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LETTERA APERTA AL SIGNOR MONTI

3 gennaio 2012

Illustrissimo signor Monti,

Prima di tutto preciso perché la chiamo signor Monti e non Presidente del Consiglio o Senatore. Semplicemente perché lei non è stato votato da alcun cittadino e pertanto non la riconosco come Presidente del Consiglio, e inoltre non la riconosco come Senatore in quanto nella sua biografia non risulta alcun merito particolare perché lei potesse essere eletto Senatore a vita. Ma veniamo al motivo per cui le scrivo. Oggi ho avuto modo di ascoltare la sua conferenza stampa. La prima domanda che mi pongo è: chi ha scelto i giornalisti accreditati alla conferenza stampa? Come mai non hanno posto domande specifiche sulla reale situazione italiana guardando anche dalla parte del contribuente ? Più che interpreti fedeli dell’informazione nazionale, sembravano mercenari dell’informazione al soldo delle solite lobby. Lei, signor Monti, ha ricordato che la sua manovra era stata definita ” manovra di equità, crescita e consolidamento”. Analizziamo l’ etimologia delle tre parole? Bene, io non so quale sia per lei il significato della parola “equità”. Spieghi agli italiani che le versano ogni mese lo stipendio, e che stipendio, come fa a chiamare equa una manovra che colpisce solo ed esclusivamente il Ceto Medio, Medio Basso. Lei, signor Monti, lo sa quanto costa oggi un litro di benzina? Non credo, perché lei gira con le macchine blu, pagate dagli italiani, e nelle quali viene versata la benzina pagata dagli italiani! Lo sa lei, signor Monti, che al 30 novembre 2011 le piccole imprese che sono fallite in Italia nel corso dell’ anno sono l’ 8,7% in più rispetto all’ anno scorso? E con la sua manovra già a dicembre di quest’ anno la stima crescerà di un ulteriore 3%? Ma a lei cosa importa, signor Monti, la sua priorità è salvare le banche, costringendo tutti i cittadini ad avere un conto corrente. E chi non se lo può permettere? Deve soccombere? Questa è la sua equità, signor Monti? E come se non bastasse, signor Monti, a quelle imprese che falliscono perché non sono state pagate dall’ amministrazione pubblica, lei gli sguinzaglia contro i suoi mastini di Equitalia! Questa è la sua equità? Se tutti gli attori che devono incassare soldi dall’ amministrazione pubblica si unissero e chiedessero il fallimento dello Stato Italiano per insolvenza, cosi come la sua Equitalia fa fallire migliaia di famiglie, non crede che sarebbe più equo? Ovviamente lei scarica le colpe di tutto questo sul precedente governo, anzi direttamente su Berlusconi, l’ ha detto chiaramente nella sua conferenza stampa. Ma anche la salita dello spread era colpa di Berlusconi? Ora Berlusconi non è più Presidente del Consiglio eletto, ma lo spread continua a crescere! Ora non bisogna ne santificare ne demonizzare lo spread, ora che lei è seduto su quella poltrona, lo spread è solo un indicatore. Solo prima era la causa di tutti i mali d’ Italia! Dimentica, e dovrebbe saperlo assai bene, che la crisi che stiamo vivendo ha avuto origine, per quanto riguarda gli effetti nel nostro Paese, durante lo sciagurato governo Prodi, dal quale governo lei, signor Monti ha attinto a piene mani, per procurarsi i collaboratori che allora erano i collaboratori dell’ ex, per fortuna, ministro Visco !! Dimentica, e dovrebbe saperlo assai bene, che la crisi che stiamo vivendo ha avuto origine , per quanto riguarda gli effetti nel nostro Paese, durante lo sciagurato governo Prodi !! Ma la coerenza, signor Monti, dalle sue parti non ci è mai passata? Lei lo sa cosa vuol dire crescita, signor Monti? Crescita non vuol dire maggiore disponibilità di contanti nelle casse delle banche! Disponibilità che le banche avrebbero dovuto usare per favorire l’ accesso al credito a quelle piccole entità che costituiscono l’ ossatura di questo Paese, e che invece, le sue care banche, stanno usando per acquistare BOT e arricchirsi ancora di più! Questa è la sua idea di crescita, signor Monti? Crescita vuol dire creare opportunità di lavoro, facendo in modo che le imprese che hanno lavorato per lo Stato o per qualsiasi ente pubblico siano pagate a breve! Non dopo due anni! Perché se le aziende sono soddisfatte del loro avere, hanno tutto l’ interesse a continuare a lavorare e creare altri posti di lavoro! Se invece le aziende aspettano per anni di ricevere quanto dovuto, esse falliscono! E si creano altri disoccupati! Crescita vuol dire dare possibilità alle famiglie di poter spendere, non di versare nelle casse dello Stato tutto quello che riescono a guadagnare con sudore! Io non ho studiato alla Bocconi, come lei, ma la matematica, signor Monti, continua a non essere un opinione! Ha parlato di gente che ha compreso il senso della manovra: ma quale cartone animato ha visto, signor Monti? In quale mondo vive? Si rende conto che sta raccontando un sacco di fandonie? Ma lei crede veramente di essere l’ unica persona intelligente di questo paese? Io, le uniche persone che ho sentito accalorate nel sostenerla sono i “signori” del terzo polo. E sappiamo benissimo perché la sostengono. Ma se i signori Casini, Rutelli, ecc. si rimboccassero le maniche e si dessero da fare a lavorare, anziché mettersi in attesa della poltrona, stia tranquillo che non avrebbe neanche il loro sostegno. Caro signor Monti, l’ economia di un paese la regge il popolo che tutte le mattine si alza alle cinque e tira il carretto per tutto il giorno, per otto- dieci ore, e molte volte per solo mille euro al mese; non chi come lei, ad esempio, che si alza alle dieci del mattino, fa colazione, pagata dal ceto medio, legge il giornale, pagato dal ceto medio, va in ufficio con un auto blu, pagata dal ceto medio, e cosi via, sempre alle spalle del ceto medio! Certo lei ha enormi responsabilità, ma non dimentichi da dove viene tutto l’ostentato ed esagerato benessere che viene assicurato alla cosiddetta classe dirigente italiana. Le assicuro, signor Monti, che tranne i banchieri, quelli che l’ hanno voluta su quello scranno per evidenti opportunità, è chi è abituato a non lavorare fisicamente, gli altri, il vero popolo italiano, non approva la sua manovra. L’ ho sentita dire anche, signor Monti, che questa è la manovra impostata dal precedente governo. Ma allora signor Monti, che bisogno avevano di lei e della sua troupe di cervelloni? E poi, mi consenta signor Monti, quando piovono le critiche, la manovra appartiene al precedente governo, quando lei si appropria di risultati, che non ci sono, la manovra e sua e del suo governo? Un po’ di coerenza non guasterebbe!

