Posts Tagged ‘tagli’

SPENDING REVIEW… ossia: come mettere ancora le mani nelle tasche degli italiani.

28 novembre 2013

di S.L.J.

spendingEvviva. Dopo tanto studiare, fare, disfare, siamo arrivati finalmente alla soluzione finale, al rimedio per tutti i mali della nostra povera economia malata: la spending review.

Intanto dovrebbero spiegarci il motivo per ci si ostina a usare termini stranieri per indicare qualcosa di italianissimo, chiamiamola quindi “revisione di spesa”, così anche le persone più anziane (che difficilmente (more…)

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LE CONTRADDIZIONI DEL TECNICO POLITICANTE MONTI

19 gennaio 2013

E’ possibile ridurre l’Irpef, è auspicabile modificare l’Imu ed è probabile che l’aumento dell’Iva già programmato sia bloccato. Non si tratta ancora di buone notizie, ma di semplici slogan elettorali.

Parole che in campagna elettorale non possono non trovare l’approvazione della quasi (more…)

PERUGIA, ALTRI TAGLI IN VISTA PER IL SERVIZIO AUTOBUS, NE VALE LA PENA?

17 luglio 2012

Domenica scorsa il sindaco Boccali ha rilasciato un’intervista nella quale ha annunciato una prossima “manovrona” comunale volta a tagliare le spese di un milione di euro per il 2012 e altri (more…)

Sanità: finite le litanie del PD sui tagli dell’ex governo Berlusconi, oggi sono normali?

25 maggio 2012

Ci rallegriamo che il PD abbia finalmente capito – come noi diciamo da anni – che sulla Sanità occorre una seria riforma che oltre che mantenere i conti in ordine aumenti la qualità del sistema che – come dimostra l’aumento della mobilità passiva – negli ultimi anni è diminuita costantemente per il prevalere di logiche politiche antimeritocratiche che l’inchiesta di (more…)

Ecco i nomi dei 94 senatori che hanno votato contro i tagli alle pensioni d’oro

6 maggio 2012

In 94 si sono battuti come leoni contro quell’emendamento e a favore del mantenimento delle pensioni d’oro. Tutto il Pd, ad eccezione di sette senatori che, in uno scatto di dignità, hanno votato contro. Ad esprimersi a favore dell superpensioni dei manager pubblici troviamo, per esempio, figure del calibro di Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri o Pietro Ichino, lo stesso che va in giro a predicare il superamento del divario tra le generazioni.

Nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai supermanager pubblici il governo (che voleva difenderle) è stato battuto grazie da un emendamento di Idv e Lega.Forse, finalmente, si sono resi conto che in un momento in cui tutti gli italiani vengono chiamati a grandi sacrifici togliere qualche euro ai boiardi di Stato, che oggi percepiscono,  stipendi fino a 1.200.000 euro all’anno (pagati da noi) sarebbe stato un atto minimo di equità.

