Posts Tagged ‘tracce’

AMANTE, un venerdì di ordinaria follia

20 gennaio 2014

di Costanza Bondi – tratto dall’antologia TRACCE

tracceSveglia alle 6.45, come di routine quando il marito è fuori per lavoro. Sì, ma a questo giro è semplicemente il quarto giorno che sono sola. I miei pensieri, inevitabilmente, tornano sempre all’amante mio adorato. Mi alzo già “cotta”. Solita colazione con caffè, rigorosamente senza biscotti da ormai tre anni a questa parte, da quando cioè sono diventata celiaca. Già che il caffè non mi piace… figuriamoci se lo rovino ulteriormente coi Biaglut al sapore di zero! Quindi – dicevo – solita colazione con solita vista dell’alba perugina che ogni mattina è più bella, perché ogni giorno è diversa. Sì, sono fortunata: mi godo uno dei panorami più intensi della città, quello che scopre Assisi e tutta la vallata umbra di Monteluce. Ma dura poco… 20 minuti, bagno, sigaretta, sveglia ai figli e lavatrice. Il pensiero torna a lui, spero di aver tempo, anche poco, da dedicare al mio amante in giornata. (more…)

Libri cultura e Caffè di Perugia, magica fusione

29 maggio 2012

Ieri, 28 maggio al Caffè di Perugia in via Mazzini, è stato presentato TRACCE, antologia scelta di

Costanza Bondi

racconti brevi a cura di Costanza Bondi, edizioni Bertoni. Presenti anche le scrittrici Alessia Rocco, Alessandra Donati, Bruna Reboldi, Maria Luisa Paulonia, Cinzia Sposato e Viviana Picchiarelli. Intervistata, la curatrice Costanza Bondi, nonché ideatrice e scenografa del marchio WOMEN@WORK, sostiene: “In una società in cui quasi nulla più è tabù, raccordandoci in Tracce, noi scrittrici del gruppo WOMEN@WORK abbiamo cercato di sperimentare un equilibrio diverso tramite le testimonianze di esperienze dirette, o percepite – non necessariamente quindi personali – in cui il concetto chiave è esclusivamente il riflettersi nello specchio dei tempi e dei modi a noi circostanti. La scrittura, infatti, è per noi un’amica a cui non sappiamo rinunciare. E’ una presenza affettiva e liberatoria che accompagna alcune di noi da sempre, ma che ad altre ha teso la mano per la prima volta con Tracce. Perciò, eccoci riunite in questa raccolta di racconti brevi, che di poetico – rispetto ai progetti precedenti delle WOMEN@WORK – ha ben poco, se non (more…)

Women@Work presentano il libro “TRACCE” al Caffè di Perugia

28 maggio 2012

Lunedi 28 maggio 2012, ore 18.30 Caffè di Perugia, via Mazzini 10/14

Tracce, antologia scelta di racconti brevi è una piccola antologia a cura di Costanza Bondi, in cui le WOMEN@WORK, poetesse d’amore ormai acclarate, si riuniscono per la prima volta all’insegna della prosa. (more…)

Jean Luc Bertoni sulle “Tracce” di… Costanza Bondi

23 maggio 2012

Tracce è una piccola antologia di racconti brevi, in cui le WOMEN@WORK, poetesse d’amore ormai acclarate, si riuniscono per la prima volta all’insegna della prosa.

Sì, è una raccolta di 20 racconti scritti da 12 autrici. E, più precisamente, si tratta di un libro che abbiamo scritto per compiacere nessuno, se non noi stesse, dopo aver raccolto esperienze personali e di gente a noi vicina.

Quindi non ci sono stereotipi, anche se… viene da chiedersi se ciò che avete raccolto riguardi o meno cose realmente accadute.

