Posts Tagged ‘tea’

Curiosità dal mondo: la storia di Thomas Lipton, il mago del teh

12 maggio 2014

lipton10 Maggio 1850. Nasce a Gorbals, Glasgow, Inghilterra, da genitori di origine irlandese, gestori di un piccolo negozio di generi alimentari, Thomas Lipton.
Imparato a leggere e scrivere a dieci anni inizia a lavorare come fattorino, a quattordici emigra in America del Nord per fare il bracciante agricolo in Virginia e in South Carolina.
Nel 1865 si trasferisce a New York e trova lavoro come commesso in una grande drogheria-emporio.
Dopo quattro anni di esperienza torna a Glasgow e nell’agosto 1870 è accettato in massoneria.
Apre un piccolo supermercato a Finnieston e nel giro di pochi anni con un’accorta amministrazione e un duro lavoro crea una delle prime (more…)

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SIAMO TUTTI DI BOSTON, CAPITALE DI LIBERTÀ E RESISTENZA

16 aprile 2013

di Stefania Piazzo

Boston è un simbolo di libertà. Di libertà di pensiero, di sovranità popolare e bostonfiscale. Boston è il cuore della protesta da cui prese corpo con il Tea Party (dalla sigla “Taxed Enough Already” , già abbastanza tassati), la vibrante e (more…)

L’ultimo brindisi prima della fine dell’anno o prima della fine dell’italia?

30 dicembre 2011

Cin Cin Italia

Conversazione con Stelio Bonsegna–  di http://www.italia.politica.it

di Francesco La Rosa

Stelio, calma piatta in Italia, sugli ultimi avvenimenti e provvedimenti presentati da Monti, che sta succedendo?

Io credo che dovremmo battere molto su questo Governo, che fa tante parole, ma salva sempre i privilegi di alcuni e non concretizza la vera causa del problema, cioè uno Stato esoso e costosissimo, fin nei suoi enti statali e parastatali. Si guarda bene dal toccarli certi problemi. Intanto dà un occhio alla Grecia, per vedere come va la situazione e non appena vede la popolazione greca mandare all’aria lo Stato, allora cambierà registro (almeno spero), in quanto la Grecia è considerata per tutti gli europei un banco di prova sulle reazioni della popolazione. Chiaro no?

A questo punto siamo ridotti? Malissimo se dobbiamo sperare nella Grecia….

In effetti secondo me solo i Greci ci potranno salvare da Monti e dall’Europa (esosa), quando faranno la loro rivoluzione, in nome di una vera Democrazia (spero) e non che cada nel tranello di un’altra dittatura, tipo quella dei famosi Colonnelli.

Ma noi dovremo tenerli svegli, visto che tutti i media, ci stanno propinando sonniferi., visto i Tg? Non disturbano il manovratore. Anche l’arcigno Ferrara ieri a Radio Londra sembrava rassegnato

Quello che più mi preoccupa è l’arrendevolezza sia del PDL che del PD, i partiti più grossi, quindi dietro ci deve essere per forza un “ ricatto” bell’e buono. Su uno sono sicuro, quello di Berlusconi, che è il campo delle frequenze e Passera è un bel furbetto, lo tiene a freno cosi. Di Bersani, non mi azzardo a fare ipotesi, in quanto molteplici potrebbero essere i motivi di ricatto cui è stato sottoposto (a livello di partito ovviamente).

La sinistra di fatto è sparita e appiattita in maniera acritica sul governo, non batte un colpo, in previsione delle elezioni amministrative non si rischia di avere partiti “centrifugati”?

Gli italiani sono imprevedibili, non oso fare previsioni sulle amministrative. Ovvio che il discorso cambia a livello locale. Ma il mio invito alla gente e di puntare non su gente di partito, ma su persone di PROVATA onestà intellettuale ed amministrativa, competente ed il più coerente possibile. Possibilmente lontana da ricatti politici di eventuali partiti che lo appoggeranno.

C’è il rischio che due partiti, la Lega Nord e Idv raccolgano i cocci di un elettorato deluso?

La mia opinione è che l’atteggiamento scelto dall’IDV, come opposizione, sia prettamente strumentale ed opportunista e che non attragga per il suo essere molti voti (tranne quelli di protesta estrema), mentre per la Lega, il discorso cambia, in quanto è stata coerente e continua ad esserlo, purtroppo mantiene nel suo dna, ancora, una piccola parte di “conservazione”, come ad esempio la loro non disponibilità ad eliminare le Province (inutili enti costosi).

