Posts Tagged ‘tasse’

TERNI: “L’IMU VOLA ANCHE A +130%, LA TASI AL MASSIMO”

25 marzo 2018

PER LIBERATI (M5S) “I RESPONSABILI POLITICI HANNO SCARICATO I LORO MAXI DEBITI SU TUTTI I CITTADINI TERNANI”.

Riceviamo e pubblichiamo

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IL COMUNE DI PERUGIA ANCORA CONTRO I PROPRIETARI IMMOBILIARI

19 luglio 2015
Giacomo Iucci

Giacomo Iucci

Il recente protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Perugia e le due Università di Perugia con le Federazioni provinciali degli agenti immobiliari Fimaa e Fiaip per l’attivazione di “City Campus”, dimostra ancora una volta il totale disinteresse del Comune rispetto alla necessità di promozione dei contratti a canone concordato che rappresentano la migliore condizione fiscale per i proprietari immobiliari e per gli stessi inquilini, quand’anche studenti universitari.

Oltre l’IMU e la TASI al massimo, il recente aumento della TARI e nessuna riduzione IMU per gli immobili concessi a canone concordato, adesso il Comune e le due Università promuovono sui loro siti istituzionali un presunto “Affitto Sicuro” volto, a loro dire, a ottimizzare la ricezione e l’accoglienza degli studenti universitari. (more…)

Aldo Tracchegiani (FI): l’Imu agricola è “uno sfregio alla natura” e spesso una “tassa sui rovi”

8 maggio 2015

tracSABATO 9 MAGGIO ORE 17 : INAUGURAZIONE DEL COMITATO ELETTORALE DI PERUGIA VIA PELLAS 15

Siamo alla frutta. Perchè di Imu agricola si parla. Le promesse fatte dal Governo Renzi degli 80 euro, vengono fatte pagare care ai cittadini, spesso proprio a chi meno può permettersi di far fronte a nuove tasse.

“E’ lo stesso partito al governo nazionale – afferma, fortemente (more…)

Bollo auto storiche, interviene l’assessore regionale Rometti

6 maggio 2015
Silvano Rometti

Silvano Rometti

Riceviamo e pubblichiamo

“Dal primo gennaio 2015 per effetto della legge di stabilità è prevista l’esenzione del pagamento della tassa automobilistica per i soli veicoli ultratrentennali, mentre, sono stati esclusi quelli di particolare interesse storico e collezionistico che abbiano tra i venti e i ventinove anni di età, ma l’impegno della giunta regionale nel prossimo mandato è quello di ripristinarla a tutti”. A dirlo è l’assessore regionale Silvano Rometti, ricandidato alle prossime elezioni regionali, che si terranno il 31 maggio prossimo, con la lista “Socialisti Riformisti Territori per l’Umbria”. Il capolista socialista ritorna sulla questione del bollo auto delle macchine e moto storiche, sottolineando come fino al 31 dicembre scorso la tassazione era disciplinata (more…)

OTTO MILIONI DI ITALIANI SCONOSCIUTI AL FISCO. “E’ ORA DI ABBASSARE LA TASSAZIONE PER FAR SI’ CHE PAGHINO TUTTI”

11 aprile 2015

tracLA DICHIARAZIONE DEL CANDIDATO AL CONSIGLIO REGIONALE DELL’UMBRIA PER FORZA ITALIA, ALDO TRACCHEGIANI

“La prima cosa da fare? Quella della equazione liberale per la crescita: meno tasse sulle famiglie, meno tasse sulle imprese, meno tasse sul lavoro. Uguale a: più consumi, più produzione, più posti di lavoro. Naturalmente, perché tutto questo funzioni, occorre che il calo delle tasse sia reale, (more…)

Città di Castello: 3 MILIONI DI INVESTIMENTI E DUE MILIONI IN MENO DI TASSE COMUNALI. IL 2014 DELL’ASSESSORE AL BILANCIO ALCHERIGI

15 gennaio 2015
Mauro Alcherigi

Mauro Alcherigi

“Tre milioni di investimenti per liberare risorse al servizio dell’economica e un taglio alle tasse di quasi due milioni di euro”: per l’assessore al Bilancio e Finanze del comune di Città di Castello Mauro Alcherigi sono questi gli indicatori del lavoro compiuto dall’Amministrazione comunale “per contrastare gli effetti della crisi sulle famiglie e sulle imprese”.

Finanza.“Nonostante l’entrata in vigore della Iuc, l’imposta unica comunale che accorpa la Tari per i rifiuti, la Tasi per le prime case e l’Imu, siamo riusciti ad abbattere il prelievo fiscale sui cittadini di un milione ed ottocentomila euro, azzerando il contributo sui servizi (more…)

PROVINCIA DI PERUGIA: Perari, “il neo presidente Mismetti aumenta le tasse ai cittadini per pagare dirigenti?”

13 gennaio 2015

forza_italia_ logoTorna all’attacco Massimo Perari (Forza Italia), consigliere provinciale di opposizione che punta il dito contro le scelte del presidente della Provincia di Perugia Mismetti. “Aumentare l’Ipt dal 26 al 30 per cento e portarla al massimo previsto è una scelta che non di pende solo dal taglio dei fondi che arrivano da Roma, ma anche dalla decisione tutta perugina di non effettuare un necessario e drastico taglio ai dirigenti. Figure apicali che non sembrano rientrare nel mirino di Mismetti sebbene abbiano costi elevatissimi per il bilancio e utilità discutibili, visto che alcuni riguardano settori e competenze di cui l’Ente non si occupa più. Come spiegherà ai cittadini che l’aumento della tassa serve anche per mantenere queste figure privilegiate?”.

commento: Nuove facce  e vecchi vizi, ormai il “Pubblico” è cosa loro. Tanto pagano i cittadini.  F.L.R.

 

PERUGIA: NON TUTTI I RAMI SECCHI E IMPRODUTTIVI VENGONO TAGLIATI DALLA NUOVA AMMINISTRAZIONE.

5 ottobre 2014

Riceviamo e pubblichiamo

Sono trascorsi più di cento giorni dallo storico insediamento della Giunta Romizi, oggi  i cittadini si chiedono e non senza amare perplessità, cosa stanno facendo i nuovi inquilini a Palazzo dei Priori, per quel  cambiamento tanto atteso e propagandato  durante l’ultima  campagna elettorale.perugia-palazzo-dei-prioriE’ purtroppo una verità, che i cittadini perugini si lamentano facilmente su tutto, nelle  conversazioni salottiere per  strada e o nei bar del quartiere e, questo,  senza avere quel coraggio necessario,  di esprimere ad alta voce le proprie opinioni,  nelle sedi più opportune, assemblee pubbliche o nella stampa, sempre che sia disponibile ad accoglierne le voci, come dovrebbe avvenire in una qualsiasi discussione  civile e democratica. Si percepisce l’impazienza, per non dire una certa disillusione, nell’attendere i segnali del cambiamento, che non sembrano  realizzarsi in tempi brevi e sicuri. (more…)

Rifondazione Comunista di Bevagna, no al commissariamento del Comune

12 settembre 2014

 

logo rifondazione comunistaSi è riunito mercoledì 10 settembre il direttivo del Circolo Oberdan Bruni di Bevagna del partito di Rifondazione Comunista per discutere la questione del bilancio locale in relazione alle politiche fiscali nazionali.

Erano presenti, con il segretario del Circolo Giuseppe Santagata e i membri della direzione, il segretario provinciale Enrico Flamini e il segretario regionale Luciano Della Vecchia. (more…)

Benvenuti nella Perugia che chiede il giusto e spende dove serve

23 agosto 2014

salvadanaiQuesti tempi hanno imposto a tutti, famiglie, imprese, istituzioni, di ripensare entità e qualità della spesa, da riqualificare al meglio e finalizzare a quanto di più necessario ed utile.
A questo processo di profonda revisione non può sottrarsi il Comune di Perugia che spende, solo per la parte corrente, circa 200 milioni di euro l’anno.
Secondo le nostre analisi, si mostra del tutto prudente stimare un 10% di risparmi possibili, senza alcuna riduzione dei servizi ed, anzi, mirando a riqualificare questi ultimi, (more…)

NELLA PROPAGANDA ELETTORALE MIRACOLANTI PROMESSE

2 maggio 2014

Ci stiamo avvicinando alla fatidica data del 25 maggio, alla quale saremo tutti chiamati, per eleggere il nuovo Sindaco e Giunta che dovranno governare Perugia, nei prossimi 5 anni.
Per caratterizzare la campagna elettorale in atto, si moltiplicano le iniziative dei vari candidati iscritti nelle liste, che dovranno sostenere, il nuovo Sindaco, che potrà essere eletto negli schieramenti di Destra, come di Sinistra o in rappresentanza di liste (more…)

UNA PETIZIONE CHE DENUNCIA LO STATO ITALIANO PER LA PIU’ ALTA TASSAZIONE AL MONDO

27 gennaio 2014

Magdi-Cristiano-Allam-Io-Amo-lItalia-DISOBBEDIENZA CIVILE… E’ ORA

di Riccardo Maria Gradassi

Il 14 Dicembre 2013 presso il Parco Acquarossa di Gualdo Cattaneo (PG) – durante l’incontro sulla Sacralità della Vita – l’On. Europeo Magdi Cristiano ALLAM annunciava che in un periodo in cui la crisi economica Europea si trova in netto peggioramento, l’Italia è l’unico Paese al Mondo per la tassazione più alta. Situazione inaccettabile ed (more…)

MINI IMU PAGATA, GRAZIE SIG. SINDACO DI PERUGIA

22 gennaio 2014

L’hanno chiamata MINI per non spaventarci, non volevano rovinarci l’inizio dell’anno, sono buoni davvero, ma il MINIsalasso c’è stato uguale, adesso aspettiamo trepidanti il bollettino della Tasi.  E si annuncia un nuovo salasso, cosi abbiamo cominciato l’anno nuovo con i botti, questi si rumorosi e scoppiettanti, a questo punto è lecito chiedersi quando mandiamo a casa questa gente che a tutto pensa tranne al rispetto dei cittadini, e non si fa scrupolo di inventarsi nuovi balzelli e odiose gabelle per alimentare un sistema clientelare che  sta affossando tutti.

Gli amici e i lettori ci chiedono di vigilare, cercheremo di farlo nel limite delle nostre possibilità. Invitiamo tutti a segnalarci eventuali ulteriori giochini fiscali e saranno prontamente pubblicati.

