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L’amore universale nell’ottavo centenario francescano

9 ottobre 2009
giammaria gubbiotti

giovanni maria gubbiotti

Nel 1207 prese il via lo straordinario percorso spirituale del Santo

di Giovanni Maria Gubbiotti

Di fronte all’inasprirsi dei conflitti in Medio Oriente, malgrado l’intervento  anche delle forze italiane in Libano, non si può rimanere inerti in attesa di altri tragici eventi.

Ma cosa fare? Manifestazioni inconcludenti possono costituire non solo una risposta di nessuna importanza, ma addirittura essere una perdita di tempo e quindi dannose per la promozione di una vera azione pacificatrice come era solito fare San Francesco quando  correva in lungo e in largo nella penisola per dare un suo originale contributo alla pacificazione.

Ma San Francesco, di cui sono in preparazione solenni e importanti eventi a ricordo delle Sue gesta ad opera della Chiesa di Assisi e non solo, non si limitò ad un’opera pacificatrice in Italia, ma nel 1219 approdò in Egitto, non sappiamo con quali fortunosi mezzi di trasporto, sulle foci del Nilo dove riuscì ad incontrare il Sultano Melek El Kamil,  (asserragliato nella città fortificata di Damietta che resisteva a 10 mila crociati),  del quale diventò amico e dove quindi dette vita all’ecumenismo che costituisce la Sua grande e indimenticabile Profezia d’Amore anche verso il “nemico” e, perciò di Amore Universale.

Nell’ottavo anniversario francescano tutto ciò va tenuto fortemente presente, perché la grandezza di S. Francesco trae origine proprio da tale evento voluto e “costruito” tenendo conto del fondamentale insegnamento di Cristo.

Cosa fare quindi ci è dettato dall’opera di S. Francesco: ” fare in maniera, agendo con tutte le nostre risorse anzitutto, coinvolgendo le società civili degli Stati, affinché dall’Umbria, unita in un fraterno abbraccio tra tutte le sue componenti,  parta un messaggio a tutto il mondo perché si accorga che è giunto il momento di operare concretamente per la pacificazione delle  aree  squassate da  perenni, interminabili e crudeli conflitti.”.

Un contributo in tale senso riguarda precipuamente le Associazioni di Volontariato e quante organizzazioni anche espresse dalla Istituzioni  che vogliano agire veramente per la pacificazione che è cosa ben diversa dalla pubblicizzazione di uno sterile pacifismo di parte.

Occorrerà però anche tenere  presente che il pacificatore peregrinare francescano prese  il via nel 1207 (febbraio/marzo) allorchè S. Francesco si spogliò dei suoi vestiti  al cospetto del Vescovo di Assisi Guido e, alla ricerca della AMICIZIA, si recò a Gubbio presso la famiglia degli Spadalonga, dopo aver attraversato il territorio di  Valfabbrica  dove conobbe la UMILTA’ che  caratterizzo per sempre la Sua grande opera.