Posts Tagged ‘valle’

“L’abbazia di San Pietro in Valle riapre ai visitatori”

6 marzo 2017
abbazia-san-pietroSabato 18 marzo alle ore 11:30 riaprirà al pubblico la Chiesa abbaziale di San Pietro in Valle. All’evento della riapertura ufficiale presenzieranno l’Arcivescovo di Spoleto Mons. Renato Boccardo, il Sindaco del Comune di Ferentillo Paolo Silveri, l’Assessore regionale al Turismo Fabio Paparelli e lo Storico d’arte Luca Tomio.

(more…)

VALLE UMBRA E VALNERINA PROTAGONISTE ALL’ARITIGIANO IN FIERA GRAZIE A CARITAS DI SPOLETO NORCIA ED ATI 3 UMBRIA, STAND PER AZIENDE TERREMOTATE

9 dicembre 2016
standGrazie alla stretta sinergia tra la Caritas diocesana Spoleto – Norcia e l’Ati 3 dell’Umbria, nell’ottica della promozione dei territori, la Valle Umbra e la Valnerina sono presenti a Milano, tra i territori protagonisti dell’Artigiano in Fiera, il più grande evento di settore a livello nazionale, in corso dal tre all’undici dicembre.

(more…)

ARTE: I Plenaristi nella Valle del Nera

7 ottobre 2015

pleAlla riscoperta di una corrente pittorica che, a cavallo tra XVIII e XIX secolo, ha descritto uno dei luoghi del Grand Tour reso celebre da Gӧethe. I pittori plenaristi (dall’espressione francese en plein air), prendono spunto dai pittori veneti del settecento e ritraggono “dal vivo” scorci particolarmente caratteristici della Valle del Nera, della campagna romana, dei castelli romani. Suggestioni, ricordi e memoria storica di territori ancora oggi, a volte, identici a quelli dipinti e che ricordano, per analogia, le marine di Turner, considerato dalla critica come il precursore del movimento impressionista. Luoghi ritrovati, quindi, di una valle incantata e descritti attraverso un documentario, un itinerario alla riscoperta dei luoghi ritratti ed il progetto di un museo diffuso sul territorio. A Terni e Narni dal 9 all’11 ottobre 2015.

info: tel. 0744 431949

www.plenaristi.it

SAN PIETRO IN VALLE: L’IMMENSO FASCINO DI UN’ABBAZIA BENEDETTINA NELLA NATURA INCONTAMINATA DELLA VALNERINA

16 maggio 2014

abside 1di Benedetta Tintillini
La strada che percorre la Valnerina è già, a mio avviso, un monumento, costeggiata da verdi monti boscosi punteggiati da resti di torri di avvistamento medievali, attraverso le quali, molti anni fa le vedette avrebbero intercettato il nostro passaggio.
Su uno di questi rilievi, il Monte Solenne, si erge lo splendido complesso dell’abbazia di San Pietro in Valle, monastero benedettino del XII secolo, la cui vista, già dall’esterno, toglie il fiato per la maestosità ed il fascino. L’opera dell’uomo è incastonata in una natura rigogliosa, in parte (more…)

