Posts Tagged ‘Storia’

NUOVA SOCIETA’: ANNIBALE ALLE PORTE

13 giugno 2016

annibaleLa storia serve ad educare l’anima di un popolo”

Si avvicina la data del 21 giugno e nello stesso giorno del 217 a.C. in una località imprecisata, situata tra il territorio di Tuoro sul Trasimeno e Monte del Lago,  entrambi in provincia di Perugia, si svolse una battaglia fondamentale per lo sviluppo delle relazioni burrascose tra Cartagine e Roma durante la seconda guerra punica per il predominio politico e militare sul mar Mediterraneo. La storia, soprattutto narrata da due celebri storici romani, Polibio e Tito Livio, riporta, enfatizzandoli, molti particolari dell’evento, disastroso per Roma, e da quei resoconti (more…)

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Libri: Costanza Bondi presenta Archetipi Alfabetici a Palazzo della Penna

13 maggio 2016

14 maggio ore 17.30 Museo Civico Palazzo della Penna, Salone d’Apollo via Podiani, Perugia

cosCOSTANZA BONDI PRESENTA

ARCHETIPI ALFABETICI segni, simboli e significati svelati dalle lettere è una ricerca indipendente sviluppatasi tramite tesi assolutamente non pregiudizievoli e basata su alcuni aspetti ancestrali, derivanti dai significati atavici delle lettere dell’alfabeto. Si tratta pertanto di un libro che, invece di spiegare dando risposte, si pone domande anche scomode, di sicuro eterodosse, che possono aprire nuovi orizzonti e analisi di studio sulla storia dell’uomo e sulla sua evoluzione, dal punto di vista simbolico e archetipico. 26, infatti, sono le lettere dell’alfabeto, tutte necessarie ognuna nella propria specificità, che conferiscono validità a quel meraviglioso unicum che, attualmente, rappresenta il sistema di comunicazione scritta più utilizzato nel mondo: appunto, l’alfabeto. Evoluzione (more…)

LIBRI: ALFABESTORIA DI COSTANZA BONDI PRESENTATO ALL’ONAOSI

24 maggio 2015

alfaSapete perché lo sviluppo del cervello umano cominciò… dai piedi?

E come la trasmissione del sapere, passando da semplici gesti abbinati a suoni, si trasforma nel tempo da linguaggi emozionali a lingue parlate vere e proprie, rendendo l’uomo un animale diverso dai propri simili? Tutte le risposte sono racchiuse nella storia delle lettere dell’alfabeto! (more…)

HOTEL BRUFANI E CARCERI:GENTE CHE VA, GENTE CHE VIENE

21 gennaio 2015
Andrea Maori

Andrea Maori

Venerdì 23 gennaio 2015 alle ore 21 conferenza presso la sala Santa Chiara di Via Tornetta 7 (adiacente al parcheggio Pellini) organizzata dall’Associazione ricreativa culturale Porta Santa Susanna.

A partire dalle leggi razziali del 1938 e dall’approssimarsi della guerra, il fascismo introdusse nuovi sistemi coercitivi che andavano dall’internamento libero per i sudditi stranieri di paesi nemici ai campi di concentramento, ad una stretta verso i detenuti e gli “alienati”, cioè le persone rinchiuse nei (more…)

COSTANZA BONDI ALFABESTORIA – UNA STORIA CHE SEMBRA UNA FAVOLA

10 gennaio 2015

alfabetoRecensione di Flaminio Cozzaglio

ALFABESTORIA non è un libro nel senso tradizionale del termine; un’occasione, un segno mi sembrano la descrizione più esatta, dove puoi trovare tanto, come chiuderlo dopo dieci pagine, dipende cosa ti interessa cercare. Una ministoria del nostro alfabeto; se arrivi alla lettera o, “che rappresenta una ‘vocale velare’ pronunciata con le labbra arrotondate, che può essere semichiusa o semiaperta a seconda della minore apertura delle stesse”, ti imbatti in Achille Campanile che ti invita a stare attento  a come parli; se non ti senti sicuro, leggi, oltre a Alfabestoria, anche il suo Manuale di conversazione: (more…)

Ubaldo dei Guelfoni da Costacciaro, IL PRIMO ABATE DI FONTE AVELLANA

1 dicembre 2014
Euro Puletti

Euro Puletti

(“Humbaldus Abbas, 15 Febbraio 1325)

Nel volume settimo delle Carte di Fonte Avellana (Ettore  Baldetti, curatore, Fonte Avellana 2000) si parla ripetutamente, in ben sei documenti (C.F.A. Vol. VII, 1868, 1869, 1870, 1871, 1874 E 1875), di un certo ragguardevole monaco di nome Ubaldo. Del Padre benedettino, volta a volta indicato come “Ubaldus”, “Hubaldus”, “Humbaldus”, non viene, però, citato il cognome. Il Padre avellanita Ubaldo fu, (more…)

ALFABESTORIA, UNA STORIA CHE SEMBRA UNA FAVOLA di Costanza Bondi

27 ottobre 2014

alfabetoRecensione di Paolo Ortenzi

Non è un libro impegnativo, ve lo dico subito.

È scritto in maniera semplice, piana, comprensibile anche a un bambino.

E cosi, infatti, deve essere un libro di divulgazione su ciò che costituisce la base di una cosa importantissima: la capacità di trasmettere conoscenza in maniera scritta, cioè il linguaggio.