DICIAMO BASTA –  NON VOGLIAMO ESSERE CONSIDERATI BANCOMAT

scrivete a gdmumbria@gmail.com

Perugia: I commercianti del centro sempre più bastonati!

10 dicembre 2013
.....

Deserto: sarà cosi il centro a Natale?

I coraggiosi commercianti del centro storico, già penalizzati dalla chiusura del centro, dalla crisi e dalle tasse altissime, hanno ricevuto per le festività un “regalo” da parte di Babbo Natale: la tassa sugli addobbi dei negozi! Il comune di Perugia, (more…)

Ronconi (Udc) alla Regione: Basta tassare i soliti noti

20 novembre 2013

La Giunta regionale dell’Umbria ci pensi bene prima di rimodulare, nel senso proposto, le addizionali IRPEF. Non è più purtroppo il tempo di torchiare il ceto medio e neppure quelli che già pagano le tasse sino all’ultimo centesimo  evitando nel contempo qualsiasi iniziativa tesa a recuperare (more…)

UMBRIA – AUMENTANO LE TASSE E I DIRETTORI PURE

24 ottobre 2013

di Darko Strelnikov

Come fa Letta ad affermare che le tasse non aumenteranno? Semplice con il solito trucchetto che trasferisce in periferia i balzelli. Tasse locali al posto di tasse nazionali, così il Governo non si sporca. Si sporcano i Sindaci e si sporcano male. Volete degli esempi? Il Comune di Perugia ha annunciato che aumenterà tutte le tariffe possibili e immaginabili. Una cosa che faranno anche molti altri comuni (more…)

I TROPPI INGANNI DEI GUARDIANI DELLA SPESA MENTRE I CITTADINI SONO DIVENTATI UN BANCOMAT SENZA PIN PRELEVANO TUTTI

11 ottobre 2013

di Federico Punzi

Il premier Letta avverte che non ci sta a farsi logorare. Purtroppo però il problema

Enrico Letta

Enrico Letta

è che tra acconti di imposte, nuovi balzelli, rinvii, ripensamenti e gioco delle tre carte, è il suo governo che sta logorando gli italiani.

Il ministro dell’economia Saccomanni si sveglia rigoroso quando si tratta di tagliare tasse o evitare nuovi aumenti, mentre si mostra molto più morbido e accondiscendente sulla spesa pubblica.

L’aumento dell’Iva sembra diventato inevitabile perché non si può certo mettere a rischio il bilancio per un miliardo, o quattro o cinque, ma la spending review può aspettare, bisogna prima nominare un nuovo commissario che se ne occupi. (more…)

Assisi, il Sindaco su IMU e Convitto Nazionale

14 maggio 2013

 

Claudio Ricci

Claudio Ricci

Il Sindaco di Assisi Claudio Ricci, in merito alle tasse comunali, si limita a “ricordare i fatti”: rispetto al 1997 (e anni successivi) al Comune di Assisi sono diminuiti, dal Governo, in parte corrente, 7 Milioni di Euro (cifra certificata dagli uffici finanziari). Malgrado questo, con l’impegno di tutti, Consiglieri, Assessori e Assessore Moreno Massucci, negli ultimi due anni é stato risparmiato il 15% della spesa corrente e questo ci ha consentito di non applicare la tassa di soggiorno, di non applicare l’addizionale IRPEF (posta a zero), di non aumentare mense e trasporti e di diminuire la IMU, sulla prima (more…)

SIAMO TUTTI DI BOSTON, CAPITALE DI LIBERTÀ E RESISTENZA

16 aprile 2013

di Stefania Piazzo

Boston è un simbolo di libertà. Di libertà di pensiero, di sovranità popolare e bostonfiscale. Boston è il cuore della protesta da cui prese corpo con il Tea Party (dalla sigla “Taxed Enough Already” , già abbastanza tassati), la vibrante e (more…)

Il Sindaco Boccali tassa e multa anche la protesta !

25 marzo 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Fra la fine di gennaio ed i primi di febbraio albergatori e commercianti hanno pacificamente e civilmente protestato contro il Comune di Perugia per l’insostenibile pressione fiscale a cui sono sottoposti. Imu al massimo (more…)

ELEZIONI 2013: L’ALTERNATIVA E’ L’ALTERNATIVA

5 febbraio 2013

di Ciuenlai

Tutti si meravigliano della lenta, ma costante rimonta di Berlusconi e della lenta, ma costante discesa del Centrosinistra. Ma nessuno si chiede come mai accade, come mai la “strampalata” campagna del caimano riesce a far breccia e quella “seria” del (diciamolo) noioso Bersani (more…)

IL CIRCO BARNUM DEI POLITICI ITALIANI

23 gennaio 2013

In questo inizio di campagna elettorale scendono in campo i “pagliacci” di ogni schieramento politico. Clown di un sistema che tassa e spende ben oltre metà del reddito nazionale pronti a giurare il taglio o l’eliminazione di questa o quella imposta. Persino Monti, dopo aver portato il carico tributario ad un livello mai raggiunto prima, sta raccontando che è possibile invertire la (more…)

LE CONTRADDIZIONI DEL TECNICO POLITICANTE MONTI

19 gennaio 2013

E’ possibile ridurre l’Irpef, è auspicabile modificare l’Imu ed è probabile che l’aumento dell’Iva già programmato sia bloccato. Non si tratta ancora di buone notizie, ma di semplici slogan elettorali.

Parole che in campagna elettorale non possono non trovare l’approvazione della quasi (more…)

In Assisi l’IMU più gravosa dell’Umbria ritarda la ripresa economica

1 dicembre 2012

Riceviamo e pubblichiamo

Se in Assisi l’IMU si paga troppo è solo colpa dell’attuale amministrazione che non ha diminuito le aliquote, come avrebbe dovuto e come è stato chiesto da tanti cittadini. Quindi è fuorviante il ritornello che in Assisi le tasse sarebbero basse. È vero il contrario! Infatti l’IMU (more…)

NUOVE TASSE – DOPO LA COCA COLA ANCHE I FAGIOLI?

27 agosto 2012

di Ciuenlai

La fine del tunnel non si vedeva perché non era una galleria ma un pozzo senza fondo. Vi ricordate quando il Premier diceva che per evitare l’aumento dell’Iva bisognava trovare 4,2 miliardi di (more…)

MONTI “MA QUA, QUANTO E’ BRAVO LEI?”

21 luglio 2012

di Ciuenlai

Ci avete fatto caso. Come le cose vanno male, inizia il coro europeo degli elogi a Monti. Tranquilli, che culo, voi avete supermario non dovete temere nulla. Qua, quanto è bravo lei. E’ una garanzia. Garanzia per chi? Ma per quelli che chiamiamo mercati. Loro chiedono e lui esegue. E giù tasse, tagli, riduzioni di reddito, servizi che spariscono, gente che diventa povera. Lui non ha fallito, ci fa fallire. E’ il compito che gli hanno dato. Ieri ha detto che “non ci sarà un’altra manovra”. Nascondete i portafogli, blindate i depositi in banca, tenete i gioielli di casa lontano dalla sua portata, fissate le sedie e gli armadi al pavimento, perché ogni volta che l’ha detto il giorno dopo ci mancava qualcosa. Hanno pure rifatto il famoso detto “Meglio un morto in casa che un montiano alla porta”.

nota di redazione: In effetti mentre diceva che non ci sarà un’altra manovra un po draculeo è sembrato.

PANICALE: CON IL BILANCIO PREVENTIVO PER IL 2012 ARRIVANO PESANTI AUMENTI PER I CITTADINI

2 luglio 2012

E’ stato discusso, a Panicale, in un Consiglio Comunale in forma ridotta, forse per la concomitanza della semifinale degli europei, il bilancio preventivo per il 2012. E’ certo questo l’atto più (more…)

COMUNE DI PERUGIA: CON L’IMU L’IMPOSIZIONE FISCALE AUMENTATA DEL 300% – DA 24 MILIONI DEL 2011 A 86 MILIONI.

27 giugno 2012

“Un Bilancio di Previsione per il 2012 – dichiara il Consigliere Armando Fronduti (PdL) – ingessato tra le spese correnti (personale ed oneri finanziari) e le spese per l’investimento, ridotte (more…)

Appena torno a casa sfodero la mia chitarra e ricomincio a suonarla! mi sa che è … meglio

22 giugno 2012

Olga Stavel

di Olga Stavel

Mi siedo assonnata davanti ad una grande tazza di caffè fumante, mi sento come se non avessi chiuso occhio tutta la notte. Invece ho dormito, e pure troppo…Sono già le 9.30! Speriamo che almeno questo caffè mi svegli, penso tra me, e comincio a bere…lentamente…Il figlio dei vicini ha messo a palla un CD di Ligabue…un po’ di buon Rock italiano ci vuole proprio in una mattinata così. Poi ascolto meglio…sta cantando! Sta cantando a squarciagola rifacendo il verso a Ligabue! Ed è pure bravo! Continuo a sorseggiare ascoltando i gorgheggi di questo ragazzo dalla voce potente e mi rilasso un po’…la mente vola…vola ai tempi in cui anch’io cantavo a squarciagola sulle canzoni che ascoltavo e suonavo pure la chitarra, affannandomi a trovare gli accordi giusti! Ora mi affanno a trovare i soldi necessari, quelli per vivere e quelli per pagare le tasse…E mi ritorna in mente, stancamente, che oggi è l’ultimo giorno per pagare l’IMU. E penso, sempre molto stancamente visto che oggi proprio non riesco a ingranare, che dovrò fare una coda estenuante in banca. Già, la coda…Perché noi (more…)

Terni, altro che “rimodulare le tariffe”, qui si tratta di salasso di un “Comune Vampiro”

1 giugno 2012

Matteo Bressan

A Palazzo Spada c’è gente irresponsabile che in questa situazione economica in cui versa l’Italia e Terni non trova altro da fare che assestare la più dura stangata degli ultimi venti anni ai cittadini ternani che si vedranno massacrare i loro stipendi per mantenere il carrozzone pubblico che il Sindaco non vuole smantellare. Hanno anche il coraggio di chiamarla “rimodulazione”; noi preferiamo chiamarla “salasso di un Comune Vampiro” e nelle prossime ore ci attiveremo con tutti i mezzi per far sapere alla gente cosa fanno questi pazzi. I dati parlano chiaro e ci sono cifre spaventose che la gente deve conoscere:  (more…)

