Posts Tagged ‘sondaggi’

UMBRIA – LA RIMONTA “IMPOSSIBILE” (MA “UN TICCHINO” ANCHE NO)

16 Mag 2015

urnaStoria elettorale dell’apoteosi del criterio del “meno peggio” e della crisi della rappresentanza

Di Ciuenlai

E’ finito il tempo dei sondaggi e per fare previsioni dovremo fare “a occhio”, fidandoci del nostro naso.

In un clima di assoluta indifferenza della popolazione verso l’evento del 31 di maggio, si può tentare di fare alcune riflessioni sui dati sull’Umbria usciti negli ultimi 2 giorni:
1) DISTACCO RIDOTTO MA RECUPERO DIFFICILE – E’ indubbio che, nonostante i notevoli recuperi di Ricci, la Governatrice sia ancora e saldamente in testa. Anche se il distacco fosse ridotto a 5/6 punti, annullare questo gap è impresa ardua e molto difficile.

Non si tratta infatti di un confronto a due , ma a 8. Quindi le perdite e i guadagni si spalmano. Faccio un esempio per farvi capire. In un duello il distacco di 6 punti è in realtà di 3. Quello che aumenti perde l’avversario. Basta recuperare la metà per essere pari. In una disputa a più voci invece bisogna riguadagnare quasi tutto l’handicap. A Ricci, se i numeri sono quelli, in questi ultimi giorni serve un miracolo che vale più di 5 punti percentuali. “la veggo dura” dicono a Perugia. In ogni caso una elezione data per scontata si è trasformata in una competizione che lascia un minimo di dubbio sul suo esito finale. Chi l’avrebbe detto un mese fa?
2) I L PESO DEI “PROFESSIONISTI DELLE PREFERENZE” – le residue chance dell’avversario della Marini restano appese alla possibilità che una parte del popolo di sinistra, come è accaduto per l’elezione del sindaco di Perugia, faccia un atto di estrema ribellione e di ritorsione verso il Pd votando Ricci. Facile a dirsi ma problematico a farsi. Incontro tanta gente che potenzialmente coltiva questo dubbio, ma che alla fine mi dice che si asterrà o, in molti casi, che darà la preferenza ad un amico nelle liste del raggruppamento che raccoglie gran parte dell’attuale maggioranza. Al primo turno o nel turno unico, il voto si divide equamente tra candidati e liste. La lista del Pd è formata da tanti “professionisti” delle preferenze. Dando un corposo vantaggio, al tempo della grande astensione, al Presidente uscente.
3) ERRORE SWG? – A proposito di liste. Il sondaggio Swg pare contenere un errore uguale per tutti i raggruppamenti. Uso quello favorito per capire di che sto parlando. La forchetta della Marini fluttua tra il 42 e il 46%. Le liste che l’appoggiano sono al 45,5%. Se è così la forchetta non funziona. Non ci può essere un risultato inferiore al 45,5% ma solo superiore. Non esistendo infatti il voto disgiunto, il risultato del candidato è formato dai voti presi dalle liste collegate e da quelli che votano solo il nome del presidente prescelto. A occhio si va sopra il 46%, cioè sopra il massimo della forchetta indicata per la Marini. In conclusione, se ho ragione e i numeri diffusi sono giusti, o è sbagliato il dato del candidato presidente o è sbagliato il valore delle liste collegate.
4) SEGGI IN PIU’ PER IL PD? – I valori delle liste collegate al Pd fanno pensare che, in caso di vittoria, i democratici potrebbero avere a disposizione un “tesoretto” di uno o due consiglieri in più. Sul piano politico generale non cambia niente perché comunque, con l’attuale legge elettorale, si aggiudicherebbero 11 seggi su 21. Cioè la maggioranza assoluta. Ma sul piano interno cambia un sacco. Tornano a sperare diversi “peones” dati già per morti. Il vecchio e triste “primo dei non eletti” può trasformarsi in un nuovo e sfavillante “ultimo degli eletti”.
5) L’APOTEOSI DELLINDIVIADUALISMO E DEL “MENO PEGGIO” – Quello che emerge con grande chiarezza è che i dati dell’astensione e i criteri di scelta del voto portano dritti ad una colossale crisi di rappresentanza. O si resta a casa, o si vota una persona conosciuta, seguendo spesso un interesse diretto. Quel grande esercito di persone che richiede e chiede ad amici e conoscenti “ma per chi votiamo stavolta”, non trova spesso una risposta adeguata. I programmi e i contenuti restano i grandi assenti di una campagna elettorale dominata da cene, aperitivi e bisbocce varie. Risultato; la metà o quasi si astiene e l’altra metà si accontenta del meno peggio. Titolo del film “E continuavano a chiamarle elezioni”!

