzato dal PdL gualdese, con parlamentari e consiglieri regionali, ritengo che il sindaco, anziché chiamarli a raccolta come difensori di quadri politici, lamentandosi per i comportamenti a suo dire incomprensibili degli alleati, avrebbe fatto meglio a chiedere loro impegni precisi che fino ad oggi sono mancati nei riguardi del nostro territorio, in evidente stato di difficoltà. Con la schiettezza che mi contraddistingue, mi permetto di evidenziare come da molto tempo purtroppo sulla questione del Calai, che rappresenta il punto nevralgico della città di Gualdo Tadino, le forze politiche abbiano deciso, al di là dei contenuti e delle finalità per nulla dissimili, di concentrare i propri sforzi nell’istintivo perfezionamento di tattiche finalizzate esclusivamente al mettere in difficoltà gli avversari. Tutto questo intreccio di pericolosi interessi non può vedermi connivente né consenziente. Le divergenze con il sindaco Morroni sono esplose quando, in occasione dell’incontro con la Marini del 7 aprile egli, per ragioni di visibilità personale, decise di non partecipare. In quel momento non risparmiammo al sindaco alcuna critica, si aprì un confronto aspro e duro, pur complicato da altre vicende, dove mai gli è stata risparmiata l’accusa di aver fatto perdere tre mesi di tempo alla città, visto che la presidente della Regione ha accordato questo nuovo appuntamento per l’8 luglio. Al fine di ricomporre una volontà unitaria di condivisione del progetto di riapertura del Calai che è nell’interesse dei gualdesi, perché le difficoltà occupazionali ed economiche che vivono le famiglie superano le appartenenze e non hanno colore politico, il gruppo consiliare che porta il mio nome (Lista SMS) ha proposto una mozione, approvata con l’assenza dei gruppi di opposizione nel consiglio comunale del 29 giugno. Successivamente, a seguito delle prese di posizione delle minoranze che lamentavano una scarsa partecipazione sul progetto Calai, è stato convocato un consiglio comunale aperto per il 4 luglio, che avrebbe dovuto essere il luogo del confronto, ma anche in questo caso si è registrata la totale assenza dell’opposizione che ha sbeffeggiato i presenti parlando di ‘brutte figure’. Credo in tutta onestà che non serva a nessuno questo assurdo gioco delle parti, questa commedia recitata all’infinito a danno della città. Come non abbiamo risparmiato critiche all’operato del sindaco, quando piegato alle proprie ragioni personali, così ci troviamo in dovere di stigmatizzare gli atteggiamenti sterili  dell’opposizione, volti a conseguire solo logiche strumentalmente di parte. A loro, sento il dovere di rivolgere comunque un pressante invito a non disertare l’incontro con la Marini, al fine di rappresentare le richieste della città di Gualdo Tadino sul Calai, non rincorriamoci con i dispetti, consumando meschine battaglie politiche su questioni che attengono l’interesse generale dei cittadini. Sul Calai non si fanno saldi e tanto meno sconti.

CLAMOROSO: PALAZZO CESARONI OCCUPATO DAGLI AMMALATI SLA

4 luglio 2011

PUO’ UNA REGIONE GOVERNATA DALLA  SINISTRA IGNORARE LA SOFFERENZA DEI PIU’ DEBOLI ?

Sandra Monacelli consigliere regionale UDC, utilizzando una norma del regolamento che consente all’opposizione di convocare il Consiglio regionale, ha chiesto che venga discussa di ufficio la sua proposta di legge sull’assegno di cura ai malati di SLA. Quel giorno, 11 luglio prossimo, dalle ore 10,  nello stesso tempo Francesco Brunelli ammalato di SLA, insieme ad altri quattro , Giulio Galli,  Agatino Russo, Paula Eders, Vincenzo Soverino, si barricherà in consiglio regionale fino a quando la legge non sarà approvata e con tutti i rischi che persone in queste condizioni possono correre, data la ridotta capacità respiratoria e  nonostante l’imponente servizio di assistenza predisposto da Aisla, e da Fortunato Bianconi.

Sandra Monacelli

“C’è una battaglia culturale  da affrontare per la SLA,  – sostiene Sandra Monacelli – quella per la quale tutti dovremmo renderci conto che la malattia è un’esperienza possibile nell’esistenza di ciascuno e che, in contesti sfavorevoli, ognuno può ritrovarsi a essere una persona fragile e disabile. La ricerca, importantissima, è indubbiamente per un malato, il sinonimo di speranza e di vita perché da questo ambito sarà possibile scoprire  come bloccare e poi guarire quelle malattie che oggi sono inguaribili, ma in questa attesa non bisogna dimenticarsi dei malati di oggi, quelli che molto spesso prigionieri del  proprio corpo  e della loro condizione non riescono ad alzare il grido di aiuto. Per questa ragione  ho con forza sostenuto la necessità di riconoscere ai malati di SLA un assegno di cura che  consenta loro di ottenere il diritto al miglior livello di qualità di vita possibile, quello nel quale nemmeno lontanamente la condizione del malato possa essere considerata  non degna di essere vissuta. Sosterrò l’iniziativa dei malati di Sla che simbolicamente “occuperanno” il consiglio regionale dell’11 luglio, per richiamare le istituzioni e dunque la massima espressione del mondo politico regionale, verso una condizione per la quale non sono accettabili rinvii di decisioni che si perdano dietro promesse dilazionate. Anche se la politica ha i suoi tempi, questa volta dovrà farne a meno, perché con il tempo purtroppo i malati e le loro famiglie  non possono accordarsi.