La risposta è: as-so-lu-ta-men-te sì! Abbiamo senza dubbio utilizzato la scrittura come una (more…)

PATERNITA’, lettera aperta a un amore imperfetto

19 marzo 2012

di Chiara Breschi

Ora che riesco a vedere noi due che quel giorno facevamo l’amore, vacillo sotto il mio dolore, insieme al resto mancante della nostra storia. E alla sentenza di morte che hai emesso nei confronti del nostro futuro.
E’ una lentezza della sconfitta, la mia, che non chiede ripensamenti da parte tua in cambio di un vantaggio di cui potrei godere, poiché la vittoria la racchiudo in grembo.
Perciò scappa pure. Scappa verso un tempo il cui corso non puoi fermare. Vai il più lontano possibile da noi, là dove i luoghi hanno solo lo spazio intorno, dove il peso dei pensieri non ti permetterà di trovare riparo alcuno: dove, come per destino, percepirai la vita sotto un dolore nuovo. “Amore, ho scoperto di essere incinta!”
Queste sono state le mie ultime parole prima di vedere per sempre la trasfigurazione sul tuo viso. Andrò avanti senza te, che non vuol dire rimanere “sola”, dal momento che ho scelto di portare avanti la mia gravidanza. Vedi? L’esistenza di ognuno di noi è una storia aperta ad un’infinità di soluzioni, la cui fluidità è semplicemente inarrestabile e in cui ogni scelta è paradossalmente irreversibile. Cosa significa? Vuol dire che la vita è praticamente come una torta. O meglio: come la ricetta per fare una torta. Ognuno di noi sceglie gli ingredienti tra le infinite possibilità che gli si propongono, così che ciascuno di noi troverà il suo giusto equilibrio di saperi e sapori.
Hai fatto valere la tua potenza di uomo con la tua scelta di tirarti indietro.
Non devi infatti ritenerti un uomo potente e vero, un vir, giusto perché ti ritrovi a guidare una grande azienda, di cui ora non faccio il nome, o giusto perché ti orgasmizzi sopra la tua amata motocicletta! No. L’uomo potente è colui che decide di allevare il figlio suo, di farlo crescere e di fargliela cavare al meglio, una volta cresciuto, in quell’incredibile mare magnum che è la vita.
Ecco: hai messo a punto la tua potenza/impotenza di uomo negandoti la paternità.
Da donna quale sono – e ora anche da madre – penso che la paternità sia l’atto in assoluto più altamente evocativo della condizione di “maschio”, l’unico vissuto che può renderlo veramente “uomo”.  Ed è pur vero che la paternità autentica poco ha a che fare con l’evento biologico in sé per sé. A mio avviso, infatti, padri si diventa solo nel momento in cui si decide di amarlo il proprio bambino… il quale, a un certo punto, inevitabilmente, uscirà dal grembo materno in cui ha preso vita e nutrimento: stesso momento in cui, responsabilmente, il padre potrà scegliere se prendersene cura o meno. In ogni anima c’è uno stato d’animo che ci invita a un viaggio di una melodia narrante, avventura scritta e vissuta poiché messaggera di pathos e di primavera: come, appunto, un dolce risveglio che sa obbedire alle tentazioni che suscitano le emozioni. Tutte. Nessuna esclusa. Di una verità non elusa, sebbene vittima fragile di trame tradite e ingannate e nell’intimo violate, in sussurri inghiottite e a fatica poi gridate.
Lascio perciò a te questa mia lettera aperta che ho sottotitolato “un amore imperfetto”, scritta in privato e data in pasto al pubblico perché tutti vedano, e credano, quanto io ritenga giusto lottare per il mio vero e immenso amore.
Che in tal caso non sei tu, ma è il mio piccolo Francesco…

La vera moralità non consiste nel seguire un sentiero già tracciato, ma nel trovare il vero sentiero da soli e nel seguirlo senza paura.
(Mahatma Gandhi)

PATERNITA’ – lettera aperta a un amore imperfetto –
di Chiara Breschi, tratto da TRACCE: antologia scelta di racconti brevi
(prossima edizione)
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