Posts Tagged ‘tomassoni’

Il dolore della politica regionale umbra per la scomparsa di Franco Tomassoni

21 novembre 2013
Franco Tomassoni

Franco Tomassoni

“Con profondo dolore mi unisco ai familiari  dell’assessore Franco Tomassoni, persona molto leale nei rapporti umani e politici”. Così il consigliere regionale Massimo Monni (Ncd) che esprime “con affetto” il suo “profondo apprezzamento” per le qualità  professionali e umane di Tomassoni che gli hanno permesso di “dimostrare con enorme  dignità, specialmente nell’ultimo difficile periodo, uno smisurato attaccamento alle istituzioni e un grande spessore umano e morale”.

Il capogruppo regionale della Lega Nord, Gianluca Cirignoni esprime il proprio cordoglio per la scomparsa dell’assessore (more…)

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Bottini (Pd): “La scomparsa di Tomassoni è per tutti noi motivo di grande dolore”

21 novembre 2013

Ci stringiamo intorno alla sua famiglia e ai suoi cari, cui esprimiamo il nostro sentito e sincero cordoglio. Franco era una persona perbene, un uomo leale e animato da una grande passione e da un raro spirito di generosità. La sua (more…)

MORTE FRANCO TOMASSONI: IL CORDOGLIO DEL MONDO POLITICO REGIONALE

21 novembre 2013
Franco Tomassoni

Franco Tomassoni

“Con Franco Tomassoni scompare un amministratore sensibile, competente e lungimirante, una persona buona, aperta e disponibile. Ma, soprattutto, un amico carissimo che lascia in tutti quelli che lo hanno conosciuto e frequentato un vuoto impossibile da colmare.
Alla moglie Marisa ed ai figli Nicolò e Davide esprimo la mia più
affettuosa vicinanza e, anche a nome dell’Assemblea legislativa, il più
profondo  cordoglio”.

Così il presidente del Consiglio regionale Eros Brega sulla morte di Franco Tomassoni, consigliere regionale e assessore alla sanità, venuto a mancare questa notte dopo una lunga malattia. (more…)

Fronduti (PDL): proposta audizione dell’Assessore Tomassoni per il “Riordino del Sistema sanitario regionale“

11 luglio 2012

L’odg presentato dal consigliere Armando Fronduti (PdL) “Riordino del Sistema sanitario regionale“ nella commissione “Sanità, sociale e cultura”, ha trovato ampi consensi al temine della (more…)

Sanità: l’accordo regione-sindacati per il personale precario preoccupa il PDL

10 luglio 2012

Vogliamo leggere subito l’accordo che l’Assessore alla Sanità ha sottoscritto con i sindacati perché siamo preoccupati di quello che si legge sulla stampa circa enormi stabilizzazioni di (more…)

Disabili e Sla: Monacelli replica all’assessore Tomassoni

18 gennaio 2012

“Alcuni dei malati di Sla che erano qui a manifestare, non ci sono più: non c’è un assegno da erogare per coloro, è questa la ragione e la pressione che è stata fatta nei confronti dell’esecutivo regionale affinché vigilasse in maniera più cogente rispetto al tempo trascorso dal termine di approvazione della delibera e del precedente ordine del giorno in Consiglio. Ritengo che un pochino di attenzione in più avrebbe comunque consentito di alleviare i problemi di questa categoria di persone”. Così il capogruppo Udc Sandra Monacelli ha replicato alla risposta che l’assessore regionale alla sanità, Franco Tomassoni, ha fornito all’interrogazione question time sui ritardi nell’erogazione dell’assegno di cura per i malati di Sla, “persone che hanno una battaglia personale decisiva contro il tempo, un caso in cui il ritardo di un solo giorno è un ritardo inconcepibile e su cui la Giunta ha il dovere di vigilare”. …

Assisi, ospedale depotenziato, prodromi di chiusura?