EUROGARCHIA E LA TOTO’ TRUFFA: Pretendiamo il ruolo che ci spetta, quello di Cittadini, non di sudditi. proporrei per legge il divieto di tassazione della prima casa e della sua non sequestrabilità

2 maggio 2012

E’ evidente a tutti, come l’approccio di questo Governo-Tecnico, alla crisi mondiale ed in

Stelio Bonsegna

particolare Italiana, non sia certo stato con la responsabilità del “buon padre di famiglia”. Un vero “buon padre di famiglia”, avrebbe subito ridotto le spese familiari, in base alle proprie esigenze, come prima azione. Poi avrebbe, nel caso ce ne fosse stato bisogno, a vendere ciò che riteneva superfluo per la propria famiglia. Infine, avrebbe trovato il modo di risparmiare sulle paghette dei componenti la famiglia, diminuendole drasticamente. Invece abbiamo tutti visto come questo Governo, venuto in soccorso e voluto dalla partitocrazia in rotta e da essa appoggiato, ha agito. Per intervenire sulla crisi italiana, invece di ridurre le spese di questo stato elefantiaco, ha preferito avvalersi del denaro dei contribuenti (già tartassati), aumentare iva, irpef, accise, non pagando i creditori, inserendo una supertassa sulla prima casa, l’IMU, aumentando l’IRAP, oltre a quelle che già si pagano nella denuncia dei redditi, ecc. ecc. (io proporrei per legge il divieto di tassazione della prima abitazione e della sua non sequestrabilità, anzi, lo metterei nella Costituzione). Ogni tentativo di riduzione di spesa dello Stato, viene continuamente rimandato, per non correre il rischio di mettere l’uno o l’altro i partiti che sorreggono il questo Governo di pseudo-tecnici. E’ normale un tale comportamento? E’ normale che il super-costo dello stato, con il suo enorme debito pubblico voluto da partiti politici incoscienti, sia pagato col suicidio dei loro elettori? Quello che più meraviglia, è la reazione passiva e rassegnata del popolo italiano a questa rapina di stato, le cui conseguenze sono di fronte a tutti: Aziende che chiudono i battenti, lavoratori licenziati, costo della vita alle stelle, aumento impressionante degli indigenti, criminalità in fortissimo aumento e chi più ne ha, più ne metta. Non credo all’esistenza di un salvatore della patria, in quanto italiani, c’è sempre pronto il furbo di turno. Non mi resta che  rappresentare quello che poi tutti sanno, ma fanno finta di non vedere. Facciamo parte di una Comunità Europea, in cui: Gli stipendi italiani sono i più bassi della Comunità Europea. Hanno le pensioni più basse di tutti. Pagano più tasse di tutti. Hanno i partiti ed i parlamentari più pagati di tutti. Hanno più evasori di tutti. Infine hanno i politici più ridicoli di tutti! Quindi diamoci una mossa e pretendiamo che le attenzioni di questo Governo, non siano più rivolte a noi, ma a partiti politici e loro componenti e soprattutto allo Stato come struttura eccessiva oltre che invasiva. Pretendiamo il ruolo che ci spetta, quello di Cittadini, non di sudditi. Una cura dimagrante di questo Stato è necessaria, affinché il popolo continui a sopravvivere, altrimenti è la fine della nostra immatura Democrazia e dell’Italia.

Stelio Bonsegna

nota di redazione: L’Unione Europea, per intenderci quella dell’Euro, è nata con un peccato originale, i suoi proponenti ci hanno fatto capire a chiare lettere che non era necessario che i cittadini approvassero, infatti nonostante da più parti  auspicato, nessuno referendum popolare è stato promosso per approvarla. Oggi sappiamo perchè, i cittadini europei non hanno voce in capitolo, e subiscono le regole dettate da una ristretta elite di ologarchi e non devono disturbare i “manovratori”. DEVONO PAGARE,  STARE ZITTI E BASTA.  Le grida che da più parti si levavano,  e che facevano  notare che si poteva andare incontro ad un deficit di democrazia non sono state ascoltate e oggi ne paghiamo le conseguenze.

EUROGARCHIA? NO GRAZIE

NAPOLITANO COS’E’ ? MISTERO

26 aprile 2012

di Ciuenlai

“Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’Unità nazionale”. Così la Costituzione. L’Istituzione ha una chiara ed evidente funzione neutrale rispetto al quadro politico e alle scelte che Parlamento e Governo compiono, salvo per quanto concerne la costituzionalità degli atti. E allora, se è così, è lecito che Napolitano si scagli contro un movimento politico? Rientra nei suoi compiti difendere i provvedimenti presi dal Governo e suggerirne apertamente degli altri? Fa parte delle sue competenze sostenere l’attuale assetto “partitocratrico” che lui stesso definisce pieno di mele marce? Domande, solo domande che attendono e da tempo, una risposta esauriente. Anche perché cresce, di giorno in giorno, il numero di quelli che pensano che più che Capo dello Stato, Napolitano sia un super Presidente del Consiglio in quota Pd. E questo mette in campo un ultimo quesito : “La Repubblica Italiana è ancora Parlamentare o è diventata semipresidenziale?”. Sono solo interrogativi, magari e probabilmente, infondati. Forse sono anche critiche esagerate, che fanno parte del clima infuocato del momento. Ma credo che siano elementi sufficienti per aprire un dibattito e fugare ogni dubbio.

P.S. Un’ultima osservazione : per “Par condicio”, “Il demagogo di turno” andrebbe bacchettato sempre sia che si chiami Grillo, sia che si chiami Berlusconi.

Nota di redazione: definire demagogo Grillo mi sembra un po azzardato, il tipo è furbo e si è incuneato nel sistema cavalcando una legittima protesta dei cittadini, protesta causata si dalla demagogia dei partiti, la  difesa di interessi corporativi è evidente sia a destra che a sinistra e Napolitano fa parte del sistema, ed in nome di una prerogativa parlamentare si è inventato un governo buono solo a mettere tasse per tacitare il sistema bancario e finanziario internazionale e creare serio malcontento fra i lavoratori ed i pensionati, adesso delle domande le porgiamo noi … siamo sicuri che l’Italia ha bisogno di un Monti ed un  Napolitano cosi? Siamo sicuri che governare contro il volere e  le legittime aspettative del popolo sia la cosa migliore?  E’ giusto pagare l’affitto di casa nostra allo stato con l’IMU?  Chi ha paura delle elezioni?

Commento di Stelio Bonsegna: Sono molto lontano, dalle proposte salvifiche di Grillo. Ma occorre metter mano ad una sua difesa (purtroppo, sigh). Mai, come ora, le prerogative del capo dello stato sono state violate, così impunemente. Nemmeno il buon Cossiga si era azzardato a sconfinare così tanto. Ma sapete com’è, il buon sangue Komunista non mente mai e da li si vede ciò che ci spetterà in futuro. L’abbiamo voluta la bicicletta? Ora pedaliamo e veloci anche.

L’ IMU sia una opportunità per i Comuni ma non una catastrofe per le famiglie ed i pensionati

27 marzo 2012

Da giugno entrerà in vigore l’Imposta Municipale Unica, che andrà inevitabilmente a gravare sulle finanze di cittadini, famiglie e imprese. La normativa nazionale prevede la possibilità per tutte le Amministrazioni Comunali di modificare, entro parametri predeterminati, le aliquote da applicare e i margini di detraibilità. Quindi è responsabilità delle Amministrazioni Comunali di avere il potere e la capacità collegata di incidere direttamente, in base alle decisioni assunte, sui bilanci familiari dei propri cittadini e sull’economia del proprio territorio: perciò sarebbe doveroso evitare di approfittare di questa nuova leva fiscale solamente per far cassa, dimenticando lo spirito della manovra nazionale. Ciò considerato, ho proposto con specifica mozione al Sindaco di Fratta Todina di procedere alla rimodulazione delle aliquote Imu in base ad alcune importanti considerazioni. Partendo dal presupposto che sia profondamente ingiusto tassare l’abitazione principale, ma nella consapevolezza parimenti della necessità di far quadrare i bilanci comunali, ho ritenuto equo, anche in considerazione delle detrazioni che è possibile attuare, l’applicazione dell’aliquota al 4 per mille. Invece per quanto riguarda le abitazioni secondarie ritengo che l’Amministrazione Comunale debba compiere una scelta ,nella consapevolezza che il nostro territorio non abbia primariamente vocazione turistica, che vada nella direzione di potenziare tale settore: abbassando le aliquote si ha un incentivo ad aumentare la disponibilità di alloggi e quindi a potenziare il mercato immobiliare e delle locazioni, che di conseguenza favorisce il dinamismo socio-economico della comunità. Perciò ho proposto, indistintamente per gli immobili locati e non, invece che l’aliquota al 7,60 per mille, l’applicazione del 4 per mille per i contratti agevolati ,proprio nel rispetto dell’uso sociale svolto dalle abitazioni destinate a famiglie disagiate con redditi medio-bassi e l’aliquota al 4,60 per mille per tutti gli altri contratti ad uso abitativo, per favorire la disponibilità di tali abitazioni soprattutto ai giovani e agli anziani. Inoltre ho proposto l’aliquota al 5,60 per mille per tutti i contratti diversi dall’uso abitativo, per attutire l’impatto dell’aumento sugli immobili strumentali destinati all’esercizio del commercio, di arti e professioni e contemporaneamente per dare un sostegno concreto alle attività in un momento di grande difficoltà economica. Infine, nella speranza che sia totalmente cancellata da qualche provvedimento governativo, ho proposto che l’aliquota sui fabbricati rurali a uso strumentale sia portata perlomeno alla soglia minima dell’1 per mille, per promuovere il valore dell’agricoltura di qualità e sostenere un settore produttivo di grande importanza per la nostra comunità.

Cinzia Moriconi-consigliere comunale Fratta Todina

nota di redazione: tutti i comuni hanno deciso di rendere pubblica la percentuale dell’IMU dopo le elezioni amministrative, e questa cosa fa pensare male, vedremo se ci saranno comuni virtuosi che saranno capaci di ridurre drasticamente le spese, e formulare una aliquota bassa e con tante detrazioni ed investire il ricavato in quei servizi, che, dicono tutti,  il precedente governo con i tagli effettuati di fatto impediva.  Se cosi non sarà avremo perso l’ennesima occasione di risanare i conti disastrati degli enti locali (non tutti per la verità) e di ritrovarci con le famiglie e i pensionati molto provati dalle tasse sotto il livello di sopravvivenza. L’astensionismo dichiarato negli ulktimi sondaggi elettorali , quasi intorno al 50 % è un brutto segnale per i politici e gli amministratori locali. Sapranno coglierlo?