Ambiente: l’asta fluviale Marroggia-Teverone-Timia in agonia

26 marzo 2014

fiumeIl Comitato per la difesa dell’acqua e dell’aria di Bevagna, dopo l’interessamento di alcuni consiglieri regionali, è stato ascoltato, nei giorni scorsi, in II° Commissione permanente della Regione Umbria presieduta Gianfranco Chiacchieroni.
I delegati del Comitato hanno disegnato con chiarezza e lucidità la storia, lo scenario e gli sviluppi della drammatica situazione dello stato ecologico dell’asta fluviale Marroggia-Teverone-Timia.
La grande antropizzazione industriale e civile, che ha interessato questa vasta area centrale dell’Umbria dagli anni ’60-’70 ha reso questo sistema di acque assai fragile e critico, esposto senza tutele ad una serie di speculazioni ed affarismi che ne hanno originato la criticità dello stato.
Le ragioni, complice l’orografia e la morfologia del territorio e le modificazioni nei secoli del sistema idraulico della piana che riversano su Bevagna gran parte dei problemi, sono attribuibili alla gestione del modello economico di questi ultimi 30 anni di governo della Valle Sud ed in particolare all’aumento del peso urbanistico demografico e industriale della fascia che va da Foligno a Spoleto e l’aumento del peso artigianale – piccolo industriale e agronomico – zootecnico di alcune zone dislocate fuori della portata della depurazione tradizionale, che hanno di fatto aumentato in maniera esponenziale il livello di inquinanti nelle acque dei fiumi del reticolo Marroggia-Teverone-Timia.
Sono assolutamente evidenti le manchevolezze della politica locale che ha, in maniera spesso corresponsabile, lasciato in costante difficoltà e pericolo il sistema, chiudendo gli occhi di fronte ad un progressivo utilizzo dei fiumi come sistema incontrollato di scarico di scorie di vario genere, fuori dai regolamenti sugli smaltimenti, determinando anche una cultura dell’illegalità estremamente pericolosa e facilmente attaccabile dalle speculazioni. Non c’è da difendere nessuno in questi casi, nessuno uomo e nessun partito, poiché non c’è nessun fondamento politico, nessuna ragione economica e nessun diritto di impresa che possano giustificare uno scempio simile: un omicidio ambientale che determinerà la nostra salute, la nostra vita e la vita dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Non vogliamo la morte economica della Valle Umbra Sud, come qualcuno ha detto in maniera sconsiderata ma preservare il bene comune, la vita e la salute di tutti.
Non nascondiamo timori e perplessità per un problema di enormi proporzioni, che vede interessati sette comuni, due dei quali tra le più grandi città dell’Umbria: Foligno e Spoleto.
Solo un grande intervento politico e di ampia riorganizzazione gestionale del territorio, con le conseguenti adeguate risorse finanziarie, può determinare un inversione di rotta e quindi risolvere alla radice il problema dello stato qualitativo dei fiumi.
Oltre alla disamina delle ragioni alla base dello stato critico dei fiumi i rappresentanti del Comitato hanno messo in luce alcuni punti essenziali che riguardano le azioni determinanti per arginare il problema. “Evitare indiscutibilmente il declassamento del Marroggia-Teverone-Timia e porre il risanamento dell’asta fluviale Marroggia-Teverone-Timia come prioritaria negli interventi del Contratto di Fiume, dove per interessamento dell’Assessore Rometti il nostro Comitato è parte integrante del Tavolo di confronto. Sono necessari interventi strutturali sulla depurazione e sui sistemi di smaltimento civili e industriali e quindi investimenti di grande portata per l’adeguamento agli standard europei; è determinante, conseguentemente, un progetto di monitoraggio e di controllo della qualità delle acque che vada a controllare le vere fonti inquinanti ponendo centraline di controllo a monte, strategiche e indicative, con l’assoluta disponibilità di tutte le istituzione e di tutte le parti sociali. Insieme a questo, grazie all’audizione in provincia e l’azione determinata dell’assessore Bertini, è stato messo in sinergia un sistema integrato di vigilanza e di repressione con la partecipazione fattiva della Polizia Provinciale. In questa fase progettuale è necessario mettere in collegamento, azione mai eseguita prima e alle radici dell’inquinamento del Marroggia-Teverone-Timia, i Piani Regolatori Generali e gli sviluppi urbani dei Comuni della valle e controllare e gestire il residuo urbanistico di qualsiasi natura in relazione al potenziale inquinante. Prevedere un censimento particolareggiato degli scarichi civili e industriali e realizzare una mappatura completa dei siti e delle aziende industriali, artigianali, commerciali, agricole e manifatturiere della Valle”.
Il presidente Chiacchieroni e il vice presidente Mantovani hanno ammesso la poca conoscenza del problema mettendosi a disposizione per realizzare a breve un confronto con tutte le parti coinvolte: Comitato, Amministrazioni Comunali, Arpa, Vus, Regione.
Non abbasseremo la guardia. Per questo desideriamo che molti bevanati ci siano vicini ancora di più in questo momento decisivo, auspicandoci un impegno in prima persona, per il nostro bellissimo e stimato territorio e la vita delle nostre famiglie e dei nostri figli.