5 gennaio 2012

Il penultimo giorno dell’anno ha avuto luogo l’incontro tra il Sindaco Ricci, con alcuni componenti dell’apposita Commissione Comunale per la sanità di Assisi, e l’assessore regionale alla Sanità Tomassoni. A parte i buoni propositi e la promessa di un nuovo incontro in Assisi a gennaio, la riunione è terminata con un nulla di fatto. Purtroppo il Direttore generale ha provveduto in questi anni a depotenziare l’Ospedale di Assisi: tra l’altro è stato trasferito a Foligno, da oltre due anni, il Primario del Punto Nascita non più sostituito, e trasferito a Pantalla, proprio dal primo gennaio 2012.  Ciò ha portato alla riduzione delle nascite in Assisi a circa 400 all’anno, numero inferiore a quello previsto dal Ministero e Regione per il mantenimento del settore. Il Sindaco Ricci, di fatto, ha sempre difeso l’operato del Direttore Generale, assicurando ai cittadini che l’ospedale non sarebbe stato depotenziato. La Commissione Comunale che ha stilato il documento ritiene fondamentale il mantenimento del punto nascita in modo efficiente con un congruo personale, quale presupposto per una valida e completa chirurgia e pronto soccorso. Infatti, un punto nascita funzionante ha l’anestesista 24 ore tutti i giorni. Senza il servizio di anestesia tutti i giorni, la chirurgia si trasforma in servizio programmato che chiude il venerdì per riaprire il lunedì. Per cui anche i casi urgenti del pronto soccorso saranno costretti al trasferimento altrove. Ciò vuol dire che l’ospedale funzionerebbe in modo ridotto, trasformandosi, di fatto, in una medicina per lunghe degenze e qualche ambulatorio specialistico. Il fatto poi che Ricci, a differenza di quanto affermato fino ad oggi, cioè che il punto nascita non sarebbe stato toccato, ora dichiara che “cercherà di tutelare il punto nascita ed i distretti sanitari del territorio” mettendo inopportunamente nello stesso piano la funzione di un ospedale con quelle degli ambulatori e uffici, la dice lunga sulla fine a cui appare destinato l’ospedale di Assisi. Si spera almeno che l’Assessore Tomassoni, nell’incontro programmato a gennaio in Assisi, dica finalmente la verità pretesa giustamente dai cittadini di Assisi e dal personale tutto dell’ospedale.

Emidio Fioroni – Consigliere Comunale

 

Pillola abortiva RU 486, botta e risposta Rosi – Tomassoni

8 novembre 2011

Interrogazione di Maria Rosi (Pdl) all’assessore regionale alla Sanità, Franco Tomassoni, sulle possibili problematiche connesse alla somministrazione della pillola abortiva RU486 in
regime di day hospital. Durante la seduta di question time di oggi Rosi ha chiesto di sapere: “nei casi di complicazioni successive al di fuori della struttura ospedaliera: chi paga se la donna fa causa e chiede i danni, il medico o la Regione?”.

risposta di Franco Tomassoni: “L’organizzazione mondiale della sanità e la Federazione internazionale di ginecologia ed ostetricia  considerano questo tipo di interruzione un metodo sicuro. Il risarcimento danni paventato può essere richiesto soltanto se si verifica un danno connotato da colpa di chi eroga la prestazione. Non può considerarsi pertanto danno la mera espulsione del prodotto del concepimento al di fuori dell’ambiente ospedaliero, in quanto la
donna stessa, preventivamente ed esaurientemente informata, ha scelto di optare per tale procedura, in maniera libera e consapevole sottoscrivendo il relativo consenso”.

 

MALATI SLA, FINALMENTE A NOVEMBRE C’E’ L’ASSEGNO “DI SOLLIEVO”

21 ottobre 2011

Mi congratulo con la Presidente Marini e l’Assessore Tomassoni per aver dato seguito concreto agli impegni assunti con la delibera n.909 adottata il 29 luglio scorso, con la quale si definiva la sperimentazione temporanea di interventi di assistenza indiretta per persone affette da malattie dei motoneuroni ed in particolare da SLA in fase avanzata della malattia. Ciò avveniva anche a seguito dell’o.d.g. approvato all’unanimità nella seduta consiliare dell’11 luglio, con la significativa presenza di numerosi malati e delle le loro famiglie.