 

Prepariamoci al peggio arriva… l’IMU

9 marzo 2012

la tanto attesa, sospirata e amata tassa sugli immobili, sta per arrivare con pieno gaudio delle famiglie che ne saranno beneficiarie, rendendole onorate per poter dare un contributo fattivo per salvare l’Italia, il Sole 24 Ore parla di possibili aumenti fino al 200%, e che sarà mai? ricordate quel ministro che disse che pagare le tasse è bello? Beh adesso finalmente ne abbiamo l’opportunità, e che opportunità, che importa se a causa dell’Imu saremo costretti a ridurre i nostri consumi, già al lumicino per la crisi, ridurre le spese per l’educazione dei figli, per la scuola, e poco male se dovremo rimandare il cambio dell’auto, magari il viaggio che aspettavamo di fare da anni, se al supermercato alla terza settimana del mese dobbiamo aspettare le offerte speciali, vuoi mettere? Sentirsi importanti e protagonisti attivi per salvare il nostro paese, finanziare gli sprechi degli enti locali, le consulenze, gli incarichi speciali, una burocrazia fannullona e mangiasoldi, la sanità,  non ha prezzo come ci ricorda uno spot pubblicitario. siamo pronti a rinunciare a tutto per di salvarlla nostra Italia. Caro sindaco Boccali, ti preghiamo  di non deluderci, una bella e robusta Imu ci vuole, contiamo su di te. grazie.

p.s.1 Caro sindaco, in questo felice momento per te ricordati dei tuoi concittadini, nella consapevolezza che essi si ricorderanno di te alle prossime elezioni.

p.s.2 vuoi vedere che adesso qualcuno si mette di traverso e  vuole dimostrare che l’Imu distrugge le famiglie?. Già … il mondo è pieno di … ingrati, ci toccherà sopportare anche loro.

COMPLOTTO DELLE TASSE – Non sono agenzie di rating serve della Cia né perfidie tedesche a metterci in ginocchio

27 febbraio 2012

Oscar Giannino punta il dito contro il “keynesismo all’amatriciana” che da decenni imposta la politica economica italiana sulla spesa pubblica. Perché c’è un perverso filo rosso che lega Visco, Tremonti e Monti. E non fa crescere il paese.

Con vera e profonda amarezza, che assisto in queste settimane e in questi ultimi giorni, dopo l’ennesimo declassamento “di massa” europeo da parte di Standard&Poor’s, declassamento nel quale l’Italia è stata retrocessa di altri due gradini al rango di BBB+, al prendere sempre più piede di una reazione ispirata insieme a molta buona fede e a parecchia malafede. Anche in ambienti culturali e intellettuali che mi sono assai cari, monta un mix sempre più stizzoso di accuse ai tedeschi, di inconsapevole miopia o di consapevole volontà di Götterdammerung, e di teorie della cospirazione per le quali le agenzie di rating sarebbero il braccio armato del capitalismo americano. Capisco – ma non giustifico – chi si lanci in queste accuse perché spaventato dalle conseguenze di una crisi senza fine e in via di ulteriore peggioramento, ed esacerbato per le manovre su manovre di correzione della finanza pubblica. E questa è la buona fede. Ma respingo e condanno invece la malafede, che allinea in politica chi ieri diceva nel centrodestra che tutto era stato fatto, e chi oggi dal pulpito del governo dei tecnici continua a dire la stessa cosa, dopo il decreto enfaticamente battezzato salva-Italia. Francamente, da chi – io, voi, noi – nutre un’idea sussidiaria e non dirigista della politica economica, e personalista e non comunitarista o collettivista della filosofia politica, penso di dovermi aspettare tutt’altro. Ecco perché, quando il direttore di Tempi mi ha chiesto di rispondere alla domanda: «Ma i tedeschi con la loro rigida pretesa di rigore non capiscono che si va a sbattere, oppure il loro vero interesse è la rottura dell’euro, per restare con pochi paesi intorno a sé mentre noi andiamo a fondo?». Quando ha aggiunto: «Perché mai accettare che le agenzie di rating debbano dettare le politiche?»; quando ha concluso: «ma non è meglio tornare a una banca centrale che obbedisca a parlamento e politica?», francamente ho capito che era inutile e pretestuoso farsi cadere le braccia, da parte mia. Occorre semplicemente e umilmente spiegare come la penso. Per poi, come si fa tra amici veri tra i quali ogni malpensare è bandito per definizione, accettare senza malanimi l’eventualità che magari davvero la pensiate in maniera totalmente diversa da me. Cerco di andare al punto, senza perdermi in tante considerazioni tecniche. Tre premesse, però. Una sull’euro e i tedeschi. Una seconda, sulle agenzie di rating. Una terza, sul bivio di fronte a noi. Poi vado alle conclusioni.

Prima premessa. Non è questo il momento per rifare la storia delle storture dell’euro ab origine. Mi limito a ripetere che tenendo separati da regolamentazioni nazionali – alle quali la politica di qualunque colore non vuole abdicare, in nessuna euronazione – i diversi mercati dei beni e dei servizi, le diverse curve di costo di aree nazionali e subnazionali dei diversi paesi a moneta comune restano incapaci di equilibrarsi per il principio dei vasi comunicanti. Poiché i debiti pubblici sono nazionali, fu accettato per definizione da politici e opinioni pubbliche che hanno aderito all’euro che la convergenza dovesse avvenire attraverso rigore in finanza pubblica cioè poco debito di Stato, e produttività nell’economia reale cioè poca esposizione sull’estero nelle partite correnti. Altrimenti l’euro salta, c’è poco da fare. Non è che sono i tedeschi a farlo saltare, perché loro sono stati rigorosi in finanza pubblica e hanno riscritto welfare e contratti di produttività per rendere competitiva l’economia reale.

Seconda premessa. I soci di molte agenzie di rating sono grandi fondi d’investimento americani e anglosassoni. Non prendono ordini dalla Cia. I conflitti d’interesse delle agenzie di rating sono conclamati nell’esame delle aziende private, perché da loro stesse prendono i soldi. Ma nel caso dei debiti sovrani no, il problema è un altro: quello cioè che Fed e Bce non diano automaticamente fede pubblica ai giudizi di S&P, Moody’s, Pitch eccetera quanto a valutazione dei collaterali offerti dal sistema bancario nelle aste di liquidità. La Bce già si comporta così. Fine.

Che i grandi fondi mondiali e nazionali invece diano retta alle agenzie è fisiologico. Rispondete alle seguenti domande. È vero o no che il giorno precedente il downgrading continentale Germania esclusa, la Grecia ha interrotto le trattative con le banche per la loro compartecipazione a tagliare del 50 per cento il debito greco in circolo? È vero o no, che il governo greco ha dichiarato che è pronto a fregarsene dell’accordo, e a procedere autonomamente per legge svalutando il debito motu proprio almeno del 70 per cento? È vero o no che questo significherebbe default argentino cioè ritorno alla dracma svalutata ancor più del 70 per cento, e uscita dall’euro? È vero o no, che a quel punto per tutti gli eurodeboli tutto diventerebbe ancor più difficile? È vero o no che le difficoltà aumenterebbero anche per noi, con i nostri 440 miliardi di titoli da piazzare nel 2012 per di più con una larga percentuale a lunga durata decennale e settennale, cioè i titoli che meno le banche possono tornare a comprare perché implicano maggior assorbimento di capitale, rispetto a quelli a corta scadenza pur dopo la provvista straordinaria Bce?

Poiché a tutte queste domande la risposta è “sì, è vero”, lasciamo allora ai politici l’attacco a testa bassa alle agenzie di rating che ne giudicano insufficiente ancora l’operato. I dubbi sul “fiscal compact”. Terza premessa. Nessuno può onestamente dire che cosa avverrà della Grecia, né se arriveremo in un paio di mesi a una modifica del cosiddetto “fiscal compact” concordato l’8 dicembre e in via di stesura tecnica, accordo che in quanto tale i mercati hanno secondo me ragione a giudicare inadeguato alla risposta a una domanda secca: c’è un meccanismo cooperativo immediato europeo per salvare gli Stati più a rischio? No che non c’è, nel fiscal compact. E perché ci sia non è vero che bisogna piegare i tedeschi e convincere la Bce a fare la Fed. Basta anticipare da subito l’Esm (European stability mechanism) previsto nel 2013, dotato di capitale proprio e non di garanzie nazionali sottoposte a svalutazione di rating, e aprire all’Esm la possibilità di interfacciarsi con la Bce come una qualunque banca europea. Basterebbe eccome. E se obiettate che i tedeschi non si fanno prendere per il naso perché comunque significherebbe un sostegno centrale per quanto indiretto ai debiti nazionali, io vi rispondo che è quel che già oggi avviene, anche se molti antigermanisti lo dimenticano. Nel sistema Target di finanziamenti tra banche centrali, la Bundesbank è esposta per quasi 700 miliardi di euro verso le banche centrali degli altri euroappartenenti, per lo più verso gli eurodeboli. Vi faccio notare che l’intero Tarp americano (Troubled Asset Relief Program, il maxi fondo statunitense varato dall’amministrazione Obama per dare sollievo ad un’economia in piena crisi, che ora ha chiuso i battenti) valeva 2,2 trilioni di dollari, dei quali 1,4 destinati a intermediari bancari, il resto a non bancari. Ma 700 miliardi di euro sono 1 trilione di dollari, e poiché la Germania conta 80 milioni di abitanti rispetto a più di tre volte di americani, la conseguenza da ricordare a chi accusa Berlino è che la Germania si è esposta in aiuto al resto dell’euroarea assai più di quanto gli Usa abbiano fatto per l’intero proprio mercato!

Chi comanda in Italia.  Fatte queste tre premesse, in realtà, stante la sua bassissima crescita da 15 anni e il suo altissimo debito pubblico, all’Italia conviene perseguire la via del rigore e della produttività in entrambi i casi. Sia che l’euro si salvi con un nuovo accordo. Sia che salti, e in quel caso bisogna sperare di poterne concordare un exit condiviso, per contenerne i costi comunque paurosi, e con tanti drammatici saluti alla leadership germanica di una delle tre macroaree monetarie mondiali.