(more…)

Rotaract Club Assisi, l’impegno continua

12 dicembre 2013
il Presidente Filiberto Franchi, l'RRD Distretto 2090 Francesca Roscini, Valeria Altobelli, Simone Venier

il Presidente Filiberto Franchi, l’RRD Distretto 2090 Francesca Roscini, Valeria Altobelli, Simone Venier

Il “Sedici” è un numero speciale. Chissà, forse perché è bello da vedere, magari perché cade a metà esatta dell’adolescenza, tra la magia dell’infanzia e la realizzazione d’una vita adulta, o sarà perché è più di tre lustri e (more…)

MONGIOVINO: ANCORA MOLTE LE INIZIATIVE NEL MESE DI MAGGIO PER I 500mo COMPLEANNO DEL SANTUARIO

17 maggio 2013

Un mese di maggio ancora ricco di iniziative a Mongiovino, sempre nell’anno del 500mo anniversario che ricorda il miracolo della moltiplicazione dei pani. Domenica scorsa il pellegrinaggio da Castiglione della Valle, l’unico ancora rimasto che si rinnova ininterrottamente da 500 anni, ha sopravvissuto a (more…)

Crisi economica: le aziende dell’Alta Valle del Tevere “La situazione del nostro territorio è gravissima”

10 aprile 2013

“Il manifatturiero è il nostro petrolio, la nostra materia prima, la nostra ricchezza, l’unico nostro vero patrimonio in grado di produrre lavoro e benessere. Questo patrimonio si sta sfaldando con una rapidità vertiginosa senza che nessuno sembri volere fare qualcosa per impedirlo”. A parlare è (more…)

LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DAI COMUNI DELLA MEDIA VALLE DEL TEVERE

10 settembre 2012

AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA Avv. Prof. Paola Severino di Benedetto

E P.C. AL PRESIDENTE REGIONE UMBRIA Dott.ssa Catiuscia Marini

AL PREFETTO DI PERUGIA Dott. Vincenzo Cardellicchio

AL PRESIDENTE DELLA CORTE D’APPELLO Dott. Wladimiro De Nunzio

Signor Ministro,

dalle informazioni in nostro possesso, il processo di rivisitazione della geografia degli uffici giudiziari italiani si concluderà con l’annessione del territorio della Media Valle del Tevere, oggi servito dalla sopprimenda Sezione distaccata di Todi, al Tribunale di Spoleto. (more…)

Turismo: Eventi di Novembre 2011 in Valle Umbra

24 ottobre 2011

FRANTOI APERTI, assaggi di Olio, di Musica, di Teatro; grandi Mangiate, grandi Dormite, grandi Incontri nelle piazze e nei Frantoi con lo slogan “per 7 weekend da leccarsi le dita, non spremete le meningi. Spremete le olive”. L’edizione 2011 coinvolge alcuni tra i borghi più belli e suggestivi della regione, custodi di inestimabili tesori d’arte e di storia: Trevi, Spoleto, Giano dell’Umbria, Castel Ritaldi, Valtopina, Gualdo Cattaneo, Spello, Campello sul Clitunno e, da quest’anno, anche Assisi e Isola Polvese. Informazioni: Strada dell’Olio Dop Umbria, Piazza Mazzini, Trevi (Pg); tel 0742 332269 / 328 0079662 – mail: info@stradaoliodopumbria.it

Fino al 13 novembre SPELLO SPLENDIDISSIMA E LA FIDELIA

Mostra di Gustavo Francalancia “Opere 1934-2008” a cura di Valerio Rivosecchi. Inaugurazione: sabato 17 settembre, ore 17. Villa Fidelia, aperta dal martedì alla domenica, con il seguente orario: settembre, ore 11-19; ottobre e novembre, ore 11-18
Tutto il programma

Fino al 10 novembre MONTEFALCO
Le Carnival de la Vie: in occasione della manifestazione ENOLOGICA 32, saranno in mostra più di 40 tra tele e sculture del dinamico artista francese Francky Criquet. Complesso museale di San Francesco. Orario apertura: settembre-ottobre, 10.30-13.00 e 14.00-18.00 (aperto tutti i giorni); novembre, 10.30-13.00 e 14.30-17.00 (chiuso il lunedì). Info: tel. 0742 379598