Nonostante ciò, e nonostante l’Autrice si affanni a dire che NON è un libro scientifico, ALFABESTORIA è scritto in maniera puntigliosa e accurata, fornendo sempre spunti vivaci e puntuali. (more…)

Curiosità dal mondo: la storia di Thomas Lipton, il mago del teh

12 maggio 2014

lipton10 Maggio 1850. Nasce a Gorbals, Glasgow, Inghilterra, da genitori di origine irlandese, gestori di un piccolo negozio di generi alimentari, Thomas Lipton.
Imparato a leggere e scrivere a dieci anni inizia a lavorare come fattorino, a quattordici emigra in America del Nord per fare il bracciante agricolo in Virginia e in South Carolina.
Nel 1865 si trasferisce a New York e trova lavoro come commesso in una grande drogheria-emporio.
Dopo quattro anni di esperienza torna a Glasgow e nell’agosto 1870 è accettato in massoneria.
Apre un piccolo supermercato a Finnieston e nel giro di pochi anni con un’accorta amministrazione e un duro lavoro crea una delle prime (more…)

Conferenza a san Bevignate: I Templari, monaci, soldati e committenti

27 aprile 2014
Gaetano Curzi

Gaetano Curzi

GAETANO CURZI – Università degli studi ‘G. d’Annunzio’ Chieti-Pescara
Introduce ENRICA NERI LUSANNA – Università degli studi di Perugia

Con la relazione I Templari: monaci, soldati e committenti, che sarà tenuta da Gaetano Curzi martedì 29 aprile alle ore 18.00 nel complesso monumentale di San Bevignate, prosegue il seguitissimo ciclo di conferenze La storia dei Templari raccontata a San Bevignate, organizzato dal Comune di Perugia con il contributo della Regione Umbria e con il patrocinio, tra gli altri, del Senato della Repubblica Italiana.
Lo studioso, impegnato da tempo nell’analisi della produzione monumentale e artistica dell’Ordine del Tempio, proporrà un suggestivo viaggio tra le molteplici tipologie (more…)

LA STORIA DEI TEMPLARI RACCONTATA A SAN BEVIGNATE

25 aprile 2014

29 APRILE 2014 – ORE 18.00
I Templari: monaci, soldati e committenti
GAETANO CURZI, Univ. degli Studi G. d’Annunzio Chieti-Pescara
Introduce Enrica Neri Lusanna, Università degli Studi di Perugia

13 MAGGIO 2014 – ORE 18.00
‘Diabolus in nubecula’. Il diavolo si nasconde nei dettagli
CHIARA FRUGONI, già Università di Roma Tor Vergata
Introduce M. Grazia Nico Ottaviani, Università degli Studi di Perugia

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

Comune di Perugia tel. 075 5772829
www.comune.perugia.it

DERUTA: UN AFFASCINANTE VIAGGIO ATTRAVERSO LA STORIA DELLA MAIOLICA UMBRA

6 marzo 2014
Benedetta Tintillini e Francesco Baiano

Benedetta Tintillini e Francesco Baiano

Benedetta Tintillini

Vengo accolta nel negozio – laboratorio – museo “Antica Fornace” di Deruta, e subito il capostipite,  Francesco Baiano, mi accompagna, con cortesia ed entusiasmo, nella visita alla sua collezione di ceramiche, stupefacente compendio della produzione Derutese dal 1400 ad oggi.

Un viaggio attraverso gli oggetti, dai vasi da farmacia, alcuni dei quali, molto curiosi, che oltre al cartiglio recante la scritta del contenuto, presentano anche illustrazioni sull’uso del medicamento, alla collezione di 200 piatti, tutti diversi l’uno dall’altro, attraverso quali ogni autore ha espresso il suo genio e la sua maestria.

Vedo esempi particolarissimi dove la ceramica è riuscita ad imitare il peltro, l’argento, o completamente coperti di oro zecchino. Altri con dei lustri particolari, il cui maestro assoluto era Alpinolo Magnini, che usava bruciare le ginestre per ottenere un (more…)

LIBRI: Storia dei servizi segreti italiani, di Antonella Colonna Vilasi

17 giugno 2013
Antonella Colonna Vilasi

Antonella Colonna Vilasi

È il primo libro sull’intelligence scritto da una donna, Antonella Colonna Vilasi, presidente del Centro Studi sull’intelligence (UNI), insegnante in numerose agenzie ed università nonché professore ordinario americano e visiting professor di intelligence a Atene, Bucarest, Londra, Madrid, Malta, Parigi e Tirana. L’abbiamo intervistata. Vilasi è una che sa il fatto suo e che legge la storia degli 007 nostrani con gli occhi di un insider: ecco perché oltre cento anni di fatti e accadimenti vengono raccontati in un modo che farà sicuramente discutere.

 

Più volte premiata per i suoi lavori, Antonella Colonna Vilasi, saggista con numerose opere all’attivo sulle tematiche criminologiche- (more…)

Croce Rossa: Le tappe di una storia pluricentenaria

27 ottobre 2012

24 giugno 1859, la battaglia di Solferino …nell’Ospedale e nelle Chiese di Castiglione sono stati depositati, fianco a fianco, uomini di ogni nazione. Francesi, Austriaci,Tedeschi e Slavi, provvisoriamente confusi nel fondo delle cappelle, non hanno la forza di muoversi nello stretto spazio che occupano. Giuramenti, bestemmie che nessuna espressione può rendere. Risuonano sotto le volte dei santuari. Mi diceva qualcuno di questi infelici: “Ci abbandonano, ci lasciano morire miseramente, eppure noi ci siamo battuti bene!”. Malgrado le fatiche che hanno sopportato, (more…)

Disturbo Bipolare, la “bestia che annienta” raccontato nel libro di Luisa Lanari

30 luglio 2012

Luisa Lanari

di Francesco La Rosa

Conversazione con Luisa Lanari, scrittrice perugina e autrice del libro “Una storia di stra-ordinaria follia, un romanzo-testimonianza di alcune esperienze e disavventure psico-fisiche realmente accadute a Viviana, protagonista del libro.

Chi è Luisa Lanari?

Sono una donna di 40 anni che ha scoperto da non molto che le piace scrivere, ma vive la scrittura come uno strumento per trasferire le emozioni del cuore al foglio che diventa un altro Se…e perché sento che è come una catarsi, ed è bello dare un messaggio di speranza a chi mi legge, “Madre natura in me ha infuso più di un pizzico di follia, una bella manciata oserei dire. Sta a me trasformarla in qualcosa di positivo, canalizzandola verso i lidi giusti, con l’aiuto adeguato, in modo di tirarne fuori, nel concreto, una forma di realizzazione personale che sa anche essere dono per gli altri. Arduo compito, quello che spetta ad una donna non normale, un po’ strana, ma unica, che vive continuamente in una straordinaria follia” (more…)

Libri: “Una storia di stra-ordinaria follia”, opera prima di Luisa Lanari

19 giugno 2012

“Questo è il  sogno: scrivere per donare, nonostante la difficoltà delle tematiche  (perché non mi piace giocare facile, non ci riesco) speranza e voglia di vivere”. Luisa Lanari