Veniamo dunque al punto finale.

È vero o è falso, che l’Italia ha fatto dopo la manovra Monti tutto quel che doveva fare, e che dunque la colpa ora è degli altri? Qui conta il punto di vista. Il mio è quello richiamato all’inizio: sussidiario e personalista, non dirigista e collettivista. E la mia risposta – la mia che ho pure sostenuto questa formula di governo emergenziale come necessaria, come sapete – è: no, non è vero. La linea adottata dal decreto “salva Italia” è infatti di totale continuità rispetto a quella seguita dal centrodestra suo predecessore, e dal centrosinistra prima. Dei 48, 71 e 81 miliardi di miglioramento dei saldi pubblici nel triennio 2012-13-14, i tre quarti si devono ai decreti Tremonti, poco più di un quarto al decreto Monti. Ma quel che conta è che l’81 per cento del saldo migliorato nel 2012, il 72 per cento e il 76 per cento nei due anni successivi si devono esclusivamente ad aggravi fiscali. In totale continuità, ripeto, con la linea Visco-Tremonti.

Perché avviene questo? Perché in realtà anche se al governo c’era il centrosinistra o il centrodestra oppure i tecnici, dai tempi della manovra Amato a oggi tutte le volte in cui siamo andati a un millimetro dal burrone a “comandare” davvero – al di là delle recite politiche – è stata la medesima impostazione tecnico-culturale. Se dovessi brutalmente sintetizzarla, la somma dei keynesiani “macro” della Cattolica e della Bocconi, che hanno impregnato di sé la Ragioneria generale dello Stato come i vertici della tecnocrazia ministeriale. È questo lo zoccolo duro del potere economico pubblico italiano. Persone assolutamente rispettabili e per bene come Grilli e Giarda, lì da 20 anni a cercare di attuare ogni volta quel che Nino Andreatta diceva però più di 20 anni fa, quando le cose stavano ben diversamente, perché oggi certo Nino di fronte a peso di spesa pubblica e pressione fiscale sul Pii avrebbe ben cambiato idea. L’idea del continuismo è che il rientro del debito pubblico italiano si persegue operando sui flussi, cioè attraverso sanguinosi avanzi primari nella proporzione di almeno 5 punti di Pii l’anno da realizzare soprattutto tramite più tasse visto che la spesa a loro giudizio è comprimibile solo per pochi “sprechi” essendo sociale. E pazienza se la conseguenza di consimili avanzi primari per via fiscale è obbligatoriamente minor crescita quando va bene, e recessione quando la congiuntura europea e mondiale come oggi ci spinge ancor più in basso. Al contrario, l’esperienza – non dico la scuola perché in questo caso significa abiurare al “Keynes all’italiana idest all’amatriciana” che da decenni è in voga nell’accademia e nei media italiani – dico almeno l’esperienza dovrebbe farci cambiare linea, l’esperienza oggettiva dico di 15 anni di scarsa crescita e di pressione fiscale record mondiale, visto che le manovre del 2011 alzano di oltre 300 punti base la pressione fiscale sul Pil per ognuno dei 3 anni rispetto alle previsioni pubbliche del giugno 2011. Il che significa sfiorare il 46 per cento nel 2013 e 2014 sul Pil, e depurando il denominatore dal 16,8 per cento aggiunto dall’Istat per il nero di chi le tasse non le paga siamo ormai al 54 per cento e rotti sul prodotto di chi le tasse le paga. Il che ulteriormente significa che sull’utile lordo d’impresa arriveremo dal 68 per cento di pressione del 2010 a circa il 75 per cento, come media tra livelli ancora più elevati per la stragrande maggioranza di imprese micro e piccole (non chiediamoci poi perché tante provino ad evadere) e 40 e più punti in meno dell’impresa grande e delle banche. Rispetto a questa linea, l’alternativa sussidiaria e personalista rispetto alla linea dirigista e collettivista è lavorare sugli stock, non sui flussi. Ripeto, viene dalla constatazione che così continuando ammazziamo ulteriormente il paese. Ma è anche e innanzitutto un’alternativa di scuola. Perché se abbiamo l’idea del debito pubblico come non debito tra noi e noi stessi che è tipica del keynesismo, ma invece passività a carico del futuro taxpayer tanto più distorcente quanto più l’attore economico “incorpora” da subito diminuendo consumi e investimenti dando per scontato che tanto sarà affrontata solo o quasi attraverso più tasse – seguendo le tesi di James Buchanan e di Bob Barro, nonché l’equivalenza ricardiana applicata alla teoria del ciclo del risparmio vitale su cui Franco Modigliani prese il Nobel – allora ne discende che dobbiamo affrontare deficit e debito impugnando l’ascia dei tagli agli stock, non la pompa incrementale sui flussi fiscali. Ergo: il debito pubblico va abbattuto con dismissioni per 30 punti di Pil di attivo pubblico, a partire dal mattone di Stato ma non solo. La spesa pubblica va abbassata in 8-10 anni di almeno 10 punti di Pil, dagli attuali 840 miliardi tendenziali. Come hanno fatto diversi paesi avanzati nel precrisi, paesi di democrazia welfarista, non parlo della Thatcher. La Germania, l’Australia, il Canada, la Nuova Zelanda. Il coraggio di rivedere il welfareNon smantellando i diritti sociali, bensì rivedendo il welfare come coi pacchetti Hartz a Berlino, rivedendo dalle fondamenta apparati pubblici, costi e meccanismi di fornitura, livelli sovrapposti di governance, e cedendo al mercato pezzi interi di Pubblica amministrazione con relativo personale pubblico. Ricordo a tutti che nel Regno Unito non c’è un solo treno pubblico da più di 20 anni – hanno ripubblicizzato la sola rete cioè i binari, anni fa – e grazie a questo la domanda e l’offerta sono aumentati di quasi il 70 per cento dalla privatizzazione. Da noi col tutto pubblico abbiamo iper-finanziato l’alta velocità – con costi-km per investimenti a carico contribuente dalle 3 alle 5 volte superiori alla media europea – che è aperta alla concorrenza e che dunque ha più marginalità, ma il totale dei cui passeggeri non pareggia quello che l’incumbent ha perso su tutti gli altri segmenti che ha dovuto ridurre.

Potrei continuare a iosa, lo sapete benissimo… Dalle Poste, a molto altro.

L’alternativa c’è, alla linea macro-keynesista statalista e fiscalista, è una linea micro-offertista, sussidiaria e personalista. Che abbassa spesa ed entrate avvicinandole a chi paga per tornare all’einaudiano principio del beneficio, che libera energie per la crescita invece di drenarle, e che smonta dalle fondamenta l’opaco consenso tra nicchie protette d’impresa e 250 mila italiani che campano di politica e amministrazione apicale pubblica (non stupitevi, perché se sommate gli 8 mila Comuni e le Province e le Regioni ai 1.000 parlamentari e alle 7 mila società locali e alle centinaia di società controllate dallo Stato a livello centrale coi loro cda, il conto purtroppo torna come ordine di grandezza). Non è affatto vero che a pensarla così siano solo “pittoreschi personaggi che evidentemente difendono gli evasori”, come ha scritto Corrado Augias su Repubblica. La pensano così economisti come Paolo Savona – leggete il suo appena edito “Eresie, esorcismi e scelte giuste per uscire dalla crisi (Rubbettino) – come Nicola Rossi, come Mario Baldassarri, come Sandro Bisin, come Giulio Zanella, come Eugenio Somaini. E tanti altri. Se avesse avuto testa – perdonate la durezza – il centrodestra avrebbe dovuto dar loro retta, invece di continuare sulla linea dominante. Non bisogna abbandonarla perché è di sinistra, ma perché è sbagliata, perché ci taglia le gambe. Prima di dire che abbiamo fatto tutto il necessario, forse è il caso di imboccare la strada giusta. Voi che dite? E quando dico imboccare, significa una sola cosa. Che chi la pensa così deve lavorare per avere rappresentanza alle prossime elezioni politiche. Ci sia l’euro come spero, o meno. Perché questa è l’unica strada, per un’Italia che a testa alta e a portafogli che tornino pieni, conti domani 40 milioni di occupati. Sì, avete letto bene, 40: cioè che dia lavoro a giovani anziani e donne, alzando di 15 punti almeno la partecipazione al mercato del lavoro.

Oscar Giannino

 

 

L’AUMENTO DELLE TARIFFE PER I LIBERI PROFESSIONISTI E I 10 EURO PER LE VISITE SPECIALISTICHE SPINGERANNO GLI UMBRI FUORI REGIONE

27 febbraio 2012

di Maria Rosi – Consigliere regionale Pdl

“Dopo tante promesse di non aumentare le tasse per i cittadini umbri, con l’annuncio della Regione Umbria dei soli mini-ticket da 10 euro esclusivamente per le visite specialistiche, i nostri governanti regionali, ai quali piace stupire i cittadini con gli effetti speciali, hanno deciso di aggiungere l’ennesimo, originale balzello, che entra in vigore da oggi: l’aumento delle tariffe del 29 per cento per chi svolge la libera professione”.

“In questo modo gli strateghi della Giunta regionale hanno inteso spingere gli umbri verso il privato – spiega Rosi – togliendo all’azienda sanitaria pubblica il contributo dei grandi professionisti. L’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni prevede il recupero di 10,9 milioni di euro ma – sostiene Rosi – è impensabile che si possano recuperare somme  ragguardevoli da questa scellerata operazione che, invece, otterrà l’effetto contrario, facendo diminuire la domanda interna all’azienda sanitaria”. Secondo Rosi si tratta perciò della “ennesima dimostrazione di mala gestione della sinistra che, invece di tutelare i cittadini cercando di migliorare i servizi a loro disposizione, finirà per creare disservizi. Le soluzioni alternative, secondo la Rosi, avrebbero potuto essere quella di “far pagare 1 euro di ticket sulle ricette, forse l’unica in grado di garantire il recupero di quei 10,9 milioni”, oppure “invece di mantenere
le logiche di intramoenia allargata, meglio sarebbe stato dare al medico, anche se primario o responsabile di struttura, la possibilità di svolgere direttamente l’extramoenia senza penalizzare le carriere, come avviene in altre regioni. Una scelta che avrebbe portato nelle casse della Regione dagli 800 ai 1400 euro al mese per ciascun professionista”.