Francesco Brunelli

“Sono più di 8 anni che chiedo un  sostegno economico – dichiara Francesco Brunelli  – per assistenza 24 ore al giorno e “presa in carico”. del malato.  Lo stadio avanzato della mia patologia, sclerosi laterale amiotrofica, richiede 2 assistenti nelle  24 ore in quanto dipendo totalmente dalle macchine per respirare, nutrirmi e comunicare. Un mese fa dopo innumerevoli appelli alla Regione e agli uffici preposti ho deciso di non alimentarmi più ma sono stato preso in giro per l’ennesima volta quindi l’11 luglio metterò a rischio la mia vita e quella di altri malati  e occuperò il consiglio regionale fino all’approvazione della legge Monacelli alla quale va tutta la mia stima per esserci stata vicina in questa dura battaglia”.

La legge 162/1998, che modifica la Legge-Quadro 104/1992, sancisce che è compito degli Enti locali “realizzare programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta”, e all’art. 1, lettera c) l-ter) obbliga gli stessi a “GARANTIRE il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita”.

Monacelli UDC: proposta di “Costruzioni in zona agricola”

20 giugno 2011

Il Capogruppo in Consiglio Comunale della Lista Civica ‘Cambia Cannara’ Luca Pastorelli ed il consigliere Comunale Simone Agostinelli hanno promosso una assemblea pubblica, tenutasi venerdì 17 giugno presso l’Auditorium San Sebastiano, sul tema “Costruzioni in zona agricola”. L’incontro ha visto la partecipazione del Consigliere Regionale Udc, Sandra Monacelli, in qualità di promotrice della proposta di Legge Regionale: “Realizzazione di manufatti provvisori in terreno agricolo”.

Tale proposta prevede la possibilità di realizzare nuovi manufatti a destinazione non abitativa in zona agricola e mira a consentire la realizzazione per ogni proprietà fondiaria e senza limite minimo di superficie territoriale, di un fabbricato della superficie di mq. 40,00 con altezza massima in gronda di mt. 2,50 per il ricovero di piccoli attrezzi agricoli o animali domestici.

La novità normativa ha riscosso l’apprezzamento unanime dell’assemblea il cui moderatore, Luca Pastorelli, ha elogiato l’impegno del Consigliere Monacelli in quanto finalizzato ad accogliere le esigenze dei piccoli proprietari terrieri.

Si tratta di una normativa che per la prima volta premia i cittadini che hanno investito nell’acquisto di piccole quantità di terreno e che, con il loro lavoro, accudiscono con cura le nostre campagne evitandone così l’abbandono e il progressivo degrado.

Il Consigliere Monacelli ha illustrato il contenuto della sua proposta di legge  sottolineando che essa costituisce l’inizio di un percorso che la vedrà impegnata nella promozione di altre iniziative per rilanciare e promuovere la vivibilità delle zone agricole della nostra Regione e ciò in controtendenza rispetto alle normative vigenti che vedono le stesse zone trattate come “musei” con una pianificazione territoriale prossima allo zero.

Valfabbrica, riprendono i lavori alla galleria Picchiarella

17 giugno 2011

“Finalmente, dopo anni di blocco, riprendono i lavori della galleria Picchiarella, nel tratto compreso tra Valfabbrica e Casacastalda della Perugia Ancona. Con la consegna dei lotti 5 e 6 alla ditta Carena spa, che si è aggiudicata l’appalto dopo un contenzioso caratterizzato da una trattativa lunga ed estenuante, si dà il via ai lavori sui quali l’Anas ha investito più di 60 milioni di euro”. Lo scrive il capogruppo dell’Udc, Sandra Monacelli rimarcando come “in quest’opera, che ha incarnato negli anni una dolorosa via crucis, è compresa la vicenda di un territorio, quello umbro, o meglio quello dell’Italia centrale, che rappresenta la cerniera del Paese, eternamente stressato tra le moderne rivendicazioni del Nord e le storiche cronicità del Sud”.

SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA (SLA): UNA DELEGAZIONE DELLA TERZA COMMISSIONE HA FATTO VISITA A FRANCESCO BRUNELLI

26 Mag 2011

IMPEGNO BIPARTISAN PER UNA LEGGE DI SUPPORTO ASSISTENZIALE ED ECONOMICO

Una delegazione della terza Commisione consiliare, composta dal presidente Buconi (Psi) e dai consiglieri regionali Sandra Monacelli (Udc), Massimo Monni e Rocco Valentino (PdL) ha fatto visita stamani, presso la sua abitazione di Perugia, a Francesco Brunelli, malato di Sla (Sclerosi laterali amiotrofica) da otto anni che, nei giorni scorsi aveva denunciato l’indifferenza delle Istituzioni regionali dell’Umbria rispetto alle reiterate richieste di aiuto dei malati di Sla e delle loro famiglie. L’impegno di accelerare una apposita proposta di legge di Monacelli, attualmente in Commissione, è stato bipartisan come all’unisono è stato garantito l’impegno affinché i malati di Sla vengano presi in carico dalle strutture pubbliche prevedendo al contempo un forte sostegno alle famiglie. Rimarcando l’esasperazione delle famiglie all’interno delle quali vive un malato di Sla, Brunelli ha manifestato l’intenzione di interrompere, entro il prossimo 31 maggio, alimentazione e idratazione se non avrà ancora ricevuto una risposta concreta, che vada cioè al di là delle solite promesse.

Tra i momenti più toccanti dell’incontro, la testimonianza della moglie, Francesca che, proprio come un ‘Angelo custode’ lo cura senza abbandonarlo neanche un attimo.

