Posts Tagged ‘trasporti’

IN UMBRIA IL TRENO NON S’HA DA PRENDERE.

8 settembre 2017
stef

Stefania Verruso

In un territorio che da decenni soffre l’isolamento strutturale sia viario che ferroviario dalle grandi linee di comunicazione, ci mancava solo l’interruzione del servizio della linea FCU a decretare che i treni in Umbria non devono essere parte importante del trasporto regionale.
Non bastava l’isolamento perpetrato a suon di progetti alternativi o misere promesse
sull’Alta Velocità, oggi dobbiamo assistere pure alla soppressione in toto del servizio di
FCU dopo che per anni nessuno si è curato di (more…)

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PERUGIA PRESENTE NEL MONDO ..ma i nuovi #politici lo sanno? che fanno? E la moderna politica umbra dove punta? È questione sempre e solo di soldi??? Credo proprio di NO!

26 aprile 2015

Minimetrò_primopianodi Lorena Pesaresi

Sì è proprio così,  il nostro #Minimetrò è sempre presente  in tutte le migliori riviste specializzate  del mondo. Lo dico senza enfasi ma spesso neanche ci accorgiamo di cosa abbiamo messo in casa…così presi da tanti  interessi altri….

Un sistema per la #mobilità urbana #alternativa a  #Perugia tra i più innovativi in Europa e nel mondo. Siamo la prima città ad aver applicato questa modernissima e prima tecnologia. (more…)

Leonelli (Pd): “Con il protocollo d’intesa con la Toscana sull’alta velocità si avvicina la realizzazione di una delle priorità del nostro programma regionale”

15 luglio 2014

pd_logo“Una buona notizia per l’Umbria, un atto significativo che va nella direzione da noi auspicata e che consentirà all’Umbria di ampliare e sviluppare il suo sistema infrastrutturale e dei trasporti”. Così Giacomo Leonelli, segretario regionale del Pd Umbria, commentando la firma di un protocollo di intesa tra Umbria e (more…)

Vitale: è ora di sperimentare i trasporti collettivi non di linea notturni per il fine settimana

21 Mag 2014

Riceviamo a pubblichiamo

sinistra per perugiaAderendo al Manifesto per la Mobilità Nuova a Perugia intendo adoperarmi sul fronte dei trasporti collettivi per raggiungere e rientrare dai luoghi di divertimento notturni (discoteche, locali notturni, concerti).

A tutti, in particolare ai giovani, quando si va in un locale fa piacere partecipare al divertimento ed accompagnare i momenti di socialità con qualche bevanda. (more…)

Umbria Mobilità in panne: tra autobus fermi sulle vie ed altri interessi da pagare

25 ottobre 2013

Riceviamo e pubblichiamo

autobus-piazza-italiaPercorrendo le strade di Perugia e dintorni è frequente notare mezzi pubblici in panne sui lati della strada, con i cittadini costretti a scendere in attesa di un mezzo sostitutivo. L’elevato numero di guasti che i mezzi di Umbria Mobilità registrano quotidianamente è il risultato tangibile di anni di depauperamento delle risorse pubbliche; di una politica selvaggia di privatizzazioni; del sistematico disinteresse per i bisogni della (more…)

Governo: Rocco Girlanda nominato Sottosegretario ai Trasporti ed alle Infrastrutture

3 Mag 2013

rocco-girlandariceviamo e pubblichiamo

Nel congratularci con l’amico Rocco Girlanda per l’importante e prestigiosa nomina a Sottosegretario alle Infrastrutture, che senz’altro produrra’ importanti e positive conseguenze anche per la soluzione degli annosi problemi infrastrutturali della nostra Regione, esprimiamo la forte soddisfazione di tutto il PDL umbro, rappresentato cosi egregiamente (more…)

TRASPORTI UMBRIA – VERSO UN FALLIMENTO CONCORDATO? OVVERO, QUANDO I GIOVANI TURCHI LOCALI CHIEDONO AIUTO A RENZI

12 marzo 2013

di Ciuenlai

In gergo economico si chiama “socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti”. Stiamo parlando della ipotesi di soluzione più gettonata per tentare di risolvere la gravissima crisi finanziaria di Umbria Tpl. Il meccanismo, non dissimile dall’esperienza fiorentina (Renzi adesso va di moda (more…)

Tariffe Trasporti: Per la CISAL di Perugia occorre maggiore attenzione alle famiglie, agli studenti, ai pensionati

30 marzo 2012

Istituzione del “biglietto family” e riduzione delle tariffe collegate all’Isee per pensionati e universitari. Sono alcune delle proposte avanzate dal

Elena Tiracorrendo

sindacato autonomo CISAL al Tavolo di concertazione sul bilancio di previsione 2012/2014 del Comune di Perugia dedicato ai trasporti. La CISAL condivide l’obiettivo dichiarato dall’assessore Livia Mercati: pur nell’incertezza delle risorse salvaguardare lo stato sociale, mantenendo i servizi pubblici essenziali. Ed è proprio il riguardo allo stato sociale ad ispirare le proposte CISAL: tariffa unica regionale di 1 euro (invece che 1,20 come prospettato dall’assessore Ciccone), biglietti a tempo (10′ 20′ 30 minuti), biglietto unico per le famiglie, riduzioni collegate all’Isee per studenti e pensionati. “In un momento di scarsità di risorse condividiamo le soluzioni individuate dal Comune di Perugia per razionalizzare le spese” dichiara

 