Una storia di stra-ordinaria follia
(Morlacchi Editore 2011)
Venerdì 29 giugno 2012, ore 18:00
“Libreria Grande”
Via della Valtiera, 229 – Ponte San Giovanni (PG)
Relatrice:
dott.ssa Loretta CeLLini
(Psicologa, psicoterapeuta e poetessa)
Morlacchi EditorE

http://luisalanari.it/
http://stra-ordinariafollia.luisalanari.it/

CONDANNATI DALLA STORIA E DALL’INCOMPETENZA TRA LEGGI INADEGUATE E DISPERAZIONE DILAGANTE

10 maggio 2012

Vincenzo Maria Gullace

di Vincenzo Luigi Gullace

La drammatica crisi che pervade il nostro Paese è il risultato di una lunga conflittualità interna istituzionale, politica e sociale che ha, lentamente ma inesorabilmente, ferito l’amor patrio degli italiani,

annullato il prestigio nazionale all’estero , logorato il sistema produttivo , appiattito la cultura e danneggiato gravemente l’elemento portante di qualunque società, ovvero, la famiglia.

Questo declino può essere combattuto ed evitato se, tra le varie possibili soluzioni, si avrà il coraggio di tenere bene a mente un mirabile passo di una delle tante lettere che Santa Caterina da Siena, Compatrona d’Italia e d’Europa, inviò nel 1373 a personalità del mondo politico dell’epoca, “ niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato di grazia senza la santa giustizia “. (more…)

Da Rocchi a Locchi: per una modernizzazione di Perugia nel XX e nel XXI secolo

23 aprile 2012

Ulisse Rocchi

Due momenti importanti per la modernizzazione di Perugia del Novecento e del terzo millennio. Ulisse Rocchi, già medico e direttore dell’ospedale perugino di via Oberdan, portò significative innovazioni nella vita cittadina. Esponente borghese, subentrato al notabilato agrario, Rocchi si propose come convinto progressista, governando la città per un quindicennio. Fondatore del giornale “La provincia”, legò il proprio nome al trinomio “luce, acqua e tram”, sintetizzando in queste tre voci un pacchetto di opere pubbliche che contribuirono all’innalzamento del profilo civile della città del Grifo. Alla fine della sua carriera politica concorse l’incidente, verificatosi durante la costruzione di via Cesare Battisti quando, nel crollo di un’impalcatura, morirono degli operai. Roberto Sciurpa, autore di uno studio sui sindaci

Renato Locchi

della città del Grifo, per ricordare le contraddizioni e lo spirito trasformistico di Rocchi, cita la satira riportata ne “L’Unione Liberale” che gli mise in bocca la strofetta: “Per far piacere al popolo / che m’è tanto cortese / faccio il

Claudia Minciotti

socialistoide / truccato da borghese”. Renato Locchi, sindaco di Perugia per due consiliature, ha tenacemente voluto la realizzazione di significative opere pubbliche come il teatro Brecht di San Sisto, il nuovo Ospedale S. Maria della Misericordia (ex Silvestrini), il minimetro e la “sala del commiato”, per portare l’ultimo saluto, da parte di amici e familiari, a cittadini non credenti, presso il cimitero civico.

Leandro Corbucci, Sandro Allegrini, Gian Franco Zampetti

Il talk tra Sandro Allegrini, Claudia Minciotti e Renato Locchi si dipanerà intorno a temi della storia perugina passata e presente, con intermezzi poetici, letti dagli attori Leandro Corbucci e Gian Franco Zampetti. L’animazione verterà su poesie e prose pubblicate dagli autori perugini dell’Accademia del Dónca nelle antologie dell’Officina del Dialetto e nel volume “Minimetro che passion!”, con Book shop organizzato da Morlacchi editore.

 

Teatro: “Scacco Matto storia di un folle gesto”

12 aprile 2012

Spettacolo di beneficenza “SCATTO MATTO – Storia di un folle gesto”, che si terrà Sabato 14 Aprile 2012 alle ore 21,00 presso il Teatro Excelsior di Passaggio di Bettona e Domenica 15 Aprile 2012 alle ore 17,00 presso il presso la Sala Beato Giovanni Paolo II a Perugia (Oasi si Sant’Antonio Fontivegge – Via Canali, 14). Spettacolo di Teatro Sociale e di Ricerca, che vuole raccontare ciò che normalmente è scomodo dire. Sarà un’occasione rara, in cui si vivono  storie incredibili di mondi lontani ed altre così vicine ai nostri occhi da non saperle vedere.

GLI ETRUSCHI IN UMBRIA, STORIA E STORIE

12 marzo 2012

Ritrovamento etrusco sotto la cattedrale di San Lorenzo

Ciclo di conferenze del Prof. Mario Torelli Accademia dei Lincei

21 marzo: Costruire una storia archeologica

29 marzo: La questione delle origini

26 aprile: La nascita delle aristocrazie e la grande espansione

9 maggio: Il declino e la fine

Gli incontri si terranno alle 21,00 presso l’Associazione “Vivi il borgo” (Sala Guglielmo Miliocchi, Corso Garibaldi 136, Perugia)

Associazione “Vivi il Borgo”,  Ri Vivi Borgo Sant’Antonio, Società Generale di Mutuo Soccorso di Perugia, Comune di Perugia – Assessorato Attività culturali, Politiche giovanili, Coesione e servizi sociali

