Posts Tagged ‘tarquinia’

VISITE GUIDATE AL MONDO ETRUSCO DA TARQUINIA AL MARE DI PYRGI

2 agosto 2013
Lamine

Lamine

sabato e domenica 3 e 4 agosto 2013

Le tombe affrescate di Tarquinia e i resti archeologici adagiati sul mare del porto dell’etrusca Cerveteri

Una passeggiata guidata nella storia antica in visita a Cerveteri e Tarquinia, dichiarate Patrimonio (more…)

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CON MATAVITATAU ALLA SCOPERTA DELLE NOSTRE RADICI ETRUSCHE

23 luglio 2013
Benedetta Tintillini

Benedetta Tintillini

di Benedetta Tintillini

Cosa c’è di meglio che impiegare il proprio tempo in attività che uniscano svago e cultura, in un’atmosfera amichevole ed informale. Chi vorrà partecipare alla prossima attività dell’ Associazione Matavitatau, in programma il 3 e 4 Agosto prossimi, aperta a Soci e non, godrà (more…)

ETRUSCHI, STUDI E RICERCHE A TARQUINIA E IN ETRURIA

24 settembre 2010

Foto di Giovanni Lattanzi

Simposio internazionale in ricordo di Francesca Romana Serra Ridgway

Tarquinia 24 e 25 settembre 2010,

Sala consiliare  Palazzo di Città

Il Convegno intende onorare la memoria dell’archeologa Francesca Romana Serra Ridgway a due anni dalla prematura scomparsa. La scelta di Tarquinia, come sede dei lavori, è legata alle numerose ricerche e alle importanti pubblicazioni che la studiosa ha dedicato alla metropoli etrusca.

I partecipanti al Convegno, legati da vincoli di personale amicizia e collaborazione con F. R. Serra Ridgway, rappresentano una selezione dei più importanti studiosi di etruscologia a livello internazionale.  Il carattere di internazionalità del Convegno è richiesto non solo dalle ampie relazioni della studiosa scomparsa, ma soprattutto dal ruolo di raccordo costante tra l’ambiente degli archeologi italiani e il mondo anglosassone, che ella ha svolto attraverso le sue lezioni all’Università di Edinburgo, le sue conferenze e l’attività di acuto recensore, in riviste inglesi e americane, di opere scientifiche pubblicate in Italia. F.R. Serra era moglie dell’illustre archeologo inglese David Ridgway, che fra l’altro, ha legato il suo nome alla grande impresa della pubblicazione della necropoli greca dell’ isola di Ischia.

La scultura Etrusca

18 novembre 2009

di Marianna Gallinella

Sulla provenienza degli etruschi, la cui presenza  è egemone nell’Italia centrale tra il X ed il III Sec. a. C., si sono molto affaticati gli studiosi senza giungere ad una conclusione certa. Le ipotesi formulate su quella origine sono in sostanza tre. Alcuni vogliono gli Etruschi venuti dall’Oriente per via marittima, altri discendenti di gruppi abitanti l’Italia prima dell’invasione indoeuropea (matrice delle varie popolazioni della penisola); altri ancora calati dal nord delle alpi Retiche. Nessuna però ha fondamenti tali da renderla vincente. Si sa per certo, comunque, che tra tutti i popoli italici (lidi, tirreni, tusci, raseni), quello etrusco raggiunse il più alto grado di civiltà. Se ne ha una chiara testimonianza nel musei archeologici delle città toscane e laziali, (Chiusi, Cerveteri, Tarquinia, Firenze) dove le prima sculture etrusche risalgono addirittura all’VIII sec. a.C. . si tratta di opere ancora rozze, in cui le figure modellate in argilla oppure fuse in bronzo, sono rappresentate in forme piuttosto rigide e schematiche.

A cominciare dal VII sec. a. C., quando gli etruschi vennero in contatto con l’arte greca, la loro scultura fece dei notevoli progressi. Pur ispirandosi a quella greca, con l’introduzione in Etruria della concezione greca dell’Ade (regno sotterraneo ed oscuro dei morti, abitato da demoni paurosi) l’arte etrusca non perse la sua originalità e rivela chiaramente un aspetto fondamentale della civiltà di quel popolo: il grande culto funerario, nel cui ambito curarono in modo particolare le tombe con urne, canopi, sarcofaghi di pietra, cippi, sfingi e stele. Se ne differenziava soprattutto perché non mirava a renderne fedelmente la realtà plastica delle forme naturali, né a rappresentare “tipi”, ma deformava liberamente strutture e particolari per raggiungere una maggiore intensità espressiva e puntava all’individualità ispirandosi alla realtà contingente.

Era un’arte più ingenua e primitiva, non colta e raffinata come quella ellenica, ma proprio per questo più affine alla semplicità rude e pratica dei Romani.

L’agro chiusino, che comprendeva i territori della Val di Chiana e della Val d’Orcia, fungeva da raccordo tra il corso del Tevere e quello dell’Arno, metteva in comunicazione le regioni interne dell’Etruria meridionale con quella settentrionale ed infine era collegato al mare.

Tale territorio, abitato fin dalla preistoria, ebbe un notevole sviluppo intorno al VII sec. a. C., a causa dello sfruttamento decentrato delle risorse agricole.

Ciò portò alla formazione di una serie di insediamenti minori documentati prevalentemente da necropoli, di cui troviamo testimonianze nel Museo Archeologico di Chiusi, e nei musei civici di Chianciano Terme e Sartiano.