Vincenzo Filice

Vincenzo Filice, che ha rappresentato la CISAL al Tavolo, “come ad esempio il sistema di trasporto a chiamata in sperimentazione nella zona di San Marco. Bisogna però fare di più per venire incontro alle famiglie, ai giovani, agli anziani”. Per discutere nel dettaglio le proposte, l’assessore Ciccone potrebbe indire uno specifico tavolo tecnico. “Da due anni la CISAL partecipa attivamente ai Tavoli di concertazione sul bilancio comunale” afferma Elena Tiracorrendo, segretario generale della CISAL di Perugia; “la concertazione è un ottimo strumento, va solo migliorato. Disertare i tavoli, come sempre più spesso avviene da parte di molte forze sociali, non è la soluzione. Bisogna partecipare, esserci e contribuire con le proprie proposte.” In merito al tema “Perugia Sicura” la CISAL ha proposto al Comune di rivedere ed integrare i protocolli d’intesa già esistenti con le diverse forze di polizia, al fine di un più efficace e razionale controllo del territorio.

UGL TRASPORTI E L’ACCORDO CHE NON C’E’

9 febbraio 2012

La Segreteria regionale UGL TRASPORTI Tpl smentisce l’articolo pubblicato dal Giornale dell’Umbria in merito all’accordo sugli stipendi dei lavoratori di Umbria Mobilità. Dispiace dover smentire il cronista del Giornale dell’Umbria, ma ad oggi non vi è nessun accordo, le Segreterie di tutte le sigle sindacali si incontreranno il prossimo venerdì pomeriggio al fine di trovare una posizione unitaria in merito all’argomento dell’unificazione dei trattamenti economici e normativi, e quindi, poi recarsi alla convocazione in Regione, del lunedì successivo presso gli uffici dell’Assessore ai trasporti Silvano Rometti. L’articolo sopracitato è viziato da alcune notizie infondate che precisiamo di seguito:

L’incontro di lunedì 13 febbraio in Regione è il tentativo di un accordo, che vede coinvolto anche l’Assessore Rometti, come garante di impegni precisi che prenderanno Azienda e Sindacati. E’ bene precisare che l’azienda per l’anno 2011, ha risparmiato sulla voce di bilancio relativa al costo del personale oltre 2.500.000 (due milioni cinquecentomila) euro, quindi la cifra che trova d’accordo tutti di 1.000.000 (un milione ) di euro non è un costo in più, ma sono risorse recuperata dai pensionamenti e riduzione dell’organico di guida. Il Sindacato non fa “buon viso e cattivo gioco” nei confronti dei lavoratori, come racconta il cronista, coerentemente abbiamo chiesto l’immediata erogazione all’atto della firma, ma visto che il documento che si discuterà in Regione, prevede solo l’individuazione delle risorse necessarie, e impegna l’Azienda e Sindacati ad un confronto in tempi certi, in merito al successivo tavolo aziendale, per definire il nuovo accordo normativo ed economico unico dei lavoratori di Umbria Tpl e Mobilità, per tale ragione si può prevedere l’effettiva erogazione slittata di qualche mese. La scrivente sigla ha già manifestato le proprie perplessità, in merito alla proposta aziendale che vede come erogazione l’anno 2013, ritenendo che nell’ultimo periodo i salari abbiano perso parte del potere di acquisto, rispetto al 2011, anche a causa delle ultime manovre economiche correttive del bilancio dello stato, da parte dei governi che si sono succeduti.

 Roberto Perfetti –  Segreterio Regionale

 

 

PERUGIA. La Giunta di sinistra torchia anziani e disabili !

13 ottobre 2011

Destano sconcerto, ma non sorpresa, le misure che la Giunta Boccali intende varare per far quadrare il bilancio. Dimezzamento dei servizi per anziani e disabili come se queste categorie appartenessero ad una casta di privilegiati che gode di comprimibili risorse. Una scelta inaccettabile che colpisce gli ambiti più disagiati e deboli della nostra società. Avrebbero bisogno di attenzione e  sostegno. Vengono drammaticamente privati dei servizi di cui necessitano. Mancano i fondi? Perché il Sindaco Boccali non opera i tagli sulla elefantiaca macchina comunale e sulle posizioni dirigenziali (le più alte in Italia)? Perché non si dedica a far emergere l’enorme sommerso degli affitti in nero che oltre a garantire flussi di denaro alla casse comunali porterebbe maggior sicurezza nella nostra città? Perché non revoca l’ICI di vantaggio che ha regalato ai costruttori? Si preferisce colpire i deboli  che non possono difendersi. E’ una autentica vergogna che fa passare in secondo ordine tutte le altre misure – assurde e penalizzanti per lo sviluppo – che intende adottare. Dalla tassa sui turisti degna di chi ha sposato la via della recessione, all’aumento dell’IRPEF che farà diminuire i consumi ed aggraverà la crisi di tante attività commerciali. Dalle rette degli asili alla “vendita” ai privati del trasporto pubblico notturno. A proposito della quale poniamo una domanda: come mai il passaggio di questo servizio al privato comporterà un risparmio di 100 mila euro? Noi la risposta l’abbiamo: il “pubblico”, nella nostra città e nella nostra regione è gestito in modo clientelare ed è perciò fonte di enorme sperpero del denaro della collettività. E i cittadini pagano!

