Posts Tagged ‘titoli’

Perugia, bevono per ricordare

22 novembre 2013

di Cinzia Ficco

Cinzia Ficco

Cinzia Ficco

“Quasi dieci anni fa l’abbiamo scoperto. Poi ci è venuto l’impulso irrefrenabile di recuperarlo. Anche perché era il simbolo di una città. Così siamo partiti”.

E’ la storia di Laura Titoli (’80), Matteo Natalini (’79), Antonio Boco (’74), tutti  tre di Perugia e di Luana Meola (’79) di Agropoli (Sa), ognuno con un passato e un titolo di studio differenti, che hanno deciso di recuperare uno dei primi, grandi birrifici italiani www.birraperugia.it. (more…)

Annunci

SIAMO ARTEFICI DEL NOSTRO DESTINO, INTERVISTA ESCLUSIVA A “TUTTO CUORE” A GABRY TITOLI

5 ottobre 2011

di Francesco La Rosa

“Credo che solo noi possiamo cambiare la nostra vita e renderla bella e felice. Siamo noi gli artefici del nostro destino”.

Comincia cosi la conversazione con Gabriella Titoli, perugina con la passione per lo spettacolo ed il sogno di lavorare nel mondo del cinema e della pubblicità.

Si presenta con gonna nera e top maculato, molto versato che ne esalta il profilo e la femminilità, rigorosamente marca FRUSCIO

Chi è Gabry Titoli come persona?

Innanzitutto una donna molto dinamica che si mette sempre in gioco in tutte le situazioni, sia nel lavoro che nella vita privata, tutto questo mi ha dato consapevolezza di me facendomi capire i miei errori  ma mi ha fatto crescere come donna e come artista. Sono molto diretta, nella vita non uso maschere anche quando in qualche occasione tutto questo mi ha provocato dispiacere e sofferenza, ma  sono cosi e penso che resterò sempre cosi.

Come ti è venuta la  passione per lo spettacolo?

Come tutte le cose è nata per caso, mi trovavo a Todi per una fiction e mai avrei pensato che mi avrebbero scelto per fare la comparsa in Rai. Premesso che volevo fare la ballerina, quindi lo spettacolo era nei miei sogni, mi piaceva essere al centro dell’attenzione e quindi mi sembrò naturale partecipare.

Hai studiato anche danza?

Si, però danza moderna e ginnastica artistica, e questo, devo ammettere, che mi è servito molto per rendere armonici e coordinare i miei movimenti, anche per aumentare la capacità di relazionarmi con il mio corpo.

Quindi sognavi un futuro di ballerina…

All’inizio sicuramente si, il mio modello sia come donna che come artista è Heater Parisi, però mi piace ricordare che mi misi in discussione partecipando ad un concorso di bellezza Miss Teen Ager. Avevo già una grande passione per lo spettacolo e per la televisione, quindi mi sembrò un segno del destino quella partecipazione, però mai avrei pensato che quel giorno stava cominciando la mia carriera.

Ma quando hai capito che era quella la tua strada?

Quando ho deciso di inviare alla produzione di Carabinieri le mie foto, e che con mia grande sorpresa e solo dopo pochi giorni mi sono vista catapultata in un ambiente che è poco dire che era il mio sogno, a fianco di Walter Nudo, Lorenzo Crespi, Roberto Farnesi, Manuela Arcuri, rimasi affascinata da quella situazione e mi fece capire che quello poteva essere davvero il mio lavoro.

Hai cominciato come comparsa, ma quando sei stata protagonista della prima parte recitata?

In una serie successiva ho recitato finalmente in un piccolo ruolo, l’ho fatto con molta naturalezza ma voglio ringraziare chi mi ha guidata e diretta, per quello che mi hanno insegnato e per la sensibilità nei miei confronti, non dobbiamo dimenticare che per me era davvero la prima volta.

Questa attività frenetica ti ha fatto pagare un prezzo nei rapporti con gli altri?

Per me stessa si, in effetti è molto faticoso, ma va tutto bene e mi da soddisfazione,  nei rapporti con gli altri non  mi ha condizionata

Gli uomini scappano da te?

Questo mai, sono stata sempre io a dare la fine ad un rapporto, anche se qualcuno forse non lo meritava.

Cosa ti aspetti dal tuo futuro?

Mi piacciono molto i film di azione, di mafia, di sparatorie con la polizia, anche nella veste di poliziotto, sinceramente per me sarebbe il massimo ricevere una chiamata per un casting di questo tipo.

Vivere  in Umbria ti ha favorito o penalizzato nella professione?

Questo lavoro è molto competitivo, e a volte anche un pizzico di invidia può scatenare gelosie ingiustificate, si, in Umbria sono un pò penalizzata perché i casting più importanti sono a Roma e Milano, e pur muovendomi con disinvoltura a volte è complicato, mi piacerebbe certo lavorare a Perugia e Roma, comunque ho cominciato qui ed a questa regione sono molto grata.