Nota di redazione: nemmeno tanto tempo fa, dicevano che le famiglie non arrivavano alla fine del mese, (ricordate?) poi alla terza settimana, poi alla seconda settimana, oggi con le nuove fantasiose tassazioni del governo e degli enti locali stanno completando l’assalto alla diligenza, e  per le famiglie il mese non comincia proprio.

Gioventù Italiana Umbria: “Un piede nel passato.. Uno nel presente!”

13 gennaio 2012

Noi non dimentichiamo nessuno! Nessuno di quei martiri degli anni di piombo, ragazzi come noi, colpevoli solo di avere il nostro stesso ideale.. Non dei deliquenti, non dei poco di buono, solo dei ragazzi che facevano volantinaggi, che andavano ad affiggere dei manifesti, esprimevano le loro idee contro il sistema di quegli anni, lo stesso sistema che li ha dimenticati nonostante i protagonisti di oggi, spesso siano quelli che ieri, li fiancheggiavano per strada.. Noi vogliamo solo che il loro ricordo rimanga vivo, e che si cerchi di fare luce e giustizia, sulle storie di tutti questi ragazzi (..oltre trenta.. in tempo di pace!..), per le loro famiglie, che se li sono visti strappare via, e per noi, che se avessimo vissuto in quegli anni, avremmo avuto molto probabilmente lo stesso destino crudele. La notte dell’11 Gennaio, è stata per noi di Gioventù Italiana Umbria, una notte senza tregua.. Abbiamo ricordato Stefano Cecchetti ed Alessandro Donatone, che da 33 anni, aspettano giustizia, e successivamente abbiamo agito sul territorio con un’iniziativa atta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul perchè delle accise sulla benzina. Un piede nel passato.. Uno nel presente! Il prezzo del carburante sfonda ormai ogni record in Italia: giorno dopo giorno, aumento su aumento, fare un pieno sta diventando ormai un lusso per pochi. Ma nel resto d’Europa, e non solo, non è affatto così: in paesi come Francia, Spagna, Germania, la tassazione sulla benzina è di molto inferiore alla nostra. Forse perché loro non sono ancora costretti a pagare piccole ma significative percentuali su eventi di decine di anni fa, come la guerra in Abissinia del ’35 o l’alluvione di Firenze del ’66, come il disastro del Vajont del ’63 o la missione militare in Libano dell’83, o ancora di tutte le catastrofi naturali che si sono abbattute sulla Nostra Nazione negli ultimi anni. A queste assurde tasse imposte ai cittadini italiani, vanno poi ad aggiungersi in modo impietoso gli effetti dell’ultima manovra economica e alcune tasse aggiuntive regionali: ormai un litro di benzina sfiora i 2 Euro! Di fronte a una situazione che vede il consumatore italiano come unico contribuente nei confronti di un sistema marcio, che impone tasse fuori misura se non addirittura ai limiti della comicità, Gioventù Italiana Umbria, ha promosso in collaborazione con le comunità militanti di numerose regioni italiane un’iniziativa simbolica, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e i nostri governanti: in ogni distributore, il cartello che espone il prezzo dei carburanti è stato coperto con volantini recanti l’elenco completo delle tasse più assurde che tutti siamo costretti a pagare sulla benzina. Tasse inutili e dalle dubbie finalità, che finiscono però col gravare pesantemente sul prezzo finale di verde, diesel e gasolio. Le stangate del governo Monti rappresentano poi un’azione criminale nei confronti delle tasche degli italiani: piuttosto che continuare a tassarci, Monti pensi a sfoltire i vergognosi e iniqui privilegi della classe politica più pagata al mondo!

Mayla Peretti
Responsabile Regionale Umbria
Gioventù Italiana con La Destra

BUON ANNO, ITALIANI. ECCO, TASSA PER TASSA, QUANTO CI COSTERA’ IL 2012

7 gennaio 2012

Gas, elettricità e rifiuti. Ma non solo: anche casa, benzina e autostrade. Per non parlare dell’Iva, dell’Irpef e dei capitali scudati. L’anno inizia con una serie di rincari su molti beni. La vicenda vi stressa oltremodo? Allora non rilassatevi fumandovi una sigaretta davanti al televisore. È aumentato anche il canone e il prezzo del tabacco. Allo scoccare della mezzanotte, molti di noi si sono augurati un felice 2012 banchettando a champagne e cotechino. Le lenticchie no: perché portano soldi e gli italiani, a seguito della manovra varata dal nuovo primo ministro Monti, hanno capito che l’anno che inizia non è illuminato da una buona stella. L’oroscopo recita: stringere la cinghia e fare economia. Perché i prossimi dodici mesi segneranno una svolta nel recupero del debito dello Stato attraverso la tassazione dei cittadini. Vediamo come. Aumenteranno le bollette: il gas naturale di 2,7 punti percentuale, l’energia elettrica del 4,9. Secondo le stime della società Nomisma, una famiglia di medie dimensioni vedrà le proprie tariffe lievitare di 53 euro all’anno. Anche le imposte sui rifiuti s’impennano. È fissato a 0,3 euro per metro quadro di superficie il rincaro della Tarsu, che il Comune può estendere a propria discrezione sino a 0,4 euro. L’Imu sulla prima casa prevede aliquote allo 0,4 per cento, con una detrazione fissa di 200 euro a cui si sommano 50 euro per figlio. Per abitazioni aggiuntive, l’aliquota va a 0,76 per cento. Insomma, stare in casa non vale la pena. Meglio farsi un giro, per liberare la testa dai cattivi pensieri. Ma si evitino le gite fuori porta. Non solo è prevista un’addizionale regionale per l’accisa sui carburanti – tra cui spicca la Regione Marche: +9,6 centesimi di € – ma anche sui tratti autostradali. L’autostrada A5 Torino-Aosta, ad esempio, verrà a costare un euro in più: quasi un centesimo a chilometro. Verrà applicato un superbollo per i veicoli sopra i 185 kw. Abbandonate l’idea di muovervi con mezzi alternativi. Sia sulle navi che sugli aerei cala la ghigliottina dell’imposta di lusso. Forse conviene sedersi, rilassarsi e guardare un po’ di televisione. Salvo poi rendersi conto che anche il canone Rai aumenterà: 1,5 euro aggiuntivi porteranno l’imposta a 112 euro annui. D’altronde, è la stessa nostra esistenza a subire una tassazione aggiuntiva. L’Irpef, infatti, accresce dello 0,33 per cento per Regione e dello 0,8 per cento per i Comuni, con aliquote che si uniformano al 20 per cento – mentre l’anno scorso erano al 12,5 per cento -. L’Iva, invece, aumenterà soltanto dal primo ottobre di due punti percentuale – dal 10 al 12 per cento l’aliquota ridotta, dal 21 al 23 quella ordinaria. Arriva anche una tassa del 4 per mille sui capitali scudati. Nel corso dell’anno, subirà continui aggiornamenti per stabilirsi al 10 per mille alla fine del 2012, e al 13,5 per mille nel 2013. Dall’imposta non si salvano gli altri depositi titoli, neppure i cari vecchi conti correnti: ma il balzello a 34,2 euro avviene soltanto al raggiungimento dei 5000 euro. Se per l’ansia, sentite il bisogno di fumarvi una sigaretta, attenti. Diffidate dal trinciato: anche il suo prezzo aumenterà.

Daniele Ciacci   

fonte:    www.italia.politica.it

PROGETTO UMBRIA – PIU’ TASSE AI CITTADINI E PIU’ SOLDI AI DIRIGENTI?

2 gennaio 2012

di Ciuenlai

Attendevamo smentite. Invece, purtroppo, sono arrivate le prime conferme. La Regione si avvierebbe, attraverso il premio di risultato, ad aumentare i compensi dei massimi dirigenti, con la tendenza ad equiparare nel reddito, i neo Coordinatori con i Direttori Generali. Una cosa che avevamo denunciato subito, non appena adottata la finta riforma della diminuzione degli apicali. La vicenda ripropone, ancora una volta, il problema dei problemi e cioè quello dello sfoltimento e della riduzione di una “casta” dirigenziale, sentinella del sistema di governo, che succhia imponenti risorse agli enti locali, senza apportare significativi benefici alla loro gestione. Solo nel cucuzzolo di Perugia, dentro i principali enti che vi abitano, vi sono circa 150 posizioni di questo tipo. Tra stipendio base e premi di risultato, il più “sfigato” prende circa 80 mila euro l’anno (tradotto tra i 3500 e i 4000 euro al mese puliti). Si tratta di una spesa annua che si avvicina ai 15 milioni di euro. Mica noccioline! E sono loro che si mangiano le maggiori risorse destinate al personale (oltre un terzo degli stanziamenti dei fondi per la produttività). Diverse di queste persone, affermano i maligni, non starebbero lì per meriti. Esse non sarebbero altro, come direbbe Clausewitz, che una “prosecuzione della politica con altri mezzi”. E allora si rivuole davvero mettere mano a questa situazione? Si vuole aprire questo benedetto tavolo di trattativa con i sindacati per sancire il più ovvio degli accordi ; la drastica diminuzione delle posizioni apicali e un blocco del turn over dei dirigenti per almeno 10 anni, destinando la gran parte delle risorse liberate ai servizi e il resto al miglioramento del fondo di produttività dell’altro personale. Se è vero che qualcosa di sinistra batte ancora nel dna di tante Giunte nostrane, soprattutto al tempo della crisi, la redistribuzione del reddito e la salvaguardia dei più deboli dovrebbe essere uno degli obbiettivi principali da perseguire. E invece si aumentano indiscriminatamente irpef, Imu, tariffe, prestazioni varie e tasse e si bocciano proposte di una parte del centrosinistra tese ad aumentare il peso della contribuzione sui redditi più alti. Se cercavate notizie sull’alternativa, cambiate Regione, qui continuerete a trovare l’elogio della conservazione.

DIRIGENTI NEWS – Il Comune di Perugia ne ha assunti 5 nuovi di zecca. Il costo aggiuntivo sul personale per le casse del municipio sarà di oltre 300 mila euro. Servono anche a questo gli aumenti di irpef, tasse e tariffe programmati dalla giunta del capoluogo?