Commento:

Disabile Libero bene, ora il teatrino può iniziare, i soldi sono già arrivati, circa 300.000 mila euro + le spese … erano ricompresi nel riparto dei 4 milioni del fondo non autosufficienti, avete capito appena 4 milioni, non i 115 milioni previsti dall’ex assessore Damiano Stufara ! Ora occorrre vigilare, approvare la legge non vuol dire che il denaro sia disponibile il giorno dopo, ovvio, ci vogliono delibere, regolamenti, e poi l’isee, conta quello del disabile grave non quello famigliare !!!

REGIONE UMBRIA, POLITICA, RIFORME, SANITÀ, QUALE FUTURO?

23 Mag 2011

di Sandra Monacelli Presidente gruppo consiliare “Casini – Unione di Centro”

L’aggrovigliarsi di inchieste giudiziarie esplose in ambiti diversi dell’Umbria, sulle quali vige pur sempre il principio che nessuno è colpevole fino all’accertamento della verità, induce a riflettere sull’esistenza di un sistema politico, evidentemente logorato dal troppo esercizio del potere, che anche per gli eccessivi condizionamenti e divisioni interne alle forze che lo compongono, non riesce a concretizzare l’atteso cambio di passo nelle scelte decisionali della nostra regione. ll motore vero di quei, fino ad oggi, “piccoli ritocchi” di facciata, quali sono stati ad esempio la riduzione delle tre direzioni regionali e i tagli operati sugli stipendi dei direttori stessi, ai quali si sono aggiunti i provvedimenti per definire la nomina dei primari negli ospedali e l’individuazione dei criteri per la selezione dei direttori generali, sembrano stati dettati non tanto dal riconoscimento di uno stato di inadeguatezza, ma dalla risposta ai dubbi accesi con l’inchiesta sulla sanità. È innegabile il caos politico che si è venuto a determinare anche per le lacerazioni interne ai partiti, le divisioni, le inquietudini, persino le eccessive contrattazioni entro le quali continua a rimanere invischiata la mancata nomina dell’assessore alla Sanità, che travolta prima dallo tsunami giudiziario, patisce ora una vivace rincorsa stile “albero della cuccagna”. Velati dai tatticismi, emergono però tutti gli appetiti stimolati dall’ambìto portafoglio più consistente dell’Umbria, da parte di chi ci aspira anche se non può dirlo apertis verbis. In questo baillame, c’è anche chi sa che non può arrivarci, come la volpe con l’uva, ma non ha la sapienza di tacere e sfoga l’insoddisfatto desiderio di potere dilettandosi a pontificare saggi consigli alla Presidente. È noto che l’Italia è il Paese dove siamo tutti bravi a fare il ct della nazionale di calcio… ma sarebbe opportuno che ognuno facesse il suo lavoro, nel rispetto del luogo nel quale i voti degli elettori l’hanno posto a svolgere le funzioni che il mandato compete, vincendo, magari, la smania di occuparsi delle questioni che attengono differenti ruoli…

Dalla Presidente Marini, che nel lontano 19 ottobre 2010 ha assunto ad interim la delega alla sanità, ci si attende la virata indispensabile per ridefinire la mission di un sistema che deve cogliere l’occasione per riprogettarsi, strutturandosi territorialmente in maniera organica e riorganizzando la propria rete ospedaliera. Sicuramente questa lunga permanenza della delega nelle sue mani attesta ormai la preoccupante gravità di una situazione che per evitare altri passi falsi è affrontabile esclusivamente con una gestione commissariale…

A questo punto ritengo che la scelta della Marini sia il preoccupato frutto di una scelta politica e non la conseguenza di una non-scelta, causata dall’overdose di pretendenti. Mi impensierisce, nell’avviato dibattito sulla sanità, l’assenza di analisi e di terapia su un sistema che va ri-programmato, mentre non riesce ad appassionarmi affatto la noiosa telenovela attorno ad un assessorato da nominare, che tra buoni consigli e voci a vario titolo “interessate”, insinua il sospetto che si possa parlare per conto di terzi…

Sandra Monacelli Presidente gruppo consiliare “Casini – Unione di Centro”

Frattura ricomposta nell’UDC di Assisi? la Monacelli non c’entra

19 Mag 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Intendo smentire categoricamente quanto apparso sulla stampa odierna, in merito ad un mio presunto ruolo nella sedicente “ricomposizione” della frattura interna all’UdC assisana. Precisando che ritengo prematuro ogni tentativo in tal senso, ancorché esterno al territorio ed a così poca distanza dall’esito elettorale, mi riservo di esprimere le mie valutazioni politiche a freddo, nelle sedi opportune e con le persone interessate. Nel frattempo esorto a non utilizzare il mio nome in presunte trattative, nelle quali non intendo venire coinvolta nel modo più assoluto.

