Posts Tagged ‘spiritualità’

W.W. F (Wiva Wiva Francesco d’Assisi)

4 maggio 2017
giotto_san_francescoNell’immaginario del moderno ambientalista responsabile, quello che mangia “biologico” e combatte contro l’estinzione di qualche specie animale o vegetale residuale, quando si parla di “Ecologia”, si materializzano catastrofi imminenti, polluzione atmosferica insostenibile, carestie post-belliche, alluvioni bibliche. Allora si indicono processi sommari per individuare i colpevoli, a prescindere dalla soluzione. Ovviamente l’unico colpevole è l’uomo. In virtù di questo sillogismo si scatenano nella popolazione allarmismi nevrotici, un disastroso pessimismo esistenziale, una sfiducia nella ricerca scientifico-tecnologica, criminalizzazione del progresso in quanto tale.

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Umbria mistica, la magia della scoperta

17 settembre 2014

di Silvica Gobej

Santuario di Montecorona

Badia  di Montecorona

Una giornata come un’altra, mi veniva da pensare appena svegliata. Il sole promette un ciel sereno; oggi andrò a cercare i funghi, ma dove? Quello che fa bella questa regione è il verde. Ovunque guardi trovi una foresta, grande o piccola. Chiamo i miei amici e dopo un attimo eravamo già a bordo del fuoristrada del nostro amico, che oltre a farci da guida perché un buon conoscitore dei posti, è anche un cacciatore . Sulla strada che porta verso Antognolla imbuchiamo a sinistra e dopo aver girato e salito tanto da confonderci, notiamo da lontano un piccolo borgo. (more…)

Cannara, Roberta Bizzarri: arte e spiritualità nelle infiorate

23 giugno 2014
Roberta Bizzarri

Roberta Bizzarri

Roberta Bizzarri Artista di Cannara è stata una  protagonista delle infiorate concluse ieri.

Realizza quadri con petali di fiori e foglie. Nella vita è impiegata e di fatto esegue i suoi lavori da autodidatta non avendo mai seguito corsi specifici di arte  perchè ha sempre creduto  che l’arte non debba essere influenzata da niente e nessuno… deve provenire dal proprio cuore. Realizza l’infiorata da quando era piccolissima dedicandola a  Dio, che considera la sua guida e il nostro punto di riferimento. In tutte le sue  opere infatti c’e’ un riferimento a Lui e alla Sua Vita….anche se la sua  passione sono gli angeli e ne ha creato uno tutto suo  che inserisce sempre nei suoi quadri. (more…)

Mia madre Chiesa risolverà tutto

7 marzo 2014
Costanza Miriano

Costanza Miriano

di Costanza Miriano   

Credo che sia ormai ufficiale: non sarò mai una vaticanista. Ci sono realtà con cui uno deve fare i conti. Eppure era il mio sogno. D’altra parte anche atletica leggera l’ ho cominciata perché ero innamorata di Sara Simeoni, ma poi ho scoperto che l’asticella mi metteva l’ansia e mi tuffavo sul tappetone passandoci sotto. In compenso ero bravissima nel riscaldamento (ho ripiegato sul mezzofondo).

Volevo fare la vaticanista, ma sono troppo figlia della Chiesa per essere in grado di leggerne in filigrana movimenti interni, fila politiche, correnti. Aspetto con abbandono filiale le sue decisioni, e mi godo enormemente il privilegio di avere una madre tanto esperta,intelligente, prudente. Credo che la Chiesa raccolga le migliori intelligenze del nostro tempo, credo che credere affini il logos e scolpisca come con uno scalpello l’intelligenza dell’uomo. (more…)

Spiritualità, il Beato Giolo da Sellano

25 maggio 2010

Testo e foto di Emanuela Ruffinelli

L’Umbria è una regione ricca di tradizioni e di storia. Essa offre al visitatore prospettive particolari, quasi intimistiche. La Grotta del Beato Giolo è una di queste.
Si trova a Forfi, frazione di Sellano nella piega del monte Jugo. Questo antro è da secoli oggetto di venerazione popolare. Il Beato Giolo nacque a Sellano intorno al 1250 e fu venerato per i suoi prodigi. Di lui si conoscono poche notizie. Ci racconta lo Jacobilli “…egli per fuggir l’occasione di offendere Dio et appressarsi a sua divina Maestà con la ritiratezza e con l’oratione e la penitenza, andò a far vita eremitica e solitaria in un monte chiamato Maggiore né confini di Sellano e Roccafranca, castello del comune di Foligno”.
Non sono lontani gli anni dello sviluppo dei vari movimenti penitenziali e in Umbria l’esempio di Francesco infiammava gli animi più sensibili. Del beato Giolo si ricordano due eventi miracolosi. Essi riguardano i due elementi primordiali per eccellenza: l’acqua e il fuoco. Il primo riguarda lo scaturire di una sorgente dal sasso vivo, nei pressi della grotta. Ad essa ancora oggi accorrono i devoti ritenendola salutare. Ricorda lo Iacobilli che “…i fedeli che vi concorrono per devotione, per essere liberati da molte infermità, nel bever quell’acqua molti ne sono rimasti guariti”. Il secondo avvenne per necessità. Arrivata la stagione del freddo e della neve: “…andando il Beato Giolo nell’inverno, nelle vicine ville, si fece dare alcune palate di accese bragie, e postele nella sua tonaca, se le portò alla sua grotta senza punto abrugiar la tonaca, con meraviglia dei circostanti”.

Il controllo dell’acqua e del fuoco è segno per il popolo della potenza divina che si manifesta attraverso le anime pure e indica nell’attore l’azione di Dio. Alla sua morte, nel 1315, annunciata dal suono improvviso delle campane di Sellano, ogni castello dei dintorni cercò di appropriarsi delle spoglie, ma vi riuscirono solo quelli di Sellano e ancora oggi tali reliquie sono custodite in un’urna posta nell’altare maggiore della parrocchiale di Sellano che l’ha scelto come compatrono, con San Severino. La festa del beato Giolo cade il 9 di giugno mentre la prima domenica di agosto ha luogo il pellegrinaggio alla grotta dai paesi limitrofi.
La grotta è posta in una posizione impervia e raggiungibile solo attraverso un angusto sentiero, ma è comunque meta di un intenso pellegrinaggio. Dalle pareti rocciose della grotta trasuda dell’acqua che si raccoglie in due piccole vasche ove, secondo la tradizione, si sarebbe lavato un rognoso che fu subito liberato dal male. I fedeli (anche malati e anziani) sono soliti sfiorare la roccia con le mani e molti prelevano piccoli frammenti di pietra da conservare in tasca tutto l’anno come protezione e devozione contro le malattie, dopo aver riposto le pietruzze prelevate l’anno precedente.