E sindacati fanno solo bau bau? Tutto tace su quel fronte, compresi i movimenti, in altri tempi con Berlusconi al governo per molto meno avrebbero fatto l’inferno sulle piazze…

I sindacati? Grazie a Monti, mantengono o manterranno quel filo di 4° potere, che li ha sempre distinti da tutti gli altri sindacati europei. Se non li si ridimensiona a dovere, qualsiasi legge o proposta di legge contro di loro verrà sempre ghigliottinata. Ma in questo momento mantengono un low profile perché stanno fra l’incudine (il Pd ed il governo) e il martello (lavoratori e pensionati) e la necessità di non osare troppo per non perdere i privilegi acquisiti in decenni di fiancheggiamento della sinistra.

I movimenti spontanei (fuori dai partiti) possono essere una soluzione? Il Tea Party* è sparito?

Il Tea Party Italia è una delle soluzioni. Tra le tante lobby che ci sono in Italia, credo sia giusto ci sia la lobby popolare, dei cittadini comuni, di quelli che prima non arrivavano alla fine del mese, ora nemmeno alla fine della prima settimana, da movimenti come il Tea Party possono avere potenziali catalizzatori di preferenze elettorali (di un elettorato confuso e sfiduciato) possono avere origine le vere novità della politica italiana.

Negli anni 70 i “movimenti spontanei” hanno provocato lutti e una interminabile scia di sangue e poi sono stati riassorbiti dal potere, pensi possibile il riproporsi di quel modello ?

Noooo! Assolutamente no! I capri espiatori, non dovranno essere la gente comune, ci mancherebbe altro. Basta rivolgersi verso chi ha predicato bene, ma razzolato male a scapito dei cittadini, ma non con la violenza gratuita, ma semplicemente mandandoli a casa alle prossime elezioni, oppure non andando a votare e standosene a casa al calduccio. Oppure, meglio ancora, comportarsi da investigatori sul loro operato e sul come si sono arricchiti, sperando poi che esista un giudice a Berlino, che abbia il coraggio (che siano di destra o di sinistra) di fare pulizia vera e far venir fuori il loro malaffare sia a livello nazionale che locale.

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*In Italia, da una anno circa esiste un movimento di base spontaneo, chiamato “Tea Party Italia”, altri gruppi si stanno organizzando, sull’onda dei cugini spagnoli ai quali anche Beppe Grillo ha fatto visita per vicinanza di idee. Uno di questi gruppi è “Italian Revolution”, il quale pecca di essere, in parte, attraversato politicamente dalla Sinistra estrema.. Ecco come può nascere un movimento popolare spontaneo, rompendo gli schemi di un contesto politico atrofizzato e stantio. Ma vanno viste le priorità di queste formazioni spontanee, che differiscono tra loro notevolmente negli obiettivi e nel metodo. Comunque questi gruppi non si sono mai interfacciati con il Tea Party Italia che è già una realtà in Italia, e da un anno ha scelto di proporre soluzioni, piuttosto che la semplice protesta. In Tea Party Italia (sulla scia dei Tea Party Americani) si sta allargando a macchia d’olio in tutta Italia, il cui motto è “Meno tasse più libertà”. Tra le altre richieste: drastico abbattimento della spesa pubblica, riforma fiscale e del welfare, semplificazione e riduzione della pressione fiscale.