Commento: Condivido in pieno la riflessione di Ciuenlai, ma una cosa importante vorrei aggiungerla, ANDIAMO TUTTI A VOTARE.

Claudio Ricci (Candidato Presidente dell’Umbria) Propone al Centro Destra Civico Moderato e Popolare: Tutti a Votare e Ognuno lo Dica a 7 Persone (come in una Catena di Sant’Antonio).

13 Mag 2015

ricci10Mancano 18 giorni all’ora del cambiamento e Claudio Ricci, candidato presidente della Regione (domenica 17 maggio incontrerà i 120 candidati, delle 6 liste della coalizione, alle ore 10 al Park Hotel a Ponte San Giovanni in Perugia) prepara l’ultimo tratto verso il traguardo del governo regionale proponendo la “catena” (tipo Sant’Antonio) del cambiamento: tutti i sostenitori sono pregati di attivarsi affinché ognuno inviti (direttamente, con il telefono o attraverso Facebook) al voto altre sette persone con la frase (da diffondere) “vai a votare per cambiare”.

Anche i sondaggi più “orientati”, che qualche settimana fa attribuivano oltre 17 punti percentuali di vantaggio al (more…)

Ricci: dai Nostri Dati il Sorpasso per Cambiare è in Atto

30 aprile 2015

ricci8Risposta di Claudio Ricci a “Scenari Politici”  che  ammette un Campione Insufficiente.

Continua (ma fortunatamente a breve si concluderà questo tentativo di rappresentare i fatti diversi dalla realtà) la pubblicazione di “sondaggi inconsistenti” svolti “casualmente attraverso Internet” o, come citato da “scenari politici”, definiti su un campione “non adeguato”.

Ovviamente, siccome tali risultati “non attendibili” vengono pubblicati e comunicati per modificare l’opinione  delle persone (un vecchio, ma ormai desueto, “giochino” di marketing), auspichiamo che i soggetti giuridicamente legati al controllo normativo elettorale si attivino come doveroso.

Comunque noi ribadiamo che (dai certificati Winpoll) la coalizione Claudio Ricci è il 2% avanti (a tutti i candidati) per la fiducia e tendenza potenziale al voto e che il 3/4% di vantaggio (del governatore uscente), come somma di partiti che lo appoggiano, si sta sempre più assottigliando.

Il “sorpasso” è in atto e avverrà nelle urne il 31 maggio (dalle 7 alle 23).

Regionali, allarme tra i renziani: il Pd rischia di perdere il 10-15%

26 aprile 2015

renzi2C’è molta preoccupazione nell’entourage del presidente del Consiglio per l’esito delle elezioni del 31 maggio. I timori non sono tanto sul numero di Governatori conquistati, quanto sulle percentuali del Partito Democratico, che, rispetto alle Europee dello scorso anno, potrebbe perdere tra il 10 e il 15 per cento dei voti. ECCO LA SITUAZIONE REGIONE PER REGIONE E LE STIME DEI SONDAGGI TOP SECRET CHE CIRCOLANO AL NAZARENO (more…)

Sondaggio Winpoll (su ampio campione): Ricci in vantaggio di due punti

12 aprile 2015
Claudio Ricci

Claudio Ricci

Esistono le ipotesi (legate ad un recente sondaggio perlomeno “non definito nel metodo”) e poi arriva la realtà, cita Claudio Ricci (candidato presidente della Regione), annunciando che fra lunedì e martedì verrà diffuso (nei termini previsti dalle leggi, indicando campione di riferimento e le modalità scientifiche) un ampio sondaggio (telefonico) svolto dalla primaria società nazionale di sondaggi Winpoll. (more…)

SONDAGGI – LE BUFALE E LE VERITA’ (NASCOSTE)

23 gennaio 2013

di Ciuenlai

Guardando i diversi sondaggi emerge che numeri e risultati dipendono, più che dalle risposte degli intervistati, dai desideri dei committenti. L’unica cosa certa sono le tendenze generali che sono uguali per tutti : Centrosinistra saldamente in testa e in lento ma progressivo calo, (more…)

E’ proprio vero: “il potere logora chi non ce l’ha” e/o chi sta per perderlo.

