Posts Tagged ‘sanitopoli’

Sanitopoli, mozione del consiglio regionale presentata alla presidente Marini

20 settembre 2011

Le difficoltà decisionali sul direttore ASL3, sono emerse anche per la particolarità di un contratto blindato di natura privatistica, con il quale alla dott.ssa Rosignoli venne assegnato un ruolo con una scadenza talmente anomala da oltrepassare il naturale termine della passata legislatura, ovvero superava il mandato stesso della Presidente che lo siglava e tutto il successivo dell’attuale Presidenza Marini; l’odierna importante decisione non può essere considerata esaustiva di ogni altro provvedimento, oltre che di una più profonda riflessione; le notizie relative all’inchiesta accrescono la consapevolezza di un ruolo politico non estraneo alle responsabilità del livello tecnico, anzi si evidenzia il coinvolgimento nell’inchiesta di componenti dell’apparato politico, che ancora oggi ricoprono incarichi di primo piano nella Giunta regionale e dunque risultano permanere ombre di credibilità sulla Istituzione regionale che andrebbe invece preservata e tutelata. Con questa mozione, il Consiglio regionale chiede alla Giunta, Presidente Marini in primis, di non tentennare in nome di un opportunismo di parte o per eventuali sensi di gratitudine a chicchessia, ma anzi di procedere con determinazione nelle scelte ritenute opportune, in nome della propria autonomia decisionale e della garanzia di trasparenza dovuta al cittadino, a servizio del quale l’intero sistema è stato pensato.

 Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare – “Casini – Unione di Centro”

SANITOPOLI. MONACELLI: I POLITICI NON SONO ESTRANEI AL RUOLO TECNICO

13 settembre 2011

Sanitopoli si configura sempre di più come il luogo dove le contraddizioni di un sistema di potere, “oliato” per l’eccessivo esercizio, risultano ormai prossime all’esplosione. Le necessarie decisioni politiche, responsabilmente richieste alla Presidente Marini e da lei avviate, potrebbero sembrare di fatto appannate dalla “Marzulliana” richiesta di chiarimenti inviata alla direzione della ASL 3, che con un generico “si faccia una domanda e si dia una risposta”, dovrebbe fornire atti e spiegare circostanze, già peraltro al vaglio degli organi giudiziari e note per la loro diffusione sulla stampa.

Non sfugge il perché di questo tentativo, determinato dalla insormontabilità di quel muro di gomma, costituito dal contratto privatistico, “blindato”, con il quale la dott.ssa Rosignoli può rimanere ben salda nel suo ruolo, improvvidamente costruito ad arte, con una scadenza tanto lontana da preservare incertezze future ed oltrepassare, per la Presidente che lo siglava, il naturale termine della passata legislatura… È il colmo, o meglio una sorta di contrappasso, nel quale il potere rimane vittima del suo stesso ingranaggio. Ma lo stillicidio di notizie relative all’inchiesta, che raccontano fatti ed episodi, accrescono la consapevolezza di un ruolo politico non estraneo alle responsabilità del livello tecnico. Il coinvolgimento nell’inchiesta di “pezzi da novanta” dell’apparato politico, che ancora oggi ricoprono incarichi di primo piano nella Giunta umbra, getta ombre di credibilità sulla Istituzione regionale che andrebbe invece preservata e tutelata. La classe dirigente di questa regione e la Presidente Marini in primis, non può tentennare in nome di nessun opportunismo di parte, o per eventuali sensi di gratitudine a chicchessia, sulla garanzia di trasparenza dovuta al cittadino, a servizio del quale l’intero sistema è stato pensato.

Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare “Casini – Unione di Centro”

Sanitopoli: il PDL chiede rimozioni e sanzioni certe

9 settembre 2011

Quello che continua ad emergere dai verbali dell’inchiesta Sanitopoli è sempre più imbarazzante e fotografa perfettamente il sistema clientelare della sinistra Umbra che ha costruito nel tempo una cupola che tutto muove e tutto controlla elargendo favori a “compagni in difficoltà” ottenendo in cambio voti e impegno per la “causa comune”.

È tutta una raccomandazione in barba alla meritocrazia e alle tante parole di cui ogni giorno ci si riempe la bocca. Mentre i giornali continuano a pubblicare il palazzo cosa fa? Nulla! Si rincorrono voci di timide iniziative ma l’unica cosa certa è che non si trova la strada di un vero rinnovamento di uomini. Invece, come consuetudine, certi personaggi cambiano posizione ma alla fine, grazie ad autorevolissime coperture politiche che evidentemente li usano per le battaglie interne ad un partito mai nato che si alimenta solo grazie alla asfissiante gestione del potere, non escono mai dalle stanze del potere. Ciò blocca l’iniziativa riformatrice che sarebbe necessaria e la Marini, al di la di qualche velina fatta ad arte, non riesce a fare nulla perché è, chiaramente e necessariamente, inserita nel sistema.