Carla Spagnoli – Vice Commissario di Futuro e Libertà Umbria

Ciccone: Con i 3 milioni per i vitalizi si pagano 2 anni di trasporto scolastico

23 luglio 2011

Fonte: umbrialeft

“In Umbria la situazione è particolarmente pesante e non è certo facile digerire il fatto che all’anno dal bilancio regionale escano 3 milioni di euro per pagare i vitalizi di 93 ex consiglieri regionali. Se consideriamo che a Perugia, l’intero trasporto scolastico ci costa in un anno 1 milione e 800 mila euro, possiamo fare un confronto tra la sproporzione che separa il trattamento della “casta” rispetto ai cittadini normali”, lo ha affermato l’ssessore alla mobilità, vigilanza e personale del Comune di Perugia Roberto Ciccone.

L’auspicio dell’ass. Ciccone è che sia proprio la politica a dare un segnale ai cittadini e ai lavoratori che subiscono i contraccolpi della crisi e della manovra di Tremonti e per far questo “abolire i vitalizi per i consiglieri regionali” sembra la soluzione migliore.

“Paradossalmente – continua la nota – non mi trovo a dare ragione ad un sindacato di classe combattivo e comunista, ma alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che esprime una posizione di assoluto buonsenso quando dice che è inaccettabile che si richiedano sacrifici a tutti, tranne che alla politica”.

Dovremmo riflettere sul fatto che “quello che più colpisce è che questo stato di cose sussista nel momento in cui ai dipendenti pubblici viene chiesto un sacrificio forte, il blocco degli aumenti contrattuali nei salari fino al 2018, a tutti i lavoratori dipendenti e ai pensionati “normali” vengono diminuite le agevolazioni fiscali (ricordo che le detrazioni sono le uniche compensazioni per chi paga le tasse alla fonte rispetto al mondo dell’evasione ed elusione fiscale), i cittadini in generale si troveranno a pagare di più i servizi – vedi l’introduzione dei ticket sanitari – o subiranno le conseguenze dei tagli susseguenti alla stretta dei trasferimenti da parte dello Stato per i servizi pubblici. Per il trasporto pubblico locale a Perugia, ad esempio, si profilano ulteriori tagli del 15%, rispetto alla già grande sforbiciata subita lo scorso anno. Come si può facilmente intendere, il rischio è la fine delle politiche della mobilità nel capoluogo regionale”.

“Per questo motivo mi auguro che il presidente del Consiglio regionale Brega faccia sul serio quando dice di voler abolire i vitalizi per i consiglieri regionali e che non sia la solita mossa tattica di facciata che si approva quando i privilegi della “casta” sono sotto attacco da parte dei media. Questa volta i tanti pensionati dell’Umbria, che ha una grande percentuale di pensioni al minimo, non capirebbero i tentennamenti della politica”.

Lo stesso vale per i “precari, i lavoratori dipendenti, i dipendenti pubblici – conclude Ciccone – che si impoveriranno grazie al combinato disposto del blocco dei salari e dell’aumento della tassazione per il venir meno delle agevolazioni fiscali”.

Molto bene Ciccone

commento di Paola Bianchi –  Rifondazione Comunista

Correttamente, dal mio punto di vista , l’assessore provinciale Luciano Della Vecchia nel suo intervento all’attivo di ieri sosteneva che alcuni sapienti “burattinai”, per depistare l’attenzione dalla pessima e iniqua manovra finanziaria e dalla irregimentazione di tutti i sindacati (funzionale ad precarizzazione totale del lavoro e all’eliminazione della democrazia nei luoghi di lavoro) stanno indirizzando la rabbia dei cittadini contro tutte le assemblee elettive per eliminare ogni sede di espressione della partecipazione e della voglia di cambiamento e di giustizia sociale. L’assessore Della Vecchia ricordava , a tale proposito, che i sindaci dei piccoli Comuni percepiscono qualcosa come 600 euro – una cifra ridicola, considerando i rischi cui si espongono – e non dispongono di strutture amministrative adeguate. Ha ragione chi li definisce “eroi”. A mio avviso, eliminare i piccoli Comuni significa abolire la cura delle comunità, i servizi e disgregare un tessuto sociale di solidarietà. Effettivamente , ciò a cui mirano questo Governo ma anche un possibile futuro governo di ispirazione Camusso-Marcegaglia-Draghi + Napolitano , è la disintegrazione della rappresentanza politica, della partecipazione e del tessuto civile e sociale di questo Paese per piegarlo completamente alle politiche liberiste e di sfruttamento.