9 gennaio 2013

 riceviamo e pubblichiamo

Ormai il Cavaliere si vede perso. Vede che nonostante i frazionamenti e i dividendi, le scomposizioni e le ricomposizioni, gli smantellamenti e gli affastellamenti non si va oltre il 20% e (more…)

Amministrative a Todi, il Pd contro i sondaggi del centrodestra

3 Mag 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Non bastano al centrodestra le scorrettezze e le violazioni di leggi come asfalti elettorali e interventi di manutenzione dell’ultima ora. Adesso, in palese violazione della legge che vieta la diffusione di sondaggi elettorali dal 20 aprile ad oggi, girano per le case mostrando un sondaggio di una società milanese, la stessa che in più occasioni ha mostrato di diffondere sondaggi solo pro-Berlusconi rivelatisi poi inattendibili. Anche noi abbiamo i nostri sondaggi. Siamo corretti e non li diffonderemo. Però una cosa è certa: siamo più che sereni e fiduciosi nella vittoria di Carlo Rossini e della coalizione di centrosinistra. Comprendiamo che il centrodestra non potendo parlare di programma, usi metodi scorretti di propaganda elettorale. Gli elettori non si faranno ingannare da questi metodi!!

Partito Democratico di Todi

 

STORACE – IL GIORNALE E I SONDAGGI SU LA DESTRA

28 aprile 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

“Oggi, dalle colonne de Il Giornale in un articolo a firma Fabrizio de Feo, facciamo il punto della situazione de La Destra in questo preciso momento storico del nostro Paese. Se tutti i sondaggi ci vedono in crescita, pur non appassionandoci troppo a questo strumento di ricerca, e l’antipolitica ormai la fa da padrone, ribadiamo il nostro ruolo di partito che, proprio in virtù della sua coerenza, sta conquistando spazi importanti tra l’elettorato. Alcune rilevazioni ci danno infatti al 3,6%, ma bisogna andare avanti capendo che non ci può fermare nessuna soglia di sbarramento. Le nostre posizioni contro lo strapotere della Bce, l’Europa delle banche e della burocrazia, il fiscal compact che imporrà manovre devastanti ai paesi dell’Unione per i prossimi decenni, vengono sempre più tenute in considerazione e apprezzate dai cittadini. E poi abbiamo  modo di denunciare e stigmatizzare quanto si è verificato in Versilia, dove il Pd si è mobilitato impedendo una manifestazione de La Destra a Camaiore. Rispetto a questo accadimento gravissimo i deputati del Pdl Giorgia Meloni e Fabio Rampelli, che ringraziamo, hanno presentato una interrogazione al ministro dell’Interno, da cui attendiamo provvedimenti.”

La Desta in Umbria

Sondaggi Umbria:Crollano PD e PDL, Cresce la sinistra, Grillo verso le due cifre

24 febbraio 2012

di Ciuenlai

L’arroccamento nel fortino del potere comincia a produrre effetti nefasti per i maggiori partiti tra l’opinione pubblica Umbra. Lo dimostra Il nuovo aggiornamento del sondaggio periodico della GPG che di seguito riportiamo con le differenze con le rilevazioni di luglio e dicembre 2011. Aggiornamento che è stato effettuato pochi giorni prima del ciclone “Goracci” e che quindi non contiene le ripercussioni di questo evento. (legenda – la rilevazione è stata fatta a fine gennaio 2012 – le differenze in più o in meno sono , la prima, con il dicembre 2011 e la seconda con il luglio 2011):

Centrosinistra – PD 33% (- 2%, -4%), SEL 7% (+1%, +0,5%), FDS 5,5% ( =, + 1%), IDV 4,0% (-0,5%, =), Altri di CSX (Socialisti, radicali e verdi) 3% (=, +0,5%);

Centrodestra – PDL 21% (+0,5%, – 6,5%), Lega Nord 3% (-0,5%, +0,5%), Altri di CDX 3,5% (+ 0,5%, +1,5%);

Terzo Polo – UDC 5% (- 0,5%, +0,5%), FLI 4,5% (+1%, +1%), API 1,% (=, =);

Movimento 5 Stelle 9,0% (+2,5%, +5,5%).