Lo stesso che l’ha fatta eleggere e che ha portato ad una pubblica amministrazione ipertrofica e inefficiente che drena soldi a non finire e che rappresenta il vero costo della politica contro cui si scaglia l’antipolitica.

Per questo, come ha giustamente detto la nostra portavoce Fiammetta Modena, è sempre più urgente un Consiglio regionale ad hoc per discutere di tutto questo e lunedì, nel corso della conferenza dei capigruppo lo solleciteremo,  sperando di incontrare un largo consenso, perché non è più possibile che, difronte a tutto quello che ogni giorno viene fuori, il palazzo del Governo regionale taccia come se nulla fosse.

Occorre che il Consiglio regionale discuta e dia una preciso indirizzo alla Presidente per procedere a rimozioni e sanzioni certe.

Raffaele Nevi –  Presidente gruppo PdL Regione Umbria

 

Sanitopoli, la Monacelli invita la Marini ad andare fino in fondo

9 settembre 2011

Intorno alla vicenda Sanitopoli continuano ad emergere dettagli sempre più sconcertanti, che non possono non indurre conseguenti decisioni politiche. In questa direzione plaudo alla linea responsabile adottata in questi giorni dalla Presidente Marini, volta a salvaguardare le istituzioni. Una decisione in merito al destino della Rosignoli non può essere più rinviata e si impone nei tempi più brevi possibili. Mi pare che la Presidente sia di questo avviso e la incoraggio ad andare fino in fondo: mai quanto in questo momento occorre dare un segnale di trasparenza alla società. Non siamo guidati da giustizialismo nell’esprimere queste considerazioni, ma chi ricopre certi ruoli deve essere al di sopra di ogni sospetto. Se questo vale per il livello tecnico, ancor più bisogna avere attenzione al livello politico, non certo secondario rispetto all’inchiesta: infatti, soprattutto chi ha responsabilità politiche di primo piano ha pari, se non superiori, responsabilità in questa vicenda. Anche di questo, Presidente, dovrà tenere conto…

Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare  “Casini – Unione di Centro”

Caso D’Alema e fallimento Eutelia, un caso anche in Umbria?

9 Mag 2011

La reazione scomposta della Marini alle notizie di stampa relative alla inchiesta sul fallimento Eutelia, e sulle rivelazioni che avrebbe fatto l’imprenditore Pio Piccinini sui rapporti con D’Alema e il suo braccio destro Morichini, la dicono lunga su quanto fanno male a certa sinistra accuse che vanno a ledere il principio della loro superiorità morale su cui hanno fondato la loro politica. Altro che trasparenza! Oggi – dalla vicenda Sanitopoli fino a questa – è chiaro come la sinistra gestisce il potere e utilizza le Regioni cosiddette Rosse come polmone per alimentare un corpo molto malandato. Ora siamo curiosi di sapere se la società SDB s.r.l., che fa riferimento a Morichini, ha avuto spazio in Umbria. Per questo annunciamo un’interrogazione a risposta scritta affinchè la Presidente possa spiegare alla comunità regionale come stanno le cose, se sono stati affidati appalti a questa società  e quali sono stati i motivi. Oltre a questo chiediamo conto dei criteri in base ai quali si chiedono sponsorizzazioni da parte della Regione per manifestazioni culturali ed altro.

Fiammetta ModenaRaffaele Nevi

Sanitopoli, Nevi (PDL) risponde a Ronconi (UDC)

29 ottobre 2010

“Ho saputo pochi minuti fa che Maurizio Ronconi mi ha querelato perché lo avrei diffamato affermando che le sue posizioni su ‘Sanitopoli’ (invece di attaccare il Pd ha trovato il modo di accusare il PdL) sono forse dovute al fatto che lui è dipendente della stessa Asl 3. In realtà Ronconi ha questa reazione isterica perché sa che, come Sandra Monacelli ha sottolineato, il suo elettorato non condivide questa posizione e il fatto che io l’ho detto pubblicamente lo mette in evidente difficoltà politica”. Lo afferma il capogruppo regionale del Pdl Raffaele Nevi, rilevando che “ricorrere a questi mezzi invece di rispondere politicamente è segno che si hanno pochi argomenti”. Nevi si dice comunque “tranquillissimo anche perché, secondo i miei legali, non c’è assolutamente diffamazione al contrario invece di quanto si può leggere nel suo comunicato, che è pieno di aggettivi poco lusinghieri nei confronti del PdL e del sottoscritto e che i nostri legali stanno attentamente verificando. Stiano tranquilli Ronconi e i dirigenti della Asl 3 – conclude – che non mi farò intimidire e che continuerò insieme agli amici del PdL una battaglia per fare in modo che in Umbria trionfi la libertà e non il ‘Regime’ che Ronconi ha scelto di accarezzare tradendo il suo elettorato”