Non a caso, certi “giustizieri” – manovrati da potenti “interessati” – attaccano quasi esclusivamente i luoghi della rappresentanza politica.
Attenzione: non criticano – se non incidentalmente – la manovra economica; non reclamano una legge elettorale proporzionale che dìa rappresentanza a tutte le istanze politiche , anche quelle che sono oscurate dai media.
Costoro chiedono solo l’eliminazione o la riduzione della rappresentanza politica e la privazione della dignità dei consessi elettivi attraverso un attacco generalizzato alle remunerazioni di consiglieri e assessori (senza sapere nemmeno di quale cifra si tratti, se lorda o netta e a fronte di quale impegno), l’eliminazione degli assessorati esterni e via discorrendo). Tornando alla questione affrontata da Ciccone, io penso che l’ indennità non irrisoria corrisposta durante il mandato, possa ben garantire i cosiglieri regionali per il lavoro prestato, tenendoli contemporaneamente indenni dalle perdite in termini di opportunità/crescita professionale nei cinque anni di mandato, oltreché permettere loro di svolgere con coscienza il proprio incarico nell’interesse generale; DIVERSAMENTE, il VITALIZIO mi pare abbia solo la natura di privilegio, specie in concomitanza con una manovra economica iniqua e gravosa, posta ad esclusivo carico dei ceti medio-bassi della popolazione. I vitalizi invero costituiscono complessivamente un ingente onere per la collettività regionale , sono cumulabili con il trattamento pensionistico ma si inziano a percepire prima della pensione (a 60 anni). Fermi restando i diritti acquisiti per i consiglieri cessati (sui quali in qualche modo comunque occorrerebbe incidere prevendo un tetto al cumulo con la pensione e facendone slittare la esigibilità), essi vanno decisamente aboliti per i consiglieri regionali attualmente in carica al primo mandato e ne va bloccato l’incremento per quelli in carica già consiglieri in precedenti legislature regionali. Personalmente concordo con Ciccone e auspico una battaglia senza cedimenti su questo punto da tutti gli istituzionali del partito; personalmente mi occuperò di svolgerla nella commissione politica nazionale per il congresso, di cui faccio parte. Mi auguro che questa istanza sia raccolta e portata avanti senza cedimenti dal consigliere capogruppo in Regione del mio partito.

 

Trasporti, Giovani democratici scrivono a Boccali: “servizi siano a misura di studente”

23 gennaio 2011

Aggiornare il sistema di mobilità urbana di Perugia rivedendo gli orari dei mezzi, prolungando l’apertura serale del Minimetrò, creando un biglietto “leggero” per chi non utilizza la modalità di trasporto integrata, introducendo nuove agevolazioni per studenti. Queste ed altre proposte sono oggetto di un documento che i Giovani democratici (Gd) di Perugia hanno presentato al sindaco di Perugia Vladimiro Boccali, come “contributo positivo all’attività dell’amministrazione comunale”. Proprio la proposta di un biglietto che preveda l’utilizzo di un solo mezzo di trasporto pubblico ad un costo inferiore rispetto al servizio integrato tra più mezzi di trasporto è una delle idee più interessanti avanzate dai Gd di Perugia. Il problema è molto sentito dai cittadini, soprattutto la popolazione giovanile e studentesca, che sulla questione sta dibattendo da tempo. Nel testo gli under30 del Partito democratico riconoscono come vi sia “un profondo squilibrio tra i passeggeri che viaggiano nel comune di Perugia, ovvero il 60 per cento del trasporto pubblico dell’intera regione Umbria, e i fondi con cui la mobilità cittadina viene finanziata, cioè solamente il 16 per cento del totale della nostra regione. Una condizione – specificano – in cui Perugia si trova ad offrire un servizio regionale a tutta la popolazione umbra, che però viene interamente pagato dai soli perugini: situazione ulteriormente aggravata dai tagli governativi al settore, i cui trasferimenti sono stati ridotti di quasi la metà rispetto all’anno scorso”. Malgrado queste premesse il movimento cittadino Gd chiede comunque alla Giunta comunale di superare alcune rigidità del sistema “rivisitazione orari e modalità di fruizione dei mezzi pubblici”.
“Va aggiornato il meccanismo con cui vengono stabilite le corse degli autobus – sottolineano nel documento – passando da scadenze fisse e regolari (ad esempio una corsa ogni 20 minuti) a tempistiche scadenze flessibili e dipendenti dalla effettiva quantità di passeggeri a seconda delle diverse fasce orarie della giornata: per quello che riguarda gli studenti sarebbe necessario intensificare le corse che coincidono con l’ingresso e l’uscita di scuole ed università, riducendo invece le corse nei periodi morti della giornata”.
Proposte di miglioramento anche rispetto al Minimetrò, verso il quale si lancia l’idea di un’apertura prolungata nei fine settimana primaverili ed estivi. “È utile imparare dalla sperimentazione fatta durante i grandi eventi – si legge nel testo – introducendo con un allungamento degli orari di apertura degli impianti della mobilità alternativa e calibrando la cessazione del servizio di metrò, ascensori e scale mobili sugli orari di chiusura previsti per i locali del centro storico. Una mobilità notturna – proseguono – che migliori, almeno nei fine settimana, i collegamenti tra i quartieri nei quali risiedono maggiormente gli studenti, a partire da quelli dove sono presenti i collegi universitari, ed il centro storico: sarebbe auspicabile – aggiungono – una ‘circolare’ che unisca di notte queste zone della città”.

Regione, Segnali di cambiamento o segnali di aggiustamento?