Sabato 19 – domenica 20 VALTOPINA
Mostra Mercato del Tartufo: negli ultimi due weekend di novembre (19-20 e 26-27), oltre 70 espositori di tartufo e prodotti tipici, ristorante con menu “A tutto tartufo”, degustazioni tartufi, escursioni sul monte Subasio alla ricerca del tartufo, borsa del cane da tartufo, mostre d’arte, ecc. Previsti pacchetti turistici in agriturismo o in albergo nei due weekend. Nell’occasione, nel centro del paese, ha luogo la IX edizione di Tartufando, negozi aperti, castagne e vino per tutti. Orari: dalle 9.00 alle 20.00 presso il centro fieristico. Info: Comunità Montana, tel 0742 75191; Comune, tel 0742 74625 (nei giorni della mostra, tel 0742 74546)

Sabato 26 – domenica 27 VALTOPINA
Mostra Mercato del Tartufo: negli ultimi due weekend di novembre (19-20 e 26-27), oltre 70 espositori di tartufo e prodotti tipici, ristorante con menu “A tutto tartufo”, degustazioni tartufi, escursioni sul monte Subasio alla ricerca del tartufo, borsa del cane da tartufo, mostre d’arte, ecc. Previsti pacchetti turistici in agriturismo o in albergo nei due weekend. Nell’occasione, nel centro del paese, ha luogo la IX edizione di Tartufando, negozi aperti, castagne e vino per tutti. Orari: dalle 9.00 alle 20.00 presso il centro fieristico. Info: Comunità Montana, tel 0742 75191; Comune, tel 0742 74625 (nei giorni della mostra, tel 0742 74546)

Domenica 27 TREVI
Mercatino delle pulci e Farmer’s Market. Nel centro storico di Trevi, ogni 4a domenica del mese, Mercatino delle Pulci (Piazza Garibaldi, ore 8.30-19) ed il Farmer’s Market con i prodotti della terra di Trevi e dell’Umbria (Piazza Mazzini, ore 8.30-13). Info: Coop. Tandem, tel 347 6882596; 340 4123122

Terremoto nel marscianese, Costantini (PdL): “Da PD e CGIL, dichiarazioni populistiche e demagociche”.

15 settembre 2011

“I giochetti politici dei parlamentari del PD a Roma e le contestuali dichiarazioni del sindacato della CGIL, non aiutano i cittadini colpiti dal sisma, ma, al contrario, disorientano e minano quel rapporto di condivisione costruito tra le forze politiche per risolvere i sacrosanti diritti delle popolazioni colpite dal terremoto.”Lo afferma – in una nota – il consigliere comunale marscianese Cristiano Costantini (PDL).
“Nella riunione tenutasi il mese scorso a Castiglion della Valle, con parlamentari umbri, consiglieri regionali e comunali al cospetto del comitato di Spina – prosegue Costantini – il clima era ben diverso, evidentemente qualcuno ha giocato a fare il più furbo sulla pelle delle persone, le quali cominciano ha stufarsi delle demagogie dei nostri politici. Nel prossimo Consiglio Comunale – conclude il Consigliere _, chiederò, per quanto di mia competenza, chiarimenti sugli sviluppi della vicenda riguardante la natura dei ritardi, da parte della Regione Umbria, nella comunicazione di atti da inviare alle autorità governative deputate al reperimento delle risorse finalizzate alla ricostruzione post terremoto del Marscianese.”

