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Teatro in Vernacolo Nursino, “CUCCHINA IN PARADISO” al civico di Norcia

19 marzo 2012

14 aprile ore 21,30

BEBBETTO e CUCCHINA, coppia solida e matura, convivono con una suocera, che crede di essere ancora nel passato, creando problemi ed equivoci anche a causa del vizietto del vino. Intorno alla casa si muovono una girandola di personaggi scrocconi e impiccioni, che animano le giornate già vivaci della famiglia. I figli, anche se adulti, non smettono di creare preoccupazioni. Droga, alcol e sesso proibito, si mescolano ad una vita quotidiana che è alla ricerca di una pace di una tranquillità che si trovano solo in paradiso. In una baraonda di equivoci e macchiette un finale inatteso provocherà stupore e tante risate.

Testo di  Elvira Terenzi

la regia è di Graziano  Sirci

Aiuto Regia:  Pina  Colacecchi

personaggi ed interpreti

Cucchina:  Elvira  Terenzi

Bebbetto:  Giuseppe Tuccini

Padre di Cucchina:  Luigi  Morini

Madre di  Cucchina:  Anna  Marucci

I biglietti sono in vendita presso IL CHIOSCO di Norcia

Filippo Timi al Morlacchi per lo spettacolo in vernacolo “Giuliett’e Romeo m’engolfi l’core, amore”

7 novembre 2011

Filippo Timi, foto studio Trabalza

di Geraldina Rindinella

Filippo Timi torna a Perugia portando sulle scene la più famosa tragedia di Shakespeare. “Giuliett’e Romeo m’engolfi l’core, amore” è il titolo dell’originale lettura in vernacolo degli innamorati più famosi d’Italia. Dopo il successo ottenuto lo scorso luglio al Festival dei Due Mondi di Spoleto lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria, sarà al Morlacchi da mercoledì 9 novembre fino a domenica 13 novembre (doppia recita alle 17 e alle 21), con replica all’Auditorium San Domenico di Foligno lunedì 14 novembre, alle 21. Un gradito ritorno alle proprie origini per l’attore e per lo Stabile umbro che ha accompagnato con attenzione e interesse la crescita di Filippo Timi fin dal 1998, quando, ancora sconosciuto al grande pubblico, è stato tra gli interpreti de “Il Processo”, l’anno dopo de “La Tempesta”, e nel 2001 del “Woyzeck” con una formidabile prova di recitazione, tutti spettacoli diretti da Barberio Corsetti. Senza dimenticare, poi “Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches”, del 2009, una riscrittura, originale e grottesca dall’Amleto che Timi, divenuto ormai popolare, ha interpretato e diretto, ottenendo un successo clamoroso. E ora, una rivisitazione in dialetto perugino de la famosa storia di du’ giovani innamorati, perché, come spiega nelle sue note Timi: “Con l’aiuto del volgare, l’amore diventa terreno, carnale, vivace e totale. Il dialetto sporca di vita la poesia, rendendola primaria, suscettibile all’umano. L’amore non si può tradurre, si può solo tradire, abbandonare, esibire, divorare. Il dialetto tradisce la bella lingua, gli strappa il pizzo della forma, la lascia in mutande. Irriverente? Assolutamente, sì! Viva le cosce nude della lingua scalza!”. In scena, con Filippo Timi nel ruolo inventato di Cupido, Lucia Mascino (la Balia), Vittoria Chiacchella (Giulietta), Luca Rondolini (Romeo), Mauro F Cardinali (Mercuzio).