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ERBE MAGICHE: Timo selvatico (Thymus serpyllum)

18 marzo 2011

di Loriana Mari

Caratteristiche: il timo è una delle erbe più note e utilizzate a scopo alimentare. Appartiene alla famiglia delle Labiate ed è originaria dell’Europa centro meridionale e dell’Asia Occ. Ne esistono numerose specie e sottospecie presenti anche in Italia e tutte simili tra di loro. Comunemente viene chiamato serpillo, sarpullo, pepolino. E’ una pianta aromatica legnosa alla base, prostrata e strisciante, sempreverde alta fino a 25 cm, che forma un intrico fitto di rami serpeggianti, da cui deriva il nome scientifico. I fusti sono sottili e radicanti ai nodi e ramificati con steli fiorali eretti o ascendenti. Le foglie sono piccole, lineari verde scuro, i fiori piccole corolle di color rosa e porpora e compaiono da maggio a settembre.

Proprietà: sono presenti oli essenziali, flavonoidi, tannini e resine. Ha azione digestiva, antispasmodica espettorante ed antisettica; sotto forma di sciroppo è un ottimo calmante per la tosse convulsa dei bambini e per ogni forma di bronchiti catarrali. Per le sue proprietà antisettiche il timo è indicato per lavaggi e sciacqui in caso di infiammazioni delle mucose. L’essenza applicata localmente è indicata contro i dolori della sciatica e quelli reumatici.

Storia, mito, magia: il nome del genere thymus deriva dal greco thymòs  che ha anche il significato di anima, soffio vitale e come altre piante dall’aroma gradevole il timo è un simbolo di morte: in passato si credeva che l’anima dei defunti riposasse nei suoi fiori e che il suo profumo aleggiasse nei luoghi infestati dai fantasmi. Descritto dagli autori più antichi, tra cui il filosofo greco Teofrasto, il timo era conosciuto e ampiamente utilizzato in tutto il Mediterraneo sin dall’epoca degli Egizi che lo impiegavano in particolare per l’imbalsamazione delle mummie. I romani ne ricavavano un vino medicinale che usavano nei sacrifici per gli dei e bruciavano la pianta credendo che i fumi avrebbero tenuto lontano gli scorpioni,  i soldati si bagnavano nell’acqua di timo per infondersi coraggio e vigore. I cartaginesi ne sfruttavano invece le sue proprietà antisettiche e cicatrizzanti per ottenere, mischiandolo al grasso di capra, una crema per arrestare il sangue delle ferite in battaglia. Nel Medio Evo le dame ricamavano spighe di timo nelle insegne dei loro cavalieri affinchè le virtù eroiche della pianta li accompagnassero in battaglia rendendoli forti e invincibili. I crociati lo portavano addosso come simbolo di forza e coraggio. In Gran Bretagna si credeva che il timo fosse la pianta preferita dalle fate. L’erborista Nicholas Culpaper nel XVII° sec. consigliava l’uso del timo selvatico per trattare il sanguinamento interno, la tosse e il vomito. Linneo, naturalista svedese usava il timo per curare le cefalee e i postumi dell’ubriachezza. Il timo assieme alla lavanda, al rosmarino,  e la salvia entrava nel famoso aceto dei quattro ladroni, panacea universale usata soprattutto durante le pestilenze.

Piccole perle: per fare un dentifricio antisettico e disinfettante: amalgamare un cucchiaino di bicarbonato di sodio, uno di carbone di legna o di radice di fragola in polvere e 2-3 gocce di olio essenziale di timo, aggiungere l’acqua  necessaria per ottenere un impasto cremoso e denso, mescolare tutto e utilizzare.

Thè di timo: Prendere un cucchiaino di  timo serpillo per tazza d’acqua bollente, lasciare riposare 8-10 minuti. Indicato nelle infezioni delle vie respiratorie, mal di gola, raffreddori  virali.

Thè di timo:30 gr. di timo serpillo, 10 gr. di radice d’altea, qualche fogliolina di salvia Portare in ebollizione in un litro d’acqua qualche foglia di salvia. Lasciare in infusione per 10 minuti. Questa miscela è indicata nelle infezioni delle vie respiratorie, mal di gola, angina, infezioni bronchiali, raffreddori.

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