Posts Tagged ‘tamat’

CONVEGNO TAMAT: MEDIAZIONE DEI CONFLITTI e COMUNICAZIONE INTERCULTURALE

13 gennaio 2011

Martedì 18 Gennaio 2011 – ore 17,00 – 19,00

Centro Direzionale QuattroTorri, via Corcianese 228 – Torre D – IV piano

Le profonde trasformazioni della società italiana ed europea hanno portato alla ribalta il tema dei rapporti tra persone e gruppi appartenenti a culture diverse. Le pratiche della mediazione, in una prospettiva interculturale, si sono affermate recentemente in Italia come una risposta efficace alle conflittualità e alla “gestione della convivenza”.

Interverranno:

la Prof.ssa Anja Corinne Baukloh, – docente di “Tecniche della mediazione e della democrazia partecipativa” presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Firenze

il Dr. Graziano Lori, – Servizio di Prevenzione e Protezione della Polizia Municipale di Firenze

Per info: Tamat  ONG – Via Dalmazio Birago 65 –Perugia Tel: 075 505 56 54

E-mail: formazione@tamat.org

Annunci

IL LUNGO VIAGGIO DI TAMAT

18 novembre 2010

INTERVISTA A PATRIZIA SPADA Presidente e co-fondatrice della ONG Tamat

di Francesco La Rosa

Patrizia Spada

Che cosa significa Tamat?

Tamat è un albero del Sahel, un’acacia seyal nella lingua Tamahaq (lingua dei Tuareg). La nostra esperienza nella cooperazione allo sviluppo nasce in questa regione ed in campo agricolo. L’albero Tamat rappresenta le nostre radici e continua a rappresentarci nella nostra storia.

Cosa vi ha spinto in questa avventura?

La storia di Tamat nasce nel lontano 1978 da una profonda amicizia nelle aule della Facoltà di Agraria, dall’impegno nel sociale, dalla passione per l’Africa, dalla voglia di cambiare il mondo e dalla convinzione che ciò fosse possibile.

Ma in concreto di cosa vi occupate?

Realizziamo progetti di cooperazione allo sviluppo. Dal 1995 abbiamo creato una rete di contatti con piccole e grandi realtà associative, con autorità locali e con singoli privati in alcune aree del mondo che per cause strutturali o contingenti si trovano in una situazione di povertà estrema. Con i nostri partner abbiamo dato vita ad una serie di interventi che non solo hanno contribuito a migliorare il tenore di vita della popolazione, ma hanno anche avviato dei meccanismi autonomi di “auto sviluppo”. In questo ultimo aspetto risiede la sostenibilità dei nostri progetti, di cui andiamo fieri.

Oltre alla qualità della vita ed all’economia, intevenite anche in altri settori?

Oltre ai progetti di cooperazione, Tamat è attiva anche nell’Educazione allo Sviluppo (o Educazione alla Cittadinanza Globale) nelle scuole primarie e secondarie, e nella formazione per adulti con progetti finanziati da fondi UE.

Quali sono i Paesi in cui operate e con quali progetti?

Attualmente siamo presenti con i nostri progetti in Burkina Faso, Mali, Bosnia-Erzegovina e Paraguay. Individuiamo insieme ai nostri partner i bisogni e le possibilità di sviluppo, insieme a loro, realizziamo interventi di sviluppo agricolo/rurale non solo attraverso interventi strettamente tecnici (approvvigionamento idrico, miglioramento della crescita delle colture, ecc.), ma anche grazie al microcredito, alla formazione e alla promozione dei diritti fondamentali.

Continuate ancora a pensare che cambiare il mondo sia possibile?

Sinceramente l’ottimismo e l’entusiasmo originario sono messi costantemente alla prova: la distanza dagli obiettivi del millennio ci si pone regolarmente dinanzi con schiacciante evidenza, non solo sotto forma di dati e statistiche, ma di situazioni reali, di vite di persone, di ragazzi e di donne soprattutto, con cui abbiamo a che fare. D’altro canto proprio le nostre missioni in loco e il contatto con la realtà aiutano a tener sempre ben presenti i nostri obiettivi di sempre e ad alimentare la nostra motivazione. Inoltre, sempre più Tamat è rappresentata da giovani in gamba, con un forte senso di responsabilità e, soprattutto, con una riserva inesauribile di entusiasmo, fattore trainante di qualsiasi progetto, idea, sogno. Infine, per dirla con una frase di Henrí Desroche, a cui sono molto legata “Nessuna strada ha mai condotto nessuna carovana fino a raggiungere il suo miraggio ma solo i miraggi hanno messo in moto le carovane”.

 

Ponte Felcino, arte, cultura e politica del Burkina Faso

18 ottobre 2010

tavola rotonda su Thomas Sankara, esposizione di opere batik e aperitivo solidale ai sapori del Sahel.

19 OTTOBRE 2010 h 18:00

La cultura africana per l’integrazione tra i popoli: Thomas Sankara. Tavola rotonda con Zemané Adama Mathieu ospite in Italia della ONG TAMAT.

Presente il sindaco del comune di Perugia, Vladimiro Boccali.

Grazie al progetto di cooperazione “Centro di formazione per ragazzi di Ouagadougou” realizzato da TAMAT e dal Comune di Marsciano con il cofinanziamento della Regione Umbria, l’artista burkinabé Zemané Mathieu accoglie nei suoi ateliers giovani delle fasce più povere della capitale del Burkina Faso, insegnando un’arte e un mestiere che permettano loro di migliorare le proprie condizioni di vita. Tamat è presente da anni in Burkina Faso per la realizzazione di progetti di cooperazione, lavorando sui temi fondamentali dell’accesso all’acqua, dello sviluppo locale, del sostegno a donne e giovani, identificati come i soggetti più deboli.

Zemané Mathieu, compagno di lotte del capitano Sankara, è una preziosissima fonte di conoscenza non solo dei fatti, ma anche delle passioni e dei movimenti culturali che hanno dominato il Burkina Faso in quegli anni. La politica di Sankara era mirata a garantire a tutti – a partire dai più deboli – la soddisfazione dei bisogni primari ed in particolare il diritto all’istruzione, al lavoro, alle prestazioni mediche essenziali.
Il maestro Zemané, ospite a Perugia di ONG TAMAT, ha già partecipato a diverse iniziative organizzate dalla ONG perugina che ormai da diversi anni si occupa di cooperazione internazionale, educazione allo sviluppo e formazione.