Voglio esprimere il mio plauso a tutti i Consiglieri per aver fatto fronte comune, recependo un’istanza avvetita con drammatica urgenza dalle famiglie interessate, che proprio in questi giorni, a fronte dei decessi nel frattempo di alcuni malati che avevano manifestato nel Consiglio regionale dell’11 luglio, stavano respirando nuove incertezze e preoccupazioni a causa del ritardo nel mettere in atto quanto previsto dalla delibera, che prevedeva l’avvio della sperimentazione per il 1 ottobre scorso, finalizzata all’erogazione di un assegno di sollievo mensile.

L’annuncio, da parte dell’Assessore alla sanità, che tale erogazione partirà dal novembre prossimo, a seguito della circolare esplicativa per le Asl e i distretti appena partita, certamente giungerà quale sollievo almeno parziale per i malati e per le loro famiglie, dal momento che la drammaticità con la quale questa malattia si accanisce su di loro compromette anche gli equilibri dell’intero nucleo familiare, che ora potrà beneficiare di un sostegno che alleggerisca un po’ il pesante carico!

Un pensiero affettuoso va al combattivo Francesco Brunelli e a tutti gli altri malati che con lui hanno condiviso la fatica di una protesta superiore alle loro forze, a Giulio Galli e a quanti come lui ci hanno lasciato nel frattempo.

L’ultimo e più importante ringraziamento va all’AISLA per aver contribuito, con la manifestazione dell’11 luglio in particolare, a scrivere questa bella pagina di civiltà e solidarietà, ed anche per l’impegno proseguito nei giorni successivi, fino al recente incontro con l’Assessore alla sanità Franco Tomassoni e il Direttore regionale Dr.Emilio Duca che ha portato alla concreta attivazione dell’assegno di cura. Ci auguriamo che l’assessore tenga fede alla promessa di vigilare con determinazione nell’avvio dell’erogazione del contributo e nel superamento delle difficoltà incontrate nei mesi scorsi nella fase di recepimento della delibera da parte delle Asl. Assieme ad AISLA continueremo a vigilare in questo ambito, anche per ciò che concerne l’attivazione immediata dell’Osservatorio permanente con il coinvolgimento dell’associazione, perché ciò che è stato ottenuto con un gesto straordinario possa proseguire con i mezzi ordinari che il sistema sanitario possiede. Ne hanno diritto le persone che sopportano, loro malgrado, una malattia più grande di loro, la SLA come anche altre…

Sandra Monacelli – Presidente gruppo consiliare – “Casini – Unione di Centro”

Ru 486 e mondo cattolico umbro

30 luglio 2011

di Maurizio Ronconi – Coordinatore provinciale UDC

L’UDC spera ancora che il neo assessore alla sanità Tomassoni, riveda radicalmente il protocollo di utilizzo della pillola RU 486 anche perché non può rimanere insensibile di fronte alle proteste di tutto il mondo cattolico regionale, alle significative diversità di opinioni presenti anche nel suo partito oltre che alla sua stessa appartenenza al mondo cattolico. Se così non dovesse essere, Tomassoni si dimetterebbe da cattolico e per quanto ci riguarda farebbe bene anche a dimettersi da assessore regionale alla sanità.

Inoltre se la nomina ad assessore alla sanità di Tomassoni dovesse coincidere con la conferma di un protocollo di utilizzazione inaccettabile non solo sul piano etico ma particolarmente su quello della tutela della salute delle donne, sarebbe giudicata altrettanto severamente la stessa presidente della Giunta regionale in capo alla quale rimane una nomina a questo punto inaccettabile.