Commento di Stelio Bonsegna: Caro Ciuenlai, sappiamo tutti che le caste, tra loro non si mordono, anzi si aiutano. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Avremo una giustizia sociale solo quando il popolo umbro, non sarà più succube delle Caste di vario tipo, da quella politica a quella giudiziaria, passando per quella sindacale. Quindi a quando una manifestazione di piazza in tutta la regione, paese per paese, città per città, accusando l’amministrazione regionale di eccessiva tassazione ed eccessivo costo della stessa? Si tenga presente che la Regione Umbria, ha nel suo territorio, circa 850.000 abitanti, ma ha un personale che è (quasi) il doppio della Regione Lombardia ed il suo costo (quindi ogni cittadino paga) è superiore a qualsiasi Regione, di molto più grande e con molti più abitanti. Quando gli Umbri si sveglieranno dall’ipnosi Montiana e Napolitana, sarà troppo tardi e quel poco che abbiamo d’imprenditoria, sarà già sparito da un pezzo.

NOTIZIE DALLA CRISI 4 – LA MANOVRA DUE? GIA’ FATTO!

30 dicembre 2011

di Ciuenlai

Ieri Monti ha varato il decreto mille chiacchiere. “Non ci sarà un’altra manovra”. E ha detto il vero, nel senso che non ci sarà un provvedimento unico che conterrà tutti i nuovi tagli e tutte le nuove tasse. Faranno come per la benzina : Ce le faranno ingoiare una alla volta e senza preavviso. E si tratta di un altro pacchetto di pagamenti e di tagli ai servizi “fitto, fitto” destinato ai soliti noti : 1) aumento del pedaggio autostradale del 5% 2) aumento delle spese aeroportuali e quindi dei biglietti aerei 3) revisione del catasto, degli estimi e delle rendite e quindi più Imu per tutti 4) ticket sanitari più cari per la fascia (ex) media 5) riduzione drastica delle spese farmaceutiche, con tetto alle Regioni e revisione del prontuario 6) aumento tasse sugli alcolici 7) aumento tasse su junk food (Cibo da consumare in genere fuori pasto, ad alto contenuto calorico ma di scarso valore nutrizionale; quindi di bassissima qualità, ma anche di basso costo) 8) prestito forzoso 9) scarica di aumenti su addizionali locali, tariffe (acqua, luce, gas + 5% da gennaio), ticket ecc. 10) possibile aumento del bollo auto ma non è finita. C’è poi l’ipotesi del prelievo forzoso sui conti correnti, che non è così peregrina. Pochi sanno che, se non cambiano le regole che tanto piacciono a Draghi e Monti, L’Italia dovrà ridurre della metà il suo debito, in pochi anni. Questo significa manovre perenni da 50 miliardi ad esercizio. Se ogni italiano ha 30 mila euro di debito alla nascita, vuol dire che in questo breve periodo si dovrà preparare a pagarne 15.000 sull’unghia. P.S. – Monti ha anche detto che la Patrimoniale c’è, ma non bisogna dirlo, per non insospettire “lor signori”. Deve essere che Berlusconi, Agnelli, Marchionne,  Montezemolo, Della Valle e soci sono diventati nullatenenti o dei cretini visto che non si sono accorti di niente.

commento di Stelio Bonsegna – Caro Ciuenlai, hai dimenticato di mettere, tra coloro che non se ne sono accorti, lo stesso Monti e tutto il Governo, con i loro super stipendi e le loro proprietà. Senza contare il PD, che ora, con l’ex sindaco di Torino, sembra stia per avere (finalmente) una Banca.

NOTIZIE DALLA CRISI 3 – LA CRESCITA… DEI PAGAMENTI, IL MERCATO DEGLI SCHIAVI E I CASINI DI CASINI

28 dicembre 2011

di Ciuenlai

 Promemoria per il Pd 1 – Oggi parte la fase 2. Si parla di aumento delle tariffe autostradali, di rendite catastali vicine ai prezzi di mercato e di prestito forzoso (una roba da 400 miliardi sulle spalle dei contribuenti). Dice che sono provvedimenti per la crescita (?). Alla domanda “E di che?” il portavoce del Governo avrebbe risposto “dei pagamenti da fare”.

Promemoria per il Pd 2 – Dunque la fase 1 d’inverno è stata aumento dell’irpef, dell’iva, dell’Imu e fine delle pensioni, la fase due di primavera sarà ritocco delle tariffe, delle tasse sulla casa e azzeramento dei pochi risparmi rimasti. Nella fase tre d’estate non avendo più niente da aumentare, non avendo più niente da tassare, non avendo più niente da incassare, si sta studiando di passare subito al pignoramento dei mobili. Infine la fase 4 d’autunno pare prevede, finalmente e dopo tanti sacrifici, la riapertura del mercato del lavoro. I sopravvissuti in buone condizioni alle tre fasi precedenti, verranno venduti in piazza e nei mercatini rionali come schiavi, per abbassare lo spread.

Promemoria per il Pd 3 – Casini attacca Berlusconi “Chi ha creato il problema non può essere la soluzione. Giusto! E visto che lui ha fatto pappa e ciccia con il nano dal 1994 al 2008, anche lui fa parte del problema e non è la soluzione.

Commento di Leonella Filippucci

Attualmente nessuno del “transatlantico” è la soluzione….. per il promemoria n.2 si constata la legge di sopravvivenza…non tutti ma solo il più forte

Commento di : Stelio Bonsegna

Caro Ciuenlai, il problema di Berlusconi era solo quello di essere al Governo, quindi inviso alla Sinistra, come il fumo negli occhi, da quando rovinò quel famoso giocattolino da guerra di occhettiana memoria. Danni non ne ha fatti, anzi, il Governo attuale gioca con i risparmi fatti dal suo Governo. La crisi andava affrontata civilmente, come in tutti gli altri stati Europei, mentre in Italia, le opposizioni hanno approfittato per mettersi in vista ideologicamente, ma senza progetti. Non guardiamo poi il tradimento all’interno del PDL, come d’altronde cova anche nell’opposizione. Il risultato è stato: Ognuno per se. Dio per tutti.
Il Debito lasciatoci in eredità dai vecchi governanti, dobbiamo risolverlo con i nostri mezzi, uscendo dall’euro ghigliottina, che ci ha impoveriti all’inverosimile. Ma sopratutto, mandare a casa Monti, prima che faccia dell’Italia, terra bruciata.

“SISMA SPINA 2009: COSTANTINI, ACCISA BASATA SU MILLEPROROGHE “IMPONE A REGIONI STANZIARE RISORSE SOLO AGENDO SU LEVA FISCO”

16 novembre 2011

“La giunta regionale dell’Umbria applichi il decreto mille proroghe per reperire risorse da destinare alle zone terremotate del marscianese sulla scia di quanto fatto dalle regioni dell’Emilia Romagna, delle Marche e , da ultimo, la Liguria, per i tragici eventi causati dall’alluvione di poche settimane fa.”

E’ quanto afferma il consigliere comunale Cristiano Costantini  che esorta “ la giunta regionale dell’Umbria a varare una legge per sbloccare l’aumento dell’accisa di 5 centesimi al litro sulle benzine a partire dal primo gennaio 2012, per poter accedere in seguito anche ai fondi della protezione Civile.” Pur in un quadro politico nazionale profondamente mutato rispetto alla coalizione uscita vincitrice dalle elezioni del 2008, l’impegno di tutti quanti deve essere sempre continuo – conclude il consigliere – a risolvere i problemi legati al disagio che una vasta area ha subito a causa del sisma di due anni fa.”

DAL PANETTONE ALLA COLOMBA. STORIA DELLA MORTE E DELLA (POSSIBILE) RESUREZIONE DI BERLUSCONI

7 novembre 2011

di Ciuenlai

Non vi rallegrate troppo per la prossima fine di Berlusconi. Lui (per il momento) passa la mano, ma la lettera della Bce resta. Il Governo che il Presidente della Repubblica prepara da tempo (Mario Monti con i due Letta come vice per la serie Allegria?) si annuncia come un esecutivo con un programma “lacrime e sangue”. Il programma che il premier non ha voluto fare, lasciando il cerino in mano ai successori. E si tratta di vere e proprie “bombe sociali”. Per dare seguito alle indicazioni di Merkosy circolano (oltre ai nomi dei Ministri) questi 10 punti che, se i mercati continueranno a premere sull’Italia (cosa molto probabile), ci potranno anche chiedere di attuare (in toto o solo in parte) in un breve lasso di tempo.
1) Fine delle pensioni di anzianità e passaggio definitivo al sistema contributivo
2) Prelievo forzoso dai c.c. (o come una tantum o trasformando il prelievo in Bot)
3) Pagamento del tfr (in tutto o in parte) in Bot decennali rinnovabili
4) Diminuzione degli stipendi pubblici e delle pensioni sopra i 1500 euro (5 o 10%)
5) Ripristino dell’Ici per gli enti locali (per finanziare la normale amministrazione)
6) Istituzione della tassa locale di scopo e/o ulteriore aumento delle addizionali locali (per finanziare i pochi servizi rimasti e i lavori pubblici improcrastinabili)
7) Riforma del mercato del lavoro con flessibilità (si pronuncia precariato) ai livelli massimi e cancellazione dello statuto dei diritti dei lavoratori
8) Fine del welfare, passaggio all’assistenza e alla previdenza privata in cambio di un piccolo taglio delle tasse sulla busta paga
9) Piccola patrimoniale per valori superiori al milione di euro (possibile anche a partire da 500 mila euro compresi i beni mobili per coinvolgere gran parte del ceto medio)
10) Aumento dei contributi pensionistici (solo per le categorie degli autonomi o per tutti)
Fatto questo si andrà alle elezioni. E Berlusconi (o un suo sosia spalleggiato dal Bossi padano) sarà ancora in grado di recitare la parte che più gli piace e che meglio conosce quella del populista. Trascinerà (di nuovo) i suoi all’assalto dei “signori delle tasse”, di quelli che “hanno ridotto le famiglie sul lastrico” (mentre “quando c’era lui” si stava bene e i treni arrivavano in orario). Rischia, a primavera, di rifare un altro, l’ennesimo pieno dei voti.
se questo e’ davvero quello che Napolitano si prepara a far fare ad un governo tecnico di sua nomina, il rischio può di nuovo diventare realtà e trasformarsi (per la sinistra) in un incubo che ritorna, per di più’ con il lavoro sporco fatto, al solito, dai “quei gonzi” dei “diversamente concordi”.
Perché l’alternativa è un’altra cosa!

