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CRONACHE DAL WEB.1- LA SOLITA ITALIA

14 aprile 2012

Flavio Sisi

Ieri, in un pomeriggio uggioso e umido, mi trovavo a girovagare fra link e commenti, in una delle mie frequenti incursioni su Facebook, ed è stato lì che mi sono imbattuto nella storia che voglio raccontarvi…

Tra i miei molti contatti, spesso sconosciuti, mi capita di scambiare due battute con una ragazza, che dalle foto che mostra di sé, pare la protagonista dark di un film fantasy: capelli nero corvino corti, piercing qua e là, tatuaggi che fanno bella mostra su un corpo esile. Se ne esordisce con un “La politica fa schifo, quel giorno a Roma…”gli indignatos”! c’ero anch’io… dove erano tutti gli italiani?? … vado a fare l’immigrato anch’io… me ne vado da ‘sto stato di merda… comandato da bastardi e seguito da caproni!”. L’inizio non è dei migliori e vi confido che spesso la prima impressione non mi tradisce ma alla fine dovrò ricredermi: mi racconta la sua storia, mi racconta di come a 26 anni si viva da invalidi al 100% in un paese come l’Italia. Vive con i suoi: il padre, ad un anno dalla tanto attesa pensione è finito in cassa integrazione, la madre fa assistenza domiciliare agli anziani, il fratello minore studia. Manca il lavoro, così lei fa la stagione in riviera romagnola, in una delle tante gelaterie, mi dice di aver paura del futuro, la stessa che ho io, pensando a quale mondo sto lasciando a mio figlio; nelle sue parole affabili noto una voglia incredibile di non mollare, anche se la sua è una malattia degenerativa che colpisce 1 bambino ogni 20, negli anni ’50 le aspettative di vita non andavano oltre il primo anno, ma oggi grazie alla ricerca si vive discretamente anche fino a 60 anni, con una media italiana che comunque non supera i 40. Nonostante la ricerca nel nostro paese sia sottovalutata, porta comunque risultati migliori che in altri paesi in termini di durata e di qualità della vita. Mi dice: “Prima c’era una legge che davano tot per fare sperimentazione.. adesso il Sig. Monti…ha tolto quella legge..perchè secondo lui le malattie rare non sono da trattare, quindi tutte quelle patologie come epatite D  o hiv o altre malattie rare non sono più prese in considerazione!”. Decido di vederci chiaro, seguo le sue indicazioni e mi leggo la legge 548/93. In effetti detta gli interventi che le regioni devono predisporre in ordine alla prevenzione, cura e riabilitazione della malattia, specificando che devono fornire gratuitamente materiale medico, tecnico, farmaceutico necessario per la cura e la riabilitazione a domicilio dei malati. Invece succede che nell’Italia di Monti accada di tutto e così scopro che nella discussione in corso sul nuovo Patto per la Salute 2013-2015, sarà considerata l’abolizione della quota di Finanziamento Finalizzato del FSN con messa a disposizione delle Regioni delle risorse dedicate nel fondo indistinto. In pratica quindi, le Regioni non avranno più nessun obbligo a trattare malattie del tipo Aids, Epatite D, Fibrosi Cistica, ecc. e potranno destinare altrove le risorse. La crisi si sente, questo è sicuro, ma non è solo economica! La crisi adesso è diventata di ideali, di valori, di dignità, di rispetto! Poi mi racconta un paio di aneddoti tutti italiani.

Il primo: con l’invalidità al 100% percepisce 260 euro al mese che diventeranno circa il doppio solo al compimento dei 65 anni, macabro da dire a chi sa di avere un’aspettativa di vita media di 40! Il secondo: il contrassegno d’invalidità per l’auto è rilasciato a discrezione delle regioni di residenza e permette l’esonero dal pagamento del bollo auto ma che, nella Rossa Toscana dalla quale vi scrivo, non viene concesso! Ci salutiamo, mi dice che almeno in riviera romagnola 4 mesi di stipendio sono sicuri e che continuerà a lottare per i suoi diritti. Che poi sono i diritti di tutti noi, di chi soffre e di chi gli sta accanto. Resto solo nei meandri del Web e mi sforzo d’immaginarla con un grembiule bianco e un gelato artigianale in mano. Sorrido, infondo siamo così diversi eppure così uguali… A lottare contro un governo trasversale che non fa gli interessi degli Italiani, contro un sistema che non ci piace, con determinazione e un pizzico di speranza per non arrendersi. Io ho un sogno: superare gli schemi, andare oltre le apparenze e riscoprirsi, per una volta, Italiani.

Flavio Sisi