4 dicembre 2010

di Darko Strelnikov
Apparentemente le cose stanno cambiando. Lentamente ma stanno cambiando. Le Comunità Montane verranno (probabilmente) abolite, l’Azienda unica dei Trasporti è una realtà certificata dal notaio, gli amministratori della Regione si sono tagliati lo stipendio del 10%. La situazione impone decisioni forti e di netta discontinuità con il passato. Questi primi segnali sembrerebbero andare in questa direzione. Dunque questo inizio di legislatura non può che non essere giudicato in maniera positiva. Però, (c’è sempre un però), nonostante tutto, alcuni vizi di fondo sembrano essere ancora presenti e il giudizio non può che rimanere appiccato all’esito finale delle varie operazioni, che si stanno compiendo e che ancora si devono compiere. E allora nasce spontanea una domanda : siamo di fronte ad un aggiustamento del vecchio metodo di governare o ad un  deciso cambio di passo, ad una vera e propria rivoluzione? Leviamo subito di mezzo Lenin, perché sconvolgimenti epocali e di assalti al palazzo d’inverno, in giro non se ne vedono. Piuttosto si ha l’impressione di una volontà, anche decisa di mutamento, che, ad un certo punto, si ferma e frena nel momento più importante. Insomma saremmo ai “Vorrei ma non posso”, ai “Due passi avanti e uno indietro” o peggio al viceversa (uno avanti e due indietro). Andiamo per esempi pratici prendendo subito di petto la questione della Comunità Montane. Se le aboliranno, come credo, sarà (ancora apparentemente) una scelta coraggiosa. Eliminare gli enti intermedi significa dare un colpo mortale a quel sistema di potere locale, inutile e costoso dal punto di vista istituzionale e amministrativo, ma preziosissimo per il mondo e le esigenze della politica. Ma solo se si ha il coraggio di arrivare fino in fondo. La scelta di accorpare tutto in una agenzia regionale desta più di una perplessità. Si continua a privilegiare soluzioni che non prendono la via maestra; quella degli enti elettivi, gli unici che debbono e possono essere i titolari di tutte le competenze di Governo. La mossa, più che una necessità, più che una novità è apparsa come un escamotage per permettere alla Regione di non perdere e cedere ad altri quei poteri. Ed è un classico di questi anni. Un classico che ha riguardato viabilità, acqua, trasporti e altre materie. La Regione Umbria del secondo millennio, credo unica in Italia, ha sempre voluto mantenere, accanto alle proprie ed esclusive prerogative di programmazione e legislazione, un ruolo significativo nel campo dell’amministrazione attiva, che invece, in uno schema ideale, dovrebbe appartenere totalmente a Province e Comuni. Ma sulla vicenda delle Comunità Montane c’è di più. Quello che è uscito dalla porta potrebbe anche rientrare dalla finestra. Come? Delegando a fantomatici Consorzi dei Comuni diverse attribuzioni dei vecchi enti. Non è una ipotesi, ma una precisa richiesta che “l’enclave” del Trasimeno ha già ufficialmente fatto. Se fosse così avremo una Agenzia Regionale che gestisce attraverso associazioni degli enti locali. E allora che sarebbe cambiato, visto che le Comunità Montane erano proprio questo? Sarebbe cambiato nome e avremmo un’agenzia in più. Tombola! Come razionalizzazione potremmo classificarla come una perla, una goduria, un esempio indimenticabile di gattopardismo. Ma anche la creazione di “Umbria Tpl”, l’azienda unica dei Trasporti, accanto ad una significativa opera di aggregazione e semplificazione, si porta dietro anche qualche buon “vizietto” della politica e diversi interrogativi sugli orizzonti futuri. Al di là del valore delle persone nominate, alcune delle quali, come il Presidente e soprattutto il Direttore, si portano dietro una esperienza amministrativa e una capacità manageriale notevoli e consolidate nel tempo, l’organigramma risponde ancora troppo a logiche di equilibrio politico tra partiti ed enti proprietari. Anche se il Cda non è scandaloso, come dice qualcuno dell’opposizione, perchè composto da gente che ha, in misura diversa, dimestichezza con l’argomento trasporti. E questo non è poco. Ma se si voleva produrre una vera innovazione bisognava seguire la logica dell’amministratore unico, che tanto bene funzionò all’Atam e all’Asp, prima della loro fusione e che potrebbe avere ancora una sua validità. Comunque, mi si dirà, si è iniziato. E questo è un indubbio merito. Dico di si, ma solo se il processo va avanti a 360 gradi. Gli accorpamenti nei servizi riguardano diverse materie. Però di fare aziende uniche di acqua e rifiuti si parla poco, anzi non se ne parla per niente. Addirittura qui si va in senso contrario. Umbriacque ha comunicato ai sindacati che vuole dividersi in due società. Altro che fusioni, qui siamo alle divisioni! E allora perché i trasporti si e gli altri no? Perché, probabilmente, la situazione delle aziende pubbliche del settore stava diventando insostenibile. Salvo l’Apm, che ha avuto una gestione oculata e che con importanti e lungimiranti operazioni esterne all’Umbria promosse da tutti i suoi presidenti (Brutti, Panettoni e Moriconi) ha sempre avuto una gestione in attivo, i bilanci di Atc e (soprattutto) Spoletina avevano il fiato corto ed erano in situazioni finanziarie difficili. Insomma l’Azienda Unica è stata l’unica soluzione (direi obbligata) in grado di scongiurare definitivamente qualsiasi ipotesi di chiusura. Se è così, la Giunta Regionale, a questo punto, dovrebbe chiarire se tutto ciò è un inizio o è invece una fine, se quella delle razionalizzazioni aziendali è una linea valida in tutti i settori o no. Dovrebbe chiarire se l’ obbiettivo finale è la creazione di un unico soggetto imprenditoriale pubblico dei servizi, o se invece , quella dei trasporti, è una eccezione dettata da uno stato di necessità. Sta qui il nocciolo della questione. Perché si fa presto a travestire un ipotetico “cambiamento” in un semplice “aggiustamento”.

Trasporti in Umbria, SOTTO IL VESTITO… NIENTE!