“LOS INDIGNADOS”. IN ITALIA SONO STATI ANTICIPATI DAI TEA PARTY ITALIA

28 maggio 2011

di Stelio Bonsegna

In Spagna sono nati gli “Indignados”, movimento spontaneo di giovani, delusi dalla partitocrazia e colpiti dalla mancanza di lavoro e da una delusione estrema nei confronti della fazione di Governo (Socialisti di Zapatero). In Francia un movimento giovanile omologo agli “Indignados” sta nascendo e in Italia?
In Italia, da una anno circa esiste un movimento di base spontaneo, chiamato “Tea Party Italia”, altri gruppi si stanno organizzando, sull’onda dei cugini spagnoli ai quali anche Beppe Grillo ha fatto visita per vicinanza di idee.  Uno di questi gruppi è “Italian Revolution”, il quale pecca di essere, in parte, attraversato politicamente dalla Sinistra estrema. Basta vedere i vari post inseriti su Facebook. Ecco come può nascere un movimento popolare spontaneo, rompendo gli schemi di un contesto politico atrofizzato e stantio. Ma vanno viste le priorità di queste formazioni spontanee, che differiscono tra loro notevolmente negli obiettivi e nel metodo. Comunque questi gruppi non si sono mai interfacciati con il Tea Party Italia che è già una realtà in Italia, e da un anno ha scelto di proporre soluzioni, piuttosto che la semplice protesta. In Tea Party Italia (sulla scia dei Tea Patry Americani) si sta allargando a macchia d’olio in tutta Italia, il cui motto è “Meno tasse più libertà”.  Tra le altre richieste: drastico abbattimento della spesa pubblica, riforma fiscale e del welfare, semplificazione e riduzione della pressione fiscale.
Questo si traduce in:
Più lavoro ai giovani; una profonda rivisitazione della nostra Costituzione, per metterci al passo degli altri paesi della Comunità Europea; una Giustizia giusta e veloce, oltre alla Sicurezza della Pena ed altro ancora, tra cui si esalta la richiesta di non essere più considerati dei sudditi dello stato, ma responsabili ed autonomi nelle scelte principali dell’essere umano.
Questo movimento sta prendendo piede in tutta Italia, proprio per la sua spontaneità ed al di fuori d’influenze della politica attuale.
Questo movimento non ha come obiettivo la trasformazione in partito politico, ma vuole essere una grande forza, tale da incidere in modo significativo sulle scelte dei vari Governi che si succederanno in Italia.
Il Tea Party Italia chiede una forte autonomia dallo Stato sulle scelte personali, che riguardano il popolo italiano, cioè meno stato più autonomia nelle libere scelte del cittadino.
Quindi ora l’Europa della Grande Finanza e delle Caste dovrà confrontarsi civilmente con queste nuove organizzazioni, le quali non hanno altro scopo che la richiesta di umanizzare l’Europa stessa, troppo presa dai valori essenzialmente molto lontani dalle esigenze popolari.
Saba Giulia Zecchi (uno dei fondatori) del movimento “Tea Party Italia”, dice che per risollevare le sorti di un’Italia troppo repressa da partiti politici e debito pubblico, bisogna puntare ad una Italia più libera nelle sue scelte essenziali, quali ad esempio i candidati politici, con elezioni primarie e interventi mirati a ridurre la spessa pubblica. In particolare a mie domande precise, risponde: “L’agenda della politica attuale è tutta da rivedere, e infatti con il movimento abbiamo preferito non seguirla per non entrare nel vortice del nonsense (che si è meanifestato alle recenti elezioni).
Il che non vuol dire cedere il passo all’anti-politica e non sporcarsi le mani, tanto che per le amministrazioni locali è stato importante aver proposto l’Impegno a difesa dei contribuenti”.
Per quanto riguarda il mondo del lavoro, in particolare ai giovani: “Occorre ridurre gli ostacoli all’accesso del mondo del lavoro, come gli ordini professionali, ridurre le tasse sul lavoro ed inoltre darci la possibilità di scegliere tra sistema previdenziale pubblico o privato (se scelgo il sistema privato non devo essere costretta a versare anche il contributo all’inps).
Ci lasciano perplessi i giovani che focalizzano la loro protesta sulla richiesta del posto fisso… però il lavoro a tempo determinato non può restare affogato in un sistema statalista, senza essere accompagnato dalla dovuta mobilità di mercato”.

Ripartiamo da qui, che la Politica riparta da qui. Basta coi falsi problemi e col teatrino della politica.

22 aprile 2011

Tea Party Perugia:

giovedì 28 aprile ore 18,00

presso il ristorante Il Falchetto, via Bartolo, 20 (dietro la Cattedrale). Alle ore 20,00 cena (per chi vuole rimanere) a prezzo convenzionato.

 Interverranno:
Luigi Fressoia, Architetto e scrittore, Coordinatore Tea Party Umbria
Mauro Paggi, Resp. Tea Party Perugia
Marcello Mazzilli, Produttore e Regista
David Mazzerelli, Coord. Tea Party Italia
Info: archifress@tiscali.it

TEA PARTY – PROPOSTA DI AZIONE COMUNE A DIFESA DEL CITTADINO E DELLE FAMIGLIE

22 aprile 2011

Molti i “furti legalizzati” negli ultimi anni a Perugia: Tosap, Semafori Tred, Diritti di segreteria domande al sindaco, T.i.a. e iva su t.i.a..  Irpef dall’1 al 7 x mille,  nuove organizzazioni del traffico finalizzate alle multe,  Ici e Ici sui terreni edificabili,  Parcheggi a pagamento,  Tassa provinciale sulle pratiche antisismiche.

Il progressivo avvitamento dei due mostri (Tasse e Spesa Pubblica) ha raggiunto livelli tali che il semplice aumento delle molte tassazioni non basta più, bensì diventa indispensabile procedere direttamente al furto e all’estorsione legalizzati.

