Posts Tagged ‘statali’

CORTE COSTITUZIONALE: PER LA TERZA VOLTA BOCCIA GLI STIPENDI DEGLI STATALI

27 gennaio 2014

mir logoCi risiamo.

In un mese tre sentenze della Corte Costituzionale hanno smorzato le speranze degli statali. Si perché sulla scia della sentenza 223/2012 con la quale si accoglieva il ricorso dei magistrati in merito al blocco degli stipendi, alcuni dipendenti statali (professori, personale ministero degli esteri ed Agcom) illudendosi di ricevere il medesimo trattamento, hanno depositato 20 ricorsi per il (more…)

Annunci

Il governo proroga il blocco agli statali e scongela gli stipendi di Bankitalia

24 ottobre 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Il governo con la Legge di Stabilità rinnova il blocco degli stipendi per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione. O forse non proprio tutti. Infatti, mentre gli statali figli di un Dio minore sono chiamati per il quinto anno consecutivo a stringere la cinghia, a Palazzo Koch si tira un sospiro di sollievo. Si (more…)

Blocco stipendi ai dipendenti pubblici. Giuliano Cianelli: Come non potrei condividere le considerazioni espresse da Guido Lanzo ?

23 giugno 2013

riceviamo e pubblichiamo

I pubblici dipendenti, gli impiegati ovviamente e non certo i Dirigenti, in questi ultimi anni sono stati penalizzati economicamente e moralmente, da Governi politici, prima con Berlusconi , dall’arrogante paranoico Brunetta (more…)

Stipendi statali: un’ ulteriore proroga del blocco sarebbe insensata ed illegittima.

22 giugno 2013

Sono quattro anni che i dipendenti pubblici sono presi di mira da decisioni inammissibili dell’Esecutivo. Adesso basta. In cinque anni si sono persi, in media, seimila euro per mancati aumenti della retribuzione con una (more…)

Ovviamente … per gli statali stipendi bloccati sino al 2015

3 giugno 2013

riceviamo e pubblichiamo

A distanza di poche settimane si realizza penosamente quanto avevo preconizzato. L’ultimo regalo del governo Monti, il blocco degli stipendi agli (more…)

Vinti:”Il rilancio del settore delle costruzioni passa attraverso grandi investimenti statali”

23 novembre 2010

Stefano Vinti –  assessore regionale alle politiche abitative e ai lavori pubblici

Stefano Vinti

Il settore delle costruzioni e quello dei lavori pubblici sono profondamente colpiti dalla crisi economica e finanziaria che ha investito le economie mondiali e non ha risparmiato quella del nostro paese e tantomeno quella umbra.
I dati che ha diffuso l’Ance in questi giorni sono estremamente preoccupanti: gli investimenti nel settore delle costruzioni diminuiranno nel 2010 del 6,4%, mentre per il 2011 non si prevede nulla di buono, ma una ulteriore flessione del 2,4%, nonostante le tante voci governative che vedono la ripresa dietro l’angolo. Complessivamente nel quadriennio 2008-2011 la caduta degli investimenti sarà del 17,8%, per una perdita totale di circa 29 miliardi di euro.
La crisi travolge il comparto delle nuove costruzioni, che nei quattro anni considerati dalla rilevazione, subiscono una flessione del 34%, mentre il solo dato positivo interessa gli investimenti nel recupero abitativo, cioè fondamentalmente le ristrutturazioni incentivate con l’ecobonus che il governo voleva cancellare nella legge di stabilità e che invece sono state riproposte anche per il prossimo anno, sebbene il recupero dei soldi sia ora previsto in 10 anni anziché in 5.
Per quanto riguarda i lavori pubblici, l’Ance rileva che negli ultimi sette anni (dal 2005) vi è stato un crollo del 32%, un dato confermato anche dall’analisi della legge di stabilità, che segnala una diminuzione degli stanziamenti nel triennio 2009-2011 del 30%.
Se le imprese vivono forti sofferenze, il 49%, cioè la metà delle imprese associate a Ance dichiara di operare in una fase di recessione, per i lavoratori il bilancio è pesantissimo: dall’inizio della crisi il settore delle costruzioni, considerato anche l’indotto, ha perso circa 250 mila occupati, e per la fine del 2011 le stime sono ancora più preoccupanti, visto che si prevede di arrivare ad una perdita complessiva di 290 mila posti di lavoro.
Di fronte a questi numeri, che fotografano impietosamente gli effetti di una crisi che c’è, è forte e si vede, e coinvolge un settore che tradizionalmente in tutti i periodi di crisi svolge un ruolo anticiclico, non possiamo che dichiarare fallito il cosiddetto Piano casa del governo Berlusconi e la conseguente attuazione e territorializzazione degli interventi che doveva avvenire con i Piani Casa regionali. Due dati sono sufficienti a suffragare questo fallimento: le domande di ampliamento nel Lazio sono state sette, mentre in Lombardia una ventina (fonte L’Unità).
Questa situazione rende evidente un fatto: la crisi non si affronta soltanto con slogan e refrain ripetuti all’infinito – del tipo l’impresa in un giorno, premialità, incentivi, semplificazione, snellimento delle procedure, sburocratizzazione – ma con interventi realmente efficaci, individuando con programmi seri obiettivi e settori di intervento, e soprattutto mettendo a disposizione risorse e stanziamenti per gli investimenti.
Il governo farebbe bene a investire sull’edilizia residenziale pubblica, invece di ridurre a zero il trasferimento delle risorse, con un vero Piano per l’edilizia pubblica, e dovrebbe mettere a disposizione risorse per la riconversione ecologica più ampia possibile delle abitazioni e delle costruzioni nel nostro paese, incentivando il ricorso alle innovazioni tecnologiche nel campo del risparmio energetico, delle bioarchitettura, della casa ecologica.
Senza investimenti statali nel campo dell’edilizia e dei lavori pubblici non si esce dalla crisi, ma anche le imprese devono fare la loro parte, privilegiando il più possibile i processi di aggregazione e puntando con forza sullo sviluppo tecnologico.