PATRIMONIALE? OK, MA ANCHE SUGLI IMMOBILI DI PARTITI E SINDACATI

10 settembre 2011

Questa crisi economica come altre in passato la si vuol far pagare ai lavoratori a reddito fisso e pensionati che alla fine del mese vedono detratte dal loro stipendio cifre importanti sottoforma di addizionali. Insomma, a sentire i partiti, tutti i problemi dell’Italia derivano dalla crisi internazionale e ognuno se ne lava le mani. I sindacati confederali, dal canto loro, sbraitano un po’ ma, come sempre inefficaci e consociativi, portano a casa solo le briciole, per la “gioia”
delle giovani generazioni, ancora prive di copertura pensionistica, oltre che di lavoro e futuro.

Il sindaco di Perugia ci fa sapere che il Comune non può far meglio di ciò che già fa e che quindi decisioni pesanti – “ma eque” – su tasse e tariffe attendono i cittadini. La sciagurata volontà, ventilata qualche mese fa, di liquidare e mettere sul mercato la quota di Gesenu SpA, pare al momento in stand-by, complice il ripensamento, del tutto temporaneo, a nostro parere, del Governo in merito alle privatizzazioni.

Tuttavia non siamo così ingenui da pensare che l’ex-comunista Boccali e la sua giunta, abbiano accantonato questa prospettiva: i soldi facili con le privatizzazioni fanno gola a tutti, specialmente in questi tempi di tagli, quando è difficile continuare a mantenere il controllo sociale sul territorio.

Noi Cittadini del Movimento Cinque Stelle diffidiamo il sindaco di Perugia da qualsiasi iniziativa in tal senso che non sia previamente condivisa dalla Cittadinanza, specialmente dopo l’esito dell’ultimo referendum. I gioielli di famiglia come Umbra Acque e Gesenu devono tornare ai Cittadini.

Chiediamo piuttosto al sindaco di Perugia, in qualità di massimo rappresentante dei cittadini, di farsi promotore di un’ operazione di trasparenza che miri alla pubblicazione dell’ammontare dei rimborsi elettorali incamerati dai partiti negli ultimi 15 anni, nonché del valore venale del patrimonio edilizio degli stessi partiti e di quello dei sindacati confederali, vera casta che prospera nell’ombra , che con i suoi ingentissimi patrimoni, non è neanche obbligata a pubblicare i propri bilanci.

I Cittadini del M5S  (Movimento cinque stelle) di Perugia.

Commento di Rosa Lu

Rosa ha scritto: “Leggendo la nota/comunicato, ho avuto la netta impressione che alcuni temi come la patrimoniale, siano posti dal M5S come pretesto per lanciare provocazioni sul solito motivetto dell’antipolitica caratterizzante il movimento, essenzialmente con il fine di distinguersi e fare proseliti . Guardando i risultati prodotti da questo movimento ormai presente da qualche anno, verifico che esso sta solo fornendo ai poteri forti – trasversalmente presenti nel parlamento ( anche se in misura nettamente e dichiaratamente prevalente nel PDL ) – la legittimazione per eliminare tutti i luoghi della rappresentanza democratica dei cittadini, in particolare proprio quei luoghi più prossimi ai loro bisogni, proprio quelli contro cui vengono puntalmente (si guardi la nota) scagliati gli strali come le province , i piccoli comuni etc… Trovo , ad esempio, bizzarro che a fronte dei tagli imposti dal governo, tanti cittadini aderenti a quel movimento se la prendano con i comuni e le province… Ad ogni modo, grazie a questi zelanti interpreti della volontà popolare come il M5S, attraverso l’eliminazione delle assemblee elettive, sarà molto più semplice, ad esempio, privatizzare tutto il patrimonio pubblico. Venendo alla questione sollevata da M5S (su cui l’amico Francesco La Rosa mi ha chiesto una opinione), la mia idea è che il patrimonio immobiliare che non sia utilizzato per lo svolgimento abituale dell’attività istituzionale/statutaria da partiti o sindacati , deve essere soggetto alla patrimoniale..”

Tasse e centrodestra: come perdere le elezioni

13 giugno 2011

Mentre la discussione sulla riforma fiscale contrappone artificiosamente l’obbiettivo del deficit zero per il bilancio dello Stato e della riduzione delle tasse per le famiglie e le imprese, la realtà quotidiana porta alla sistematica distruzione della natura stessa del Pdl e del centrodestra che – non dovremmo mai dimenticarlo – sono nati insieme e su una nascente rivolta fiscale contro la voracità del sistema politico e della sua logica redistributiva fondata su sprechi, privilegi, assistenzialismo.

di Giorgio Stracquadanio

Così, mentre si discute se occorre più coraggio o più prudenza, si perde la cognizione della realtà, mentre la realtà procede implacabilmente a smentire programmi e impegni assunti con gli elettori.

Basta leggere l’editoriale dell’ultimo numero di Quattroruote (illustrato con la stessa vignetta che riportiamo a fianco), la più autorevole e diffusa rivista del settore automobilistico, un settore che rappresenta una quota significativa del Pil italiano e che tocca la generalità delle famiglie e delle imprese. “È proprio vero che non c’è mai limite al peggio. La riprova l’abbiamo ogni giorno che passa con la nostra beneamata automobile che deve farsi carico di ogni problema. Non basta il caro-benzina, che è un flagello indecoroso; non basta nemmeno che il Governo vada avanti senza che nessuno si ricordi delle promesse pre-elettorali riguardo l’abolizione del bollo. L’ultima mazzata, ma presto sarà la penultima perché ogni giorno se ne inventano una, riguarda la trasformazione della famigerata Ipt da tassa fissa a tassa progressiva in rapporto alla potenza delle auto. Idea in assoluto non sbagliata, ma pericolosissima, perché si rifà a quanto già avviene con l’usato, quindi con un possibile aggravio dei costi soprattutto per le vetture dei segmenti medi e medio-piccoli, in caso di acquisto di una vettura nuova. La mossa rientra nel decreto sul federalismo regionale, che va a caccia di molti milioni di euro (non meno di 100, ma il sogno degli enti locali è 300) a sussidio delle malconce quanto inutili Province. Se non s’interverrà in tempo, e i margini sono strettissimi, ci sarà un aggravio vergognoso per le tasche dei malcapitati automobilisti, sempre loro, cui si chiedono puntualmente sacrifici a favore della comunità.

Credere che sia indolore sommare al prezzo d’acquisto di un’auto di media cilindrata dai 200 ai 500 euro (questo è il rischio), oltretutto per tasse aggiuntive, è miopia assoluta. A maggior ragione se si tiene conto che si è in presenza di un mercato che langue e che quest’anno toccherà minimi assoluti di vendite tra privati (si prevedono non più di 1 milione e 300 mila auto, flotte e noleggi esclusi, roba da primi anni 70).

Un piano folle da governanti in piena paranoia, incapaci di valutare fino in fondo il peso delle loro azioni e senza la minima idea dei danni che causeranno a tutto il sistema auto. Quel sistema, peraltro, che adesso cercherà di mediare trattando con il legislatore per impedire lo scempio, anche se questo non tranquillizza troppo.

Sono anni che Anfia, Unrae e associazioni di concessionari prima gridano al lupo al lupo e poi provano a collaborare, senza però ottenere mai nulla, puntualmente calpestate dal governante di turno, non importa di che colore politico esso sia. Un vero peccato, perché l’Italia resta un mercato depresso inserito in un contesto altrimenti felicissimo.

Perché se da noi si piange, nel resto del mondo c’è invece da sorridere: infatti, tutte le previsioni riferiscono di un decennio di sogno alle porte (2011-2020), in cui si venderanno più automobili che in tutti i precedenti 50 anni. Nonostante noi”.

Il decreto attuativo del federalismo fiscale regionale è ancora in gestazione e dovrà essere poi approvato dal Parlamento. Ma effetti perversi li ha già prodotti, visto che questo editoriale è diffusissimo in rete e potete immaginare con che commenti favorevoli sul governo, sul federalismo e sul fisco.

Ma non basta tutto questo per comprendere il disastro politico in cui la distanza dalla realtà provoca. Perché sullo stesso mensile si ricorda che il 6 aprile scorso il governo ha aumentato di 0,73 centesimi l’accisa su benzina e gasolio e il prossimo 1° luglio entrerà in vigore un ulteriore aumento di accisa pari a 0,92 centesimi.

E tutto per finanziare il Fondo unico per lo spettacolo, sul quale abbiamo fatto cadere il ministro della Cultura per averlo tagliato (come andava fatto mettendo fine per sempre a una delle più autentici sprechi del bilancio pubblico) e abbiamo poi ceduto due volte.

La prima ripristinandolo con una imposta straordinaria di un euro sul biglietto del cinema, che almeno rispondeva alla logica secondo la quale “lo spettacolo finanzia lo spettacolo”, e la seconda cedendo anche su questo per colpire indiscriminatamente la benzina.

È colpa di Giulio Tremonti tutto questo? No, è colpa di tutti noi. È colpa di chi non ha voluto il coraggio di almeno discutere di abolizione delle province e oggi chiede coraggio agli altri; è colpa di chi ha detto che l’aumento delle accise sulla benzina sarebbe stato «un piccolo sacrificio che gli italiani saranno lieti di fare» quando è evidente che la verità è l’esatto contrario; è colpa di chi – presidente di centrodestra della provincia della più importante regione d’Italia – ha auspicato, a novembre dello scorso anno, «che l’avvento del federalismo fiscale coincida con il riconoscimento alle Province del gettito derivante dal bollo», senza nemmeno chiedersi “auspicabile da chi?”, visto che chi lo ha votato aveva votato anche perché era stata ipotizzata – tra gli impegni elettorali del 2008 – l’abolizione del bollo auto e magari anche dell’auto come bene mobile registrato. Infine è colpa di chi, in Parlamento e nel Pdl, non ha saputo alzare la voce quando era necessario per far aprire gli occhi a tutti che questi fatti, che sembrano piccoli, danno invece l’idea di una mutazione genetica del centrodestra e della sua trasformazione in una riedizione di quella partitocrazia vorace contro la quale Bossi e la Lega Nord, Berlusconi e Forza Italia sono nate.