La “democrazia” all’italiana non demorde dal procedere ottusamente nella compera del consenso elettorale, del voto: da qui la crescita costante della burocrazia, di sempre più estesi uffici pubblici, enti, agenzie, autority, sedi; la crescita della classe politica e dei suoi privilegi, l’estensione dei partiti sulle aziende di servizi pubblici (trasporti, sanità, energia, nettezza urbana, acqua). E’ cresciuto a dismisura il potere dei Partiti/Burocrati anche sulla stessa economia privata di imprese e professionisti, essendo diventati gli enti pubblici il più grande committente di lavoro (appalti, forniture, incarichi, nomine), nettamente superiore alla committenza privata. In ciò l’Italia sta semplicemente ricalcando le strade inevitabili dei paesi ove lo statalismo straripante provoca la decadenza, il declino e l’impoverimento delle nazioni, il cui lavoro e la cui energia vitale vengono rapiti dalla sempre più estesa classe dei parassiti.

In Italia c’è il più alto numero di politici; i parlamentari più pagati; la burocrazia più numerosa e invadente; la Sardegna è passata in pochi anni da tre a otto province; il Quirinale costa il doppio di Bukingahm Palace… e Perugia non è certo ultima in questa maglia nera parassitaria nel panorama nazionale, la Provincia è passata negli ultimi anni da 680 dipendenti a 1.380!

Gli abusi i furti e le estorsioni degli enti locali nei confronti della popolazione hanno provocato negli anni la protesta e l’organizzazione spontanea di molti cittadini associati in comitati di protesta e associazioni di consumatori. E’ nostro desiderio riunire le forze e colpire uniti per la difesa delle basilari condizioni di vita e libertà. Proponiamo di  chiamare a raccolta i comitati e le associazioni formatesi negli ultimi anni a difesa del cittadino; coinvolgere le associazioni storiche di consumatori e i sindacati; elencare e analizzare i casi di furto ed estorsioni legalizzati, generali e localizzati; formare collegi legali; agire giudiziariamente anche con azioni collettive (class action); agire politicamente sui politici e sui mass media (non vuole dire niente di preciso, volutamente, perché proprio questa ambiguità deve suonare come una minaccia) individuare i politici responsabili delle singole vicende estorsive; individuare i dirigenti responsabili delle vicende estorsive; chiamare a rispondere costoro delle loro azioni, nelle sedi istituzionali e presso le loro sedi (come sopra, potrebbe voler dire: “sotto le loro abitazioni”); iniziare con un nucleo di alcune persone e comitati ben determinati ad individuare obbiettivi ed azioni concrete; per esempio: riduzione dei consiglieri regionali umbri da 40 a 30; abolizione del premio di “produzione” (sic) ai dirigenti degli enti locali; assistenza ai cittadini nei confronti delle società del gas, dell’acqua, dei rifiuti, dell’eletricità; etc. comunque sempre obbiettivi politicamente trasversali, cioè che possono piacere sia alla gente di destra che di sinistra. E in caso di sordità della politica, organizzare autoriduzioni, disobbedienza, renitenza fiscale, etc. Creare collegi legali e eventualmente “squadre di azione liberale”. Collegarsi ad analoghi movimenti presenti nel panorama nazionale che già esistono e che nel breve tempo prenderanno piede specie nel nord. Divulgare sul piano nazionale le nostre azioni.

Tea Party anche in Umbria

30 novembre 2010

Si è svolta il giorno 26.11.2010, presso l’hotel Villa Perusia di Perugia, la prima riunione organizzativa del Tea Party Umbria coordinata dall’arch. Luigi Fressoia. Conformemente agli indirizzi nazionali, il Tea Party Umbria vuole essere movimento di opinione che ha come proprio “must” la lotta contro gli sprechi, l’abbattimento delle tasse e la riduzione della dilagante burocratizzazione della pubblica amministrazione. Come può, infatti, un sistema economico sopravvivere nella competizione globale con un così alto prelievo fiscale sia diretto (come le tasse propriamente dette), che indiretto, come le tariffe dei servizi pubblici? Come si possono sopportare enormi apparati pubblici che dietro un supposto interesse generale, si muovono invece per interesse proprio e di chi li dirige, in combutta con i partiti? Ben altrimenti favorire l’impresa di ogni tipo, piccola, individuale, familiare, media o grande è la vera misura della libertà e della democrazia, è la via per un recupero di moralità e civiltà. E la soluzione migliore è tassarla di meno, l’impresa, non già vessarla con i labirinti burocratici, creati apposta per sistemare parassiti. Oggi non c’è nulla di più privato di un ente pubblico e sopratutto del denaro pubblico. I partiti di destra e sinistra sono accomunati nello statalismo e le pubbliche greppie sono il bottino di guerra di chi vince le elezioni. Pertanto Tea Party si propone -prima di tutto- di contrastare le bollette più care d’Europa (Trasporti, Acqua, Gas, Elettricità, Rifiuti, Ici, Tosap) chiarendone i motivi, individuando i soggetti responsabili e proponendo soluzioni e azioni. Al termine dell’assemblea si è anche costituito il consiglio direttivo del Tea Party Umbria composto da Luigi Fressoia, Mauro Paggi, Marco Aglietti e Stefano Giommini.