IL PD E LA SINDROME DEL PANETTONE

30 luglio 2011

di Ciuenlai 

Il “rimpastino” della Giunta Regionale è stato caratterizzato solo da un rimescolamento delle deleghe. Le persone sono esattamente quelle nominate dopo le elezioni. Non è questa la novità, il dato politico è un altro. Sono cambiati gli equilibri interni al Partito Democratico. L’attuale minoranza del Pd (I Modem di Veltroni e Fioroni a Roma e di Verini e Bocci a Perugia) non ha più un proprio rappresentante nell’esecutivo. Al momento dell’insediamento l’allora area Dem di Franceschini aveva messo in campo Franco Tommassoni e Fabrizio Bracco. Due nomine sostenute dagli ex dc e da Marina Sereni. Nei mesi successivi questa corrente si è spaccata e una parte di essa è entrata a far parte della maggioranza che sostiene Bersani nella capitale e Bottini in Umbria. Guarda caso a questa componente fanno capo anche gli assessori prima citati. Ma guai a parlare di tradimenti. “Sono loro che si sono spostati, noi siamo rimasti dov’eravamo”. Sarebbe questo, secondo alcune fonti, il commento accreditato all’ex Presidente della Grifo latte, in risposta alle pesanti accuse di essere passato “dagli amici ai compagni”. Di riequilibrio nemmeno a parlarne. Alcuni componenti della segreteria regionale del Pd avrebbero puntato i piedi e sostenuto a spada tratta la nomina di Tomassoni, ormai in “odore ufficioso ma non ufficiale” di maggioranza. Si spiegherebbero così le iniziative e le turbolenze dei tre consiglieri democratici che fanno riferimento alla minoranza del partito (Smacchi, Barberini e Brega). Un comportamento che non piace al capogruppo Locchi che sarebbe infastidito da questa specie di doppia fedeltà al partito e alla cordata, con preferenza per la corrente”. Ma il timore dei “modem” nostrani, è che questo (dice uno di loro) non sia che l’inizio di “un più pesante e articolato regolamento di conti”. La linea Bersani della diversità politica, quella che impone a tutti i coinvolti in inchieste giudiziarie di fare il fatidico passo indietro, tenuta oggi in un cassetto, potrebbe essere rispolverata a settembre (per chi?). Il tempo dei pranzi “riconciliatori” e delle scelte condivise, pare finito. I bersaniani, tranne Mignini, sembrano averla accantonata. E allora ecco che spunta la classica domanda calcistica di inizio stagione, quella delle previsioni su chi non arriverà a mangiare il panettone “democratico”. C’è già chi abbozza una specie di risposta al quesito. E’ un personaggio dei piani alti di Piazza della Repubblica che fa la sua profezia : “tanto in autunno quelli se ne vanno”. Ma dove?

L’UMBRIA CHE SMENTISCE BERSANI

27 luglio 2011

di Ciuenlai

Riforme da fare, costi della politica da diminuire, sistemi di potere da abbattere ecc. Ne parlano in tanti , ma poi quando si passa dalle parole ai fatti la conservazione la fa da padrona. E allora le dichiarazioni, piano piano, cambiano di tono : non è vero che le Asl sono troppe, gli Ati servono, le aziende pubbliche sono una risorsa per il territorio, le agenzie vanno bene così, le indennità sono tra le più basse d’Italia (ma le più alte del centro), i direttori sono necessari ecc.

C’è un ceto politico, che (a parole) si dichiara riformatore, prima, dopo e durante i pasti, ma, concretamente, non riesce o peggio non vuole cambiare niente, nemmeno la carta intestata del suo ufficio. Tutto (salvo qualche ritocco di facciata) rimane immutato, immobile, fermo. Sembra quasi che al di fuori di questo “sistema” , chi governa non riesca a sopravvivere. Le relazioni, il controllo degli apparati pubblici e di quello che gli gira intorno, paiono essere gli unici o i principali elementi che interessa salvaguardare. E così il nostro “palazzo” continua imperterrito a dare segnali sconfortanti e per di più, in controtendenza, rispetto al dibattito in corso.

Non c’è quindi da meravigliarsi se il riassetto di Giunta regionaloe avvenga ancora nella più classica delle spartizioni da manuale Cancelli tra le varie componenti del Pd. Come avevamo scritto qualche mese fa Tomassoni va alla sanità e Riommi “il ritorno” si piazza all’economia. E non c’è da meravigliarsi se nella vicina Foligno una dirigente della sanità indagata nell’ambito della cosiddetta “Sanitopoli”, attribuisca, come se niente fosse, un incarico pesante ad un’altra funzionaria indagata nella stessa inchiesta. E’ normale. Tanto normale che la Presidente della Regione, a caldo, ha derubricato il fatto come una questione interna alla Asl 3. Quasi fosse un’ estranea, quasi non la riguardasse, lei che, fino a ieri, era anche assessore alla sanità.