Città di Castello, “Ripensare la politica” con Raniero La Valle

8 marzo 2011

Raniero La Valle

Molto partecipato e stimolante l’incontro dal titolo “Ripensare la politica” che si è svolto sabato 5 marzo presso il Ridotto del teatro degli Illuminati di Città di Castello (Oratorio degli Angeli) per il terzo appuntamento del ciclo “ContATTI”, organizzato dall’associazione “Altotevere senza frontiere onlus” per creare dei momenti di riflessione con persone impegnate per gli altri nei più svariati ambiti. Protagonista è stato il giornalista ed ex parlamentare Raniero La Valle.
In questo presente di crisi di valori è difficile, soprattutto per i giovani, trovare il vero senso vero del fare politica, l’onestà e il rispetto della democrazia, la volontà di perseguire il bene comune piuttosto che gli interessi del potere. Di fronte a tutto ciò non si può tacere, né tanto meno limitarsi a disapprovare o delegare ad altri: è necessario che ognuno si riappropri della parola cittadinanza, divenendo partecipi, in modo attivo e consapevole, della politica, ripensandola, rinnovandola, ridandole un senso come servizio disinteressato per la “polis”, per la comunità. Molto vivace è stato il dibattito che si è sviluppato con il pubblico. 
Per l’associazione è stato un fine settimana ricco di impegni: domenica 6 marzo è stata la volta della festa di Carnevale presso la residenza per anziani “Muzi Betti” di Città di Castello: un pomeriggio di allegria con musica e maschere e tanta voglia di stare insieme. Nella mattinata di domenica i volontari hanno inoltre animato la messa delle ore 10 nella struttura, come fanno ormai da oltre un anno.
Venerdì 11 marzo l’associazione dà appuntamento presso il locale “La Piattaforma” di Umbertide per una serata musicale di beneficenza con il gruppo “The Wailers”. Intanto è in fase di preparazione la grande raccolta viveri a favore della popolazione del Kosovo che coinvolgerà molti supermercati da Città di Castello a Sansepolcro sabato 26 marzo.
Per informazioni, si può visitare il sito http://www.altoteveresenzafrontiere.it, scrivere una mail all’indirizzo info@altoteveresenzafrontiere.it o contattare i numeri 320 4223695, 329 2055680.

L’Abbazia di San Pietro in Valle, imponente complesso fra la Cascata delle Marmore e Spoleto

3 febbraio 2011

Francesca Romana Plebani

di Francesca Romana Plebani

Esattamente come l’Abbazia di Sant’Eutizio di Preci, le origini dell’Abbazia di San Pietro in Valle affondano le proprie radici nel fenomeno del monachesimo di IV sec. d.C. Attualmente situato nel Parco naturale del fiume Nera, a metà strada tra la Cascata delle Marmore e Spoleto, e immerso in un rigoglioso bosco, il complesso abbaziale deve la sua fondazione ai due eremiti siriaci, Giovanni e Lazzaro, che negli anni centrali del IV sec. d.C. peregrinavano in cerca di un luogo recondito dove dedicarsi alle loro attività di preghiera. Varcato il Monte Solenne e da lì ridiscesi nella valle Suppenga, avrebbero fondato, su un preesistente insediamento pagano, l’eremo che sarebbe poi divenuto l’Abbazia di San Pietro in Valle. Nell’VIII sec. d.C. Faroaldo IIduca di Spoleto, infatti, proprio sui luoghi dove avrebbero vissuto Giovanni e Lazzaro, diede il via ai lavori di edificazione dell’intero complesso monastico. Secondo una leggenda, fu lo stesso San Pietro ad ispirare in sogno il duca di Spoleto, il quale esortato dal santo, fece edificare nel luogo dell’attuale abbazia un monastero benedettino. Pochi anni seguenti, Faroaldo rinunciò al privilegio del titolo e, presi i voti, divenne monaco di San Pietro in Valle. Da allora il cenobio fu strettamente legato alla città di Spoleto, divenendo luogo deputato ad accogliere le spoglie di molti dei duchi della città.

 

Nell’881 il monastero subì, affrontando la medesima sorte dell’Abbazia di Farfa, il saccheggio dei Saraceni. Fu per volere di Ottone III che risorse solo nel 996. Nel 1234 Gregorio IX assegnò la gerenza del complesso monastico ai Cistercensi, esattamente in linea con quanto stava avvenendo nel Lazio sotto Innocenzo III.

Abbazia San Pietro in Valle

Nel 1484 Papa Innocenzo VIII donò il feudo dell’Abbazia ai Cybo[1].

Dal 1917[2], l’intero complesso risulta proprietà di privati, ed attualmente, ristrutturato, è stato tradotto in struttura ricettiva alberghiera.