STORIA E MISTERI DEI TEMPLARI: LA RICERCA DEL GRAAL

24 febbraio 2012

di Diego Antolini (www.thexplan.net) – Los Angeles

“I quattro cavalieri si passarono l’otre d’acqua per alleviare l’arsura che tormentava i loro corpi. Il terreno arido rifletteva i raggi del sole e rendeva l’aria un prisma incandescente. Le bianche tuniche crociate erano impastate di polvere e sudore; i cavalli, legati poco lontano, nitrivano irrequieti. L’attesa presso le rovine della città morta durava già da qualche giorno e la tensione era divenuta insopportabile. Il vecchio era l’unico del gruppo a rimanere calmo e lucido, le sue parole confortavano i compagni più giovani e il suo sguardo severo troncava sul nascere ogni protesta. D’un tratto il vecchio guerriero si fece più attento. Con gli occhi fissi verso l’orizzonte, sollevò lentamente una mano a schermarsi il volto. Erano apparse delle ombre al margine del deserto, e si stavano avvicinando. Parevano uscire dalla terra stessa, confuse con i vapori dell’aria. Un miraggio, sussurrò un Fratello. Il vecchio sorrise. Venivano da Ovest. Venivano dal mare. Giunti nei pressi della città morta, otto stranieri si fermarono. Ognuno di loro indossava una rozza tonaca di lino con un ampio cappuccio che ne occultava il volto. I Templari uscirono allo scoperto, le mani strette attorno all’elsa delle spade. Il vecchio parlò, chiedendo un segno. Uno degli incappucciati scesce dal cammello e pronunciò la frase Non Nobis, Domine, Non Nobis Sed Nomini Tuo da Gloriam. Il templare abbracciò il fratello cataro, mentre i compagni di questo si tolsero i cappucci rivelando il volto di sette donne. Senza altri indugi i due gruppi si mossero in direzione delle montagne. A poche miglia di distanza, all’interno di una lunga spaccatura rocciosa, si apriva l’ingresso di una grande caverna. Senza una parola, il cataro tolse da una sacca un involto di velluto rosso. Lo fissò a lungo, poi annuì, rivolto al vecchio templare. I due monaci smontarono dalle cavalcature e fecero per entrare nella grotta, quando una figura scura, ammantata di nere stoffe e armata di una lunga spada ricurva, apparve sulla soglia. Un istante dopo, i tre uomini erano scomparsi nelle viscere della montagna…”

L’Ordine Templare riuscì in pochi decenni ad accumulare ingenti ricchezze e ad espandere la propria influenza su tutto il continente Europeo. I suoi Gran Maestri erano rispettati quali uomini coraggiosi, saggi e illuminati. La loro conoscenza esoterica sui misteri della natura era pari alla loro abilità con la spada e alla loro fede nella Regola. Molti Templari erano semplici “Soldati di Cristo”, ma i vertici dell’Ordine possedevano una conoscenza segreta tramandata probabilmente dal misterioso Priorato di Sion, ordine misterico antichissimo che giocò un ruolo fondamentale per l’ingresso di Hugues de Payen nel Tempio di Gerusalemme. I rotoli riportati alla luce dopo oltre mille anni di oblio vennero presumibilmente trasferiti in Francia, dove Bernardo di Chiaravalle (appoggiato dal Priorato di Sion) stava già preparando il terreno per il consolidamento dell’Ordine Templare in patria. Lì, nei territori dei Catari, i preziosissimi documenti sarebbero stati conservati e custoditi assieme ad altre reliquie della Cristianità: su tutte, il mitico “Santo Graal”, la coppa che Cristo avrebbe utilizzato nell’ultima cena e nella quale Giuseppe di Arimatea avrebbe raccolto le ultime gocce di sangue del Figlio di Dio. Secondo alcuni ricercatori (Baigent, Leigh, Lincoln) il Santo Graal non sarebbe un oggetto materiale ma un concetto, quello del Sang Real o della discendenza diretta di Gesù. Questi, secondo tale teoria, non sarebbe infatti morto sulla croce ma sarebbe fuggito in Francia insieme a Maria Maddalena e con essa avrebbe avuto diversi figli, i primi della dinastia reale dei Merovingi. Depositario del Grande Segreto (materiale o concettuale) sarebbe stato il Priorato di Sion, mentre l’Ordine Templare venne creato per custodire nel Tempio la verità sulla “morte” di Gesù Cristo. In seguito, quando gli Arabi conquistarono Gerusalemme (23 Agosto 1244) i Templari superstiti dovettero fuggire verso Ovest, verso la costa. Secondo il Prof. Umberto Cardini, già alcuni anni prima (1226) il Concilio dei Catari di Pieusse aveva autorizzato il prelevamento della “Reliquia di Giuseppe”, che sarebbe dovuta partire per la Terra Santa e lasciata in custodia ai Templari. Così, nei pressi di Acri, avvenne l’incontro tra Catari e Templari i quali, aiutati dalla setta degli Hashashin (Assassini) nascosero l’oggetto prezioso in una caverna protetta e affidarono il segreto del meccanismo di apertura a sette donne, ciascuna delle quali ricevette un medaglione. La tesi che il Graal fosse già in possesso dei Catari à di Otto Rahn, mentre il ritrovamento di tre lettere (databili 1245, 1256, e 1270) ha portato il Prof. Cardini a teorizzare un collegamento tra Catari, Templari, e Assassini. La verità sul Santo Graal rappresenta tutt’ora una sfida affascinante per gli studiosi, e la sua interminabile ricerca simboleggia la ricerca ultima verso la conoscenza.

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Mostra fotografica, “La memoria nei cassetti. la storia di Perugia dal 1944 al 1970 raccontata dai cittadini”

7 gennaio 2012

sabato 14 gennaio – ore 16,30 – Palazzo della Penna

LA FAMIGLIA PERUGINA ORGANIZZA: Visita guidata alla mostra fotografica “la memoria nei cassetti. La storia di Perugia dal 1944 al 1970 raccontata dai cittadini”

L’esposizione è il frutto di una raccolta di immagini promossa dall’assessorato alla cultura e alle politiche sociali del comune di Perugia, alla quale hanno partecipato numerosi cittadini, ma anche enti, istituzioni e attività commerciali. si tratta per la maggior parte di materiale inedito, attraverso cui sarà possibile leggere la storia della città dalla liberazione (1944) alla nascita della regione (1970) , due tappe fondamentali che hanno inciso profondamente nell’evoluzione della comunità perugina e umbra. La mostra, curata da Alberto Mori in collaborazione con Luigi Petruzzellis, nasce con l’esplicito obiettivo di creare e valorizzare un vero e proprio patrimonio “sommerso” poiché gli scatti che la compongono, in molti casi, escono dalla sfera strettamente privata e personale, per divenire memoria collettiva e condivisa.