La bufera che infuria sul Pd, non li sfiora, non li coinvolge, non provoca alcuna riflessione. Qui non esiste “una questione morale” e qui non si fanno “passi indietro”. E’ così che l’autocritica di Bersani ha trovato in Umbria la sua più clamorosa smentita.

PD, LA BATTAGLIA DEL TRASIMENO CONTINUA

4 giugno 2011

di Ciuenlai

La vicenda del congresso intercomunale del Pd si complica. E’ ancora lontana la possibilità di trovare un accordo tra la componente che sostiene Alessandro Torrini (Batino e popolari di Bocci) e quella che ha messo in pista Giorgio Fioretto (Giovagnola, Tomassoni, Fallarino e Bianchi e dice anche la Marini. E questa sarebbe una notizia). Il segretario regionale Lamberto Bottini sta, in questi giorni, anzi in queste ore, cercando una soluzione con una serie di incontri, più o meno segreti, con le due parti.
Un intervento “rigorosamente neutrale”, non solo e non tanto per l’incarico “super partes” che ricopre, ma per l’impossibilità di sostenere una delle due fazioni. Torrini è l’espressione dei bersaniani, della sua corrente, ma è anche l’uomo di Piero Mignini il dalemiano che, dicono, vorrebbe strappargli lo scettro di segretario. Favorirlo sarebbe come darsi la zappa sui piedi. Fioretto è il candidato della “concorrenza”.
Appoggiarlo sarebbe come certificare il tradimento. Bottini quindi cerca di entrare nel gioco facendo il suo mestiere. L’obbiettivo è evitare lo scontro, diventando una garanzia per i contendenti. Anche perché sembra che le cose siano precipitate negli ultimi giorni. Gli uomini di Batino avrebbero deciso di convocare l’assemblea congressuale intercomunale sabato 11 giugno.
L’altra sponda si sarebbe immediatamente irritata e avrebbe minacciato l’intenzione di disertare l’assemblea. Non si sa ancora quale sia effettivamente la consistenza dei due gruppi. L’unica cosa certa è che tutti danno Torrini come favorito. C’è chi dice che abbia un vantaggio di 4 voti e chi afferma che invece lo scarto superi i dieci delegati, perchè i popolari “a forza di cene”, avrebbero recuperato diversi eletti che facevano riferimento all’assessore regionale Franco Tomassoni.
Comunque la distanza tra i due gruppi non sarebbe abissale. La posta in gioco è tutta politica con un pizzico di geografia : l’egemonia di Castiglion del Lago sul resto del comprensorio. Se Torrini verrà eletto lo dovrà essenzialmente ai circoli del suo comune che gli hanno messo a disposizione 37 dei 39 delegati disponibili, azzerando, in pratica, la minoranza di Fabio Duca.
La questione vera è però il controllo della futura Associazione dei comuni, quella che dovrebbe sostituire la Comunità Montana Monti del Trasimeno, quella sulla quale avrebbe messo gli occhi il sindaco di Magione Massimo Alunni, il grande alleato dei Castiglionesi. Ma, alla fine, quello che viene alla luce è il tramonto di una ex enclave rossa, che ha perso il suo elemento di forza : l’unità. E questo, alla lunga, potrebbe condannarla anche alla marginalità

Amministrative, analisi a caldo di Franco Tomassoni

1 giugno 2011

E’ sempre difficile non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo del momento, dall’euforia  che inebria la mente. Grosso, grossissimo respiro per riempire i polmoni di un’aria che, se non proprio cambiata, di certo è meno stantìa. L’Italia ha dato un voto politico, come aveva intelligentemente pronosticato il Presidente del Consiglio. Gli si è rivoltato contro. Per una volta, gli artifizi da imbonitore coi quali ha contagiato tutti i suoi discepoli non sono serviti, sono caduti nel vuoto, anzi, lo hanno danneggiato.. Per la prima volta ha perduto davvero, è stata, senza timore di smentite, la sconfitta più schiacciante dalla sua entrata in politica. Un vortice, tutto in un momento, tutto in una volta.