Sandra Monacelli

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“Prematuro parlare di ricomposizione nell’UDC assisano”

di Fabrizio Fucchi

In merito a quanto scritto dal corriere dell’umbria di questa mattina, essendo stato chiamato in causa, ci tengo ad esternare il mio pensiero al riguardo. a me sembra che sia chiaro al triplice fischio dell’arbitro, che ha sancito la fine della partita, chi ha vinto e chi ha perso. Chi ha vinto deve governare senza cadere nella tentazione di umiliare gli sconfitti i quali debbono riorganizzarsi partendo dalla considerazione che non siamo riusciti nemmeno ad eleggere un consigliere e quindi a portare il simbolo dell’Udc nel più alto consesso cittadino. detto ciò il fatto che io sia stato l’ultimo a tendere una mano a Lunghi prima della spaccatura e che sia stato tra i primi ad essermi complimentato con lui e altri amici della sua lista può aver tratto in inganno chi ha scritto su presunte premature “riappacificazioni” che in ogni caso non possono vedermi protagonista in quanto non ho nè titoli nè ruoli tali da poter intraprendere tale azione. L’essere sempre rimasto vicino alle posizioni “perugine” di Sandra Monacelli credo abbia fatto il resto, ma smentisco categoricamente che da lei sia arrivato alcun imput al riguardo anche perchè è nota la sua idiosincrasia ad interferire con le scelte dei territori. Altra cosa che ho detto a molti amici dell’una e dell’altra parte e che confermo è quella che la ventilata ipotesi di una sospensione o espulsione di Lunghi & c. in questo momento non farebbe certo onore alla storia del simbolo che siamo impegnati a rappresentare in tanti anni di attività politica. Nelle sedi opportune e a tempo debito verrà valutato da chi ne ha responsabilità e carica ciò che dovremo fare in futuro, ora chi ha vinto è giusto che gioisca del risultato ottenuto e chi ha perso si lecchi le ferite con tutta l’umiltà possibile traendo dalla sconfitta i giusti insegnamenti.

