Posts Tagged ‘tariffe’

Crack Nettezza urbana in Assisi, dal 2013 + 40%

18 gennaio 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Nel 2013 arriva la nuova bastonata della nettezza urbana, ora chiamata TARES, di cui i cittadini non si accorgeranno prima delle elezioni perché il pagamento avverrà dal secondo semestre. Ciò dopo la stangata dell’IMU nel 2012, che poteva, anzi doveva essere attenuata (more…)

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L’AUMENTO DELLE TARIFFE PER I LIBERI PROFESSIONISTI E I 10 EURO PER LE VISITE SPECIALISTICHE SPINGERANNO GLI UMBRI FUORI REGIONE

27 febbraio 2012

di Maria Rosi – Consigliere regionale Pdl

“Dopo tante promesse di non aumentare le tasse per i cittadini umbri, con l’annuncio della Regione Umbria dei soli mini-ticket da 10 euro esclusivamente per le visite specialistiche, i nostri governanti regionali, ai quali piace stupire i cittadini con gli effetti speciali, hanno deciso di aggiungere l’ennesimo, originale balzello, che entra in vigore da oggi: l’aumento delle tariffe del 29 per cento per chi svolge la libera professione”.

“In questo modo gli strateghi della Giunta regionale hanno inteso spingere gli umbri verso il privato – spiega Rosi – togliendo all’azienda sanitaria pubblica il contributo dei grandi professionisti. L’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni prevede il recupero di 10,9 milioni di euro ma – sostiene Rosi – è impensabile che si possano recuperare somme  ragguardevoli da questa scellerata operazione che, invece, otterrà l’effetto contrario, facendo diminuire la domanda interna all’azienda sanitaria”. Secondo Rosi si tratta perciò della “ennesima dimostrazione di mala gestione della sinistra che, invece di tutelare i cittadini cercando di migliorare i servizi a loro disposizione, finirà per creare disservizi. Le soluzioni alternative, secondo la Rosi, avrebbero potuto essere quella di “far pagare 1 euro di ticket sulle ricette, forse l’unica in grado di garantire il recupero di quei 10,9 milioni”, oppure “invece di mantenere
le logiche di intramoenia allargata, meglio sarebbe stato dare al medico, anche se primario o responsabile di struttura, la possibilità di svolgere direttamente l’extramoenia senza penalizzare le carriere, come avviene in altre regioni. Una scelta che avrebbe portato nelle casse della Regione dagli 800 ai 1400 euro al mese per ciascun professionista”.

Nota di redazione: nemmeno tanto tempo fa, dicevano che le famiglie non arrivavano alla fine del mese, (ricordate?) poi alla terza settimana, poi alla seconda settimana, oggi con le nuove fantasiose tassazioni del governo e degli enti locali stanno completando l’assalto alla diligenza, e  per le famiglie il mese non comincia proprio.

Vendola: sull’Acquedotto abbiamo intrapreso la strada dell’efficienza e su quella proseguiamo. Per questo non abbasseremo le tariffe»

15 gennaio 2012

Nichi Vendola

I movimenti che hanno sostenuto la causa dell’acqua bene pubblico  si sentono abbandonati. Il leader di Sel è infatti giudicato colpevole dai comitati di aver fatto  esattamente al contrario di quanto aveva dichiarato  in  occasione dei referendum del giugno 2011, e  le sue due campagne regionali. . A far arrabbiare l’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori la seguente dichiarazione del presidente pugliese: «È indispensabile fare i conti con la realtà per non precipitare nei burroni della demagogia: sull’Acquedotto abbiamo intrapreso la strada dell’efficienza e su quella proseguiamo. Per questo non abbasseremo le tariffe»

ASSISI, “Giù le tariffe checkpoint, ma chi paga?”

24 gennaio 2011

Da fonti di stampa si apprende che il Sindaco Ricci si appresterebbe a ridurre del 30 % per alcuni mesi invernali le tariffe dei checkpoint, per aiutare – a suo dire – il settore turistico e commerciale. La finalità dell’iniziativa appare apprezzabile, ma lo strumento scelto rappresenta un inutile pannicello caldo, l’ennesima dimostrazione dell’assenza di una reale strategia di potenziamento del settore turistico che vada oltre interventi isolati e poco efficaci; l’ennesima prova del dilettantismo di chi crede di poter fare da solo e improvvisare in un settore in cui occorrono specifiche competenze manageriali, per altro ampiamente sfruttate dalle località nostre concorrenti. In questo senso stupisce che si continui a fornire la vetrina di Assisi per la promozione di altre mete turistiche, com’è accaduto di recente con la borsa dei siti UNESCO e la presentazione dei siti della Giordania fatta proprio ad Assisi. È come se un negoziante mettesse la propria vetrina migliore a disposizione dei suoi concorrenti!

Da qualche anno gli autobus turistici sono soggetti al pagamento di un ticket, il cui importo diminuisce in proporzione al periodo di permanenza. Si tratta, nei molti casi di “mordi e fuggi”, delle uniche risorse che questi turisti lasciano alla nostra collettività che con le tasse di tutti fornisce i necessari servizi essenziali di accoglienza e garantisce il decoro e il funzionamento delle infrastrutture. Nonostante la scelta di ridurre queste tariffe ai più appare fortemente improbabile che un turista incrementi la sua propensione a visitare la città invogliato da un risparmio di 30 centesimi. Il provvedimento comporterà un minore introito di qualche decina di migliaia di euro per il Comune e quindi per i cittadini e un esborso in più dalle casse comunali al gestore che certamente non vorrà veder ridotto il suo introito derivante dal prezzo del biglietto. Ricci continua a sbandierare i successi della sua amministrazione nel campo del turismo, ma allora, ci si chiede, perché sottrarre entrate al Comune e di conseguenza far ricadere i costi dell’operazione checkpoint su artigiani, pensionati, impiegati e operai dell’industria (solo per fare qualche esempio) che pagano le tasse per i servizi necessari e che in questi anni sentono, invece, fortissimo il morso della crisi economica. Tenendo presente che il Sindaco ha sempre affermato che il settore del turismo in Assisi non è in crisi il provvedimento appare per lo più un’esca elettorale.

Nell’attuale situazione economica sarebbe ingiustificata la scelta di destinare queste ingenti risorse per agevolare un settore che secondo Ricci non è in crisi. Ma comunque sarebbe molto meglio utilizzare quel denaro per potenziare i servizi sociali e affrontare, per esempio, i gravissimi problemi di molte giovani famiglie in affanno per effetto di ritardi dei pagamenti di mutui, affitti e cibo dovuti alla crisi.

Simonetta Maccabei Capogruppo “Lista Bartolini”

Tariffe autobus. “NO! IO NON CI STO’!”

6 ottobre 2010

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Personalmente mi sento una vittima dell’aumento. Vorrei urlare un mio “NO! IO NON CI STO’!” Il servizio non è al pari col prezzo. Non si hanno corse notturne, non si ha una corretta la pulizia sui bus, non si hanno collegamenti ramificati, il minimetrò è inutile, non si ha cortesia da parte del personale dell’Apm; in breve non si ha un Servizio efficiente per il cittadino che su una corsa di 75 minuti è costretto, non avendo altro mezzo proprio, a farsi rubare euro 1.50!!! In altre città il servizio pubblico risponde a tutti i doveri, quali è tenuto a rispettare, per non gravare negativamente sulle spalle dei cittadini..Perchè Perugia si distingue in negativo?

E.  C.   – Perugia