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Elezioni comunali Perugia 2019 – Lega

12 Mag 2019

tomassini

Sala dei Notari, Musica e poesia contro la violenza sulle donne

26 novembre 2014
Ilaria Onair

Ilaria Onair

Grande serata ieri alla sala dei Notari in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulla Donna.L’associazione “il coraggio della paura”,capitanata da Anna Maria Petri,con Paola Medici,Chiara Tomassini e molte altre,hanno organizzato e messo in scena un evento degno della massima attenzione e apprezzamento,vista anche la massiccia partecipazione,non solo delle autorità locali,ma della gente stessa,nonchè degli ospiti,alcuni molto prestigiosi come Mauro Busineli violoncellista di fama internazionale, Alessandro Zucchetti virtuoso della chitarra che con Businelli ha dato vita ad un connubio di estatiche melodie,sulle note di “habanera” e “oblivion”, ma molti altri artisti si sono avvicendati sul palco,strepitosi i monologhi di ilaria1Mariella Chiarini presi da “ferite a morte” di Serena Dandini, la performance del mezzo soprano Chiara Giudice ed il basso Lamberto Losani, ed infine per chiudere in bellezza il coro polifonico di Santa Maria Assunta di Corciano e la Juniororchestra che si è esibita sulle note di Bach e Beethoven.Tutte le performance sono state intervallate da letture di poesie di Antonella Ubaldi dedicate alle donne,  e non sono mancati per i più giovani,momenti di musica leggera e contemporanea con le band Fuoriskema e i Gabuby Royal Live-Band. Insomma una kermesse di tutto rispetto, dedicata a quest’ importante progetto di tutelare e dare supporto e assistenza a tutte quelle donne che con il “coraggio della paura”, denunciano le violenze e i soprusi subiti,dando un grande esempio di forza e divenendo esse stesse un modello da seguire per tutte le altre..nell’attesa che il mondo cambi,che il cuore delle persone riscopra finalmente i valori del rispetto e della dignità umana,che la donna venga fuori,una volta per tutte,da questo tunnel di violenza che negli ultimi anni sembra non avere fine..nell’attesa di tutto questo,ognuno di noi deve dare il suo contributo, promuovere, e supportare qualunque iniziativa volta a dare vita e  corpo a progetti importanti, come quella di ieri; i fondi raccolti andranno a finanziare le loro attività pubbliche e nelle scuole. Ma non finisce qui, c’è molto altro da fare,e si farà, questo è solo l’inizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ilaria Onair

Il Gruppo Vetrya di Orvieto riceve, per il secondo anno consecutivo, il prestigioso Premio Nazionale per l’Innovazione 2014 e il Premio Imprese x Innovazione Andrea Pininfarina di Confindustria

18 settembre 2014
Katia Sagrafena, Direttore generale Gruppo Vetrya riceve il premio dal ministro Stefania Giannini

Katia Sagrafena, Direttore generale Gruppo Vetrya riceve il premio dal ministro Stefania Giannini

Vetrya, azienda del settore Ict con sede a Orvieto, si è aggiudicata, per il secondo anno consecutivo, il Premio Nazionale per l’Innovazione (“Premio dei Premi 2014”), il prestigioso riconoscimento riservato ad aziende, enti pubblici o persone fisiche, individuati tra i vincitori dei premi per l’innovazione assegnati annualmente a livello nazionale. (more…)

Agenore Tomassini Cavaliere d’Italia

1 novembre 2009

il cav. Agenore Tomassini e il comm. Elio Carletti presidente U.N.C.I. Cavalieri d'Italia sezione di Perugia

nella foto :

il Cav. Agenore Tomassini ed il comm. Elio Carletti presidente della sezione di Perugia dei Cavalieri d’Italia che consegna il distintivo dell’associazione

di Francesco La Rosa

Il titolo di Cavaliere d’Italia spesso viene assegnato a persone di grande prestigio e apprezzate nel loro lavoro, e Agenore Tomassini dimostra di avere tutti i requisiti per meritare questa prestigiosa onorificenza, ma l’uomo non è sempre e solo azienda, è anche sentimento e passione per le cose che realizza e che progetta, curando in maniera quasi maniacale le finiture dei suoi mezzi di trasporto destinati ad un pubblico esigente e raffinato che pretende di avere un prodotto quasi su misura a partire dai piccoli particolari.