Racconta qualche episodio insolito che ti è capitato…

Beh mi piacerebbe far parte del Grande Fratello, ho fatto diversi provini senza riuscire ad entrare, complimenti tanti ma risultato zero. Ma la cosa che ricordo con grande piacere è stata la partecipazione alla trasmissione di Lamberto Sposini, ero ospite con mia figlia Muriel, e l’argomento era il rapporto fra mamma e figlia, in quella occasione ci siamo raccontate, assistiti dalla simpatia e dalla professionalità di Lamberto al quale auguro di cuore di ritornare presto attivo in Tv.

Per finire…?

Come avrai capito, sono una persona entusiasta per le cose che faccio, a volte mi sento dentro una ventenne, ancora mi diverte scoprire le piccole cose e trarne compiacimento, mi emozionano ancora le cose semplici.

Standard and Poor’s declassa il rating di lungo termine sui titoli emessi dalla regione Umbria

26 settembre 2011

Dopo la sforbiciata al rating del debito sovrano dell’Italia Standard and poor’s ha tagliato anche il “voto” a 11 enti locali, tra cui le città di Milano, Bologna e Genova. Secondo quanto precisa una nota, l’agenzia internazionale di valutazione dell’affidabilità creditizia ha abbassato da A+ ad A, con outlook negativo, il rating dei seguenti enti locali: città di Bologna, provincia di Mantova, regione Marche, Provincia di Roma, Regione Sicilia, Regione Emilia Romagna, Regione Friuli Venezia Giulia, Città di Genova, Regione Liguria, città di Milano e regione Umbria.  Per la città di Torino, invece, è stato rivisto da stabile a negativo l’outlook, mentre è stato confermato ad A il rating sul debito a lungo termine.

S&P ha annunciato inoltre di aver declassato il rating di lungo temrine sui titoli emessi dalla Regione Umbria con scandenza al 2017, 2018 e 2019, dalla regione Marche con scadenza al 2018 e dalla regione Sicilia con scadenza nel 2016.

fonte: Il Messaggero

RATING UMBRIA: “NON SOLO LA NOSTRA REGIONE NON E’ UN’ISOLA FELICE MA SUBISCE UN DECLASSAMENTO PEGGIORE DI ALTRI”

Commento di Andrea Lignani Marchesani, consigliere regionale PDL

“Da questa notizia emergono le bugie, dette più volte in sede di sessione di bilancio, da parte della Giunta allorché affermava che il rating di ciascuna Regione andava di pari passo con quello dello Stato e quindi eventuali declassamenti erano da imputare esclusivamente al Governo. Il fatto che ci siano declassamenti a macchia di leopardo – osserva l’esponente del PdL – e che alcune Regioni conservino rating superiori, deve pero’, al di la’ delle polemiche, far suonare un campanello d’allarme mettendo fine al più presto a una stagione di sprechi ed aprendone una di ottimizzazione di risorse a cominciare da una seria riforma endoregionale”.

Commento di Sandra Monacelli, consigliere regionale UDC

Con estrema preoccupazione apprendo che l’agenzia di rating Standard&Poor’s, dopo il giudizio sul debito italiano e su quello delle grandi banche del paese, ha riconsiderato anche quello relativo ad 11 enti locali italiani, tra cui la regione Umbria, declassandone la valutazione a lungo termine sui titoli emessi con scadenza al 2017, 2018 e 2019. Non sfugge di certo che tale situazione risente quindi di un contesto negativo più generale, come si evince dalla triste compagnia nella quale si ritrova la nostra regione, ma proprio perché l’elenco comprende alcuni enti e non altri, è evidente la responsabilità anche della classe dirigente locale.

Ed allora, alcuni interrogativi alla Giunta regionale si impongono, dettati non soltanto dal declassamento odierno, ma soprattutto dalla bontà o meno dei titoli sui quali poggia il relativo indebitamento. Perché si è abbassata la fiducia del mercato internazionale nei confronti della Regione Umbria per l’adempimento del suo debito? Quanta “sporcizia” ha acquistato o venduto, in termini di prodotti finanziari? Quante e quali sono le relative esposizioni finanziarie? In sostanza, quanto è avvelenata la finanza umbra? L’urgenza di avere risposta a queste domande è dettata dalla preoccupazione per la maggiore difficoltà, a seguito del declassamento odierno, che la Regione incontrerà da parte del mercato ad acquistare i propri prodotti o comunque dall’aumento dei costi degli stessi. Le conseguenze peserebbero ulteriormente sul bilancio regionale, con tutte le implicanze sulle varie voci e quindi in sostanza sui servizi al cittadino…

Coomento di Franco Zaffini consigliere regionale di Fare Italia

“Dopo l’avvisaglia dello scorso giugno con la quale Moody’s, altra importante agenzia di rating, aveva messo sotto osservazione la Regione Umbria, oggi arriva la doccia fredda di S&P, a confermare ciò che denunciamo da tempo: l’Amministrazione regionale si è comportata con una certa disinvoltura sui mercati finanziari, denunce che sono state liquidate dall’allora assessore Riommi con l’accusa di disfattismo”.