30 novembre 2010

di Sandra Monacelli Presidente gruppo “Casini – Unione di Centro”

La nuova azienda unica del trasporto umbro, al netto dei proclami, nasce all’ombra della solita logica spartitoria della politica e dei gruppi partitici. Uno a me, uno a te, tre a te… Appare evidente che la preoccupazione principale sia stata quella di accontentare le varie appartenenze politico-territoriali, anziché ricercare competenze tecniche che oltre a migliorare l’integrazione del trasporto su gomma con quello del ferro, che nella fattispecie fa la parte della cenerentola, avessero aggiunto quelle conoscenze opportune e necessarie per rendere moderno il sistema umbro di trasporto pubblico locale. Evidentemente la nostra regione non riesce proprio ad uscire da questa mentalità che trasforma ogni organismo in un luogo di sistemazione politico-burocratica, incurante della funzione di servizio per cui vengono istituiti. Speravo che il terremoto, che di recente ha colpito il sistema di potere umbro, avesse indotto un cambio di rotta nella classe dirigente locale, ma si vede che dopo lo shock rimane la stessa impostazione mentale, che è dura a morire.


Dario Fo all’Università di Perugia: gli studenti non si facciano distrarre dalle cose serie!

11 novembre 2010

di Errico Biagioli – Alleanza Universitaria Perugia

“Ha ragione Dario Fo a dire che la cultura non è un optional” sostiene Errico Biagioli, di Alleanza Universitaria Perugia, in merito all’assemblea in cui il Premio Nobel ha preso parte oggi presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Perugia.

“Non possiamo però distogliere l’attenzione – continua Biagioli – dai problemi veri. Per il FFO già c’è un organo studentesco che ha espresso, proprio l’altro ieri, parere favorevole: il CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari), che abbiamo votato a maggio, e nel Decreto “Mille Proroghe” Tremonti ha messo, per il Diritto allo Studio UN MILIARDO DI EURO. Quello su cui le associazioni e gli studenti dell’Università di Perugia dovrebbero concentrare la propria attenzione sono le carenze che le Amministrazioni, Comune, Provincia e Regione, fanno subire agli studenti. “A sentire Dario Fo ci siamo andati, sì, e ci siamo fatti pure due risate – conclude Biagioli – ma alla fine del suo “comizio” siamo tornati nella nostra vita reale, fatta di trasporti pubblici inutili, inefficienti e cari (1,50 il più caro d’Italia), carenza di parcheggi, strisce blu a go-go o parcheggi liberi che, come a Medicina, diverranno a pagamento.”

Trasporti urbani, Ciccone: “I furbi sono dappertutto. Non solo stranieri tra gli evasori”

15 ottobre 2010

Capitolo uno: evasione tariffaria. “Non è assolutamente vero che sono solo gli stranieri a non

Roberto Ciccone, Assessore alla Mobilità

pagare il biglietto”. Con queste parole Ciccone mette un punto fermo sulla questione dell’evasione tariffaria sugli autobus. L’iniziativa sperimentale del Comune (che inizierà lunedì prossimo a bordo di 10 mezzi della linea S provvisti di tornelli) riguarda tutti i cittadini ed ha come obiettivo quello di recuperare una quota pari a 660 mila euro all’anno per la fascia urbana. Dunque, la nuova proprosta, non può essere intesa solo come un’azione volta a colpire una specifica fascia della popolazione; piuttosto è stata concepita come “un disegno specifico -sottolinea Ciccone- in favore del trasporto pubblico locale, che allo stato attuale risente di una perdita di proventi causata anche da molti italiani che viaggiano sulle linee urbane ed extraurbane”. Conclusione: non azzardare nessun giudizio riguardo alla responsabilità univica di alcune etnie, portoghesi in testa. Quindi, sul fronte dei “furbetti”, capitolo chiuso. Capitolo due: Eurochocolate. Come ogni anno l’amministrazione ha predisposto uomini e mezzi necessari allo svolgimento della manifestazione in piena sicurezza. Di sicuro l’accesso al centro in alcune aree sarà permesso solo a residenti e mezzi pubblici, ma la mappatura della viabilità rispetto agli scorsi anni non è cambiata. “Abbiamo messo in campo un numero di vigili necessari a svolgere turni supplementari dentro e fuori l’acropoli”, annuncia l’assessore, che incalza e dichiara che finalmente sembra che sia stato trovato un accordo tra Apm e Minimetrò sulle navette. “L’accordo prevede un costo tale da ripagare la spesa destinata alle navette. Certo -sottolinea Ciccone- chi organizza Eurochocolate si può scordare che il Comune predisponga un servizio di trasporto gratuito per una manifestazione che ha chiari scopi di lucro”. Capitolo tre: aumenti. Dopo la sollecitazione da parte dell’Udu di Perugia riguardo all’applicazione della delibera n. 408 del 7 ottobre 2010 (per le categorie protette), l’assessore alla mobilità ribadisce che “gli studenti rientrano di fatto all’interno delle fasce protette e lo testimonia l’invariabilità dei prezzi degli abbonamenti per la campagna di settembre”. Di sicuro le agevolazioni non potranno essere allargate allo stesso modo per tutti, ma solo in relazione alla divisione delle fasce di reddito. Fermo restando che per seri motivi legati a vincoli di bilancio, la delibera non modificherà sostanzialmente le previsioni fino ad oggi adottate in favore delle categorie protette.E, per concludere, Ciccone rimane comunque convinto delle azioni messe in campo dall’amministrazione comunale in tema di servizio di trasporto pubblico locale, “che a Perugia -spiega l’assessore- rimane comunque un servizio valido per i cittadini, soprattutto se si tiene conto della grande mannaia imposta dal governo centrale che ha ridotto le risorse agli enti locali di circa il 50 per cento”.