25 e’ il numero massimo di partecipanti per gruppo.

prezzo del biglietto d’ingresso riservato per gli associati € 3,00

info:  Famiglia Perugina Tel. 0755732178

famigliaperugina@virgilio.it

LIBRI: “UNA STORIA DI STRA-ORDINARIA FOLLIA”, OPERA PRIMA DI LUISA LANARI

18 dicembre 2011

Luisa Lanari

Con lo scritto che si sta presentando, l’autrice vuole raccontare una storia di vita realmente vissuta, in cui la protagonista, Viviana, affronta le difficoltà della vita con grinta e caparbietà. E’ lei stessa a presentare i personaggi incontrati lungo il cammino e a descrivere con ferma lucidità le protagoniste della sua vita: “la bestia e la sua compagna”, cioè le sue patologie, e tutto quello che ne deriva. Il romanzo, nella sua drammaticità, vuole essere una voce di speranza per quanti soffrono, un incoraggiamento per il presente e uno sprone per il futuro per chiunque e, perché no, un’esortazione a riflettere per quanti si lamentano anche solo “per uno starnuto”. E’, quindi, una sorta di romanzo autobiografico in cui Viviana si racconta e cerca di dipanare il gomitolo interiore della sua sofferenza, per farne un filo di positività da donare a chiunque vorrà leggerla. La sua non è una storia come tante ma la storia di una donna un po’ strana, forse “speciale”, una donna unica che vive continuativamente in una “straordinaria follia”. Il romanzo è risultato tra i meritevoli di pubblicazione al concorso “Interrete 2011”. È inoltre risultato finalista al Premio “Città di Castello 2011”.

L’autrice con un iniziale racconto di circa cinque pagine, con il medesimo titolo, ha ricevuto “Menzione d’Onore” al Premio Letterario Osservatorio – XIII Edizione – anno 2011 e al Concorso Letterario Prader Willi.

 

La memoria nei cassetti : la storia siamo noi

29 novembre 2011

Tantissima gente , molta con i capelli bianchi, affollata davanti a Palazzo Penna, nell’androne e nel cortile. Atmosfera lieta, baci e abbracci di chi si rivedeva dopo lungo tempo. A riunire tutti un evento particolare, l’inaugurazione della mostra La memoria nei cassetti Perugia 1944-1970 costruita con foto messe a disposizione da chiunque avesse materiale che ricostruisse l’identità familiare, sociale religiosa e storica della nostra città e dei suoi abitanti. Promotore dell’iniziativa Alberto Mori, perugino doc, uomo di cultura e attento osservatore di costume e ambiente oltre che proprietario della Libreria L’Altra in via Ulisse Rocchi. Da un’idea del Dr. Guido Lemmi, voluta e sostenuta dall’assessore alla cultura Andrea Cernicchi e dal Sindaco di Perugia Wladimiro Boccali la mostra ha svolto davanti agli occhi dei visitatori immagini private e pubbliche di un passato ancora vivido nel ricordo di molti. La certezza, in tutti quelli che hanno fornito il materiale, di regalare un’emozione a chi ritroverà in quelle foto un parente, un amico, un conoscente, uno scorcio scomparso della nostra città, i semplici divertimenti di una volta, le paesane atmosfere dei nostri rioni, le feste più modeste di una città da poco uscita dalla guerra e che ancora ne riportava i segni. E poi, lentamente il passaggio ad un momento storico in cui la gioventù emergeva con le sue mode, la sua musica , le sue feste, le gare sportive e i viaggi verso l’estero. Con le foto di comuni cittadini, ma anche di archivi storici di fabbriche ed enti si è costruita una mostra che è stata fissata in un corposo volume a disposizione di tutti arricchito dagli apporti di Alberto Grohmann, Mimmo Coletti, Claudio Carnieri e Tullio Seppilli. “Ho portato, ci ha raccontato la prof.ssa Norma Pacifico, perugina d’adozione dal 1956, una foto che mio padre Luigi Pacifico scattò ai suoi colleghi del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Perugia che insieme ai colleghi del sottostante Genio Civile di Piazza Partigiani festeggiavano il dr. Guido Cessari che da vice-provveditore era passato al ruolo di ispettore generale nell’aprile del 1959. Ricordo in quella foto l’ing. Salmareggi, il dr.Pintus, il dr. Melone, il geom. Pasquale Ceccarelli, il dr. Cardella, l’arch. Travaglini, i signori Domenico Ferrera, Prevignano, Egisti, Pellegrini, Ippoliti, Murtas, Mancini e spero che qualcuno dei loro cari possa rivedere i loro volti in un momento sereno della loro vita lavorativa. Questa testimonianza non può però sostituire una visita che, solo se vissuta di persona , può rendere tutta la bellezza e le emozioni che il nostro passato ci può regalareLa mostra rimarrà aperta fino al 4 marzo 2012 con possibilità di visite guidate la domenica.

TOPONOMASTICA, LIBERA STORIA: “QUALE RATIO A PIEDILUCO NELL’INTITOLAZIONE DI UNA STRADA AD UN PARTIGIANO?”

18 aprile 2011

“Ci chiediamo quale sia la logica alla base delle decisione di intitolare una strada a Piediluco a Mario Filipponi, partigiano della brigata “Antonio Gramsci”, da parte del Comune di Terni”. È quanto si legge in una nota dell’associazione culturale di promozione sociale, Libera Storia. “Siamo curiosi di apprendere le motivazioni che hanno spinto il Comune di Terni a questa decisione, a maggior ragione a fronte della necessità di raggiungere una reale pacificazione della stessa memoria storica nel nostro corpo sociale, come auspicato più volte dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso dei suoi molteplici interventi nelle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, in modo particolare a Terni, recentemente teatro di episodi di intollenza politica. Accomunare la figura del partigiano Filipponi, il cui operato dentro e fuori il movimento di liberazione è quanto meno discusso, stando a quanto scientificamente ed accuratamente documentato da diverse recenti pubblicazioni, con dati bibliografici e d’archivio di indubbia fondatezza, a quella di tanti protagonisti della nostra storia nazionale ed unitaria ci sembra una scelta forzata e dal sapore ideologico. Sarebbe stato più opportuno, a nostro avviso, dedicare una via ai tanti protagonisti sconosciuti, e spesso dimenticati, del processo unitario e risorgimentale, la memoria delle cui gesta sta risorgendo anche in Umbria attraverso molteplici iniziative culturali, accademiche ed editoriali, piuttosto che incensare una figura legata a pagine sicuramente più drammatiche della nostra storia contemporanea”.