La proprietà è comunque un monumento nazionale, meta di molte visite per le sue opere d’arte: la chiesa conserva, ad esempio, il ciclo degli affreschi di scuola romana (1150) antecedenti il Cavallini, e gli affreschi nell’abside del maestro di Eggi del 1445. [1]

La chiesa, corpo separato a se stante rispetto all’abbazia, è ad una sola navata e risale al VII secolo; mentre l’abside venne aggiunta solo del XII secolo. L’intera struttura conserva pregevoli affreschi medievali e rinascimentali[3] di scuola umbra, raffiguranti scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, che si svolgono sulle pareti  della stessa, simulando una finta galleria. Di particolare rilievo, sono invece due lastre di epoca longobarda, scolpite a bassorilievo e impiegate come sostegni per l’altare. Quella che costituisce la fronte della sacra mensa reca un’iscrizione in lingua latina, con una curiosa commistione di caratteri maiuscoli e minuscoli: “Ilderico Dagileopa, in onore a san Pietro e per amore di san Leone e san Gregorio, per la salvezza dell’anima (pro remedio animae)”. Ilderico fu duca di Spoleto tra il 739 e il 742. La lastra presenta due bizzarre figure a petto nudo, con braccia piegate a 90° e levate verso l’alto, e corto gonnellino che scopre metà delle cosce. Entrambe sono intercalate da fusti vegetali stilizzati, che le circondano, e i quali culminano con dischi con delle croci inscritte. Una delle due figure brandisce uno sorta di stiletto, interpretato da alcuni come uno scalpello. Ciò avrebbe fatto supporre che la figura in questione fosse la rappresentazione stilizzata di Orso, lo scultore indicato come autore della lastra, la quale, non a caso, reca  l’epigrafe Ursus magester fecit (“Il maestro Orso l’ha fatto”).

Più difficile comprendere chi sia l’altra figura: il gonnellino, indumento forse adatto all’attività di scultore, mal si addice alla dignità del duca. Le braccia levate sono state interpretate come atteggiamento rituale. La posa si riscontra anche per la figura del vescovo Liudger di Werden (frazione di Essen), effigiata sul coevo altare in osso, o per quella del vescovo Agilberto, raffigurata sul suo stesso sarcofago (leggermente più antico ai casi precedenti), conservato  nella cripta di Jouarre (Francia). Congiunto alla navata della chiesa, il lato settentrionale del chiostro è scandito da tre alti e grandi archi sorretti da pilastri quadrangolari. I rimanenti lati presentano una diversa

lastra di orso di fronte all'altare

situazione: l’ordine inferiore è costituito da portici con poderose volte a crociera sostenute da robuste e basse colonne di pietra locale.  Il Campanile è di pianta quadrata leggermente asimmetrica e presenta un parato murario costituito da blocchi irregolari di pietra locale. Le sue pareti permettono di osservare il classico fenomeno del rimpiego di materiali antichi: ad altezze differenti si notano, tra l’altro con intento decorativo, suggestivi frammenti di epoca romana e longobarda.

Bibliografia:

C. Favetti, Ferentillo Segreta: L’Abbazia di San Pietro in Valle Suppegna.

Francesco Dell’Acqua, Ursus «magester»: uno scultore di età longobarda, in Enrico Castelnuovo, Artifex bonus – Il mondo dell’artista medievale, ed. Laterza, Roma-Bari, 2004.

 


[1] Il papa Innocenzo VIII (Giovan Battista Cybo – ossia Giobatta, ricordato come il pontefice romano che iniziò la caccia spietata alle streghe), come detto, costituì per suo figlio Franceschetto Cybo un principato, nominandolo oltre che duca di Spoleto, anche conte di Ferentillo, e quindi governatore dell’Abbazia. A Franceschetto, che sposò Maddalena de’ Medici, successe il figlio Lorenzo Cybo, il quale sposò Ricciarda Malaspina marchesa di Massa e Carrara. Dal matrimonio nacque Alberico I Cybo, il quale, dopo la morte della madre Ricciarda, assunse anche (sempre per volere della madre) il cognome di Malaspina. Alberico I Cybo Malaspina divenne cosi Marchese di Massa, Signore di Carrara, Conte di Ferentillo governatore di Monteleone di Spoleto, e dunque signore anche della Abbazia di San Pietro in Valle. Il feudo di dominio dei Cybo Malaspina durò fino al 1730 con Alderano Cybo.

[2] L’abbazia comunque ebbe sempre la commenda degli Ancaiani, nobili spoletini, fino alla sua vendita definitiva avvenuta nel 1907.

[3] L’intero ciclo pittorico è stato da pochi anni restaurato.

2 dicembre 2010

Clicca sull'immagine se vuoi vederla ingrandita

Clicca sull'immagine se vuoi vederla ingrandita