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Sicilia: Sciopero Autotrasportori, ”La protesta proseguira’ anche domani”

20 gennaio 2012

Si e’ da poco concluso l’incontro tra i prefetti siciliani, il, presidente della Regione Raffaele Lombardo e gli esponenti del movimento ‘forza d’urto’ che da lunedi’ stanno scioperando. Il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi ha sottolineato che “dall’incontro sono emersi dei punti che sottoporremo all’assemblea del nostro movimento che terremo a Catania, intorno alle 18”. ”La protesta -aggiunge Richichi- proseguira’ anche domani. Sui punti discussi con il presidente Lombardo e sulle eventuali iniziative da adottare -ha precisato Richichi- non dico nulla. Su sue eventuali nuove forme di protesta le notizie si avranno al termine della nostra assemblea”. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo, ha detto, che chiedera’ un incontro con il presidente del consiglio Monti per affrontare gran parte delle richieste, come il costo della benzina, non di competenza della regione Siciliana.

UGL Umbria: “Bravo, Presidente Sen. Prof. Mario Monti” .

8 dicembre 2011

12 dicembre 2011, ore 10, in P.zza Italia con UGL, CGIL, CISL e UIL

Bisogna riconoscere a questo Governo, che è riuscito ad unire in una unica protesta di piazza i sindacati Confederali, UGL, CGIL, CISL e UIL; protesta che si accompagna, nello stesso giorno, ad uno sciopero unitario di tre ore che si terrà in tutta Italia. Forte è la nostra preoccupazione per l’impatto che questa manovra avrà sulle famiglie umbre e sui lavoratori, incidendo negativamente sul potere d’acquisto di ogni singolo cittadino (aumento dell’IVA), una manovra che favorisce esclusivamente le imprese ed il sistema bancario. Registriamo l’ennesimo aumento della benzina, che contribuirà ad aumentare i prezzi dei beni di prima necessità, ma diventa il tutto ancora più sconcertante se pensiamo che il 70% del prezzo pro litro del carburante, sono tasse tra le quali le accise della “guerra in Abissinia” del 1935 e “la crisi di Suez” del 1956. Purtroppo, anche in questa regione alcune scellerate politiche aziendali hanno favorito la nascita di un numero considerevole di lavoratori cassaintegrati o in mobilità che, con questa manovra, rischiano di trovarsi senza pensione né stipendio e senza nessuna possibilità di reintegro professionale favorendo così il lavoro sommerso o la crescita della criminalità locale ed organizzata. Con questa manovra, per infortuni e malattie professionali si ferma ogni forma di tutela per molti lavoratori cancellando tutti gli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, rimborso spese mediche ed equo indennizzo.

“Provvedimento inaccettabile”, basti pensare che quest’anno in Umbria, sino al mese di novembre, sono state registrate già 17 vittime sul lavoro mentre gli infortuni, nonostante abbiamo circa 20.000 lavoratori in “cassa integrazione” sono aumentati rispetto al 2010 circa del 4% pari a 15.467. Questa protesta è volta a richiamare l’attenzione di tutti i politici locali sulle ripercussioni che questa manovra avrà sulle “fasce più deboli”, augurandoci che la Regione Umbria vorrà velocemente organizzare nei prossimi giorni un incontro con le parti sociali e le associazioni che costituiscono il “Tavolo per lo Sviluppo” perché in questo momento è assolutamente necessario “fare meno slogan e più fatti” realizzando programmi a favore delle famiglie e dei lavoratori umbri, rilanciando politiche attive del lavoro, delineando nuove e più incisive strategie per combattere l’evasione e per il contenimento della spesa pubblica.

Enzo Gaudiosi – segretario regionale Ugl

Nota di redazione: Le varie sigle sindacali si ricompattano, ma forse la situazione economica e finanziaria del paese meritava più di tre ore di astensione del lavoro. Qualche  anno  fa per molto meno i sindacati avrebbero messo a ferro e fuoco il paese, che succede? Eppure mai come questa volta i cittadini ed i pensionati sono stati cosi maltrattati, e non basta dire come fa Angeletti (Uil) che ” se il governo non riapre la trattativa con i sindacati sulla manovra e in particolare sulle misure che penalizzano lavoratori e pensionati è possibile che entro dicembre possa essere proclamato un altro sciopero, stavolta di otto ore.”  Angeletti parla solo a nome Uil o anche a nome di tutto il sindacato? Certo che fare uno sciopero di otto ore a fine dicembre è come chiudere le stalle dopo che i buoi sono scappati.

SCIOPERO FIOM: ADESIONE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DELL’UMBRIA ALLA MANIFESTAZIONE DI DOMANI A ROMA

15 ottobre 2010

“Ieri i lavoratori della Merloni hanno riproposto la questione che riguarda la vertenza  sulla loro azienda, mentre a Roma gli studenti manifestavano contro la riforma universitaria. E domani un milione di persone sono attese all’appuntamento principale della

Luciano Della Vecchia

protesta, a testimonianza che, al di là del dibattito politico ufficiale, il lavoro è la prima priorità per gli italiani e la Fiom è isolata dalle istituzioni ma non nella società. Noi siamo con l’Italia che non si piega”. Così il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Damiano Stufara, ha annunciato l’adesione allo sciopero di domani, sabato 16 ottobre, indetto dalla Fiom, nella conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo Cesaroni ed alla quale erano presenti il vicepresidente del Consiglio, Orfeo Goracci, i segretari provinciali del Prc di Perugia e Terni, Enrico Flamini e Angelo Morbidoni ed il responsabile regionale Lavoro, Luciano Della Vecchia.
“L’adesione allo sciopero di domani da parte del nostro gruppo consiliare è totale – ha detto Stufara – perché c’è la necessità di costruire una opposizione sociale alle politiche del Governo. Per contrastare la logica di Marchionne e di chi lo emula nello smantellare il contratto collettivo
nazionale di lavoro con la contrattazione individualizzata, dove l’unico soggetto che detta le condizioni è l’impresa e gli altri soccombono”. “Noi – ha spiegato Stufara – vogliamo fare come in Germania, dove una grande azienda  come la Siemens, con centinaia di migliaia di occupati,
rispetta il patto con il quale si impegna a licenziare solo in accordo con le organizzazioni sindacali. Oggi, in Italia, la questione sociale, quindi le problematiche legate al lavoro, e la questione democratica, vale a dire il rispetto della Costituzione, sono due facce della stessa medaglia”.