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“Sassoferrato dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita”

22 marzo 2017

RMN-S-AA9700-5460venerdì 24 conferenza stampa di presentazione

Dopo più di due secoli torna a Perugia L’Immacolata Concezione, capolavoro di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato: la magnifica pala, infatti, fu prelevata nel 1812 dall’Abbazia benedettina di San Pietro per ordine di Dominique Vivant-Denon, direttore del Musée Napoleon, come si chiamava allora l’odierno Museo del Louvre e da allora è sempre rimasta in Francia. (more…)

I Templari a Costacciaro e Monte Cucco

31 ottobre 2009
acquasantiera nella chiesa di san francesco a costacciaro, ritrovata a seguito della demolizione di una parete. fotografia di francesco la rosa

acquasantiera con segni templari nella chiesa di san francesco a costacciaro, ritrovata a seguito della demolizione di una parete.  foto di francesco la rosa


Commento sugli scritti di Euro Puletti appassionato e prestigioso ricercatore del mondo misterioso dei Templari

di Gianfranco Pirodda

 

Aabbiamo dato ,  una lettura delle immagini presenti nella chiesa di San Francesco di Costacciaro, che conferma pienamente dai simboli riscontrati, che si trattò certamente di una chiesa dei Templari, passata poi ai francescani. la segnalazione arriva  da Euro Puletti, un appassionato ricercatore del mondo misterioso dei Templari, di cui possediamo alcuni testi, alcuni dei quali si riferiscono alla presenza dei Templari sul Monte Cucco. Ci è sembrato quindi utile per gli appassionati umbri aggiungere qualcosa a quanto già scritto per la chiesa di San Francesco di Costacciaro, inquadrando l’insediamento con una serie di osservazioni sulla zona citata. Il Monte Cucco, che sorge nella provincia di Perugia tra i comuni di Gubbio e Fabriano, che non è più Umbria, fu caratterizzato dalla forte presenza dell’Ordine del Tempio, di cui conosciamo già l’insediamento di Sigillo, dove sono state trovate delle pietre segnate con la Croce patente dei Templari. L’ultimo Gran Precettore Templare per l’Italia si chiamava Iacopo di Montecucco e, nonostante altri ritengano fosse nativo del Piemonte (esiste un Moncucco piemontese), noi invece riteniamo potesse provenire appunto dal Monte Cucco umbro, ricchissimo di presenze templari. Euro Puletti scrive che presso Purello, località vicina a Borghetto e poco più a meridione di Sigillo “alla fine del secolo X, in una località imprecisata, compresa tra Purello (Villa Sancti Apollinaris) e Villa Scirca (Sirca) si ergeva un castello di fondazione altomedievale, passato alla storia con il nome di Ghelfone. E’ assai probabile che esso fosse di proprietà dell’antichissima ed illustre famiglia nobiliare De Guelfonibus, Guelfoni o Ghelfoni, signori di Costacciaro e Colmollaro, dalla quale il maniero potrebbe aver mutuato anche la propria specifica denominazione. E’ altresì possibile che quest’antichissimo castello, di cui si è completamente perduta la memoria storica, possa essere identificato con gli imponenti resti di mura che sorgono, ad oriente del paese Villa Scirca, sopra altrettante alture, il Poggio de le Salare ed il Poggio degli Ortacci, facenti entrambi parte del monte Sassubaldo. In quest’area doveva, infatti, sorgere un castello assai vetusto, Castelvecchio, ricordato ormai più solo dal nome di un’abitazione del paese. I Templari erano altresì insediati poco aldilà dell’attuale confine tra Monte Cucco e Sassoferrato, nei siti di Perticano e Casalvento, dove sorgono ancora oggi i centri di San Felice e poco più a sud di San Nicolò. Euro Puletti, riferendosi ad un insediamento militare a Pascelupo, che sta in Umbria di fronte ai luoghi citati di Perticano e Casalvento, afferma che: “Non sembra affatto casuale la circostanza secondo la quale il presidio militare di Pascelupo comincia ad apparire citato in documenti scritti solo poco dopo la soppressione dell’Ordine Templare. Si è, infatti, portati a pensare che, prima di tale data, i Templari di Perticano e Casalvento, e forse dello stesso San Girolamo, fossero ancora intenti a fortificare tali luoghi confinali… “. Noi aggiungiamo che la presenza dei siti Templari che si rivela dopo lo scioglimento dell’Ordine del Tempio dipende spesso dal fatto che quei luoghi, prima templari, cominciano ad essere tassati, e quindi risultano nei relativi elenchi perché devono pagare le imposte allo Stato e le decime alla Chiesa, mentre come Templari ne erano esenti. “Persino le testimonianze storico-documentarie certe della presenza di uno stanziamento eremitico a San Girolamo risalgono al periodo immediatamente successivo alla soppressione dell’Ordine dei Templari. Come si è sopra accennato, soltanto un potente e ricco ordine militare, politico e religioso, come quello dei Templari, poteva avere i mezzi finanziari per erigere tra il XII ed il XIV secolo le imponenti strutture dell’eremo primitivo, o medioevale, o pregiustinianeo che dir si voglia. Un presidio militare di carattere unicamente secolare non spiegherebbe, infatti, la necessità della costruzione di un sacello. Il cabreo, che si conserva nell’archivio di Sassoferrato, mostra come l’Ordine religioso-cavalleresco degli Ospitalieri di San Giovanni che in Italia ereditò i possedimenti e molte delle tradizioni dei Templari possedesse talune proprietà a Perticano e nei suoi dintorni. Una croce, scolpita in bassorilievo sulla viva roccia dell’eremo, sembrerebbe, inoltre, essere di apparente tipologia templare.” Il Puletti aggiunge: “Risulta significativa, in questo contesto, la vicina presenza dell’importante e grandiosa abbazia di Sant’Emiliano e Bartolomeo Apostolo in Congiùntoli, eretta originariamente per custodire le reliquie del soldato martire Emiliano e di una santa donna con due figli gemelli”. In effetti il Puletti non precisa il perché egli consideri significativa la vicinanza dell’abbazia di Sant’Emiliano, ma noi aggiungiamo qualche altra considerazione che ci risulta per gli studi fatti in Sardegna e dei quali vi daremo conto nel prossimo articolo.