Questi numeri aggiunti all’alta percentuale di astensionismo che è attorno al 40% ,segnalano una disaffezione verso il comportamento e le scelte della classe dirigente umbra, soprattutto di quella dei grandi partiti. Il Pd, stando a questi numeri, non riesce nemmeno a recuperare il dato dei DS, perde verso sinistra ed in particolare su SEL e sulla FDS. Ma soprattutto l’elettorato democratico e direi anche quello populista, si sposta in massa nell’area di quella che viene chiamata “l’antipolitica” e che io definisco invece “l’altrapolitica”. Grillo viene segnalato nelle 4 regioni rosse, dallo stesso sondaggio, come un fenomeno che supera ormai le due cifre. C’è una grande voglia di “civico” e cioè di proposte che vadano fuori dagli schemi originari, considerati ormai, da una grande fetta degli elettori, non più in grado di riformare e di riformarsi. L’idea è che l’alternativa sta solo fuori del “palazzo”. Sembra proprio che Il vento del cambiamento delle primarie e delle recenti amministrative, comincia a soffiare anche in Umbria.

Del resto spettacoli come quelli dati ieri in Consiglio Regionale non possono che rafforzare queste tendenze. La scusa del Dap e del bilancio che incombe non tiene. L’Ufficio di Presidenza si poteva rinnovare in toto, aprendo una nuova stagione politica per l’Umbria. Così, sembra quasi che si stia stancamente attendendo quell’ufficiale giudiziario che, mettendo i sigilli, certificherà la realtà dei fatti e cioè il fallimento politico della seconda repubblica in generale e di questa legislatura in particolare.

 

 

AMMINISTRATIVE DI ASSISI E GUBBIO, SONDAGGI O SPOT PER AMICI?

15 aprile 2011

Di Ciuenlai

Sono usciti alcuni sondaggi sul voto di Assisi e di Gubbio. A occhio sembrano completamente sballati. Con tutto il rispetto per chi fa questo lavoro, i risultati sono in completa contraddizione con la realtà storica e odierna dei due comuni. Allora; ad Assisi l’attuale sindaco Ricci prenderebbe il 60% in una situazione nella quale la destra ha un secondo candidato forte e nella quale tutti gli altri indicatori (e sondaggi) dicono ballottaggio. La sinistra perderebbe il 20% in meno di un anno. I Dati riservati in mano alla destra parlano di un 45/47%. Bah! Ma il surreale, vicino al comico, arriva a Gubbio. Il candidato unico (ripeto unico) del centrosinistra andrebbe al ballottaggio con quello della destra. Guerrini parte da un bacino che alle regionali ha preso il 75%. Più in là c’è il cappotto. Dovrebbe, dopo un solo anno, perdere il 30% per non essere eletto al primo turno. Francamente per quanto possa essere considerato debole (e ha dimostrato di non esserlo), per quanto rifondatori e parti del Pd possano praticare il voto disgiunto, una cosa del genere è fuori del mondo. Ma c’è di peggio. La Federazione della sinistra viene accreditata del 5% con un calo del 25%. Ora, se anche la Ercoli e compagnia prendessero solo i voti ottenuti alle primarie, in percentuale, facendo riferimento ai voti validi delle scorse comunali, avrebbero quasi il 15%. Insomma il solo Prc subirebbe una contrazione del 20% in un anno e del 10% in un mese. Ma per piacere!. Sembra quasi che a Gubbio ci sia una moria di comunisti. Un virus letale. Se no non si spiega. In conclusione più che a sondaggi questa roba, più la guardo e più assomiglia ad uno spot per qualche amico. Molto legittimo, ma poco credibile.