Commento di Andrea Cirignoni Lega Nord

“Il declassamento deciso dall’Agenzia di
rating S&P (Standard and Poor’s) nei confronti dalla Regione Umbria e dei titoli dalla stessa emessi, è un campanello di allarme che non può essere sottovalutato. Per questo riteniamo che la presidente della Giunta, Catiuscia Marini, debba riferire in merito nella prossima seduta del Consiglio Regionale”. Così il capogruppo della Lega nord, Gianluca Cirignoni per il quale, “questa situazione, dopo Sanitopoli, è la conferma che l ‘Umbria non è un isola felice. La colonizzazione politico amministrativa che il Partito Democratico e soci hanno fatto dell’amministrazione regionale   unita alla creazione di uno stipendificio per produrre voti, sta dando i risultati nefasti che era facile attendersi”.

Commento di Andrea Smacchi consigliere regioale PD

“La decisione di declassare la nostra regione è la diretta conseguenza delle decisioni e della politica del Governo Berlusconi che ancora a giugno negava, in Parlamento, le difficoltà dei nostri conti e la necessità di varare una manovra finanziaria. I nostri cittadini si dovrebbero sentire offesi ed umiliati rispetto a chi, più o meno furbescamente, fino ad oggi ha continuato a fare finta di niente. A coloro vorrei domandare se, con S&P, una Regione può avere un rating superiore allo Stato di cui fa parte e che garantisce i suoi debiti”. Lo scrive il consigliere del partito democratico Andrea Smacchi in merito alla decisione di Standard and Poor’s di portare il rating della Regione Umbria da ‘A+’ ad ‘A’.

commento di Maurizio Ronconi UDC

Il declassamento del debito della regione dell’Umbria e non quello di altre regioni, fa il paio con la retrocessione del rating del debito dello Stato Italiano.

Questo dato mette sullo stesso piano di inefficienza e  inaffidabilità sia il governo italiano che quello regionale umbro, al di là del colore politico. Il comune denominatore tra il governo Berlusconi e quello della Marini è rappresentato dalla esaltazione di un bipolarismo che vieta il concorso alle responsabilità “dell’altra metà”. Da oggi per l’opposizione nazionale del PD sarà più difficile criticare il governo Berlusconi, per il PdL dell’Umbria fare altrettanto verso il governo regionale; per i cittadini dell’Umbria la sfortuna d’essere governati male a Roma ed anche a Perugia.

nota di redazione: C’è forse da considerare un elemento sostanziale, il debito pubblico nazionale il PDL lo ha ereditato, mentre il PD in Umbria lo ha prodotto.

Idea… facciamo comprare i titoli di stato italiani a tutti i lavoratori e pensionati

8 settembre 2011

Prelievo forzoso in busta paga o pensione e cosi evitare la speculazione finanziaria sui titoli di stato del nostro paese. E’ questa la sintesi di un emendamento da presentare per la prossima finanziaria attaverso l’on. Francesco Pionati segretario nazionale di Alleanza di Centro dagli umbri  Silvano Antonio Sarnari e Riccardo Maria Gradassi.

Proposta:

 Prelievo mensile forzato dalle Buste Paga dei:

a) Dipendenti delle P.A. (Pubbliche Amministrazioni)

b) Dipendenti Aziende Private (Qualsiasi Contratto di Lavoro)

c) Pensionati

 

Prelievi mensili così calcolati:

a) Stipendio/Pensione mensile lordo > € 500 fino ad € 1000 – 0,5%

b) Stipendio/Pensione mensile lordo > € 1001 fino ad € 2000 – 1%

c) Stipendio/Pensione mensile lordo > € 2001 fino ad € 3000 – 2%

d) Stipendio/Pensione mensile lordo > € 3001 fino ad € 4000 – 4%

e) Stipendio/Pensione mensile lordo > € 4001 fino ad € 5000 – 6%

f) Stipendio/Pensione mensile lordo > € 5001 fino ad € 6000 – 12%

g) Stipendio/Pensione mensile lordo > € 6001 – 15%

 

I prelievi mensili saranno – per ogni singolo Dipendente/Pensionato – investiti in Titoli di Stato dal Ministero delle Finanze che curerà la cosiddetta “Cedola” informando alle scadenze, con lettera presso residenza. Questi Titoli di Stato rimarranno investiti nell’arco di tempo sotto stabilito, riferito anche al prelievo forzato sulle Pensioni:

a) per i Dipendenti P.A. e Privati fino al raggiungimento della pensione, ed erogati come un Trattamento di fine rapporto, quindi investimento;

b) per i Pensionati:

fino a 70 anni,  7 anni, rinnovabili per altri 5 anni solo su esplicita richiesta del Pensionato

oltre i 70 anni per soli 5 anni, rinnovabili per minimo altri 5 anni solo su esplicita richiesta del Pensionato

I Titoli di Stato investiti sia dal Dipendente sia dal Pensionato potranno andare in eredità. Tale operazione non graverebbe in maniera eccessiva il dipendente/pensionato che, in questo modo, potrà godere di un investimento senza sacrifici eccessivi, aiutando la Nazione Italia a non avere attacchi speculativi finanziari. Una proposta di legge che deve essere vista come una “Alleanza” per un aiuto reciproco nazionale quindi per un bene comune.