nota di Oliviero Dottorini – IDV

“E’ urgente che la Giunta regionale affronti in maniera complessiva e integrata la questione del trasporto pubblico locale, mettendo in campo un serio e corposo piano di rilancio. Solo
portando più cittadini ad utilizzare mezzi alternativi a quelli privati si potranno sanare i bilanci delle aziende della mobilità pubblica”. Lo  dichiara il capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale,

TRASPORTI, ADDIO BIGLIETTO UNICO PERUGIA

14 ottobre 2010

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Dal 9 giugno 2008 è stato introdotto il nuovo Piano di Mobilità Urbana (PUM) con maggiori collegamenti tra le reti FS, FCU, APM, Minimetrò. Il cosiddetto “Biglietto Unico Perugia” è stato motivo di esaltazione della politica regionale fin dal primo momento in quanto può far viaggiare i cittadini su tutte le linee degli autobus dell’APM, dell’ACAP, sul Minimetrò e sulle tratte ferroviarie, all’interno del Comune di Perugia, delle Ferrovie dello Stato e della Ferrovia Centrale Umbra con una validità di 70 minuti dalla convalida. E’ anche facilmente reperibile: si può acquistare presso le stazioni del Minimetrò, le stazioni FS e FCU del comune di Perugia, i giornalai, i tabaccai e direttamente all’interno degli autobus (quest’ultimo con un ammontare di 1,50 euro).

Ora la Giunta di sinistra, per far fronte a questo periodo di crisi economica, aiuta i propri cittadini aumentando ben del 50% il costo del biglietto. Ma non solo, non bisogna scordare che questi mezzi di trasporto non sono solo adoperati da coloro ai quali piace passeggiare tre le bellezze perugine ma sono molto utilizzati anche dai lavoratori e dagli studenti, per raggiungere il posto in cui svolgere la propria mansione. E quindi aumento o non aumento sono costretti a non farne a meno. Di conseguenza è lecito domandare per quale motivo è stato effettuato questo rincaro  dato che non si conoscono periodi di poco impiego dei mezzi. Si può cercare una risposta analizzando le spese sostenute nel 2009 per il mantenimento del Minimetrò: l’istituzione di questo mezzo sta facendo perdere circa 1.380.000 euro mensili alla Regione considerando che ogni mese ne versa 1.500.000 e ne incassa approssimativamente 113.000. Perciò è davvero un’esigenza, per lo più urgente, o l’ultima dimostrazione d’ inattività della Giunta di sinistra, che preferisce far pagare ai cittadini piuttosto che tagliare spese inutili e ingiustificate?

Marica Fuccelli

Perugia, “Sospendere gli aumenti dei biglietti”, richiesta al sindaco dai consiglieri comunali PDL

10 ottobre 2010

I consiglieri Comunali del PdL hanno chiesto all’Amministrazione di sospendere gli aumenti dei biglietti e strutturare un piano del servizio serio che, oltre che far pagare gli elusori, comprenda biglietti a tempo ridotto per le corse più brevi, a tempo a chilometri. Sono anni che si lavano la bocca gridando ai quattro venti che non aumenteranno le tariffe e i tributi, parlando di invarianza fiscale, ed ogni anno, dopo un’elezione o al ritorno dalle vacanze i Perugini si trovano a pagare di più. Tanto per ricordare a Ciccone alcuni aumenti degli ultimi mesi : lampade votive, Irpef, Tosap, Tia, Parcheggi Sipa, Asili Nido ecc… L’Assessore, che diceva di voler sostenere una linea politica in favore dei più bisognosi e dei meno abbienti, dove era? All’atto pratico, i provvedimenti che sostiene sono in forte contraddizione con la sua linea politica: mentre lascia che vengano impiegati ben 10 milioni di Euro all’anno per ripianare i costi del Minimetrò, non fa nulla per andare incontro alle esigenze dei cittadini che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, continuando ad avallare aumenti sconsiderati.

Toc toc … scusi … ma esiste ancora il Pd a Perugia?

6 ottobre 2010

di F.L.R.

Per effetto della legge Bassanini, se non ci sono prove di corruzione ai danni della pubblica amministrazione, solo i dirigenti vengono coinvolti e accusati di mala amministrazione. L’andamento delle indagini nei casi del comune di Perugia (buco di bilancio)  e provincia di Perugia (appaltopoli) può portare allo stesso risultato, quindi niente politici nella rete ma solo i dirigenti dei settori interessati, pertanto non aspettiamoci sfracelli giudiziari.

Ci si aspetta tantissimo però dalla vicenda Santoni (sanità Foligno), questa  infatti sembra venire fuori con forza perché l’Umbria è stata almeno da dieci anni, guidata da un sistema di potere che si basava sulla distribuzione degli incarichi funzionali alla gestione di innumerevoli enti, (Asl, Atc, consorzi socio sanitari, parchi Ati acque e rifiuti, comunità montane ecc,) senza valutare le varie commissioni create ad arte,  un sistema ampio che accontentava i capirioni locali legati al capo centrale. Invece adesso tutto cambia perché i soldi sono finiti ed i capi centrali hanno cosi diminuito il loro potere di condizionamento. Un segnale forte è arrivato quando la Lorenzetti non è riuscita ad ottenere il consenso dei due terzi dei dirigenti del partito (PD e inclusi i voti di Locchi) ) per ottenere l’incarico del terzo mandato. Con la riforma della regione si salvano cosi i massimi dirigenti centrali ma non i ras locali,  quindi niente prebende da distribuire a pioggia, tenendo conto che anche le aziende pubbliche, per ragioni economiche, sono costrette a fondersi, vedi trasporti,  con perdita secca di dirigenti e movimenti vari. Tutto questo come mormora Radio Corso Vannucci, senza toccare i tre casi molto caldi nel mirino delle indagini della magistratura. La sinistra si trova davanti ad un bivio, tornare a fare politica vera nell’interesse dei cittadini oppure rassegnarsi alla frantumazione ed affondare.

