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Standard and Poor’s declassa il rating di lungo termine sui titoli emessi dalla regione Umbria

26 settembre 2011

Dopo la sforbiciata al rating del debito sovrano dell’Italia Standard and poor’s ha tagliato anche il “voto” a 11 enti locali, tra cui le città di Milano, Bologna e Genova. Secondo quanto precisa una nota, l’agenzia internazionale di valutazione dell’affidabilità creditizia ha abbassato da A+ ad A, con outlook negativo, il rating dei seguenti enti locali: città di Bologna, provincia di Mantova, regione Marche, Provincia di Roma, Regione Sicilia, Regione Emilia Romagna, Regione Friuli Venezia Giulia, Città di Genova, Regione Liguria, città di Milano e regione Umbria.  Per la città di Torino, invece, è stato rivisto da stabile a negativo l’outlook, mentre è stato confermato ad A il rating sul debito a lungo termine.

S&P ha annunciato inoltre di aver declassato il rating di lungo temrine sui titoli emessi dalla Regione Umbria con scandenza al 2017, 2018 e 2019, dalla regione Marche con scadenza al 2018 e dalla regione Sicilia con scadenza nel 2016.

fonte: Il Messaggero

RATING UMBRIA: “NON SOLO LA NOSTRA REGIONE NON E’ UN’ISOLA FELICE MA SUBISCE UN DECLASSAMENTO PEGGIORE DI ALTRI”

Commento di Andrea Lignani Marchesani, consigliere regionale PDL

“Da questa notizia emergono le bugie, dette più volte in sede di sessione di bilancio, da parte della Giunta allorché affermava che il rating di ciascuna Regione andava di pari passo con quello dello Stato e quindi eventuali declassamenti erano da imputare esclusivamente al Governo. Il fatto che ci siano declassamenti a macchia di leopardo – osserva l’esponente del PdL – e che alcune Regioni conservino rating superiori, deve pero’, al di la’ delle polemiche, far suonare un campanello d’allarme mettendo fine al più presto a una stagione di sprechi ed aprendone una di ottimizzazione di risorse a cominciare da una seria riforma endoregionale”.

Commento di Sandra Monacelli, consigliere regionale UDC

Con estrema preoccupazione apprendo che l’agenzia di rating Standard&Poor’s, dopo il giudizio sul debito italiano e su quello delle grandi banche del paese, ha riconsiderato anche quello relativo ad 11 enti locali italiani, tra cui la regione Umbria, declassandone la valutazione a lungo termine sui titoli emessi con scadenza al 2017, 2018 e 2019. Non sfugge di certo che tale situazione risente quindi di un contesto negativo più generale, come si evince dalla triste compagnia nella quale si ritrova la nostra regione, ma proprio perché l’elenco comprende alcuni enti e non altri, è evidente la responsabilità anche della classe dirigente locale.

Ed allora, alcuni interrogativi alla Giunta regionale si impongono, dettati non soltanto dal declassamento odierno, ma soprattutto dalla bontà o meno dei titoli sui quali poggia il relativo indebitamento. Perché si è abbassata la fiducia del mercato internazionale nei confronti della Regione Umbria per l’adempimento del suo debito? Quanta “sporcizia” ha acquistato o venduto, in termini di prodotti finanziari? Quante e quali sono le relative esposizioni finanziarie? In sostanza, quanto è avvelenata la finanza umbra? L’urgenza di avere risposta a queste domande è dettata dalla preoccupazione per la maggiore difficoltà, a seguito del declassamento odierno, che la Regione incontrerà da parte del mercato ad acquistare i propri prodotti o comunque dall’aumento dei costi degli stessi. Le conseguenze peserebbero ulteriormente sul bilancio regionale, con tutte le implicanze sulle varie voci e quindi in sostanza sui servizi al cittadino…

Coomento di Franco Zaffini consigliere regionale di Fare Italia

“Dopo l’avvisaglia dello scorso giugno con la quale Moody’s, altra importante agenzia di rating, aveva messo sotto osservazione la Regione Umbria, oggi arriva la doccia fredda di S&P, a confermare ciò che denunciamo da tempo: l’Amministrazione regionale si è comportata con una certa disinvoltura sui mercati finanziari, denunce che sono state liquidate dall’allora assessore Riommi con l’accusa di disfattismo”.

Commento di Andrea Cirignoni Lega Nord

“Il declassamento deciso dall’Agenzia di
rating S&P (Standard and Poor’s) nei confronti dalla Regione Umbria e dei titoli dalla stessa emessi, è un campanello di allarme che non può essere sottovalutato. Per questo riteniamo che la presidente della Giunta, Catiuscia Marini, debba riferire in merito nella prossima seduta del Consiglio Regionale”. Così il capogruppo della Lega nord, Gianluca Cirignoni per il quale, “questa situazione, dopo Sanitopoli, è la conferma che l ‘Umbria non è un isola felice. La colonizzazione politico amministrativa che il Partito Democratico e soci hanno fatto dell’amministrazione regionale   unita alla creazione di uno stipendificio per produrre voti, sta dando i risultati nefasti che era facile attendersi”.

Commento di Andrea Smacchi consigliere regioale PD

“La decisione di declassare la nostra regione è la diretta conseguenza delle decisioni e della politica del Governo Berlusconi che ancora a giugno negava, in Parlamento, le difficoltà dei nostri conti e la necessità di varare una manovra finanziaria. I nostri cittadini si dovrebbero sentire offesi ed umiliati rispetto a chi, più o meno furbescamente, fino ad oggi ha continuato a fare finta di niente. A coloro vorrei domandare se, con S&P, una Regione può avere un rating superiore allo Stato di cui fa parte e che garantisce i suoi debiti”. Lo scrive il consigliere del partito democratico Andrea Smacchi in merito alla decisione di Standard and Poor’s di portare il rating della Regione Umbria da ‘A+’ ad ‘A’.

commento di Maurizio Ronconi UDC

Il declassamento del debito della regione dell’Umbria e non quello di altre regioni, fa il paio con la retrocessione del rating del debito dello Stato Italiano.

Questo dato mette sullo stesso piano di inefficienza e  inaffidabilità sia il governo italiano che quello regionale umbro, al di là del colore politico. Il comune denominatore tra il governo Berlusconi e quello della Marini è rappresentato dalla esaltazione di un bipolarismo che vieta il concorso alle responsabilità “dell’altra metà”. Da oggi per l’opposizione nazionale del PD sarà più difficile criticare il governo Berlusconi, per il PdL dell’Umbria fare altrettanto verso il governo regionale; per i cittadini dell’Umbria la sfortuna d’essere governati male a Roma ed anche a Perugia.

nota di redazione: C’è forse da considerare un elemento sostanziale, il debito pubblico nazionale il PDL lo ha ereditato, mentre il PD in Umbria lo ha prodotto.