Adamo Marilena (Pd) – Adragna Benedetto (Pd) – Agostini Mauro (Pd) – Armato Teresa (Pd) – Astore Giuseppe (Gruppo Misto) – Baio Emanuela (Api) – Barbolini Giuliano (Pd) – Bassoli Fiorenza (Pd) – Bastico Mariangela (Pd) – Enzo Bianco (Pd) – Biondelli Franca (Pd) – Blazina Tamara (Pd) – Filippo Bubbico (Pd) – Antonello Cabras (Pd) – Anna Maria Carloni (Pd) – Maurizio Castro (Pdl) – Stefano Ceccanti (Pd) – Mario Ceruti (Pd) – Franca Chiaromonte (Pd) – Carlo Chiurazzi (Pd) – Lionello Cosentino (Pd) – Cesare Cursi (Pdl) – Mauro Cutrufo (Pdl) – Cristina De Luca (Terzo Polo) – Vincenzo De Luca (Pd) – Luigi De Sena (Pd) – Mauro Del Vecchio (Pd) – Silvia Della Monica (Pd) – Roberto Della Seta (Pd) – Ulisse Di Giacomo (Pdl) – Di Giovan Paolo Roberto (Pd) – Cecilia Donaggio (Pd) – Lucio D’Ubaldo (Pd) – Marco Filippi (Pd) – Anna Finocchiaro (Pd) – Anna Rita Fioroni (Pd) – Marco Follini (Pd) – Vittoria Franco (Pd) – Vincenzo Galioto (Pdl) – Guido Galperti (Pd) – Maria Pia Garavaglia (Pd) – Costantino Garraffa (Pd)– Maurizio Gasparri (Pdl) – Antonio Gentile (Pdl) – Rita Ghedini (Pd) – Giai Mirella (Gruppo Misto) – Basilio Giordano (Pdl) – Claudio Gustavino (Terzo Polo) – Pietro Ichino (Pd) – Cosimo Latronico (Pdl) – Giovanni Legnini (Pd) – Massimo Livi Bacci (Pd) – Andrea Marcucci (Pd) – Francesca Maria Marinaro (Pd) – Franco Marini (Pd) – Ignazio Marino (Pd) – Marino Mauro Maria (Pd) – Salvatore Mazzaracchio (Pdl) – Vidmer Mercatali (Pd) – Riccardo Milana (Terzo Polo) – Francesco Monaco (Pd) – Enrico Morando (Pd) – Fabrizio Morri (Pd) – Achille Passoni (Pd) – Carlo Pegorer (Pd) – Flavio Pertoldi (Pd) – Lorenzo Piccioni (Pdl) – Leana Pignedoli (Pd) – Roberta Pinotti (Pd) – Beppe Pisanu (Pdl) – Donatella Poretti (Pd) – Raffaele Ranucci (Pd) – Giorgio Roilo (Pd) – Nicola Rossi (Pd) – Antonio Rusconi (Pd) – Gian Carlo Sangalli (Pd) – Francesco Sanna (Pd) – Giacomo Santini (Pdl) – Giuseppe Saro (Pdl) – Anna Maria Serafini (Pd) – Achille Serra (Terzo Polo) – Emilio Silvio Sircana (Pd) – Albertina Soliani (Pd) – Marco Stradiotto (Pd) – Antonino Strano (Pdl) – Salvatore Tomaselli (Pd) – Giorgio Tonini (Pd) – Achille Totaro (Pdl) – Tiziano Treu (Pd) – Simona Vicari (Pdl) – Luigi Vimercati (Pd) – Vincenzo Vita (Pd) – Walter Vitali (Pd) – Luigi Zanda (Pd)

Elaborazioni Il Post Viola su resoconto stenografico Senato (pagine 121-128, codice votazione 016)