LA STORIA DEI TEMPLARI RACCONTATA A SAN BEVIGNATE

12 marzo 2011

Sangue, sudore e pietra: i castelli crociati, templari e ospitalieri in Terra Santa

Sabato 19 marzo 2011 – ore 17:00

Giuseppe Ligato

Con la relazione del prof. Giuseppe Ligato dal titolo Sangue, sudore e pietra: i castelli crociati, templari e ospitalieri in Italia sabato 19 marzo si inaugura a San Bevignate il secondo ciclo di conferenze sulla storia dell’Ordine del Tempio – promosso dal Comune di Perugia con il patrocinio dell’Università degli Studi – nel corso del quale si ripercorreranno le dinamiche insediative dei Milites Templi negli Stati Latini d’Oriente e in ambito centroitaliano. Allo studioso spetta dunque il compito di descrivere, con il supporto di immagini appositamente selezionate, le varie tipologie di castelli, fortezze e avamposti di fondazione templare e ospitaliera in Terra Santa, spettacolari esempi di architettura militare edificati in posizione strategica a difesa dei territori conquistati grazie all’esito vittorioso della Prima Crociata.

ALLA SALA DEI NOTARI – Giorno del ricordo 2011- ESODO E FOIBE: MEMORIE E SILENZI

8 febbraio 2011

di Raffaella Rinaldi –  Responsabile per la Provincia di Perugia del “Comitato 10 Febbraio”

Raffaella Rinaldi

“Il Comitato 10 Febbraio”, associazione costituita per mantenere viva la memoria dei Martiri delle Foibe e degli Esuli di Istria, Fiume e Dalmazia, ha organizzato, con il patrocinio del Comune di Perugia, in occasione del “Giorno del Ricordo” 2011, l’incontro- convegno “ESODO E FOIBE: LE MEMORIE E I SILENZI”, che si terrà giovedì 10 febbraio 2011, ore 10,00 presso la Sala Dei Notari di Perugia. L’iniziativa vedrà la partecipazione del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico regionale dell’Umbria, dr.ssa Maria Letizia Melina, del prof. Gianni Stelli, docente di filosofia e rappresentante della Società Studi Fiumani, del dr. Franco Papetti, della Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, del dr. Livio Zupicich, esule fiumano e  del dr. Valentino Quintana, giornalista e saggista nel comitato scientifico dell’Associazione “Libera Storia”; il convegno si svolgerà nella forma dell’incontro aperto al pubblico (in particolare alle scolaresche), nel corso del quale verranno proiettati filmati, alternati ad interventi di diretti testimoni dell’epoca, esuli fiumani e istriani, nonché di storici e giornalisti. Con questo appuntamento, il Comitato 10 Febbraio, unitamente all’Amministrazione Comunale, si propone di celebrare e ricordare una pagina di storia per troppo tempo dimenticata: la tragedia delle foibe e degli esuli giuliano – dalmati rappresenta parte di un passato, neanche troppo lontano, comune a tutti gli italiani, che tutte le Istituzioni, locali e nazionali, hanno il dovere di commemorare, anche sulla scorta della legge del 30 marzo 2004 n. 92, per evitare che tali eventi possano nuovamente cadere nell’oblio.

Dall’estero alla città: “I viaggiatori”, di Dante Cesarini

10 gennaio 2011

L’11 gennaio, prenderà avvio il ciclo di conferenze “I Giovedì della storia”, organizzate dalla Pro Foligno per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Gli incontri, che saranno nove per il 2011 e altrettanti per il 2012, sono stati programmati con il coordinamento del professor Fabio Bettoni. Eccezionalmente di martedì, per questa settimana, appunto l’11 gennaio, si terrà alle 16.30 la prima conferenza sul tema “Dall’estero alla città: i viaggiatori”, durante la quale Don Dante Cesarini ricostruirà l’immagine che i visitatori avevano di Foligno poco prima del 1860. L’appuntamento, aperto a tutti, sarà alla sala dei convegni della “Biblioteca Jacobilli”.

Libri, Scipione Rossi presentato in Provincia

30 settembre 2010

Venerdì 1 ottobre alle ore 17.30

Avrà luogo alla Sala della Partecipazione del palazzo della Provincia di Perugia la presentazione del

libro di Gianni Scipione Rossi “Storia di Alice. La Giovanna d’Arco di Mussolini”, organizzata

dall’associazione culturale di promozione sociale “Libera Storia”.

Dopo l’introduzione di Jacopo Barbarito, interverranno Leonardo Varasano e l’autore.

CULTURA, ARTEMIDORO E GLI ALTRI. ALLE RADICI DELLA NOSTRA STORIA

27 settembre 2010

MANIFESTAZIONI CELEBRATIVE PER IL 150° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI PERUGIA E DELLA PROCLAMAZIONE DEL REGNO D’ITALIA

dal 14 Settembre 1860  al 17 Marzo 1861

martedì 28 settembre 2010, ore 17.30

Andrea Cernicchi


Palazzo dei Priori, Sala dei Notari – Perugia
incontro con Luciano Canfora, presenta Maurizio Tarantino
Sarà presente ANDREA CERNICCHI, Assessore alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Perugia
Ingresso libero

Comune di Perugia – U.O. Attività Culturali, Museali e Giovanili
tel. 075 5772416-2829| www.comune.perugia.it

Casalina, visita guidata al Museo di storia naturale

18 giugno 2010

la Sezione Ain – Umbria organizza una visita guidata alla Galleria di Storia Naturale di Casalina per i suoi Soci e per gli studenti di Scienze Naturali.

La visità avrà luogo martedì prossimo 22/06 alle ore 16,30,
per coloro che volessero andare insieme è fissato un appuntamento alle ore 16,00 presso S. Pietro (studio del Prof. Venanzoni).