No. Non è stato in una volta, non è stato improvviso, o improvvisato. C’è stata coesione, passione, voglia, e si sono fatti passi avanti insieme, con grande solidarietà tra tutte le forze (un tempo) di opposizione. Siamo passati, siamo piaciuti, ci hanno scelto. PD, SEL, Italia dei Valori, hanno sbaragliato, facendo si che la gente mettesse in atto, laddove non si sia riusciti, colpevolmente, a fare sintesi, un’unione di forze assolutamente inattaccabile. Gente che per mesi ha sputato sangue, credendoci, credendoci, credendoci. Milano, con le sue primarie clamorose, Napoli con un De Magistris che ha doppiato Lettieri. Hanno vinto i veri valori moderati, quelli della gente che vuole una società pacifica, senza lacerazioni che non possano essere affrontate. Ha vinto la gente che prima si parla, poi tira le somme, non il preconcetto. Ha vinto chi vuole diritti, ma anche (scusate) doveri chiari e condivisi, hanno vinto le donne vere, hanno vinto gli omosessuali, hanno vinto i poveri di qualsiasi etnia, religione, razza, hanno vinto i tutori della legge, hanno vinto i giovani precari, ha vinto la scuola pubblica e non, perchè non ci sono scuole diverse, ma la scuola è una. Hanno vinto le istituzioni, ha vinto l’Inno Italiano, ha vinto Napolitano con tutti noi, ha vinto un futuro che non sia per forza sacrificato sull’altare dell’oggi e del subito, ha vinto chi voleva essere fiero di sè stesso come Italiano. Perde la finta moderazione, quella violenta e massificante di Berlusconi. L’Italia capisce una volta per tutte che l’abito non fa il monaco. Perde l’estremismo della Lega, perde perchè allergico alla serenità ed alle istituzioni, dalle quali succhia da ormai troppo senza fare ciò che ha sempre sbandierato. Ma, passata la serata di festa, passata la sbornia, viene il tempo di pagare un risultato dove l’impegno elettorale è stato solo una caparra: dobbiamo lavorare, insieme, uniti, e sottolineare ciò che di buono si è fatto fino ad ora. Il difficile viene adesso. Basta alla guerra dei meriti, prima che cominci, basta alle gelosie, basta alle critiche faziose ed interessate (a cosa si sa). Si alla lotta, da oggi più dura, perchè da oggi si è in prima linea. Rimbocchiamoci le maniche.

Irap, per il governo non va, e la Regione deve rivedere il DAP

19 Mag 2011

Il Governo ha azzerato il provvedimento con cui la Giunta Regionale ha voluto caratterizzare il DAP prima e il bilancio poi e cioè la famosa riduzione dell’IRAP per chi assume nuovo personale. Nella foga di ridurre al massimo la portata di questo provvedimento e renderlo solo – come abbiamo detto nella discussione – una norma bandierina – sono andati oltre le disposizioni di legge e Costituzione e sono incappati nel cartellino rosso del Governo. Avevamo ragione noi a chiedere una misura più ampia che avrebbe dato maggiore beneficio alle imprese e non sarebbe incappata nel vizio di legittimità sollevato dal Governo. Da ciò che ci risulta gli uffici regionali avevano sollevato il dubbio ma la Giunta e la Presidente sono andati avanti ugualmente confidando, forse, nei buoni agganci con la burocrazia romana ma così non è stato e questo mette in evidenza ciò che ormai in tutta l’Umbria si dice e cioè che sono finiti i tempi in cui Maria Rita Lorenzetti con un viaggio a Roma risolveva tutto parlando con i direttori generali amici. Ora chiediamo che la Presidente venga subito in Aula e ci dica nella riunione di Martedì prossimo come vuole risolvere questo problema che scardina completamente l’impianto del bilancio 2011 dal momento che non ci risulta che vi siano accordi con il Governo su come superare il problema.