Tagli anche per la difesa: si riaccende il dibattito

5 gennaio 2012

di Matteo Bressan

Sin dal suo discorso in Parlamento il neo Ministro per la Difesa, l’Ammiraglio Di Paola, aveva annunciato che anche le Forze Armate avrebbero fatto la loro parte nel generale clima di austerità indicato dal Governo Monti. Lo scorso 29 dicembre il Ministro Di Paola, in un’intervista pubblicata sul Messaggero, aveva spiegato come l’elevato numero di militari over 50 costituisse una delle voci più pesanti nel bilancio della difesa, auspicando “con adeguati strumenti normativi ed il consenso del Parlamento” la possibilità di trasferire le loro capacità e i loro valori in altre Amministrazioni, rendendo così più snelle le Forze Armate”. Tale scelta sarebbe giustificata dal fatto che l’esodo naturale di questa fascia di personale avverrebbe tra 10–12 anni e renderebbe più lento e complesso il raggiungimento di un nuovo e più adeguato modello di difesa. Il primo problema cruciale da affrontare infatti è proprio il modello di difesa italiano che prevede 190.000 effettivi e che oggi ne conta circa 180.000. Tali numeri, a detta anche degli stessi esperti del mondo militare, sono difficilmente sostenibili e pesano in termini di stipendi circa il 62% dell’intero bilancio della Difesa. Viene però da domandarsi se il modello di Forze Armate a 190.000 o a 140.000 sia adeguato oppure no per garantire la interoperabilità del nostro strumento militare con quello degli altri paesi europei e Nato, ricordando che quando si optò per il modello 190.000 già si era al limite. Il paradosso che però circonda il dibattito sul modello di difesa ideale per l’Italia non può essere affrontato con la semplice logica della razionalizzazione della spesa perché si andrebbe ad invertire un principio razionale non scritto alla base del funzionamento delle nostre Forze Armate traducibile nella domanda: a cosa servono le nostre Forze Armate? Si badi bene questa non deve e non vuole essere una provocazione ma la risposta a questa domanda è fondamentale perché è questa e non altre esigenze che possono determinare il modello di difesa italiana. Partendo quindi da una brevissima analisi delle principali missioni alle quali hanno partecipato le nostre Forze Armate negli ultimi 15 – 20 anni (Balcani, Afghanistan, Iraq, Libano solo per citare le più impegnative e anche le più dolorose in termini di vite umane) si può dire, con la relativa approssimazione, che in tutti i casi il nostro strumento militare è stato proiettato fuori area a sostegno di operazioni di peacekeeping e peace enforcing in cui l’elemento costante è stato quello di spostare uomini e mezzi potendo disporre di una massa di manovra in grado di garantire il ricambio di questi nelle missioni. Tale sforzo è giunto anche ad avere impiegati sui teatri circa 13.000 uomini, essendo così ad essere l’Italia, dopo Stati Uniti e Gran Bretagna, il terzo paese impegnato in missioni internazionali. Da questi numeri e dallo scenario di guerra asimmetrica determinatosi con l’11 Settembre, al quale si aggiunge un livello di instabilità nel Mediterraneo e Medio Oriente mai visto negli ultimi venti anni, deve partire la riflessione politico strategica per definire il nostro modello di difesa e quindi, conseguentemente, i relativi costi. Questo non significa dare ragione a chi in queste ore sta protestando in maniera anche pretestuosa contro l’acquisto dei 131 caccia F – 35 (ogni F – 35 costa all’incirca 200 milioni di euro) o le 10 fregate della classe FREMM (costo complessivo del programma 6 miliardi). La partecipazione italiana ai programmi ad alto valore tecnologico non può essere tagliata mettendo a rischio i benefici e il know-how diffuso anche per le realtà industriali nazionali che operano nell’industria della difesa. Si dovranno invece rivedere i numeri di questi programmi posto che questo Governo o il prossimo stabiliscano quante e a quali tipi di missioni internazionali l’Italia vuole partecipare. Se infine il taglio nel settore della difesa andrà a riguardare, in misura preponderante, la voce “personale” ci si troverà nella paradossale situazione di bloccare il reclutamento dei Volontari in Servizio Permanente, andando così a vanificare le aspirazioni e la professionalità dei Volontari in Ferma Prefissata a 4 anni (VFP4), che nelle intenzioni originari avrebbero trovato il loro naturale sbocco di carriera come Volontari in Servizio Permanente.

SERVIZI SOCIALI, TRACCHEGIANI (ITALIA FEDERALE): “COMUNE DI FOLIGNO TAGLIA COME IL GOVERNO”

23 gennaio 2011

“Quella operata dall’assessore alle politiche sociali del comune di Foligno, Christian Napolitano, è una scelta che va a colpire quelle categorie svantaggiate della popolazione di cui la sinistra si è sempre fatta paladina: mi chiedo allora quale sia la differenza tra questa giunta targata Pd e l’attuale Governo di centrodestra, tanto criticato in più occasioni dagli stessi amministratori folignati, per la politica dei tagli agli enti locali. Non avrei mai immaginato tanta similarità di comportamenti: a quanto pare, anche in Umbria ai problemi si risponde con i tagli”. E’ quanto afferma Aldo Tracchegiani,

Aldo Tracchegiani

presidente nazionale di Italia Federale, in merito alla lettera di denuncia dei genitori di undici bambini portatori di handicap che dal prossimo febbraio dovranno far fronte ad una riduzione del servizio convenzionato con la Cooperativa sociale “Ellelle”. “La giunta di centrosinistra che guida Foligno – prosegue Tracchegiani – dopo essersi lamentata delle scelte del Governo non ha fatto alcun cenno all’accordo Stato-Regioni, recentemente firmato, che ha provveduto alla redistribuzione di fondi non trascurabili su capitoli di spesa che prima erano stati tagliati. Ora, invece, ecco che vengono ridotte le voci di spesa per il sostegno alla disabilità: ci dicano chiaramente come intendono reperire le risorse per affrontare questa problematica. Italia Federale – conclude – si è sempre battuta per i cittadini e i loro diritti fondamentali e non permetterà che questa vicenda finisca per colpire fasce della popolazione che al contrario di quanto sta avvenendo hanno bisogno di aiuto e sostegno anche attraverso l’erogazione di servizi essenziali che non possono e non devono essere oggetto di alcuna riduzione di fondi”.