Posts Tagged ‘sviluppumbria’

SVILUPPUMBRIA SpA promuove le imprese della Rete EMMA.NET al G8.

25 giugno 2013

Il 26 e il 27 giugno prossimo tre aziende della Rete per la internazionalizzazione delle imprese femminili EMMA.NET partecipano al G8 di Londra

Nell’ambito della G8 – Eventi Deauville Partnership, ha organizzato l’iniziativa “Supporting open economies and inclusive growth – Women’s role in Arab Countries”, dedicata allo sviluppo dell’imprenditoria femminile, (more…)

Riforma endoregionale e precari, i nodi vengono al pettine

17 aprile 2012

Nota di Raffaele Nevi – Presidente gruppo PdL Regione Umbria

Come volevasi dimostrare l’applicazione della Riforma endoregionale sta facendo sorgere problemi per ciò che attiene la collocazione del personale precario scatenando – come riporta un giornale locale – una guerra tra poveri che rischia di creare tensioni e iniquità. Occorre che tutti i precari vengano trattati allo stesso modo e che non si scarichino su Provincie e Comuni i problemi che ha creato la Regione. Avevamo detto che con la scelta di promettere la stabilizzazione a tutti i precari delle comunità montane si sarebbero creati percorsi diversi con trattamenti iniqui. Sarebbe opportuno che l’Assessore Rossi spiegasse bene ciò che sta accadendo e riferisca nella commissione competente quali sono le intenzioni che la Giunta vuole porre in essere specialmente per ciò che attiene il futuro di Sviluppumbria

 

NEVI (PDL):Il piano triennale delle politiche industriali figlio della cultura ex comunista

19 maggio 2011

Raffaele Nevi –  Presidente gruppo PdL Regione Umbria

Il piano triennale delle politiche industriali discusso ieri in II commissione è un documento che rischia di essere un libro dei sogni se la Giunta Regionale non decide – come stanno facendo molte Regioni italiane – di cambiare impostazione e finalmente liberare risorse da mettere a disposizione dello sviluppo, smobilitando il “Moloch” della spesa pubblica improduttiva e puntando, come noi diciamo dall’inizio della legislatura, alla costruzione di un patto strategico per lo sviluppo che metta insieme il sistema istituzionale con camere di commercio e fondazioni bancarie. Questo documento invece tenta, per l’ennesima volta, di scaricare sul Governo tutte le colpe ed evitare di affrontare il tema vero che è proprio quello di ripensare totalmente il modo di spendere soldi pubblici puntando decisamente allo sviluppo e alla competitività.

In questo documento c’è poi la folle scelta di far diventare Sviluppumbria un ente che si occupa di tutto e di più con prevedibili ulteriori irrigidimenti e aumento di costi e burocrazia. Occorre, al contrario, snellire, sburocratizzare, avendo anche il coraggio di aprirsi al privato ed esternalizzare alcuni servizi – ad esempio quello del marketing territoriale – mettendo la materia in mano a professionisti specializzati con risultati verificabili sul modello di quanto stanno facendo altre Regioni, da ultima, la Regione Toscana. Se questa impostazione non cambierà ci opporremo con forza a questo documento che nasconde, neanche tanto bene, quella antica visione, tipica della cultura ex comunista, di un sistema pubblico che fa tutto, che è superata dalla storia, e che rischia di non far cogliere all’Umbria quei timidi segnali di ripresa che pure ci sono. Abbiamo invece apprezzato la scelta che è scritta nel documento di non accogliere la proposta di Rifondazione Comunista di una nuova legge sulle delocalizzazioni che sarebbe un atto di guerra e produrrebbe immediatamente la fuga delle imprese.

Vedremo però se il diktat di Rifondazione Comunista di ieri mattina di cambiare il documento farà cambiare idea all’Assessore Rossi che è tradizionalmente, vista la sua provenienza, molto sensibile alla parte sinistra della coalizione che si va rafforzando sempre di più, anche alla luce dei risultati delle elezioni amministrative.