I Consiglieri: Fiammetta Modea  Portavoce opposizione – Raffaele Nevi   Presidente gruppo PdL Regione Umbria – Gianluca Cirignoni Presidente gruppo Lega Nord per l’Umbria

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La legge, spiega una nota del Dipartimento di Palazzo Chigi per gli affari regionali, «è stata censurata nella parte in cui, nel prevedere agevolazioni Irap a soggetti passivi del tributo per l’anno d’imposta successivo a quello del 31/12/2010 e per i quattro anni successivi, si pone in contrasto con la normativa statale di riferimento, violando l’art. 117, comma 2, lettera e) della Costituzione». In pratica il Consiglio dei ministri contesta alla manovra sull’Irap predisposta da Palazzo Donini di essere entrata in una delle materie di esclusiva competenza statale. Lo Stato infatti, come recita la lettera e) del comma 2, ha legislazione esclusiva in «moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie».

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La Regione tiene duro

«La  Regione Umbria  – spiega Franco Tomassoni, assessore al bilancio – non modificherà di una virgola una normativa  che prevede l’agevolazione dell’Irap per le imprese che assumono o stabilizzano i lavoratori,  incrementando l’occupazione a tempo indeterminato all’interno dell’azienda. La decisione del Governo di impugnare una misura che ha effetti certamente positivi sulle imprese che assumono e sull’intero sistema produttivo regionale è assolutamente incomprensibile, tanto più perché finanziata con risorse proprie della Regione e perché anticipa quanto previsto dalla recente riforma sul federalismo fiscale approvata dal Governo. D’altronde analogo provvedimento era stato adottato dalla Regione Piemonte nell’agosto 2010 senza che il Governo avesse avuto nulla da eccepire».

Stramaccioni il “sempiterno”, il guadino della Cecchini, la zuppa di Tomassoni, l’elemosina dei consiglieri e il mutuo per l’inceneritore

9 dicembre 2010

Le pagelle di Ciuenlai

Alberto Stramaccioni – Afferma il Rottamatore “sempiterno” “Il Pd ha una cultura correntizia e personalistica che tende a legittimare ristrette oligarchie nella gestione di un sistema di potere, del quale gli iscritti diventano aderenti”. L’ ha detto presentando il suo nuovo libro “ i racconti dell’orrore”. 6 al Poe “nostrale”

Fernanda Cecchini – Altro assessore, altra corsa : “caccia e pesca ora si cambia”. Si parla di una rivoluzione, dell’ennesima inversione di tendenza. Fatemi indovinare : Si spara ai pesci e la selvaggina si prende con la canna. “Se che ride”, se ad un cacciatore che ha pescato un cinghiale, la guardia gli facesse contravvenzione perché non l’ha tirato su col guadino.

Franco Tomassoni – Assieme alla Cecchini presenta un decreto che sostituisce le Comunità Montane con le Associazioni dei Comuni, aggiungendovi una bella Agenzia Forestale, nuova di zecca. Cambia il nome ma non il fatto. voto 4 Per la serie “se non è zuppa è pan bagnato”.

Gettoni – Il taglio degli stipendi dei Consiglieri Regionali sarebbe del 10%. Detratte le eccedenze, le quote per la croce rossa, il caropane e il soccorso invernale siamo ad una riduzione di circa 120 euro mensili (3,3% effettivo). Damine di carità voto 4

Pd Assisi – Finalmente il duo Borgognoni – Romoli trova la quadra. Si alle primarie e no (per ora) al candidato di partito. Almeno se vince Cianetti non potranno dire che ha perso quello del Pd. Vendola Tie! Genialoni voto 7

Mariano Borgognoni – Dichiara che ad Assisi il Pd “è un partito del 30%”. Libro consigliato : Freud “l’interpretazione dei sogni”.

Viabilità – Con l’abbattimento del diaframma dell’ultima galleria sulla statale 77 “l’Umbria e le Marche (pardon e Civitanova Marche) sono più vicine”. Per par condicio, ci voleva un altro titolo visto che la galleria di Casacastalda, sulla Perugia – Ancona, dopo un botto di anni, non è stata ancora aperta : “L’Umbria e l’Europa, sono sempre più lontane”.

Bolletta Rifiuti – E’ aumentata perché (noi) abbiamo dovuto pagare i danni derivanti dalle discariche (che gestivano loro). Un consiglio : andate in banca e, precauzionalmente, prenotate un mutuo, tante volte a questi venisse in mente di mettere su un inceneritore.