Il Coordinatore, Arch. Luigi Fressoia

UN “TEA PARTY” ALL’ITALIANA? PERCHE’ NO!

26 novembre 2010

di Stelio Bonsegnahttp://www.italia.politica.it

Tea Party sono dei movimenti di pura ispirazione popolare.
Una iniziativa che nasce dal popolo, stanco delle dietrologie politiche e giochi di potere dei partiti sulla loro pelle, della costosa gestione dei partiti politici che finiscono sempre ad essere succubi delle lobbys affaristiche e soprattutto dello sperpero di denaro pubblico che risulta derivante da questi intrallazzi. Questo movimento, lontano dai partiti politici e dagli interessi delle grandi lobby, mira esclusivamente all’interesse del popolo del quale è genuina espressione, e risponde così alla grande crisi ed alle deludenti risposte di Obama e della sua amministrazione. Nelle Ultime elezioni americane, questi Tea Party, hanno affidato la loro rappresentanza a personaggi praticamente sconosciuti, ma sicuri portatori dei loro principi, i quali sono molto lontani da favori lobbistici.

In Italia, ora come ora, sarebbe impensabile la nascita di Tea Party, ma nell’aria è sempre più percepibile che gli italiani sono stufi di questa partitocrazia confusionaria e lobbistica, incapace di ammodernare ed adeguare ai tempi la Costituzione e soprattutto incapace di ridurre i troppi costosi poteri dello stato centrale e periferico, spesso conflittuali tra di loro.

Sarebbe auspicabile che anche gli Italiani apprendano e facciano propri questi suggerimenti americani di Democrazia Liberale e nascano anche in Italia, se non proprio con lo stesso nome, dei comitati collegati tra loro e con lo stesso scopo di alta democrazia. Logicamente gli obiettivi saranno molto differenti da quelli americani, ma sono quelli che vanno verso la concretezza desiderata dal popolo italiano:

1) Riforma e adeguamento della costituzione (con norme inerenti alla durata del mandato parlamentare, non oltre 3 legislature, per eliminare i politici di professione e l’eliminazione del loro diritto al pensionamento privilegiato).

2) Riduzione delle tasse.

3) Taglio della spesa pubblica.

4) Riforma della Giustizia, ed introduzione di responsabilità anche per i PM, come da vecchio referendum popolare (oltre al ridimensionamento dei poteri del pubblico ministero).

5) Riduzione del debito pubblico.

6) Un Federalismo vero e non virtuale.

7) Controllo serrato sull’immigrazione clandestina (che appesantisce la nostra spesa pubblica per la sanità).

8) Una rapida privatizzazione e depoliticizzazione della RAI (a cui si richiede una assoluta indipendenza dai partiti politici). Oggi in Rai vi è troppa politica e la gente è stufa di questa presenza arrogante.
9) Eliminazione delle Province, come da programma elettorale del PDL. Ma è importante per questi Tea Party all’italiana farsi rappresentare da persone affidabili, coerenti e immuni da sintomatologie idealiste della vecchia politica. Soprattutto esenti da sintomi di voltagabbanismo.

Tea Party all’italiana, non dovranno essere la “cospirazione” ordita da certi potentati economici detronizzati e in cerca di rivincita, non dovranno essere il mezzo attraverso il quale, un partito politico in crisi profonda, cerca di rifarsi una verginità. Ma dovranno essere la legittima difesa della persona umana attaccata da un potere occulto nella sua dignità, dal ventre della madre al conto in banca. Solo così l’Italia potrà riprendere respiro e contare di più in una Europa che si allontana sempre più dalla nostra attuale situazione statalista. Quindi ben vengano i Tea Party all’italiana, male non faranno al nostro Paese, e sicuramente metteranno un pò di pepe in questa noiosa bolgia partitocratica, purchè perseguano obiettivi concreti a portata di popolo e non i fantasiosi obiettivi alla Beppe Grillo.