“Consolidamento”. Cosa ha consolidato signor Monti? Che mi risulti il debito pubblico continua a salire di tremila euro al minuto, lo spread ha lo stesso andazzo di quando c’ era l’ altro governo, la gente è sempre più povera, la spesa continua ad aumentare e lei parla di aver consolidato?

Ma cosa ? Credo che l’ unico consolidamento che lei abbia raggiunto sia quello dei conti correnti suoi, dei suoi ministri e vari collaboratori, del Parlamento intero e delle casse delle banche! Ha chiamato la sua manovra con un nome altisonante: ” salva Italia”! No, signor Monti, mi permetta di precisare, la sua manovra si può chiamare salva Merkel , salva Sarkozy, salva banche, salva caste, ma non salva Italia! Nella maniera più assoluta no! Lei ritiene che con la sua manovra ha messo un freno all’ evasione fiscale. No signor Monti! Lei ha creato uno stato di polizia tributaria! Le assicuro signor Monti, che quelle” armi” di cui lei si vanta di aver dotato i corpi di polizia, non fanno altro che aumentare l’ evasione fiscale! Se veramente vuole abbattere l’ evasione fiscale, faccia in modo che tutti i cittadini possano scalare le tasse dalla denuncia dei redditi e vedrà che saranno tutti felici di pagarle, le tasse.

Signor Monti! Diverse volte, durante la sua conferenza stampa, ho sentito dire che lei non ha tempo per leggere i giornali, ascoltare la radio ecc., però l’ ho sentita citare più volte quello che scrivono i giornali esteri, tipo Financial Time, quindi non ha tempo di leggere la stampa italiana? Le fa cosi schifo la stampa del suo Paese? Vada pure dove la stampa e di suo gradimento, signor Monti. Le assicuro che non la rimpiangeremo! Ha detto che non ci sarà bisogno di una nuova manovra. In effetti una nuova manovra l’ ha già iniziata. Ha preannunciato la revisione del catasto. Questo vuol dire aumentare ulteriormente le tasse sulla prima casa! Già! Ma a lei cosa importa, signor Monti. Lei non ha tempo per queste cose. Lei si ritiene il salvatore della nostra Patria, ma perché non racconta agli italiani di quando è stato collaboratore di Paolo Cirino Pomicino fra il 1989 e il 1992, quando era ministro del Bilancio del governo di Giulio Andreotti. Il gran lavoro fatto sulla riduzione del debito pubblico e della spesa pubblica in quel periodo è scritto nero su bianco da due ricerche, una della Banca di Italia, l’altra della Ragioneria generale dello Stato. La prima dice che il debito pubblico al momento dell’insediamento di Cirino Pomicino e del professor Monti al ministero del Bilancio ammontava a 553 miliardi, 140 milioni e 900 mila euro attualizzati ad oggi. Quando entrambi finirono il lavoro nel giugno 1992 il debito pubblico italiano era salito alla cifra di 799 miliardi, 500 milioni e 700 mila euro. Quindi ha aumentato il debito pubblico di 246 miliardi, 359 milioni e 800 mila euro. Questo intende lei, signor Monti, quando parla di salvare i conti italiani? Ne facciamo volentieri a meno, signor Monti! Un detto si attribuiva ai politici dell’ ex URSS che circolava quando esistevano ancora le ideologie era: “quello che è mio, è mio; quello che è tuo, è mio”! Questo è quello che lei ha applicato al popolo italiano con la sua manovra economica, e stando alle prime indiscrezioni sulle modalità che vuole applicare per la “crescita” dell’ Italia, è quello che continuerà a fare! Sinceramente, signor Monti, l’ Italia e gli italiani non avevano bisogno di lei per impoverirsi di più! Lei e tutti quelli che la sostengono signor Monti, vi state macchiando di un nuovo crimine, molto odioso ma non previsto purtroppo, ovvero estorsione ed usura di Stato. Ce ne sarebbe da scrivere ancora per due giorni, ma mi fermo qui. Però un ultima cosa voglio dirgliela, signor Monti. Io, al suo posto, non andrei in televisione a magnificare questa ennesima legge finanziaria che colpisce e impoverisce sempre gli stessi, ma andrei a fare un sano e ristoratore bagno di umiltà e pudore.

Giovanni Verrecchia

 

 

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