Umbria, non autosufficienti, aumenta il divario con le regioni virtuose

27 aprile 2011

di Carla Morelli

In questi giorni è in discussione,presso la terza commissione consiliare di palazzo Cesaroni ,un disegno di legge dal titolo “Norme per il miglioramento  dell’offerta residenziale agli anziani “proposto dal consigliere in quota  socialista  Massimo Buconi . Le residenze per anziani ,articolate in varie tipologie,ricevono ,sulla base  di un nomenclatore specifico adottato a livello regionale e condiviso dai  sindacati e dagli operatori del settore,contributi dal servizio sanitario
regionale e dai comuni di entità variabile ,ma comunque,non inferiore ai 90 euro al giorno.
La Regione mette circa 43 euro (quota sanitaria), la parte rimanente (quota sociale) spetterebbe ai comuni per intero ,ma in genere, viene richiesta  all’ospite della struttura. Obbiettivi della legge sono ottenere una rimodulazione di questi contributi al  fine di poter inserire i soggetti ricoverati in differenti moduli assistenziali, a prescindere dalla tipologia di struttura, individuando anche un meccanismo di sanatoria per tutte quei presidi che residenze sanitarie non sono ,quelli  che potremmo definire volgarmente ospizi; dove la tipologia di soggetti
presenti non presenta ancora il carattere della non autosufficienza,in tal senso si parla di autorizzazioni provvisorie .In sostanza si ritiene utile prevedere una norma che  disciplini diversamente la non-autosufficienza in base alla gravità della stessa .Ad una prima lettura l’opportunità di queste norme  sembra conclamata ,necessaria se non anche auspicabile .
Sarebbe auspicabile in presenza di una pluralità di servizi ma soprattutto di strumenti che considerano il ricorso alle strutture residenziali come residuale e non elettivo, come ultima scelta non come prima ed unica .Prima ed unica, poiché altrimenti non può intendersi, visto che nessun supporto concreto viene riservato al sostegno in famiglia ,nel  proprio domicilio, per i poveri anziani  non più autonomi. Una scelta di campo ,quella fatta oramai da alcuni anni dalla Regione Umbria, che la pone in netto contrasto con tutte le altre regioni italiane, ove certo
di strutture residenziali ve ne sono e ricevono anch’esse lauti contributi pubblici, ma la loro presenza è affiancata da un concorso di strumenti ed  ausili che hanno, come primo obbiettivo, mantenere i bisognosi di cura ed  assistenza a casa loro . Si parla di assegni di cura (Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Puglia, Piemonte  ecc…con importi medi di 500/600 euro mensili) voucher (Lombardia, Sicilia)  Contributi badanti (tutte le regioni, con importi variabili dai 1800 euro al  mese del Trentino ai 200 euro, sempre al mese, della Toscana.   Tutte cifre che hanno un importo di gran lunga inferiore ai contributi che le  regioni versano alle varie forme di residenzialità ove, in casi di presenza di  soggetti con gravi e gravissime patologie , possono entrare fino a 14.000 /30.000 euro per ogni singolo ospite, per ogni singolo mese di permanenza . Qual’è l’obbiettivo mal celato della “legge Buconi”? Trasformare anche le residenze servite (ospizi) in residenze protette , scimmiottando il modello della Regione  Toscana ,che tanto problemi sta  determinando ai famigliari di persone non autosufficienti ricoverati, in
ragione soprattutto delle richieste sempre più esose dei gestori . Infatti il contributo alla retta di pertinenza degli ospite, (erroneamente  definito quota alberghiera, più propriamente definibile quota sociale) è andato  progressivamente  aumentando, riducendo letteralmente sul lastrico migliaia di famiglie,  sembra che ci sia gente che si vende la casa per pagare la retta del  nonno.
Preme sottolineare come in Toscana, differentemente dall’Umbria, il dibattito  sugli assegni di cura sia abilmente sottaciuto se non fosse per un disegno di legge, presentato dagli esponenti dell’Udc, che tenta di far inserire nel fondo  non autosufficienti regionale questo indispensabile strumento di sostegno  all’assistenza domiciliare. Quindi, invece di erogare gli assegni di cura e modularne l’importo  ,come fa  la regione Emilia Romagna dagli anni 90 (sulla base  della gravità delle  condizioni dell’assistito e in ragione di diverse soglie di reddito), la  regione Umbria, sempre se verrà, come è  probabile, approvata la “legge Buconi”, modulerà i già cospicui contributi che eroga alle residenze sanitarie,  estendendo i lauti finanziamenti pubblici , anche ai semplici ospizi che  residenze sanitarie assistenziali  non sono! Un bel regalino pre elettorale che
la terza commissione con solerzia e determinazione si appresta ad approvare . La contraddizione è palese, prima si ritiene adeguata la somma di 87 euro al  giorno per i non autosufficienti diciamo, lievi, poi però si sottolinea che è  opportuno incrementare la quota di pertinenza della Regione in ragione di  un’aumentata necessità di cure degli anziani ospiti .
Se la riforma, a detta del consigliere, ha un costo zero per il servizio  sanitario regionale, non è chiaro, se si rimodulano i contributi pubblici, chi  aggiungerà il maggior esborso che verrà a determinarsi con la diminuzione della  parte di competenza della Regione (cosiddetta quota sanitaria). Perché di questo si parla, nessun esborso ulteriore da parte della Regione, se
le cose staranno effettivamente così, è facile intuire che verrà incrementata  la parte di pertinenza del non autosufficiente ospite. Preme ripetere che sono illegittime tutte le richieste da parte delle asl,  comuni, enti erogatori di servizi,  di  determinare il contributo sulla base
dell’isee famigliare. Per i disabili gravi e gli anziani non autosufficienti   rileva solo l’isee personale . Ce lo ricordano leggi nazionali, ma soprattutto  l’ennesima sentenza del  Consiglio di Stato che ancora una volta ha  ribadito che “le  persone con grave  disabilità e ultrasessantacinquenni non autosufficienti, accertati dalla ASL,  contribuiranno ai costi per fruire dei servizi domiciliari, diurni o  residenziali sulla base del solo ISEE individuale e non di quello familiare  (Sentenza n. 1607 del 15 febbraio 2011 della quinta Sezione del Consiglio di
Stato.) Mentre tutta Italia, scopre e sottolinea i vantaggi del reale e concreto  sostengo alla cura in famiglia dei disabili ed anziani non più autonomi , l’Umbria fa un passo avanti nell’ulteriore obbiettivo di favorire in modo  indiscriminato tutte le tipologie di residenzialità articolate nelle forme più  varie; case famiglia, residenze protette, residenze sanitarie, centri diurni  ecc… a discapito forse delle uniche forme di residenzialità necessarie ed utili ,che non hanno il carattere della permanenza, e cioè i centri  riabilitativi, nella nostra regione ve ne sono ben pochi, sono  inaccessibili  e con liste di attesa interminabili . Ovvio che sia così, i centri di riabilitazione, a differenza delle residenze  sanitarie , hanno bisogno di competenze e professionalità specifiche ed elevate, i costi sarebbero maggiori ed i vantaggi, in termini di clientele elettorali, meno gratificanti. Un conto è assumere logopedisti, fisioterapisti
specializzati, neurologi, tutte  figure afferenti ed essenziali ad un centro  riabilitativo, un conto è imbucare un inserviente in una residenza per anziani  spacciandolo per un operatore socio assistenziale con stipendi di gran lunga  inferiori alle figure su dette. Vogliamo parlare di quanto consta alla regione un ora di assistenza  domiciliare ? C’è un nomenclatore tariffario al riguardo che minuziosamente determina  tariffe e compensi, fu varato dalla giunta in accordo con i sindacati e le coop  sociali. Per un ora di assistenza domiciliare, raramente ne vengono erogate più di 2 a settimana,  una coop riceve dalla regione 25 euro, all’operatore ne  vanno 4,95 .
Un scarto di 20.05 centesimi di cui non è chiaro ne agevole determinare il  percorso, lasciamo ai lettori ogni ulteriore considerazione . Preme ricordare che in terza commissione giace, oramai da mesi, anche il progetto di legge del Consigliere Sandra Monacelli avente come oggetto
“interventi a sostegno della funzione assistenziale domiciliare per le persone  affette da SLA “
Della disperazione di questi martiri, di cui la Monacelli si è fatta portavoce, sembra non importare a nessuno, l’auspicio è che la legge venga approvata  quanto prima senza se e senza ma, con tutte le modifiche che occorrono al testo  iniziale,  per sostenere nel concreto, chi si trova in questa drammatica  condizione .

ASSISTENZA MALATI DI SLA, QUALCOSA SI MUOVE?