Gli interessati sono pregati di inviare una mail a

ain.umbria@gmail.com

LA STORIA DEI TEMPLARI RACCONTATA A SAN BEVIGNATE

15 febbraio 2010

PERUGIA, Ex Chiesa di San Bevignate Via Enrico Dal Pozzo

Sabato 20 Febbraio  2010  – ore 17.00

La preistoria dei Templari: il contesto e gli uomini

Giuseppe Ligato Society for the Study of the Crusades and the Latin East

 

Sabato 27 Marzo 2010  – ore 17.00

La militia Christi templare nell’opera

di Bernardo di Clairvaux

Christian Grasso Centre Interuniversitaire d’Histoire et d’Archéologie Médiévales – Université Lumière Lyon 2

Sabato 17 Aprile 2010  – ore 17.00

La rivoluzione dei Templari

Simonetta Cerrini – Medievista

 Sabato 29 Maggio  2010  – ore 17.00

Il reclutamento dell’Ordine del Tempio

Alessandro Barbero – Università degli Studi del Piemonte Orientale

Martedì  29 Giugno 2010  – ore 17.30

Il papato e il processo ai Templari

Barbara Frale – Officiale dell’Archivio Segreto Vaticano

 INGRESSO LIBERO

Comune di Perugia – U.O. Attività Culturali, Museali e Giovanili

Tel. 075 5772416

E-mail: info.cultura@comune.perugia.it

CICLAMINO, (ciclamen porpurescens o europaem)

6 febbraio 2010

di Loriana Mari

Caratteristiche: originario della Grecia, del Medio Oriente e dell’Africa, il ciclamino deve il suo nome dal greco kyklos, che significa cerchio, per il particolare movimento dello stelo.

Habitat: Cresce nei terreni ricchi di humus dei boschi, nei luoghi freschi, vicino ai torrenti e tra le rocce. Li puoi trovare nei boschi di lecci delle nostre regioni meridionali Il ciclamino è una pianta che cresce allo stato spontaneo in tutti i Paesi che si affacciano sul  bacino del Mediterraneo, ed anche in Paesi molto lontani come la Somalia e l’Iran.

Il tubero di questa pianta è tossico.

Fiorisce alla fine di gennaio e febbraio.

Storia, leggenda e magia: secondo un’antica leggenda (così narra Plinio il Vecchio), i luoghi in cui viene piantato il ciclamino sarebbero immuni da malefici e filtri nefasti. Così si attribuì a questo fiore la proprietà di guarire dal morso dei serpenti. Secondo alcuni era sacro ad Ecate, divinità dell’oltretomba, che presiedeva ad incantesimi e magie. Il ciclamino vivo influenza i centri di energia vitale; tenendo questa pianta  nella propria casa si avranno grandi benefici per l’ispirazione e la sicurezza di sé.

In epoca cristiana la pianta divenne attributo di Maria, dove le macchioline rosse che spesso sono all’interno del fiore simboleggiano il suo dolore per la morte del Figlio sulla croce.

ll profumatissimo ciclamino, analogamente alla Mandragora, è detta “Pianta di Ecate” o “Pianta del diavolo”, sottolineando come Ecate sia spesso vista, erroneamente, collegata ad un’entità negativa come Satana che è stata inventata dal cristianesimo e, quindi, molto successiva alla nascita di  Ecate.  E’ una pianta nota fin dall’antichità. La sua bellezza e le sue forme avevano già colpito la fantasia degli antichi, i quali elaborarono su di esso molte leggende, che si sono tramandate fino ai nostri giorni.

Gli antichi greci attribuivano al ciclamino una valenza magica per la forma tondeggiante del tubero e per la tendenza del gambo del fiore ad attorcigliarsi a spirale quando il fiore è fecondato. Gli antichi greci “leggevano” in queste forme “circolari” una affinità con il cerchio, inteso come figura magica perchè rappresenta l’universo, nel suo eterno ciclo di rinnovamento. Dunque, una pianta con quella forma diventava una pianta dalle virtù magiche. Il nome stesso del ciclamino si ispira a questo aspetto “magico”,  deriva dalla parola greca kyklos, cerchio.

La leggenda più famosa sul ciclamino ci è stata tramandata da alcuni scritti di un famoso naturalista greco, Teofrasto, vissuto nel III secolo a.C. Secondo Teofrasto, il ciclamino propiziava l’amore e la sensualità. Probabilmente Teofrasto aveva ricondotto la forma rotondeggiante e compressa ai poli del tubero all’utero femminile, associando così la pianta al concepimento. Questa credenza risultava inoltre rafforzata da una antica usanza, quella di adornare la camera dei giovani sposi con piccoli mazzi di questo fiore, in chiaro  augurio di fertilità.

Il ciclamino aveva colpito l’attenzione dei suoi antichi osservatori anche per un altro motivo: è una pianta velenosa. Nel tubero del ciclamino è presente un glicoside chiamato ciclamina, velenoso per l’uomo, ma non per alcuni animali. Anzi, il tubero di ciclamino è noto anche con il nome di pamporcino perchè è particolarmente appetito dai maiali. La presenza del veleno ha contribuito ad alimentare la leggenda del ciclamino come pianta dalle virtù magiche. Infatti, nell’antica Grecia il ciclamino era sacro ad Ecate, divinità lunare delle magie e degli incantesimi. Si era soliti piantare questi fiori intorno alle abitazioni  perchè si credeva che proteggessero dai malefici, e si usava l’estratto di ciclamino come rimedio contro il morso dei serpenti velenosi.

Questa doppia valenza del ciclamino, pianta di indiscutibile bellezza ma velenosa, pianta di vita e di morte, ha fatto sì che il ciclamino, nel linguaggio dei fiori, simboleggiasse la diffidenza.

Una volta i contadini mettevano a cuocere sulla brace   il tubero   del ciclamino   incavato    e riempito d’olio, che poi usavano per calmare il mal d’orecchie. Il tubero torrefatto   perde la sua tossicitá, fornisce  fecola usata come sostanza alimentare per animali. Questa un tempo era utilizzata perfino dall’uomo, per questo la pianta era  anche  detta  pan terreno.

BELLADONNA

31 ottobre 2009

bella donna

(Atropa belladonna)

di Loriana mari

Caratteristiche: E’  una pianta perenne, rigida, eretta,  a radice rizomatosa alta fino ad un metro e mezzo, spesso coperta di peluria; ha foglie ovali non dentate, peduncolate. I fiori sono di colore porpora spento, solitari a forma di campana e il frutto è una bacca nera lucida dall’ aspetto invitante e può essere confusa con gli appetitosi frutti del sottobosco come i mirtilli

Habitat: si trova nelle radure dei boschi, negli arbusteti e nei terreni a sub strati calcarei ed è comune in tutta Italia. Cresce nella zona montana e sub montana nei boschi ombrosi delle Alpi e dell’Appennino.

