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I consiglieri dell’Udu – Sinistra Universitaria impediscono l’elezione del Presidente e dei rappresentanti degli studenti nei consessi accademici.

13 gennaio 2011

I consiglieri dell’Udu – Sinistra Universitaria invalidano la prima seduta del Consiglio degli Studenti dell’Università degli studi di Perugia in maniera strumentale e impediscono l’elezione del Presidente e dei rappresentanti degli studenti nei consessi accademici.

Si è tenuta ieri mattina, presso il Rettorato dell’Università degli studi di Perugia a Palazzo Murena, la seduta di insediamento del Consiglio degli studenti a seguito delle elezioni universitarie che si sono svolte nel dicembre scorso, ma gli eletti nelle fila dell’Udu – Sinistra Universitaria, non sono entrati in aula giustificando in maniera strumentale la propria assenza con la protesta contro la Riforma dell’Università del Ministro Gelmini.

La realtà dei fatti è che gli eletti dell’Udu si sarebbero trovati in minoranza con l’elezione di un Presidente espressione dell’area moderata costituita da Alleanza Universitaria, Idee in Movimento, Rinascita Universitaria e Student’s Office – Universitas. Le quattro Associazioni hanno infatti sottoscritto un accordo per dar vita ad una maggioranza che possa assicurare la realizzazione di un programma comune e condiviso nel corso del mandato. L’unione tra queste componenti, tre delle quali fanno riferimento a “Giovane Italia”, movimento giovanile del Popolo della Libertà, ha portato ad avere la maggioranza nel Consiglio degli studenti, composto da 30 membri, con 16 rappresentanti, mentre l’area di sinistra ne vede 14.

Secondo i Presidenti delle associazioni studentesche moderate, Francesco Migliorati (Alleanza Universitaria), Alessandro Tassi (Idee in movimento), Mattia Mori (Rinascita Universitaria) e Bernardo Dolce (Student’s Office Universitas): “La scelta dell’Udu è molto grave e denota un atteggiamento antidemocratico, non accettando di essere in minoranza, la Sinistra Universitaria preferisce bloccare i lavori del Consiglio degli studenti, non eleggendo né il Presidente né gli altri rappresentanti che dovrebbero far parte dei vari consessi; le nostre associazioni non possono che condannare fermamente il gesto irresponsabile dell’Udu, offensivo nei riguardi del Consiglio degli Studenti e degli studenti tutti”. Oltre al Presidente, che l’area moderata aveva indicato nella persona di Alessandro Tassi, si sarebbero dovuti eleggere i rappresentanti degli studenti nel Senato Accademico, nel Consiglio di Amministrazione, nella Commissione 150 ore e all’interno del Cus, il Centro universitario sportivo. “Chiederemo subito una nuova convocazione del Consiglio – continuano – e faremo di tutto affinché gli studenti sappiano chi tutela i loro diritti e chi invece gli interessi della propria parte politica. L’Udu oggi ha dimostrato di non rappresentare gli studenti, ma solo se stessa; ricordiamo infatti che non essendo stato possibile nominare i rappresentanti in seno al Senato Accademico ed al Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo di Perugia la rappresentanza studentesca rimarrà esclusa da tali consessi nelle prossime convocazioni. Ci auguriamo – concludono i presidenti delle associazioni – una presa di posizione diversa da parte dell’associazione studentesca Udu ai fini di un lavoro costruttivo e operante del consiglio, raggiungibile attraverso una collaborazione avulsa da logiche di partito, mosso da uno sguardo rivolto unicamente all’università e agli studenti che il consiglio rappresenta”

 

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LA SINISTRA UNIVERSITARIA – UDU PERUGIA CONTINUA LA PROTESTA

12 gennaio 2011

Anno nuovo, vecchie proteste. Dopo l’approvazione della Riforma Gelmini, portata in un blitz di una “non più maggioranza” parlamentare il 23 dicembre scorso, continua la protesta degli studenti dell’UdU Perugia. “Rispetto ad una riforma che vuole diminuire il peso della rappresentanza studentesca, che condanna l’Università e il futuro dei giovani italiani” commenta Leonardo Esposito, Coordinatore dell’UdU “abbiamo ritenuto necessario adottare dei provvedimenti che, seppur in un contesto democratico e pacifico, potessero tenere alta l’attenzione sulla riforma e sulle problematiche che la nostra Università vive”. “La cosiddetta riforma” continua Federico Fratini, Responsabile Comunicazione dell’UdU “è stata approvata, ma già nel primo appuntamento del nuovo anno abbiamo voluto sottolineare l’anomalia di questa situazione richiamando l’attenzione dell’Università e dei media. Ovviamente gli studenti che puntavano semplicemente a far calare l’attenzione sulle problematiche del mondo accademico hanno continuato a strumentalizzare la questione, facendo finta di non vedere il mondo che sta crollando attorno a noi”. “Questa” conclude Esposito “è solo una delle azioni di protesta che abbiamo in programma per le prossime settimana. Se infatti la riforma Gelmini è stata approvata, restano e si aggravano sempre più le problematiche dell’Università. I tagli ai fondi, il debellamento del Diritto allo Studio e il grave e continuativo attacco portato agli Atenei pubblici, ai ricercatori e ai precari delineano un quadro anormale. E’ normale quindi continuare a gridare la nostra rabbia impedendo ad un velo di indifferenza di calare sopra tutto”.

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Di seguito è riportato il testo dell’intervento presentato in Consiglio degli Studenti dalla Sinistra Universitaria – UdU Perugia.

Care Consigliere, Cari Consiglieri, data la situazione politica nazionale che da anni, nonostante le manifestazioni e le proteste degli studenti di tutta Italia, è impermeabile alle esigenze ed alle richieste di  un’intera generazione. Visti i ripetuti rifiuti da parte del Governo alla richiesta di dialogo e di confronto con la componente studentesca Considerata l’approvazione in data 23 dicembre 2010 della cosiddetta riforma Gelmini Il gruppo consiliare Sinistra Universitaria – UDU ha ritenuto opportuno non presentarsi all’odierna assemblea d’insediamento del Consiglio degli Studenti.

Con questa azione vogliamo esprimere la nostra ferma volontà a continuare la protesta contro il disegno di smantellamento dell’università pubblica posto in essere dal governo nazionale, pur ribadendo la nostra fiducia nell’istituto della rappresentanza studentesca.