Ma di tutto questo non sembra esserci traccia nel dibattito all’interno del partito ( ma c’è un dibattito?) e forse non si tiene conto che (come si dice) negli ultimi sondaggi il Pd in Umbria è passato dal 46% a circa il 30%.

Ma cosa sta succedendo? E’ vera la notizia che esisterebbe un progetto Stella che vede Foligno nel suo centro, e nel quale sono considerate le infrastrutture future, centro acquisti sanità, urbanizzazione dei terreni intorno alla ss. 75 Foligno – Civitanova?

E’ vero che si vuole trasformare Perugia in capitale politica virtuale e trasferire i centri di potere a Foligno? E’ vero che il centro logistico per lo stoccaggio delle merci sarà fatto vicino all’aeroporto di Foligno che è stato attrezzato per accogliere i grossi aerei cargo? (campanello d’allarme per Sant’Egidio).

Come mai viene potenziato lo scalo di Foligno (l’ENAC ha investo 800 mila euro per migliorare il confort dei passeggeri ) mentre sappiamo che oggi c’è solo un elicottero della protezione civile?.

Tutto questo sta avvenendo  in assenza totale di una strategia del trasporto passeggeri e merci in Umbria.

In ultimo (ma non meno importante) la mancanza quasi totale  della manutenzione stradale ordinaria e straordinaria, se nessuno prenderà provvedimenti urgenti per le strade umbre  si arriverà al collasso ed al punto di non ritorno e saremo costretti a  spendere dieci volte tanto per sistemarle e metterle in sicurezza.

Un contributo di 50 euro sull’abbonamento annuale a prezzo pieno dell’autobus per gli alunni della scuola di Spello

22 settembre 2010

Enzo Fastellini

Un contributo di 50 euro sull’abbonamento annuale a prezzo pieno dell’autobus per gli alunni che frequentano la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado a Spello. E’ quanto stabilito dall’amministrazione comunale che assegnerà il contributo a tutte le famiglie che utilizzano il servizio di trasporto pubblico su mezzi pubblici S.S.I.T per mandare a scuola in propri figli. Per accedere al beneficio, gli interessati dovranno inoltrare la domanda al Comune di Spello sui moduli appositamente predisposti. La domanda può essere avanzata da uno dei genitori dell’alunno, o dall’esercente la patria potestà, e dovrà pervenire inderogabilmente entro il giorno 31 ottobre 2010 al Comune di Spello, entro l’orario di apertura degli uffici comunali. Alla domanda dovrà essere allegata fotocopia dell’ abbonamento annuale a prezzo pieno dell’alunno.

Scale mobili Ponzianina di Spoleto, interrogazione di Giampiero Panfili al presidente della Provincia di Perugia

21 settembre 2010

Giampiero Panfili consigliere provinciale PDL

La realizzazione, da parte della Spoletina Trasporti, delle scale mobili Ponzianina, volute dalla Giunta Brunini e poi decantate dall’attuale Sindaco Benedetti, ha comportato ingenti investimenti pubblici; il percorso meccanizzato è stato concepito a ridosso delle mura antiche della città tanto che, in alcuni tratti, le stesse risultano essere irrimediabilmente danneggiate; già in sede di progettazione, erano state sollevate perplessità in riferimento all’impatto paesaggistico che ne sarebbe conseguito. Il progetto è stato fortemente sponsorizzato dall’Amministrazione Comunale  che, evidentemente, dopo un’analisi costi benefici, ha giudicato l’opera strategica per la comunità ed economicamente  sostenibile, tanto da ritenere trascurabili le conseguenze di impatto paesaggistico; il collegamento meccanizzato per il centro storico rappresenta una soluzione ottimale per garantirne un accesso generalizzato, evitando i relativi problemi di traffico e di parcheggio sia per i cittadini residenti che per i turisti.

La stampa locare riporta indiscrezioni circa un costo di manutenzione particolarmente elevato (dai 70 ai 90 euro l’ora) tale da rendere impossibile il funzionamento quotidiano, dovendosi studiare ipotesi di apertura parziale (solo nei fine settimana); in ipotesi di funzionamento soltanto nei giorni di sabato e domenica, viene completamente snaturata la funzionalità dell’opera stessa, tagliando fuori tutta la categoria dei lavoratori, incidendo in modo determinante sull’utilità stessa dell’opera; risulta abbastanza improbabile che siano rese note le spese di gestione ordinaria soltanto dopo l’apertura dell’impianto poiché, in fase di progettazione, si sarebbe dovuto procedere ad un dettagliato piano di investimento a giustificazione del relativo appalto. Il Consigliere Provinciale del PdL Giampiero Panfili  chiede di conoscere i dati allegati al progetto iniziale circa i costi di realizzazione, di gestione e la stima delle utenze previste;  i dati attuali circa l’effettiva spesa, il costo di gestione e quelli relativi all’utenza registrata; se la situazione riportata dalla stampa locale corrisponda al vero e, in ipotesi, quali  provvedimenti si intendono adottare.