22 aprile 2011

di Silvana Di Modena

Lo scorso 28 marzo una delegazione della sezione Aisla Umbria è stata ricevuta in audizione dalla III° Commissione del Consiglio Regionale dell’Umbria (Sanità e servizi sociali) ribadendo nell’occasione le istanze dei malati di Sla umbri, reiteratamente presentate alla Regione e puntualmente non considerate appropriatamente, in merito alla necessità un supporto concreto alla funzione assistenziale domiciliare: «Abbiamo evidenziato la necessità di un assegno di cura specifico in favore dei care giver che assistono in casa i malati di Sla, così come già avviene in altre Regioni italiane, in quanto l’assistenza domiciliare ad oggi fornita a queste famiglie dal Sistema Sanitario Regionale è del tutto inappropriata – spiega Fortunato Bianconi, referente della sezione Aisla Umbria – Alcuni componenti di tali nuclei familiari sono stati costretti a lasciare il lavoro o a ricorrere al regime part-time, vedendo drasticamente ridotto il budget economico, per poter assistere i loro congiunto».
La proposta di Legge di iniziativa del consigliere regionale Sandra Monacelli sul tema “Interventi a sostegno della funzione assistenziale domiciliare per le persone affette da SLA (sclerosi laterale amiotrofica) è invece vista con favore dalla sezione Aisla Umbria, che tuttavia ha segnalato i seguenti aggiornamenti:
• Art. 4: rimozione dell’articolo in quanto, nei casi di ricoveri in RSA ed RPA, i malati continuano ad avere bisogno di assistenza specifica che le strutture residenziali non riescono a fornire;
• Art. 6 comma 1:
o la rimozione l’indicazione ISEE ed l’indicazione dei parametri clinici;
o l’indicazione esplicita dell’ISEE individuale della persona malata escludendo l’assegno di invalidità civile.
• Art. 6 comma 2: in relazione agli importi: per 1.000 euro proposta di eliminare il “limite superiore” in considerazione del fatto che l’assegno dovrebbe seguire il principio di assegnazione sulla base della patologia. Inoltre una famiglia con malato SLA in fase avanzata arriva a spendere 60 mila euro annui per le cure.
• Art. 8 Comma 1: in Umbria ci sono circa 80 casi di Sla, di cui circa il 40% idoneo a tale sostegno. Se si dovranno erogare circa 35 assegni l’anno è necessario uno stanziamento di circa 800.000,00 euro. La Regione Toscana ha stanziato 3 milioni di euro all’anno su una popolazione di 3.5 milioni.
«Per quanto riguarda inoltre gli ausili ad alto contenuto tecnologico, abbiamo richiesto alla Commissione preposta di attivarsi nel più breve tempo possibile per la messa a punto del modello proposto dalla Regione: partito in sperimentazione, ad oggi è in sofferenza in quanto le domande di richieste di ausili ricevono risposte molto lente o non le ricevono affatto – prosegue Bianconi – E’ poi necessario ridefinire il coordinamento regionale sulla Sla presieduto dal Dr. Perticoni, attualmente non operativo e latitante. Infine, abbiamo sollecitato l’applicazione delle delibere approvate che interessano i malati di Sla ed i loro familiari».
La III° Commissione del Consiglio Regionale dell’Umbria si è impegnata a prendere in considerazione tutte le richieste di Aisla e a portare avanti proposta di Legge di iniziativa del consigliere regionale Sandra Monacelli, indicando come possibile data per la sua approvazione la fine del mese di aprile.

“Giornata Internazionale della Donna” alla “Provincia di Perugia”

5 marzo 2011

Nell’ultima seduta del Consiglio Provinciale Laura Zampa, relatrice in Consiglio dei lavori svolti della III Commissione in materia di Pari Opportunità di Genere, ha letto una comunicazione in vista della prossima festa della donna. “In occasione delle celebrazioni della “Giornata Internazionale della Donna”, intendo rendere noto a questo Consiglio, quanto emerso durante l’audizione tenutasi il giorno 26 novembre 2010. L’incontro in commissione è stato promosso dall’Assessorato a seguito di un Ordine del Giorno, discusso ed  approvato il 3 giugno 2010, presentato dalle Consigliere dei Gruppi del PD Laura Zampa, Daniela Frullani, Sandra Allegrini e del PDL Paola De Bonis, avente ad oggetto “Violenza sulle donne”, argomento ancora tristemente e pesantemente attuale. Il documento letto dal consigliere Laura Zampa verrà presto trasformato in un documento ufficiale che chiederà l’impegno del  Presidente e della Giunta Provinciale ad organizzare audizioni con i soggetti interessati e che operano nell’accogliere le denunce delle donne vittime di violenza: dare attuazione  con un Protocollo operativo al Protocollo d’Intesa stipulato, costituendo una rete   che collabori a tutti i livelli istituzionali per innalzare la qualità degli interventi e delle azioni volte alla tutela ed al sostegno delle donne vittime di violenza;  diffondere la più capillare informazione in tutti i centri della Provincia, affinché ogni donna possa essere raggiunta dalle informazioni relative alle opportunità ed ai servizi offerti nei diversi territori.

Statuto regionale, continua il “NO” a San Francesco e San Benedetto

23 gennaio 2011

di Sandra Monacelli – Presidente gruppo “Casini – Unione di Centro

L’indecisione del Pd sul tema dell’inserimento nello Statuto Regionale dei nomi di San Francesco e San Benedetto, riportata alla luce del dibattito pubblico a seguito della mia proposta e

Sandra Monacelli

dell’invito di Monsignor Paglia, e’ stata liquidata frettolosamente dal segretario regionale Lamberto Bottini che cosi facendo si e’ mostrato decisamente incurante delle varie anime interne al suo partito tra cui quelle  autorevolmente rappresentate dai presidenti  Guasticchi e Brega. Preoccupa non poco questa sorta di “ipse dixit” categorico, che appare dettato dall’ansia di soddisfare i fondamentalismi ideologici ancora fortemente presenti a sinistra. Evidentemente il partito di maggioranza sceglie ancora di andare a rimorchio di Rifondazione Comunista anziché assumere una posizione autorevole propria, ma è chiaro che questo saldo ancoraggio alla sinistra radicale compromette profondamente le ipotesi di dialogo con le altre forze di opposizione presenti in Parlamento. Appare pretestuosa la scelta   del segretario del  pd di ammantare di falsa cautela la rimessa in discussione dei principi fondamentali dello Statuto Regionale, affermando che gli