Cav. tomassini cosa è per lei l’azienda?

E’ sicuramente uno strumento utile a produrre benessere per chi intraprende ma anche per tutte le persone che con impegno e passione tutti i giorni si presentano al loro posto di lavoro e dove ciascuno, per il proprio ruolo, dà il meglio di se per raggiungere i risultati sperati. L’azienda è un insieme di risorse sia umane che professionali e mi ha insegnato anche che si può crescere senza dover ricorrere a trucchi come la corruzione, che mi è lontanissima come carattere e come cultura.

Come è nata la sua passione per le automobili?

Deve sapere che ho cominciato a lavorare da piccolo in una carrozzeria, e lì, oltre ad imparare un mestiere ho capito che la meccanica avrebbe fatto parte della mia vita. Oggi porto con me l’esperienza maturata in quegli anni non dimenticando mai che oltre ad essere imprenditore sono stato apprendista, operaio, caposquadra, e quindi conosco a fondo le problematiche dei miei dipendenti che io amo chiamare collaboratori.

Mi sembra di capire che l’azienda per lei sia un valore sia per l’aspetto economico che sociale…

Certamente lo è, non dobbiamo dimenticare che dietro un lavoratore c’è sempre una famiglia, dei figli, una cultura, ed io sono molto attento a questi valori.

Mi parli della sua famiglia…

Sono sposato dal 1962 con Alice Hirshi, cittadina svizzera, che mi ha regalato due splendide figlie che oggi, insieme ai loro mariti,  lavorano nella mia azienda, grazie a loro sono felicemente nonno di quattro nipoti, Sara, Veronica, Fabio e Thomas, ma mi piace anche ricordare che ho il privilegio di avere adottato a distanza due bambine, una brasiliana ed una cambogiana, anche se ho il rammarico, per la seconda,   perchè non ho la possibilità di vederla, il territorio dove vive è lacerato dalla guerra e quindi tutti i terreni sono minati.

Lei è nato a Genova, emigrato in svizzera, ma come è finito a Passignano sul Trasimeno?

Deve sapere che ho un forte legame con questo terra, ho vissuto da piccolo a Macchie di Castiglion del Lago, paese di origine di mia madre, ma la vita, certo,  mi ha portato prima in Svizzera, dove ho lavorato per prestigiose aziende del settore meccanico e poi nel 1972 ho deciso di tornare in Umbria e mettere a frutto in questa terra tutte le esperinze acquisite.

Come cambierà la sua vita da Cavaliere d’Italia?

Vivo molto semplicemente, dedicando tutto il mio tempo alla famiglia e all’azienda, ho una casa costruita con semplicità, dove mi piace ospitare gli amici e trascorrere delle ore serene, anche se a volte vengo considerato burbero e poco ospitale perché non organizzo mai feste e cene ufficiali, la mia casa è aperta a tutti coloro che vogliono venire in amicizia. Per l’onorificenza credo che vada merito anche alla mia famiglia, che, spesso con sacrificio,  ho sempre avuto molto vicina sia nei momenti belli che in quelli dolorosi.

Cosa si aspetta per il futuro?

Considerata la mia età, ho un sogno e grande rammarico, che forse non vedrò mai i miei nipoti sposarsi, ma la cosa che mi gratifica di più è pensare che in questo mondo, nonostante rapine stupri, corruzione io sia riuscito a resistere 45 anni e difendere i miei valori sempre, e spero di essere stato capace di trasmetterli anche ai miei figli ed ai miei collaboratori.