Proprietà : la belladonna contiene tre alcaloidi: l’ atropina, la giusquiamina e la scopolamina, che hanno effetti profondi sul sistema nervoso. L’atropina viene usata per dilatare la pupilla e per preparare medicinali contro la diarrea; inoltre ha proprietà sedative e anestetiche, ma è pericolosissima, perchè è mortale. I sintomi sono condensati in una vecchia filastrocca inglese: caldo come una lepre (febbre), cieco come un pipistrello (dilatazione pupillare e paralisi dell’accomodazione), secco come un osso (blocco della sudorazione e della salivazione), rosso come una barbabietola (congestione del volto e del collo), matto come una gallina (eccitazione psico-motoria e allucinazioni).

Storia, leggenda, mito e magia: è una delle più tipiche piante utilizzatenella magia tradizionale, a causa del suo potente ed immediato effetto, le streghe ai tempi del sabba si spalmavano un unguento sul corpo permettendo alla sostanza di entrare in circolo velocemente e di volare:  chiamato “il sussurro delle streghe” . L’ Atropa belladonna, deve il suo nome ai suoi effetti letali e al suo utilizzo nel campo della cosmetica. Atropa deriva dal nome della parca Atropo alla quale era affidato il compito, nella mitologia greca, di recidere il filo della vita ai comuni mortali. Belladonna poichè nel rinascimento le dame la utilizzavano per migliorare il colorito della pelle del viso e dare lucentezza agli occhi. L’atropina e’ una sostanza allucinogena molto conosciuta in medicina fin dai tempi di Ippocrate nel 400 a.c. e che si trova nelle piante di Belladonna, Mandragora, Stramonio e Giusquiamo. Queste piante hanno un potere sia ipnotico che afrodisiaco e venivano utilizzate per creare allucinazioni, stordimento e eccitazione nei riti per incontrare Satana. L’atropina ha un fascino particolare che ha coinvolto nei secoli streghe, poeti, scrittori, scienziati medici e alchimisti. Affascinato da questa sostanza un professore antropologo tedesco, Will Erich Peuckert, nell’anno 1960, si ritrova tra le mani una ricetta di antica stregoneria tratta dal libro Magia Naturalis di Giambattista e ne viene tentato. Seguendo le istruzioni Peuckert prepara un unguento che utilizza su se stesso. Cade in catalessi e in un sonno profondo di più venti ore durante le quali viene tormentato da orribili visioni: mostri, paesaggi infernali, esseri diabolici e creature sataniche. Lievissima è la differenza tra la quantità che dà allucinazioni e tra quella che dà la morte. Per questo è necessario evitarne l’utilizzo in ogni tipo di situazione.

ACHILLEA MILLEFOLIUM

31 ottobre 2009

achillea

di Loriana Mari

Caratteristiche: pianta: erbacea perenne, con fusto più o meno ramoso, alta 20-80 cm. Le foglie, un poco tomentose, hanno un bel verde gaio e sono talmente incise e seghettate che sembra portino tante minuscole foglioline disposte alternativamente lungo la nervatura della foglia stessa; se strofinate fra le dita emanano un fragrante aroma. Fiori: molto piccoli, riuniti in densi capolini che formano corimbi composti più o meno grandi; fiori ligulati esterni bianchi o rosso-rosa, fiori tubulosi interni giallo-bianchi: osservato singolarmente, ciascun fiore è simile ad una piccola margherita.

Fioritura: marzo-ottobre.

Habitat: fiorisce lungo le strade, le ferrovie, nei terreni incolti, nei coltivi, nelle boscaglie e nei campi lasciati a sodo.

Proprietà : Se le sue proprietà  vulnerarie sono oggi poste in dubbio, l’impiego interno della Millefoglie è stato oggetto di una grande quantità  di lavori, che hanno dimostrato la sua utilità  come amaro-tonico, emostatico, emmenagogo. Per uso esterno, il succo fresco contribuisce a risanare piaghe e ferite; in infuso 2 manciate in 200 cc d’acqua per gargarismi o lavature. Le foglie e gli apici freschi ridotti in pasta arrestano l’emorragia facilitando la cicatrizzazione e una foglia fresca masticata lenisce il mal di denti. Vengono impiegate le sommità  fiorite, la cui raccolta è possibile durante tutta l’estate.

E’ impiegata come uso esterno come topico contro le emorroidi, le ragadi astringente, tonico, anali e quelle delle mammelle, in quanto agisce come astringente, tonico, sedativo e stomachico. (l’infusione deve essere preparata in piccole quantità per il suo rapido annerimento che si accompagna allo svanimento dell’aroma). Due o tre tazze al giorno prima dei pasti evitare l’uso di pentole di ferro, come con tutte le piante ricche di tannino. All’infusione si può aggiungere l’Anice, il Basilico, il Trifoglio fibrino, nei casi di crisi acute. La macerazione delle sommità nel vino, si fa con le medesime proporzioni e viene usata come aperitivo. L’infusione e la macerazione hanno anche una buona influenza sulla circolazione sanguigna. E’ una buona pianta da prato, che si mescola vantaggiosamente con le graminacee, la sua presenza è desiderabile nei prati, in quanto li arricchisce apportando al foraggio benefici effetti sulla salute del bestiame. Un tempo si riteneva che fosse un ottimo rimedio contro la scabbia degli ovini.

Storia, leggenda, mito, magia: in Inghilterra viene chiamata “erba benedetta” per le sue proprietà  curative, in Irlanda era usata per scacciare il malocchio e gli antichi Celti celebravano un vero e proprio rito religioso in occasione della sua raccolta.

E’ considerata un’antenna capace di potenziare la telepatia dell’uomo. Infatti se tenuta tra le mani senza strapparla dal terreno aiuta a farsi ricordare da quelle persone che non si vedono da molto tempo e sono lontane geograficamente.

Il nome deriva dall’ eroe greco Achille che usò questa pianta per curare erimarginare le ferite di Telefo. L’uso della pianta era stato insegnato ad Achille dal medico ateniese Chirone. Dagli steli dell’Achillea si ricavano le 50 bacche vegetali utilizzate nel metodo divinatorio illustrato nel libro delle mutazioni Yi-King. Gli steli venivano lanciati in aria e la loro disposizione, una volta che ricadevano a terra, forniva il responso.