Mons. Vincenzo Paglia

stessi hanno gia’avuto  una sintesi largamente condivisa sui valori di riferimento per l’Umbria con la comunita’ regionale. pare tuttavia che lo stesso voglia mascherarsi dietro un ipocrita rigore nell’esplorare terreni così sensibili, per coprire la difficoltà della sua coalizione a gestire confronti ideologici che si accenderebbero. Non  servono apparenti “contentini” quali l’apertura a modifiche sullo Statuto Provinciale, orientati a una sorta di imbonimento fittizio per addomesticare l’altra componente della sua forza politica, evidentemente a disagio con gli appetiti più laicisti presenti in essa. Abbia invece il coraggio, questo Pd dai contorni sempre più ibridi, di sottrarsi a questa assurda negazione della storia, perché di questo si tratta e smetta di definire “temi sensibili” cio’ che soltanto una  volontà ostinatamente ideologica continua a negare. E un partito che guida la coalizione che governa questa Regione non deve avere nessun imbarazzo a riconoscere le sue radici più profonde.

Lettera a Goodmorningumbria

20 dicembre 2010

IN ATTESA DELLA SENTENZA DEL TAR SULLA PERUGIA-ANCONA

C’è grande attesa per il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale, ormai prossimo, relativamente alla regolarità del travagliato appalto sui lavori della Perugia-Ancona. Da troppo tempo, infatti, un’intera comunità attende il completamento di un’opera, divenuta ormai una storia infinita, la cui realizzazione è determinante per il territorio umbro e più in generale quello dell’Italia centrale, che rappresenta la cerniera del Paese, eternamente schiacciato tra le rivendicazioni del Nord e i mali irrisolti del Sud, ma che patisce storicamente un pesante deficit infrastrutturale.

Siamo di fronte all’ennesimo scempio all’italiana: la prassi di investire milioni di euro per realizzare opere che non si concludono mai, progettandone contestualmente altre che, posata la prima pietra ed iniziati i primi lavori, vengono “abbandonate”, è una vergogna che non deve essere tollerata in un Paese che si vuole definire civile. Un Paese dove pare che per manifestare legittime rivendicazioni si sia costretti a gesti sempre più eclatanti: operai che salgono sulle gru o comunità locali che pernottano in galleria. Visto quindi il clamore suscitato dall’iniziativa sulla Guinza, forse servirà che per mantenere i riflettori accesi anche su un altro simbolo di sprechi, ritardi e disservizi incarnato dai lavori dell’asse Perugia-Ancona, dovremo passare lì il Capodanno!

Speriamo di non dover giungere a tanto, se la sentenza non si dovesse pronunciare nella direzione di uno sblocco decisivo dei lavori. Auspico pertanto che il Tar segni una svolta, in una vicenda dove gli intrecci negli appalti e le lungaggini burocratiche hanno segnato il terreno dove si è consumato un indecente gioco allo “scricabarile”, servito a mascherare le varie indecisioni e disattenzioni che in questa vicenda hanno segnato un reciproco disimpegno dei vari attori. Un accordo iniziale sull’appalto avrebbe certamente evitato questa spiacevole e scandalosa melina, spero tuttavia che la sentenza del Tar sia l’inizio di un parziale recupero del tempo perduto.

Sandra Monacelli – Presidente gruppo “Casini – Unione di Centro”

Monacelli, i rifiuti campani ci porteranno al collasso

3 dicembre 2010

Sandra Monacelli – Presidente gruppo “Casini – Unione di Centro”

Il drammatico ritardo con il quale procede la raccolta differenziata, prevista dal Piano regionale dei rifiuti, sta di fatto comportando un conferimento di maggiori quantitavi di materiale nelle discariche umbre già al limite della saturazione. È per questa ragione che il carico di rifiuti campani destinati all’Umbria, pari a 1000 tonnellate, pur dilazionate in tre mesi, rischia di provocare un repentino collasso. La Giunta Regionale deve attuare un immediato cambio di strategia, nella quale possa trovare soddisfazione sia un’apprezzabile politica di solidarietà nazionale misurata realisticamente con le capacità di sopportazione territoriali, che le prospettive concernenti scelte, non ulteriormente rinviabili, nel processo di smaltimento dei rifiuti. Oggi, dunque, più che impressionata dalle divisioni e dai distinguo – che in materia di rifiuti esplodono all’interno della maggioranza regionale, nell’evidente tentativo di prendere le distanze da decisioni scomode, legate alla chiusura del ciclo dei rifiuti – sono preoccupata per un’Umbria che non decide, paurosa e condizionata dal freno a mano tirato dall’imbarazzante politica dei troppi no.

Trasporti in Umbria, SOTTO IL VESTITO… NIENTE!

30 novembre 2010

di Sandra Monacelli Presidente gruppo “Casini – Unione di Centro”

La nuova azienda unica del trasporto umbro, al netto dei proclami, nasce all’ombra della solita logica spartitoria della politica e dei gruppi partitici. Uno a me, uno a te, tre a te… Appare evidente che la preoccupazione principale sia stata quella di accontentare le varie appartenenze politico-territoriali, anziché ricercare competenze tecniche che oltre a migliorare l’integrazione del trasporto su gomma con quello del ferro, che nella fattispecie fa la parte della cenerentola, avessero aggiunto quelle conoscenze opportune e necessarie per rendere moderno il sistema umbro di trasporto pubblico locale. Evidentemente la nostra regione non riesce proprio ad uscire da questa mentalità che trasforma ogni organismo in un luogo di sistemazione politico-burocratica, incurante della funzione di servizio per cui vengono istituiti. Speravo che il terremoto, che di recente ha colpito il sistema di potere umbro, avesse indotto un cambio di rotta nella classe dirigente locale, ma si vede che dopo lo shock rimane la stessa impostazione mentale, che è dura a morire.


Il Settimanale inglese “THE” colloca l’università di Perugia oltre il 500° posto nel mondo

21 novembre 2010

Non lascia indifferente, ma preoccupa molto la pesante bocciatura per l’Università di Perugia, almeno secondo la classifica pubblicata dal “The”, settimanale inglese collegato al più famoso Time, sulle migliori università del mondo, che ha impietosamente relegato oltre il cinquecentesimo posto l’università perugina, superata da atenei di Paesi come la Romania, la Malesia e la Turchia. Per trovare la prima Università italiana dobbiamo scendere nella classifica fino al 217° posto dove si piazza l’Università di Trieste. Un risultato disastroso quindi, almeno in base ai criteri adoperati per realizzare la classifica: 13 indicatori differenti raggruppati in 5 settori di valutazione, insegnamento, ricerca, prestigio nelle pubblicazioni e delle ricerche, innovazione ed internazionalità. Ai primi posti svettano università inglesi ed americane.

La scarsa attenzione posta nei confronti del ruolo che dovrebbe avere l’università nello sviluppo della città, in un momento di crisi strutturale in cui la globalizzazione e il forte sviluppo tecnologico rischiano di rendere sempre più marginale la nostra Regione, è una realtà che va modificata. La riduzione dei servizi, delle borse di studio, l’impoverimento della formazione, legato alla sofferenza della ricerca scientifica, la chiusura quasi totale dell’accesso a borse di dottorato e alla ricerca universitaria per i migliori laureati con lo stimolo ad una forte migrazione verso paesi esteri, sono un fardello di problemi che si sta appesantendo, riversandosi inevitabilmente sull’economia della città.

Una riflessione doverosa e necessaria che mi spinge a credere sia indispensabile incoraggiare l’investimento sul capitale umano, utilizzando al meglio le risorse esistenti e puntando sulla costituzione di centri di eccellenza, al fine di ridare splendore ad un ateneo, quello perugino, che per storia e cultura non merita certamente di essere classificato come uno dei peggiori del mondo.

Sandra Monacelli – Presidente gruppo “Casini – Unione di Centro”

Monacelli: per il Piano Dimensionamento coinvolgere genitori ed insegnanti

17 novembre 2010

di Sandra Monacelli – Presidente gruppo “Casini – Unione di Centro”

La classe politica ha il dovere di recepire idee e soluzioni alternative, provenienti dalla cittadinanza stessa, tanto più quando queste sono orientate dal buon senso e promosse da un impegno forte. In questo senso auspico che l’amministrazione comunale di Perugia voglia tener conto delle indicazioni dei vari Comitati delle Scuole relativamente al Piano di Dimensionamento, di cui la stampa locale sta dando notizia in questi giorni. Queste realtà sono nate dalla forza di volontà e la determinazione di genitori ed insegnanti, che si sono mobilitati spontaneamente, da subito con grande vigore e motivazione, perché le scelte riguardanti la propria scuola non venissero fatte senza ascoltare la voce di chi quelle realtà scolastiche le vive nella loro quotidianità e ne conosce le origini e il cammino da cui provengono.

Sandra Monacelli

Sarebbe illogico che, fermo restando la convalida nel suo complesso del piano di dimensionamento elaborato, non vengano adottate nel contempo quelle rettifiche che sono frutto di un momento partecipativo più approfondito ed in assoluta coerenza con i criteri guida indicati nella stessa delibera n. 393 del 30.9.2010, in particolare quello della territorialità, della qualità sotto il profilo didattico-educativo e quello della continuità didattica. L’auspicio è che, recuperando in extremis il coinvolgimento dei genitori nel processo decisionale, venga accolto quel patrimonio conoscitivo indispensabile per prendere decisioni che siano il più possibile ponderate rispetto alle diverse realtà del territorio ed alle esigenze dei cittadini.

AUTONOMIE LOCALI LA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA DOPO LA MANOVRA FINANZIARIA

21 ottobre 2010

CONVEGNO  NAZIONALE

PROVINCIA DI PERUGIA, Sala Consiliare p. Italia 11

22 ottobre 2010 ore 15,30

Interventi programmati:  Regioni, Province, Comuni, Polizia Locale e Camere di commercio: Come incidono il nuovo Federalismo fiscale e la Manovra Finanziaria correttiva 2011 – 2012 sulle prospettive giuridiche e contrattuali dei dipendenti del comparto.

ROSSI Aviano Vicepresidente Provincia di Perugia

Aviano Rossi

CASTAGNOLA Stefano Segretario Nazionale FSI

DANZA Maurizio Segretario Nazionale Coord. FSI – Uff. Giuridico e Vertenze

SPINA Antonia Segretario Nazionale FSI

PARIS Maria Teresa Dir. Resp. Servizio Informazione comunicazione e decentramento provincia di Perugia

AMICI Ivo Coord. Regionale FSI – AA. LL. / Umbria

SANTI Paride Coord. Nazionale FSI – Moderatore dell’incontro

ROSI Maria Consigliere Regionale UMBRIA (PDL)

Maria Rosi

ZAFFINI Francesco Consigliere Regionale UMBRIA (FLI)

MONACELLI Sandra Consigliere Regionale UMBRIA (UDC)

On. GIOVANELLI Oriano Presidente Forum Riforma Pubblica Amministrazione (PD)

On. RONCONI Maurizio Responsabile Nazionale AA. LL. (UDC)

SINDACI delle principali Città dell’Umbria